OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
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venerdì 1 agosto 2003 - ore 09:33
Crostone d'Avena
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Ogni generazione ha i suoi incubi infantili. Credo che quelli della mia sian stati sicuramente tre: il mago G (o Galbusera), il vedere giovincelli alle prese con la promozione dei cartoni animati trasformarsi in divi della tv (Bonolis e Frizzi in primis) ma soprattutto l'esistenza di Cristina d'Avena. Tale ragazza (se così ancora si può chiamare visto che alcuni suppongono abbia una suite all'ospizio "Il tortellino d'oro" di Bologna) ha ancora un grosso ascendente (vergine?) sui bambini di tutta Italia. Maledetto il giorno in cui mise piede all'Antoniano di viale Oriani cantando "Il valzer del moscerino" allo Zecchino d'Oro. Fu l'inizio del supplizio. Questa bambina malefica, che molte streghe, si narra, all'epoca volevano morta, invisa a vampiri e cartomanti sensitive, cantava e non smetteva più. Da adolescente venne notata da un gruppo di ricercatori universitari, i quali decisero che era il caso, dopo i test atomici, di fare test idioti sui bambini di allora. E le fecero, mortacci loro, un contratto discografico. Tra i suoi autori uno che si chiama "Moreno Grossi Pometti", un nome, una garanzia. Cristina inizia a scrivere innocenti canzoni per bimbi. Queste canzoni si moltiplicano esponenzialmente. Ogni cartone non ha più una sigla, ha una canzone di Cristina. I precedenti idoli delle sigle, Cavalieri del Re di Riccardo Zara (uomo dalla voce inquietante) per primi, iniziano a drogarsi e a piangere per la perdita del successo. Cristina va come una macchinetta ed incassa un suc-cesso dietro l'altro. I suoi album si chiamano "Fivelandia", "Cristina e i tuoi amici in tv" e, unico caso al mondo, scrive canzoni sui puffi che non siano la sigla. Il lavoro è tanto, Cristina ormai maggiorenne si iscrive all'università e non regge. Inizia ad assumere ogni giorno i funghi allucinogeni nei quali vivono i puffi e sotto quell'effetto scrive testi fottutamente assurdi come "Piccoli problemi di cuore" (storia di un cardiopatico naif), "Papà gambalunga" (il cartone su Rocco Siffredi), "Vola miominipony" (chiaro esempio di visione da trip da LSD), "Alla scoperta di Babbo Natale" (suo sogno erotico perdere lo status di illibata con un vecchio barbuto).. I cartoni di ogni tipo, insomma, sono la sua passione. Il medico le somministra il Prozac quando decidono di non bestemmiare evitando di farle rifare pure la sigla dei Simpsons e quella di Lupin come atto di clemenza verso le cose belle. Cristina fa l'università, di sicuro da metà anni '80 ("studio medicina all'università" recita un suo pezzo). In una sua recente intervista affermava di stare per diventare medico. Quanto cazzo ci mette a laurearsi? Non potrebbe smettere di cantare e ibernarsi dentro il CEPU? Poi, su tutti i VIP ci sono leggende metropolitane. Quella su Cristina d'Avena la vorrebbe ninfomane. Ecco cosa succede a puffare di qua e puffare di la con centinaia di omini blu per aver per primi provato il Viagra. Ai posteri l'ardua sentenza.
CLISTERE - ELIO E LE STORIE TESE
(liberamente ispirata da ARRIVA CRISTINA)
Arriva Clistere
di lui scoprirai...
che gli piace esplorare, gli piace sturare, e' fatto cosi'.
Nella mia famiglia tanta merda c'e',
la espelliamo a meraviglia.
Rido quando cago, e' il mio solo svago
ma sono senza amici e vago.
Fai un enteroclisma a gran velocita'
e sugli stronzi avrai il carisma.
Col mio amico Cliste non sarai piu' triste,
nessun blocco gli resiste.
L'ugello sa quello che fa
nell'oscuro sfintere.
Ecco, questo e' Clistere, di lui scoprirai
che gli piace esplorare, gli piace sturare,
e' fatto cosi'.
Evviva Clistere e adesso lo sai,
se ti riempi di acquetta poi caghi di fretta
facendo glu glu.
Con il magico ugello poi tutto e' piu' bello
dai prova anche tu.
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giovedì 31 luglio 2003 - ore 19:20
fine mese
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi è il 31 e finisce un luglio che mi ha sconvolto la vita per tanti versi.. una persona fantastica è con me, c'è stato l'incidente, gli amici si son dimostrati quasi tutti tali... vabbè, stasera non riesco a pensare a cazzate che facciano ridere, sono semplicemente felice, sto bene dentro.. per il fuori il fisioterapista si sta applicando 
La canzone però sì che è trash.. e ci sta tutta visto il titolo 
LUGLIO - RICCARDO DEL TURCO
Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà.
Luglio m'ha fatto una promessa l'amore porterà.
Anche tu, in riva al mare tempo fa, amore, amore
mi dicevi: "luglio ci porterà fortuna" poi non ti ho vista più;
vieni, da me c'è tanto sole ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me.
Luglio si veste di novembre se non arrivi tu.
Luglio sarebbe un grosso sbaglio non rivedersi più.
Ma perché in riva al mare non ci sei, amore, amore
ma perché non torni è luglio da tre giorni
e ancora non sei qui; vieni, da me c'è tanto sole
ma ho tanto freddo al cuore se tu non sei con me.
Luglio, stamane al mio risveglio non ci speravo più.
Luglio credevo ad un abbaglio e invece ci sei tu.
Ci sei tu in riva al mare solo tu, amore, amore
e mi corri incontro ti scusi del ritardo
ma non mi importa più.
Luglio ha ritrovato il sole non ho più freddo al cuore
perché tu sei con me.
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mercoledì 30 luglio 2003 - ore 16:24
Cellino San Marco
(categoria: " Vita Quotidiana ")
quali sono gli originali?


mah...
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mercoledì 30 luglio 2003 - ore 00:39
Maschi discolacci (ovverosia, Marco Liorni non è l'unico a pasticciarsi).
(categoria: " Riflessioni ")
Molti ne hanno sentito parlare. Molti ne hanno sentito il rumore. Molti si toccano. Molti si toccheranno. Molti si soddisfano da soli con movimento pelvico che è meglio non descrivere. La masturbazione maschile, inutile mantenere taboo su questa cosa, è atto quasi necessario almeno quindicinalmente (lo dice la stessa equipe medica che ha certificato INFASIL INTIMO) per il povero servo della gleba che non si accoppia con altri che non siano la propria mano. In alternativa esiste l'aumento di peso (testicolare) ed il mal di stomaco (per l'effetto "riempimento violento purulento"). Come inizia tutto ciò? Ecco un assioma: i libri sparano un sacco di cagate, i maschi si sparano le seghe. I libri di scienze od educazione fisica in uso alla scuola media parlano di polluzioni spontanee notturne. Scrittore del cazzo (mai termine fu più appropriato), come minchia fai a chiamarle spontanee quando il tipo si guarda un porno e tiene le mani sotto il lenzuolo? Sono forse spontanee quelle precedute ed accompagnate da gemiti e da evocazioni di nomi simili a questi?
1) "seleeeeeeeeen"
2) "moaaaaaaaaaaaaaana"
3) "ilooooooooona"
4) "angeeeeeeeelica"
5) "pussycaaaaaaaaaaaat"
6) "rambaaaaaaaaaaaaaa"
Dalla 7 alla 10 sinonimi di "prostituta", dalla 11 alla 22 i nomi della compagna di banco che non ce la dava, dalla 23 alla 55 verbi in prima persona simili a "godo", "vengo". Non dico cosa c'è in sessantanovesima posizione, "testacoda di barrichello" sarebbe troppo demenziale. Appurato quindi che i casi di polluzione spontanea siano un bluff, affidiamoci alla memoria storica. Come siamo diventati adolescenti? Con i film porno, i giornaletti porno? No, quelli li abbiamo scoperti nel cassonetto della carta già prima. I cataloghi. Odiati dalla Chiesa (avete mai visto un catalogo cattolico?) in quanto tentazioni per il peccato. Fabio Volo in un'intervista (non ridete, non è una stronzata) ha dichiarato che si è fatto la prima pippa "ispirandosi" con foto del catalogo Vestro. Cazzo, a me Vestro non è mai arrivato fino ai vent'anni, forse è per questo che ancora non so come nascano i bambini. Prima mi arrivava Postal Market, ma non è la stessa cosa, nessuno si arrapa per i "cuscinetti adesivi coadiuvanti della poppata". Nelle case di noi nerd era entrato uno strumento più potente e trendy. Solo noi conoscevamo a memoria tutte le caratteristiche degli MSX. Non sono sigarette di monopolio, erano home computer. Del cazzo perchè fuori standard, morti dopo pochi anni. Era il computer dei nerd, quasi più dello spectrum. Ma noi li conoscevamo. E conoscevamo anche tutti i dati dei frigoriferi. Dei phon. Dei caschi per capelli. Dei robot da cucina. Dei rasoi a tre testine. Non l'avete ancora capito? Il catalogo Philips o PHILIRAMA. Il nemico della castità dei nerd. Ogni anno la stessa storia. Code infinite di bambini con le occhiaie accompagnati da innocenti ed inconsapevoli genitori per un evento: l'uscita del nuovo catalogo Philips per l'anno successivo a Novembre, GRATIS! Dopo pagina 100 si apriva un mondo nuovo per noi: i corpi nudi delle olandesi che facevano le lampade. Le prime lampade UVA. E le modelle, diciamoci la verità, erano bellezze vere. Stese con il telecomando in mano in posa equivoca. Ovviamente, nude. I bambini impazzivano, i padri pure, probabilmente. Quanto ha contato tutto questo nel nostro amare la tecnologia? Il Vaticano farà causa alla Philips.
DISPERATO EROTICO STOMP - LUCIO DALLA
Ti hanno vista bere a una fontana che non ero io
ti hanno vista spogliata la mattina, birichina biricò.
Mentre con me non ti spogliavi neanche la notte,
ed eran botte, Dio, che botte
ti hanno visto alzare la sottana, la sottana fino al pelo.
Che nero !
Poi mi hai detto "poveretto, il tuo sesso dallo al gabinetto"
te ne sei andata via con la tua amica, quella alta, grande fica.
Tutte e due a far qualcosa di importante, di unico e di grande
io invece sto a casa, esco poco, penso solo e sto in mutande.
Quindi, normalmente, sono uscito dopo una settimana
non era tanto freddo, e normalmente ho incontrato una puttana.
A parte i capelli, il vestito, la pelliccia e lo stivale
aveva dei problemi anche seri, e non ragionava male.
Non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra,
non abbiamo fatto niente, ma son rimasto solo
solo come un deficiente.
Girando ancora un poco ho incontrato uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un po' stravolta e mi dice "sono di
Berlino".
Berlino, ci son stato con Bonetti, era un po' triste e molto grande
però mi sono rotto, torno a casa e mi rimetterò in mutande.
Prima di salir le scale mi son fermato a guardare una stella
sono molto preoccupato, il silenzio m'ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi, e con dolcezza è partita la mia mano
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lunedì 28 luglio 2003 - ore 16:56
Un diavolo di nome Nino
(categoria: " Riflessioni ")

Nino d'Angelo. Un eroe per molti napoletani, specialmente emigrati all'estero. Un cantante, per il fisco e la siae. Uno strazio, per moltissimi. Un demone, per i leghisti. Un uomo dai capelli orrendi, per il comune senso del pudore. Dei capelli veramente schifosi, qualcosa di inguardabile. Jean Louis David ha comprato casa a Napoli per imparare a non fare mai un simile taglio del cazzo. I giapponesi dopo aver scoperto come si piscia controvento hanno scoperto che possono vendere in serie (grazie ayeye per la dritta) tale caschetto in plastica per far somigliare tutti gli uomini ad un "Ken di Barbie" in versione partenopea. Un caschetto studiato per anni dai tecnici Nolan, FM, Shoei in quanto tale caschetto a Napoli è accettato dai vigili urbani a bordo di qualsiasi veicolo in quanto riconosciuto come "salvavita universale". In molti infatti si chiedono come mai, nonostante le stronzate propinateci in un ventennio, Nino d'Angelo sia ancora vivo. Gli unici momenti veramente fantastici della sua carriera sono la canzone (stupenda davvero) "Senza giacca e cravatta" ed i meravigliosi film tragicomici "Aitanic" e "Tano da morire". Per il resto la vita artistica di Nino è più tragicomica (davvero) della fine ingloriosa ed ingiustificata dei pupazzi Fininvest, Uan, Four ed il Tenerone, dati per ospiti fissi a San Patrignano assieme ai cerchi ed alle croci de "Il gioco dei nove", le lavagnette di "Tra moglie e marito", il cruciverbone di "Non è la RAI" ed il muro mobile del "Gioco delle coppie". Nino partecipa a film veramente tristi e dalla colonna sonora (sua) repellente. La buoncostume ancora oggi pedina chi noleggia le sue videocassette e li sorprende durante la visione. "Nu jeans e 'na maglietta" e "Popcorn e patatine" sono inni trash memorabili. Ma uno allora si chiede, di cosa vive Nino d'Angelo? "Non di solo pane vive l'uomo", di che vive un superuomo come lui? La risposta è semplice: Nino si nutre di fiori. Nino vive di Sanremo. E'l'unico uomo al mondo dopo i faraoni egizi mummificati nelle piramidi che si ciba di polline (non fumabile, intendiamoci). A Sanremo viene scartato mezzo mondo, lui no. Poco importa se il suo disco magari si vende solo ai Quartieri Spagnoli. Nino è un'istituzione. Ma per fortuna ce lo ricordiamo divertente e divertito ad urlare vodafonicamente "com'è bella megan ghella" in "Vacanze di Natale 2000" insieme agli onnipresenti Massimo Boldi e Cristian De Sica. Vi chiedo un aiuto. Voglio un parrucchino come quello di Nino. Sono stanco che, per quanto mi sforzi, i miei capelli possano al massimo somigliare a quelli di Neffa. Tra Neffa e Nino c'è un abisso. Nino, 'si gruoss.
POPCORN E PATATINE - NINO D'ANGELO
nuie nuie sule vicine o stesso tavulino
na birra gelata gelata come noi
due morsi un panino amico cameriere
non fare il cretino va via
nuie nuie sule parlammo
ma nun dicimmo niente
l'ammore c'e chiamma
e nuie nun respunimmo
arriva c'e il conto
mi presti mille lire
mi presti qualcosa da dire
pop cor e patatine fece a ricurda
chella ca si stata e chella ca nun vo turna
tu la mia bambina pane ammore e liberta
io con il mio sciocco sogno di felicita'
pop corn e patatine fece a ricurda
quanne miezz' e scale tu currive a mma braccia
nuie nuie sule vicine o stesso tavulino
ti sfioro la mano piglianno nu bicchiere
me guarde te guarde s'e ncontrono e penziere
facciamo la pace sta sera
nuie nuie sule cchiu sule e chi nun tene ammore
sciupammo stu tiempo stamm'e facenno tarde
che sciocco puntiglio e nun c'e n'accurgimmo
ca nuie senza e nuie c'e perdimmo
pop cor e patatine fece a ricurda
chella ca si stata e chella ca nun vo turna
tu la mia bambina pane ammore e liberta
io con il mio sciocco sogno di felicita'
pop corn e patatine fece a ricurda
quanne miezz' e scale tu currive a mma braccia
pop cor e patatine fece a ricurda
chella ca si stata e chella ca nun vo turna
tu la mia bambina pane ammore e liberta
io con il mio sciocco sogno di felicita'
na na na na na na na na na na na na
na na na na na na na na na na na
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PERMALINK
domenica 27 luglio 2003 - ore 13:13
Sunday
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La domenica è proprio un giorno del cazzo. Oggi di più. Mi rendo conto che è un luogo comune ma ogni tanto 'ce vole'. Accattatevi sto pensierino del giorno, mi pare di essere un bigliettino di un bacio perugina ma ogni tanto pure la vena creativa si riduce di molto..
EVERYDAY IS LIKE SUNDAY - MORISSEY
Trudging slowly over wet sand
Back to the bench where your clothes were stolen
This is the coastal town
That they forgot to close down
Armageddon - come Armageddon!
Come, Armageddon! Come!
Everyday is like Sunday
Everyday is silent and grey
Hide on the promenade
Etch a postcard :
"How I Dearly Wish I Was Not Here"
In the seaside town
...that they forgot to bomb
Come, Come, Come - nuclear bomb
Everyday is like Sunday
Everyday is silent and grey
Trudging back over pebbles and sand
And a strange dust lands on your hands
(And on your face...)
(On your face ...)
(On your face ...)
(On your face ...)
Everyday is like Sunday
"Win Yourself A Cheap Tray"
Share some greased tea with me
Everyday is silent and grey
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sabato 26 luglio 2003 - ore 02:15
goin'to bed
(categoria: " Vita Quotidiana ")
bella giornata... iniziata prestissimo per allenare mano e collo, proseguita sotto il caldo prima ed alle prese con un modem impazzito di una tipa più pazza del modem stesso poi.. le agenzie di viaggi, i bar del centro, sica e sally x12, la piazza e trovarci amici veri (bello vedervi stasera), quelle persone che ti fa proprio piacere reincontrare, la pizza nella mia pizzeria preferita LINK, le luci della mia città di sera e le parole che scorrono tante, lente e belle.. aspettando domani. Padova è proprio bella, altro che. Buonanotte Padova, hai poco da invidiare ad altri posti, con quello che riesci a regalare ogni giorno.
THE BENDS - RADIOHEAD
where do we go from here
the words are comming out all weird
where are you now when i need you
alone on an airplane
falling asleep beside my window pain
my blood will thicken
i need to wash myself again
to hide all the dirt and pain
cause i'd be scared that there's nothing underneath
and who are my real friends
have they all got the bends
am i really sinking, this slow
my baby's got the bends, oh no
we don't have any real friends, no no no
i'm just lying in a bar with my drip feed on talking to my girlfriend
wating for something to happen
and i wish it was the 60s, i wish i could be happy, i wish, i wish, i wish
that something would happen
where do we go from here
the planet is all gummed up in a sea of fear
and where are you
they broaden the CIA
the tanks and the whole marines to blow me away
to blow me away
to blow me sky high
my baby's got the bends
we don't have any real friends
i'm just lying in a bar with my drip feed on talking to my girlfriend
wating for something to happen
and i wish it was the 60s, i wish i could be happy, i wish, i wish, i wish
that something would
i want to live and breathe
i want to be part of the human race
i want to live and breathe
i want to be part of the human race
where do we go from here
the words are coming out all weird
where are you now, when i need you
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PERMALINK
giovedì 24 luglio 2003 - ore 17:18
Emittenti radiofoniche ed il satanismo
(categoria: " Riflessioni ")
Veneto. Si beve, si ride, si scherza. Si prende l'aperitivo. Si ascolta tanta musica, soprattutto dal vivo, è pieno di gruppi. Tra un concerto e l'altro si ascoltano i dischi, altre volte la radio. In veneto esiste un collettivo di radio dai nomi diabolici. Trattasi di Birikina, BeLLLa e Monella, SoRRRiso, Marilù, Piterpan. A tutte fa capo lo stesso gruppo. Mefistofelico, probabilmente. Ogni radio ha un target ben preciso. Piterpan accoglie discotecari, amanti degli scherzi telefonici e chiunque abbia messo almeno una volta lo stemma della Jaguar sul parafango del suo "Ciao", o l'alettone sulla Uno Turbo, od ancora la coda di topo attaccata allo specchietto retrovisore. Tale radio, infatti, è affettuosamente soprannominata "PiterBajan". La sorellina SoRRRiso è rivolta ai discotecari di altri tempi. Sulle sue frequenze è possibile captare l'onda liscia. Non sto parlando di un particolare tipo di forma d'onda, ma dell'opera omnia di Gianni Dego, Genio & i Pierrot, Castellina Pasi, Raoul Casadei, Renzo & Terry e simili. Una versione preistorica e senza immagini di Telecittà, insomma (altra perla quella). Marilù è per l'automobilista indeciso, alterna una selezione musicale che spinge all'uso del Prozac ottimi dischi pure ricercati. Capita quindi questa disgrazia, stai ascoltandoti Lou Reed e sogni di vivere i diabolici anni '70 strafatto e gaudente quando di colpo vieni assalito dal pensiero di Gianni Togni che ti getta arance dal balcone e tenta di violentarti al grido di "Luna!". Terribile, fosse Robert Plant perlomeno potresti vantartene con gli amici meno reazionari, ma Gianni Togni no! BeLLLa e Monella è una radio che vorrebbe essere una radio giovane che non rientri nelle tunz-tunz. A volte le riesce, a volte no. Un teenager si vergogna a nominarla ai suoi coetanei. Un adulto si vergogna di ascoltarla da adulto. Un bambino si vergogna, piange e lo dice alla mamma. Che la ascolta felice. Ma il vero dramma, e sfido chiunque a negarlo, è BIRIKINA. Una leggenda vuole che una notte una dozzina fra streghe e stregoni si siano radunati nella campagna trevigiana. Dopo aver fumato del radicchio allucinogeno hanno inscenato una diabolica orgia. Tra un gemito e l'altro, l'unico stregone eterosessuale ha urlato all'unica strega che se lo cagava "birikina!". Quella donna narrò la storia a tutto il paese canticchiando le note di "Balla" di Umberto Balsamo. Ancor prima di riuscire a dire "Sciolgo le trecce" un uomo registrò il marchio di Radio Birikina. Con quella "k" un po'comunista, tanto per dare l'idea della radio bella e dannata (per distinguerla da beLLLa e monella, forse? mah). Birikina ha una selezione musicale veramente oscida. Fanno cazzate enormi, tipo tagliare November Rain dei Guns n'Roses al momento dell'assolo di chitarra (hai deciso di morire, testa di cazzo di un dj fallito? vuoi che ti venga a prendere a casa e ti mostri come si vive con un solo rene mentre ti lancio l'altro tra le braccia?), oppure mettere dischi di Mal in orari "intort". Ecco, a Bologna dalle 22 alle 2 le radio per tacito accordo mettono quasi tutte musica intort. Per dirla in parole povere, musica da camporella o che facilità la procreazione od, in assenza di contraccettivo o foto di Little Tony, l'atto del copulare fine al mero piacere. Birikina no. Birikina mette MAL. Vi immaginate cosa voglia dire fare sesso nel 2000 ascoltando MAL? Ma mica "FURIA cavallo del West", che potrebbe somigliare ad un Viagra omeopatico. Voi siete lì, vicino ad un passaggio a livello a Campagna Lupia, tutti tesi e... "questo diiiiiisco è il mio pensieeeeeeeeero d'ammmorre". Garantita la fine di qualsiasi erezione, e pure delle eruzioni cutanee (l'America ce la invidia perchè eliminerebbe la carenza di Topexan). E dopo Mal, uno spera, la musica cambia? Sticazzi, ecco pronti i Ricchi e Poveri. Meglio addormentarsi su un materasso Eminflex che pensare a quei volti tristi che illuminavano le sigle di coda dei varietà Rai degli anni '80, messi lì per amicizie altolocate forse, solo perchè tanto la gente era già a letto. Ma qualcuno a letto ancora non ci andava, ed ora ascolta radio Birikina. Un particolare pensiero ai Jingle. Radio dj si fa rifare spezzoni di canzoni dai cantanti amici con il testo che parla della radio. Radio 105 pure. Ma chi se ne frega di Mal che canta (tanto per cambiare) "Birikina è il mio pensiero d'amore..." oppure il trio in "Birikina è di più, perchè è dentro di noi"? Perfavore, lapidate chi sta in studio di registrazione a realizzare cose del genere. A meno che non ci siano messaggi subliminali, chi può dirlo? Non zi può, non zi può. Se qualcuno vuole salvare le nostre orecchie, raduniamoci e manifestiamo alle feste di piazza di Radio Birikina. Qualcuno, un giorno, potrebbe ringraziarci. Mal no, di sicuro.
TI TAGLIO LA GOLA - VASCO ROSSI
Riconoscenza... ma che scemenza
è stato parlarti di me!
Tu che sei solita, solita sì!
ti piace... divertiti... sì!!!
Riconoscenza... ma che scemenza
è stato fidarmi di te!
Tu che sei solita, solita sì
... solita fare così!!...
Solita... Solita... Solita... Solita... Solita... sì
Solita... Solita... Solita... Solita... a fare così!!!
Prendimi l'anima ma... ridammi la Radio!!!
Da quando mi hai preso La Radio...
Non sono più quello...
Non dormo più, non mangio più...
...sono uno straccio!!!
Dài ri... dài... ri... dài... ri... dài... dammi la mia radio!
Dài ri... dài... ri... dài... ri... dài... dammi la mia radio!
Prendimi l'anima ma!!!
Ridammi la Radio!
Appena ti prendo da sola...
Ti taglio la gola...ti taglio la gola....
Appena ti prendo da sola...
Ti taglio la gola!!!
Ma che clemenza... la delinquenza...
"La vuole trattata così..."
Lei era solita, solita aì!!
e avrebbe fatto sempre così...
Solita... Solita... Solita... Solita... Solita... sì
Solita... Solita... Solita... Solita... a fare così!!!
...prendimi l'anima ma...
...ridammi la Radio!!!
Appena ti prendo da sola...
Ti taglio la gola!!!
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PERMALINK
mercoledì 23 luglio 2003 - ore 16:32
Momo's update
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Piano piano si torna alla normalità.. Oggi è l'ultimo giorno (toccando ferro) che questo simpatico gesso a mano e polso sinistro mi accompagna, domani mattina mi attendono nel simpatico ospedalino di Dolo per segarmelo via e farmi i controlli. Il pollice fa male ma me lo aspettavo... speriamo solo la riabilitazione dia i suoi effetti in fretta, sarei contento si evolvesse tutto come per la gamba.. da ieri ho mollato una delle due stampelle e la settimana prossima dovrei lasciare pure l'altra. Un'amica mi ha detto che ieri sembravo pazzo da quanto camminavo.. non mi pare vero! E ieri per me è stata veramente una festa.. mi spiace per chi ne paga le conseguenze con il suo sonno oggi. (ma una cena così me la ricorderò).
Piazza San Nicolò, questa è la Padova che amo... Incrocio le dita (pure quelle ingessate) e ringrazio ancora tutti quelli che son stati vicini, anche solo con la testa, in questo periodo..
Il grazie più grande va a te che di ringraziamenti non ne vuoi neanche uno, e non so nemmeno se troverò il modo di "sdebitarmi", anche se il termine è brutto, per tutto quello che mi stai dando.
BENT - MATCHBOX20
If I fall along the way
Pick me up and dust me off
And if I get too tired to make it
Be my breath so I can walk
If I need some other love
Give me more than I can stand
And when my smile gets old and faded
Wait around I'll smile again
Shouldn't be so complicated
Just hold me and then
Just hold me again
Can you help me I'm bent
I'm so scared that I'll never
Get put back together
You're breaking me in
And this is how we will end
With you and me bent
If I couldn't sleep could you sleep
Could you paint me better off
Could you sympathize with my needs
I know you think I need a lot
I started out clean but I'm jaded
Just phoning it in
Just breaking the skin
Can you help me I'm bent
I'm so scared that I'll never
Get put back together
You're breaking me in
And this is how we will end
With you and me bent
Start bending me
It's never enough
I feel all your pieces
Start bending me
Keep bending me until I'm completely broken in
Shouldn't be so complicated
Just touch me and then
Just touch me again
Can you help me I'm bent
I'm so scared that I'll never
Get put back together
You're breaking me in
And this is how we will end
With you and me bent
Can you help me I'm bent
I'm so scared that I'll never
Get put back together
You're breaking me in
And this is how we will end
With you and me bent
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PERMALINK
martedì 22 luglio 2003 - ore 12:02
Mannaia per Mannoia? (Quello che le donne non dicono)
(categoria: " Riflessioni ")
Ricordo una canzone alla radio. Una canzone sulle donne. Fiorella Mannoia cantava questo pezzo e come al suo solito otteneva un effetto soporifero su di me. Solo dopo un bel po'di tempo ho scoperto che tale testo era stato scritto da Enrico Ruggeri, personaggio che stimo. Ed allora ho capito il perchè di tutte le palle che c'erano nel testo: Ruggeri non è una donna. "Quello che le donne non dicono" deve averla scritta in un periodo di innamoramento profondo, quando il "povero" maschio idealizza ed idolatra la sua dolce metà e tende ad un giustificazionismo nei suoi confronti di fronte al quale anche Hegel si fa le pippe.
Ci tengo quindi a confutare questo testo (scusa Enrico). Ci fanno compagnia certe lettere d'amore parole
che restano con noi.. questa è una bella frasetta di circostanza, vabbè... e non andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola,
lo sentiremo poi ma andiamo via da dove? stai leggendo la lettera d'amore dell'idraulico, del tuo ex, del tuo uomo... e perchè andresti mai via? E se il dolore lo nascondi vuol dire che già lo senti, non ho mai visto il dolore scivolare! abbiamo troppa fantasia,
e se diciamo una bugia è una mancata verità che
prima o poi succederà... oh, sì, troppa fantasia di sicuro.. palle così grosse fa fatica ad inventarle anche un uomo che oltre alla moglie possiede un harem! E che cazzo vuol dire che una bugia è una mancata verità? Hai mentito, stronza! E prima o poi succederà? Che vor dì? cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo un po' è per la
voglia di piacere a chi c'è già o potrà
arrivare a stare con noi cosa vuol dire? Certo che non cambiate! E come ha detto Elio se cambiamo noi non siamo più quelli di una volta.. trasformarvi? Ma siete autorobot o destructors? "arrivare a stare con noi".. questa frase denota una stima per il corteggiatore pari a zero, il corteggiatore sembra il più infimo dei marinai delle tre caravelle che arriva in America e.. vabbè, si prende il contentino. siamo così è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si". ... No, è facilissimo spiegare, usando stereotipi, visto che questa canzone vorrebbe identificarvi con uno stereotipo, seppure buono. Notti bianche? E alle nostre chi ci pensa? "Un altro sì"? Ma siamo sicuri che per la donna esista la parola "sì"?
In fretta vanno via della giornate senza fine, silenzi che familiarità mi sento abbastanza autorevole per dire che questa frase non vuol dire un cazzo... e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà siamo a corto di idee, eh? E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più Questa è pura poesia. Una signorina a me molto cara (eufemismo per non dire "la donna che mi sopporta") mi ha detto che dovrebbe significare che è bello quando noi uomini facciamo sentire le donne piacevoli e desiderate con delicati complimenti, che però son sempre più rari. Io penso che sia solo un tentativo di rima baciata con parola inglese che fa molto chic, visto l'aspetto irish della Mannoia.
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.. no, perfavore, non dicamo cazzate.. adesso, le donne non sono cattive, questo è chiaro, ma non ho mai visto una donna alla disperata ricerca di capire chi non vuole più parlare con lei.. magari ci resta male, ma non si ammazza per trovare la soluzione. Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si" DOLCEMENTE COMPLICATE? Il cattolico più fervente bestemmierebbe. Che cazzo, non ho mai visto un eufemismo più leggero! Sempre più emozionate? Vi annoiamo dopo due secondi (colpa nostra!), delicate? beh.. dipende! Donne, ribellatevi. Siete mercificate da questa frase assurda, non credo che voi barattiate un sì per rose e regali, suvvia. è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si". chissà quanto c'han messo per comporre questa frase senza senso tanto da darle la dignità di ritornello. Questa canzone è un insulto al femminismo, alla femmina ed al comune senso del pudore. E pure alla dignità maschile, suvvia.
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