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http://g-dem.forumfree.net/

CONTATTO MESSENGER: driftangle@hotmail.it

IO CI STO!!

Vi lancio una sfida..nel mondo dei blog siamo numerosi però possiamo riuscirci a far girare un messaggio a tutti...è per una causa buonissima
ANTIPEDOFILIA!
Perchè episodi su TANTI BAMBINI siano solo un brutto ricordo per tutti. Daremo un segnale...CREDIAMOCI INSIEME!

Ricopiate sul vostro blog questo stralcio e vediamo quanti di noi riescono realmente a dar vita a questa campagna e, dopo averlo copiato aggiungete la vostra firma..come dire IO CI STO!!!!
Rudy.Goten77.Phenomena.VioletLady.-V-. Vicky_80, SAEUDO,mace,



mercoledì 26 luglio 2006 - ore 15:26


ICARO, QUANDO UN SOGNO DIVENTA REALTA’
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... AL PREZZO DELLA VITA



Ad Atene nacque il primo uomo che scolpì la pietra, che cesellò i metalli, che insegnò le leggi dell’architettura. Si chiamava Dedalo e fu veramente un artista incomparabile ed un ingegno complesso e meraviglioso. Dedalo fabbricava statue così belle e modellate con tanta perfezione da sembrare animate di vita,



cesellava i troni degli dei e i treppiedi preziosi per i templi divini, costruiva palazzi fantastici e sapeva in ogni circostanza ideare nuove geniali opere d’arte.Un suo nipote, Talo, rassomigliava, per ingegno a lui : aveva trovato un giorno nella campagna una mascella di serpente ed aveva avuto l’idea di servirsene per segare un ramo d’albero.

Il risultato fu così brillante, che Talo, pensò di tagliare nel ferro una serie di denti e di adoperarlo per segare i tronchi. Aveva così inventato la sega.Dedalo capì subito che il nipote aveva veramente un grande talento e, temendo di essere in seguito eclissato da lui, lo condusse una mattina sull’alta Acropoli e, a tradimento lo gettò nel vuoto.


Ebbe un bel dichiarare poi davanti all’Areopago che era accaduta una disgrazia: non gli credettero e, per punizione, fu mandato a Creta in esilio.
Qui Minosse, re di Creta, aveva una figlia ancora bambina, a cui, come a tutti i ragazzi, piacevano i balocchi. Dedalo, appena giunto alla corte del re, per ingraziarsi la principessa, le costruì il meraviglioso giocattolo animato che ora vi descrivo.Scolpite nel marmo più puro, alcune fanciulle danzavano in cerchio insieme con molti fanciulli che tenevano per mano.
Le fanciulle erano incoronate di viole e vestite di tuniche lievi come nuvole;i giovanetti tenevano sopra le corte tuniche di porpora, piccole spade d’oro sospese a cinture d’argento. A volte essi ballavano in tondo in rapidi giri di danza, a volte rompevano il cerchio e descrivevano graziose figurazioni, mentre nel mezzo, due danzatrici più abili componevano deliziosi balletti. La principessina rimase attonita e felice dinanzi a quel dono, e il re Minosse prese al suo servizio l’artista. Poiché a quel tempo il paese era devastato da un mostro mezzo uomo e mezzo toro, Minosse incaricò Dedalo di costruire un palazzo sotterraneo in cui rinchiudere lo spaventoso animale. Così l’architetto abilissimo costruì il famoso Labirinto. Ma purtroppo il mostro venne sconfitto da Teseo e, Minosse quando venne a saperlo, montò su tutte le furie e incolpò Dedalo dell’accaduto.Per punirlo il re, rinchiuse l’architetto e suo figlio Icaro nello stesso Labirinto. Dedalo, che non poteva sopportare a lungo l’odiosa prigionia, volle tentare a qualunque costo, l’evasione. L’unica via libera era quella dell’aria. Perciò Dedalo costruì per sé e per suo figlio due paia d’ali tessute di piume leggere; le attaccò con cera alle spalle e alle braccia di Icaro e se le fissò anch’egli al dorso, poi attese che i servi dormissero e rivoltosi al figliolo gli disse:"Seguimi Icaro" raccomandò al figlio. "E non temere nulla: abbi soltanto cura di restare presso di me come un uccellino appena uscito dal nido. Non ti lasciar tentare dall’altezza: il fuoco del Sole brucerebbe le tue ali, e non scendere troppo in basso, ché l’umidità le appesantirebbe. "Ti obbedirò padre" rispose Icaro. Fiducioso Dedalo si lanciò nello spazio, mentre Icaro lo seguiva.


Sotto si stendevano azzurre e calme le acque dell’Egeo e vi si specchiava sfolgorante, il Sole. Passavano i due uomini alati, Dedalo e Icaro, sul mare, e gli uccelli fuggivano spaventati. Costeggiavano le isole e i pastori alzavano gli occhi stupiti credendo a visioni fantastiche, mentre i contadini gridavano:" Sono Numi scesi dall’Olimpo, volano con ali di piume verso il Sole!". Icaro udiva quei gridi di stupore e si sentiva inorgoglire sempre di più. Gli pareva quasi di essere una divinità, così alto nello spazio, così libero e veloce fra le nuvole. Doveva essere anche più bello avvicinarsi al cielo, attraversare le eccelse vie dove le stelle serene e i mondi si inseguono eternamente. Tentare un volo audace vicino al Sole, per guardare da presso l’immenso Astro luminoso!. Icaro quasi senza accorgersene, trascinato dal suo stesso desiderio,si allontanò a poco a poco dalla scia tracciatagli dal padre che lo precedeva. E si portò in rapida ascesa, verso la regione alta del firmamento; ma il calore ardente del Sole rammollì presto la cera profumata che faceva aderire alle sue spalle le ali, sciolse le piume dell’armatura che le teneva insieme e le fece precipitare nelle onde sottostanti. Icaro cercò invano di rimanere sospeso nell’aria battendo affannosamente le braccia. Cadde nel mare e la schiuma lo ricoprì. Da allora quel mare si chiamò Mare Icario.


Dedalo, accortosi tardi dell’imprudenza di Icaro, non poté far nulla per evitare la tragica morte del figliolo nell’Oceano e dovette proseguire il volo, finché arrivò a Cuma. Qui costruì un tempio magnifico dedicato ad Apollo e vi consacrò le sue ali prodigiose. Ma l’angoscia per la morte tragica di Icaro era così immensa, che Dedalo non trovò altra consolazione che mettersi a scolpire sulle porte del tempio tutta la storia di Minosse e della sua discendenza. Il cesello magnifico creò una fantastica, mirabile opera d’arte. Ma quando il povero padre giunse a scolpire l’episodio della sua fuga dal Labirinto e la morte di Icaro, le mani gli tremarono di commozione, il bulino gli cadde a terra, e l’opera rimase incompiuta a quel punto.

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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 12:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


GIORGIO GABER : Qualcuno era comunista

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. ... la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.

Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.

Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.

Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.

Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.

Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...

Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita .

Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici.

E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.



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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 02:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


preso da beppegrillo.it



Chi evade le tasse è tre volte ladro.
La prima volta perchè sottrae risorse alla comunità in cui vive. Risorse che non potranno essere destinate a scuole, ospedali, strade. La seconda perchè altri cittadini devono pagare di più a causa sua. La terza perchè comunque il triladro usa le strutture del Paese a sbafo.
Evadere le tasse è come rapinare, anzi meglio, è una rapina senza rischio: al posto del palo ci sono i politici.
Pubblico una lettera sull’argomento.


“Caro Beppe,
sono anche io un ligure (trapiantato per lavoro a Milano, ma o prima o poi tornerò). Ho un argomento molto di moda ma che in realtà nessuno affronta mai seriamente: l’evasione fiscale, che è il primo problema del nostro Paese.

Tutti i governi lo mettono all’ordine del giorno ma, destra o sinistra non importa, e’ la solita presa per in giro.
Infatti risolvere l’evasione fiscale significherebbe perdere
immediatamente tutti i voti di intere categorie.

E mi spiace scrivere i soliti luoghi comuni, ma in Italia le tasse vengono pagate solo dai dipendenti.
Come e’ possibile che i 2/3 dichiarino da 6.000 a 15.000 Euro all’anno ? Come e’ possibile che ci sono solo 50.000 persone che dichiarano più di 200.000 Euro all’anno?
E solo 150.000 persone dichiarano tra 100.000 e 200.000 Euro all’anno? Conta solo i notai, i dentisti, i farmacisti gli oculisti e gli avvocati e i concessionari di auto che sicuramente guadagnano queste cifre: sono sicuramente più di tutti i contribuenti citati sopra.
E infatti nell’ultimo anno sono state vendute in Italia più di 100.000 auto di lusso e ci sono 70.000 panfili di più di 17 metri.

Io sono dipendente di una multinazionale e non mi lamento per nulla di quello che guadagno, anzi ritengo di avere un ottimo stipendio, sono nella categoria tra 100.000 e 200.000, ma sentendo queste statistiche mi dovrei sentire uno dei pochi ricchi italiani, e invece sono uno qualsiasi e ci sono sicuramente tantissime persone che guadagnano molto più di me e non pagano nulla (e si vede anche dalle auto, dalle case e dal tenore di vita che mantengono).

E lasciami aggiungere che la lotta all’evasione non è impossibile come ci vogliono fare credere, ma e’ semplicissima, basterebbe che la Guardia di Finanza vada a controllare tutti quelli che dichiarano tra 6.000 e 10.000 euro all’anno, e questi o sono tutti ospiti di ostelli pubblici e mangiano alla mensa della Caritas o, a seconda della casa in cui vivono e dell’auto con cui viaggiano sono tutti liberi professionisti o commercianti che evadono il 99% di quello che guadagnano.

Mi ricordo che all’università io pagavo la fascia più alta della mensa ma usavo treno e tram, e d’estate lavoravo in spiaggia per guadagnare qualcosa, i figli di operai erano in fascia 2 o 3 e c’era tutta una lista di amici che avevano la fascia più bassa, o che addirittura mangiavano gratis e avevano la camera alla Casa dello studente gratis, però venivano in università con la coupè nuova o col suzukino.... indovina cosa facevano i papà?

Inoltre oggi con semplicissimi mezzi informatici si è in grado di scrivere programmi che automaticamente incrociano i dati e segnalano alla Guardia di finanza le denunce dei redditi da controllare, alcuni esempi potrebbero essere chi denuncia 10.000 euro all’anno ed ha intestate 3 case o auto, e paga 1000 euro all’anno di ICI, oppure ha intestate utenze telefoniche ed energetiche con bollette per più di 400 euro la mese. Oppure controllare le denunce di chi (persone o ditte) risulta avere intestato barche da 10 metri e auto di lusso. Inoltre controlli sulle imprese in cui sistematicamente per anni i proprietari guadagnano meno dei dipendenti o imprese che per anni di seguito danno utili ridicoli. Insomma ci sono centinaia di criteri semplici, chiari e facili da implementare, ora che le denunce dei redditi sono informatizzate, occorre solo la volontà di farlo!

In altri paesi Europei esiste comunque una evasione fisiologica che non si può eliminare, ma il problema e’ enorme in Italia, per vari motivi, per la nostra mentalità e per la particolare situazione dell’Italia, l’unico Paese con tantissime aziende piccole o medie. Ciao”.

C.R.


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martedì 25 luglio 2006 - ore 02:23


IL MIO PICCOLO.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




TU SEI L’UNICO AL MONDO LALALAAILALALAILAI


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martedì 25 luglio 2006 - ore 00:15


LUI SI CHE CONSUMA POCO!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




A 33000ft. (piedi =0,3045metri) e pesando 330tonnellate il consumo arario è 3378 litri/ora... per ogni motore e i motori sono 4 . Quindi facendo un rapido conto 3378*4=13512 l/h
13512/60min.=225.2 l/min. 225.2/60sec= 3.75 l/sec.

Impressionante, che che un oggetto pesante 330 tonnellate possa andare a mach .852 pari ad una Velocità al suolo di 916 km/h

ADORO IL PROFUMO DEL KEROSENE

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domenica 23 luglio 2006 - ore 21:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")





MA DOVE CAZZO VOLETE ANDARE CON STI SUV KE SPACCATE I MARONI E BASTA??IN PIU’ INQUINATE COME MARGHERA E CI FOTTETE TUTTA LA BENZA...

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venerdì 21 luglio 2006 - ore 18:10


FESTA DELL’UNITA’ ad ABANO T.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Festa Nazionale Tematica su Turismo e Termalismo

Abano Terme (Padova) - (PD) Villa Bassi-Ratgheb
dal 21/7/2006 al 31/7/2006





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venerdì 21 luglio 2006 - ore 17:49


DOV’E’ IL FUTURO??
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo articolo preso da Quattro Ruote spiega qual’è il rendimento di un motore alternativo (a scoppio) di una macchina media oggi in circolazione a una velocità di 100 km/h... Come potrete leggere il rendimento è del 30%max, il che vuol dire che il 70% dell’energia prodotta dalla combustione della benzina va perso sottoforma di Temperatura e attriti, cose che noi non possiamo utilizzare. Vuol che di1 litro di benzina allo scopo del movimento ne vengono usati solo 0,3 litri...
Inoltre vi ricordo che Quattro Ruote è una rivista che pubblicizza le auto, quindi non ha nessun interesse a gonfiare i numeri...

Il rendimento e’ il rapporto percentuale tra quanto si ottiene e quanto si “spende” in un trasferimento d’energia. Nel caso più semplice di velocità costante in piano rettilineo senza vento il lavoro eseguito è semplicemente quello delle resistenze. Interessante è il rendimento con riferimento al carburante consumato e alle resistenze esterne, cioè quelle all’avanzamento, essenzialmente di tipo aerodinamico e delle ruote. , Tale rendimento per veicoli automobilistici tradizionali, a 100 km/h, si attesta attorno a valori del 20 - 30% - massimo 35%. Circa 25% per un motore da corsa a massima potenza. Nel punto di massimo rendimento del motore (escluse quindi le perdite per trasmissione ecc.) il Diesel, che è la macchina termica a più alto rendimento, arriva al 45% circa (pari a 200 g/kWh) mentre l’Otto arriva a 34,5% (pari a 250 g/kWh), entrambi in corrispondenza della loro coppia massima. In condizioni normali di lavoro, ad esempio in un ciclo standard, il rendimento di un motore a ciclo Otto si attesta attorno al 13% perché rispetto al ciclo indeale si aggiungono perdite di ricambio della carica (10%, perdite di calore disperso (15% attrito delle unità ausiliarie (10% e perdite di stechiometria (7%. Per migliorare il rendimento, a livello motoristico, si devono ridurre gli attriti interni, e le perdite di pompaggio (da cui i variatori di fase) , viaggiare con miscele tendenzialmente magre (da cui i “lean burn” con la gestione elettronica del titolo della miscela) e alzare i rapporti di compressione per migliorare il ciclo termodinamico. A livello “esterno” occorre ugualmente ridurre gli attriti (cuscinetti ecc.) alzare la pressione dei pneumatici e utilizzare carrozzerie aerodinamiche.

Quindi il vero futuro non è mettere un GPS da 1000euro in una macchina che spreca il 70%della benzina, ma è commercializzare macchine ibride o ad idrogeno che gli ingegneri FIAT progettarono e realizzarono già nel 1983, ma ne fu impedita la vendita per motivi di "marketing". Proprio vero che i dirigenti FIAT nn sono "in gamba". Avete idea della montagna di soldi e pubblicità avrebbero fatto producendo e vendendo in serie macchine così 20 fà????? Per una volta, come dice il buon Grillo, l’avremmo messa in culo ai Cinesi...e invece...



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martedì 18 luglio 2006 - ore 19:19


CAZZEGGIUM GIUSTUS EST (od Ovest)
(categoria: " Vita Quotidiana ")




ke bei visini...

tanto per restare in tema!!



sempre detto che Vespa non doveva fare il giornalista ma l’attore...Porno

e per chi soffre lo stress come me, munitevi delle tottone antistress...


GUAI A KI DICE CHE NON MI PASSA UN CAZZO.

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lunedì 17 luglio 2006 - ore 15:55


INGORGHI STRADALI INSPIEGABILI...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vi sarete chiesti, come mai talvolta in autostrada si formano delle code interminalbili

senza che ci siano motivi particolari quali lavori di manutenzione o incidenti.




La risposta è abbastanza semplice e viene dalla fisica: basta applicare la legge di Venturi

Che dice: un fluido(incomprimibile) che scorre in un condotto a sezione costante se incontra una sezione minore, per mantenere la portata costante aumenterà la sua velocità, e nella sezione minore si riscontrerà una diminuzione di pressione e di temperatura...



Portata=Sezione * Velocità

Sezione1*Velocità1=Sezione2*Velocità2 equazione di continuità

Ora se paragoniamo l’autostrada ad un tubo di portata 100macchine/secondo, e le macchine le paragoniamo agli atomi di fluido, otteniamo che se le macchine nella sezine di autostrada presa in esame invece di essere 100 sono101 la portata non è più costante e si ottiene l’ingorgo...almeno che le macchine che si trovano a transitare in quella sezione non aumentino la loro velocità...cosa impossible a causa delle sanzioni e dei limiti di prestazione dei veicoli...


...e secondo il mio modesto punto di vista il mezzo per eccellenza più efficace contro il mal di traffico è stato, è, e sarà







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