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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
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STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

FANPAGE (Facebook): Momostock

BOOKING: momo@allagrandissima.com




il mio MySpace:



<<IF YOU DON’T LIKE MY FIRE
THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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Ben Harper

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domenica 3 agosto 2008 - ore 05:47


Mettete cartelli stradali anche a Rovigo. Grazie.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non c’è un particolare motivo che mi fa venire voglia di scrivere. Ed è bello e strano, rispetto alla media stagionale di *questa* stagione di vita. La verità è che ogni tanto ti vedo. E che a Pordenone ci sono alcune persone che tengo nel cuore ogni giorno. Conoscere il valore delle persone è il punto di partenza per vivere bene, forse. E forse Cristian Bugatti ha fatto il suo più bel disco. O forse no. Certo due date su due che rasentano la perfezione parlano bene. Cantargliele il giorno del suo compleanno gli fa piacere. E si merita ancora più successo. Ciffo è uscito dal gruppo. Ma non dai Lombroso. E con un Ago macchina da guerra la formula uno + uno funziona. Cazzo. E Le luci della centrale elettrica. E Giorgio Canali. E gli Zen Circus.

La musica contemporanea NON mi butta giù

E’jointo il momento.

OGGI E’ MORTO SPOCK - BUGO



oggi è morto spock
oggi è morto spock
è stato ucciso dalle radiazioni
e ci mancherà
si, ci mancherà
ora è nata una nuova stella

la fantascienza è bella
la fantascienza è bella

le avventure di star trek
le avventure di star trek
mi ricordano quella sera in cui
mi mancava già
e mi sognavo la
la tua andatura favolosa

la fantascienza è noiosa
la fantascienza è noiosa

ma mi riporta indietro
a quel messaggio
che diceva tanto di noi

oggi è morto spock
oggi è morto spock
l’hanno lanciato nello spazio
la serie finirà
la serie finirà
quanti ricordi persi in aria

la fantascienza è necessaria
la fantascienza è necessaria

e mi riporta indietro
a quel messaggio
che diceva tanto di noi


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martedì 29 luglio 2008 - ore 09:58


ZITTISCONO IL BANALE? Se vuoi divertiti al Banale portati l’iPod!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Banale si accinge a festeggiare i suoi 25 anni di attività a Padova, attività caratterizzata da una forte presenza culturale sul territorio, avendo ospitato in questi anni da Claudio Bisio a Licia Maglietta, dai Subsonica a Paolo Freso, attraverso Vinicio Capossela e molti, troppi altri elencabili in questo spazio cartaceo.
Purtroppo, alla vigilia di un traguardo tanto importante abbiamo deciso, in via cautelativa, di sospendere tutte le attività musicali e teatrali programmate per la stagione estiva in corso (agosto e settembre). Questo a causa delle continue e costanti visite della polizia municipale, che presenzia quasi ogni sera, a volte contestandoci il volume troppo alto a volte senza una dichiarata ragione.
Vorremmo premettere che, nella scorsa stagione, ci siamo dotati di un fonometro per misurare le effettive emissioni sonore da noi prodotte, che devono rientrare nei parametri che il Comune ci ha concesso. Sia durante i concerti, sia nei fine settimana, con musica non dal vivo, ci prendiamo cura di effettuare rilevazioni dei decibel emessi all’esterno del locale; misurazioni che non hanno mai superato i limiti stabiliti nella perizia di rilevamento di impatto acustico ambientale.
Noi non riusciamo a comprendere tutto questo accanimento e spiegamento di forze dell’ordine per un problema non solo banale ma inesistente, dato che la polizia non ha mai dimostrato, strumenti alla mano, il superamento dei decibel a noi concessi. Per questo motivo abbiamo deciso, per primi, di fare un passo indietro, rinunciando a tutti gli artisti che avrebbero dovuto esibirsi sul nostro palco, nei prossimi due mesi.
In attesa di comprendere cosa stia avvenendo e soprattutto il perché, manteniamo silenziosamente i battenti aperti.

BROKEN BY - GIARDINI DI MIRO’



Your pain is clue
to everyone
and all alone for the first time
i multiply, broken by
it feels the creepness of the curves

always will
always

the saddest kiss
tell you have loved me too soon.
the dearest bliss can’t open up your mind.

and as unfold
the vespers called
did you forgive just your mother?
the furniture you never bought
is where i carve your name
is where i’m starving
is where i get fine

the saddest kiss
tell you have loved me too soon.
the dearest bliss can’t open up your mind.
earest bliss can’t open up your mind.


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giovedì 24 luglio 2008 - ore 03:53


A volte la gente torna dalla Spagna
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e non ha voglia di dire molto.
Magari:
- Mika è un genio. Nonostante il suo disco sia... vabbè. Un live perfetto.
- bla bla bla
- sono arrapato?

Oggi, giovedì 24 luglio, diretta su Radio Sherwood dalle 16 alle 17.
Stasera djset al Vicolo Bolognetti (Bologna).
Sabato djset a Pordenone (Brit Box estiva)
piccolo
spazio
pubblicità.

Ah già. La Spagna è più vicina ora.

MY INTERPRETATION - MIKA



You talk about life, you talk about death,
And everything in between,
Like it’s nothing, and the words are easy.
You talk about me, and you talk about you,
And everything I do,
Like it’s something, that needs repeating.
I don’t need an alibi or for you to realize,
The things we left unsaid,
Are only taking space up in our head.
Make it my fault, win the game
Point the finger, place the blame
It does me up and down,
It doesn’t matter now.

’Cause I don’t care if I ever talk to you again.
This is not about emotion,
I don’t need a reason not to care what you say,
Or what happened in the end.
This is my interpretation,
And it don’t, don’t make sense.

The first two weeks turn into ten,
I hold my breath and wonder when it’ll happen,
Does it really matter?
If half of what you said is true,
And half of what I didn’t do could be different,
Would it make it better?
If we forget the things we know.
Would we have somewhere to go?
The only way is down, I can see that now.

It’s really not such a sacrifice

And it don’t have to make no sense to you at all,
’Cause this is my interpretation, yeah, yeah, yeah.


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mercoledì 16 luglio 2008 - ore 13:05


Vado verso la vita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e le stelle di ieri erano bellissime. cadevano a terra.

NYC - INTERPOL



I had seven faces
thought i knew which one to wear
But I’m sick of spending these lonely nights
training myself not to care
the subway is a porno
And the pavements they are a mess
i know you’ve supported me for a long time
somehow i’m not impressed

But New York Cares (got to be some more change in my life)
New York Cares (got to be some more change in my life)
New York Cares (got to be some more change in my life)
New York Cares (got to be some more change in my life)

subway she is a porno
and the pavements they are a mess
i know you’ve supported me for a long time
somehow i’m not impressed

It’s up to me now turn on the bright lights
It’s up to me now turn on the bright lights

But New York Cares (got to be some more change in my life)
But New York Cares (got to be some more change in my life)
New York Cares (got to be some more change in my life)
New York Cares (got to be some more change in my life)

It’s up to me now turn on the bright lights
(got to be some more change in my life)
oh, It’s up to me now turn on the bright lights
(got to be some more change in my life)


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domenica 13 luglio 2008 - ore 14:08


Sherwood for dummies
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’finita... è finita... la nostra fa-vo-la è finita cantava ieri sera Cristiano Godano tra le facce sconsolate dei duri e puri pronti a gridare alla canzone_di_merda per il voltafaccia pseudo-pop dell’ultimo album.

Ma una favola ieri è finita davvero.
Una favola non di poveri che rubano ai ricchi ma di un esercito di decine di persone che per un mese hanno lavorato da volontari per permettere ad amici, sconosciuti e pure a se stessi di divertirsi, svagarsi, ascoltare ottima musica senza perdere di vista la realtà, qualunque essa sia.

Teatro, cinema, sport, concerti, stand gastronomici, bancarelle.. una macchina che lavora per un anno per un mese grazie al quale finanziare quello stesso anno di radio libera, di radio senza filtri, di radio di cui si può non condividere il "pensiero" (che, comunque, non è singolo) ma di radio che dà la possibilità a tutti di fare uscire la propria voce.

Un mese di Sherwood prima che e dopo a Padova non c’è un cazzo.
Un mese di Sherwood prima che e dopo a Padova c’è solo il Banale.
Un mese di Sherwood prima che e dopo a Padova non si fa niente.

Con i gruppi più interessanti a due passi da casa, ma soprattutto in un ambiente non ostile, rilassato, dove godere un concerto con spazio vitale intorno, dal più impegnato al più cazzone.

Dove fare tre ore di gavettoni con il liquidator e le bottiglie.
Dove stappare un milione di bottiglie di birra.
Dove flirtare ogni trenta secondi e imboscarsi anche mai.
Dove sentire accompagnare dal venticello i momenti più belli.
Dove innamorarsi di un festival che frequenti da prima di aver avuto un motorino.

Dove con un euro ti si apriva un’oasi. Non un paradiso, non un mondo.
Una piccola oasi per dimenticare il cemento a due passi da lì.
O che la mattina dopo la sveglia suona.

Grazie, belle persone. E’stato un onore, oltre che una gioia.

Tanto per ricordarlo a chi ha tempo da perdere per insinuare cazzate: sì, abbiamo lavorato gratis.

RADIO FREE EUROPE - R.E.M.



Beside yourself if radios gonna stay.
Reason: it could polish up the grey.
Put that, put that, put that up your wall
That this isnt country at all

Raving station, beside yourself

Keep me out of country in the word
Deal the porch is leading us absurd.
Push that, push that, push that to the hull
That this isnt nothing at all.

Straight off the boat, where to go?
Calling on in transit, calling on in transit
Radio free europe

Beside defying media too fast
Instead of pushing palaces to fall
Put that, put that, put that before all
That this isnt fortunate at all

Raving station, beside yourself
Calling on in transit, calling on in transit
Radio free europe, radio.

Decide yourself, calling all of the medias too fast

Keep me out of country in the word
Disappoint is into us absurd

Straight off the boat, where to go?
Calling on in transit, calling on in transit
Radio free europe


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martedì 8 luglio 2008 - ore 19:34


.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per tutte le vacanze spensierate.
Per tutte le serate in cui abbiamo fatto i coglioni.
Per i limoni, gli spogliarelli, le scopate, le camporelle.
Per tutte le canne, le righe, le stagnole, le pastiglie, i cristalli sorridendo.
Per tutte le spiaggiate ubriachi marci di birra, vodka e qualsiasi schifezza.
Per tutte le volte in cui siamo finiti con la gente su cui spariamo merda, magari solo per farci regalare o comprare qualcosa.
Per le volte in cui finiamo fuori a vomitare.
Per le troppe volte in cui finiamo con la persona sbagliata.
Per quando cerchiamo l’affetto e per quando cerchiamo un pompino.
Per tutte le volte che siamo tornati ed eravamo ancora bravi bambini agli occhi dei genitori, dei colleghi di lavoro, degli amici.

Per tutte le volte in cui siamo bravi a fare chiacchiere del cazzo su come dovrebbero vivere gli altri, quando siamo i primi a riempirci e riempire il mondo di merda.
Anche fosse solo con i nostri giudizi.

Buon riposo a te e al tuo bel sorriso.




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lunedì 30 giugno 2008 - ore 19:48


Farewell Bar Municipio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Anni ed anni di vita non sono sempre uguali.

Cambiano gli amici, cambiano i "giri". Cambiano i buchi in cui infilarsi, cambiano a volte le case, la musica che ascolti e quella che proponi. Cambiano gli idoli, cambiano le mode e i locali alla moda che frequenti.

La cosa bella di Padova sono i posti caratteristici, a loro modo. Simili forse a quelli dei paesi anche un po’più piccoli. Simili a un "bar Mario" di reggiana memoria, simili per l’odore che ci senti o per i ricordi che risalgono ad altre ere della propria vita.

E se un Le Cornacchie ha cambiato sede e non ci vai più con amici fighetti o wannabe-tali, se ti senti troppo vecchio per andare alla Taberna, se Dae tose ti sei stancato del pur caratteristico odore di salamoia e pesce del sotto-el-saeon, se la vecchia Ines non c’è più e dopo anni di "Cina" ora ci sono ancora degli amici, c’è sempre stata una sola certezza in una Padova di questi ultimi anni.

Questa certezza si chiama Bar Municipio, con le sue certezze Patty - Stefano - Enrica e vari figuranti più o meno abituali. Patty, per tutti. Patty dove per anni hai bevuto spritz, birre, vino, amari. Mangiato tramezzini, pizzette, panini.

Dove per anni ti sei chiesto ciclicamente perché non c’è un cazzo di bagno?.
Dove per anni ti sei diviso quattro miseri sgabelli in dodici metri quadri anche quando era strapieno, con il caldo e la coda fuori.
Dove leggevi il giornale da solo aspettando gli altri amici che, a volte, magari, non arrivavano.
Dove ti sei sfogato per questioni d’amore, di soldi.
Dove si parla di alcool, di droga, di politica, di qualsiasi cosa.
Dove assieme ad altri aspettavi i bollettini medici di Ste quando era in ospedale.
Dove hai conosciuto un sacco di belle donne.
Dove c’è lo spritz che porta il tuo (sopran)nome.
Dove se non paghi un giorno paghi il successivo.
Dove la Patty si sbizzarrisce a creare nuovi miscugli ed esci ubriaco dopo il terzo tentativo.
Dove lo spritz da 0,20 costa 2 euro ed è performante come un Bloody Mary in Brera.
Dove hai portato gli amici più cari.
Dove hai portato quelli famosi.
Dove hai portato chi hai amato e chi ami.
Dove sei andato persino con i tuoi.
Dove andavi a prendere la barista perché un cliente, poco più in là, si stava laureando.
Dove ti sei riparato dalla pioggia, dal sole, da te stesso.

Sabato dopo tanti anni sarà finito molto, se non tutto.
E ci sto male, e tanto.
Grazie, Patty.






Sometimes you want to go

Where everybody knows your name,
and they’re always glad you came.
You wanna be where you can see,
our troubles are all the same
You wanna be where everybody knows
Your name.

You wanna go where people know,
people are all the same,
You wanna go where everybody knows
your name.


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mercoledì 25 giugno 2008 - ore 04:32


/marta_atto_primo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mi piace lasciare i biglietti dei concerti o i flyer delle serate dove capita. mi piace cercare per caso una qualsiasi altra cosa e ritrovarli, a volte privi di legame con fogli libri oggetti che trovo loro intorno. mi piace ritrovarli e tenendoli tra le mani riguardarli e pensare alle immagini di quel giorno. quando ritroverò il flyer di questa sera ripenserò a una pista che voleva dodici cose diverse, ma sempre piena. al mojito freddo e al rhum che un amico ha portato da cuba. ai dischi che volano da un cdj all’altro. ai pezzi che mai avrei pensato di mettere e a quelli che mai avevo messo nonostante il mio amore per loro. a nick in tandem con me tra canzoni e cazzate. agli amici che han perso ore di sonno per venire. alla tanta gente che è rimasta fino all’ultimo secondo, tardi, in un semplice martedì, come ai vecchi tempi in cui ero comparsa di una pista. all’ultimo disco a ballare con te che mi abbracci anche se dopo i 40 gradi della consolle ero un po’accaldato. alle cuffie che ogni volta rischio di lasciare in giro. all’ultima cicca prima di partire e a quella lungo la strada.

credo avrò materiale per farmi sorridere almeno come adesso. magari mi sveglio con gli angoli all’insù.

THE DISTRICT SLEEPS ALONE TONIGHT - THE POSTAL SERVICE



Smeared black ink... your palms are sweaty
And I’m barely listening to last demands
I’m staring at the asphalt wondering what’s buried underneath
Where I am
Where I am

I’ll wear my badge... a vinyl sticker with big block letters adherent to my chest
That tells your new friends I am a visitor here...
I am not permanent
And the only thing keeping me dry is
Where I am
Where I am
Where I am

You seem so out of context in this gaudy apartment complex
A stranger with your door key explaining that I am just visiting
And I am finally seeing
Why I was the one worth leaving
Why I was the one worth leaving

D.C. sleeps alone tonight

Where I am
Where I am
Where I am

You seem so so out of context in this gaudy apartment complex
A stranger with your door key explaining that I am just visiting
And I am finally seeing
Why I was the one worth leaving
Why I was the one worth leaving

Where I am
Where I am
Where I am

The district sleeps alone tonight after the bars turn out their lights
And send the autos swerving into the loneliest evening
And I am finally seeing
Why I was the one worth leaving
Why I was the one worth leaving
Why I was the one worth leaving
Why I was the one worth leaving


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lunedì 23 giugno 2008 - ore 17:01


Heineken Jammin’ Festival 2008 - il terzo giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


San Giuliano è più soleggiato di come lo ricordo un anno fa.
Non ci sono feriti o persone tristi che urlano e piangono, c’è un sole assurdo.
E ci sono i benedetti pass di mamma MTV che fanno parcheggiare a 100 metri dall’ingresso del festival, grazie anche alla bontà di una bellissima agente della municipale mestrina con il piercing sotto la bocca.

Mentre ci avviciniamo un uomo parla al microfono con accento americano
- E’Duritz!
- No, sono le 3 e mezza!
- Ti dico che è Duritz!
- Cazzo, corriamo!


Era Duritz. Per accontentare i calciomaniaci l’organizzazione ha spostato tutti i concerti. Pure troppo.
Capita così che i Counting Crows, sul podio della colonna sonora della tua vita, suonino ad un orario infame, sotto un sole cocente e come un qualsiasi gruppo di supporto. Con i tecnici parzialmente ancora addormentati.

Si fottano.

Bene. Chi ha detto e scritto che i Counting Crows hanno fatto un concerto di merda non ha capito un cazzo e farebbe bene a conoscere meglio un gruppo prima di parlarne.

Adam ha cantato bene. La band ha suonato bene.
Adam ha improvvisato. Adam ha mangiato risi in testa a tanti.
"Holiday in Spain" era una provocazione, e l’ha interrotta subito.

La stessa gente che ha parlato male dei Counting Crows, del resto, ha fatto meraviglie sul concerto di Alanis. Ma questa è un’altra storia.

Quello che mi resta è una scaletta bellissima:
01. Le Ballet D’Or
02. Hard Candy
03. Hanging Tree
04. Recovering The Satellites
05. Colorblind
06. Cowboys
07. Round Here
08. Have You Seen Me Lately?
09. A Long December
10. Holiday In Spain
11. Big Yellow Taxi
12. Mr Jones

E un Adam Duritz che, più tardi, mi ha fatto commuovere.

Secondo gruppo della giornata: Baustelle.
Tengo a precisare che:
- adoro i Baustelle
- non particolarmente l’ultimo album
- nei Baustelle suona un amico che stimo
- anche ieri tale amico ha suonato benissimo violino e chitarra

Per il resto: si stanno schiacciando. Scalette sempre uguali. Medley "gomma + la canzone del riformatorio" da far defecare gli stitici più convinti, con un trenino degno di una festa dell’ultimo dell’anno, che più che divertissement del gruppo sembra una marchetta per "i fan de la malavita e di charlie". Che speriamo smetta di fare surf.
Rachele sotto tono, decisamente, rispetto agli altri tour.
Una volta il discorso da bar sui Baustelle faceva più o meno Rachele è bella, eh, è molto sensuale. Bianconi è davvero elegante.
Aggiungere la postilla su Bianconi faceva molto indie.
Ora si dice ma nel gruppo c’è solo Bianconi? com’è invecchiata Rachele. ma quello è Sergio dei Bluvertigo?.
E smettetela di essere così convinti quando fate "Baudelaire".

Terzo atto: Stereophonics.
Un’ottima sorpresa. Mai visti prima, e il mio pensiero era "mi annoierò a morte".
Scaletta perfetta, con i tormentoni sul finale, nessuna marchetta, esecuzione stupenda e un paio di occhiali che invidio al cantante. "Battono" tantissimo, suonano alla grande, nessuna caduta di stile, si intravede un Adam Duritz che balla e applaude scatenato qualche canzone a lato del palco.

Quarto momento: Alanis Morissette.

Ci sono cresciuto. "Jagged little pill" è corresponsabile di molte mie turbe adolescenziali, sogni infranti, utopie, pianti, ecc. ecc.
Riconoscerei le note di you learn come il lamento di un capretto in mezzo al deserto.
Fact: Alanis Morissette ha fatto sette album.
A tutti gli effetti, ne ha fatto solo uno.
Non serve mettere Thank you in scaletta, in coda, quando ormai la gente si sta spazientendo, ormai abituata all’idea di vedere la partita, della quale tu ("STRONZA! VATTENE!") ci fai perdere otto minuti.
Alanis esegue in pratica Jagged little pill. E lo esegue MALE. Con delle stecche notevoli (tre in particolare). Con una ironic che sembrava una "Resta qui con noi" di ACRiana memoria, fatta cantare al pubblico in stile catena dell’amore di Sandra Milo.
You Oughta know HA FATTO CAGARE. Peggiore esecuzione della storia.

E lasciamo perdere le variazioni sul testo alla moda (it’s meeting the man of my dreams and then meeting his beautiful.. HUSBAND).

Sì, capisco che amate Alanis. Ma abbiate il coraggio di ammettere che, tolta l’emozione per vedere sul palco questa benemerita Vanessa Incontrada (grazie Noel) incalmata con Paola Turci e la Nannini, resta ben poco. Il ricordo delle canzoni della nostra gioventù, quello sì. Un po’acciaccate. Un po’tanto.

Quinto momento: The Police.
Non si può dire nulla, se non che li odio per non aver fatto Synchronicity II.
Meravigliosi. Copeland sopra tutti, davvero. Ho ancora la pelle d’oca.
E’ingiusto e assurdo dire qualsiasi cosa. Hanno fatto, appunto, QUASI tutto.
Ma hanno fatto. E come lo hanno fatto.

Grazie mamma MTV.

SYNCHRONICITY II - THE POLICE



Another suburban family morning
Grandmother screaming at the wall
We have to shout above the din of our Rice Crispies
We can’t hear anything at all
Mother chants her litany of boredom and frustration
But we know all her suicides are fake
Daddy only stares into the distance
There’s only so much more that he can take
Many miles away
Something crawls from the slime
At the bottom of a dark Scottish lake

Another industrial ugly morning
The factory belches filth into the sky
He walks unhindered through the picket lines today
He doesn’t think to wonder why
The secretaries pout and preen like
cheap tarts in a red light street
But all he ever thinks to do is watch
And every single meeting with his so-called superior
Is a humiliating kick in the crotch
Many miles away
Something crawls to the surface
Of a dark Scottish loch

Another working day has ended
Only the rush hour hell to face
Packed like lemmings into shiny metal boxes
Contestants in a suicidal race
Daddy grips the wheel and stares alone into the distance
He knows that something somewhere has to break
He sees the family home now looming in his headlights
The pain upstairs that makes his eyeballs ache
Many miles away
There’s a shadow on the door
Of a cottage on the shore
Of a dark Scottish lake
Many miles away, many miles away


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sabato 21 giugno 2008 - ore 13:55


Avevo scordato
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I piaceri dello space food. Soprattutto, dopo cinque minuti, avevo persino scordato di averne mangiato.

Ed è stato bellissimo perdersi in questo incantesimo-o.
Ma tanto.

Certe cose non si possono raccontare, ma una cervello-cam sarebbe stata fantastica.

CARENZA DI BASSO - NAPO FEAT. USELESS WOODEN TOYS



Questo disco non mi soddisfa
Riempie la pista di gente suicida
Viva di grinta che non si amministra
Pensano tutto ubriachi di vodka

Poi si svegliano tardi
con le dita sui tasti in appositi spazi
Si raccontano il party
Si dividono in parti
applicandosi ai gusti
Questi dischi li ascoltano tutti
Richiamano il mito di dancehall e clubbing
Questo disco è arrivato tardi
Sindacalisti di cassa in quarti
Su questi pezzi mixati dai barbari
Balli lo stesso ma mancano i bassi

free free free free freedom

Il tuo produttore ha fatto un errore
Se voglio ballare mi iscrivo ad un corso di danza
Il tuo produttore ha fatto un errore
Vorrei limonare all’aperto non dentro a una stanza
Il tuo produttore ha fatto un errore
Se ascolto un disco tralascio i rapporti sociali
Il tuo produttore ha fatto un errore
Ascolto i tuoi dischi ci penso CARENZA DI BASSO

E un mio amico dal cuore deserto
Viene a questo concerto all’aperto
Pioggia di consigli da esperto
Sull’impianto che manda elettronica
Pacco dove cazzo mi porti
Voglio bassi profondi
Elementi di ritmo non sempre rotondi
Confondono i fonici nei loro ascolti

Questo suono è poco accurato
lo dice un fonico che ha sempre studiato
Questa gente è qui per la gente
Ascolta musica superficialmente
La mia presenza è irrilevante
Taglio le tende mi levo di torno per sempre
Ma prima vi lascio tutto questo pezzo che manca di basso


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