BLOG MENU:
m.organ, 27 anni
spritzino di OZ
CHE FACCIO? ascolto einaudi, brindo alla vita che scorre via
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO

--how to be good - nick hornby
(in inglese)
--un libro su gesù





HO VISTO

la gente abituarsi a qualsiasi dolore, a qualsiasi situazione senza ribellarsi. meglio abituarsi.

STO ASCOLTANDO

blonde redhead,cristina donà, bach, ludovico e ludvig, vinicio capossela ora yann tiersen
ti piacciono le riviste di meccanica?

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

preparare la valigia...

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

come sempre allegro con tendenze suicide ma con stile.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


BLOG che SEGUO:




BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!


UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 5694 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

cantare a squarciagola sulla mia vespa, l’attimo prima di rivederti, progettare un nuovo viaggio, vedere il mio cane che mi corre incontro, piangere senza senso, sentire l’odore della pioggia, tutti i libri che ho letto, la musica colonna sonora della mia vita, la mia prima opera, detestare liberamente, mani che mi cercano, l’odore del mare odore di casa mia, l’andare via e il sapore di tornare, le persone che amo e che mi sanno ancora emozionare, le promesse fatte da ubriachi, il domani che non arriverà mai e dopo è già passato, le foto nel portafoglio, ricordi appesi, il momento dell’innamoramento, scrivere quello che mi passa per la testa, le ore al telefono, gli amici che non cambieranno mai e tutti quelli passati, le coperte calde e dormire sulla spiaggia, le tue parole che mi entrano dentro.
Tutto ciò che ho già visto, che sto per vedere, e che forse non vedrò mai.


mercoledì 2 aprile 2008 - ore 08:57


andata...e ritorno?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vi parlo di Morgan signori, vi parlo di quel caro fottuto bastardo che non è altro si perchè da lui non riuscirete a capire molto, scrive scrive e basta.
non è un grande amico, va a momenti, a volte ti prende e ti trascina via con sè ed è come un vortice di energia non sai mai cosa farai ne dove si andrà ma quando c’è è qualcosa di magico.
e poi cosa accade?
non si sa, probabilmente viene fuori l’altro lato della medaglia, quello con gli occhi tristi e il sorriso accennato, quello che sparisce per mesi senza sapere dove cazzo sia finito.
perchè a lui finisci per volergli bene anche se non se lo merita.
ma per chi lo conosce da anni come me sa bene come è fatto quel cane di morgan, troppo timido, troppo introverso per questo mondo.
scusate non sono certo bravo come lui con le parole, ma morgan è come dire...inadatto a vivere in questo mondo qua e piano piano è scivolato via, lui che è come l’acqua, è instabile.
cazzo.
tremendamente instabile.
l’ultima volta che l’ho visto era alla festa di paolo, cazzo gran festa quella, donne e birra a fiumi, non mi divertivo così da una vita!
e poi lo vedo in un angolo della casa, ma in verità non so dove fosse la sua mente, allora mi avvicino barcollando e mi stringe per un fianco e con la sua voce delicata mi dice "perchè non riesco a divertirmi come voi? vorrei tanto essere come te"
insomma non ci ho dato peso alle parole e non cio ho mica creduto che volesse essere come me, magari era l’alcool magari non ho capito ma da allora non lo si vede più in giro.
gran tipo davvero questo morgan, lui, la sua vespa e quel giubbotto di pelle consumato sempre troppo leggero.
troppo leggero come lui.
ma non diteglielo il nostro amico non accetta troppe critiche ed è un tipo storto e alza le mani facilmente, a vederlo così piccolo e magrolino non gli dareste una lira, ma credetemi picchia duro quel cane.
ma se devo dire la verità ora mi manca anche se dovrei essere abituato ai suoi vuoti, alle sue assenze, perchè alla fine come mi diceva sempre lui ci si abitua a tutto.
ma non credetegli, in fondo lui non ci crede davvero, e quando torna sarà come sempre, sarà qualcosa di magico, sento un rumore di una vespa in lontananza, me lo immagino con il giubbotto stretto stretto e qualche lacrima negli occhi, cazzo di un sensibile.
non preoccupiamoci, morgan tornerà e quando lo farà davvero sarà di nuovo magia.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



mercoledì 12 marzo 2008 - ore 08:02


nei posti più insoliti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi ho scoperto che l’amore si nasconde anche dentro un piatto di penne
a 27 anni credere di sapere come gira il mondo è pura presunzione, a 27 anni cercare di convincersi che il vero amore non esiste è pura follia.
a qualsiasi età credere che l’amore lo si costruisce è anarchia sentimentale.
frasi tremendamente banali, frasi che mi vengono fin troppo facili, parole che scorrono via veloci come il rumore di un treno in lontananza.
ma non è il mio treno, non ancora, non sono neanche arrivato in stazione.

si parlava di un connubio strano, quasi matematico nella sua linearità di risultato, un piatto di penne e l’amore.
quanto è bello quando qualcuno fa qualcosa per te senza che tu gli abbia chiesto niente?
forse è proprio il mio essere egoista che mi porta a dare un valore molto alto ad un gesto spontaneo.
e allora sorrido perchè capisco che della vita non ho ancora capito un cazzo. capisco di non capire.
altro che linearità matematica, nella mia vita la matematica ha lasciato più parentesi tonde aperte che altro.
a volte vorrei essere più cinico, vorrei poter fare una scopata con una ragazza della quale non mi importa e sentirmi bene,
vorrei che il mio cervello si spegnesse almeno per un po...
vorrei...

ora invece devo andare, no non è arrivato il mio treno, non ancora almeno.
c’è solo un piatto che mi aspetta e un amica che abbassa lo sguardo e sorride.
è bellissima e sorride.
"mi sa proprio che si sono scotte...non è vero?"
le assaggio e la guardo.
"sono le penne più buone che abbia mai mangiato."
ed è vero.

LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



giovedì 6 marzo 2008 - ore 18:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La prima volta che vidi Marie non la notai, la seconda si come in una poesia di neruda. navigo ormai nelle acque esperte dell’essere una persona adulta con tutto quello che ne consegue.
ho un assicurazione privata, guido una bella macchina e ho anche pagato il canone Rai. si lo so, sono ormai l’unico.
ma la mamma mi ha insegnato ad essere responsabile e io sono annegato nelle mie piccole certezze materiali.

non è vero che la redenzione arriva tramite un altra persona, anche se devo dire aiuta soprattutto se hai un carattere instabile come il mio. e poi fanculo la redenzione. fanculo le mie cose materiali che mi tengono inchiodato.
ma marie mi ha stravolto la vita e fareste un grosso errore nel pensare che la mia vita "precedente" non fosse piacevole, non sono mai stato aperto al cambiamento, ho sempre detestato le novità.
potrei stare ore a descriverla, a dire che effetto mi provoca ogni suo sguardo indirizzato a me, ma non ho tempo.
un taxi bianco e un biglietto di sola andata sono il mio presente immediato.
chiudo la connessione a internet come se fosse un gesto carico di significato, come se chiudendo il mio portatile dessi un taglio netto alla mia vita fino ad ora.
a volte parlavo di redenzione....
a volte ne ho dette di stronzate.
molte volte ho creduto di potere scappare.

" credo che c’ho un grosso buco dentro, ma anche che...il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro le stronzate con gli amici, bè ogni tanto questo buco me lo riempono. credo che la voglia di scappare da un paese con 20.000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merx."


LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



venerdì 8 febbraio 2008 - ore 08:15


l’assurdo mondo fuori
(categoria: " Vita Quotidiana ")


volevo raccontare favole ecco questo è il principio.

volevo far entrare la gente in un mondo fantastico, volevo trascinare le persone che amo fuori dalla realtà, pensavo che se gli avessi costruito attorno un muro fatto di parole belle e semplici nessuno sarebbe riuscito a toccarle.
ma poi cos’è successo?
non so quando il mondo abbia iniziato a contagiarmi, non ricordo più quando abbia iniziato a credere che l’amore è solo una parola senza significato e che la gente è incredibilmente egoista.
o forse ho solo aperto gli occhi e fuori è sempre stato così...
mio nonno ha vissuto la sua vita come se fosse in un grande gioco, o almeno così mi ha sempre raccontato, anche lui fino alla fine ha voluto nascondermi dal mondo, anche alla fine quando lo accompagnavo in ospedale per le cure mi diceva che non faceva cosi male come dicono.
poi dall’altra parte c’è sempre stato mio padre. lui la realtà me l’ha sempre sbattuta in faccia. prima ti accorgi di come gira il mondo e meglio è.

quando porto la nonna a trovarti devo sempre controllare che non sia troppo freddo, sai lei ha il passo stanco e tu sei sdraiato in fondo al cimitero, si ammala in un attimo avvolta in quello scialle troppo leggero.
quando guardo la tua foto non riesco a non pensare che abbiamo perso noi nonno e che il mondo fuori è troppo forte.
poi stringo la mano alla nonna e mentre la accompagno alla macchina la porto ancora nel nostro mondo e quando finalmente sorride siamo di nuovo tutti e tre insieme.
e il mio muro fatto di parole resiste ancora un po nonno...

Racconto favole su di te che ascolti così preziosamente



LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



martedì 22 gennaio 2008 - ore 09:03


sperduto tra le colline
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho sempre cercato di costruirti intorno favole, mi piaceva l’idea di farti galleggiare in un mondo creato apposta per te, volevo farti viaggiare sopra tutto come se leggendomi riuscissi per qualche istante a farti dimenticare tutto il resto.
pretenzioso lo so.
che vada male il mondo ma per cinque minuti ti porto in un mondo fatto apposto per te.
almeno ho tentato.
sai che sono arrivato qui solo per te, sai anche che ho sempre attribuito alle parole un valore enorme.
ma poi avrei voluto portarti a fare una passeggiata lungo al mare o per le vie del centro che siano in svizzera al sud o da me questo non importa.
e molte volte continuo a non capire....
la mamma non mi ha fatto molto perspicace lo dovresti ben sapere.

Accorcerò la distanza e ti verrò a cercare quando il buio resta e fa risaltare la tua assenza

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



martedì 8 gennaio 2008 - ore 08:14


l’autodistruzione come via per la felicità
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la strada scivola via veloce, i radiohead mi urlano nelle orecchie e finalmente ogni connessione con quella che si può definire la vita reale viene staccata.
ora sono come un prolungamento meccanico della mia macchina, ora sono solo una bolla che volteggia, elegante bellissima instabile e fragile.
la mia terra mi guarda solo un istante ma intensamente e mi chiede di rallentare un poco, solo quel poco per potermi sussurrare parole che conosco già.
sono un ramo tagliato di un albero che muore, sono a terra e lo vedo spegnersi lentamente, quasi non mi dispiace neanche più.
una curva mi appare all’improvviso, il mio corpo sbanda solo un attimo ma riprendo la strada.
sorrido per quel brivido improvviso, sorrido per un lampo di luce.
inizio a pensare ma i pensieri viaggiano ad una velocità talmente forte che non li riesco a decifrare ma tutto ciò mi fa alzare inconsciamente il piede dall’acceleratore.
come essere a casa e non sentirla più tua.


il rumore della tua risata.
la mano fra i capelli.
brandelli di vita che torna
sentire i tuoi passi veloci nel corridoio.
vieni.
c’è sempre posto per te.

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



mercoledì 12 dicembre 2007 - ore 10:32


furtivo è il pensiero rivolto a te
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sabato sera stavamo come al solito aspettando andrea fuori da casa sua. Aspettare andrea era diventato un modo di stare con lui, un rituale, sapevamo benissimo che avremmo aspettato almeno mezzora buona prima di vederlo scendere. Con lui era così, gli si dava un orario, naturalmente anticipato rispetto al vero orario concordato e lui puntualmente come un orologio svizzero tardava. In realtà abbiamo passato più tempo ad aspettarlo che stare con lui. Nel frattempo Silvio si è buttato a capofitto su una spiga, dopo anni di esperienza sarebbe capace di rollarla anche con una mano sola, cazzo di un genio. Il genio della cartina. Peccato che per quanto sia bravo con le mani non lo è altrettanto con le parole. Il suono della sua voce è sempre una novità, almeno le poche volte che la senti. Perché silvio non parla quasi mai, sorride spesso, ti guarda con i suoi occhi color ghiaccio e ti scruta l’anima, i suoi occhi sempre con quel velo di tristezza dentro, i suoi occhi incapaci di mentirmi.
Con silvio stavamo le ore in silenzio uno di fianco all’altro seduti in macchina, fumavamo insieme e ogni tanto commentavamo i passanti, a volte solo con lo sguardo.
Eravamo riusciti a creare un nostro personalissimo codice fatto di gesti e sguardi, ogni movimento prendeva un significato preciso. Con lui potevo godermi il silenzio senza aver bisogno di dire una puttanata qualsiasi per non sentirmi in imbarazzo. Silenzio e basta. Essere con lui voleva dire essere con me stesso. Badate bene, non voleva dire essere soli, tutt’altro. Con lui ero me stesso alla seconda.


LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



martedì 11 dicembre 2007 - ore 08:07


quando hai un elefante in casa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ora c’è oro nella mia vita.
Oro giallo, oro prezioso, di quello da nascondere bene la notte, di quello da mostrare di giorno.
Non sono mai voluto essere al centro dell’attenzione, semmai mi piace più stare al margine ma con un piedino dentro, che non si dica di me che non c’ero.
Ho sempre pensato che forse il mondo ha una rotazione più veloce delle mie azioni, sono sempre rimasto in bilico su una corda tesa tra il fare e il pensare.
E non il dire certo.
Frankie volerà da me, ora lo so.
Mio nonno mi diceva sempre di seguire i suoi consigli, subito dopo mia nonna mi prendeva in disparte e mi diceva di ragionare con la mia testa, questo è il vero significato di coppia.
Sono convinto che mio nonno sapesse benissimo che poi sarebbe arrivata lei a confutare tutto, solo per questo parlava.
e noi che coppia non siamo? che non viviamo di quotidianità?
E allora vada per i silenzi, lunghi e interminabili, quelli che ti lacerano quelli che ti lasciano con mille punti interrogativi.
forse milioni
Perché ci sono vari tipi di silenzi, molti valgono veramente più di mille parole.
Ma non il tuo.
Il tuo non mi dice niente, il tuo ha il sapore malato di frasi a metà di parole senza senso, anche il silenzio si rende conto di non essere mai stato così vuoto.
C’è un vecchio proverbio del mio paese che recita circa cosi: quando il padre della muta le ha dato uno schiaffo lei ha detto ahi.
In realtà non l’ho mai capito, forse intendeva dire che le parole sono pronte per partire e sono nascoste dentro di noi, forse significa che quando meno te lo aspetti arriva il suono della voce,
dannato me, mai stato perspicace.

Nel mio petto però c’è oro, di quello che brilla, se provi a guardarlo bene, un po più vicino, così intensamente, ecco ora lo vedi.
Lo senti.
È forte quasi ti abbaglia.
E non avere paura, se il mio oro ti acceca ti conduco io per mano, dentro di me.



LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



venerdì 7 dicembre 2007 - ore 10:37


oggi mi sento così
(categoria: " Vita Quotidiana ")






LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



mercoledì 5 dicembre 2007 - ore 15:10


ogni cosa ha il suo inizio
(categoria: " Vita Quotidiana ")






LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI