1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD
5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI) DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL 19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY 25 GIUGNO DJSET @ BANALE 26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE) 3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI @ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
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sabato 3 marzo 2007 - ore 15:10
Mestre e Marghera bel tempo si spera
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Mi ricordo un bar chiamato Calice. Mi ricordo un negozio. Mi ricordo il parcheggio e la Reale-car. Mi ricordo casa di Daniele. Mi ricordo il Rivolta. Mi ricordo il vino e la birra. Vovi duri. Mezzo metro di mortazza. E tante sigarette. Mi ricordo qualche scena. Mi ricordo che poi siamo entrati alle quattro e mezza di mattina in una specie di chiesa protestante dove eravamo gli unici "bianchi". E la gente urlava e cantava. C’era un R Kelly e un Tupac. E un moderatore. E noi in fondo a non capire. E poi c’era il Tag. E SoundPark che mette elettronica, appena assunto come dj dell’afterhour. E birre.
Direi che chiedere di ricordare di più è troppo. Paura e delirio a Marghera. Ora lo so: Daniele Reale ha inventato Checco Merdez. Che a sua volta ha inventato SoundPark. I believe in Jesus.
Stasera Greenwich, poi Rockscene a Padova e Wah Wah a Mestre. Ah signùr. No no, io non ce la faccio mica a tornare in laguna.
VENTO IN FACCIA - BANDABARDO
La mattina mi ci vuole il cardiologo Il veterinario, una plastica facciale Presentarsi al lavoro con tanto di dialogo brillante Per celare...un’esplosione ormonale! Vento in faccia,alzo le braccia Pronto a ricevere il sole! Anima in pace quando tutto tace È la libertà che mi vuole! Dimenticato il sonno il riposo Sono ridotto a schiavo indecoroso In un gioco di occhi , di forse e di coraggio Il gioco d’amore del mese di maggio Vento in faccia,alzo le braccia Pronto a ricevere il sole! Anima in pace quando tutto tace È la libertà che mi vuole! La mattina mi ci vuole una foto incollata sul viso Per salvare l’apparenza che non inganna.. Sono in stato evidente da cambiare programma Vento in faccia,alzo le braccia Pronto a ricevere il sole!
Primi nomi + Let me entertain you
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Diciamo che sto iniziando a godere. Sarà un orgasmo molto lungo, quattro mesi di preliminari e 4 giorni di climax. A parte per i Muse e le CSS, ovviamente. Perché Momo ha i gusti *un po’* difficili.
********** Ho trovato questa nel blog del fratellino. Di solito non mi piace "rivedermi", ma stavolta il ricordo della serata fantastica.. e la resa non pessima... Momo in "Alive". Con preziosa collaborazione L.A.C.M.E.
**********
Vorrei dividermi. E riuscire ad andare sia al Calice, che a vedere i Verdena, che al Rivolta ed all’Unwound per il NUFest. E pure a Milano alla prima BauFest, sigh. E domani, magari, riuscire ad essere contemporaneamente a Padova, Mestre e a Bologna. Sarà impossibile ma, giuro, farò del mio peggio.
Faccio strani sogni. Stranissimi.
I STILL REMEMBER - BLOC PARTY
I, I still remember How you looked that afternoon There was only you
You said "it’s just like a full moon" Blood beats faster in our veins We left our trousers by the canal And our fingers, they almost touched
You should have asked me for it I would have been brave You should have asked me for it How could I say no?
And our love could have soared Over playgrounds and rooftops Every park bench screams your name I kept your tie
I’d have gone wherever you wanted (I still remember)
And on that teachers’ training day We wrote our names on every train Laughed at the people off to work So monochrome and so lukewarm
And I can see our days are becoming nights I could feel your heartbeat across the grass We should have run I would go with you anywhere I should have kissed you by the water
Grazie dei fiori? No, no, grazie.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mio caro Festival, continui ad esercitare una insana attrazione su di me. Devo, assolutamente devo, fortissimamente devo guardare sempre la prima serata. Non so perché, ma il palco sembra sempre uguale. Un po’come i governi, per quanto denaro sprechino, non si avverte cambiamento apprezzabile. Anche in senso stretto. Maestri di cerimonia: Pippo Baudo presenta un nuovo trapianto al bulbo, una tonalità di tinta più in linea con il caffè che telepromuove, è come al solito un professionista nel salvare situazioni imbarazzanti, come l’esagerata scenetta tra un Cornacchione ed un Prodi, più che satira sembrava un finto gesto da 15enne che si vuole emancipare. La Hunziker inizia la puntata nei panni di Cicciolina, ma la somiglianza è naturale, non cercata appositamente. Peccato, sarebbe sempre una gran gnocca ma a) dimostra dieci anni di più b) fa una marchetta tremenda cantando "adesso tu", tra l’altro sbagliandone il testo pur leggendolo dal ’gobbo’. Come far parlare del Festival quando del Festival c’è poco da dire?
RICETTA: Ingredienti: una figlia piccola (resterà una bambina fino al compimento della maggiore età o, in alternativa, del 4° greatest hits di Eros, in cui duetteranno in un pezzo scritto da Mogol), una certa dose di faccia da culo e di ’buoni’ sentimenti sapientemente mescolati in partenza, un microfono, una canzone del marito da cui si è separati, qualche frase di rito Preparazione: Fare un respiro profondo, e chiedere l’indulgenza come nel Giubileo, per tutta la merda sparata in precedenza sul compagno cantando il suo cavallo di battaglia sanremese, mandare bacini e bacetti a casa. Si sospetta che da qualche parte Gianni Morandi abbia detto "Vado a lavarmi i denti", e pure un fenomeno della De Filippi ed una medium abbiano storto il naso (poi corretto da Nip & Tuck). Voci sempre più autorevoli, però, affermano che nemmeno ieri sera Costanzo e Maria abbiano copulato.
A Michelle sono affidati anche i siparietti di nonsense, questa volta fatti davvero male. Il viagra è molto diffuso, ed anche il Festival, così, si misura in stecche. Stecche notevolissime fin dall’inizio, con gli Zeroassoluto (mai nome fu più adatto), stupisce pure un Mango che più che "non in forma" sembra "a fine corsa" con testo e qualità notevolmente di bassa lega. Antonella Ruggero in alcuni momenti arranca ma si salva sempre con stile, ma sembra invecchiata più del normale e, decisamente, "gonfia". I Facchinettis si preparano, probabilmente, per il lancio pubblicitario tramite outing della più oscena setta italiana, dei quali il ’papi’ dei due è portavoce silenzioso, quasi mai uscito allo scoperto. Un Tom Cruise de noantri, insomma, al grido di "Porta in alto la mano". Con un ritornello così melenso e festivalesco, rischiano pure di vincere. Anche se tutti e due cantano in modo imbarazzante. Chissà se Roby lo fa per assecondare il figlio.
Bravo il giovane Centomo, a parte il suo parrucchiere, ed ancora più bravo il "vorrei essere Enrico Ruggeri e quasi ci sto riuscendo" Marco Baroni. Il primo con quel cognome ad avere dei testi decenti (scusa Alex, ma è tutto vero). Ingiustamente promossi i "(de)filippesi" Piquadro, anche se migliori degli Zeroassoluto, e Jasmine, figlia d’arte di Stefania Rotolo e, si dice, Sammy Barbot, nonché DIMENTICATA cantante dei Sottotono. Infatti, quando andarono a Sanremo i Varesotti-siculi, cambiarono cantante (e morosa). Gaffe involontaria di Baudo che le dice "prima volta qui, vero?" e lei diventa ancora più piccola. Le sue tette no, e fa una capriola di rito per mostrar le areole al mondo intero. Complimenti, ma non siamo al Testaccio Village.
E purtroppo ingiustamente esclusi i Grandi Animali Marini, canzone dal tiro spettacolare, belle chitarre, bello tutto, Baustelle più agitati’. Eliminati per non lasciare spazio alle polemiche, visto che una prima bozza del loro pezzo, versione di due anni fa, gira come demo sul peer2peer o per lasciare spazio agli amici della De Filippi e alla figlia d’arte? Qui "amici" è usato in senso stretto.
Avremmo fatto volentieri a meno di Norah Jones, ieri, e della sua interprete pure. Anche gli Scissor Sisters non hanno dato il massimo: il cantante non ha strizzato i coglioni a Pippo e sono stati invitati a suonare la loro marchetta. Sappiatelo in Rai: è dell’anno scorso e ci sono altri "due album meno una canzone più b-sides" in giro. E non ci sono più le mezze stagioni.
Mentre mi masturbo pensando al duetto di stasera tra Marcella e Gianni Bella, i due "fratelli che se la suonano in spiaggia almeno uno dei due limona" (op. cit.: casa Dreamers, liberamente adattata secondo creative commons), non delude il grande Daniele Silvestri, la sua Paranza sarà un tormentone. Purtroppo anche al Mojito. Ne sono sicuro.
Un po’troppa bamba nelle mandibole e negli occhi dei protagonisti del palco dell’Ariston ieri. E mi sa che le ragazze straniere non erano abituate a quella insulare. Si è visto. Un po’troppo. E’incredibile come da piccoli tutto sembri così sfarzoso, così perfetto. E da grandi si resti schifati, disillusi, sconsolati. Nonostante i fiori.
Stasera Unwound.
VASCO - JOVANOTTI
Vai così, è una figata perché una storia così non c’è mai stata che ci ammazziamo, ci divertiamo, facciamo i scemi e qualche volta pensiamo: non c’è problema è tutto OK Numero Uno, faccio quello che farei E quando torni facciamo festa senza nessuno che ci lasci la testa No, Vasco ! No, Vasco, io non ci casco per quelli che alla notte ritornano alle tre No, Vasco ! No, Vasco, io non ci casco per quelli come te, per quelli come me Oh, mamma stasera esco prendo la moto, sì, ma senza casco Andiamo in centro, viene anche vasco torno tardissimo, fuori fa fresco sì che sto attento, io son mica matto, è tutto a posto, vai ! Tu vai a letto, tu e le tue amiche m’avete rotto Siete voi, siete voi che avete capito tutto No, Vasco ! No, Vasco ! ... E invece Vasco questa sera non c’è chissà perché fratello ce l’hai con me Oh, dimmi con chi sei, da un po’ non ci sei mai Vasco, tu sei noi non ci sputtanare, dai ! No, Vasco ! No, Vasco, io non ci casco Perché io non mi fido di chi non suda mai No, Vasco ! No, Vasco che mica ci facciamo tradire dai guai... Sudi o no? Sudi o no?
Succedono svariate cose.. succede che inizia una nuova settimana, e per una volta ti senti di aver timore, alla fine, di paragonare quella che arriva alla precedente, per le migliaia di cose successe, dal primo all’ultimo secondo. Se è vero che quando si smette di attendere si ottiene tutto, è anche vero che inscatolare una vita in pacchetti di settimane / mesi / giorni / anni / festival / serate è, a volte controproducente. Ma il quadretto di un simile insieme di 168 ore circa lo incornicerei e lo appenderei in camera, anche se nel mio box per umani non voglio quadri. Parlare senza filtro dal tuo cervello, perché sai che parli lo stesso linguaggio di un’altra persona, perché solo pochi possono capirti davvero fino in fondo, per qualsiasi cosa faccia parte del tuo comportamento, delle tue abitudini.. Come del resto non ti serve spiegare nulla, e puoi andare a ruota libera senza timori con quel paio di persone che hanno superato tante prove, senza nemmeno accorgersene, e puoi parlare. E scoprire che ne hai una terza, di persona così. E poi ridere, bere, ballare, camminare senza sentirne il peso, fumare, buttarsi su un materasso, cantare, mangiare. E chiudere gli occhi aspettando di riaprirli. O tanti piccoli eventi, parlare di Van Gogh come di informatica, come di cibo o di religione, o di bestemmie, o di.. vita. Come iniziare con dolori cervicali e finire con una persona che ti zompetta incontro. Con tanta musica intorno, perché quella continua, in attesa di trovare la sua terza dimensione.
Mercoledì e venerdì Unwound. Film consigliato: "il ciclone"
LOVE YOU BUT YOU’RE GREEN - BABYSHAMBLES
I was a troubled teen Who put an advert in a magazine To the annoyance of my imaginary lover She doubted my integrity And this is what she said to me She said oh, you, you’re green You don’t know what love means Oh let me tell you It tickles you pink, oh yeah But it likes to hear you scream Fire and damnation, lamentations For the likes of you
When she goes, oh just let her go If she says she’s going Just make sure she goes Make sure she goes
I was a troubled teen Untroubled only in my daydreams To the annoyance of someone or others They doubted my philosophy And this is what they said to me
Oh, you, you’ll soon be up where you belong But it’s blood from broken hearts And write the words to every song And there’s a beautific smile For the fawners and the servants Oh but I, only I
I can see the serpent Oh, you, you’re green You don’t know what love means Let me tell you It tickles you pink, oh yeah Everybody likes to hear you scream Fire and damnation, lamentations For the likes of you
When she goes, oh just let her go If she says she’s going Just make sure she goes Make sure she goes
Quando il sabato è fantastico, vale la pena esista un martedì degno di nota. E così ci sono tanti momenti, telefonate, macchina, Eleonora, cinquanta minuti per quattro km, autostrada, parcheggio, passeggiata per Marghera, autobus, piazzale Roma, stazione, Ilaria, Vecia Carbonera, vino Amaranto, tartine di gamberi, tartine di chissà cosa, passeggiata, passeggiata, corsa, bar cinese da turisti vaffanculo, Brancamenta, Bu, involtini, Tre Allegri Ragazzi Morti, rhum e cola, birra, Nico, birra, le canzoni del mio passato e le canzoni del mio presente, pioggia, sigarette, transenne, sigarette, andiamo via, no, torniamo, no, andiamo, prendere il treno, no, piazzale Roma, autobus, Marghera, cammina e non finisce mai, autostrada, pioggia bastarda, Unwound, Banale, grunge in pista, screwdriver, macchina, casa, lavoro, solo un aperitivo, centro, pilar, piazze, dadi, piazze, patty, piazze, santalucia, piazze, patty, e allora dopo festa, casa, Unwound, musica, Fantozzi, LFP o gattina del metrò, bibita, macchina, Dreamers’, ’notte, sveglia, vado, no, polpette Portini, involtini, Simpsons, casa, stazione, coma.
sostanzialmente - Eleonora spettacolo, ottima sitter in momenti molesti da fegati ribelli - Tre Allegri da emozioni, concerto da emozioni, emozioniamo - Kais suona per tutti, oltre che per noi - Ilaria quasi astemia. Ma per finta. - photo booth - Unwound magico. Amici magici. - jamie t - la ballerina sportiva deve morire, ma ci si sta già applicando - i rosiconi scoppino - la città si risvegli, cazzo - ma ci lasci dormire, a volte - Portini magica e cuoca del secolo - polpette. sì. - casa Dreamers’meglio di casa - cognatAnnalisa spettacolo - Alberto e Andrea. voi. - telefonare e dire di no. oh, sì.
GRACE KELLY - MIKA
Do I attract you? Do I repulse you with my queasy smile? Am I too dirty? Am I too flirty? Do I like what you like?
I could be wholesome I could be loathsome I guess Im a little bit shy Why dont you like me? Why dont you like me without making me try?
I try to be like Grace Kelly But all her looks were too sad So I try a little Freddie Ive gone identity mad!
I could be brown I could be blue I could be violet sky I could be hurtful I could be purple I could be anything you like Gotta be green Gotta be mean Gotta be everything more Why dont you like me? Why dont you like me? Why dont you walk out the door!
How can I help it How can I help it How can I help what you think? Hello my baby Hello my baby Putting my life on the brink Why dont yo like me Why dont you like me Why dont you like yourself? Should I bend over? Should I look older just to be put on the shelf?
I try to be like Grace Kelly But all her looks were too sad So I try a little Freddie Ive gone identity mad!
Say what you want to satisfy yourself But you only want what everybody else says you should want
Quello che si chiama un bel weekend
(categoria: " Viaggi ")
Ho il terrore di aprire il frigo. Ho il terrore di trovarci dentro una festa con i Finley che suonano.
Al di là di questo, mi sono ripreso, sotto molti aspetti. Si è ripresa la donna con la quale mi connetto ogni giorno, Alice, che aveva le sue cosine, in questi giorni. Ma, soprattutto, si sono ripresi il mo fegato ed il mio collo. Quello che nessuno mi aveva detto era che, se da un lato c’era uno splendido cielo stellato ed una temperatura non così infame, dall’altro a Venezia mi aspettava un vento più simile all’aria di Amsterdam che a quella veneta. Ed anche gli aromi nell’aria erano molto simili.
Andando con ordine, sono sopravvissuto dapprima al video dei Take That in cui Mark Owen scende la scalinata a mo di Al Bano nei suoi film. Ma Al non ha il terrore di essere inquadrato a fianco dei più grandi, essendo un gigante "di suo".
Sono sopravvissuto poi alla stanchezza del venerdì. In due siamo saliti in quello spettacolare angolo (molto nascosto) di mondo del Fabbrika, dove le donne che non mi dicono mai "no" (fanno le bariste) hanno organizzato un bell’evento. Secondo gruppo musicale a parte, si intende. Peccato per la tarda ora, che m’ha impedito di godermi gli Hormonas per intero ed il set dell’unico uomo che è riuscito dove Arafat ha fallito. Ma l’Unwound chiamava.
E sono sopravvissuto pure all’Unwound. Ad una bella notte, con facce nuove e facce vecchie che ti fan bene. E per il detto, credo originario dell’Alaska, san piero dise el vero, si è avverato il desiderio di chi voleva andare a casa direttamente, visto che "Bepi" era chiuso e non si è fatta la sosta-ristoro finale.
Sabato però è succeso qualcosa di meraviglioso: mi sono divertito. Non che solitamente non mi piacciano le serate che frequento, ci mancherebbe. Ma non è da tutti i giorni vivere ogni istante pensando solo a te, al tuo divertimento. Fondamentali sono stati vari fattori: - francesca detta anche "imbriagona", è l’unica persona che chiami dicendo "oh, vieni a venezia?" e si presenta in stazione con una manica di simpatizzanti dell’alcolismo - gabriele perché stiamo recuperando tutte le volte in cui non ci siamo disumanati mentre eravamo in classe insieme al curiel. e perché mi racconta i video di suo fratello in trazione tra le corde, quando mi fanno angoscia anche a vederli da sobrio su myspace - la vecia carbonera la mia isola felice nella città della laguna, insieme alla "botte". perché amaranto, merlot e "vin dea casa" fanno da giusto carburante a tartine di ogni ordine e grado. o forse è il contrario.. lo scopriremo solo bevendo - roy paci per aver fatto da allegro sottofondo al nostro essere un po’.. allegri. e per aver capito il nostro non guardarlo di fronte durante il concerto. sei davvero comprensivo e ti amiamo. per quanto non capissimo un’emerita sega ed abbiamo disquisito a lungo sui tuoi testi - il campo alcolico e daniela perché "mi fermo? vado? cazzo, loro vanno. cazzo, voglio andare al tag! ma venite anche voi? boh, intanto mi fermo. sì sì: mi fermo. no, vado. sono tornato, eccomi! evviva. ok, tra un’ora vado" - l’autista del pulllman actv "mi può fare un biglietto?" "i go finii, monta su istesso!" la mia salvezza. stevie wonder diceva don’t drive drunk. e chi guida, infatti, quando ha la possibilità di essere "appoggiato" a cento metri dal tag da un comodo (?) autobus ma, soprattutto, a dieci metri da un distributore di sigarette? - il tag con checco che ti urla "varda l’ospite" dal terrazzo mentre attraversi un passaggio a livello, con la para (alcolica) "non ce la farò mai, devo muovermi", con il sindaco, robert y todos che si trasformano in macchine da bibita per te, con corrado e gherardo (uomo dall’amica gnocca) a bailar y sbevazar, con sara, lisa & company visti all’inizio e alla fine, con sarah che spunta in chiusura per entrare all’after, ma soprattutto - cri e marta perché amo le mie abbeveratrici preferite nonostante la terza festeggiante la laurea, e quindi assente. e per il brancamenta, finalmente presente al tag - corrado per avermi riportato sano (?) e salvo (!) sotto casa. altro che trenitalia!
Domani, però, mi sa che porterò una sciarpa. Perché martedì grasso a Venezia è martedì grasso. E perché mica mercoledì sera posso mettere i dischi dal letto di casa, invece che venire all’Unwound, no?
Ah. Mi sento ancora un po’in colpa. Perché se qualcuna ha rischiato rimproveri e sanzioni per aver creduto che militari dell’Arma fossero in realtà solo civili mascherati, io e Gabriele abbiamo visto un gruppo di gente mascherata da Hare Krsna. E abbiamo iniziato a cantare con loro, eh. Ma facendo improbabili rime ed altro, che raccontare qui non renderebbe.
Ma erano in molti in maschera. E non rideva nessuno. Pazienza se dopo venti minuti abbiamo capito che erano un centinaio di Hare Krsna. Veri.
Per fortuna sono pacifici. E vi assicuro che lo sono davvero.
(ah sì. mi sono innamorato. di questa canzone)
IL MONDO PRIMA - TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
Era bello vedere che il verde ritorna e che si svegliano i ghiri. Era bello sapere che dopo l’inverno la voglia ritorna anche a te! Era bello sapere che solo d’estate come gli insetti sui fiori. Era bello vedere i capelli bruciare e cambiare colore. Era bello vederti nuotare andare in fondo per poi risalire. Era bello star svegli la notte e tutto il giorno dormire
Il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te
Era bello cadere d’autunno sopra le foglie come le foglie
Era bello sentirti cantare giù per le scale. Era bello vederti ballare era bello era bello
Il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te
Era bello il cielo d’inverno come i tuoi denti. Era bello sentire le tue mani fredde cercare qualcosa di me. Era bello i tuoi piedi sopra le coscie un po’ come fossimo in moto ma distesi sul letto mio fresco quasi come guidassi tu
Il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te il mondo prima che arrivassi te
and some might exchange a glance, but keep pretending to dance
(categoria: " Pensieri ")
Ore nove e mezza di un venerdì sera. L’ora di pausa tra la fine delle telefonate dei clienti, la stanchezza e la vita che adori. Ho superato il peggio, ed ora mi sento meglio. Giornata di 100 km tondi tondi fatti solo in giro per la città ed i suoi quartieri. Per lavoro, ovviamente. Giornata di pensieri che vanno. A quello che l’altro ieri avevo scritto in dieci minuti di rabbia e che un fortunato blocco del server ha impedito di far partire. Cose che rilette anche ora, con quei "cinque minuti" che non ci sono più, rivedo ancora come vere e sacrosante. Ma forse non degne di essere dette, di essere scritte. Di essere, punto. Perché quelle tre persone di cui parlavi, ora come ora, non meritano nulla. Ad eccezione di una, che è però troppo indaffarata ad erodere le vite altrui per costruire il suo castello per meritare le attenzioni che da qualche anno riesco a non dedicarle più.
Facce, voci, aneddoti, e pensi che quel Brezsny avrebbe pure ragione. Ma non si può dire a qualcuno che hai capito le tue cappelle, quando le cose, la vita, il mondo hanno già preso un ben diverso corso. Anche nonostante tutto ciò che senti. O, più spesso, che non senti, e forse vorresti sentire. Forse, però.
Giorni strani. Giorni in cui copri di insulti chi ha provato a tagliarti la strada al semaforo di via Trieste. Per poi accorgersi che sono dell’Arma. Giorni in cui tanto vuoi pensare. E ancora di più ti imponi di smettere. Giorni in cui aggrapparsi ad una risata in mezzo alla serenità, per lasciare lo spazio a qualche secondo di malinconia e tristezza forzatamente richieste, per dare un colore un po’diverso all’ombra dei tuoi pensieri.
Giorni in culo al mondo, a Padova, in quella solita Arcella bastarda.
PROMISED LAND - THE STYLE COUNCIL Brothers, sisters, one day we’ll all be free From fighting; violence; people crying in the street When the angels from above Fall down and spread their wings like doves We’ll walk hand in hand Sisters, brothers, we’ll make it to the promised land
You and i We’ll walk the land And as one, and as one We’ll take our stand
When the angels from above Fall down and spread their wings like doves We’ll walk hand in hand Sisters, brothers, we’ll make it to the promised land
Pre-San Patrignano
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Momo’s assets: - riscuoterò crediti. un miracolo, insomma - vai per caso in negozio da un amico, e ne trovi un altro - metterò dischi. che è una cosa bellissima, da single, da dire a tutti quelli che ti chiedono "che farai per san valentino?" - la telefonata di un paolo belli a caso - arrivano i dischi ordinati su play e i biglietti dei festival
Cose negative: - temo certi arrivi - molti chiederanno "cosa fai per san patrignano?" - i telegiornali non parleranno di temi interessantissimi, ma solo di cioccolata, dieta e coppie famose - non posso mangiare troppa cioccolata (nonostante non sia Giorgia) - mi troverò coperto di soia.
Quindi domani sera Unwound. Non metterò "Pensiero d’amore" di Mal, promesso.
OUR VELOCITY - MAXIMO PARK I’m not a man, I’m a machine Chisel me down until I am clean I buy books, I never read And then (I’ll) tell you some more about me
Beneath the concrete there’s a sound A muffled cry below the ground There is a poison in the air A mix of chemicals and fear
(somethings) are just hunches I’m not sure what they mean You’re asking for commitment When I’m somewhere in between
Never, never try to guage temperature When you tend to travel at such speed It’s our velocity
Is it cold where you are this time of year? You didn’t leave a scar
A stream of numbers hit a screen And you’re expected to know what they mean throughout the conflict I was serene I can’t outrun the sadness I’ve seen
Are you willing to resist For people you’ve never met The devil’s wheel revolves But it needs to be reset
Never, never try to guage temperature When you tend to travel at such speed It’s our velocity
Please tell me Is it cold where you are this time of year? You didn’t leave a scar
I’ve got no one to call In the middle of the night anymore
I’m just alone With these thoughts
I’ve got no one to call In the middle of the night anymore
I’m just alone With my thoughts
I watched a film to change my feelings Strong enough to bear a burden If everyone became this sensitive I wouldn’t have to be so sensitive
If everyone became so sensitive I wouldn’t have to be so sensitive
Love is a lie, which means I’ve been lied to, Love is a lie, which means I’ve been lied to, Love is a lie, which means I’ve been lied to, etc.
I’ve got no one to call In the middle of the night anymore I’m just alone With my thoughts
Never, never try to guage temperature When you tend to travel at such speed It’s our velocity
Peace between Blur and Oasis
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Anno scolastico 1995-96.. Ricordo l’anno esatto, inquadrandolo tra album che ascoltavo, compagni di merende, compagnie che frequentavo, donne che non me la davano e vacanze che riuscivo a prendermi. Il Le Palais si chiamava Brivido e faceva cagare. Avevo iniziato a lavorare a Padovaland ad un progetto chiamato "Tunnel", ma il signor Zed non aveva mantenuto gli impegni presi con lo staff, e quindi, direttamente o meno, con i clienti. Per cui soldi zero, gente meno ancora.
Tra una domenica pomeriggio e l’altra, il TNT group e qualche gnocca dell’istituto Zannini, restava il vuoto del sabato sera, per me ormai non più abituato ad essere cliente di una "discoteca", che vedevo solo come ambiente di lavoro, e per il nostro "giro", troppo piccoli per essere "adulti", troppo grandi per accontentarci delle solite cose.
Avevo appena superato il mio essere astemio, convertendomi alla religione del Jack Daniel’s e delle bottiglie_da_33_di_Heineken. Un must per tutti, tranne che per me, fino a quel giorno impegnato a spendere i miei buoni drink in Lemonsoda. Avevo appena imparato, come al solito tardi (mi sarei rifatto successivamente, comunque), a cosa volesse dire ’carburare’.
Pre-serata in un pub dalle alterne fortune di Pontevigodarzere, se non al mai dimenticato Britannia. E poi? Solo una cosa riusciva ad unire i consueti nomi "Zecca, Borga, Campo, Muzzu, (Momo), Nani, Moccia, Zanna" e le "new entry" Corrado, Michele, Manuela, Federica.. e il giro delle "donne più grandi" con cui passavo le serate.
Quel WAG che la domenica pomeriggio, a nostro parere, proponeva stronzate musicali paragonabili (lontanamente, però) solo all’attuale programma del "mercoledì universitario", il sabato sera si trasformava e prendeva il nome di RockHouse. Una donna di nome Sonia stava all’entrata, come un Marc Benecke "de noantri", decidendo chi entrava e chi no, c’era chi mentiva sulla maggiore età, chi supplicava di essere riammesso nonostante la folla (o la rissa in cui era finito la settimana prima). C’era addirittura una schiera di "fans" della RockHouse, gente che non si sentiva nemmeno di entrarci, ma stava dall’altra parte della strada a rifarsi gli occhi.
Non c’era sabato migliore, a Padova. Un disco d’ascolto, generalmente di pseudo-hard-rock, un concerto di una grande band di "non sole cover" dal nome sempre noto, ore ed ore in quella enorme pista a ballare, rimorchiare, far volare qualcuno, urlare. La "cassa" delle allora in voga techno e house poteva attendere il giorno dopo.
Sul palco band ora forse sconosciute, ma del calibro dei Bluesmobile, con John De Leo (Quintorigo) alla voce, Geronimo, con Barny, all’epoca al basso nei Litfiba.. e i Delinqenti. Gruppo del quale, all’epoca, eravamo diventati fan accaniti. Senza nemmeno accorgerci che il bassista era quello originario di Ligabue, che aveva già smesso di fare bella musica.
I Delinqenti avevano un cantante dalle notevoli doti, oltre al mascellone. I testi dei loro pezzi ti entravano in testa al punto di cantarli dal secondo ascolto, o di "perdere" una mattina in cui avevi "bruciato" scuola per trovare il loro album in giro per tutta la provincia. Ed essere beccato dal professore, mentre lo scartavo voracemente appena uscito da "Gabbia".
Il tappeto sonoro era garantito da ottime chitarre, sezione ritmica notevole e, dulcis in fundo, organo Hammond. Ricordo "Debiti", mashuppata, per usare un termine attuale, con "So lonely" di Police-iana memoria, "Casto ad ogni costo", "Dolce Gelosia", "Mandami un bacio per fax", ma soprattutto la ballad "A ogni donna" e la title-track "Anime in cerca di guai".
Dovessi scegliere dieci dischi da portare su un’isola, "Anime in cerca di guai" sarebbe sicuramente nella lista. Il produttore, del resto, era quel Phil Palmer, uno che suonava con nomi sconosciuti come Eric Clapton e Dire Straits, solo per fare due esempi.
Ogni nota di quel disco mi ricorda qualcosa, e qualcosa di ciò che ancora oggi mi capita, a volte, viene inscatolato dentro qualche parola.
Forse non saprò amare le persone, ma so amare un disco. E mi è venuto un coccolone a ritrovare il bassista dei Delinqenti in Myspace, e sentirsi dire che sì, quella RockHouse non la scorda nessuno.
Era il mio diciottesimo compleanno, alla RockHouse c’erano i Bluesmobile, con Montefiori in una improbabile cover di "Smells like teen spirit", De Leo che cantava "Odio la famiglia del Mulino Bianco" e un sacco di gente lì, anche attorno alla mia torta. I miei amici del quartiere non c’erano. Sonia li aveva lasciati fuori, perché la settimana prima, per difendere "Nani", c’erano un paio di nasi sanguinanti in più in pista. Non sapevo se portare la torta fuori o godermi il "mio" sabato.
Ora si parla di mercoledì, e si parla di Unwound, quando è "salotto" per chiaccherare ascoltando musica, e quando si vede la pista. E l’ho fatta chiamare "RockHouse" non-a-caso. E in questo 2007 mi piace vedere il numero di teste sotto la consolle aumentare... aspettando fine Marzo. Quando a festeggiare il mio compleanno vorrò vedere anche quelle facce che avevano fatto una rissa di troppo. Con qualche anno in più, magari un matrimonio alle spalle, e una "You shook me all night long" per lanciare "Nani" contro chi capita. Sperando che non se la prenda.
BRASS IN POCKET - THE PRETENDERS Got brass in pocket Got bottle Im gonna use it Intention I feel inventive Gonna make you, make you, make you notice
Got motion restrained emotion Been driving detroit leaning No reason just seems so pleasing Gonna make you, make you, make you notice
Gonna use my arms Gonna use my legs Gonna use my style Gonna use my sidestep Gonna use my fingers Gonna use my, my, my imagination
cause I gonna make you see Theres nobody else here No one like me Im special so special I gotta have some of your attention give it to me
Got rhythm I cant miss a beat Got new skank its so reet Got something Im winking at you Gonna make you, make you, make you notice
cause I gonna make you see Theres nobody else here No one like me Im special, so special I gotta have some of your attention Give it to me cause I gonna make you see Theres nobody else here No one like me Im special, so special I gotta have some of your attention
A weekend in the city
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Resoconto di una serata (questa frase mi ricorda molto una velvetiana obiettivi di un’estate): 1) Ho visto Mist scappare da solo verso la macchina, entrare, chiudersi dentro, mettere su "Banquet" a tutto volume e ballarla come fosse il ragazzo immagine dello studio 54 2) Kais ha pianto a lungo. Continuava a sostenere che la cena di stasera sarà a base di cinghiale, e lui i cinghiali non li mangia. Non capivo. 3) Annalisa non ha bevuto. E nemmeno Leila. E nemmeno la gattina del metrò. 4) Nicola non aveva fame. Io non avevo fame.
E’per tutti questi motivi che uno passa la sera fuori con gli amici, si sveglia il mattino senza raffreddore e senza nessun "postumo" Eppure, in seguito, mi sovviene che 1) ho passato la sera, anche all’aperto, in camicia. 2) si è fatta festa. parecchia. 3) sono stato trasformato nel ripieno di un panino in pista da due donne 4) le ragazze del penny club eccetera eccetera 5) ho un filmato nel cellulare di LFP che intraprende un discorso filosofico su una mia certa parte fisica 6) avevo detto "a metà serata prendo e vado a Mestre dalle mie bariste e a salutare gli inventori del blues", ma me ne sono scordato 7) ho cantato rebellion a volume amplifon. senza toriton 8) avevo una discreta fame chimica. sono arrivato a casa, ho messo la macchina in giardino. sono andato a chiudere il cancello e, nonostante la distanza, sentivo l’odore del "camino" di bepi - saimp, come nelle notti d’estate. quell’odore di salsiccia mi ha condotto, a piedi, ipnotizzato come fosse un pifferaio magico, a farmi un panino 9) mentre mangiavo, è arrivato matteo dei kiss the sky 10) sono rientrato ancora in strane condizioni, tant’è vero che ho acceso il mac. e il mac non si accendeva. ho cercato di capire per cinque minuti, ma ho desistito e preso sonno. senza mandare strani sms, per una volta. stamattina ho capito che al macbook, ogni tanto, bisogna caricare la batteria 11) stasera si mangia. tanto. buono. gnam.
PER UNA BAMBOLA - PATTY PRAVO Io l’ho cercata sopra il colle la mia piccola ribelle stava invece in casa tua, o bambola.
Con me viveva sotto il sole a nutrirsi di parole quando mai la rivedrò, o bambola.
Si dice in giro che la tieni male, come fai mandami a dire se è vero, corro a prenderla.
E se l’hai vista intorno al fiume per le strade sulla neve, pensaci e fammela una ipotesi.
Si dice in giro che la tieni male, come fai. Mandami a dire se è vero, corro a prenderla Dicono che si è fatta brutta e questo non mi va. Mandami a dire se è vero corro a prenderla.
L’abbellirò con nastri rosa, fiori gialli tra i capelli, riderà incredula o bambola.
Riderà incredula o bambola Riderà incredula o bambola