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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

FANPAGE (Facebook): Momostock

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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mercoledì 3 settembre 2008 - ore 03:59


.....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grazie, Albe.

RESTO QUA - VINICIO CAPOSSELA



Resto qua
e la miseria sa cosè l’amor
Natale è già passato
e non sono ritornato
lambrette e motorette
spernacchiano l’oscurità

ecco qua
finito lo spettacolo e il miracolo
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
scrosciano gli applausi
la pioggia li riporta qua
ecco qua
e lo Smeraldo splende sempre
anche per noi
sugli ombrelli e sui cappelli in fila
sull’atrio e sui gemelli
il sipario resta
e non ci sei tu
e non ci sono io

resto qua
mi abbagliano le macchine e i fanali
tre milioni d’anime
non ne fanno una
e quella che ora manca era la mia

ecco qua
e le finestre cambiano i padroni
passano le macchine a milioni
e i miei calzoni
adesso stanno in piedi anche da soli

resto qua
se non hai dato tutto non hai dato ancor
la lama taglia sempre dov’è fine
dov’è fine è il cuore
conosco la mia strada
e la strada riconosce me

ecco qua
regala perle il vento
e ne regalo anch’ io
la luna sul tuo volto
la luce sul mio nome
il sipario resta
io me ne vado via


.



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domenica 31 agosto 2008 - ore 16:45


Going missing
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E se tutto questo fosse solo un lembo di disco?
No, in effetti tutto questo è un lembo di disco. Un pezzo di cluster apostrofo rosa tra le parole "bicchiere" e "sigaretta".
Ore passate a pensare alle piccole differenze. Per esempio al fatto che mentre sono distratto a pensare, qualcuno sta male. E un’altra persona sta scopando. E un’altra ancora ride come una pazza, mentre una dorme.

O le piccole differenze da un paese all’altro.
Qui in Italia nessuno usa lo "speed dial" in un telefono. La sua traduzione letterale non è nemmeno usata spesso, "chiamata rapida". Perché quando ci dimentichiamo degli altri capiamo di non avere il tempo nemmeno di riuscire a spostare i numeri da una posizione di memoria all’altra, per chiamarli, appunto, con i dieci tasti numerici di un cellulare.

Come poter fare ordine se riordino il desktop del computer solo quando invoca pietà? quando le icone coprono completamente lo sfondo, il computer, il comodino e non le malefatte. Quando la decisione si fa così vicina e non c’è tempo a sufficienza. Quando appoggi la testa al cuscino e suona il telefono. Quando sogni e poi non ti ricordi più nulla. Quando flirti e ti passa la voglia. Quando hai una casa familiare dove appoggiare natiche e schiena e dopo poche ore ti rialzi per dire che ci faccio qui?, e quello che vuoi è solo ripremere il tasto del telecomando e vagare per strade sconosciute, per ore intere, cantando.

Penso ai momenti in cui si cade a pezzi. Per una decina di drink, per il condimento applicato al tabacco più e più volte, per aver ballato troppo, per una mangiata pesante. I momenti in cui ti chiedi come stia cadendo a pezzi una persona y dall’altra parte del tuo piccolo ecosistema. O penso alle settimane che volano e a quelle che pulsano ad ogni ora, senza interruzione.

Penso sia bello che esistano certi momenti e che ci sia chi sa quando parlare e quando stare zitto, più di quanto lo sappia tu. E quindi penso che sia bello per me che in questo periodo della mia vita siano vicini a me anche a sprazzi quattro zampe di nome Alberto ed Enrico.

La musica mi fa bene. La musica mi fa male. La musica mi permette di vivere. La amo quando si srotola sul pentagramma appena premo un tasto e penso di voler invecchiare con lei. La musica ha giri un cui perdere la testa per la pelle d’oca e accordi da odiare.

Qualcuno quella volta mi ha messo nella musica nella minestra, e se l’assuefazione è tale da dover continuare ad aumentare la dose per non sentire il male da fuori, beh, qualcuno dovrà pagare.

Ciao.

IL PRINCIPE IN BICICLETTA - TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI



Sara’ che lavori troppo
e che sorridi a tutti ma
non ti ho mai vista cosi’
stanca e cosi’ lo-go-ra

sara’ che sei da troppo in piedi
dietro a un banco che non sa
che ti eri preparata
per l’universita’

quell’idiota che ti guarda
ha capito troppo gia’
quel che vuole evidentemente
e’ cio’ che non avra’

ma se vuoi farlo adesso
in qualunque posto sia
anche se non ti vuol bene
pretendi almeno che ci sia

a cavallo di una bici
il tuo principe verra’
e se qualcos’altro vuoi
lui te lo dara’

quell’idiota che ti guarda
ha bevuto troppo gia’
quel che vuole evidentemente
e’ cio’ che non avra’
ma se vuoi farlo adesso
con qualunque idiota sia
anche se non ti vuol bene
pretendi almeno che ci sia

a cavallo di una bici
il tuo principe verra’
e se qualcos’altro vuoi
lui te lo dara’

a cavallo di una bici
il tuo principe verra’
e se qualcos’altro vuoi
lui te lo dara’

Sara’ che lavori troppo
e che sorridi a tutti ma
non ti ho mai vista cosi’ bella e cosi’ comica


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giovedì 28 agosto 2008 - ore 15:39


Detox
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alcuni sogni si sono avverati.
Era nell’aria da un po’... ma certo la soddisfazione che dà essere "preso" dal locale dove fin da ragazzino hai visto i concerti dei tuoi idoli in pianta stabile... è qualcosa che riempie il cuore.

Per il resto... tenda aperta, pronta per essere sciacquata e messa a punto.
Qualche scampolo residuo per qualche scampolo di me.

E.. sì, beato chi ti vedrà con quel vestito.

VERSO ORIENTE - TIMORIA & EUGENIO FINARDI



Ciao città, come va?
sembri bella ora che
vado via, visto che perdonare non so

Lei é tua, dille che
non si puo buttare via
gente senza cuore per un finto amore
in un’ aut blu... dille che le vale molto di più

E vado via, vado via
prendo il largo
nessuno mi sentirà

Vado via e insieme a me
verso oriente
c’é il sole che nasce la

E sarò acqua che si disseta da sé
io, io e me vento che
si rincorre finché
io dormirò libero
e al risveglio
il sole mi scalderà
scalderà ancora un pò
nudo corpo
che il vento rivestirà

Lei é tua, dille che
non si può buttar via
dille che vale molto di più


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lunedì 25 agosto 2008 - ore 03:21


Come back to what you know
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In Polonia i gestori pagano comparse da mettere in coda davanti ai negozi per attirare l’attenzione sull’iPhone. Giusto perché si sentano cool come i coetanei degli altri stati. I coetanei che comprano un telefono da centinaia di euro per fare gli squillini e farsi richiamare, insomma.

La sindrome da occhio secco è pericolosissima. E va combattuta, anche con una canzone che ti vergogni ad ascoltare. E che può andare bene a finestrini chiusi e volto coperto in tangenziale a novanta all’ora, con la scritta "vol max" sul display, con i ricordi a farne un nuovo video. Ed è allora che puoi cantare a squarciagola. Da solo con i tuoi amici rotondi dal diametro di dodici centimetri. Quelle creature a cui dai nomi che capirai solo tu. E che ascolterai da solo. In religioso unisono.

E allora ha senso anche fare tardi senza motivo, e sulla via del ritorno circumnavigare tutte le aiuole una, due, tre, dieci volte. Cantando fino a che fa male pure lontano dal pompasangue.

Non c’è nessuno che ti ascolta. E se ti sta ascoltando è dietro una tapparella abbassata. Quella persona non ha i finestrini sigillati. Quella persona non può cantare senza che nessuno la possa prendere per il culo, poi.

when I’m by myself nobody else can say goodbye



Non basterebbe nemmeno la tua bravura, vecchio mio, per tracciare quei contorni e riempirli così bene. E altro che tre quarti d’ora in adorazione sotto funghi a un 70x120.

VINCENT - DON McLEAN



Starry, starry night.
Paint your palette blue and grey,
Look out on a summer’s day,
With eyes that know the darkness in my soul.
Shadows on the hills,
Sketch the trees and the daffodils,
Catch the breeze and the winter chills,
In colors on the snowy linen land.

Now I understand what you tried to say to me,
How you suffered for your sanity,
How you tried to set them free.
They would not listen, they did not know how.
Perhaps they’ll listen now.

Starry, starry night.
Flaming flowers that brightly blaze,
Swirling clouds in violet haze,
Reflect in Vincent’s eyes of china blue.
Colors changing hue, morning field of amber grain,
Weathered faces lined in pain,
Are soothed beneath the artist’s loving hand.

Now I understand what you tried to say to me,
How you suffered for your sanity,
How you tried to set them free.
They would not listen, they did not know how.
Perhaps they’ll listen now.

For they could not love you,
But still your love was true.
And when no hope was left in sight
On that starry, starry night,
You took your life, as lovers often do.
But I could have told you, Vincent,
This world was never meant for one
As beautiful as you.

Starry, starry night.
Portraits hung in empty halls,
Frameless head on nameless walls,
With eyes that watch the world and can’t forget.
Like the strangers that you’ve met,
The ragged men in the ragged clothes,
The silver thorn of bloody rose,
Lie crushed and broken on the virgin snow.

Now I think I know what you tried to say to me,
How you suffered for your sanity,
How you tried to set them free.
They would not listen, they’re not listening still.
Perhaps they never will...


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venerdì 22 agosto 2008 - ore 02:14


Music sounds better with you
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e mica solo quella. le strade belle verso i soliti posti, le strade brutte verso altri posti, le strade mai viste. non c’è un cazzo da fa’.

GRAVITY - EMBRACE



Honey, It’s been a long time coming
And I can’t stop now
Such a long time running
And I can’t stop now
Do you hear my heart beating
Can you hear that sound
Cause I can’t help thinking
And I don’t look down

And then I looked up at the sun
And I could see
Oh the way that gravity turns for you and me
And then I looked up at the sky and saw the sun
And the way that gravity pulls on everyone, on everyone

Baby, It’s been a long time waiting
Such a long, long time
And I can’t stop smiling
No I can’t stop now
And do you hear my heart beating
Ah can you hear that sound
Cause I can’t help crying
And I won’t look down

And then I looked up at the sun and I could see
Oh the way that gravity turns on you and me
And then I looked up at the sun and saw the sky
And the way that gravity pulls on you and I, on you and I

Can you hear my heart beating
Can you hear that sound
Cause I can’t help crying
And I wont look down


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martedì 19 agosto 2008 - ore 19:03


Insomma stasera
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Contro il tedio, il caldo, la sete, la ripresa del lavoro, i pacchi, specialmente quelli di vino.

BROWN EYED GIRL - VAN MORRISON



Hey where did we go,
Days when the rains came
Down in the hollow,
Playin’ a new game,
Laughing and a running hey, hey
Skipping and a jumping
In the misty morning fog with
Our hearts a thumpin’ and you
My brown eyed girl,
You my brown eyed girl.

Whatever happened
To Tuesday and so slow
Going down the old mine
With a transistor radio
Standing in the sunlight laughing,
Hiding behind a rainbow’s wall,
Slipping and sliding
All along the water fall, with you
My brown eyed girl,
You my brown eyed girl.

Do you remember when we used to sing,
Sha la la la la la la la la la la te da

So hard to find my way,
Now that I’m all on my own.
I saw you just the other day,
My how you have grown,
Cast my memory back there, Lord
Sometime I’m overcome thinking ’bout
Making love in the green grass
Behind the stadium with you
My brown eyed girl
You my brown eyed girl

Do you remember when we used to sing
Sha la la la la la la la la la la te da.


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venerdì 15 agosto 2008 - ore 14:48


Io non c’ero. Io c’ero.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vorrei avere visto i Nirvana. Lì, su un palchetto piccolo in uno studio televisivo. O, magari, allo Showbox. Anche se lì, insieme, non c’hanno mai suonato.

Un giorno vorrei parlarti dello ShowBox.
Quando ero bambino ridevo di un allievo di mia madre, che diceva che immaginava il treno molto peloso perché il fratello, partito militare, gli aveva detto che l’aveva preso per un pelo. Certo mi chiedevo come un 12enne potesse non aver mai visto una stazione e pensare una cosa simile, ma poi ci ripensavo e mi accontentavo di riderne. Come facevano i ’grandi’.

Ogni tanto guardo ’Singles’ e vedo i muri di Seattle con la scritta mother love bone.
O infilo a forza il dvd del live allo Showbox dei Pearl Jam nel lettore e sogno di avere un cinema 3d nella camera. O forse ce l’ho davvero perché mi muovo, canto insieme al pubblico e sudo. Quasi come fossi lì. Pur senza aver fatto un volo nella città principe dei suicidi, dell’inquinamento ma, soprattutto, del rock.

Di quella chitarra elettrica distorta male che a me tanto piace e forse a te non dice nulla. O forse non dovrebbe dire nulla a chi ha superato l’adolescenza, se non richiamare ricordi.

Quel male di vivere in six strings continua a perseguitarmi e a farsi adorare. Perché quelle corde vibrano e oscillano come le onde delle mie giornate, quasi come fossi uno dei loro custodi temporanei, come mi fosse affidato il compito di portare a spasso un po’di quella musica plasmandola a modo mio sul jog di un lettore cd o dalle onde radio di un emittente libera. Un po’come un cane che scruta da un buco che succede fuori, scansandosi con movimenti piccoli e rapidi, come ha imparato da chi lo possiede.

Penso a quell’espressione che sembra idiota di Dave Grohl, quel semi sorriso, quel vivere sempre a bocca aperta come per captare boccate di fumo passivo, come un anelare a qualcosa che deve sempre arrivare. E allora tocca battere la batteria. E allora tocca cantare. Mentre tutti quelli che ti stanno intorno sanno chi sei e tu ti porti sulle spalle il peso della morte di un amico, il peso di avere un gruppo sempre paragonato al tuo primo amore di band... Il peso dei ricordi. Ricordi di gloria, ricordi di merda.

E allora tocca fare il coglione urlando schizzando e mettendo due frasi geniali in mezzo al maggior numero di rumore possibile. O rompere il non-rumore urlando come una bestia per dare l’attacco a una chitarra in best of you, per farsi notare.

Una volta che la chitarra è partita ci sono altri strumenti che suonano, altre cose che si mescolano. E il compito di chi ha iniziato ad urlare magari finisce. Per lo meno il fenotipo del compito verso di te.

Quello che viene composto finché sta zitto è il più bel concerto incompiuto che non sentirai mai.

E’per questo che potrei parlarti per ore dello Showbox.
Senza esserci mai stato.
Io quel concerto provo a viverlo ogni volta che metto dentro quel dvd. E ogni volta che lo tolgo.
Lì, nella mia testa. Dove non ho bisogno di nessun fonico per cantare al meglio. E dal qual posto, purtroppo, forse non usciranno mai quelle note così belle che stanno suonando.

Tutto il resto è patina superficiale di un calzanetto passato alla buona sulla scarpa elegante, giusto un attimo prima di uscire. Poco di interessante, insomma.
Ma tanto, per nascondere le crepe davvero interessanti che il passato, il presente, i sogni lasciano. In ogni crepa c’è qualcosa. E se vuoi vederlo devi togliere la patina da sopra.
C’è un mondo bellissimo e infame in ogni crepa, ed è quello che riesco ad offrire.
Per fortuna, però, posso usare la musica.

BREED - NIRVANA



I don’t care...
Care if I’m old
I don’t mind...
Mind, don’t have a mind
Get away...
Away from your home
I’m afraid...
Afraid of a ghost

Even if you have
Even if you need
I don’t mean to stare
We don’t have to breed
We can plant a house
We can build a tree
I don’t even care
We could have all three
She said...


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mercoledì 13 agosto 2008 - ore 11:23


In effetti è strano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


vedere tutte le sedie piene e nessuno muoversi. Fino a tardi. Poi, di colpo, piedi che battono la pedana, pista che canta e balla e chiusura posticipata.

Meraviglie notturne del Banale.
Meraviglie al Banale.

E oggi Amarone, poi Marina di Ravenna.

ALL’UNA E TRENTACINQUE CIRCA - VINICIO CAPOSSELA



Un’altra volta bionda
la serata sta finendo
e servi la mia birra dietro al bar
Negroni whisky Coca
un Camparino con la soda
e il ghiaccio il frigo il rusco
c’e’ da cambiare pure il fusto
e il cliente e’ gia’ servito
e la cassa ha registrato
l’ultimo drink dell’avvocato

E se passasse cosi’ in fretta
come ora che e’ finita
questa serata maledetta
per cinquantamila lire
tra Negroni whisky trucco
un narghile’ con il tabacco
qualche indirizzo nel cappotto
per finire sotto il letto
ma ti ricordi che hai servito dietro al bar

Chimay, Bacardi Jamaican rhum
White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon

Son state storie interessanti
di risate in mezzo ai denti
di amori messi sotto spirito ad affogar
di vecchi camionisti
un po’ arrivisti, un po’ alcolisti
con la moglie lasciata a casa ad ingrassar
avventurieri di frontiera
che non san passare il sabato sera
senza finire ad ubriacarsi dentro un bar

Che strana razza e’ poi il cliente
c’e’ quello bello e intelligente
c’e’ il casinaro e l’invadente
c’e’ chi ascolta trasognato
c’e’ chi urla e sta sbracato
c’e’ chi la donna se la intorta
c’e’ chi gli fa la mano morta
ma c’e’ il cliente piu’ divino
il piu’ richiesto e il piu’ invitante
e’ quello che offre, paga a tutti e fa il brillante

Chimay, Bacardi Jamaican rhum
White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon

E ci siam poi noi musicisti
un po’ beoni, un poco artisti
compagnoni e nati tristi
sempre afflitti dal denaro
perche’ la roba costa caro
ma l’arte e’ cosa sacra e seria da salvar
per cento sacchi alla serata
facciamo una vita sregolata
ma il grande mito ci ha fregato
che sei un eroe se sei suonato

E per ultima la strofa piu’ dolente
quella ahime’ sull’esercente
dietro il banco o nell’ufficio
intellettuale o ben vestito
lui guadagna sempre poco
tasse Iva e forniture
mamma mia quante paure
con gli incassi son dolori
per pagare i suonatori
per pagare i suonatori

Chimay, Bacardi Jamaican rhum
White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon...


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martedì 12 agosto 2008 - ore 02:24


SE MAI QUALCUNO CAPIRÀ SARÀ SENZ’ALTRO UN ALTRO COME ME (III)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Perché io rompo il cazzo ad amici, radioascoltatori, conoscenti, passanti con questo piccolo paese della Spagna. Con la sua gente, i suoi turisti, le sue dinamiche ma soprattutto i suoi concerti.

E c’è una piccola grande donna che in questo 2008 ha immortalato le migliori immagini del festival. La gran parte di quelle che solitamente conservo solo nella mente.

E quindi brava CloZ.

Senza che io dica molto, tu che capiti di qua puoi rivedere ciò che solo noi abbiamo nella testa e nel cuore.

Serata di ricordi. Rivedendo persone che hanno sì fatto parte del tuo passato, ma che vogliono dire tanto anche del tuo presente. "Spillo" e Max in testa. Ed altri piacevoli incontri.

Nonostante la musica che fa oggi Vasco Rossi mi faccia amabilmente cagare.

è una fortuna che sono
ancora vivo


Stasera ci vediamo al Banale. Vero?
La cosa bella di un blog è che ci posso far finire anche delle canzoni di merda.
E questo pezzo dei Finley non è peggiore delle più recenti canzoni di Vasco.
Per quanto possa avere effetti certamente lassativi.

DIVENTERAI UNA STAR - FINLEY



025613
Numero di una stronza che
Dice di aver risposte ai miei perché
Conosce cose che non so
Vede un passato che non ho
Prevede un jackpot ricco al casinò
Una voce grida dentro me
"No! No! No! No!"
Ma con la sua sfera vuole dirmi che

Diventerai una star (Vedrai)
Una celebrità (Sarai)
La gente intorno a te
Potrà toccare un re
Diventerai una star (Vedrai)
Una celebrità (Potrai)
Trasformar ciò che ora sogni
In una realtà

Che storia incredibile
E’ un’ onda che mi trascina via
Sento ancora voci dentro me
"No!No!No!No!"
Basta la sua sfera per distruggerle

Diventerai una star (Vedrai)
Una celebrità (Sarai)
La gente intorno a te
Potrà toccare un re
Diventerai una star (Vedrai)
Una celebrità (Potrai)
Trasformar ciò che ora sogni
In una realtà

Ogni tua verità non mi va
Giochi coi miei sogni dimmi perché
Straccio quel numero e senza di te

Diventerò una star (Vedrai)
E con semplicità (Lo Sai)
La gente intorno a me
Potrà capire che
Diventerò una star (Go!Go!Go!)
E con semplicità (Go!Go!Go!)
Io vivrò il più grande sogno
La Musica


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lunedì 11 agosto 2008 - ore 02:56


Certezze
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte la distanza toglie parecchio. Certe cose però non se ne vanno. Io ho una stellina alla fine di un soprannome che nel suo peregrinare per il Nord riesce a mantenere certe cose al loro posto. E che da tre anni a questa parte ci rende partecipi di una sera con lei nella quale le stelle cadenti passano in secondo piano. Quando qualcuno ha scritto di lei che quando torna "a casa" in paese c’è una festa non sbagliava. Perché quando torna è un po’come non fosse mai partita e un po’come fosse tornata dopo lungo esilio contemporaneamente.

E quanto mancano le cioccolate e le bruschette. E quanto mancano balletti e stivali. E quanto mancano colazioni da Alfio e pizze davanti al cancello con risate annesse. E quanto mancano la nebbia per bere una birra e il sole di una casa spagnola.

E quanto ci sono sempre e comunque.

CAMBIA TU VIDA - LA CASA AZUL
Ser feliz es lo que debes esperar
Si le lanzas al amor para cambiar

Piensa que aún queda tiempo para andar
Que aún hay canciones para interpretar
Es mejor pensar
Que todo puede cambiar

Grita, si aún tienes voz para gritar
Si tienes cosas que te duelen
Grítalas
Lo que grites hoy, mañana se irá

Que cuanto más se encierran, más se aburren
Mucho más
Y no pueden más, y no ven el final

Cambia, cambia tu vida
Date la vuelta
No te entretengas
Todo puede suceder
Es inútil ser lo que no puedes ser

Así que...
Cambia, cambia tu vida
El mundo te espera
Tú tienes el control de todo lo que ves
Va a estar a tus pies

Tontos, son tontos no ven más allá
De lo que siempre han visto
Y eso es ignorar
Que las cosas tienden a cambiar

Que cuanto más se ríen, más pequeñas
Mucho más
Déjalas menguar, desaparecerán...


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