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![]() M@rcello, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Lavoratore Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese. "La Casa degli Spiriti" di Isabelle Allende. HO VISTO ...il tempo scorrere, STO ASCOLTANDO Alla veneranda età di 30anni ho scoperto Mina...che vergogna! Mangoni e Spinetti; MadreDeus; The Knife; Celso Fonseca; Il Teatro degli Orrori; Domenico Modugno; Roberto Vecchioni. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... ...una rendita. STO STUDIANDO... ...me stesso. OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Crtitica musicale (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
Io non invecchio...miglioro. venerdì 7 ottobre 2005 - ore 15:50 Breve invito... Se ti vuoi ammazzare, perchè non ti vuoi ammazzare? ![]() (F.P) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 7 ottobre 2005 - ore 12:32 Chelsea Hotel #2 And clenching your fist for the ones like us who are oppressed by the figures of beauty, you fixed yourself, you said, "Well never mind, we are ugly but we have the music." ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 6 ottobre 2005 - ore 18:57 un giorNo purchessia Vivere è un presente ininterrotto. Proseguiamo ciechi e dimentichi, ci abbandoniamo. Non ho più cuore. I suoi occhi guarderanno ancora. Tornerà quella mollezza nel meditare voglie e desideri, torneranno pensieri e giudizi. I giudizi migliori svenduti a qualche sconosciuto. L’amavo anch’io. Una cosa dolce e terribile come amare la propria sorella di sempiterna gelosia, di infinito timore. Eppure sono tranquillo, mi dico sereno, attendo. ![]() Il solo pensare questa tranquillità mi stanca. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 6 ottobre 2005 - ore 14:00 Hegel Ricordo il suo bel nome: Hegel Tubinga ed io avrei masticato la sua tuta da ginnastica. Il nome se lo prese in prestito dai libri e fu come copiare di nascosto, fu come soffiare sul fuoco. Cataste scolastiche: perché? Quando tutto è perduto non resta che la cenere e l’amore; e lei nel suo bel nome era una Jena. Chi di noi il governato e chi il governatore son fatti che attengono alla storia. Chi fosse la provincia e chi l’impero non è il punto: il punto era l’incendio. Erano gli esercizi obbligatori estetici, le occhiate di traverso, e tu guardavi indietro; c’eravamo capiti, capiti all’inverso. Ci diventammo leciti per questo. D’altronde, d’altro canto. A volte essere nemici facilita. Piacersi è così inutile. Un bacio dai bei modi grossolani sfuggì come uno schiaffo senza mani. Talmente presi ci si rese conto d’essere un’allegoria soltanto quando ci capitò di dire, indicando il soffitto col naso, di dire "Noi due" e ci marmorizzammo. La corda tesa, amò l’arco e la tempesta la schiuma, il cuore amò se stesso, ma noi non divagammo. L’animo umano è nulla se non è una pietra da scalfire ricavando i capelli e il suo bel piede. Era la collisione, il primo scontro epico, perché non scritto ma cavalcato a pelo, ed ognuno esigeva la terra dell’altro, le mani, la terra, la carne, il terreno. ![]() Lucio Battisti [Hegel] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 5 ottobre 2005 - ore 18:26 in tRasvolata ...oggi sono pensieri magri e banali, conclusioni errate, parole mediocri. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 5 ottobre 2005 - ore 08:31 a Costance Dowling, Roma Torino 17 Marzo 1950 “Cara Connie, volevo fare l’uomo forte e non scriverti subito ma a che servirebbe? Sarebbe soltanto una posa. Ti ho mai detto che da ragazzo ho avuta la superstizione delle “buone azioni”? Quando dovevo correre un pericolo, sostenere un esame, per esempio, stavo attento in quei giorni a non essere cattivo, a non offendere nessuno, a non alzare la voce, a non fare brutti pensieri. Tutto questo, per non alienarmi il destino. Ebbene mi succede, che in questi giorni ridivento ragazzo e corro davvero un gran pericolo , sostengo un esame terribile, perché mi accorgo che non oso essere cattivo, offendere gli altri, pensare pensieri vili. Il pensiero di te e un ricordo o un’idea indegni, bruti, non s’accordano. Ti amo. Cara Connie, di questa parola so tutto il peso - l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella vita, e così male, che è come nuova per me. Ora, sono solo col mio lavoro, con Torino, con gli altri –Ciccio e Dada. Amore il pensiero che quando leggerai questa lettera sarai già a Roma – finito tutto il disagio e la confusione del viaggio -, che vedrai nel tuo specchio il tuo sotteso e riprenderai le tue abitudini, e dormirai da brava, mi commuove come tu fossi mia sorella. Ma tu non sei mia sorella, sei una cosa più dolce e più terribile, e a pensarci mi tremano i polsi. Cara sto lavorando per te, a presto.” ![]() Cesare Pavese. [09 settembre 1908 Santo Stefano Belbo (Cn) /27 Agosto 1950 Roma ] LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 4 ottobre 2005 - ore 13:54 16 dicembre 2004 Suonare è un pò come pregare. La continua ripetizione di un pensiero, non aversi più nella quiete che regola le cose. [/Lemmi che si perdono avvicendandosi...] Come uccelli che riposano sostenuti dal vento. E’ vero i suoni comunicano con dio COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 4 ottobre 2005 - ore 08:49 Defecatio isterica “Se la dannazzione e il privilegio sono la stessa identica cosa , se non esiste differenza tra il sublime e l’infimo, se il figlio di Dio può essere giudicato per della merda, l’esistenza umana perde le sue dimensioni e diventa insostenibilmente leggera .” …..vi vedevo il Signore Iddio su una nuvola. Era un vecchio, con gli occhi, il naso e una lunga barba, e io mi dicevo che se aveva la bocca doveva anche mangiare. E se mangiava, doveva anche avere gli intestini. Quell’idea mi faceva venire subito i brividi, xchè gli intestini di Dio mi sembravano una bestemmia. Senza alcuna preparazione teologica capivo quindi già da bambino l’incompatibilità tra la merda e Dio, e di conseguenza anche la discutibilità della tesi fondamentale dell’antropologia cristiana, secondo la quale l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Gli antichi Gnostici lo sentivano con la stessa intensità con cui lo sentivo io a cinque anni. Per risolvere questo problema maledetto, Valentino grande maestro della Gnosi sosteneva che “ Gesù mangiava, beveva, ma non defecava”. “la merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà, e quindi in fin dei conti possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo.” ![]() [L’insostenibile leggerezza dell’essere] M. Kundera COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 3 ottobre 2005 - ore 16:50 Amarcord "Sono convinto che se alla fine della nostra esistenza ci fosse concesso di dire qualcosa, se fossimo veramente sinceri, canteremmo una canzonetta!" "La musica, fin da ragazzino, mi ha creato una dimensione di profonda malinconia. E’ qualcosa da cui devo difendermi, a meno che non riguardi il mio lavoro. Se lavoro posso fare di tutto, il lavoro diventa un grande scafandro di protezione da qualunque cosa, altrimenti la musica mi aggredisce. Credo che tutto questo accada perchè la musica ti resistituisce il peso, la miserabiità della tua situazione, con un ricatto continuo: alludere a qualcosa di più perfetto e di più armonioso, da cui tu devi essere escluso. "Stravinskij sosteneva che non si può dire niente della musica perchè è vicina a Dio. Ma al di là del misticismo che tutti siamo disposti ad attribuirle, la frase di Stravinskij è da condividere. Io guardo i musicisti sempre con una forma di ammirazione, un po’ stupefatta, perché assomigliano a degli astronauti, ai palombari, a gente che si espone a radiazioni pericolose. Tutto questo perchè la musica diventa il veicolo che porta alla stanza segreta di te stesso, alla parte occulta. Ecco perchè considero voi musicisti come degli argonauti, che riescono ad andare là dove la maggior parte della gente rifiuta di andare..." ![]() Brani tratti da un intervista del 1991 con Lucio Dalla, raccolta da Vincenzo Mollica nel libro Parole e disegni, (Einaudi, Torino 2000) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 1 ottobre 2005 - ore 17:34 29 aprile 2004 Sotto la pioggia, alla fermata dell’autobus, una donna in passeggero equilibrio abbraccia delle cartelline verde acqua. Tiene un ombrello turchese, ha una giaccia rossa, incrocia le gambe che sbattono contro una sacchetto della spesa; l’acqua è cosi pesante da piegarle le caviglie. Fermare le cose con lo sguardo aspettando che si spieghino, che diano una qualche risposta. La strada, le macchine la pioggia, niente e nessuno comunicano alcunché. Mi sento come al solito povero e sospeso tra l’inconsistenza del mio pensare. La pagina bianca, il mio animo lavato da vive tristezze: nessuna parola nella testa. Attendiamo assieme. Le idee si muovono così che tutto si rallenta, come la foschia che si stende sul litorale allontanandosi dal giorno. Distratto sono il suo pensiero. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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