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ORA VORREI TANTO...



Sponsorizzalo anche tu!!

STO STUDIANDO...

sto cercando di smettere




OGGI IL MIO UMORE E'...

precario, meteoropatico, disdicevolmente antisocializzante



pensa quel che vuoi, ma fatti i cazzi tuoi



vi odio, vi odio tutti, brutti bastardi alieni del cavolo




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) pensare ogni giorno al suicidio
2) Dimenticare
3) quando trovi un verme nella mela che stai mangiando, guardi meglio e vedi che è solo mezzo.
4) Regolare sempre il volume dello stereo su valori multipli di 5
5) i parcheggi in centro a Padova
6) Inserire nel mio profilone una paranoia melensa e non riuscire più a eliminarla, così che tutti i tuoi amici ti prendano per il culo...
7) Non avere più Jedi da addestrare...

MERAVIGLIE


1) Meglio un cane amico che un amico cane
2) vedo il gallo che la mattina si mette la sveglia sempre prima del contadino
3) pensare che se Dj Francesco è riuscito a farsi Aida Jespica, ce la posso fare anch'io...
4) le puzzette, la soddisfazione che ti danno
5) la carne
6) ...essere a casa DA SOLO: girare nudo, ruttare liberamente in ogni dove, grattarsi le parti intime con orgoglio, mangiare ciò ke si vuole, dove si vuole, quando si vuole sbriciolando dappertutto, ma soprattutto... STARE IN BAGNO ORE E ORE CON LA PORTA APERTA!
7) vedo gli alieni guardarci da lassù e sgranocchiare popcorn


L’amore è libero,
non deve implorare,
e nemmeno pretendere.
L’amore deve avere
la forza di diventare
certezza dentro di sè.
Allora non è più trascinato,
ma trascina per le sue vittorie.




Per chi ha dimenticato di avermi detto queste parole.




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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



mercoledì 6 aprile 2005 - ore 21:44


Itipso
(categoria: " Riflessioni ")


In questi ultimi tempi pare che abbia un po’troppi ospiti…
E’lecito domandarsi chi sia sta gente che grazie al trucco dell’anonimato accede al mio blog senza rivelare la propria identità…
Mi sono interrogato molto, ho formulato alcune ipotesi e sono arrivato alla conclusione:
Gli ospiti sono tutti alieni.
Non so se sono stati loro a fare la prima mossa o io.
Ma so di certo una cosa.
Loro sono arrivati.
Minuscoli stereotipi di esseri deformi capaci di invadere i cervelli e di proiettare in essi catarsi e insensati avvilimenti per cause inconsce alla scienza.
Il mio cervello.
Fino a consumarlo inesorabilmente tutto, in una triste e lenta fine di agonia.

Olucnaf

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mercoledì 30 marzo 2005 - ore 19:57


Deterschifi
(categoria: " Pensieri ")


Dall’ispirazione avuta leggendo il post di Lercio…LINK

Come ha concisamente espresso Lercio, il detersivo “Omino bianco” è razzista.
Peccato però che non si tratti di un caso isolato.
Nell’ambito economico italiano compare un’altra azienda razzista: l’ “Ava” della Mira Lanza.
Il successo del marchio è strettamente legato alla comunicazione, valorizzata, da ormai 40 anni, da Calimero, il pulcino nero creato da Nino e Toni Pagot.
Un altro esempio di pulizia, non etnica ma di bucato è rappresentata dal marchio sole, che anch’esso tempo fa proponeva una pubblicità nella quale c’era la contrapposizione di immagini in bianco e nero e poi finalmente a colori dopo il lavaggio con il fantomatico prodotto.
Bene, adesso avete capito che per avere successo vendendo detersivi bisogna avere un logo o fare uno spot razzista.

-Uh, che maniere !
Qui fanno sempre così perché loro sono grandi e io sono piccolo e nero…
E’un’ingiustizia però !
-No, Calimero, tu non sei nero, sei solo sporco!
-Uh, Ava, come lava!!

Ava: sapone per bucato con perborato stabilizzato.


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lunedì 28 marzo 2005 - ore 22:29


Approci
(categoria: " Riflessioni ")




Ciao!
Come stai?
No, perché sai… giusto per fare un po’di conoscenza…
Beh, cos’hai mangiato oggi?
Io ho mangiato la pizza, la stracchino zucchine e salamino.
E’buona sai.
Ti sono simpatico?
Ti va di sentire la mia nuova suoneria del cellulare?
Cosa ti aspettavi di leggere?
Non ti stai stancando di leggere, vero?
Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema?
Ah, mi è arrivato un messaggio!
E’il 404 che ho chiamato 30 secondi fa.
Che efficienti questi servizi vodafone.
Te cosa ne pensi?
Hai l’aria un po’sconvolta.
Devi andare via?
E dove vai?
Sei sicuro di andare via?
Allora quando sarai via pensa a me.

Ci sentiamo, baci

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sabato 26 marzo 2005 - ore 12:58


...
(categoria: " Riflessioni ")


Ricordi…
dolci pensieri che pervadono la mente
proiettando in essa emozioni vissute nel passato
che non vogliamo dimenticare.
O non possiamo.
Parole, promesse che prima apparivano essenziali,
quotidiane,
e adesso sono svanite senza lasciar traccia alcuna.
Carezze, osate e dimenticate,
che adesso appaiono così belle da sembrare surreali.
Sogni, che sembravano essere diventati certezze,
ma adesso forse solo illusioni.
E tutto torna come prima,
ad una normalità sofferente e malinconica.

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martedì 22 marzo 2005 - ore 13:11


E'primavera,
(categoria: " Riflessioni ")


i lombrichi e i conigli saltellano allegramente sui prati verdi.
Alcuni pinguini sono migrati al sud, altri al nord e altri ancora (i polaretti) sono nel mio congelatore.
Tutti tranne uno.
Pingu
Pingu e la Pimpa sono da sempre stati i miei cartoni preferiti.
Mentre i miei amici si dilettavano a guardare dragonball, ken, i power rangers, le tartarughe ninja, io guardavo pingu.
Pingu non è solo un pupazzo di plastilina.
Lui gioca, ride, scherza, piange, esplora e impara a conoscere la vita e il mondo.
Proprio per questo lo ammiravo tanto e mi immedesimavo in lui.
E poi c’era un’altra cosa che trovavo irresistibile.
Lui parlava il pinguinese.
Il pinguinese è una lingua di antiche origini, sorta probabilmente intorno al 20.000 a.C. e composta prevalentemente da suoni muti e senza senso, che al primo impatto possono sembrare anche grotteschi, ma che nascondono la vera semplicità di questo personaggio.
Ti voglio bene, Pingu.

"Al prossimo inverno, forse"

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sabato 19 marzo 2005 - ore 19:19


Oggi sono andato a giocare a calcio
(categoria: " Pensieri ")


Oggi sono andato a giocare a calcio.
Era da tanto che non giocavo a calcio.
E oggi sono andato a giocare a calcio.
Per giocare a calcio servono alcuni elementi, se no non si gioca a calcio.
Prima di tutto servono i piedi per tirare i calci, poi serve una palla, una sfera rotonda fatta generalmente da pentagoni di pelle cuciti fra di loro in modo da formare una sfera rotonda, chiamata palla. Meglio se fatta in africa da bambini sfruttati e sottopagati e marchiata nike.
Nike, o meglio naike è la dea greca della vittoria. Si tratta quindi di un plagio, infatti gli antichi greci sono ancora in causa con la multinazionale per aver abusato del nome.
Un altro elemento fondamentale è il campo. Il campo è un appezzamento di terra.
Ci sono vari tipi di campo.
C’è il campo da calcio, da basket, da tennis, da golf, da pallavolo, da rugby, di mio nonno.
Il campo si può misurare in pollici, in piedi, in larde, in miglie quadrate, in metri quadrati, in acri, in ettari.
Noi non l’abbiamo misurato, abbiamo giocato a calcio.
Un altro elemento importante per giocare a calcio sono le porte. Le porte sono generalmente due, non so dirvi perché.
Anche di porte ci sono vari tipi, ci sono quelle di casa mia, quelle della macchina, quelle da calcio.
Il calcio quindi è uno sport ricercato, non puoi giocare a calcio con le porte della macchina sul campo da golf.
Salvo eccezioni.
Il calcio è uno sport di squadra.
Infatti un altro elemento importante per giocare a calcio sono i giocatori, chiamati in questo sport generalmente calciatori.
Il numero classico di giocatori è di 11 calciatori per squadra.
C’è poi il calcetto, in cui i giocatori sono 5.
Oggi ho giocato a calcio, e ho giocato in una squadra composta da 4 calciatori, contro l’altra squadra composta da 27 calciatori.
L’obbiettivo di ogni squadra è quello di portare la palla con i piedi tramite i calci nel campo avversario, scartare gli altri calciatori e far entrare la palla nella porta avversaria.
Adesso sapete giocare a calcio.
Oggi ho giocato a calcio, e ho vinto 10 a 7.

Dedicato a piddu

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mercoledì 16 marzo 2005 - ore 15:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


LESUTL EQU 0E7D0H
MONITOR EQU 84H
ORG 0400H
INIZIO ANDCC #0F0H
LDA #0FFH
ADDA #1
TFRCC,A
STA 0500H
ANDCC #0F1H
LDA #0FFH
ADDA #1
TFRCC,A
STA 0501H
ANDCC #0F0H
LDA 0FFH
INCA
TFRCC,A
STA 0502H
ANDCC H0F1H
INCA
TFRCC,A
STA 0503H
FINESE JSR [LESUTL]
BYTE MONITOR
END INIZIO

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sabato 12 marzo 2005 - ore 20:10


Big Mac
(categoria: " Riflessioni ")


Il Big Mac, famosissimo composto di mucca pazza, salse varie e vegetali geneticamente modificati che viene venduto a milioni di esemplari ogni giorno è stato proposto come indice economico.
Questo si spiega col fatto che, basandosi sulla teoria della parità di potere d’acquisto lo stesso bene dovrebbe avere uguale costo in dollari in qualsiasi punto della terra.
Essendo questo “prodotto” diffuso, grazie alla notorietà del marchio britannico, in 119 paesi del mondo esso può infatti rappresentare la sottovalutazione di una moneta rispetto ad un’altra.
Senza dimenticare che la multinazionale McDonald’s vanta il suo successo grazie alla sua icona, un pagliaccio dai capelli rossi, maglietta a righe rosse e gialle con una grossa emme stampata, punta quindi sui poteri allusivi e persuasivi di questo buffo personaggio sulle menti più fragili come i bambini e dai prezzi contenuti legati alla scadenza del cibo.
Il segreto dei Big Mac è che anche se tu avessi un quoziente intellettivo che varia fra idiota e cretino saresti comunque capace di produrne uno. La vera salsa segreta di McDonald's è il suo gigantesco manuale operativo, che descrive in sorprendente dettaglio l'esatta procedura che ciascun negozio deve seguire per creare un Big Mac. Se il Big Mac è fritto per 37 secondi a Padova, sarà fritto per 37 secondi anche a Singapore, né 36, né 38. Per fare un Big Mac devi solo seguire le dannate istruzioni.
Le regole sono state accuratamente progettate da gente ragionevolmente intelligente (alla Hamburger University di McDonald's) in modo che i rimbambiti possano seguirle proprio come le persone intelligenti. Infatti le regole comprendono tutti i tipi di sicurezze, come campanelli che suonano se tieni le patatine nell'olio troppo tempo, che sono state create per compensare anche semplici distrattezze umane. Ci sono cronometri e sistemi a tempo dappertutto. C'e persino un sistema per essere sicuri che la donna addetta controlli che i bagni siano puliti ogni mezz'ora.
Il sistema in pratica assume che ciascuno farà un sacco di errori, ma gli hamburger fatti saranno identici in qualsiasi parte del mondo, e ti chiederanno sempre se vuoi anche le patatine.

Piuttosto mangiate le barrette Kinder


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mercoledì 9 marzo 2005 - ore 20:27


Per la serie “Incontri del terzo tipo” - secondo episodio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In questo ultimo periodo mi sento proprio una calamita per pedofili incalliti e menti deviate.
Oggi in autobus al ritorno c’è stato un incontro del terzo tipo…
Vi ricordate la signora di cui avevo parlato qualche mese fa? Quella che diceva che la gente di colore è brava sia a letto sia fuori dal letto? (se non vi ricordate cliccate sul link-->LINK<--)
Ebbene oggi ho incontrato suo marito…
Erano le due del pomeriggio e io ero in autobus con Mela, come tutti i santi giorni.
Rannicchiato sul sedile della sita cerco di prendere sonno dopo sei estasianti ore di scuola.
Un uomo sale sull’autobus, noto che non l’avevo mai visto e dall’aspetto non m’ispirava nulla di buono.
Capelli neri, lunghi e mossi, viso vissuto e abbigliamento quasi normale, anche se piuttosto primaverile (non portava ne giubbotto ne giacca, ma un semplice pile blu).
Siccome i posti a sedere erano tutti occupati si ferma in piedi a ¼ dell’autobus.
Da quel momento inizia a prendersela con tutti i passeggeri perché l’autobus era pieno.
“varda queo col giubbetto bianco, coi ociai da corsa, ma va a corrare vah..”
Il suo sguardo va a finire in fondo al mezzo di trasporto e si scontra improvvisamente con quello di qualche ragazzo che conosco…
Subito l’uomo lancia le sue offese sentendosi provocato e i ragazzi in fondo all’autobus reagiscono con battute di vario genere.
Arrivati alla fermata vicina agli ospedali salgono 7-8 persone, una di esse chiede cortesemente all’uomo di andare avanti lungo la corsia dell’autobus per problemi di spazio, ma l’uomo spazientito risponde alla donna di scendere alla prossima fermata, prendere un po’d’aria e la prossima volta montare all’entrata posteriore.
La donna lo manda a fanculo e l’uomo le risponde”magname a gnocca”.
Da questo momento il protagonista si esibisce in discorsi di alto livello, sempre accompagnati da qualche bestemmia qua e la.
Parla della sua vita, del lavoro e dell’economia e consiglia ad una ragazza di non farsi tanti problemi con i ragazzi, perché basta soltanto prendere la pastiglia del giorno dopo.
Ad un certo punto l’uomo chiede alla ragazza quanti anni gli darebbe, la ragazza impaurita sibila un 40 e l’uomo le risponde che ne ha 42. Dopo questo afferma di aver perso molti denti, apre la bocca e mostra bene a tutti l’obrobrioso spettacolo…
Risata generale.
Inizia a fischiare e a dire cose senza senso.
Chiede ai ragazzi in fondo all’autobus se sanno cosa significa TILT e cos’è un boomerang.
Poi afferma di discendere da una comunità d’indiani situata presso Camin, e lui è il più buono dei tre figli.
Dopo aver ascoltato le sue ultime affermazioni riguardanti le sue doti sessuali scendo dall’autobus e mi avvio presso casa.
Se ci fosse tutti i giorni della gente così in autobus torneremmo a casa tutti più felici e contenti.
Del resto gli autobus sono uno di quei posti dove incontri un numero svariato di gente con diverse personalità, che ti fanno capire come gira esattamente il mondo.

PS.Sono certo che era suo marito.

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martedì 8 marzo 2005 - ore 19:30


Donne, tu du du
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi come tutti sanno è la festa delle donne.
Pochi sanno perché è la festa delle donne…
Si narra che nel lontano e ormai defunto 1908 a New York le operaie dell’industria tessile “Cotton” scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson (PH 5.5), bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Col passare degli anni la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza.
Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare questa data, è andato perduto il vero significato di questa ricorrenza ed è più diventato un vantaggio economico per fiorai e ristoratori, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile.
Siamo agli inizi del ventunesimo secolo, ormai sono passati quasi cento anni da quella data e ormai la situazione nell’intero riquadro mondiale ha preso un andamento innegabile: l’uomo è schiavo della donna.
Succube dalle mille pretese femminili l’uomo è martoriato, assidiato dalla donna che esige sempre più libertà fino al completo dominio sulla terra.
Propongo pertanto di abolire la festa della donna e di sostituirla con la festa dell’uomo che tuttora è assente.
Oggi 8 marzo 2005, giorno di rivoluzione e rivendicazione dei vecchi poteri del sesso forte, è l’inizio di una nuova era.
Uomini di tutto il mondo, unitevi a me e ribellatevi!

“Donne, tremate”

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