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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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sabato 16 giugno 2007 - ore 04:52


I’m still alive - fine Heineken
(categoria: " Vita Quotidiana ")





il vostro concerto lo abbiamo ascoltato in macchina. era quello del 16 settembre 2006, ma cantavamo a squarciagola. sani e salvi.
e naturale è pensare alla vostra prima hit. la prima canzone che mi ha fatto innamorare.

grazie alle decine di persone che hanno scritto e chiamato.
vi voglio bene.

ALIVE - PEARL JAM
son she said
have i got a little story for you
what you thought was your daddy
was nothin’ but a....
while you were sittin’
home alone at age thirteen
your real daddy was dyin’
sorry you didn’t see him
but i’m glad we talked...
i...i...i’m still alive

oh she walks slowly
across a young man’s room
she said i’m ready...for you
i can’t remember anything
to this very day
’cept the look...the look...
now i can’t see,...i just stare...
i...i...i’m still alive

is something wrong
she said
of course there is
you’re still alive
she said
do i deserve to be
is that the question
and if so,...if so...
who answers?
who answers?
i...i...i’m still alive
i...i...i’m still alive
i...i...i’m still alive
i...i’m still alive
yeah yeah yeah yeah


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venerdì 15 giugno 2007 - ore 12:36


Heineken - primo giorno
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Papa Roach pacco. Domine al posto loro. Morby, ti voglio tanto bene, ma ieri avete fatto un concerto del cazzo. Perse le prime due esibizioni, poco male. Stone Sour deludenti rispetto al 2003, anche come scaletta, ma comunque validi. Slayer impressionanti. Nonostante, per inciso, dire che non li ami è riduttivo.
Iron Maiden supremi. Qualcuno si è lamentato della durata del concerto. Personalmente credo di non averli mai sentiti così in forma, e una simile scaletta non se l’aspettava nessuno. Sognare ad occhi aperti e sapere di vivere quel sogno è straordinario, comunque.

Grazie, Heineken. Perché siete così gentili che una birra da 0,33 all’interno del recinto costa CINQUE fottuti EURO. E appena fuori allo stesso prezzo, sempre nel VOSTRO bar, vi danno una pinta. Sappiate o voi avventori del festivàl che alcuni "nonni" girano con lattine da 0,5 a quattro - cinque euro.

Qualcuno insegni al signor Heineken che al Mi Ami, portando 30 boccali vuoti al bar, regalavano una birra. Con l’effetto di tanta gente contenta di "pulire" il parco, poca spesa per loro e un ambiente più bello.

Tanta bella gente, anche tantissimi volti conosciuti, tante donne, eccellente servizio cucina, spazio vitale tanto (altro che Imola), nessun controllo, nessuna rissa, nessun casino. Tanta gente che si diverte. Io non vi dico dove andare a parcheggiare, però. I posti segreti devono restare tali.

Oggi Pearl Jam. E un contorno di gruppi inutili, per quanto mi piacciano.

Ciò che conta davvero, però, è che sono FELICE.

HALLOWED BE THY NAME - IRON MAIDEN



I’m waiting in my cold cell when the bell begins to chime
Reflecting on my past life and it doesn’t have much time
Cos at 5 o’clock they take me to the Gallows Pole
The sands of time for me are running low

When the priest comes to read me the last rites
I take a look through the bars at the last sights
Of a world that has gone very wrong for me

Can it be there’s some sort of error
Hard to stop the surmounting terror
Is it really the end not some crazy dream

Somebody please tell me that I’m dreaming
It’s not so easy to stop from screaming
But words escape me when I try to speak
Tears they flow but why am I crying
After all I am not afraid of dying
Don’t believe that there is never an end

As the guards march me out to the courtyard
Someone calls from a cell "God be with you"
If there’s a God then why has he let me die?

As I walk all my life drifts before me
And though the end is near I’m not sorry
Catch my soul cos it’s willing to fly away

Mark my words please believe my soul lives on
Please don’t worry now that I have gone
I’ve gone beyond to see the truth

When you know that your time is close at hand
maybe then you’ll begin to understand
Life down there is just a strange illusion.


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lunedì 11 giugno 2007 - ore 03:38


Mi Ami, cioè
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quella cosa che senti nominare, generalmente da un esercito di belle ragazze che ascoltano bella musica. Quella strana specie di festival delle medie, dove in effetti il nome sul bicchiere non c’è, ma dove molti conoscono tanti e tanti conoscono molti.

Dove palco e banchetti si mescolano più che al MEI, dove vige la regola "quello che non hai tu, metto io", dove dopo un paio d’ore fai il poser tuo malgrado, per meno peggio apparire ad un obiettivo, di macchina fotografica o femminile che sia, dove le donne sono tutte belle e vestite a festa, dove volano i baci anche quando non te ne accorgi, dove le casse fanno uscire suono ed allegria.

Sostanzialmente, è un vero festival. Cioè, una festa. Perché, generalmente, chi lo frequenta va per fare festa. E banalmente la parola "festa" sembra avere la medesima radice di "festival", nonostante spesso noi-a-volte-feticisti-musicali sembriamo dimenticarlo a favore del "beh, mi aspettavo migliori esecuzioni". Musicisti a comprare dischi da altri musicisti, scambi di magliette, spille, panini, pizze da chimica, cartine, bicchieri. Dove qualcuno ha capito che, se dici alla gente "portami 30 boccali vuoti e ti darò una birra", il mondo riscopre il senso dell’ecologia. Dove gruppi che molti hanno solo sentito nominare suonano insieme a chi sta con il periscopio fuori dall’acqua, o sta attraccando.

Un posto dove arrivare soli o con amici, per andare a trovare altri amici. Quelli che girano, su gomma o sopra un laser. Dove passare una bottiglia di Brancamenta a chiunque, e dove i concerti di "mai ascoltati prima" hanno il potere di darti emozioni. Dove ritrovi le "autorità" musicali e dove scambiarsi consigli musicali.

Dove, cazzo.. è inutile provare a parlarne. Un’ora d’aria lunga e troppo breve allo stesso tempo.

Grazie ad alcune persone, senza un preciso ordine
Alessia, Enver, Luca Carnifull, Spara, Federica, Anna Paola, Giulia, gli Enricos, Mattea, Max, Nadia, Pasta, Cristina, Marchetto, Barnaba, Romina, Pietro, Dariella, Cero, Paolo, gli orgasmi di quella lì con la mano davanti, the Beach Boys and the old style songs, the season, the Giant Squid, la spilla con il cuore dei MAM, Barto, Teatro Degli Orrori, My Awesome Mixtape, Perturbazione, Canadians, Jennifer Gentle, Carpacho, supermercato GS, Ex-Otago, autostrada, Albe, il Banale che mi ha accolto al mio ritorno, pur se chiuso.

Ed oggi una splendida giornata / serata al Greenwich. Nonostante una gita fuori porta e programma a Castelfranco sotto un sole pesante. Amo la Ducati, ed amo di più il Greenwich e la gente che lo frequenta. Ed un altro concerto dei Jennifer Gentle, prima di concludere la notte in giro. Niente foto, niente video, niente canzoni. Ma solo per ora.

Postilla.
Grazie a Max Fiorio Dietnam Finley Canadians Vacadì San Bonifacio bla bla.
Un po’per i ringraziamenti nel booklet del cd, che fan sempre sorridere.
Molto per "questo pezzo si chiama find out your finley".
Ho lacrimato dal ridere. Giuro. Dovevamo solo farci una foto con in mano un biglietto da cinque euro.

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venerdì 8 giugno 2007 - ore 11:22


But whenever I approach you, you make me look a fool
(categoria: " Pensieri ")


Melsped è ancora in C1. Le speranze dei tifosi vedono solo rimandato il momento in cui diventeranno realtà. Grazie per una ottima stagione e per dei bellissimi, sofferti, vissuti play off ad uno squadrone, al grande Bosello e a chi sudava, urlava e perdeva la voce anche dalle gradinate dei palazzetti. Sperando che il resto della gente inizi a capire che tifare per una squadra non significa andare a sedersi su un gradino ed alzarsi per andare a fumare o per andare a casa, ma caricare le cinque persone in campo e coloro che, su una panca, aspettano di dare il loro contributo.

Sono passati più di quattro anni da quando ho aperto questo blog, e ci penso "solo" ora. Non è mai stata una sfida con Nostra Signora dei post, ormai destituita dai cazzi suoi (peccato, era una bella pagina da leggere) e dalle banalità del gossip da due lire, non è mai stato nemmeno il posto dove scrivere cosa mangio, cosa bevo, chi mi fa soffrire, chi mi fa godere, chi mi fa. E’una paginetta da aprire in un browser, con o senza un’idea, giusto per percuotere il Mac con un po’ di voglia in più rispetto alle analisi per i clienti, ai form da compilare o alle mail a cui non sai che rispondere.

Una pagina qui, una su Myspace. Non ho ancora pensato né di unire né di spostare tutto, anche se ammetto che, pur scrivendo per me e per me soltanto, due motivi premono. Il primo è un naturale innalzamento, minimo, dell’autostima. Perché sapere che ogni giorno questi byte vengono letti un paio di centinaia di volte da ogni parte del mondo non può, per forza, non fare piacere.

E perché, nei miei limiti, mi sento fortunato, nonostante i tanti coglioni che mi circondano.
Perché a leggere forum di discussione ed altri blog, vedendo a nudo quelli che rischio di incontrare fuori dalle mura di casa, mi sento fortunato ad avere un cervello, un cervello che continua a funzionare, nonostante le dure prove a cui viene sottoposto.

Tra il censore, che pensa più alla sua facciotta buffa sui media che al Dio di cui tanto si farcisce la bocca, l’amico di tutti, pronto con i suoi giudizi (universali?) sulle realtà che ha solo sentito nominare tra un panino e l’altro, ed il suo cadere in continuazione dagli specchi, gli omofobi - dopo - i - 20 - anni, che non hanno capito che un giorno saranno loro i neri a cui proveranno a dare fuoco, quelli che si lamentano in continuazione di tutto e di tutti, ripetendo gli stessi cliché ciclicamente, con le stesse parole, perché non hanno mai saputo cosa sia un vero dramma.

La ragazza che deve inventarsi addirittura un curriculum di lavori inesistenti fatti in località lontane, tanto per creare il "mio-cuggginiano velo di Maya" di Eliiana memoria, quella stessa che legge un monologo (della vagina? o del buco del culo, forse?) da un foglio durante le telefonate, quella che usa gli stessi termini verso tutte le sue storie, quella che le storie le inventa di sana pianta. E, last but not least, taglia le selle degli scooter di quelli che la mollano.

Sono fiero di stare sul cazzo a tali persone. Perché è la zona pubica quella che a loro si addice. E per le persone che stimo a cui non vado, beh, sarà per un’altra volta, o per un’altra vita. Per il resto me ne fotto, e vado avanti a testa alta. Quando non sono in imbarazzo, ovviamente.

Assonnato da un Agriparty che ha sempre il potere di farmi sorridere, con le belle facce, la buona birra e l’aria di natura in mezzo alla festa, so di perdermi tanto, questo weekend.
La festa di compleanno di Andrea a Rimini, le aperture dei "due" Wah Wah estivi, e molto altro.

Una buona metà delle persone le cui vite si sono intrecciate in qualche modo con la mia nell’ultimo anno, però, è parte dell’arredamento abituale del MiAmi. E, nonostante la pochissima voglia di guidare fino a Milano ed il fatto che non so ancora se tornerò a Padova per quattro salti dai SoundPark sabato al Banale o direttamente domenica mattina, è quasi ora di mettersi in marcia.

Grazie per questa settimana ai tanti protagonisti dei miei sorrisi. Dagli Awesome Mixtape, agli Allegri Ragazzi Morti, ai fratelli più vivi che mai, alle nuove conoscenze, alle non-ancora conoscenze. E a chi non ha verità assolute sulla mia vita da sbattermi in faccia (ho già abbastanza carta igienica, per riciclare le vostre parole per pulirmi il culo, grazie).

Ci si vede a Milano. O a Padova. O al Greenwich domenica, dove lavorerò dalle 15 a notte fonda (sperando di godermi un pezzo di concerto "fasolesco" dei Jennifer Gentle al Curtarock). Facendo ciò che mi riesce meglio, ovverosia sparando musica. Perché parlare con le parole altrui è molto, molto più semplice, se c’è chi in due minuti parla più che un libro intero.

IN THE CITY - THE JAM



In the city there’s a thousand things I want to say to you
But whenever I approach you, you make me look a fool
I wanna say, I wanna tell you
About the young ideas
But you turn them into fears
In the city there’s a thousand faces all shining bright
And those golden faces are under 25
They wanna say, they gonna tell ya
About the young idea
You better listen now you’ve said your bit-a

And I know what you’re thinking
You still think I am crap
But you’d better listen man
Because the kids know where it’s at

In the city there’s a thousand men in uniforms
And I hope the never have the right to kill a man
We wanna say, we gonna tell ya
About the young idea
And if it don’t work, at least we said we’ve tried

In the city, in the city
In the city there’s a thousand things I want to say to you


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mercoledì 6 giugno 2007 - ore 12:08


Tarallucci e vino
(categoria: " Riflessioni ")


E’certamente impegnativo anche il divertimento. Passare una serata all’aria aperta con gli amici è una delle cose più rilassanti al mondo. Passare una serata all’aria aperta con amici alcolizzati è un po’più impegnativo.

Doversi svegliare presto la mattina diventa, quindi, un compito arduo.
Gli scogli da affrontare sono davvero impegnativi

1 La prima telefonata
Che tu abbia appena riacceso il telefono, con un rapido movimento di braccio, una volta resoti conto dell’orario tardo, o che l’abbia dimenticato acceso, o lasciato in funzione di proposito, poco importa. Murphy sostiene (per bocca mia) che appena ti svegli il telefono debba per forza mettersi a vibrare. Generalmente, gli occhi sono ancora chiusi. Non è possibile pertanto distinguere se il chiamante sia un amico, un cliente o "Europa Europa". Ciò che conta è una certezza: è un rompicoglioni. Tenti di articolare una frase di senso compiuto, ma è impossibile. Meglio affidarsi ai monosillabi, od usare la scusante "sono da un cliente, ti/la richiamo io quanto prima". Attenzione al termine "richiamo":
- è composto di BEN tre sillabe
- inizia per "erre", impossibile da pronunciare con la bocca impastata in modo normale, se non si è mestrini
- potresti essere rimasto senza credito

2 Ostacoli casalinghi
Solitamente disposta nel medesimo modo da generazioni, la casa è uno dei peggiori nemici al risveglio. Nel caso si viva ancora con i genitori, sicuramente il mattino presto ci sarà una finestra spalancata in bagno, mentre tu giri nudo per la prima minzione del dì. Nel caso tu abbia lasciato il nido materno, sicuramente hai lasciato almeno un paio di scarpe a terra, spogliandoti la notte prima. Che, sommate alle altre, realizzano un vero campo minato.

3 La colazione
Ti sei svegliato alle otto? Non avrai un cazzo in dispensa.
Ti sei svegliato a mezzogiorno? Ci sono due possibilità:
- colazione abbondante, con delizie di ogni tipo, seguita a stretto giro (venti minuti?) da pranzo in grado di mettere in ginocchio Obelix
- colazione con un leggero piatto di carbonara da due etti, seguita da fiorentina di pony da un kilo

Continuerà su Myspace, del resto, quando uno si sveglia male mica può scrivere tutto, no?

CAMPO MINATO - AMARI



è un campo minato, i dischi che ascolti, i libri che leggi,
a volte i film che guardi,
spesso penso di aver già ascoltato tutte le frasi leggere che
anche oggi hai preparato, arriverà anche per noi il momento di uscire la sera,
perdendo tempo, provando i vestiti davanti allo specchio,
tu scegli i dischi,

li canti a volte, davanti allo specchio mi fissi,
probabilmente anche stasera usciremo
sbattendo la porta.

E’ un campo minato, due passi in avanti ed un piede indietro
è un campo minato, se solo sapessi camminare sulle le punte.

I tuoi discorsi uguali che dovrò concludere io,
intento a schivare vecchie mine seppellite,
smentirci, sorprenderci, stupirci, quante partite giochiamo prima di
accorgerci che ogni volta che si cade è farsi male in modo nuovo.

Che faremo quando finiranno i vestiti nuovi?
Gli abbinamenti che fai, quando li provi? quando li provi? quando li provi?

E’ un campo minato, due passi in avanti ed un piede indietro
è un campo minato, se solo sapessi camminare sulle punte.


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martedì 5 giugno 2007 - ore 10:06


Only skyscrapers didn’t fall down
(categoria: " Musica e Canzoni ")


My Awesome Mixtape.

Un BORDELLO di gente per un lunedì padovano, quattro ’ragazzini’ (in senso anagrafico) sul palco, troppo buio (ASU, mettete le fiaccole!).

Avevamo bisogno dei giardini estivi. Un po’per il fresco, un po’per tante cose. Non tutte, comunque.

Ho visto una delle più interessanti (e lo sapevo già), simpatiche e divertenti e, last but not least, brave e geniali nuove band italiane. Li trovate qui, per tre sample delle loro opere. Se non li conoscete o se, come me, avete voglia di riascoltarli.

Mi tengo stretto il mio cd-r con "Amiga" e le altre nuove tracce. Aspettando le compilation made in TEA & made in Enver. E il vinile che spero di procurarmi sabato al Mi Ami, sperando di restare lì il più possibile.

Bravo, bravo, bravo Paolo and his band. Fatti, non pugnette.
Nonostante la nerditudine.

E stasera, sempre al Fistomba, sempre gratis (ma con obbligo morale di offerta), i Dejlight del caro Enrico (Tre Allegri Ragazzi Morti).

Sorrisi svedesi a distanza.

Dimenticavo. Parcheggio dell’Euganeo, arrivo.

MI AMI - CCCP



Un’erezione un’erezione un’erezione un’erezione triste
Per un coito molesto per un coito modesto per un coito molesto
Spermi spermi spermi spermi indifferenti
Per ingoi indigesti per ingoi indigesti per ingoi indigesti

Io attendo allucinato la situazione estrema
Un grande sogno nitido chiedendo alla tua pelle
Con dita di barbiere un’amorosa quiete un’amorosa quiete

Sfiorarti come a caso con aria imbarazzata
Atmosfera pesante elogio alla tensione
Tranquillità assoluta tranquillità assoluta tranquillità assoluta

Un rapimento un’estasi
Su un punto delicato questa non è una replica
Facile e leggera non è una mossa tattica

Mi ami?
Mi ami?
Mi ami?

L’affinità elettiva è orfana di futuro
Disturba i progetti rapisce la quiete
Svela i conti in sospeso
Accarezzati in sogno in un tempo spezzato che gira rigira
Ritorna all’inizio non vuole finire

Mi ami?
Mi ami?
Mi ami?

Smettila di parlare avvicinati un po’
Smettila di parlare avvicinati un po’
Smettila di parlare avvicinati un po’
Smettila di parlare, avvicinati un po


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lunedì 4 giugno 2007 - ore 12:04


Tre sono anche le fasi per capire Mozart
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1
In barba al caldo, al palasport ostile, ad alcuni tifosi incivili del Bassano convinti di essere ad una partita di calcio, Melsped ieri ha vinto. Questo significa che giovedì (7 giugno) si disputerà la finale, gara5, per la promozione in serie B, ingresso libero, al Palasport di via Torino, Albignasego (PD). Siete invitati a sostenere i colori della vostra città, e ad arrivare per le 20, per essere in tanti e TROVARE POSTO
Grazie Melsped.

2
Oggi compie gli anni un amico, un fratello, un batterista, un dj. Per cui auguri, Andrea. Festeggeremo per tutta la settimana, senza "kg di popcorn" o cinemini.

3
Hide and seek. Lo chiamano così, il nascondino.
Scusa se mi sono rotto il cazzo di stare sempre a fare la conta.

Stasera MY AWESOME MIXTAPE e CHARLOTTE BEAN (ed altri) al Summer Student Festival, presso i giardini Fistomba, via Fistomba, Padova. Perderli è reato. Fare un’offerta (anche se libera) è doveroso.

HOW TO DISAPPEAR COMPLETELY - RADIOHEAD



That there
Thats not me
I go
Where I please
I walk through walls
I float down the liffey
Im not here
This isnt happening
Im not here
Im not here

In a little while
Ill be gone
The moments already passed
Yeah its gone
And Im not here
This isnt happening
Im not here
Im not here

Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes
Im not here
This isnt happening
Im not here
Im not here


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domenica 3 giugno 2007 - ore 15:13


And we decided just to write after all
(categoria: " Riflessioni ")





Grazie, Lost In Venice. Anche se, come al solito, ho dimenticato di salutare un po’di gente.
Grazie ai bicchieri, ai baci, agli abbracci, alla macchina del tempo del piano di sotto, a Checco, Marta, Daniele, Onga e tutto il Wah Wah. Grazie alla musica di qualità eccelsa, e pure un po’al tempo per essere stato gentile e non aver rovinato una festa meravigliosa.
Grazie a Porto Marghera diventato per l’occasione Piazza San Marco, e al fatto che ogni pensiero si addormentasse guardandosi intorno, vedendo canali, monumenti, sentendo un po’più tua una città che non lo è. E chiedendoti se lo è stata durante la tua ultima visita, o era solo un’impressione, soffiata come un vetro.
A volte le cose che si fanno in due si rovinano da soli. O da sole.
Ore 18:00. Bassano del Grappa. Gara4. Andiamo a prenderci la gara5, Melsped, in quel cazzo di palazzetto.

Dall’alba sulla barca, al sole sul Tronchetto, all’autostrada vuota, alla pizzetta da Alfio, a casa.
Previsioni. E non sappiamo dove stiamo andando. O forse sì.

Certo è che mi sono innamorato di questa canzone appena l’ho sentita. Le canzoni non deludono mai, se non fin dall’inizio. La mia preferita in macchina, in cuffietta bianca, spinnata in un locale, ballata bevuto, ballata sobrio.
Un po’a disagio. Giusto un po’.

BOOKS FROM BOXES - MAXIMO PARK



Night falls and towns become circuit boards
We can beat the sun as long as we keep moving
From the air, stadium lights stand out like flares
And all I know is that you’re sat here right next to me

We rarely see warning signs in the air we breathe
Right now I feel each and every fragment

This paper trail leads right back to you
You say you need me to step outside
You spent the evening unpacking books from boxes
You passed me up so as not to break a promise
Scattered polaroids and sprinkled words around your collar in the long run
Said you knew that this would happen

Well this is something new but it turns out it was borrowed too
Why does every let down have to be so thin?
Rain explodes at the moment that the cab door closed
I feel the weight upon your kiss ambiguous

You have to leave, I appreciate that
But I hate when conversation slips out of our grasp

You spent the evening unpacking books from boxes
You passed me up so as not to break a promise
Scattered polaroids and sprinkled words around your collar in the long run
Said you knew that this would happen

Two bodies in motion
This is a matter of fact
It wasn’t built to last

Two bodies in motion
This is a matter of fact
It wasn’t built to last

You spent the evening unpacking books from boxes
You passed me up so as not to break a promise
Scattered polaroids and sprinkled words around your collar in the long run
Said you knew that this would happen

The pounding rain continued it’s bleak fall
And we decided just to write after all, after all

The pounding rain continued it’s bleak fall
And we decided just to write after all


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sabato 2 giugno 2007 - ore 11:28


Lesson one
(categoria: " Sport ")


"Looking forward" si accompagna con il gerundio preceduto da "to".
"I’m looking forward to seeing you back".
Non è molto impegnativa come frase, eh. E’solo una semplice funzione di grammatica.

Gara3 persa. Ora si vince la gara4. Quindi anche domani Bassano. E dopo la partita, chissà, forse Jesolo. O ancora Bassano, se ne vale la pena. Grazie Melsped per le emozioni in partita, invalidate da due arbitri oggettivamente incapaci, oltre che di parte.

E grazie al Greenwich, al suo parcheggio ed al suo ecosistema, fatto di tanta bella gente.
Barca. Stasera. Qualsiasi tempo ci sia. Tutta la notte tra musica, bibite, pensieri e canali.

Io non vedo l’ora. Ci si vede in laguna, o forse no.

EVER FALLEN IN LOVE (WITH SOMEONE YOU SHOULDN’T’VE FALLEN IN LOVE WITH) - BUZZCOCKS



You spurn my natural emotions
You make me feel like dirt
And I’m hurt
And if I start a commotion
I run the risk of losing you
And that’s worse

Ever fallen in love with someone
Ever fallen in love
In love with someone
Ever fallen in love
In love with someone
You shouldn’t’ve fallen in love with

I can’t see much of a future
Unless we find out what’s to blame
What a shame
And we won’t be together much longer
Unless we realize that we are the same

Ever fallen in love with someone
Ever fallen in love
In love with someone
Ever fallen in love
In love with someone
You shouldn’t’ve fallen in love with

You disturb my natural emotions
You make me feel like dirt
And I’m hurt
And if I start a commotion
I’ll only end up losing you
And that’s worse

Ever fallen in love with someone
Ever fallen in love
In love with someone
Ever fallen in love
In love with someone
You shouldn’t’ve fallen in love with
Fallen in love with
Ever fallen in love with someone
You shouldn’t’ve fallen in love with


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venerdì 1 giugno 2007 - ore 14:53


Underneath that sign always congregated quite a crowd
(categoria: " Pensieri ")


Ho voglia di sentire chitarre che suonano. Necessito musica, quanto prima. Mancano quattordici giorni a QUEL giorno, a quel quarto concerto in nove mesi, quinto di tutta la mia vita, fonte di energia per le mie giornate, le mie notti, i miei momenti difficili e quelli da ricordare. E pure per i momenti difficili da ricordare e quelli semplici e banali

Due settimane ai Pearl Jam. Due settimane a una sudata d’amore. Due settimane che sembrano un’infinità. Almeno quanto le ore che ti separano da una telefonata, un messaggio, una sorpresa.
Anche quando si tratta di ore quasi infinite. O di cose finite.

Stasera partita, poi boh. Caricare i nervi di ansia per una squadra per sentirli scaricare. Assurdo ma vero. E poi chissà, Tag? In giro per Padova? Fosse per me andrei in Prato della Valle a prendere acqua.

In attesa di guardare l’acqua della laguna per tutta la notte domani, per un Lost in Venice partito bene ieri sera e destinato a dare soddisfazioni infinite.
Chi viene ad amare Venezia, e la musica, per una notte?
Io.

CRAZY MARY - PEARL JAM



She lived on the curve in the road in an old tar paper shack.
On the south side of the town on the wrong side of the tracks.
Sometimes on the way into town we’d say
"Mama can we stop and give her a ride?"
Sometimes we did but her hands flew from her side.
Wild eyed crazy Mary.

Down a long dirt road past the Parson’s place.
That old blue car we used to race.
Little country store with a sign tacked to the side.
Said ’NO L-O-I-T-E-R-I-N-G ALLOWED.’
Underneath that sign always congregated quite a crowd.

Take a bottle drink it down. Pass it around.
Take a bottle drink it down. Drink it... Pass it around. Pass it a...
A-take a bottle drink it down. Pass it... Pass it a... Pass it around.

One night thunder cracked. Mercy backed outside her windowsill.
Dreamed I was flying high above the trees over the hills.
Looked down into the house of Mary.
Bare bulb on Newspaper covered walls. And Mary rising up above it all.
Oh... Oh... Oh...

Next morning on the way into town
saw some skid marks and followed them around.
Over the curve
through the fields
into the house of Mary.
That what you fear the most could meet you halfway
That what you fear the most could meet you halfway

Take a bottle drink it down. Pass it around.
Take a bottle drink it down. Pass it... Pass it around. Pass it a...
Take a bottle drink it down. Pass it... Pass it a... Pass it around.
Oh, pass it a... Pass it arround. Pass it a... Pass it a... Pass it a...
Oh yeah.


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