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Le solite cose raccontate più o meno bene.
E’ presente fotodocumentazione inequivocabile.
Niente a che vedere con.
Prendo invece le distanze da.
Ne valeva comunque la pena.
Combatto, praticamente solo, la Grande Malattia.
Io vivo a Padova. Sono, irrimediabilmente, post-padovano.

Elogio del Surf


El ga dà na bona idea a Venexia








domenica 1 luglio 2007 - ore 22:39


b/w
(categoria: " Vita Quotidiana ")

































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martedì 26 giugno 2007 - ore 22:51


Immobilità transfrontaliera
(categoria: " Riflessioni ")




Enrico Brizzi, Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro, Mondadori.

Non vorrei rovinarvi la sorpresa (WOW!) nel caso voleste leggerlo, solo alcune osservazioni.
Io ho sempre amato il Ragazzo Enrico e l’ho anche visto due volte in tournée con il suo gruppo postrock. Il tempo passa per tutto e per tutti. Avete presente Elvis?
Brizzi non scrive più di Bologne Meccaniche finite in un mattatoio (“Bastogne”) e di giovinetti viziati troppo punkrockers on delay che penetrano il cuore dell’Amore prima che la ninfa voli negli U.S.A. (“Jack Frusciante…”).
L’Autore è cresciuto, si è rotto un po’ (ma l’avevamo capito sin dall’inizio della sua avventura letteraria) della fuffa che ammorba il panorama editoriale italiano e dell’isolamento culturale che soffoca il nostro Paese. Guardiamo al Caso-Faletti: se Faletti scrive un ottimo thriller come “Io uccido” che ha un enorme successo planetario gli americani gridano al miracolo letterario; mentre gli italiani lo intervistano e gli domandano: “Dott. Faletti, dagli States ci dicono che Lei non è veramente stupido, ma è stato un comico professionista per decenni: confessi, è vero?”…

Enrico Brizzi si volge allora altrove e tenta l’impossibile: raccontare una storia realistica e dinamica su trentenni italiani ambientata fuori dall’Italia. O, per lo meno, al confine.
Ditemi: è possibile narrare di vicende interessanti relativamente a trentenni italiani nel 2007, quando la quasi totalità dei trentenni è precaria, abita con i genitori e conduce la stessa grama eistenza da subalterno/a che conduceva a 15 anni?
Ditemi: dove è possibile oggi in Italia scovare dei personaggi di un romanzo che possano essere interpreti significativi di una generazione?
Ditemi: che generazione siamo noi? Non una generazione di gobbi vigliacchi sballati part-time?
Qui da noi non può e NON DEVE mai succedere un kazzo di niente. Nessuno deve alimentare il dubbio, nessuno deve attentare alla Dittatura dell’Immobilismo, nessuno deve sanare o migliorare alcunché. Se no, non c’è solidarietà nazionale e generazionale. Immobili come i vecchi e più silenziosi di loro.
Non c’è limite alla Noia e alla Retorica nelle Lettere e nella nostra “società”.
Si può fare di più e farsi ancora più mediocri, infidi, vigliacchi, senili e morituri.
Mi si creda, non sto divagando. Chi leggerà “Il pellegrino…” si accorgerà che vi avevo ben avvertiti.
Ecco, allora, che Enrico non può che ambientare la vicenda 1) durante una vacanza 2) all’estero.

Ci sono due personaggi con i soliti improbabilissimi nomi paleonovecenteschi che Brizzi ama infliggere ai suoi caratteri. I due percorrono la Via Francigena da Canterbury a Roma a piedi nell’arco di alcuni mesi, il tempo che serve. Giunti in Svizzera, incontrano altri due amici italofoni dalla personalità più sbiadita che li accompagnano dai Cantoni francesi fino ad Aosta a piedi.
I personaggi potevano essere anche due o ventimila, il risultato non cambia. Al giorno d’oggi, negli italiani vi è solo il numero non il sangue dei valorosi avi.
Nel corso del viaggio i quattro sono tormentati dall’ingombrante presenza del “pellegrino dalle braccia d’inchiostro” del titolo. Egli è un diverso e fa paura per la sua diversità intrinsecamente maligna. Trattasi, infatti, di uno svevo (la Svevia è in Germania, al confine con la Svizzera tedescofona), cattolicissimo e un po’ (troppo) fuori di testa a causa della dedizione lisergica à la mode durante la sua adolescenza. Altra particolarità dell’uomo, che me lo rende simpatico, è l’essere coperto di tatuaggi.
Però di carattere religioso. Niente donnine, fiamme e pugnali, cari amici. Niente di tutto questo.
Però è un krukko e, par consequence, brutto e kattivo al di qua e al di là dell’Alpi. D’altronde, si sa, i tetteschi parlano da ridere e sono cattivi anche tra di loro e a casa propria. Perché sono tetteschi. E cattivi. Così per trecento pagine.

La trama è la seguente: si cammina, si cammina, succedono delle cose della cui importanza possono accorgersi solo gli italiani amnati dell’artifiZio. Soprattutto, ciò che sembra bello e buono è in realtà mendace e malvagio. Au contraire, ciò che sembra brutto, debole e morituro trionfa spavaldamente.
I quattro camminano da farsi venire le vesciche (mica come i loro nonni nel gelo della guerra in Russia). Ammirando le Alpi c’è sempre tempo per ripetere all’infinito le solite noie di Casa Italia, guardandosi bene dal prendere qualsivoglia decisione.
Si è partiti italiani e si rientrerà ancora più italiani.
L’Euro trip da Canterbury non li salva.
La Via Francigena condurrà inevitabilmente a Roma.
Immagino che i quattro, rincasati, si saranno mangiati un bel piatto di pastasciutta.
Da nessuna altra parte al mondo si mangia bene come in Italia.
Morissero tra i ghiacciai, Brizzi avrà già provveduto a quattro bare nere con un bel drappo tricolore dell’estate dei vittoriosi Mondiali di Calcio 2006.

Come se ciò non bastasse, Brizzi indugia impunemente sul tasto della misoginia. L’argomento, evidentemente, lo appassiona. Ci sono le amicizie tutte al maschile, il tifo durante le partite della Nazionale di calcio viste alla TV di uno chalet ad alta quota, i pochi soldi, i sogni generazionali pari a zero. Le donne no. Se ci sono servono tanto per. Esse sono belle o brutte ma non dimostrano personalità, non svolgono alcun ruolo.
Cosa fanno gli ideali trentenni italiani nel romanzo di Brizzi? Non lavorano, si assentano dal Paese. Non scopano. Lasciano i figli alle madri a casa. Svendono le attività ai cinesi. Fumano le canne come un Lord britannico gusterebbe del brandy davanti al caminetto, non sono in grado di organizzare in itinerario di una sola giornata mentre attraversano i più pericolosi passi alpini “perché lassù mi è rimasto dio”.
Gente che muore di vecchiaia.

Se mi rimane ancora un po’ di sangue nelle vene, trovo la forza di riferire che – orrore! – il finale è la più violenta pugnalata buonista che si possa dolorosamente immaginare.
Il Ragazzo Brizzi mi aveva già inferto un colpo indimenticabile con “Oscar Firmian”, laddove il Bene (il Bene, capite? L’Amore, capite?) trionfa e al Male non è lasciato neanche un premio di consolazione.
Ma qui fa più male. “Il pellegrino…” è una sassata con un ciotolo alpino in pieno muso.
Ci hai fatto male, Enrico.

Riporta a casa gli scooteristi tagliagole di “Bastogne”, le croccanti patatine postrock di “Jack Frusciante…”, i sani istinti di com’eravamo.
Cadano nell’abissale crepaccio del Canton Vaud, i quattro inconsistenti chierichetti senzaterra e infinitamente ciarlieri nel cuore delle Alpi.
Sia la mano del barbaro svevo a colpire con germanica lucida crudeltà: un tedesco su per i monti senza un coltello non è dato in natura.
Muoiano, infine, dopo lunga degenza in ospedale a causa di malattie veneree inoculategli da sprovvedute animatrici francophones del noiosissimo corteo di scout.
Oppure, Enrico, tornino i quattro, ma fa’ che siamo noi a partire!

Tu sei quello che amava SUPERTOGNAZZI, do you remember?
Scriverai ancora delle notti belle di Laida Gran Bologna con i concerti OI! dei NABAT?
Tornino i KattivSSimi!
Un’intera Generazione Zero li aspetta da tempo immemore sulla soglia di casa con una candela accesa nella notte e una bottiglia di vino. Quello buono.




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mercoledì 30 maggio 2007 - ore 13:25


Entra nella mia vita e finisci ciò che altre hanno iniziato
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono single e non me lamento. Ma alcuni amici (Fret, forse?), sì.
Non si può essere sempre innamorati o impegnati con una donna.
Inoltre, nell’ultimo periodo 1) ho lavorato molto; 2) mi sono tatuato un sacco; 3) ho amato la mia defunta moto. Come vedete, tempo non ce n’era.
Se cercavo affetto, compravo un gatto e ne mettevo le foto su questo sito.

Vale forse la pena di ricordare anche qui la frase che ripeto spesso: "Io, le donne, le rispetto".


Ma che stiamo aspettando?

Per accontentare gli amici solleciti (tra questi vi è forse anche Fret?) traggo dal web e adatto alla bisogna:

Ciao,
sto cercando una donna con cui avere una disastrosa relazione di 3-9 mesi e che finisca in acrimonia, caos emozionale e possibilmente procedimenti legali.




Mi chiamo Lostwave, vivo a Padova, ho 33 anni, sono ben educato, ho un buon lavoro e sono piuttosto stabile. Mi dicono che sono carino, ma lascerò che sia tu a giudicare; di solito sono altruista e molto onesto.



Cerco una donna attraente che inizialmente mi dia amore ossessivo, approvazione e devozione, ma la cui paranoia, odio per sè stessa e paura di essere rifiutata e abbandonata la porti prima o poi alternativamente a cacciarmi e riprendermi, in un circolo di amore e odio che conduca a infedeltà, atti di violenza consensuali ed eventualmente a un esaurimento nervoso per uno dei due o, se siamo fortunati, entrambi!





Dovresti:
- avere tra i 20 e i 35 anni
- avere avuto storie brevi, intense e piene di drammaticità
- gradire il sesso degradante e deumanizzante
- avere avuto valutazioni psichiatriche negative
- essere pronta a usare la minaccia di farti del male e/o autodistruggerti come arma per controllare il tuo partner e obbligarlo a stare con te e prendersi cura di te

Dita Von Teese

Anche se non necessario, preferirei una donna:
- con un bel sorriso
- con la quarta, o più
- già sposata o impegnata in una relazione instabile
- che beva per dimenticare
- che sia stata diagnosticata borderline, con personalità dipendente o bipolare, o che sia al momento sotto litio, inibitori della serotonina o antidepressivi triciclici.

Se pensi di soddisfare questi requisiti (e, wow, mi sono esaltato al solo scriverli!) non esitare a contattarmi al più presto. Nel frattempo grazie per aver letto questo annuncio, e stammi bene.

Augurandoti ogni bene,
Lostwave

ps: ho scritto questo messaggio per ripetere il grande annuncio al neon che apparentemente ho in fronte, e che tutte sembrano vedere, tranne me.



Lostwave



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domenica 27 maggio 2007 - ore 20:39


Il Circo Volante del Barone Von Lostwave
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cari Amici e Amiche a due e quattro ruote,

Sono contento di essere ancora con voi in questo pazzo pazzo mondo.

Poteva andare diversamente, ma per mia fortuna il Cielo su Padova ha disposto a mio favore.

In breve, sono una delle innumerevoli vittime della strada.

Colpito a tradimento da un’autista criminale.

Gente che va stoppata subito perché domani lo rifà e dopodomani è al suo Paese e si è già dimenticato tutto. Senza pagare nulla.

E’ andata così:giovedì sera intorno alle 21.00-21.30 circa tornavo verso il centro di Padova, dopo essermi fatto due nuovi tattoo nello studio di un amico. Si sono rivelati scaramantici.





Passavo tranquillo con il verde pieno a velocità moderata.
Proseguivo dritto, incolonnato dietro altre autovetture.
Mi avvicinavo senza alcun movimento brusco a una fila di auto ferme di fronte a me e...

DUE INDEGNI in auto mi tagliano la strada e mi centrano in pieno.
Solo perché non hanno voluto aspettare il giusto deflusso e volevano svoltare alla loro sinistra tagliando la curva come in un video game dello ZX Spectrum.

Solo una mia breve frenata ha evitato il peggio.

Sotto di me vedo correre senza posa l’asfalto caldo pulito delle Brentelle.
Intorno a me si stagliano le scritte BOOM, BANG, CRASH, KA-BOOM cui il telefilm di Batman ci ha abituati.
La strada saggia la tenuta delle protezioni della mia giacca da cascatore.
Il casco da cavaliere nero vale tutti i suoi soldini quando tiro una bella testata per terra.

Dopo pochi istanti vengo soccorso dai passanti e dall’amico tatuatore che mi seguiva a breve distanza: "sta’ tranquillo, sto bene!", gli dico. E’ abbastanza vero.

I due ospiti indegni non si avvicinano nemmeno per dirmi una parola.
Cercano però di disporre l’auto in posizione diversa. Inutile: ci sono testimoni e le strisce per terra.
Ma che belle persone circolano per le strade delle nostre città!?...

L’ambulanza mi sbarella via e i portantini mi avvertono che stiamo per entrare nelle Riviere dove il manto stradale è tutto un colabrodo a causa dei lavori del metrobus.
Vi lascio immaginare cosa possa significare per una persona con le ossa fratturate o anche peggio…

Fine serata in Area Verde senza alcun tipo di bevanda alcolica ma contornato da due amiche crocerossine subito accorse (bionda + mora = eccellente, ragazze!); e amici gentilissimi che anche questa volta non erediteranno la mia biblioteca e i cd di musica ignorante.

Ringrazio sentitamente portantini, infermieri e medici che mi hanno assistito.
Soprattutto, l’infermiera brasiliana che mi ha disinfettato: no, sciocca, che non mi facevi male… magari, Mi Vida Loca!

(La mia scarpa dopo l’incidente. Se la prendete in mano si apre come un pallone da calcio esploso)


Ne ho per qualche settimana. Spero che la gamba e il piede sinistro tornino come prima.
La mia Suzuki no, di sicuro.
Chi l’ha vista dice che è irriconoscibile.
Le volevo bene e avremmo trascorso molto tempo insieme questa estate al mare e sulle Dolomiti.

Attualmente il Circo Volante del Barone Von Lostwave è ricoverato nel suo hangar.
Ma ricordate: niente e nessuno ci potrà fermare!




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martedì 22 maggio 2007 - ore 21:33


Vedi il mare quant’è bello
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domanda: ma in quale modo possono essere compilati gli annunci economici nella città di Napoli?
La risposta è ovvia: con estro, arte e fantasia!
Avvertenza: questi annunci sono VERI.



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ANNUNCI ECONOMICI REALMENTE APPARSI SU QUOTIDIANI NAPOLETANI
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I ~ Astrochiromante diplomata con corso di formazione della Regione Campania predice futuro o effettua pulizie delle scale e finestroni dei palazzi a prezzi interessanti.

II ~ Automobile con la scritta Polizia vendesi. Identica a una vera: affarone!!!

III ~ Apparecchiatura per tomografia assiale computerizzata, identica a quella rubata all’ Ospedale Santa Maria Pietosa degli Orfanelli Ciechi, vendesi a clinica privata. No perditempo!

IV ~ Bambini da crescere o già cresciuti, provenienti da tutto il mondo, vendonsi. No documenti.

V ~ Bellissimo quadro antico raffigurante due vecchi che si picchiano a bastonate vendesi ad intenditore.

VI ~ Camorrista impartisce lezioni private di guida sportiva. No principianti.

VII ~ Cameriera laureata con lode in lettere moderne impartisce lezioni private scuole medie e superiori. Si paga prima!

VIII ~ Circolo ricreativo "Don Bosco" cedesi causa autobomba.

IX ~ DJ Pino Catramaro offresi per feste private, anche delinquenti.

X ~ Disco volante, motore diesel a tre tempi, carburatore a bicchiere, testata abbassata per assetto sportivo, fotografato dalla rivista Notiziario UFO e dall’autovelox della Polizia Stradale sulla A1 Napoli-Milano vendo al miglior offerente.

XI ~ Poliziotto vende giochi Playstation e PC anche in Italiano, tutti i giochi sono funzionanti al 100%. Scrivere per ricevere lista.

XII ~ Gong cinese rubato nel 1985 al batterista dei Rolling Stones vendo causa candidatura al Parlamento Europeo.

XIII ~ Hai meno di 18 anni e vuoi diventare attrice? La Hot-Video 2002 ha l’occasione che fa per te. No perditempo.

XIV ~ Interessante offerta di lavoro per incensurati disposti a viaggiare. Noi diciamo, tu ci pensi, ci rifletti con calma e poi ci fai sapere.

XV ~ Language International School organizza corsi di Inglese per femmine e per persone molto anziane. Sbrigatevi che stiamo per entrare in Europa!

XVI ~ Greco, Latino, Italiano, Storia e Geografia collaboratrice domestica impartisce lezioni a prezzi convenienti. Non si accettano buoni pasto.

XVII ~ Mummia Egiziana, identica a quella che era esposta ai Musei Vaticani fino a pochi giorni fa, vendo o scambio con telefonino funzionante.

XVIII ~ Porto d’armi vendo o scambio con patente per motoscafo.

XIX ~ Rinomata multinazionale leader nel settore cerca persone che non risultano all’anagrafe. Ora non possiamo spiegarvi in due righe come funziona la storia, contattateci per un colloquio privato.



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domenica 13 maggio 2007 - ore 22:48


Resisti!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Caro Ryan,

non sei uno che parla molto neanche se sollecitato.
Lascia allora che sia io a dirti due cose.

Ogni sera dopo la palestra preparo la cena nel mio wok.
Mi faccio compagnia con la TV, evitando accuratamente di inkazzarmi alle notizie del Tiggì idagliano
Ecco allora che arrivi tu con l’allegra spiaggia di casi umani di The O.C.
Siete il mio alibi per cambiare canale e ascoltare i deliri ultraconservatori di Giuliano Ferrara e Ritanna (?) Armeni.
A tempo debito.

Nell’attesa del Giuliano nazionale mi faccio un po’ gli affaracci di quell’inferno di finte bellizzime, reali nerds, posthippies irredenti, new radicals fantamiliardari, fake lesboz, pornomamme, minoranze allogene che ci spiegano come bisogna vivere: il tutto tenuto insieme da un collante /melassa di indiscusso e indiscutibile buonismo a stelle e strisce.

Newport merita solo di essere punita da squadracce di surfisti in uniforme billabong + volcom muniti di mazze da baseball , sanguinari concerti dei primi Christian Death, aggressioni notturne da parte di Lost Boys capitanati dal nonmorto Kiefer Sutherland, tsunami di latinos tatuati con la Madonna di Guadalupe a bordo di funeree hot rod. Accadrà.

Nel frattempo rifletti, Ryan: tu sei diverso, non appartieni a quel mondo.
E’ vero, vieni da una condizione sociale drammaticamente infelice e nella vita hai avuto davvero poche opportunità.
Questo contribuisce a renderti più simpatico dei tuoi coetanei mosci che giocano con il cavallo di legno detto Capitan Avena.
Ma ti stai riscattando alla grande. Ci piace il tuo lavoro per Fox.



Ad esempio hai dato tutto il tuo amore sulla spiaggia alla bambolina n. 1 di Newport (dopo la madre pornostar negli 80’s. Julie stessa dice: "beh, sai , erano gli anni Ottanta).



Anche se la tua famiglia ospite ti pone in ambigue ridicolizzanti spiacevolissime situazioni - e inverosimili anche in California - tu conservi una notevole dignità, mandi giù e, se è il caso, pesti duro.
Non cedere, non diventare triste come tutti gli altri casi umani!
Hai Marissa. Hai la boxe. A breve avrai l’università.
Non cedere.

non sei solo. Noi crediamo in te.



Resisti, Ryan, resisti!

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venerdì 11 maggio 2007 - ore 22:36


I prati intorno alla Bastiglia
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Qui trovate i post sulle esperienze maturate nel corso del periodo Erasmus negli ultimi 20 anni. A completamento del post sottostante sull’attualità dell’inizitiva europea.

Leggo e diffondo. Li potete leggere nel blog dedicato ai diritti degli studenti e dei lavoratori di Federico Pace:

http://lavoro.blog.kataweb.it/federicopace/2007/05/venti_di_erasmu.html

Abbattiamo l’isolamento! Lunga vita all’Erasmus!



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giovedì 10 maggio 2007 - ore 21:49


Italiani in libera uscita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da La Repubblica del 9 maggio 2007


Al via a Bologna le celebrazioni italiane per il ventennale del programma europeo
Prodi: "Per la laurea obbligatori sei mesi all’estero". Dal 1987 sono partiti quasi 200mila italiani
In festa i ragazzi che sognano l’Europa

DI FEDERICO PACE

BOLOGNA - I primi, poco più di duecento, sono partiti con il treno. Quando l’iPod e le linee low-cost non esistevano ancora. Neppure nella mente degli imprenditori più visionari. Gli altri, quelli che sono venuti dopo, li hanno seguiti in gran numero. In tutto a oggi sono quasi duecentomila gli italiani che, dalla sua nascita nel 1987, hanno approfittato del programma Erasmus per studiare qualche mese in un’università europea. Ragazzi e ragazze che hanno finito per incarnare, forse inconsapevolmente, meglio di tanti altri interpreti ufficiali, il sogno dell’Europa che è stato di Robert Schuman e Altiero Spinelli.

Sono soprattutto destinate a loro le celebrazioni che prendono il via oggi a Bologna sotto il nome "Venti di Erasmus", alla presenza del premier Romano Prodi e di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. A fare gli onori di casa ci saranno anche il ministro delle Politiche giovanili Giovanna Melandri, e Fabio Mussi, il ministro dell’Università e della ricerca. Si parlerà di come il programma ha cambiato la percezione dell’Europa degli stessi europei e dei benefici che i giovani ne hanno tratti. "Simone Veil parlava dell’Europa come di uno stato d’animo - ci ha detto il ministro Giovanna Melandri -. Sono poche le iniziative che, al pari dell’Erasmus, hanno contribuito a formare questo stato d’animo. Un milione e mezzo di europei sono partiti per vivere un’esperienza di vita. Noi abbiamo la voglia di celebrare questi ragazzi." Per loro a, partire dalla serata di giovedì 10 verrà aperto alla Darsena del Porto di Rimini il Villaggio Erasmus, un grande spazio all’aria aperta di oltre mille metri quadri che ospiterà per due giorni mostre e incontri culturali.

Il presidente del Consiglio Romano Prodi nel suo intervento ha rilanciato sul piatto una proposta che guarda molto avanti: sei mesi obbligatori all’estero per tutti i laureati. "Per laurearsi - ha detto il premier interevenendo all’inaugurazione - devono essere necessari sei mesi trascorsi in un altro paese europeo". I sei mesi, ha spiegato il Professore - potranno anche essere lavorativi in azienda, nelle pubbliche amministrazioni o nel servizio civile. E di fronte ai dubbio sulle disponibilità delle risorse necessarie per finanziare un’idea del genere, Prodi ha risposto che "se c’è solo un euro da investire va investito nei giovani e nel futuro". Il ministro dell’Università Fabio Mussi, nel suo intervento, ha accolto con favore il disegno del premier ma ha precisato che "è un programma massimo."

Obiettivo degli incontri di questi giorni non è quindi solo quello di celebrare ma anche di cogliere l’occasione per rilanciare il programma oltre nuove confini e capire se c’è qualcosa da migliorare. "Noi vogliamo - ci ha detto il ministro Melandri - che i fondi europei destinati a questo programma vengano aumentati e che ne venga esteso il perimetro di applicazione. E’ importante che Erasmus Mundus decolli e che si allarghi anche verso i paesi del Mediterraneo."

Quelli che partono. Secondo i dati della Commissione europea a partire tra gli italiani sono soprattutto quelli con un’età compresa tra 21 e 23 anni (da soli rappresentano più del sessanta per cento del totale). Poco meno della metà lo fa al terzo anno di università. Molti di loro scelgono di stare cinque o sei mesi ma più del 20 per cento rimane anche dieci mesi o più.

Ogni anno sono circa 16mila le ragazze e i ragazzi italiani che si staccano da casa per andare a bagnare i piedi nel mare della cultura europea. Forse meno di quanti dovrebbero. "Ancora oggi sono solo l’8 per cento i laureati che hanno studiato all’estero anche per un breve periodo". Così ci ha detto Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea che a Bologna presenta l’indagine "Study Experience Abroad". "Solo il 27 per cento dei laureti in lettere moderne straniere va all’estero a studiare per qualche mese. Come è possibile studiare queste materie senza andare fuori dai confini nazionali? Dico di più, quelli che vanno di meno fuori sono gli studenti delle facoltà scientifiche. Proprio loro che hanno un linguaggio così universale. Forse è vero che c’è anche un carico didattico sovradimensionato. Ma ci si deve affrancare con più facilità dalla famiglia. Solo così ci si prepara a misurarsi meglio con il prossimo."

L’Erasmus comunque piace a tutti quello che lo fanno. Secondo un’indagine realizzata dalla Commissione europea, per oltre il 90 per cento degli italiani è stata un’esperienza buona o molto buona e solo l’1,5 per cento si è detta insoddisfatto. Molti di loro confessano che questo periodo gli ha permesso di capire molto meglio le persone con un differente background culturale o di etnia diversa (nove italiani su dieci). Ma non solo, a molti è capitato anche di cambiare le proprie aspirazioni e di interrogarsi più ampiamente sui propri valori personali.

I problemi economici. Durante l’Erasmus, se ci sono problemi semmai, questi sono soprattutto di natura finanziaria. Circa un quarto degli italiani (il 25,1 per cento) ha ammesso di essersi trovata in qualche modo in difficoltà mentre in media agli studenti europei è successo lo stesso al 19 per cento. E solo per il 28,9 per cento degli studenti italiani i conti in tasca sono andati bene o molto bene (la media europea è del 36,6 per cento).

Non solo. Dai dati dell’indagine Study Experience Abroad di AlmaLaurea si ricava l’evidenza che a partire sono soprattutto i figli di genitori laureati. Minori, molto minori sono invece le percentuali di chi proviene da famiglie più svantaggiate. L’ambiente familiare rischia di giocare due volte, dal punto di vista culturale e dal punto di vista economico, un ruolo troppo importante. Cosa si può fare per fare sì che ad Erasmus possano accedere anche i ragazzi meno fortunati? Il ministro Melandri propone la formula dei prestiti agevolati. "Stiamo per siglare - ci ha spiegato - una convenzione con il sistema bancario (il Protocollo d’intesa con l’Abi ndr) per offrire a condizioni di favore tre linee di credito indirizzate proprio ai ragazzi e alle ragazze con condizioni sociali sfavorevoli che dovrebbe partire già dal prossimo anno. La prima prevede il prestito d’onore per sostenere i costi di iscrizione all’università e per iscriversi a un master. La seconda linea per favorire la mobilità territoriale. In questo caso penso soprattutto a trovare una soluzione al problema del costo degli affitti e anche a promuovere i periodi di studio all’estero. Infine la terza linea di prestiti per accedere alle tecnologie."

Per Cammelli si deve fare in modo che "ci siano somme più elevate in tempi più rapidi e certi. Si deve dare di più a chi ha di meno. Dare poco a tutti vuol dire perpetuare le precedenti disparità. Stendhal diceva amaramente che ogni genio che nasce donna è un genio perduto per l’umanità. Facciamo in modo che non sia lo stesso per tanti figli di famiglie disagiate."



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lunedì 7 maggio 2007 - ore 23:48


I risultati del sondaggio
(categoria: " Amore & Eros ")


Alle 23:10 di lunedì 7 maggio 2007 , per raggiungimento della quota di votanti prevista, dichiariamo chiuso il sondaggio dedicato a: La Tua Ragazza Ideale.

La vincitrice ufficiale è la Ragazza Svedese Bionda Piena di Fiducia nel Weekend.

I nostri più vivi e sinceri complimenti!

Ecco sotto riprodotti i dati ufficiali.

RISULTATI DEL SONDAGGIO:
" LA TUA RAGAZZA IDEALE È: "
TOTALE VOTI: 50


10 voti (20% La tua ragazza attuale

12 voti (24% Svedese bionda e piena di fiducia nel weekend

6 voti (12% Ignorante e mangia il gelato macchiandosi la T-shirt Rock’n’Roll

6 voti (12% Sudata ed entra nella vasca da bagno con una bottiglia di whiskey

9 voti (18% Suicide Girl e groupie dei Metallica

7 voti (14% Studentessa Erasmus con gli occhialetti conosciuta in biblioteca

La vittoria è meritatissima anche perché la Ragazza Svedese Bionda Piena di Fiducia nel Weekend ha mietuto la maggior parte dei consensi sin dal primo giorno del sondaggio e ha sempre mantenuto la prima posizione.

Le nostre felicitazioni vanno anche alla seconda classificata: La Tua Ragazza Attuale; e alla terza classificata: Suicide Girl e Groupie dei Metallica.

Un grazie di cuore per aver partecipato al sondaggio anche alla Studentessa Erasmus con gli occhialetti conosciuta in biblioteca e alle altre candidate a pari merito.

E qui trovate le foto promesse delle Svedesi Fiduciose nel Weekend. HEJA SVERIGE!





























Esprimiamo gratitudine nei confronti di tutti/e coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo post in qualità di votanti e di Fiduciose.

E ancora un grazie a tutte le Ragazze Svedesi Fiduciose nel Weekend!

Grazie di esistere!

SVERIGE: DU GAMLA, DU STORA!

(Peccato solo non aver potuto postare anche le foto delle altre candidate... that’s life!)


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sabato 5 maggio 2007 - ore 15:56


Ultimi 3 giorni prima della chiusura del sondaggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Gent.mo Popolo di Spritz.it,

Come preannunciato, lunedì 7 maggio chiuderò il sondaggio dedicato alla Ragazza Ideale.
Faccio il tifo per Lei, ma non posso dire chi è perché non voglio influenzare il voto delle presidenziali in Francia (oggi già votano i dipartimenti d’Oltremare).



Lunedì 7 maggio posterò i risultati analitici del sondaggio e li sottoporrò al Vostro parere di sociologi padovani.



Soprattutto, inserirò foto eloquenti della Vincitrice e di tutte le protagoniste del sondaggio.





Dài forza al tuo Ideale: vota la tua Ragazza Ideale!

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