BLOG MENU:


M@rcello, 30 anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO? Lavoratore
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO

"Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese.

"La Casa degli Spiriti" di Isabelle Allende.

HO VISTO

...il tempo scorrere,

STO ASCOLTANDO

Alla veneranda età di 30anni ho scoperto Mina...che vergogna!

Mangoni e Spinetti;

MadreDeus;

The Knife;

Celso Fonseca;

Il Teatro degli Orrori;

Domenico Modugno;

Roberto Vecchioni.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

...una rendita.

STO STUDIANDO...

...me stesso.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


BLOG che SEGUO:




BOOKMARKS


Crtitica musicale
(da Musica / Cantanti e Musicisti )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 5538 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Io non invecchio...miglioro.




giovedì 1 dicembre 2005 - ore 14:32


Generalizzazioni
(categoria: " Riflessioni ")



Dicono/dicevano:
il tempo è una modalità di funzionamento, una proprietà dell’universo, non esiste se non solo come nostra percezione.
I dati sono sensibili come una lingua in formazione, concetti complessi e costanti conservative.
Dalla terra sono nati gli orologi i pendoli e noi microscilliamo seguendo un limite che tende all’infinito.
Il vuoto il nulla l’assenza sono costanti universali.
La velocità è assoluta. (x=v*t).
Il tempo è un numero e i numeri sono anche negativi, ma il tempo non scorre all’indietro e si presenta in quantità piccole e indivisibili come in una pellicola audiovisiva. Nulla comunque ci vieta di far scorrere un filmato a ritroso per osservare così un moto conforme alle previsioni delle leggi fisiche.
Ma c’è anche chi dice/diceva che un sistema fisico evolve nel senso di maggior disordine.
Poi la rivelazione: i campi gravitazionali, i buchi neri.
Il tempo diventa/è diventato così: termodinamico, psicologico, cosmologico.
La causa precede l’effetto, passato e futuro sembrano/sembravano completamente determinati da leggi fisiche; prima della meccanica quantistica prevedere il futuro era un problema di calcolo non di principio.

Poi la Luce, in pieno spirito Cristiano, cambia/cambiò ancora le carte in tavola. E il banco allora vinse: relatività ristretta, quantistica, generale.
Il tempo è finito, e con il sole si può interagire solo ogni otto minuti sempre rispettando le linee estreme della velocità.
L’universo è finito, ma senza confini, incurvato su se stesso come un maniaco in depressione,
Una particella assolutamente ferma potrebbe essere ovunque nell’universo, esistono infiniti universi, ci piacciono le equazioni.
Poi ancora questi buchi neri dove avvengono cose piuttosto strane. Uno spazio tempo singolare, universi neonati, luce che si auto-organizza, astronauti che hanno visto il proprio tempo rallentare fino a fermarsi.
E per finire il Bing-bang la nuova origine dell’universo viene/veniva ucciso da Euclide. Lo spazio tempo è finito, il nostro tempo è immaginario e molto più reale di quanto potremmo mai vagheggiare.
Chiedo/chiederò/chiedesti scusa al mondo della tecnica, Chiedo/chiederò/chiedesti scusa a Voi/lor signori, ma la scienza è/fu ideologia, pura vanità, è/fu un misero atto di fede.
E’/fu, come ho sentito dire una mattina in fila davanti alla porta d’uscita del 15, “ottimismo da struzzi”.
In conclusione visto che amo le citazioni, visto che mi cibo di pensieri altrui, "visto che hai già visto come in pista i tuoi pensieri circolanti nella prassi sfocianò (L.Bonarini)”, riporto ciò che l’uomo di Catania canticchiava “…e il giorno della fine non ti servirà l’inglese”.



Mi squilla l’armonium…vi saluto amici.

[Liberamente tratto da un libro di fisica delle superiori quando, sedotto dallo stesso, me ne stavo “sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi ”]


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 22 novembre 2005 - ore 23:07


Giulia appena il tuo nome può bastare
(categoria: " Riflessioni ")



Trovare i suoi occhi e tutte quelle piccole imperfezioni che la rendono bellissima e accessibile.
Ossessione diventa ossessiva, un pensiero fino e sensuale. La sua pelle raggrinzita, sottile. Le rughe sotto gli occhi, il suo collo esile, sgraziato, un decoltè marcescente color del miele; la sua piccola testa di rettile.
E’ l’alba ed è un biancore quasi salino. Penso: la nostra indole infantile anche se ha subito modifiche non potrà mai essere estirpata, ma l’esperienza è razionale. E come posso non amare i cartoni animati giapponesi, come posso dimenticare Junior Tv, Kyashan, Harlock, il Galaxy, Indastria. Sono loro in certo senso ad avermi cresciuto, ad avermi dato una sensibilità, un modo di guardare le cose; e i miei genitori....i miei genitori non lo capiranno mai perché a quel tempo tornavano dall’aver inquinato il mondo.
Gabbiani, cigni di metallo e cieli azzurri, toast scaldati sulle bistecchiere, tappeti pieni lego e biglie di ceramica, un tepore che mi si abbandona addosso…Heidi. Il freddo giudizio predispone a grandi conquiste.

“…Hai gli occhi acerbi, hai qualcosa addosso come una specie di infelicità”. Mi dici (chissà dove l’hai letto).

“Sei come la morte che non tocca” io rispondo.

Sorridi...e solo tu sorridi a quel modo.

“…Chi è troppo abituato a stare solo non desidera altro e in certo senso lui stesso diventa artefice di una possibile solitudine, ovvero fugge dagli uomini. Credimi, vorrei ancora una volta ridere e scherzare con gente sconosciuta, interessarmi ai loro progetti, ai loro sentimenti; condividere spazi, odori, sensazioni, idee, esistenza. Ma non riesco. Non voglio, in tutto questo non trovo uno scopo.
Mi specchio: non mi riconosco. Trovo cose migliori nelle mani di altri, trovo mani di altri nelle cose migliori. Il sesso è diventato acqua fresca, una categoria mentale con la quale decifrare il mondo. Beh…forse lo è sempre stato. Questo tempo è violento, arrogante, superficiale (e anche questo forse lo è sempre stato) e l’unica cosa che mi riesce di fare è archiviare, collezionare, nascondere, rubare immagini e volti. La mia vita passa così, di mano in mano, destinata nei recuperi della memoria, nei maneggi della mia sconfinata e inutile fantasia, accanto ai miei preziosi desideri, alle mie superbe invidie: le donne, la fama, il lusso, gli alberghi, la vita intensa divisa tra gli affari e il divertimento, il successo, una traccia nel tempo: l’arte. Poi, (e questa è la cosa che più mi fa sorridere, restituendomi al tempo stesso la misura della mia mediocrità) come quando al cinema si fa luce e ci si guarda con quelle facce amare e disincantate quasi increduli che la realtà sia cosi invadente, mi trovo a comprendere che tra mille sogni e desideri, tra vane e inutili ricerche di talenti nascosti, di corse delle speranze, di verità tascabili, la più originale, sicura, unica, semplicissima cosa che desidero è quella di essere finalmente un “uomo”. Un uomo.

“………………”
“……………………………….”

“...Ma cosa significa essere “uomo”. Tu sai cosa significa essere “uomo”? Io non ne ho la benchè minima idea, continuo a chiedermelo ma mi sfugge. Significa forse trovare delle responsabilità? portare a termine le cose? probabilmente significa scegliere? aver qualcosa da proporre? una giornata? uno stile? o magari prendersi cura degli altri? interessarsi alle persone, al mondo, alla vita. No, no, niente di tutto questo. Essere uomo non significa. L’uomo è come un orologio di Cartier, un argomento fallace. La verità da miliardi di anni non è farsi lampo, è non avere abbastanza forza per accettare la nostra mediocrità. Ti chiedi mai quanto siano delicate le tue mani?.”

“…”

“…si…?”

“ Non capisco....”

“….”



“……no…no, non importa, lascia pure perdere, non vi è nulla da capire. E’ solo che la vita non è più bella come un tempo.”

Quella fu l’ultima volta che le parlai. Quella sua gentilezza puerile mi faceva un po’ tremare.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 22 novembre 2005 - ore 22:08


Un Santo a piedi nudi
(categoria: " Riflessioni ")


" I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza, nè dal potere, ma dal piacere di donare.
E che la morte è rimorso per chi non ha saputo aprirsi in vita alla compassione, per chi non ha saputo amare i gatti randagi."




"C’è bisogno di tanta pietà per i gatti randagi, come per gli uomini."


Fabrizio De Andrè.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 22 novembre 2005 - ore 08:56


L’autodeterminazione della donna #01

(categoria: " Pensieri ")


Elegante Escort,




solo per gentleman esigenti che pretendono il meglio.


Segnala ad un amico.


LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



martedì 15 novembre 2005 - ore 23:16


###05
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Un mondo violento costruito sulla violenza degli ideali della rivoluzione francese può risponderti come solo l’acqua può dissetarti veramente.



Guanti di pelle e styling spray.

L’importante è non vedere.

See you later Mia.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 15 novembre 2005 - ore 11:55


MAgic ShoP

(categoria: " Musica e Canzoni ")


C’è chi parte con un raga della sera
e finisce per cantare "la Paloma".
E giorni di digiuno e di silenzio
per fare i cori nelle messe tipo Amanda Lear
vuoi vedere che l’Età dell’Oro
era appena l’ombra di Wall Street?
La Falce non fa più pensare al grano
il grano invece fa pensare ai soldi.
E più si cresce e più mestieri nuovi
gli artisti pop, i manifesti ai muri




i Mantra e gli Hare Hare a mille lire
l’Esoterismo di René Guénon.
Una Signora vende corpi astrali
i Budda vanno sopra i comodini
deduco da una frase del Vangelo
che è meglio un imbianchino di Le Corbusier.
Eterna è tutta l’arte dei Musei
carine le Piramidi d’Egitto
un po’ naifs i Lama tibetani
lucidi e geniali i giornalisti.
Supermercati coi reparti sacri che vendono
gli incensi di Dior
rubriche aperte sui peli del Papa.


Franco Battiato (L’era del Cinghiale Bianco 1979)

LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



mercoledì 9 novembre 2005 - ore 22:17


Un Santo a piedi nudi
(categoria: " Riflessioni ")



Fabrizio è un calmo oblio a cui, per la sua struttura, la mente umana è particolarmente disposta.



"E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell’imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano."


Giugno ’73
Volume 8 (1975)


LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



martedì 8 novembre 2005 - ore 13:22



(categoria: " Musica e Canzoni ")


Rubami l’amore e rubami
il pensiero di dovermi alzare
e ruba anche l’ombra di fico che copre
il cicalar della comare
che vedo bianco di calce e pale
pigramente virare
e ho in bocca rena di sogno
nella rete del sonno meridiano
che come rena
mi fugge di mano

Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore

Sud
fuga dell’anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all’amor
vivere accesi dall’afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c’è strada per andare
che non sia di camminar


Mescimi il vino più forte più nero
talamo d’affanno
occhio del mistero
olio di giara, grilli, torre saracena
nell’incendio della sera
e uscire di lampare
lentamente nel mare
bussare alle persiane di visioni
e di passi di anziani

Sud
fuga dell’anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all’amor
vivere accesi dall’afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c’è strada per andare
che non sia di camminar

rubami la luna e levagli
la smorfia triste quando è piena
e ruba anche la vergine azzurra
che ci spia vestirci stanchi per uscire
fresca camicia di seta in attesa
croccante e stirata
per lo struscio e un’orzata
nel corso affollato in processione
la banda attacca il suo marciar
così va la vita


Vinicio Capossela - Camera a Sud (1994)




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 3 novembre 2005 - ore 08:39


###04

(categoria: " Pensieri ")


Pastorale sulla cultura,
pietà per la dottrina
semplice come chi agisce.




Le capre bianche, paramenti e dissentire
perdono e lascio cadere.




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 28 ottobre 2005 - ore 13:50


Fornicazione
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Fornicammo mentre i fiori si schiudevano
al mattino e di noi prendemmo piacere,
sì, l’un l’altro. Libero.
Ora la mia mente andava,
seguiva le orme delle cose che pensava.
Una canzoncina ardita mi premeva
le ossa del costato...
e, il desiderio di tenere
le tue tenere dita.



Vorrei tra giaculatorie di versi spirare -
e rosari composti di spicchi d’arancia,
e l’aria del mare,
e l’odore marcio di un vecchio porto,
e come pesce putrefatto putrefare.

Franco Battiato
(L’Ombrello e la macchina da cucire 1995)

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI