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momo, 3x anni
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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domenica 22 ottobre 2006 - ore 22:11


Dannato diario delle medie #1
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sono un po’rotto i coglioni di giustificarmi sui post lunghi, o corti, o troppi, o troppo pochi, o bla, bla, bla.

In fin dei conti, se capitate in questa pagina e non vi piace ciò che è scritto, siete masochisti o voyeur. E i cazzi miei non sono così interessanti nemmeno per me, quindi, in that case, è una perdita di tempo.

Per cui, oggi, come nel diario delle medie, scriverò un po’alla c.d.c.
Che, per inciso, non significa ciuffo di cuoio.

Caro diario,
ti ricordi quella ragazza davanti ai bagni del DNA circa un anno fa?
Indossava un vestito bianco e stivali rossi. Una settimana dopo eravamo sconvolti sui divanetti insieme ad un mucchio di simpatica gente. E non avevamo fatto niente, se non soffiato su delle candeline. Ah, quelli erano bei tempi!
Ma quante canne ti fumi, caro diario? Non ti ricordi di lei?

Beh, lei si chiama Alessia, ed è una delle magnifiche persone che circondano la mia vita di ogni giorno, anche se adesso vive a Milano. Sai, fa la giornalista, anche se i giornalisti veri non girano con gli stivali rossi. I giornalisti veri, però, non fanno nemmeno articoli sui sacerdoti finti come il purè in busta. Quindi lei può essere una giornalista vera.

L’altra sera, visto il suo compleanno appena passato, l’abbiamo festeggiata al Vinile. Ma sì, dai, ti ricordi il Vinile? Era quel posto dove in prima superiore non andavi perché non volevi essere triste con la musica. Lì si ascoltava dark, eh!

Ah, quanti ricordi! Ascoltavi musica del cazzo per non essere triste. E poi sei diventato triste perché ascoltavi musica del cazzo! E allora hai cominciato ad ascoltare musica più seria, di quella che quando sei allegro ti butta ancora giù di morale!

Per fortuna hai sempre avuto bei gusti musicali, al di là della musica del cazzo. Cazzo, sto dicendo troppe volte cazzo, forse è ora di dire che ascoltavi anche musica figa, insomma!

Quindi siamo stati al Vinile, dopo esserci strafogati di cibo alla locanda Mantegna. Solo che questa volta quel simpatico saltimbanco del cuoco rumeno ha messo troppo aglio nella pappa, e ho passato il giorno dopo a mollare puzzette non di certo profumate in giro per la casa!

Ah, che speranze, che cori, che puzza di merda!

La festa, però, è stata un successone. I dj erano altri degli straordinari protagonisti di questo periodo felice della mia vita. Ed è felice anche se la vita sessuale di gruppo (no, non le orge! intendo quella in compagnia!) latita un po’, rispetto agli scorsi anni. Ma la questione è semplice: non lavoro più in un locale dove il do ut des "buoni drink - patata" era prassi comune.

Eh, capita! Abbiamo ascoltato un sacco di musica, bevuto tante bibite (perché non guidavo, avevo le gocce di belladonna negli occhi!) e fumato tante sigarette. E non abbiamo solo fatto quello, eh!

Ci siamo lasciati solo in attesa di rivederci in tanti la sera dopo.
Riccardo e Anna non c’erano, sono andati al Vox, a Nonantola, quel posto dove vai volentieri anche per la cassiera. Noi invece siamo andati al New Age, vicino a Treviso, a vedere quelle tre gnocche di Brighton, le Pipettes.

Mi sono divertito un sacco, ed ero sobrio, eh! Non che sia un alcolizzato, come sostiene una ragazza idiota, ma di solito si abbonda con i drink, eh! E invece no, anche se ho conosciuto di persona una brava ragazza di cui non farò il nome, che emanava vapori balsamici! Ma ero tranquillo, e anche se non ho ballato molto è stato amusing! C’era tanta gente alticcia e tutti festosi, oh, perdindirindina!

Dopo ho preso e sono andato alla festa free drink, lì vicino. Ma poi mi è squillato il telefono, e il resto sono cazzi miei. Caro diario, sei sulla bocca di tutti, come l’herpes dopo un’orgia.

Pensa che mi capita di incontrare persone che non vedo da anni. Simpatiche, adorabili alcune. Altri sono amiconi persi di vista solo per forza di cose, che so, la fine della ’naja’, vacanze lontane.. boh. Altri sono emeriti coglioni, ma.. che importa! Sanno tutto di me, o pensano di saperlo! Oh, che bello! Leggono te, caro diario!

Poi sono tornato a casa, e c’era un sacco di nebbia. E allora ho fatto l’autostrada a 70 all’ora! Non mi era mai capitato! Che bella la nebbia! Di solito la preferisco come coltre di fumo nelle case, ma va bene lo stesso!

Oggi mi sono mosso solo per andare a fare un giro alla sagra di Noventa. Sai, c’è sempre un sacco di gente! Ma non ho comprato il palloncino fatto a forma di Bovoletto. E neanche quello con il serbatoio.
Nemmeno un battitappeto Folletto in offerta a 199 euro anziché 377. Quella voce mi rimarrà impressa fino al 2029! Cazzo, sono un sacco di anni fino al 2029, eh! E miss "tuna" mi ha anche passato sottobanco un bicchiere di Cabernet. Che non è il fratello di Internet, eh. Poi lo sai che sono milanista!

Ho voglia di andare a Londra, a Roma e ad Utrecht quanto prima, caro diario.

Bu!

CATS IN THE CRADLE - UGLY KID JOE
My child arrived just the other day
Came to the world in the usual way
But there were planes to catch and bills to pay
He learned to walk while I was away
He was talkin fore I knew it
And as he grew he said,
Im gonna be like you, dad,
You know Im gonna be like you.

And the cats in the cradle and the silver spoon,
Little boy blue and the man on the moon.
when you comin home?
son, I dont know when. well get together then.
You know well have a good time then.

Well, my son turned ten just the other day.
He said, thanks for the ball, dad. come on, lets play.
Could you teach me to throw?
I said, not today. I got a lot to do.
He said, thats okay. and he walked away and he smiled and he said,
you know, Im gonna be like him, yeah.
You know Im gonna be like him.

Well, he came from college just the other day,
So much like a man I just had to say,
Im proud of you. could you sit for a while?
He shook his head and he said with a smile,
what Id really like, dad, is to borrow the car keys.
See you later. can I have them please ?

Ive long since retired, my sons moved away.
I called him up just the other day.
Id like to see you, if you dont mind.
He said, Id love to, dad, if I could find the time.
You see my new jobs a hassle and the kids have the flu,
But its sure nice talkin to you, dad.
Its been sure nice talkin to you.
And as I hung up the phone it occurred to me,
Hed grown up just like me.
My boy was just like me.


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mercoledì 18 ottobre 2006 - ore 16:52


Both sides now
(categoria: " Pensieri ")


Due lati di una medaglia. Due lati di un muro, con camere così diverse tra loro, magari. Due lati in una canzone della mia amata Joni Mitchell, di cui esistono, guarda caso, due versioni fatte in due momenti diversi.
Due facce di ogni persona, così invisibili inizialmente, così, spesso contrastanti, quasi impossibili da giudicare appartenenti alla medesima.

Due paia di maniche, due biglietti per viaggiare a diverso nome, due polmoni che lavorano in modo diverso.

Due vite che nel concreto possono essere così separate, così lontane, così indistinguibili quando si è abituati a vederne, viverne, amarne, odiarne "una".

Due "vite" che mettersi davanti ad una tastiera, ad un monitor, ad un pad su cui muovere le dita sembrano così semplici da guadagnare, pur senza imbrogliare nessuno. Basta una diversa piattaforma, un diverso dominio, una lingua, forse una fotografia. Anche senza ’disonestà’, anonimato. Due facce, una personale, una ’pubblica’ che spesso tendono a scambiarsi, a mescolarsi,a confondersi.

Due parole che a volte ti vengono da dire, e non sono quelle tanto agognate o tanto maledette. Due parole che possono essere un nome ed un cognome, od un nome ed un soprannome. Due secondi di spicchio di vita altrui da conoscere, credere di conoscere, vite nelle quali bussare con un semplice click. Vite lontane migliaia di km, anche quando gli organi vitali si trovano nello stesso posto. Vite che parlano a volte solo con foto, vite che non hanno il coraggio di incontrarne altre in un posto, vite che ne cercano spasmodicamente in un altro. Vite che, a volte, hanno uno spiffero di genuinità, di ’vero’, che sporgono da ciò che non si vede, da ciò che non ti aspetti, tra le facce radiografie di fegati urlanti ed il rosso degli occhi.

Due secondi nei quali filtrare ciò che è solo accennato da ciò che emerge. Due secondi in cui pensare che vorresti avere lì "quell’altra" parte di quella persona, che non conosci. E che a volte ti ricorda quella parte di te che vuoi conoscere di meno, che per la strada ignori come un altro palloso accattone di tuo tempo.

NUTRIENTE - MOLTHENI
Mi offri una coperta d’amianto
che luccica al buio
di ricordarti mi viene naturale
vai tranquilla che lo faccio
e ti proponi in un modo prepotente
ma che giunge a destinazione
poi nell’uscire all’attacco leale
mi avverti. Ti diverti?
Manchi d’ironia
manchi di ciò che mi occorre al momento
come il colpo che dai ai miei fianchi innocenti ed attenti
manchi d’ironia
poi mi circondi rimanendomi di fronte mentre continui a parlare
tradisci e mi uccidi lentamente

Ti lasci andare ed urlare
oramai non è più un caso eccezionale
e ti purifichi il corpo e la mente
ma che dolce e nutriente che sei
e non rimane che raccogliere
quegli ultimi frammenti di un amore
che non ti giri a guardare
dimmi dunque tra noi due chi è l’anormale
non è più vera quella primavera
che mi convincevi ed educavi a scegliere per te
e declinavi le colpe accumulate
da le tue alzate d’ingegno
di cui credo non aver bisogno oramai

Manchi d’ironia poi mi circondi rimanendomi di fronte
mentre continui a parlare
tradisci e mi uccidi lentamente
lentamente


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lunedì 16 ottobre 2006 - ore 14:12


Luca + Elisa
(categoria: " Amore & Eros ")


I matrimoni sono sempre un’incognita. Per quanto tu possa adorare gli sposi, c’è quasi sempre qualcosa che non va. Dalla cerimonia, al rinfresco, ai tuoi vicini al tavolo, molti sono i fattori in gioco.
Quello di ieri è un matrimonio che non dimenticherò. Non solo per il fatto che si tratta di due cari amici, soprattutto il musico più commercialista della storia del roghenrolle.

Le mie occhiaie si rendono conto di dover iniziare il loro lavoro di portaoggetti intorno alle 9, faccio la borsa dei dischi, vado a recuperare miss Portini, una telefonata allo chaffeur degli sposi e via, destinazione Piazzola sul Brenta.

Risulto scorretto fin dall’inizio, perché faccio pure la comunione, ma un matrimonio è un evento eccezionale. E l’ha fatta pure il Dido, evento.
Il prete seduto fa coreografia, oltre che un bel discorso. Rischia svariati infarti, ma sopravvive. Il coro è affidato alle LolliPope. Le wannabe-Lollipop del Papa, insomma. Una girl-band di quattro balde giovanotte tra il metal, l’hard core e l’Immanuel Casto-sound. Le Wilson Phillips sussultano.

Primo banchetto, primi prosecchi. E festa, rivedendo tante facce note, David "D.N." in primis. Recupero tabacco, and then later arrivo alla villa. Secondo banchetto, secondi prosecchi, anzi, pinot. Un maiale si sacrifica volentieri per noi. Noi lo apprezziamo. Molto, tanto è che siamo già sazi. "A tavola". Aiuto.



Questo è un ricordo chiaro. O, meglio, su fondo chiaro. Una giornata speciale, ad avere i brividi per chi si è sposato, vedendoli tutto il giorno persino più sorridenti del solito, festeggiandoli con gli altri, un po’con chi era all’addio al celibato, un po’con i "soliti" amici, un po’con la "famigghia". E tra bicchieri da riempire perché svuotati in un nanosecondo, pause in parcheggio, carrelli di amari e stomaci pieni, qualcosa che ha reso la giornata meritevole di essere annoverata negli annali (annuncio doveroso per non annullare l’allitterazione) della storia: una jam session fatta gòmesidève.
A parte, ovviamente, i momenti in cui cantavo io, si intende

E si fa fatica ad andarsene, non tanto per lo stato fisico (a quello pensa il fratello kais che mi sostituisce alla guida), quanto per le emozioni che musica, persone e situazione straordinaria riescono a creare. E che nemmeno la samba del gestore del locale riesce a sporcare

Grazie Luca ed Elisa. Ma anche a Toni, Mela, Carlo, Ale, Ivan, Fabio, Vale, Enrico, Piva (scorretto), Luca, Elena, Francesca, Andrea, Ivan, Alessia, Albe.. e tutti gli altri che hanno contribuito a far sì che quella di ieri fosse davvero una festa.

E, soprattutto...
viva ’i sposi!

PLUSH - STONE TEMPLE PILOTS
And I feel that times a wasted go
So where ya going to tomorrow?
And I see that these are lies to come
Would you even care?

And I feel it
And I feel it

Where ya going for tomorrow?
Where ya going with that mask I found?
And I feel, and I feel
When the dogs begin to smell her
Will she smell alone?

And I feel, so much depends on the weather
So is it raining in your bedroom?
And I see, that these are the eyes of disarray
Would you even care?

And I feel it
And she feels it

Where ya going to tomorrow?
Where ya going with that mask I found?
And I feel, and I feel
When the dogs begin to smell her
Will she smell alone?

When the dogs do find her
Got time, time, to wait for tomorrow
To find it, to find it, to find it
When the dogs do find her
Got time, time, to wait for tomorrow
To find it, to find it, to find it

Where ya going for tomorrow?
Where ya going with that mask I found?
And I feel, and I feel
When the dogs begin to smell her
Will she smell alone?

When the dogs do find her
Got time, time, to wait for tomorrow
To find it, to find it, to find it
When the dogs do find her
Got time, time, to wait for tomorrow
To find it, to find it, to find it
To find it
To find it
To find it


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lunedì 16 ottobre 2006 - ore 01:54


Insomma
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Luca ed Elisa si sono sposati. E vederli e festeggiarli per una giornata decisamente "vissuta" rende felici.
Viva ’i sposi.
Intanto.

YELLOW LEDBETTER - PEARL JAM
Unsealed
On a porch a letter sat
Then you said i wanna leave it again
Once I saw her on a beach of weathered sand
And on the sand I wanna leave it again... yeah
On a weekend I wanna wish it all away yeah...
And they called and I said that I want what I said
And then I call out again
And the reason oughta leave her calm I know
I said i dont know whether
Im the boxer or the bag
Ah yeah ehh....
Can you see them
Out on the porch
But they dont wave
I see them round the front way yeah
And I know I dont want to stay...

Make me cry

Ooooh I see
I dont know theres something else
I wanna drum it all away
Oh I said I dont, I dont know whether Im a boxer or the bag
Ah yeah ehh....
Can you see them
Out on the porch
But they dont wave
I see them round the front way yeah
And I know I dont want to stay
I dont wanna stay
I dont wanna stay
Dont
Dont wanna
Oh... yeah... oooh...


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venerdì 13 ottobre 2006 - ore 01:54


Vorrei essere Big Jim (It’s only teenage wasteland)
(categoria: " Pensieri ")


Big Jim non ha le occhiaie, nemmeno a tarda ora. Nemmeno con la maschera del super matusa, neanche quando viaggia per ore nel salotto di casa a bordo del suo camper, o sotto la capanna di divani e lenzuola costruita in camera con l’aiuto degli amici durante il giorno, quando è solo una torcia ad illuminare quel groviglio di stoffe, mentre hai deciso di iniziare presto la tua carriera di insonne.
Perché pure da bambini, a volte, la notte può essere più interessante del giorno. Sognare ad occhi chiusi è più utile, è migliore, è più pulito. Ed ha un vantaggio impareggiabile: non perdi il filo del tuo "viaggio".

A Big Jim non interessa la contraccezione. Gli stabilimenti Mattel produrranno suoi simili indipendentemente da quante Barbie lo vedranno sopra di loro durante una scappatella da Ken.

Big Jim non deve nemmeno pagare i conti a metà del mese, e se ha un debitore insolvente lo uccide, pistola alla mano. Una mano che trema solo mentre lo snodo si assesta all’altezza che hai deciso tu.

Big Jim ha una certezza: la sua valigetta. Lui sa che lì dentro ci saranno sempre quattro maschere o, nel caso, un kit per il pronto soccorso. Non si sarà mai dimenticato a casa nulla, non perderà niente. E nel caso il suo "animatore" perda qualche pezzo, beh, niente panico: basta ricreare la storia.

Big Jim attore e spettatore della sua vita senza sensi di colpa. Big Jim senza tasche, quelle terribili invenzioni dell’uomo nate per rompersi, gonfiarsi a dismisura, farti perdere tutto, la testa in primis.

Big Jim non ha problemi di digestione, non sente nemmeno il fiato sul collo di una vescica pronta ad esplodere quando le cose sono troppo pressanti o troppo belle per permettersi due minuti in bagno.

Big Jim non è nemmeno sottoposto al caldo abbraccio dell’alcool e delle droghe. La sua versione con borraccetta di salvataggio è stata soppressa prima di uscire sul mercato, si dice. C’erano già troppi alcolizzati in giro per il mondo per trasformare un gioco di bambolotti in un romanzo di formazione.

Big Jim non ha problemi di punti, nella sua patente di agente segreto.
Chissà se un giorno riuscirà, però, a premersi quel cazzo di tasto.
E muovere il braccio, o fare uscire ’o sfaccimme, se proprio Elio dev’essere.

SUZIE - BOY KILL BOY
This is not a movie
And things just ain’t the same as your favourite video
Try standing back and move me
Next to you’s a very nice place to go

Ta ta to Suzie!
I went through a million choices
Set - set it up for Suzie!
I listened to a million voices and they said...
"Don’t let me down" they said
"Don’t let me down again" no no...

Countdown, countdown, countdown to the disappointment
I’m yours, tonight
Countdown, countdown, countdown to the disappointment
I’m yours, tonight
Oh no no no

Read not what the stars say
There’s an evil lurking round every door
It’s enough to make you leave me
I never wanted you to go

Ta ta to Suzie!
I went through a million choices
Set - set it up for Suzie
I listened to a million voices

And they said...
"Don’t let me down" they said
"Don’t let me down" they said
"Don’t let me down again"
No no...

Countdown, countdown, countdown to the disappointment
I’m yours, tonight
Countdown, countdown, countdown to the disappointment
I’m yours, tonight

Our time has nearly gone
So take another breath
And taste this one more time again

Countdown, countdown, countdown to the disappointment
I’m yours, tonight


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martedì 10 ottobre 2006 - ore 10:39


Maddai, pensavo che il cd fosse guasto!
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Guidando, prima, mi ponevo domande esistenziali di altissimo valore.
Ad esempio: perché, da mancino che sono, faccio fatica a tagliarmi le unghie della mano destra mentre, usando la destra, mi viene naturale (come ai Matrioska) "potare" quelle della mano sinistra?
Sono dubbi che lasciano l’amaro in bocca, un po’come scoprire il vero motivo per il quale non esistono più le mezze stagioni. Che vi risparmio, onde evitare di sentirmi in colpa, hegelianamente, per le vostre sofferenze future dopo una simile epifania.
Le persone che non sanno di che parlare sono prevedibili.
Il "tipo" da concerti, quello che agli show va rigorosamente solo, con la scusa io così la musica l’apprezzo di più, è credibile come tale solo se resiste zitto al concerto per la prima mezz’ora.
Diffidate di lui se prima dell’innesco d’inizio vi chiede da accendere. Specialmente se un minuto prima ha detto ad altri che non fuma. Sarà la pezza al culo più notevole della storia: per tutto il concerto sarete costretti a diverse torture.

1 la scaletta
Vi siete chiesti come passa le notti quel solitario? In Internet, ad imparare a memoria setlists dei concerti precedenti. State aspettando la vostra canzone preferita di Gigi Sabani da anni, ma vi ammonirà: questa sera salta ’a me mi torna in mente una canzone’, non l’ha fatta alla house of blues e nemmeno alla baita al lago. Vi dirà il titolo della canzone successiva un minuto prima della fine della precedente. Accompagnato da qualche simpatico aneddoto su vagine guadagnate strimpellandola in spiaggia - se siete uomini - o su sentimenti che tale pezzo evoca, maturati in spiaggia strimpellandola, anni fa. Anche se la canzone è appena uscita. Lui, infatti, sa le scalette ma non conosce un acca dei testi.

Vantaggio: conoscendo in anticipo tutto sul concerto, potete andarvi a prendere una birra. Dopo avergli fatto lo sgambetto, ovviamente.

2 IL ritornello
Attendete con angoscia il singolo più famoso, quello con cui il vostro eroe ha conosciuto il cantante od il gruppo. E’l’unico che - quasi - conosce. Sarà la fine. Inizierà a cantarlo, dopo essersi allenato per tutto il viaggio in macchina. Stonando, ovviamente. Storcerete il naso, pensando vabbè, è finita qui. Stocazzo. E’appena iniziata. Vi citerà, a metà ritornello, la parte della canzone che più preferisce. Sostenendo, mentendo, che li conosco da sempre! li ho sentiti quando cantavano a radio pupparella, ora sono su DIGEITIVI.

Vantaggio: potrete farlo sentire per un attimo inferiore, sfottendolo, convincendolo che il gruppo sul palco ha fatto una cover di le mille bolle blu. Lui inizialmente cadrà dalle nuvole, come è naturale. Dopo un minuto inizierà a raccontare che possiede un BùTLE in cui, nella cucina di una casa dove facevano i campi scuola, il chitarrista del gruppo la provava. Voi gli direte era solo uno scherzo e lui si defilerà.

3 quando l’ho ascoltato la prima volta volevo portarlo indietro
E’successo con Use your illusion II dei Guns. Knockin’on heaven’s door aveva una specie di skip, di salto in mama put my guns...
E’successo di nuovo con il primo album degli Strokes. Il nostro se ne uscirà, dal nulla, con questa frase jolly. Gli album "incriminati" sono due, quindi non potrà andare avanti mezz’ora a parlarvene. E’solo un palliativo per pensare alla prossima stronzata.

Vantaggio: gli direte Maddai, pensavo che il cd fosse guasto!
Si sentirà in dovere di farvi sentire ignoranti e vi snobberà per tutto il concerto.

Vado ad imparare un ritornello, non si sa mai.

SETTIMANE - SOON
Settimane perse ad aspettare chissà che
Dimmi dov’eri
Mesi di promesse e angoli di muro e foto che
non sanno ricordare

E mi fa pensare che è tutto senza senso
e mi fa pensare che qui non è vero niente
dimmi dimmi

Le mattine sono uguali a quelle di un anno fa
senza pericoli vicini
Le certezze scorrono via come una luce che
forse non ho notato mai

E mi fa pensare che è tutto senza senso
e mi fa pensare che qui non è vero niente
dimmi dimmi

Io non dimenticherò come ti ho detto di sì
Io non dimenticherò com’era
il mondo lontano da qui.


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lunedì 9 ottobre 2006 - ore 01:26


Candles red I have a pair, shadows dancin’everywhere, burning on the angry chair
(categoria: " Pensieri ")


strano pensare a come certe cose si ricordino in maniera diversa. con odori diversi. gli zaini jolly bicolore. penne, matite, gomme ed astucceria varia.
strano anche rivedere certi posti sul piccolo schermo.
risentire certe frasi, pensare al disprezzo ed ai lapsus che ti fanno capire che ciò da cui cerchi di allontanarti lo hai visto simile a te quando pensavi fosse diverso.
e non avresti mai pensato che due strade, a volte, non si dividono, ma hanno sempre viaggiato parallele. nel bene, prima, nel male, poi.
prima o poi siamo tutti stronzi, se miriamo sempre al podio.
vorrei sentire di nuovo quell’odore di ingenuità. il vedere di nuovo i video senza guardare oltre. sentire le canzoni senza pensare a chi le canta o a chi ti ricordano, quando le canzoni dovrebbero al massimo ricordarti una vacanza. non fare volare la testa dove non ha il coraggio di volare.
vorrei appoggiare le chiavi della macchina, una sera. dimenticare la patente che ti tieni ben saldo pure quando ti fermano. sapendo di rifare quattro ore e cinque seduto lì, il giorno dopo. perché quei posti sono anche miei. anche senza attrici almost famous che ti aspettano in macchina.

le colonne sonore dei film. serial killer del sereno/apatico.

SETTEMBRE - ANTONELLO VENDITTI
Stai con me
com’è difficile
stringerti a me
con tutta l’anima
restiamo insieme fina a quando gli occhi tuoi
ancora chiusi troveranno gli occhi miei.
Stai con me per ogni lacrima
che cade giù da questa nuvola
quando la notte piano piano finirà
chissà chi è il primo di noi due che parlerà.
Settembre poi ci prenderà,
coi suoi venti di pioggia vincerà.
Adesso no, ferma il tuo attimo,
stringi il tuo attimo per questo secolo
quando la musica pian piano finirà,
come un miracolo poi l’alba nascerà.
Restiamo insieme fina a quando gli occhi tuoi
ancora chiusi troveranno gli occhi miei.
Settembre non ci troverà,
coi suoi venti non può, non vincerà.
Adesso si tutto è possibile
farlo così con tutta l’anima
quando la musica pian piano finirà,
chissà chi è il primo di noi due che parlerà.


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sabato 7 ottobre 2006 - ore 18:10


Si potrebbe dire
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...che la Roadhouse è sempre la Roadhouse, anche di fretta
...che i Club11 hanno oscurato i Forward Russia
...che il Covo, pieno, è invivibile, ma è pur sempre un pezzo di storia
...che l’Unwound è stata la scelta giusta per il ritorno
...ma certe cose non hanno prezzo, come trovarsi, proprio all’Unwound, per caso tra colleghi del VERO Pachuca e finire a casa di Daniel, tra fagottini, gnocchi, involtini, champagne, sigarette, chiacchere più o meno sobrie, poster, brancamenta.
soprattutto tra bella gente.

Stasera riapre il WAH WAH. Per cui Mestre - Venezia, retro della stazione, al Tag. Impossibile sbagliare. E, per chi resta a Padova, al Banale c’è la consueta SoundPark night del sabato.

YOU GOT IT - MUDHONEY
They say you got it
I’ll say you got it
You got it
You got it good
You got it
You can keep it
That’s right
I don’t want it
You give it away like free samples
But I don’t want what anyone can have
You got it
Yeah, you got it
So what?
Keep it outta my face
Keep it outta my face
Keep it outta my face
Keep it outta my face
Just cause you got it
You think everyone wants you
You got it
You think that’s enough
You got it
That’s right you got it
You’re fucked
Keep it outta my face
Keep it outta my face
Keep it outta my face
Keep it outta my face
Ow
Oh
Oh


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venerdì 6 ottobre 2006 - ore 12:36


Snooze operator
(categoria: " Pensieri ")


Nonostante la spinta tecnologica degli ultimi anni, molte cose restano analogiche. L’orologio da polso e quello da muro denotano uno strapotere quasi definitivo del "vecchio" sul nuovo.
Una cosa, però, è cambiata. Lo si nota sui comodini di tutta Italia, di tutto il mondo.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il momento più difficile della giornata è, probabilmente, proprio quello della sveglia.
La sveglia, ormai, è solo digitale. Le vecchie "campanacce" vinte con i punti dei biscotti, trafugate dalla casa dei nonni, trovate sulle bancarelle ed acquistate sperando in una miglior fortuna su ebay nel futuro, stanno scomparendo.

Quale migliore piacere, infatti, di svegliarsi con un suono innaturale, con una musica o una voce registrata, e poterla spegnere violentemente?

La strategia vincente delle sveglie digitali deve tutto ad un unico, spesso non incensato a dovere, tasto di plastica: lo snooze.

L’ideatore di tale meraviglia, Jack Snooze, prese spunto dalla ketamina. Si accorse, infatti, che una piacevole siringata rendeva gli animali più docili. Quale peggiore animale esiste, rispetto ad un lavoratore che deve alzarsi? Quale più feroce fiera, Motor Show a parte?



La sveglia è un elemento costante. Ma ci sono tanti modi di coricarsi. Ed ognuno merita uno snooze diverso
- normale riposo
La brava persona necessita di almeno uno snooze. Giusto per rendersi conto di essere al mondo, magari dire la preghierina, pensare al mutuo della casa ed al fatto che il figlio ha messo i primi denti. E presto saranno cariati, e dovrà tirare fuori migliaia di euro dal dentista. In quei minuti capirà che andare al lavoro non è poi così un’idea malvagia
- post-collasso-chill
La persona strafatta o sbronza necessiterà di sette-otto snooze. Il tempo di capire che il fatto che il suo stomaco parli non significa direttamente che la trasformazione in Luis Moreno, con pupazzo di Rockfeller, sia già avvenuta.
- post-orgasmic-chill
Basteranno tre snooze. Giusto per godersi un po’di più la fortuna della notte precedente al risveglio.

Essenziale è anche avere un paio di giorni (di ferie) di ambientamento con la propria sveglia.. per conoscersi un po’. Capire, insomma, di quanti minuti sia lo snooze del nuovo elettrodomestico.

Amnesty International, nel suo ultimo rapporto sullo snooze, riporta milioni di violazioni alla libertà di tale tasto, perpetrate ogni singolo giorno in tutto il mondo. Notevole il dato sulla Valle d’Aosta, dove duemila tasti snooze al giorno vengono sfregiati, rotti, distrutti. Il primato spetta al paese di Cogne, dove si cambiano circa 500 radiosveglie l’anno, e le loro carcasse vengono rinvenute la mattina in una discarica abusiva, senza traccia alcuna.

Antonio Nunzio Catania, seguace di Jung, sostiene che lo snooze serva a far recuperare in intervalli di pochi minuti quanto non si è goduto durante la notte. Una sorta di sfida all’estabilishment comune, per dimostrare che non di solo lavoro e sonno forzato vive l’uomo. Una rivincita, insomma, un’autogestione del proprio tempo che inizia dalla sveglia.

Gianni e Pinotto, freudiani, invece, giurano che lo snooze sia un feticcio della madre e del "verso-lei" scontro. Per questo viene spesso maltrattato.

Al MIT hanno approntato un nuovo tipo di sveglia, la cui scatola nera registra suoni, stimoli celebrali, pensieri e parole (conosci me) a partire dal primo snooze, quando l’uomo inizia a guardare il mondo da un oblò, come Gianni Togni insegna.
E, tramite Wi-Fi, tale sveglia pubblica ogni strano pensiero in un blog. Come questo.

Stasera al Covo Club di Bologna i Club11 aprono per i Forward Russia

HUMAN - CARPARK NORTH
You’re so right and you don’t think you’re wrong
You’re not on the list and you’re in my songs
I did right to walk and just leave you there
cause no one can stand your fear of fear

You’re so wrong, and still think you’re right
I was too old to pick that fight
And I take you touch, just changed your day
I broke off with you cause you didn’t change... Me

Yeah! Yes it’s human
It’s just human
You noticed
Yeah! Yeah just human
Did you notice?
Damn right

You’re so right and you don’t think you’re wrong
You’re not on the list, you’re not in my songs
I did right to walk and just leave you there
cause no one can stand your fear of fear

(Metallic)
Yeah. Yes it’s human
Yes it’s human
You noticed

Yeah! Yes it’s human
It’s just human
You noticed
Yeah! Your just human
Did you notice?
Damn right


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giovedì 5 ottobre 2006 - ore 14:05


viaBronzetti revolution
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Prima il Chupitos Club, e il mio stomaco già immaginava le nozze d’oro con l’etanolo. Fico non essere riconosciuti.
Poi un bel Banale. Almeno a quanto mi ricordo. Scherzi a parte, bravi Carnifull Trio e soprattutto bravi Amari. E al Banale si può ballare qualsiasi cosa, non solo rock. Basta vedere il dancefloor con i Faresoldi. Bene, decisamente bene. C’era mezzo MySpace, ieri sera, pare.
E poi da chaffeur agli Amari verso un altro locale, pienissimo, con musica oscena. La gente di Padova ha iniziato ad accontentarsi di poco, molto poco. Contenti voi, contenti tutti, dice il saggio.
Grazie ad amici ed Amari compagni d’avventura della serata. Finita molto tardi, ovviamente.
I’m shy. Kiss me first.

EMILY KANE - ART BRUT
I was your boyfriend when we were 15
It’s the happiest that I’ve ever been
Even though we didn’t understand
How to do much more than just hold hands
There’s so much about you I miss
The clumsy way we used to kiss
I wish I convinced you, you’ve made a mistake
If memory serves, we’re still on a break
Other girls went and other girls came
I can’t get over my old flame
I’m still in love with Emily Kane

Every girl that I’ve seen since
Looks just like you when I squint
I know you said it’s for the best
I still don’t understand why you left
So much about you I miss
Everytime I see a couple kiss
I hope this song finds you fame
I want schoolkids on buses singing your name

Other girls went and other girls came
I can’t get over my old flame
I’m still in love with Emily Kane

I don’t even know where she lives
I’ve not seen her in 10 years...
9 months, 3 weeks, 4 days, 6 hours, 13 minutes, 5 seconds

Other girls went and other girls came
I can’t get over my old flame
All my friends think I’m insane
I’m still in love with Emily Kane

There’s a beast in my soul that can’t be tamed
I’m still in love with Emily Kane
I thought I’d never love again
I’m still in love with Emily Kane

The torch that I hold, is always a-flame
I’m still in love with Emily Kane
I hope this song finds you fame
I want schoolkids on buses singing your name

All my friends think I’m insane
I’m still in love with Emily Kane
Emily Kane, Emily Kane, Emily Kane!


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