Alla fine muore, oppure è tutto un sogno.
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(Attenzione. Questo è un messaggio subliminale. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri.)


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If I were to suggest that between the Earth and Mars there is a china teapot revolving about the sun in an elliptical orbit, nobody would be able to disprove my assertion provided I were careful to add that the teapot is too small to be revealed even by our most powerful telescopes. But if I were to go on to say that, since my assertion cannot be disproved, it is intolerable presumption on the part of human reason to doubt it, I should rightly be thought to be talking nonsense. If, however, the existence of such a teapot were affirmed in ancient books, taught as the sacred truth every Sunday, and instilled into the minds of children at school, hesitation to believe in its existence would become a mark of eccentricity and entitle the doubter to the attentions of the psychiatrist in an enlightened age, or of the Inquisitor in an earlier time.
(B.Russell)
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 2 gennaio 2007 - ore 09:44
Ricominciamo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Duemilaesette. Ma tu pensa. Passa il tempo. Sembrava ieri che.
Etc.
Capodanno allinsegna del lavoro: da quello ai piatti (della cucina) a quello ai piatti (in consolle), non cè stato un attimo di tregua. Ma mi sono divertito, eh. La cucina è stata apprezzata, a quanto ne so, così come la musica. Quindi tutto bene.
Oggi si riprende a lavorare e, ovviamente, non cè un cazzo da fare. Sono ancora tutti in vacanza. Tutti!
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venerdì 29 dicembre 2006 - ore 19:21
Buonanno
(categoria: " Vita Quotidiana ")

E ho comprato numero due braccialetti/biglietti/pass per il Great Escape Festival di Brighton. Trentacinque pounds cadauno, detti cinquanta euro dagli amici. Per vedere 150 gruppi in tre giorni. Quindi un euro ogni tre gruppi. Quindi in pratica ogni singolo concerto costa 33,3333 centesimi.
Inoltre, The Prestige è probabilmente il miglior film degli ultimi dieci anni.
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domenica 24 dicembre 2006 - ore 19:31
Di corsa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Linea ancora assente.
Serata di venerdì un successone.
Serata di ieri abbastanza.
Mi son perso Don Marco a Domenica In.
Buon Natale a tutti.
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venerdì 22 dicembre 2006 - ore 09:39
Ricordiamo al gentile pubblico che stasera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ ormai diventato un dovere morale, presenziare ai venerdì dell’Unwound. Una goccia di suono in mezzo a un oceano di rumore (cit.)
Inoltre, a partire dalle 18 e zerouno di oggi scattano due settimane di ferie. Oh, che goduria.
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giovedì 21 dicembre 2006 - ore 09:38
I look a little bit older, I look a little bit colder
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi mi sento campione d’inverno.
Ah, cose belle della vita:
#13: La tredicesima.
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mercoledì 20 dicembre 2006 - ore 10:08
26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutto sommato è un’età abbastanza anonima. Non posso avere 25 anni per un altro anno e poi passare direttamente a 27 (loro sì che sono fighi, l’età della morte rock’n roll)?
Comunque, mi sa che mi tocca rifare le classifiche di fine anno. Il disco di Peter Bjorn & John, che non sono gli Aldo Giovanni e Giacomo svedesi ma tre tizi che scrivono canzoni pop p-e-r-f-e-t-t-e condite da testi straordinari, mi ha letteralmente sconvolto. E’ stupendo! Ma tantissimo! Ma come osano fare un disco del genere e non avvertirmi subito?
Peter Bjorn & John - Objects of my affection (2006)I remember when, when i first moved here,
a long time ago,
´cause i heard some song i used to hear back then,
a lone time ago.
i remember when, even further back,
in another town,
´cause i saw something written i used to say back then,
hard to comprehend
and the question is, was i more alive
then than i am now?
i happily have to disagree;
i laugh more often now, i cry more often now,
i am more me.but of cause some days, i just lie around
and hardly exist,
and can´t tell apart what i´m eating
from my hand or my wrist.
´cause flesh is flesh, flesh as flesh as flesh,
the difference is thin.
but life has a certian ability or breating new
life into me,
so i breathe it in.
it says here we are, and we all are here,
and you still can make sense,
if you just show up and present an honest face,
instead of that grin.
and the other day, this new friend of mine
said something to me
"just because something starts differently,
doesn´t mean it´s worth less."
and i soaked it in, how i soaked it in,
how i soaked it in
and just as to prove how right he was,
then you came.
so i´m gonna give, yes i´m gonna give,
i´m gonna give you a try,
so i´m gonna give, yes i´m gonna give,
i´m gonna give you a try
Ahahahahahah.
E poi mi è appena arrivata una cosa spettacolare per posta.
AUGURI DI BUON COMPLEANNO !!!
Ciao Riccardo,
lInter ti fa i migliori auguri
per i tuoi 26 anni.
Pazza Inter amala.
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martedì 19 dicembre 2006 - ore 10:16
Duemileeessei.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ stato indubbiamente l’anno più figo della storia.
Son successe un sacco di cose divertenti, esaltanti, meravigliose.
Ci si è incazzati pure, qualche volta. E non poco. Ma sono episodi che impallidiscono di fronte, chessò, a questo:

Riassumendo, ecco il mio duemileeessei in formato jpg.
Si comincia alle 00.01 dei primo di gennaio, conciati in questo modo:

Poi improvvisamente zompa sulle nostre vite del pelo senza senso:

Il mercoledì, poi, brutti ceffi si aggiravano per il DNA:

E poi questo! Un concerto spettacolo che vide il debutto di Darioeggheddi in veste di guastatori:

Per consolarci, foto ricordo del momento emotivamente più forte dell’anno, l’incontro col mio idolo adolescenziale. Che storie:
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Nel frattempo, qualcuno aveva reso Chuck Norris un mito incontrastato. Quel qualcuno andava in giro per l’Italia a fare feste con i discepoli di suddetto culto:
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Un dettaglio dei due profeti e della loro segretaria pasticciona:
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Tornando al DNA, foto ricordo di coppia con l’Elvis del nuovo millennio:
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Poi un bel giorno Brighton, travolti da vento, Guinness e millemila concerti:

E tutto d’un tratto vinciamo anche il fottuto mondiale, festeggiando a modo nostro:
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Subito dopo il rigore decisivo contro la Francia. Ma subito subito, eh:

Vacanze estive. Las Vegas, Los Angeles, ma soprattutto San Francisco e la sua Alcatraz in lontananza:

Nel mentre, iniziamo ad apprezzare la ginoponghezza, anche se tenta di toglierci il pane dai denti:

Per non parlare di questa pupazza qui:

Un giorno poi arrivano Batista e Funaki del breslin e mi dicono "ma tu sei quello di Chuck Norris" e faccio una foto con loro:
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E in mezzo a tante novità, una certezza: Barto!

E nell’era di maispeis, anche Mist e Dietnam decidono di tentare la strada del poserismo:

Poserismo di cui abbiamo anche un altro esempio:

Tutto molto bello e tutto molto spettacolo. Però ci si chiede cosa si sarebbe senza questa personcina, a volte:

E il 2007 inizierà proprio da qui, e dalle quattro mura in croce nelle quali ci rinchiuderemo a partire da metà gennaio. Ci sono i presupposti per un’altra annata, e stavolta lasciatemelo proprio dire (ciao Momo),
di un certo livello.
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lunedì 18 dicembre 2006 - ore 09:44
Netless
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho iniziato a muovere i miei primi passi in rete nel lontano 1996. Nel momento in cui mi si aprì dinanzi il sito degli Smashing Pumpkins (dopo due ore passate a caricare - utilizzavo uno splendido modem 14.4) mi sentì come un bambino di due anni che per la prima volta si rende conto dell’esistenza del Natale. Da quel giorno, non sono mai stato senza rete. Al punto che in questo weekend, fresco di trasloco e lontano dalla rete aziendale, mi sono sentito nudo. Come se aprissi un rubinetto e non scendesse l’acqua. Ma non è dipendenza, eh, perchè alla fine non mi sono strappato i capelli. Semplicemente, da sfizio per pochi è diventato uno strumento di utilità estrema a cui è quasi impossibile rinunciare. Tutta questa premessa per dire vaffanculo alla Telecom per non averci ancora dato la linea.
Intanto, per non saper nè leggere nè scrivere, ho preso i biglietti aerei per LondraGatwick, perchè visto e considerato che a
QUESTO non mancherò per niente al mondo, in quanto miglior festival mai ideato da mente umana, tanto valeva comprarli adesso che costano ancora poco. 17/18/19 Maggio, Brighton, UK, 150 gruppi sparsi nei 15 locali della città, un braccialetto-passepartout da 35 sterline, si comincia di pomeriggio e si finisce di notte. Lanno scorso si presentava così:

Lo so che mancano ancora cinque mesi, ma guardate che non sono mica poi così tanti, eh.
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venerdì 15 dicembre 2006 - ore 10:14
E a proposito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Domani sera Wah Wah Club con ospitata del quipresente, eccezionalmente all’Unwound invece che al Tag.
In compagnia di gente seria.

Ah, i miei dischi dell’anno.
1. The Killers - Sam’s Town
2. The Sunshine Underground - Raise the alarm
3. Tapes’n Tapes - The loon
4. Two Gallants - What the toll tells
5. Graham Coxon - Love travels at illegal speeds
6. The Long Blondes - Someone to drive you home
7. The Holloways - So this is Great Britain
8. Built To Spill - You in reverse
9. The Strokes - First impressions of Earth
10. The Fratellis - Costello Music
Ebbene sì, i Killers sono al primo posto. Non ci posso fare niente, Sam’s Town secondo me resta un disco clamoroso, totalmente fuori dal tempo e dalle mode.
Tra gli esclusi eccellenti, TV on the Radio, Thom Yorke, Guillemots, Darren Hayman, Moz, Raconteurs... ottimi dischi che però mi hanno stufato quasi subito. Non ho messo Spinto Band e Nightmare of you perchè sono dell’anno scorso, altrimenti sarebbero finiti tranquillamente in graduatoria.
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giovedì 14 dicembre 2006 - ore 16:18
La qualità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E un valore totalmente inutile. Uno specchietto per le allodole.
Ciò che conta veramente è la quantità. La quantità di merda che riesci a vendere come nutella. La quantità di brillantini che riesci a metterti addosso per nascondere il vuoto. La quantità di puttanate che riesci a raccontare per ottenere quello che vuoi. La quantità di musica che riesci a scaricare dalla rete, preparando una compilation dietro laltra, grazie alla quale puoi andare in giro e dire che sei "un diggei".
Coi cd. Masterizzati. E che pezzi ci metti dentro, "diggei"? Non sai un cazzo. E del tuo non sapere un cazzo vai fiero. Non hai iniziativa. Non te ne frega un cazzo di conoscere i gruppi, i pezzi nuovi, la musica di domani. Ti basta fagocitare quello che senti in giro e sei a posto. Ma mica subito, eh. Se non è passato almeno trentacinque volte su Flux, Brand New o Sarcazz TV, non vale neanche la pena di prenderlo in considerazione. E se qualcuno te lo consiglia, te ne parla, tu te ne sbatti i coglioni. Perchè a te, la musica, mica piace. La musica è un mezzo per farti bello e fare due soldi, niente di più. Anzi, se qualcuno ti parla di musica, lo guardi pure strano, come se fosse una bizzarra creatura sbucata fuori da qualche oscura caverna. "Cosa vuoi che me ne freghi a me delle influenze di The Tiziocaios? Parliamo del mio ciuffo, piuttosto".
Questo post non è dedicato a nessuno in particolare. E dedicato a tutti. E dedicato a tutti i fighetti, a tutti i poser, a tutti coloro che hanno tre dischi originali a casa e girano con le buste piene di cd-r, a tutti coloro che si fanno prestare i dischi dagli altri, a tutti coloro che da anni mettono su sempre le stesse dieci-quindici canzoni, a tutti coloro che si chiedono con fare snob come possano i film di De Sica e Boldi sbancare ogni anno i botteghini, quando non si rendono conto di essere lequivalente musicale, di De Sica e Boldi. La grassa risata, il rutto, le tette fuori, non sono diverse, *moralmente*, da quella cazzo di Banquet che continuerete a mettere per i prossimi trentamila anni.
Arriva il momento in cui uno si rompe il cazzo. Eccolo, è arrivato.
Burn down the disco, hang the blessed dj, because the music that they constantly play, it says nothing to me about my life, diceva qualcuno. Ora capisco.
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