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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

FANPAGE (Facebook): Momostock

BOOKING: momo@allagrandissima.com




il mio MySpace:



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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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lunedì 31 dicembre 2007 - ore 11:41


What did you learn from your time in the solitary cell of your mind?
(categoria: " Pensieri ")


In gioventù si fanno errori. Ad esempio fare di tutto, sceneggiate comprese, per farsi mollare e non mollare la ragazza di turno, per non passare da stronzi, per pigrizia, per maggiore funzione narrativa per il futuro, quando, seduti sulla nostra poltrona Global Relax suggeriremo ai nipoti, più scafati di noi, noiose tecniche da noi affinate, appunto, in gioventù.

Un po’di tristezza, rassegnazione arriva quando gesti simili (non il racconto in poltrona) arrivano da chi non ha voglia e coraggio di relazionarsi con te per affrontarti superata l’adolescenza, i foruncoli sul viso e i dischi delle boy band.

Forse è per questo che ieri ho deciso di sottopormi ad una tortura e, subito prima di uscire, ho riascoltato sei un mito. E ballavo da solo come Mauro Repetto. Ridendo come un mona, cosa che per fortuna riesco ancora ad essere, quando voglio.

Un po’come quando venerdì ho preso una sbronza notevole ed ho scoperto che IO non posso prenderla. Perché c’è sempre un sacco di gente pronta a giudicarti. Perché vai bene finché offri da bere, finché hai l’occhio allucinato ma sei ancora "normale", nella norma.

La verità è che anche se non rompo il cazzo a nessuno non posso prendermi la libertà di divertirmi o fare il coglione per una sera. Nonostante avessi la macchina in officina e non potessi, di conseguenza, guidare. Nonostante non lavorassi e non avessi, quindi, responsabilità. Nonostante non sia un calciatore o un soggetto a paparazzate. Nonostante fossimo in un venerdì di festa di fine anno.

Nonostante fossero solo cazzi miei e del mio fegato.

Ho deciso, quindi, che nel 2008 farò solo quello che vorrò, oltre a ciò che da leggi umane e Divine mi verrà imposto. Oltre a cambiare lavoro diurno, e assieme alla naturale mutazione del mio essere mescitore di musica.

Grazie a chi ha reso il mio 2007 qualcosa che *voglio* ricordare.

Ai due sogni che si sono realizzati, perché mi hanno dato la forza per andare avanti in mezzo alle delusioni e ai problemi di un anno difficile. Anche per quando, dopo essersi realizzati, sono crollati, più o meno miseramente.

Ai due giorni più belli dell’anno, il 30 giugno e il primo luglio, culminati come con una meravigliosa sigla finale con un bellissimo concerto degli Afterhours a Povolaro. Perché li avrò in testa, nello stomaco e nel cuore per tutta la vita. Ed è per questo che comunque stiano andando, siano andate e vadano le cose tu sarai sempre con me, dentro di me.

Alle scoperte dell’anno. Ad amicizie inaspettate, nate piano, a persone mal valutate e rivalutate. A musica che mi rendeva dubbioso e che ora mi dà gioia. Alle tante teste di cazzo che si sono finalmente rivelate in modo palese. E a persone che avevo adorato troppo presto prima di rendermi conto del loro effettivo, scarso, valore.

A Enrico M. Perché le persone simpatiche dopo qualche birra parlano dei veri fatti propri. Ed è in quei momenti che si diventa amici davvero. E lo si resta.

A Enrico V. Perché quando senti parlare bene di una persona per anni è bello che la curiosità venga tutto fuorché punita.

A Carlo P. Per aver dimostrato quanto, in amicizia, sia meglio una scorza vestita dei tuoi pregiudizi che un eterno simpatico.

A Ale "Cecca". Per credere in me ed avermi trascinato a bordo di un’astronave salvavite.

A Massimo F. Che mi ha dimostrato che credere in ciò che si fa può spingere lontano. Molto lontano. Pur continuando a divertirsi.

A Pier. Che mi ha accolto nella sua casa e mi ha spronato con la sua pulizia e serenità interiore a diventare un po’meglio di ciò che sono.

A Luca V. Che ha tanta pazienza e crede in me, nonostante la mia cialtronaggine.

All’Unwound. Per un anno da resident.

A Checco. Perché gli devo davvero tanto.

A Andrea G. e Alberto A. Che ci sono sia con i gesti che con i fatti. E in certi momenti è anche dei segni che escono dal silenzio che si ha bisogno. Senza toglier nulla al resto.

A Elena. Per gli sfoghi reciproci e la schiettezza.

A Alessia. Per essere Alessia.

A Paolo e Luca. Per avermi fatto capire cosa significhi avere i coglioni.

A Francesca. Per non essere sempre Maggie e per esserlo spesso.

E a queste cose, senza top five, per una volta:

- scoperte musicali 2007: my awesome mixtape, il teatro degli orrori, vancouver
- conferme musicali 2007: amari, tre allegri ragazzi morti, canadians
- album che per qualche motivo hanno segnato l’anno:
a) "dell’impero delle tenebre" - il teatro degli orrori
b) "in rainbows" - radiohead
c) "the magic position" - patrick wolf
d) "a sky with no stars" - canadians
e) ep + album "my lonely and sad waterloo" - my awesome mixtape
f) "la seconda rivoluzione sessuale" - tre allegri ragazzi morti
g) "la fuga dei cervelli" - carpacho
h) "favourite worst nightmare" - arctic monkeys
i) "scimmie d’amore" - amari
j) "tanti saluti" - ex-otago
k) "our earthly pleasures" - maximo park

Ah sì. Ascolto e amo una canzone di Tiziano Ferro. Una sola. Le altre mi fanno cagare. Prima di ascoltarla chiudo Last.fm. Così non saprete mai quale sia.

Non avevo bisogno di niente per sapere di amare Piazza S.Nicolò. Ma avevo bisogno di quel momento per sapere di amare te. Un attimo durato dodici ore. Per odiarti ho avuto i mesi successivi, ma ciò che resta è *quel* momento.

Canzone a cui è legato il momento più bello dell’anno: wondering - dirty pretty things

Buona fine.

REGOLE PER UN CERVELLO DIFETTOSO - CARPACHO



Ad essere onesti non saprei che cosa dire
Non sei molto diverso, l’aspetto non può mentire
Forse hai perso la testa, ma se hai perso la testa
Non hai perso niente

Non lo senti un pezzo che manca, è questione di statura
Se ti perdi la testa, ti perdi la testa ma non cambia niente

Può bastare un giorno in vacanza per sentirsi di morire
Se ti perdi la testa, ti perdi la testa e non perdi niente

La prima regola è: se ti senti stronzo lo sei
Seconda regola: evita il mistico
Ci sarà un momento per rincorrere le religioni e lo supererai

La terza regola è: non puoi dire quello che vuoi
La quarta regola: parla poco in pubblico
Ci sarà un momento per confonderti agli idioti
e forse lo rimpiangerai

Ad essere onesti io saprei che cosa dire
Non hai mai avuto testa, e se avevi una testa
non serviva a niente


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giovedì 27 dicembre 2007 - ore 13:31


L’irresistibile scioglievolezza ai coglioni di Audrey Hepburn
(categoria: " Cinema ")


un tributo al Pasta per l’involontaria ispirazione

Qualcuno da un paio d’anni ha deciso che era il suo turno. Bella (MOLTO bella) donna morta da una quindicina d’anni, attrice famosa, ambasciatrice delle buone intenzioni e dei buoni sentimenti, ma soprattutto immagine prezzemolina che ormai incontri ovunque, dal cartellone luminoso a Piccadilly Circus, alla balera di Mezzolara, all’affresco sul muro alla cena dell’ONU per finire nella sala donatori della banca del seme di Codivernarolo.
Sì. Ammettilo, almeno tu, lettore onesto e dall’animo puro.
Questa foto ha rotto i coglioni

Prendi una bella ragazza denutrita. Oppure prendi una qualsiasi anoressica_da_blog, mettile un bocchino in mano (nessun doppio senso in questa affermazione), usa il bianco e nero, che rende "artistica" ogni foto del cazzo.. et voilà!

LUOGHI COMUNI SULLA FOTO DI AUDREY

1) Il bocchino conferisce incredibile eleganza e signorilità
Fumare con il bocchino è inutile. Il bocchino è molto più divertente, forse poco elegante ma dalle maggiori soddisfazioni, se fatto con cura.

2) Questa donna trasuda eleganza da tutti i pori
E’ormai scientificamente provato: Audrey Hepburn cagava e scoreggiava. Ergo, era un essere umano. Il guanto perenne, secondo per durevolezza solo al fondo tinta di Anna Tatangelo, non faceva traspirare un emerito cazzo. Ed è stato copiato dal suo grande amico Michael Jackson, fondatore di asili nido in tutto il mondo.

3) Il diadema è elegantissimo
Prima che vedessi questa cazzo di foto, manco sapevi cosa fosse un diadema. A malapena conoscevi il dialbrodo. Ma poi lo hai abbandonato, per il malvagio glutammato.

4) Quanto è elegante quella collana
Il vucumprà Lumumba, al bagno 115 di Riccione, la vende da generazioni. Eppure gli tirano le pietre.

5) Quella caraffa è la cosa più elegante mai messa in tavola
Sei idiota? Non si vede. E’fuori fuoco. E l’hanno comprata al discount. Per dieci euro puoi comprare un decanter guardando dentro il quale puoi persino vedere le tette di Pamela Anderson.

Il termine più ricorrente usato parlando di Audrey Hepburn è elegante.
Dio solo sa chi cazzo sia questa Ele Gante. L’ipotesi più autorevole è che si tratti di un’amica dell’Ivoriano, di cui abbiamo una diapositiva-santino, l’immagine più venduta in questo Santo Natale 2007.


Parafrasando Luttazzi, che agli alternativi tanto piace anche quando copia battute straniere, visto che si nomina solo Audrey e la gente è sua fanatica, mi piace immaginare Audrey in mezzo ad una gang bang. Ed è colpa di chi la continua a idolatrare. Non è necrofilia.


Attaccate una statuetta di Audrey (col bocchino) in luogo dello stemma della Rolls sulle vostre Classe A, cantate Candyman di Christina Aguilera mentre vi fumate una paglietta, perché i cocainomani vi danno fastidio, parcheggiate in centro, salite a casa e ringraziate Dio perché potete continuare ad adorare Berlusconi in gran segreto, che protegge i soldini di papà mentre fingete di essere rivoluzionari. E poi parlate male della televisione, che non guardate. Eccovi, giovani (?) alternative da Tre metri sopra il culo.

Minchia, l’acidità di stomaco. E’poco elegante.

(per inciso. Audrey recitava bene ed era una gran bella donna. Nulla di più.)

TIMES LIKE THESE - FOO FIGHTERS



I am a one way motorway
I’m the one that drives away
then follows you back home
I am a street light shining
I’m a wild light blinding bright
burning off alone

it’s times like these you learn to live again
it’s times like these you give and give again
it’s times like these you learn to love again
it’s times like these time and time again

I am a new day rising
I’m a brand new sky
to hang the stars upon tonight
I am a little divided
do I stay or run away
and leave it all behind?

it’s times like these you learn to live again
it’s times like these you give and give again
it’s times like these you learn to love again
it’s times like these time and time again


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mercoledì 26 dicembre 2007 - ore 10:59


Del tutto personale
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Devo ringraziare le abbuffate di cibo e quelle di vino. Quando da un lato si maledicono i giorni di festa per una commpromessa silhouette da mostrare sotto le coperte, il rovescio della medaglia corrisponde a fantastico tempo libero per pensare, durante la digestione.

Dare fuoco alle code di paglia prima della Befana è molto divertente. Ricordo con un vago senso di amarcord i tempi in cui bastava scrivere una cazzata qui dentro ed iniziavano ad arrivare email con "ma stavi parlando di me?", o quella psicopatica che avevo frequentato per qualche mese mi tagliava la sella dello scooter (evidentemente pensando di farlo al suo ex immaginario).

Ebbene sì. Mea culpa. Mi sono circondato di persone inutili, parafrasando il loro emblema (al lettore giudicare il perché) Paolo Vallesi.


Il fatto è che non mi piace augurare il male. Non fa parte del mio modo di vivere abituale, credo sia sufficiente la propria persona per danneggiarsi, trovandomi d’accordo con l’Agnelli quando sostiene che vivere male prima o poi ti fa male.

Quindi la tenerezza mescolata alla pena arriva a te, persona sempre convinta che gli altri dipendano dalla fregna che porti in mezzo alle gambe, ma che hai dovuto esportare in fretta e furia, per il semplice motivo che nessuno ti si filava. Nonostante il contorno patinato, nonostante il bel vedere, nonostante la simpatia. L’amicizia è servita a tenerti legate le persone, per il bene che ancora ti volevano. Ma l’amicizia deve andare sempre in due sensi, e non erano certo segni di amicizia le attese snervanti per i tuoi tempi, la tua mancanza di rispetto nel farti aspettare per ore, mentre te ne fottevi amabilmente degli impegni altrui, principessa a corto di piselli. E mentre il mondo doveva sbattersi per te, tu te ne sbattevi. Come se fosse la tua presenza ad essere un regalo. Come se dovessero fare tutti gli schiavi per te. Come se l’amicizia avesse un costo, un prezzo da pagare. E fossero sempre gli altri a dover offrire.

Non serve nemmeno a te qualche augurio. A te che stai mietendo fiori e frutti del tuo assurdo piano sulle vite altrui. Perché la tua vita ti ha reso una persona sola. Ed era ora, vorrei aggiungere. Sempre dietro l’angolo. Sempre a spiare. A sospettare cospirazioni. A farsi i cazzi degli altri. Ad avere addirittura tempo da perdere per scrivere nella grande rete vomiti di rabbia verso chi non ti aveva (ancora) fatto niente. Ma san piero dixe el vero, ha detto qualcuno di molto saggio. E quindi, anche se non lo sai, l’hai presa doppiamente nel culo. In seguito. E di gusto, anche. Perché non serviva a niente cancellare, su consiglio altrui, ciò che avevi scatarrato. Le cose o si vengono a sapere, o si sanno e basta. E quando lasciano un gusto anche solo un po’amaro in bocca, vale la pena di cambiare sapore. Di prendersi ciò che a uno pare. E io ho sempre saputo come prenderlo. mentre tu sei l’assurdo in persona, e ti vedi gia’ vecchio e cadente, raccontare a tutta la gente, del tuo falso incidente

Non ho molte parole nemmeno per una persona che è riuscita a trasformare ogni cosa profonda in uno scambio di battute. Che non ha dato mai peso alle tue parole, o se l’ha dato ha preferito prendere la porta di servizio. Perché, credimi, non avevo certo bisogno neppure di un saluto con la manina. E nemmeno del nulla che è seguito alle poche tue promesse. Peccato. Peccato davvero, perché ci tenevo sul serio. Evidentemente i rapporti umani al di fuori di un recinto sicuro non sono il tuo forte, anche se non era giusto che questo andasse a scapito mio. Questo non è volere bene. Meglio che questa cosa non abbia un nome. Né un futuro, se mai fosse stato in qualche modo auspicato.. da te.

E i saluti per convenzione fanno certo parte di un’altra vita, sparita da mesi, pronta a fornire un ’contentino’ striminzito di poche parole. Del resto, dopo le tante parole sprecate per fare un dramma di una cosa bella successa dopo anni, immagino si esauriscano le risorse. Però, davvero, che delusione. Una di quelle volte in cui si dà amaramente ragione agli altri. A chi ha sempre dato un giudizio "da ciaccole". Amaro in bocca. Brancamenta, però.

Il mio Natale ha pochi volti. Forse anche per il fatto che, per forza di cose, non vedo le persone che fanno parte della mia vita da giorni. Le facce a cui sono più grato per questi giorni sono poche. Senza nulla togliere alle altre persone che amo. E senza nulla dare alle persone di cui faccio volentieri a meno, ormai.

Grazie Alberto, grazie Linda, grazie Enrico. E soprattutto, grazie a due donne. Due signore donne. Antonia e Sabrina. O Pony e Sbrilla, che dir si voglia.


E grazie a Pordenone. Per una meravigliosa imperfetta vigilia di Natale fatta di tanto freddo, tanto vino e tanto calore umano. Tanto da avere le lacrime appena partito. "Città di merda", ti amo. Grazie per quello che mi hai dato in questo 2007.

MAI COME VOI - TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
Non saremo mai come voi
Non saremo mai come voi, siamo diversi
Puoi chiamarci se vuoi
Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
Non saremo mai come voi
E i miei amici come me
Che parlano ai cani randagi
E che sanno ascoltare gli uccelli
E avremo ali, come quelli
E becchi forti per grattare
Dove le vostre bugie sono più deboli (deboli)
Non ci provare
Non ci provare ad entrare nelle nostre vite
Non ci provare
Non ci provare che finisce male
Non saremo mai come voi
Non saremo mai come voi, siamo diversi
Puoi chiamarci se vuoi
Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te


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venerdì 21 dicembre 2007 - ore 10:16


Perché avete ragione voi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Perché è onesta, perché come la vedi è, perché se fa un casino lo sapevi da prima, perché se non lo fa c’è da preoccuparsi, perché ha paura a darti la mano, perché non ti dà mai corda fino in fondo, perché a migliaia di miglia ti pensa anche se non la senti, perché un giorno apri un sito e ci trovi dentro foto del tuo recente passato, ed altre che nemmeno sapevi avesse o esistessero.

E perché la sua è la migliore carbonara del mondo.
E ancora perché continuerà a mancarmi, mentre la vita va avanti.

E per una volta prendo spunto da due sagge persone, il mio fratellone Luca e la maga Sbrilla. La quale ogni settimana mi inoltra il RobOroscopo, la cosa più bella che ci sia. Dopo certe donne e il rock n’roll, ovviamente.


Ariete (21 marzo - 19 aprile)

"L’ambizione è solo una brutta scusa di chi non ha abbastanza buon senso per essere pigro", diceva sempre la mia ex ragazza Arlene. Sosteneva di essere una maestra zen con il compito di deprogrammarmi dal mio assurdo tentativo di realizzare me stesso. Era convinta che l’unico modo per raggiungere l’illuminazione fosse fare il meno possibile. "Sei egocentricamente attaccato alla tua identità di poeta", mi urlava dalla porta della mia stanza mentre cercavo di scrivere. "Vieni fuori e dimostrami che hai il fegato spirituale di sederti davanti alla tv e lasciare che il tuo grandioso ego si perda in uno stupido gioco televisivo". Anche se sono uscito da quel rapporto con una grande consapevolezza del valore del vuoto, alla fine sembra che il mio destino non fosse mettere da parte l’ambizione. Al contrario! Per questo motivo ti esorto, Ariete, a trattare i tuoi desideri come carburante sacro, più che mai nel 2008. Nei prossimi mesi intensificherò i miei sforzi per incoraggiare al massimo la tua ambizione.



Grazie alla bella gente di ieri. E a quella dell’altro ieri.
E grazie a Robert De Niro.
E a Rino, perché se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me

Ora ce l’hai. Fanne buon uso.

YOU - RADIOHEAD
You are the sun and moon and stars are you
And I could never run away from you
You try at working out chaotic things
And why should I believe myself not you?
You say the world is going to end so soon
And why should I believe myself?
You, me and everything caught in the fire
I can see me drowning
Caught in the fire
You, me and everything caught in the fire
I can see me drowning
Caught in the fire



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mercoledì 19 dicembre 2007 - ore 11:20


Festa di Spritz 2.0
(categoria: " Vita Quotidiana ")



i fan del gruppo che suona


la nicketichetta


i fratelli che cantano e bevono


le donne


l’allegra combriccola dei musicanti in festa, thanks to Pasta from Amari, Scuola Furano, Electroboogo


justice VS barracuda

Insomma, che avrà di nuovo questo Myspace?
Grazie al Secret Show, al New Age... a Tom.
Perché grazie a Myspace stiamo mangiando, ci stiamo divertendo e... varie e non solo eventuali.

Because we are your friends
You’ll never be alone again
Ooh.. come on, come on, come on, come on.


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martedì 18 dicembre 2007 - ore 20:44


GRAZIE
(categoria: " Accadde Domani ")





e a quanti, da maggioranza, opposizione, Vaticano, tra i comuni cittadini, imprenditori, chiunque hanno lottato perché, almeno per un po’, non ci siano morti di Stato in un mondo che vuole definirsi ’civile’, perché lo Stato non trasformi cittadini in assassini, perché non si possa decidere della vita delle persone per una cazzo di legge, perché si dialoghi tra persone e non tra boia legalizzati.
Fate un regalo al mondo, e investite UN EURO per una speranza, mandando un SMS al 48584

Grazie, grazie, grazie.

LONG ROAD - PEARL JAM



and I wished for so long...
I cannot stay
All the precious moments...
Cannot stay
It’s not like wings have fallen...
I cannot say
Without you something is missing...
I cannot say

Holding hands of daughters and sons
In their phase they’re falling down
Down, down, down

I have wished for so long...
How I wish for you again

Will I walk the long road?
I cannot stay
There’s no need to say goodbye

Oh, the friends and family...
All the memories going round
Round, round round...

I have wished for so long...
How I wished for you today

And the wind keeps rollin’
And the sky keeps turning grey
And the sun is set
The sun will rise another day

I have wished for so long...
How I wish for you today

I have wished for so long...
How I wish for you today
Will I walk the long road?
We all walk the long road


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domenica 16 dicembre 2007 - ore 15:58


Sceglier quale letto, sceglier se dormirci dentro
(categoria: " Pensieri ")


Sono tornate le zattere. Prima come training, poi come efficaci mezzi di trasporto, poi come vorrei. Sono tornate le zattere, e la cosa bella è che non mi può capire nessuno.

Quanto mi piace sapere che le persone non mi possono capire, in alcuni momenti. Quanto tanti anni fa cercavo comprensione ovunque, quanto ora mi interessa soprattutto comprendere. O comprendere quando è il momento di non comprendere affatto, lasciarmi scivolare addosso le cose tenendo ferite profumi ed umori addosso il più a lungo possibile.
Per poi passare mezz’ora ad annusare una mano per ricordare anche solo l’odore di un posto, ed associare a tale odore rumori, canzoni, silenzi, respiri, immagini.

In mezzo a tante stronzate, Lorenzo ha affermato che le canzoni sono migliori di chi le fa. Per fortuna.

IL PERIODO IPOTETICO - AMOR FOU



Se ci fosse un luogo abbandonato, se.. lo potremmo prendere..
Se bastasse un tiepido congedo a risarcire i giorni che ti ho sequestrato
Se ci fosse un giorno da santificare sul tuo viso, sulla delusione che ti ho consegnato
Se ci fosse un porto verso cui mirare lo prenoterei nei pochi giorni liberi

Ma passerà, sì passerà questo pallore che ci rende così simili da perderci
Ma passerà, sì passerà

Se ci fosse un pianto da sacrificare sul mio viso, sulla delusione che mi hai riservato
Se bastasse un cuore per ricominciare te lo donerei nei pochi giorni liberi

Ma passerà, sì passerà questo pallore che ci rende così simili da perderci
Ma passerà, sì passerà questo pallore che ci rende così simili da non distinguerci.. sì, passerà..



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martedì 11 dicembre 2007 - ore 10:48


Paranoie da internet-turbino
(categoria: " Pensieri ")


Ovverosia qualche simpatica domanda del cazzo o dichiarazione del menga (giusto per differenziare) che vi potrebbero porre durante le vostre sessioni di navigazione amici di ogni ordine e grado.

1. (su Myspace) Alzami nella top! Perché sono così in basso?
Perché non me ne frega un cazzo, ma visto che ci tieni finirai in fondo, con i Finley.

2. (su Spritz) Come mai non ci sono tra i blog che segui?
Probabilmente perché quella lista non corrisponde ai blog che seguo.
Le pagine che più curo sono tutte raccolte tra i feed del mio browser. Si inizia la mattina presto consultando in ordine (a voi ipotizzare, crearsi paranoie, scoprire, ridere di quelli che potrebbero essere gli autori)
a- tristezza infinita
b- mio moroso è figlio unico
c- paranoio
d- ce l’ho solo io
e- parco de’tigli
f- l’idiota
g- prete marso
h- mongolinter
i- supercazzola
Queste sono le pagine che mi permettono di avere una regolarità intestinale invidiabile anche da chi divora crusca tutto il dì. Poi ci sono quelle interessanti. Ma stanno in un’altra cartella di feed, che resterà privata.

3. Ho messo MapLoco nella pagina, ho scoperto che è pieno di bionde svedesi che mi cercano
Congratulazioni, hai scoperto la più primordiale fonte di statistiche di Internet. Mi spiace doverti dire che da quando lo so, se prima non ti cagavo, navigo la tua pagina di proposito, quando ho tempo da perdere e non voglio scaccolarmi, accedendo con ip rumeni, moldavi, canadesi, australiani. E ho detto ad altre persone di fare lo stesso. Giusto per accrescere il tuo ego e la tua paranoia.
Per la cronaca, l’invasione di utenti svedesi nelle pagine italiane è solo dovuta a Tele2 che usa la stessa classe di ip per tutti i suoi clienti europei. Era il tuo vicino di casa, mona!

4. (su Spritz) Codardi anonimi bastardi che entrano come ospite!
Perché offendere i crawler dei motori di ricerca, gli unici che ti si cagano una volta la settimana? O magari chi ti ha dato una chance, per una volta, e non ha ritenuto opportuno "doversi firmare"? Ringrazia il cielo e paga penitenza.

5. (su Spritz) Cosa sono i Permalink? E l’RSS?
Tua madre ti ha insegnato a usare Google? No? Probabilmente comunque ti ha nascosto altre cose importanti. Sul tuo quoziente intellettivo, ad esempio. Ti do un indizio: Wikipedia

6. (su Myspace) Grz pr l rqst!
Noi umani usiamo anche le vocali. Ti cancello subito dalla friend list: l’unico alieno con cui sarei favorevole all’integrazione è Jimi Hendrix.

7. (su Spritz) Ma il mio non è SPAM
No, la tua è più voglia di qualche cosa di buono. Un bel gioco. Del cioccolato.

8. (su Spritz) Chi sei tu, il padrone?
No. Uno che si è rotto il cazzo di te e tutti quelli come te ed è stanco di pulire il monitor per togliere la tua merda.

9. (su Spritz) Oh ma chi ti credi di essere? Cosa ti succede?
Io. E non ti ho mai cagato. Perché sei una testa di cazzo, e fino ad ora sono sempre stato solo cortese a non dirtelo.

10. (su Myspace) Perché non mi ADDI?
Ci sentiamo già 35 volte al giorno. Sei nella mia lista di messenger. Abiti a due metri da casa mia. Semplicemente, perché dovremmo averci tra i coglioni pure su Myspace? Non scomodiamo Murdoch per certe cose. Come dici? No, non parlo di quello dell’A-Team. Devo mettere giù, ciao.

Enrico, facciamo la pagina Myspace di Spritz.it? Te la gestisco volentieri. Con i commenti che si possono raccogliere dai due mondi mescolati posso mirare a una laurea ad honorem in Sociologia. E se non meno nessuno il Nobel per la Pace è mio. O di Sandy Marton.

LA GIGANTESCA SCRITTA COOP - LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA



fammi i tuoi discorsi metafisici sui fori dei piercing
che si richiudono sugli occhi spenti
con gli estintori sui conti correnti
coi cognomi finti
sarà la prima volta che non andrò a votare
sarà la prima volta che non andrò a puttane

con un alito tremendo ti ho sussurrato all’orecchio:"bonjour mon amour"
ma aprendo la finestra sopra ai netturbini, sopra ai nottambuli
campeggia la grande scritta coop

E I CCCP NON CI SONO PIù (felicitazioni)
E I CCCP NON CI SONO PIù (felicitazioni)
E I CCCP NON CI SONO PIù (felicitazioni)
E I CCCP NON CI SONO PIù DA UN BEL PO’

e hanno i fanali accesi per evitarci
e non ho paura sai degli ecomostri
dei parchimetri dei centri commerciali e dei benzinai

E TU AVEVI I VESTITI ADATTI PER LE TUE GUERRE STELLARI
E TU AVEVI I VESTITI ADATTI PER LE TUE GUERRE STELLARI
E TU AVEVI I VESTITI ADATTI PER LE TUE GUERRE STELLARI

fammi i tuoi discorsi metafisici sui tetti di eternit degli anni ’80
sui paracaduti coi buchi di sigaretta d’altronde è feroce settembre

come back september
come back september
come back september

i sistemi d’allarme si sono sgolati non hanno fatto feriti
i sistemi d’allarme si sono sgolati non ci hanno sentiti

e hanno i fanali accesi per investirci
e non ho paura sai degli antifurti
dei carnivori, degli incendi estivi, dei truffatori,
dei grattacieli, dei travestiti, dei finanzieri

e tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari
e tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari


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giovedì 6 dicembre 2007 - ore 11:21


Donne, è arrivato l’Ivoriano!
(categoria: " Accadde Domani ")


Oggi è un grande giorno.
L’Italia è sostanzialmente divisa in due parti: quella che attende le importantissime esternazioni di Don Sante Sguotti, in eterna sfida con il Don Marco de voialtri, e quella che attende LUI, l’eroe dei due mondi, l’uomo più irrintracciabile al mondo, in grado di farsi fottere da una chat in messenger...

Lui, il più desiderato da ogni testata giornalistica.
Il più amato dalle italiane, protagonista dei loro sogni impuri.
Imitato e idolatrato dallo stuntman Johnny Knoxville.
Conteso da tutti, da Fini a Storace, da Prodi a Mastella.
Protagonista indiscusso dei gadget del prossimo Natale.

Grazie alle leggi che regolano la diplomazia internazionale, oggi in tutto il territorio italiano a reti unificate arriva

L’IVORIANO


Nuova ossessione di grandi e piccini, tormentone dei telegiornali, oggetto del desiderio e protagonista delle fantasie più perverse delle casalinghe di Voghera, ma anche delle donne manager di Recanati e delle checche isteriche di Benevento, oggi rientra finalmente nel suo tanto amato territorio nazionale.

Il mio obiettivo è fottere donne inglesi e americane, sembra non nascondesse ad amici e studenti Erasmus ad ogni piè sospinto. Con questa frase è entrato nell’immaginario collettivo come uno dei più validi playboy al mondo. Un uomo che, del resto, dopo aver visto una donna morta si precipita, secondo il racconto dei fatti, in discoteca per gettarsi nelle danze al ritmo di "We’re goin’to Ibiza" e "Love generation".

La sua passione per Inghilterra e America lo ha più volte spinto ad aprire un dizionario.
Dizionario che, in effetti, anche molti giornalisti hanno aperto quando hanno sentito il termine Ivoriano.

In alcuni quartieri napoletani, infatti, si è data per giorni la caccia, con tanto di manifesti con taglia affissi ad ogni muro, a tale Ivo Riano, improbabile poco di buono nell’immaginario collettivo.

L’Ivoriano reale, in realtà, denota caratteristiche di tutto rispetto.
In quanto nero, smagrisce. E’esterofilo, ma contemporaneamente cosmopolita (idiota, non ho detto Cosmopoitan).
E’un uomo di mondo. E’soprannominato il barone.
E’probabilmente uno dei prossimi candidati a tronista di Uomini e donne, nonché vagone di coda (poiché lo mette nel culo a tutti) del trenino di Buona Domenica.

Di lui si sa che ama dormire sul water. Questo suo amore per ciò che l’uomo della strada rifiuta lo ha portato ad attirare le simpatie dei shit eaters di tutto il mondo (il loro motto è zitto e mosca), ma anche di Azouz, che gli ha subito offerto cittadinanza onoraria di Erba. Intendetela come volete.

L’Ivoriano infatti divide la sua esistenza in partes tres:
1) la benestante famiglia adottiva
2) l’oscuro mondo della droga
3) la passera anglofona

E’in questi tre campi che va ricercata la verità sull’Ivoriano.
Anche cantautori ed artisti di varia levatura hanno parlato di lui, sin da prima della sua nascita.
And the papers want to know whose shirts you wear (David Bowie)
E con le mani amore, per le mani ti prenderò (Francesco De Gregori)
Viva l’Inghilterra (Claudio Baglioni)

Sono ancora ansioso di sapere se è lui, travestito da sacerdote, a farsi sfiorare da Claudia Koll in "Così fan tutte". Giusto per aggiungere un tocco di blasfemia ivoriana alla sua esistenza.

Fino ad oggi, la parola Ivoriano suscitava nell’italiano medio un grosso punto di domanda. Chi cazzo sapeva cosa volesse dire "Ivoriano"?. Di colpo, ogni uomo in grado di sostenere un discorso da bar Sport (sì, sì, anche tu, eroe dei messaggi in bottiglia!) è in grado di enumerare almeno sette o otto nazionalità nigga.
L’Ivoriano, ovviamente, ha sempre un posto in prima fila.
I grammatici sostengono che, ormai il termine Ivoriano sia il tormentone di questa coda del 2007, un po’come lo fu la parola Curling un paio di anni fa.

Riguardo alla coda dell’ivoriano, invece, non si hanno ancora notizie certe. E’atteso urgentemente un comunicato stampa ad otto mani delle signorine Gregoraci, Arcuri e Manuela delle televendite. Come dite? Non sapevate delle quattro mani della Gregoraci?

Preparatevi. Oggi, insieme alle mezze stagioni, ai rumeni ladri, ai gol dell’Inter, a quanto sia vuota e desolante la Padova notturna, avete un nuovo argomento di discussione.

Donne, è arrivato l’Ivoriano
Come un mantra.

(p.s.: ieri a Padova c’è stato un concerto spettacolare dei Canadians. chi non c’era non abbia il coraggio di dire che in questa città non c’è un cazzo)

15TH OF AUGUST - CANADIANS



I would stay for a week in l.a.
trying to make my dreams come true
and california is on my mind
she was here till the end of may
now that wind is blowing out
and the stars begin to fade away

i think too much about us anyway
i’m looking for you till the end of these days
and now that sunshine mirrors in the lake
i could disappear into pain till i die

yesterday i was planning with you
our future and my cure
we didn’t calculate on time
and i’m always waiting on you
now that wind is blowing out
and the stars begin to fade away

you know i’m so sad
everything i’ve done it’s a nonsense
tonight let me be your man
you know i’m so sad
but everybody needs to look ahead
in this summer end to come


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mercoledì 5 dicembre 2007 - ore 11:57


E’solo un raffreddore, non è sangue di naso
(categoria: " Pensieri ")



Un DHL di prima mattina fornisce ottimi spunti per non mandare a cagare la giornata. O il primo stronzo del mattino che ti ha tagliato la strada in rotonda. O un router che non vuole incanalare i dati lungo i giusti percorsi, metafora dell’automatico dei desideri con la chiavetta sempre troppo carica per un sottostimato magazzino di soluzioni.

Nebbia, freddo e.. gelo. Senza scomodare ormai assenti mezze stagioni o orazioni da bar Sport per le quali vi rimando, volendo, ad altre pagine nello stesso residence

Scegliere di non varcare un altro casello. Evitare un altro momento assurdo, ai limiti del possibile in quanto inaspettabile e contemporaneamente prevista. Un po’come i due puntini a seguito di un ’embed’ in un profilo myspace. Mettere una ridotta collettività al riparo da possibili danni. Un po’quello che un’altra persona fa ogni giorno cercando di identificare un soldato Ryan da salvare.

Perché, in fondo in fondo, ci ho messo del tempo per mettermi in trincea. Un posto stretto, dove pensare un po’a me, prima che al resto del mondo. Un posto dove non serva mettere una bella maschera, e dal quale uscire con calma, con comodità, quelle poche volte che un segnale forte attiri la mia attenzione. Ma lo stato di vedetta, questa volta, non durerà molto. Stanco di cerchi nella sabbia intorno al mio orticello. A volte appena segnati, a volte più pesanti. Ma pur sempre solo cerchi non concentrici.

Ed ancora una volta una delle ’scimmie’ riesce a parlare. Alla faccia di coloro che non vedono e non sentono. E non parlano.

IL RAFFREDDORE DELLE DONNE - AMARI



E’ solo un raffreddore non è sangue di naso,
vedrai tra qualche giorno, non ci farai più caso,
per questo scappa via e spara sempre a salve.

Ehi non guardarmi così, quali malattie ti hanno abbracciato,
possibile leggerle negli occhi, sembra febbre, almeno io l’avrei già da un pò
e tu hai ancora coraggio, mentre mi tocchi, ti prego dimmi,
quale vento freddo è passato sulla pelle, se tremi ancora,
se sarò sole, oppure nebbia o l’ennessimo soffio d’aria crudele,
tu che ti abitui in fretta agli starnuti,
fredde parole, quelle belle, quelle che ti piacciono, quelle belle.

E’ solo un raffreddore non è sangue di naso,
vedrai tra qualche giorno, non ci farai più caso,
per questo scappa via e spara sempre a salve.

Qualcuno ha fretta, vuol fumare la sigaretta,
confondevi, il piacere col dolore,
ma tu lo vedi, le mie braccia sono lunghe, sono aperte,
beh lo so, non basta una stufa sotto le coperte per
scaldare una giornata, figuriamoci un’intera vita.


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