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m.organ, 27 anni spritzino di OZ CHE FACCIO? ascolto einaudi, brindo alla vita che scorre via Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO --how to be good - nick hornby (in inglese) --un libro su gesù HO VISTO la gente abituarsi a qualsiasi dolore, a qualsiasi situazione senza ribellarsi. meglio abituarsi. STO ASCOLTANDO blonde redhead,cristina donà, bach, ludovico e ludvig, vinicio capossela ora yann tiersen ti piacciono le riviste di meccanica? ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... preparare la valigia... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... come sempre allegro con tendenze suicide ma con stile. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
cantare a squarciagola sulla mia vespa, l’attimo prima di rivederti, progettare un nuovo viaggio, vedere il mio cane che mi corre incontro, piangere senza senso, sentire l’odore della pioggia, tutti i libri che ho letto, la musica colonna sonora della mia vita, la mia prima opera, detestare liberamente, mani che mi cercano, l’odore del mare odore di casa mia, l’andare via e il sapore di tornare, le persone che amo e che mi sanno ancora emozionare, le promesse fatte da ubriachi, il domani che non arriverà mai e dopo è già passato, le foto nel portafoglio, ricordi appesi, il momento dell’innamoramento, scrivere quello che mi passa per la testa, le ore al telefono, gli amici che non cambieranno mai e tutti quelli passati, le coperte calde e dormire sulla spiaggia, le tue parole che mi entrano dentro. Tutto ciò che ho già visto, che sto per vedere, e che forse non vedrò mai. martedì 24 giugno 2008 - ore 07:34 LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 20 giugno 2008 - ore 12:28 arenato dove ancora non so camminare. mettere un piede davanti allaltro, sai non è difficile andrea lhai fatto tante volte. è solo un gesto automatico, privo di significato. ma ora sto passando un periodo strano tra mille viaggi e mille persone incontrate, come in un dormiveglia lungo quasi un anno in cui non sei mai del tutto cosciente, in cui sembri quasi non padrone del tuo destino ma solo un altra comparsa. ti sembra di vedere un film da fuori, ridi quasi per lassurdità della storia, così banale così scontata. e poi ti accorgi che è la tua vita e che non cè un cazzo da ridere soprattutto quando sei appoggiato al bancone di un bar e vedi un tramonto e non noti la sua bellezza ma solo il tempo che scivola via. non ho paura è solo fottuta rassegnazione. è per questo che apri gli occhi e sai cosa devi fare ma sconvolgere il tuo essere di sempre ti risulta impossibile. è solo un passo nella direzione giusta. è solo camminare dove sai, anche se il buio fa tremendamente paura. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 12 giugno 2008 - ore 10:21 perdere tutto, arrivare a toccare il fondo e poi ancora più giù dove non esiste più il possedere, e la materia perdersi nella bellezza di gesti inconsueti e riuscire a meravigliarsi del giorno che arriva liberarsi di quello che mi riporta indietro. essere dentro nelle viscere della terra e finalmente arrivare fino alla profonda convinzione di essere vivo. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 10 giugno 2008 - ore 09:23 torino di notte è affascinante, si lascia vivere, ti sorride quasi come quella amica che non vedevi da tempo con i suoi occhi profondi e quella timidezza iniziale andata subito in mille pezzi. è bastata una bottiglia di vino in un locale a te familiare, io non ne ho bisogno, sai adoro volti nuovi. mi danno una sorta di strana sicurezza. e poi di corsa tra le mille vetrine illuminate del corso a prendere in giro i passanti come due bambini quasi innocenti, a prenderci in giro tra parole inventate e promesse che sappiamo non manterremo. e poi ancora fiumi di parole e bicchieri vuoti, camerieri che raccontano un improbabile storia della città e bar che ci sbattono fuori... e ridere davanti ad un cartellone pubblicitario, correre sotto la pioggia ma non fa più freddo, ora non più. momenti vivi, momenti veri. e ritrovarti dopo più di un anno esattamente come eri, tu e il tuo dannato sorriso. torino cornice insolita e calda con la pioggia che non cessa di venire giù si sentono echi di risate in lontananza, due ragazzi si tengono per mano e corrono insieme sono bagnati e stupidamente felici. si sono ritrovati ancora una volta sapendo che domani si perderanno di nuovo. ma non importa ora, cè la pioggia che disegna il mio sorriso. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 6 giugno 2008 - ore 12:32 Mi incanto a guardare la gente che cammina velocemente fuori dalla vetrina dell’internet point, la barba lunga mi da fastidio ma riporta lo sguardo sul cursore che lampeggia aspettando impaziente che io scriva qualcosa. Dopo il primo mese senza cellulare non mi manca più anzi mi iniziava a dar fastidio il ruomore delle suonerie, ha un vago ricordo di rumore di catene. Si parlava di un cursore impaziente e di un foglio inesorabilmente bianco, dannate parole venitemi in aiuto. So che devo scriverti ma ora non so cosa, o forse lo so e non voglio rendermene conto. Il viaggio era la soluzione. Il viaggio non come fuga, bada bene, il viaggio usato come conclusione di un nuovo inizio troppo incasinato anche per me. E le parole ora non servono neanche più, ora potrei fare solo un infinito giro di parole ma infinitamente vuote. Io ti amavo e questo è il fatto. Anzi io ti amo. ho sempre pensato che fosse una parola da quindicenni, pensa te che scemo. Ma prima di concedermi a te dovevo capire, dovevo trovarmi, dovevo amare me stesso o almeno accettarmi. Come potevo dirti questo? Come avresti potuto capirlo? io non lo avrei mai accettato ma non sono certo come te, tu credi a tutti e spesso ho odiato questo tuo lato, e solo ora capisco di averlo odiato perché non era mio. Una coppia attraverso la strada, si tengono per mano, lui le sta raccontando qualcosa lei lo guarda divertita, si guardano dritto negli occhi, si guardano dentro. Chiudo la connessione. Ho gli occhi lucidi e parole morte in gola, ho le spalle tagliate dallo zaino troppo pesante e la mente piena di pensieri che si accavallano. Mi rialzo ed esco, ho il passo stanco ma vado avanti, non so quello che mi aspetterà dietro quella curva, ma domani sogno di rivederti sorridere. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 3 giugno 2008 - ore 08:22 il mio professore di filosofia mi diceva sempre che bisogna contestualizzare il fatto per avere una visione giusta, portare la situazione allo stato attuale delle cose, solo oggi scopro che invece a volte è meglio lasciare tutto comè, con quella patina di vecchio ma che non sa di tristezza antica ma di un recente e caldo passato. quando scopri che anche tuo padre è un uomo e sbaglia come te. quando ti accorgi che non sei più tu quello da difendere. quando mia nonna mi portava a messa. e quando mio nonno mi portava a raccogliere le pesche. contestualizzare. per poi scoprire che lessere umano è imperfetto, e non importa se aveva le spalle larghe e le mani grandi. ora sono aperte e stanche, anche lo sguardo sembra spegnersi, ma la fierezza quella no. lasciare il sapore delle cose chiuso nella mia mente, la pesca del campo è sempre la più buona e mio padre mi solleva con una mano. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 30 maggio 2008 - ore 18:21 destinato a fingere. a volte basta solo un testo di una canzone per farti capire chi o cosa sei. ecco io sono una finzione. o meglio, non riesco a uscire mai dal personaggio che mi sono creato, quello fatto di sorrisi, quello fatto di mille amici dei quali non me ne frega un cazzo. vedo le persone come se fossi aldilà di uno schermo che mi sono costruito e mi fanno ridere come tutti vivano seguendo determinati schemi precisi, impossibilitati o incapaci di uscirne, e se fossi io quello sbagliato? perchè non sono come te? voglio vivere una vita intensa. voglio bruciare in fretta. ma bruciando voglio che la mia fiamma si veda bene. destinato a fingere. uomo di carta LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 23 maggio 2008 - ore 07:55 rimini ha un fascino particolare se la sai guardare al di fuori di quello che appare, non so se sia più un amore quasi d’obbligo per la mia città. da casa mia sento il rumore del mare e non è poco, ti ringrazio anche per questo. a berlino mi trovo bene ma sento che devo nuovamente cambiare aria. con Ada è finita,da tempo sto trascinando la storia senza un effettivo motivo, anche lei se ne è accorta, credo che sappia di non essere più innamorata di me, ma sai com’è lei la vede come una sconfitta e so che lotterà affinchè non avvenga. anche in germania arriva il sole, non è quello delicato delle mie mattine primaverili quando il babbo ci portava al parco, è più invadente. o forse anche lui mi vuole dire che sono io sempre fuori posto. guardo il mio passato e lo vedo sempre pieno degli stessi errori, incapace di evolvermi. volerò a parigi e mi riprenderò sara. mi mancano le nostre colazioni... sono in una stanza abbandonata e grigia ma mi trasmette calore e rannicchiato qua per terra aspetto. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 17 aprile 2008 - ore 07:51 GIOCHI DI VITA EVITABILE spesso mi chiedo se la vita è tutta qua. mi ricorda vagamente la scuola elementare, esercizi di ripetizione. lavoro,ragazza,amici,stress,calcetto,gita alla domenica. centro commerciale.le vasche in centro. la discoteca, i giovani che non sono giovani. i giovani che vogliono crescere, i vecchi che non vogliono crescere, e via ad un altro giro di giostra. viaggio, mi allontano spesso ma la mia vita mi segue caparbia, non si stacca mai da me. e allora se corro va tutto bene, vedo frammenti di persone, brandelli di vita diversissimi nella loro uguaglianza, posti e persone nuove di zecca. nuovi amici. nuovi posti. nuova vita. almeno per un pò. so di avere un equilibrio di merda, devo sempre appoggiarmi ad altro, incapace di stare in piedi sulle mie gambe. e come un pianeta più grande finisco per attrarre persone che finiscono inevitabilmente per schiantarsi su di me. poi a volte mi capita di sedermi su una cassetta di frutta con una birra calda in mano e cè questa ragazza dalla pelle scura e gli occhi profondi, parla un inglese perfetto, ci capiamo come penso mai prima. allora magari penso che la vita a volte riesce ancora a sorprendermi. quando scopri che il tuo nonno è finito in galera da giovane. quando per un cazzo di giorno riesci a spegnere la testa. quando una ragazza riesce a leggerti dentro. e magari non ha paura di schiantarsi. il sapore delicato della tua pelle il profumo che mi inebria i sensi uno sguardo alla cartina ci sei mai andata? perfetto stringimi la mano. fino al prossimo schianto LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK martedì 15 aprile 2008 - ore 16:49 ripartire, questo è quello da fare. ora trovare il come mi sembra solo un pò più difficile. ripartire ma stando fermi si intende. ok ora proviamo a mettere ordine. l’inizio è il ritorno, anche se dovrebbe essere la fine questa. il ritorno come punto di partenza. la riflessione è partita tutta dall’aeroporto di colonia, destinazione bologna, anche se il sapore non era quello di tornare a casa. ora qui dovremmo aprire una bella riflessione sul vero concetto di casa, perchè da anni ormai non ne ho, almeno quella fisica. credevo che il tornare sarebbe stata la cosa giusta da fare, credevo che una volta tornato al nido avrei potuto vedere le cose da un altra angolazione, prospettiva diversa. tornato dopo anni ho notato che anche il sapore dell’aria era identico, sempre con quella sobrietà, sempre con quella fierezza che ho finito per odiare. dovrei spiegare il come. questo non è difficile, solo non ne ho la minima voglia. mi manca quel pezzettino di cellule. mi mancano da morire. erano solo stupidissime cellule unite insieme, erano solo infiniti atomi, era solo. non era...ma sarebbe stato mio figlio o mia figlia non so. erano solo particelle che hanno finito per distruggermi, e scusami marie ma non ho la forza per sostenerti, mi odio per questo ma non ci riesco proprio. ora sono tornato e dovrei ripartire. voglio solo nuotare in un liquido amniotico, caldo e familiare, voglio solo nuotare in un liquido amniotico magari quello dove vivevi tu. 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