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ORA VORREI TANTO...

Essere a letto invece ke a lavoro...oppure a far festa!!!


KE FINISSERO LE GUERRE...TUTTE...

Che ognuno di noi trovasse il suo posto in questo mondo...

STO STUDIANDO...

Si dovrebbe imparare qualcosa ogni minuto della nostra vita...da ogni persona che incontriamo...da ogni situazione...da ogni lettura...purtroppo tanti non l’hanno ancora capito...




OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) fare in ogni momento ciò ke veramente ci si sente di fare senza pentirsene mai..


As much as I can, I do!!!!

Stop war - yankee go home!!!!

Fuck the system!!!!
Don’t want to be controlled!!!!
Born to be FREE!!!!
Questo l’unico divieto ke vige in questo blog...
Vorrei gridare al mondo il mio disprezzo ma so già ke il mondo non sentirebbe...allora lo tengo dentro di me...fa parte di me...e mi ricorda ogni giorno ke il mondo è diviso in due...




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martedì 22 giugno 2004 - ore 17:02


FARC-EP
(categoria: " Vita Quotidiana ")


37 anni di resistenza


“Perché ciò che egli non portò a termine, fino ad oggi non è stato ancora fatto: perché Bolívar ha ancora molto da fare in America!”
José Martí



Nel 1964, quarantotto combattenti (due guerrigliere e quarantasei guerriglieri) in condizioni d'inferiorità di armamento e numero di uomini, inalberarono molto in alto la bandiera della resistenza e della dignità patriottica di fronte alla guerra iniziata dall'oligarchia colombiana, e supportata con l'appoggio dell'Impero degli Stati Uniti.

Più di 16.000 uomini furono inviati all'Operazione Marquetalia, pianificata, finanziata, monitorata e diretta dagli Stati Uniti, e denominata Plan LASO, Operazione di Sicurezza per l'America Latina, che fu eseguita dalla missione militare nordamericana comandata dal maggiore William Yarborou e dall'allora presidente statunitense Lindon B. Jhonson. Tale aggressione fu accettata e permessa dall'allora presidente colombiano, Guillermo León Valencia.

La prepotenza militare imperialista e delle Forze Armate colombiane nell'operazione Marquetalia, diede inizio alla guerra di resistenza, che ha compiuto ormai 37 anni, prima come risposta popolare a questa strategia criminale e successivamente con l'obiettivo di raggiungere il potere politico per determinare un cambiamento strutturale della società.

Le FARC sono ora Esercito del Popolo, presente in tutta la geografia nazionale, diretto da un comando unico attraverso 7 blocchi di fronti che raggruppano i suoi 60 fronti guerriglieri, con un riconoscimento a livello nazionale ed internazionale e, cosa ancor più importante, con l'appoggio di milioni di colombiani.

La lotta è per la seconda e definitiva indipendenza. Portiamo avanti l'opera di Bolívar, come diceva Marti, "Perché ciò che egli non portò a termine, fino ad oggi non è stato ancora fatto: perché Bolívar ha ancora molto da fare in America!"
Riaffermiamo il nostro impegno sovrano e patriottico come antimperialisti, popolare e democratico come antioligarchici, e rivoluzionario come socialisti.

Nel 1984, nel primo tentativo di trovare una soluzione diversa dalla guerra al conflitto colombiano, si firmarono gli accordi dell'Uribe tra le FARC-EP e Belisario Betancur, all'epoca presidente della Colombia. Sfortunatamente l'oligarchia non volle approfondire il processo e non rispettò gli impegni presi dal suo rappresentante, il Presidente della Repubblica. Per questo li ruppero.

All'affermazione del Comandante Jacobo Arenas, "Il destino della Colombia non può essere la guerra civile", lo Stato ha risposto con il rafforzamento dei gruppi parastatali di assassini, la forma più infame di sterminio mediante la quale annientarono a bruciapelo i partiti politici d'opposizione, i dirigenti sindacali, i difensori dei diritti umani, oltre che sacerdoti, leader contadini e personalità democratiche, fra gli altri.

I nemici della pace non riposano, e dallo stesso momento in cui nuovamente è stata accordata, questa volta con il presidente Andrés Pastrana, l'istallazione dei dialoghi a San Vicente del Caguán, avvenuta il 7 gennaio del 1999, sono aumentate le barbarie e non passa settimana senza un massacro, senza un assassinio, senza uno sfollamento forzato. Il tutto a nome dei paramilitari, ma pianificato nei quartieri militari nel compimento della Dottrina imperialista della Sicurezza Interna.

Oggi, 37 anni dopo, l'imperialismo statunitense ripete nuovamente l'ordine d'intervento contro la Colombia e specialmente contro le FARC-Esercito del Popolo, attraverso il Plan Colombia con le seguenti caratteristiche:

1- Il re-equipaggiamento militare delle Forze Armate colombiane.

2- Riaddestramento di una forza di spiegamento rapido, con fini strategici per il futuro come forza d'intervento internazionale.

3- Articolazione di tutta l'infrastruttura di intelligence, che include il finanziamento, mezzi d'alta tecnologia e reti di spionaggio: CIA (Central Intelligence Agency) e NSA (Nacional Security Agency) al servizio di questi piani.

4- Ricorso alle calunnie ed alle menzogne per giustificare le manipolazioni dell'informazione e giuridiche, che vanno dai grandi interventi sui mezzi di comunicazione fino alla pretesa d'estradizione e di imposizione di processi giudiziari ai danni di comandanti delle FARC-EP.

Il Plan Colombia è un piano geo-strategico di guerra imperialista per impadronirsi dell'Amazzonia e consolidare gli interessi delle multinazionali in America Latina e nei Caraibi, che conta su un contributo di 1.300 milioni di dollari approvato dal Senato degli Stati Uniti.

Il pretesto per giustificare il Plan Colombia è la lotta contro il narcotraffico, ma è necessario ricordare che già in passato vennero utilizzati altri pretesti quali "la lotta per la democrazia e contro il comunismo internazionale". Niente di più falso. Questo piano mira ad estendere il conflitto a tutti i paesi latinoamericani e dei Caraibi, con il fine ultimo di giustificare l'intervento politico, economico e militare in tutta l'area.

I gringos non lottano contro il narcotraffico, visto che dovrebbero iniziare proprio negli Stati Uniti, dove stanno i veri capi della mafia internazionale del riciclaggio del denaro sporco, del traffico della droga e degli additivi chimici per la produzione di allucinogeni.

Sono 37 gli anni nei quali abbiamo forgiato, al calore della lotta rivoluzionaria del popolo colombiano, il suo vero esercito. Manteniamo in alto le nostre bandiere e i nostri fucili, li portiamo con orgoglio nel giusto cammino verso le trasformazioni sociali ed il consolidamento dell'unità, ricordando gli eroi caduti nel corso delle azioni per la libertà, la dignità e la nostra sovranità.

LE LEGGI...
LEGGE 002, SULLA TASSAZIONE.

Lo Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP, considerando che:
1. pur trovandoci in un processo che deve condurre ad una pace democratica in Colombia, lo Stato continua a rafforzare con il bilancio nazionale i propri apparati armati legali ed illegali, per seminare il terrore tra la popolazione;

2. come se ciò non bastasse il governo degli Stati Uniti del Nordamerica insiste nella sua politica interventista nel nostro paese, patrocinando e partecipando alla guerra interna in cui ci troviamo;

3. le imprese multinazionali continuano a saccheggiare le ricchezze nazionali ed il lavoro delle maggioranze;

4. la lotta portata avanti dal popolo per affrontare questa aggressione ufficiale, di cui è vittima, da parte dello Stato, dell’imperialismo yankee e delle multinazionali, ha bisogno di denaro sufficiente che garantisca gli obiettivi della Nuova Colombia;

5. le risorse provenienti dai contributi volontari che moltissimi compatrioti ci fanno pervenire, e quelle originate da nostri investimenti, sono insufficienti per coprire le esigenze richieste dalla lotta delle FARC-EP;

6. le multinazionali ed i creoli ricchi continuano a tassare lo Stato per aumentare le loro aggressioni contro il popolo, e a finanziare inoltre il sicariato paramilitare;

7. non si è ancora giunti ad accordi sostanziali con il Governo al Tavolo delle Conversazioni, essendo evidente che in Colombia esistono due poteri contrapposti che si scontrano per la direzione politica del paese.

Decide:

ARTICOLO PRIMO:
riscuotere la tassa PER LA PACE da quelle persone fisiche o giuridiche il cui patrimonio sia superiore al milione di dollari USA.


ARTICOLO SECONDO:
a partire da questo momento, coloro i quali sono contemplati da questa LEGGE devono presentarsi per adempiere a questo obbligo. Una seconda convocazione aumenterà l’importo dell’imposta.

ARTICOLO TERZO:
coloro i quali non adempieranno a tale richiesta, verranno detenuti. La loro liberazione dipenderà dal pagamento di un importo che verrà determinato.


LEGGE 003, SULLA CORRUZIONE AMMINISTRATIVA


Lo Stato Maggiore delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia- Esercito del Popolo, FARC-EP,
considerando che:

1. la Colombia è colpita dal flagello della corruzione, in particolar modo dal saccheggio delle finanze pubbliche, trasformate in fonte di arricchimento personale dai politicanti e dagli amministratori della nazione, dei dipartimenti, dei municipi e degli istituti decentralizzati.

2. questo perverso costume è doppiamente nocivo, in quanto lede la morale del paese e lo fa sprofondare sempre più nell’arretratezza economica e nell’ingiustizia sociale.

3. l’impunità che spadroneggia è una conseguenza diretta della solidarietà reciproca tra gli integranti della casta politica del paese, laddove gli uni coprono le spalle agli altri e viceversa, a seconda di chi sia alla testa del governo di turno, e le loro divergenze sono solo dispute per definire chi suddivide la torta del bilancio nazionale.

4. nonostante la retorica, nessun governo ha adottato misure effettive che sradichino questo male.

5. per le FARC-EP è chiaro che l’eliminazione definitiva della corruzione amministrativa potrà essere ottenuta solamente con la sostituzione dello Stato e del suo regime politico con uno Stato dalla profonda essenza popolare, basato sull’etica e sulla morale del bene comune.

6. data la gravità e l’incidenza del fenomeno nella crisi attuale,

decide:

ARTICOLO PRIMO: colui il quale si appropri illecitamente di beni o denaro pubblici, o allo stesso modo ne agevoli l’appropriazione a terzi, dovrà restituirli integralmente all’entità legalmente proprietaria di tali risorse, con l’aggiunta degli interessi corrispondenti in base al tasso d’interesse bancario vigente nella data della restituzione.

ARTICOLO SECONDO: costui pagherà inoltre una multa conforme all’importo ed alla gravità del delitto commesso, che sarà maggiore nella misura in cui la carica amministrativa dalla quale ha commesso il reato sia più alta. Questa sanzione può contemplare l’espropriazione di beni.

ARTICOLO TERZO: costui sarà sottoposto all’arresto proporzionalmente ai criteri precedentemente segnalati.

ARTICOLO QUARTO: coloro i quali, dal settore privato, elargiscano retribuzioni, ricompense o tangenti per indurre gli amministratori pubblici a favorirli, verranno sanzionati in base agli stessi criteri.

ARTICOLO QUINTO: tale legge vige a partire dalla data della sua pubblicazione.

Da adempiere,

STATO MAGGIORE delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo, FARC-EP

Montagne della Colombia
Maggio del 2000


Ingerenze americane e disinformazione strategica

Potrei concludere dicendo che all'interno del piano di disinformazione strategica, il narcotraffico è l'elemento principale usato dagli Stati Uniti per legittimare l'attuale intervento e creare un clima favorevole a un'invasione in Colombia, nel quadro di un conflitto in cui la guerra psicologica rappresenta un ramo scientificamente organizzato, come dimostra il contenuto degli stessi manuali approvati dalla CIA e dal Pentagono: l'"Istruzione per l'azione politica e sociale nella lotta
controinsurrezionale" e il "Manuale di controguerriglia ed operazioni psicologiche in tempo di guerra", nei quali sono contemplati l'orientamento di fronte allo sviluppo politico e la sua incidenza nelle manifestazioni psico-sociali della popolazione, i vantaggi derivanti dall'uso delle sue espressioni più sensibili e spontanee, il condizionamento dei comportamenti psicologici e "l'utilizzo di metodi ad alto impatto e mobilitazione che facciano emergere comportamenti manipolabili all'interno di conglomerati
sociali, quali i simboli, gli slogan, le immagini, la controinformazione, l'infiltrazione di manifestazioni e la tergiversazione delle parole d'ordine per provocare scontri, attentati selettivi o indiscriminati e azioni di terrore, e per contrapporre comportamenti", tra gli altri, che "di fronte a una situazione di instabilità facilitino una strumentalizzazione finalizzata agli scopi prefissati".
Altri strumenti di disinformazione sono attinenti alla presunta "difesa della democrazia", "della sicurezza interna e degli interessi degli USA", tutti usati per esercitare pressioni e consolidare un'egemonia su scala internazionale relativa a una posizione che affermi la necessità di una risoluzione del conflitto mediante un intervento previamente accettato e legittimato.
Un potente strumento di manipolazione delle opinioni e di formazione di consenso sono stati e continuano a essere i mass-media, che in Colombia, nel corso di questi decenni, sono appartenuti maggioritariamente a poche famiglie ed imprese potenti. Non è azzardato dire che tali mezzi
rappresentano e riflettono strutturalmente interessi particolari e di classe, cosa resa ancora più palese dall'atteggiamento di sabotaggio del processo di pace da parte della grande stampa, che ha creato un clima di sfiducia e di scetticismo rispetto a una soluzione politica e negoziata del conflitto, caratterizzato dall'assenza di etica e professionalità evidenziata dalla continua ricerca di scoop e di sensazionalismo e da una messa a fuoco della situazione del paese che, lungi dall'essere obiettiva e
imparziale, finisce con l'essere distorta. Inoltre i mass-media, essendo stati e continuando ad essere organicamente legati a quei meccanismi di raccolta di informazioni da parte dello spionaggio militare e del paramilitarismo, fanno parte dell'apparato di guerra del sistema nel suo insieme. E come se ciò non bastasse, essi sono monopolisticamente l'impalcatura di una cassa di risonanza delle versioni e dichiarazioni degli alti comandi militari colombiani, funzionalmente alla negazione della reale evoluzione della guerra e conformemente all'esigenza delle Forze Armate di dimostrare schiaccianti quanto presunte vittorie sulla guerriglia.
A livello internazionale i colossi dei network, controllati dal gran capitale, hanno adottato uno stratagemma bicefalo: da un lato hanno consacrato il ruolo degli USA nei confronti della Colombia in qualità di gendarme della sicurezza mondiale (così come hanno fatto nel caso della guerra nei Balcani), contribuendo decisamente a mondializzare la narcotizzazione dell'immagine del paese; dall'altro hanno sfumato per anni la situazione drammatica esistente in Colombia in materia economica e sociale, ma soprattutto hanno occultato l'intervento (che è già una realtà)
e il rischio concreto di un'invasione, della quale il silenzio può essere uno dei più pericolosi alleati.
Senza dubbio la disinformazione strategica, come processo graduale, multiforme e permanente, non contribuisce per nulla allo sviluppo di un approccio equilibrato e costruttivo di fronte al conflitto colombiano, che sia a livello nazionale che della comunità internazionale contribuisca alla soluzione politica e pacifica dello stesso, nel percorso di costruzione di una nuova Colombia, in pace e con giustizia sociale.


Lucas Gualdron
Membro della Commissione Internazionale politico-diplomatica delle Forze
Armate Rivoluzionarie della Colombia- Esercito del Popolo, FARC-EP

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martedì 22 giugno 2004 - ore 16:45


» Rappresaglia «
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Il sole splende forte a Piazza Plebiscito
mi sento rilassato il corteo è finito
Il sole splende forte a Piazza Plebiscito
le sirene il cellulare sono mezzo tramortito
a Roberta il mio pensiero non ti ho neanche salutato
schedato, picchiato, insultato, provocato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
ma per me cala la notte sono stato arrestato
l'incredulità la rabbia scotennato
i miei capelli le mie cose retaggio del passato
retaggio del passato arriva l'avvocato
sarai presto liberato Visconti il magistrato
l'arresto è confermato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
ed io rimango al buio scalpitando sbigottito
e ancora tante guardie, le chiavi i cancelli
e ritornano alla mente i momenti più belli
le lotte coi compagni con tutti i miei fratelli
ma chiudono i cancelli ma chiudono i cancelli ma chiudono i cancelli
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siamo tutti vittime di rappresaglia
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siete tutti vittime di rappresaglia
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siamo tutti vittime di rappresaglia
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siete tutti vittime di rappresaglia

Il bisogno di piangere è costantemente unito
alla rabbia, alla voglia di lottare liberato
e intanto il sole splende a Piazza Plebiscito
quel sole che è la lotta del movimento unito
che dal buio della cella non ho visto ma ho sentito
sentito nel cuore, sì il vostro amore
la solidarietà con tutto il suo calore
ti possono arrestare, la casa perquisire
da quello che ti è caro ti possono strappare
ti possono picchiare, ti possono umiliare
ma la lotta dei compagni non la possono fermare
nessun magistrato lo può neanche pensare

Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siamo tutti vittime di rappresaglia
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siete tutti vittime di rappresaglia
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siamo tutti vittime di rappresaglia
Rap-Rappresaglia Rap-Rappresaglia siete tutti vittime di rappresaglia

Il calore della lotta in galera è arrivato
l'ho sentito, sì mi ha aiutato
si fotta il magistrato, si fotta la N.A.T.O.
si fotta il sistema che tutto ciò ha determinato
la vostra determinazione mi ha scarcerato
e adesso sono uscito dici è tutto finito
sono libero sono libero
Libero libero libero libero libero libero
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero
sono libero di essere processato
libero di essere ancora arrestato
libero di dormire agitato
pensando intensamente a ciò che non è stato
pestato da agenti che in un solo minuto
se avessi voluto avrei cancellato
quei fottuti sorrisi da quei volti di stato
e sono perseguitato smanio come un dannato
non riesco accettare di aver accettato
e pure so come niente sarebbe cambiato
so come tutto avrei peggiorato
cosciente sì di esser diventato
un fottuto numerino nelle mani dello stato
10 estrazioni chiamate elezioni
non sei più nessuno un fottuto numerino
nelle mani di un padrino che organizza il tuo detino
morto, vivo, in galera o in stato di libertà
sono libero sono libero sono libero
però m' sent' 'e schiattà
Libero libero libero libero libero libero
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero
e ancora
libero libero libero libero libero libero
libero libero libero
Urlalo sempre finché c'hai fiato
non tramonta mai il sole a Piazza Plebiscito
urlalo sempre finché c'hai fiato
hasta siempre la vittoria del proletariato
Urlalo sempre finché c'hai fiato
non tramonta mai il sole a Piazza Plebiscito
urlalo sempre finché c'hai fiato
hasta siempre la vittoria del proletariato unito



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martedì 22 giugno 2004 - ore 12:49


La rivolta islamica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Manifestazione delle donne iraniane contro la bigamia

Teheran – Attraverso un comunicato stampa alcune associazioni femministe, alcune giornaliste e attiviste iraniane hanno annunciato che mercoledì prossimo verrà indetta una manifestazione per protestare contro la programmazione anti-femminista della televisione governativa.

La manifestazione si svolgerà a Teheran presso l'associazione dei giornalisti, e avrà lo scopo di condannare i programmi della radio e della tv iraniana che offendono le donne e propagano le tradizioni patriarcali.

Il comunicato stampa invita tutte le donne a partecipare nella manifestazione per difendere i propri diritti e sottolinea che "purtroppo la maggior parte dei serial televisivi non solo è privo di contenuto, ma cerca anche di riproporre al pubblico il ruolo tradizionale della donna evitando di dare un'immagine reale della attuale condizione della donna nella società iraniana".

Il 20 marzo di quest'anno, in concomitanza con la festività del capodanno iraniano, la televisione governativa ha trasmesso alcune puntate della fiction "Un'altra signora", in cui una giornalista sceglieva una seconda moglie per suo marito: scopo dell'emittente televisiva era convincere il pubblico riguardo alla legalità della bigamia (che è consentita dalle regole islamiche).

Il comunicato stampa ha inoltre ribadito che oggi le donne iraniane sono molto più consapevoli dei loro diritti rispetto al passato e per questo motivo non sono disposte a trasformarsi in telespettatrici passive che accettano l'oltraggioso programmazione della tv iraniana.

Secondo la costituzione iraniana, il presidente della Radio e la Tv iraniana viene incaricato direttamente dalla guida spirituale. La costituzione non prevede che esistano reti televisivi o radio private.

La radio e la televisione iraniana attualmente sono sotto il controllo dei conservatori.

Proibizionismo iraniano...non funziona come gli altri...
Iran: il consumo giornaliero di stupefacenti è pari a 6 tonnellate

Teheran - Ogni giorno in Iran vengono consumate da 2 a 6 tonnellate di stupefacenti e ogni 59 secondi uno dei 12 milioni di tossicodipendenti iraniani finisce in carcere.

E’ quanto ha dichiarato il Direttore Generale del Comitato per la lotta contro la droga in Iran, sostenendo inoltre che "l’oppio, la droga più diffusa, viene importata dall’Afghanistan."

Secondo l'Agenzia degli Studenti (Isna), il Direttore del Comitato ha anche annunciato che in Iran il 70% dei consumatori di stupefacenti è coniugato e il 60% dei divorzi è imputabile proprio a motivi legati all’uso di droghe.

Le previsioni del Direttore Generale sono drammatiche: se il governo non concentrerà i propri sforzi nel tentativo di combattere l’uso di stupefacenti, nel 2022 (anno iraniano 1400) il numero dei tossicodipendenti supererà i 17 milioni.

Prima della rivoluzione, nonostante la coltivazione dell'oppio non fosse vietata, il numero di tossicodipendenti si aggirava intorno alle 100 mila persone.
Da quando la coltivazione dell'oppio, la produzione e la distribuzione di bevande alcoliche sono state vietate, il numero di alcolizzati e tossicodipendenti è notevolmente aumentato.


Punti in comune con gli states...

Cina, Iran e Usa sono i primi nel mondo per numero di condannati a morte

Londra – Secondo Amnesty International, nel 2003 la Cina, l'Iran e gli Usa sono stati primi paesi del mondo per quanto riguarda il numero di condannati a morte.

Secondo questi dati, nel 2003 sono state 1.146 le esecuzioni capitali in 28 paesi del mondo.

Secondo il rapporto di Amnesty International, l'84% delle esecuzioni sono avvenute in solo 4 paesi.

I dati ufficiali registrano che nel 2003 in Cina sono state eseguite 726 condanne di pena di morte, ma le fonti non ufficiali affermano che il numero delle esecuzioni del paese asiatico è nettamente superiore.

Dopo la Cina, l'Iran è il secondo Paese del mondo dove si sono registrate il maggior numero di esecuzioni: 108.

Seguono gli Stati Uniti, il Vietnam e l'Arabia Saudita rispettivamente con 65, 64 e 50 esecuzioni.

Secondo tali dati nel 2003 in Cina e in Usa sono stati giustiziati anche due minorenni e in totale negli Stati Uniti dal 1990 circa 19 giovani di età inferiore ai 18 anni sono stati condannati alla pena capitale e uccisi

Amnesty International ha rivelato che fino al 2003 più di 77 paesi nel mondo hanno cancellato la pena di morte dalle loro costituzioni.

Ho riportato questi dati per far capire come non tutti condividono i regimi teocratici...come le donne si stiano emancipando...come la droga e l'alcool siano ugualmente diffusi nonostante l'intolleranza nei confronti di esse...e come ci siano punti in comune pure con una democrazia quale gli states ke si dicono democratici ma devono ancora abolire la condanna capitale...hasta luego...

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lunedì 21 giugno 2004 - ore 17:53


Stop allo sfruttamento!
(categoria: " Riflessioni ")


Biopirateria nella Conca dell'Amazzonia

"Se un giorno si troverà un vaccino contro l'AIDS, si troverà in Amazzonia." Con questo e altri argomenti le grandi compagnie e laboratori farmaceutici si introducono nella foresta amazzonica per esportare, nella maggior parte dei casi in modo illegale, specie vegetali ed animali utili per la produzione di farmaci. La biopirateria è il furto per uso commerciale delle risorse intellettuali - conoscenze e tecniche curative degli indigeni - e delle risorse biologiche delle regioni ricche in biodiversità. Ecuador, Bolivia, Brasile, Venezuela, Colombia, Perù, Suriname e Guyana sono i paesi le cui regioni amazzoniche, già indebolite per le altre forme di sfruttamento, sono minacciate da questa nuova forma di aggressione.

Il fenomeno della biopirateria ha preso il via ca. 15 anni fa e viene portato a termine in diversi modi: i trafficanti, travestiti da turisti, raccolgono funghi, animali, semi e piante da inviare all'estero, oppure comprano aree di bosco tropicale dove poi realizzano serie di sperimentazioni con lo scopo di classificare le specie, oppure usano diverse scuse per accedere alle comunità indigene e farsi affidare le conoscenze relative a queste risorse. In seguito fanno brevettare i prodotti all'estero dove saranno anche elaborati e commercializzati senza che i veri proprietari, gli indigeni, possano partecipare all'utile derivante.

Nella conca amazzonica i casi di biopirateria sono innumerevoli. In Ecuador, p.es., ci fu il caso più conosciuto legato al brevetto dell'Ayahuasca. Durante il decennio degli anni '80 Loren Miller, proprietario di un laboratorio farmaceutico statunitense, ottenne alcune piante di Ayahuasca dagli indigeni Cofán. Di ritorno negli Stati Uniti brevettò la pianta. Nel 1996 il Coordinamento delle Organizzazioni Indigene della Conca Amazzonica (COICA - Coordinadora de las Organizaciones Indígenas de la Cuenca Amazónica, www.coica.org) presentò un ricorso per revocare il brevetto visto che l'Ayahuasca è una pianta sacra che gli indigeni amazzonici usano da secoli. Nonostante il brevetto fosse ritirato, nel 2001 Loren Miller riottenne ancora una volta il brevetto per questa pianta.

Nello stesso paese furono rubate 750 rane della specie Epipedobates tricolore, che producono la Epibatidina (un analgesico 200 volte più forte della morfina), e brevettate negli Stati Uniti. In Perù ci fu uno scandalo per il sequestro da parte del governo giapponese della pianta dello Yacón, un tubero dal sapore dolce che però non ingrassa e potrebbe quindi sostituire lo zucchero. Nell'esportazione illegale della pianta sarebbero coinvolti il Centro Internazionale della Patata (Centro Internacional de la Papa) e le autorità peruviane, le quali sapevano che i semi di questo tubero stavano per essere portati all'estero ma non fecero niente per impedirlo. Il caso dello Yacón costituisce un'enorme perdita per il Perù e per gli altri paesi in cui lo Yacón era coltivato da secoli. Secondi diversi studi, il traffico illegale di specie e conoscenze comporta per la regione amazzonica perdite annue superiori ai 10 miliardi di dollari USA.

L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede con urgenza che venga fatto tutto il possibile per porre termine alla biopirateria. In termini politici ciò comporta che gli impegni assunti durante il Congresso sulla Biodiversità siano considerati prioritari rispetto agli impegni presi dai governi in altre sedi, come p.es. l'Organizzazione Mondiale del Commercio, e che le leggi relative ai diritti di proprietà intellettuale escludano i brevetti per gli organismi viventi o parti di essi. L'accesso alle risorse genetiche o alle conoscenze relative ad esse deve essere ottenuto solo con il consenso dei popoli indigeni e delle comunità locali, e deve essere ottenuto senza che ciò generi conflitti con i diritti collettivi.


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lunedì 21 giugno 2004 - ore 17:48


stop racism
(categoria: " Riflessioni ")


Forse un giorno saremo stanchi di combattere per quello in cui crediamo,
forse un giorno avremo voglia solo di guardare indietro,
forse un giorno non ascolteremo piu' il nostro cuore,
forse quel giorno saremo gia' morti senza rendercene conto.
(chi vuole intendere intenda )

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lunedì 21 giugno 2004 - ore 17:46


Resistenza con l'arma più potente del mondo globale...i consumi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dire no alla guerra non basta.
Dietro alle decisioni di Bush l'ombra delle lobby del settore estrattivo.
In prima linea la Exxon-Mobil, proprietaria in Europa del marchio Esso.



Sempre più prendiamo consapevolezza della responsabilità collegata ad ogni acquisto. Il comperare è la forma di consenso a un prodotto del mercato e l’approvazione e l’incoraggiamento a tutta la filiera di produzione da cui deriva. Ogni acquisto ci fa diventare consenzienti di tutte le vicende che hanno dato origine al prodotto che noi scegliamo.

In questo momento, in cui la guerra viene proposta come strumento di sicurezza e ordine nel mondo, chi è convinto che invece essa provochi solo sofferenza e distruzione si interroga su quali imprese economiche siano coinvolte nell'affare guerra.
Dire no alla guerra non è sufficiente.
E' il momento di affiancare ai gesti simbolici azioni nonviolente dirette a incidere sugli equilibri di mercato. L'azione sarà tanto più efficace se sarà collettiva e orientata verso un prodotto strategicamente importante come il petrolio.

Bush ha deciso di attaccare l'Iraq soprattutto per garantirsi il controllo delle più grandi riserve di petrolio al mondo dopo quelle dell’Arabia Saudita. Ebbene, a fornire il carburante all'esercito americano sarà la Exxon, la più grande multinazionale petrolifera del mondo, che in Europa è proprietaria del marchio Esso.

Secondo quanto riportato alla fine di settembre dall’agenzia di stampa Defense Logistic, la Exxon-Mobil ha vinto l’appalto per circa 48 milioni di dollari per la fornitura di benzina, gasolio ed oli lubrificanti per l’esercito, la marina, l’aviazione, la Nato e le altre agenzie afferenti al Dipartimento della Difesa. La fornitura comprende anche le basi italiane continentali (Vicenza, Camp Darby, Napoli, ecc.) ed insulari (Sicilia, La Maddalena, ecc.).

Questa cifra è un’inezia per una compagnia con introiti di decine di miliardi di dollari annui, ma assume un aspetto interessante se si considera la Exxon, per la sua posizione di maggiore compagnia petrolifera, per di più statunitense e con un grande “ascendente” su Bush, sarà la compagnia che più di altre trarrà profitti dalla conquista dell’Iraq e dei suoi campi di estrazione, il 25% dei quali era già di sua proprietà prima del conflitto del 1991.

La Exxon è già al centro di una campagna di boicottaggio internazionale che coinvolge Gran Bretagna, USA, Francia, Austria, Germania e Australia. Oggi persino la Deutsche Bank giudica a rischio investire nella multinazionale petrolifera.

Nel 2000 la Exxon, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi, ha contribuito alla campagna elettorale del partito repubblicano con oltre un milione di dollari. Sin dal suo insediamento, è apparso chiaro che il nuovo Governo statunitense era guidato da una potente lobby legata all’industria petrolifera. Infatti tra le prime decisioni di Bush, così come esplicitamente richiesto dalla Exxon, ci sono state il rifiuto di ratificare il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, l’avvio all’estrazione petrolifera anche in aree protette e la rimozione del presidente dell’IPCC (International Panel on Climate Change) che sin dal 1995 aveva indicato nell’uso di combustibili fossili la principale causa dei cambiamenti climatici.

Per tutti questi motivi proponiamo di togliere il nostro consenso a chi fornisce energia alla guerra: così daremo un segnale del reale potere che è in mano ai consumatori.

Greenpeace, i Bilanci di Giustizia, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, l'associazione Botteghe del Mondo e la Rete di Lilliput propongono di non rifornirsi più alla Esso.

Questa azione responsabile e nonviolenta è uno strumento per esprimere efficacemente dal basso la volontà della stragrande maggioranza della popolazione.


FAI UN GESTO CONCRETO CONTRO LA GUERRA.
NON FINANZIARE CHI LE DA' ENERGIA:
DIMINUISCI I TUOI CONSUMI DI CARBURANTE
NON FERMARTI PIU' ALLE STAZIONI DI SERVIZIO ESSO.



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lunedì 21 giugno 2004 - ore 17:42


stop the war
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stop the war in this world

punisci il criminale

risparmia tutto il resto

rinuncia agli interessi e fai pace molto presto

one day two day three day go peace!



British invasion Italian desperation

seven seconds aggression

in this beautiful day don’t destroy my name

the children’s partie not destroy

no cry today this is the last war and
tomorrow

Waiting peace love flowers everyday.



Nessuno è al potere

e stiamo tutti bene

andare a surfare senza bomba nucleare

la mia terra è libera ed in pace posso Stare

enjoy! with the people enjoy!



Aspetto questo gesto unicamente per questo

un mondo alla pari dove siamo tutti uguali

aspetto che la guerra si cancelli dalla testa

e arrivato un nuovo giorno

e tutti insieme facciamo festa!




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lunedì 21 giugno 2004 - ore 17:29


...NO VICTIM...NO CRIME...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 21 giugno 2004 - ore 13:48


Tempo vigliacco...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come ogni lunedì...dopo un weekend di pioggia...è toranto a splendere il sole...ed io sono tornato a lavoro...*** can...

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lunedì 21 giugno 2004 - ore 09:57


Stato di polizia (parte prima)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per l'eensima volta questo sabato qualke decina tra poliziotti e carabinieri hanno impedito a centinaia e centinaia di ragazzi di divertirsi autonomamente, evitando il business delle discoteke e il consumismo musicale da esse perpetrato...naturalmente tutto ciò va contro gli interessi della dittatura di mercato alla quale siamo gionralmente esposti e s'è ben pensato di far intervenire la polizia contro questi ragazzi ke si ribellano a questa infame dittatura ke ormai ha infangato tutto...persino la musica...e quando si era già deciso per utilizzare un'altra location a un ottantina di kilometri (perkè i raver si spostano ma non si fermano...) s'è messa anke la pioggia...tempo infame tanto quanto lo stato...ke attraverso il proibizionismo (pure musicale) vuole controllare i giovani e i loro consumi...fotti lo stato...ribellati al mercato...ma vi brucerà il culo quando passeremo per il centro di Bologna...sperando ke questa street serva a portare in sempre più gente ke la musica non deve essere business ma energia...fuck commercial music...

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