OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD

5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL
DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA
RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS
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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN>>
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sabato 22 aprile 2006 - ore 12:49
Big Nizza nights (by day) #4
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quella di ieri è stata una serata meravigliosa, ho ceduto al secondo secchio di cozze ma la lotta è stata soddisfacente. E’arrivato il Brancamenta, in più il cuoco ed il padrone del ristorante sono stati molto gentili, disponibili e, soprattutto, afgani.
Arrivi nella piazza di Nizza e trovi Jacopo, il coinquilino di LFP, della serie "dall’Arcella con furore" o "il mondo è sempre più piccolo". E poi altra notte a suon di assenzio al Jonathan’s, rischiando bottigliate in testa da francesi in lotta contro altri francesi, non senza aver operato la spesa giusta.
Finale con Leila(da) e Lucy in terrazzo, qui di notte non fa freddo.
Piccolissimo particolare, il telefono 3 si è aperto in due per un errore di calcolo. Ergo, fino almeno a domani sera il numero 392 sarà spento, il tempo di recuperare un muletto a casa.. c’è il Vodafone acceso, comunque.
Vado, Nizza chiama.
IL MONDO VISTO DALLO SPAZIO - DELTA V
Visto da qui non sembra neanche poi quella gran cosa
a volte non direi nemmeno che e’ la mia casa
impercettibile si muove e si distingue appena
non vedo come possa imprigionare tanta vita
qui non c’e’ rumore, solo pace non c’e’ distrazione
e vedo allontanarsi sempre piu’ la tentazione
di continuare a credere che possa ritornare
passando in un secondo dal mio cielo al vostro mare
tu non rispondere non mi fai credere piu’ a niente
tu che hai pensato davvero di esistere portami
giu’ se ci riesci riprendera’ a vivere come vuoi tu
che hai potuto soltanto resistere
il mondo visto dallo spazio e’ solo un’illusione
un punto poco fermo in preda alla sua rotazione
e’ il sogno di un illuso che non si e’ piu’ risvegliato
e noi fantasmi non crediamo che al nostro passato
tu non puoi credere che io mi fermi qui, soltanto
tu che mantieni distanze e quei limiti (cosi’ vicini)
qui non rimane piu’ niente da chiedere, non sento
piu’ quelle frasi che devo risolvere
la vita vista dallo spazio perde ogni ragione
e’ il pianto di un bambino solo senza protezione
e’ scudo alzato a riparare i colpi del destino
ma scendera’ piu’ giu’ per controllare da vicino
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venerdì 21 aprile 2006 - ore 19:54
Big Nizza nights (by day) #3
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La pizza di Nizza. Unesperienza mai provata precedentemente.. con un belluovo in mezzo. Ma, partendo con ordine...
Metti una giornata di shopping a Nizza. H&M, Virgin, Fnac, un negozio di scarpe con le Converse nuovissime, la creperia.. sacchetti, sacchetti, sacchetti e poi via, a casa a stupire Lucy con evidenziatori speciali. Partenza per la casa spagnola con un sacco di vino, ma nessuno beve. Peccato, beviamo noi. Usciamo e gli spagnoli tirano fuori il vino, birbantelli. Rosé on the road, verso il Jonathans, a bere crack (no, Moby Dick, non è droga, è uno shot allassenzio, sempre che tu sappia cosa sia), a bere vodka lemon leggerissima, tequila a shot Leila(da)style. Sale in zucca alla coppia che limona made by Topanni, un disperato prende la chitarra in mano al cantante "local hero" e suona Vasco per gli italiani presenti, genoani compresi. Il locale chiude, ci scopano fuori, cambiamo pub. Finisco a terra causa ubriaco molesto in fuga dal buttafuori. Esco per beccare tale stronzo: era uno dei genoani. Give peace a chance. Omini burloni vendono camomilla allungata tiaccaci. Terrazzo time. Sonno time. Risvegli di ciaccole. Pranzo in giro con vescica (non è unamica), gelato, lungomare, champagne supermarket e finalmente la playa. Lacqua è leggermente fredda. Stasera ci sentiremo un poHomer Simpson, pare che qui i "mangia quante cozze e patatine vuoi a dieci euro" siano diffusi come gli spermatozoi negli scarichi fognari di tutto il mondo.
Così bello che sembra che manchino solo due giorni.
SHES ONLY HAPPY IN THE SUN - BEN HARPER
I know you may not want to see me
On your way down from the clouds
Would you hear me if I told you
That my heart is with you now
Shes only happy in the sun
Shes only happy in the sun
Did you find what you were after
The pain and the laughter brought you to your knees
But if the sun sets you free
Sets you free
Youll be free indeed
Indeed
Shes only happy in the sun
Shes only happy in the sun
Every time I hear you laughing
Hear you laughing
It makes me cry
Like a story of life
Of life
Is hello goodbye
Shes only happy in the sun
Shes only happy in the sun
Shes only happy in the sun
Shes only happy in the sun
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giovedì 20 aprile 2006 - ore 15:03
Big Nizza nights (by day) #2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A biliardino ho i miei tempi. Due partite di riscaldamento, per un nuovo, grande, miracolo italiano. Due euro e settanta per acqua, pasta, hamburger (meglio di quello del Rivolta), mousse au chocolat. Voglio imparare il francese, necessito lezioni. A Nizza è strapieno di belle donne, c’è un sole meraviglioso, si dorme bene, il mondo è un po’più stitico, lo shopping attende, la meridiana sveglia il mattino, Leila(da) fa sogni allucinanti (ma non per la canadese né meridiane, al massimo parallele). Il meridiano che preferisco resta comunque quello (del) di Greenwich. Tutti cantano io la do dell’Immanuel non casto.
E in tv vedo le BigBabol, soprattutto Lisa, la mia cassiera di ingrosso informatico preferita, il cui blog è decisamente migliore di quello di una Lucarelli a caso. Eh già, nonostante i francesi siano nazionalisti di sta cippa hanno anche la Rai. E mentre un prete straparla per la fava di un povero bambino che dovrebbe stare in pace, almeno da morto, qui tutto va avanti che è un piacere. Stasera arriva anche il Brancamenta, non posso chiedere altro.
Il pensiero a Padova c’è. Anzi, a una cerchia di padovani e non. Vado a preparare il costume da bagno, perdonatemi, la prova costume la fallirò pure, ma quando si tratta di falli...

.. è meglio chiedere a Kais e Gino Pongo. Esperti di "sarcicce" a momostock.
AMOUREUX SOLITAIRES - LIO
Eh toi dis-moi que tu m’aimes
Même si c’est un mensonge et qu’on n’a pas une chance
La vie est si triste, dis-moi que tu m’aimes
Tous les jours sont les mêmes, j’ai besoin de romance
Un peu de beauté plastique pour effacer nos cernes
De plaisir chimique pour nos cerveaux trop ternes
Que nos vies aient l’air d’un film parfait
Eh toi dis-moi que tu m’aimes
Même si c’est un mensonge puisque je sais que tu mens
La vie est si triste, dis-moi que tu m’aimes
Oublions tout, nous-mêmes, ce que nous sommes vraiment
Amoureux solitaires, dans une ville morte
Amoureux imaginaires après tout qu’importe!
Que nos vies aient l’air d’un film parfait...
La la la la la...
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mercoledì 19 aprile 2006 - ore 23:22
Big Nizza nights #1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi trovo in un salotto di Nizza in compagnia di Leila(da), Francesca (Lucy) e Marzia. Nizza è una città dove un’intera via si chiama Gambetta, dove al supermercato vendono formaggi puzzoni, dove nelle gallerie stile "arancia meccanica" nessuno commette stupri o vende sostanze psicotrope. Lucy scopre Immanuel Casto e ne diventa promoter per i provvisoriamente emigrati in Francia, e canta leilada a tutti gli erasmus in amicizia. L’uovo di Pasqua più grande di Francia contiene un braccialetto della salute già utilizzato. All’operazione trionfo francese ("Nouvelle star") hanno tenuto una cicciona e il pubblico la acclama, anche se non canta bene. Tutti sono d’accordo in Francia, anche gli italiani. Anche i Papaboy rei confessi. E i bellunesi che non pagano il biglietto vanno a Marsiglia cercando alloggio sostenendo di non aver le chiavi di casa, anche se sono nipoti di Filippo Malatesta. Non posso iscrivere al cavallo una ragazza spagnola. Lucy appoggia un animale morto sul tavolo. Leila(da) vegetariana compra gli animali morti al supermercato per me e mangia le cozze al ristorante. Ventritre virgola cinque. Il penny penny club è sempre più importante. Il merlot ha un gusto diverso. L’aria pure. La cioccolata è quella con l’odore delle uova di quando eravamo bambini. In Spagna lo spot del Kinder sorpresa è una versione modificata di "Felicità" di Albano. Insomma, sto bene. Non come il pazzo che sosteneva di avere sei lauree in qualsiasi supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra. ça plane pour moi, all by myself. Le ragazze francesi che cantano in tv sono già vecchie, come Celine Dion che a 30 anni ne dimostrava almeno 80 anche per le ostetriche. Le mani nelle tasche. E’troppo. E ora abbiamo volo, biglietto per il festival ed albergo per Benicassim.
Foto.

Ecco cosa succede quando la notte prima non si è andati a letto, si prende un treno e si viene fotografati in condizioni pietose.
Però qui si sta bene.. se Parigi val bene una messa, Nizza val bene una notte in bianco.
Ecco il plurilaureato
A FOREST - THE CURE
Come closer and see
See into the trees
Find the girl
If you can
Come closer and see
See into the dark
Just follow your eyes
Just follow your eyes
I hear her voice
Calling my name
The sound is deep
In the dark
I hear her voice
And start to run
Into the trees
Into the trees
Into the trees
Suddenly I stop
But I know it’s too late
I’m lost in a forest
All alone
The girl was never there
It’s always the same
I’m running towards nothing
Again and again and again and again
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martedì 18 aprile 2006 - ore 13:53
Man in the box
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La fine delle mezze stagioni scombussola un po’tutto il vivere moderno.
Quando uscirono i CD il mondo si divise in due partiti: quelli che li tenevano nelle scatole e quelli che li infilavano in buste o dentro un portadischi. Altre due macrocategorie originarono la diaspora degli ordinati: c’era chi li impilava nella libreria e chi comprava le "torri per cd", l’equivalente delle vecchie bacheche in legno per le cassette.
Il mondo dei compact disc in scatola era a sua volta scisso in tre partiti: quello della custodia slim dei cd singoli, quello del "jewel case", la tipica scatola da cd, insomma, e, last but not least, quello delle scatole dei cd doppi.
Prima che qualcuno capisse che in un jewel case modificato ci stavano più dischi, un gran figlio di mignotta inventò la scatolona per i cd doppi (e tripli). Fuori misura, con in mezzo un pezzo di plastica pronto a rompersi al primo soffio di vento o peto di amico grosso.
Crisi: i produttori di torri dovettero iniziare a modificare le altezze degli alloggiamenti per i dischi.
Ma dovevano arrivare gli anni ’90 per vedere nascere i cd in scatola di cartone. Sottile, media, ritardante, con rilievi zigrinati, lubrificata, ce n’è per tutti i gusti. E fuori misura.
Cazzo. Ci eravamo abituati tanto bene: l’unica cosa costante del box, e della vita dei musicologi e musicofili depressi, erano le dimensioni dei lati, circa 12x13.
Iniziano ad uscire le bellissime limited edition. Che NON PUOI non avere. Come dirlo al tuo commesso di fiducia?
Salve, vorrei il nuovo cd di Ben Harper
- Salve momo, glielo porto subito. lo vuole in limited, vero? non può perdersi il terzo cd! (mi sento come Bruno Sacchi: entro per comprare un cd, torno a casa con 100 euro in meno)
Estraggo - ma solo nella mia mente - una cordella metrica ed un metro laser. Mancavano solo la metropolitana, radio metro e i magazzini Metro e Vincent Vega in Europa mi faceva una pippa, con la sua scoperta del sistema metrico.
Il triplo costa 4 euro in più, ma il figlio di ruminante che ne ha ideato il packaging ha scelto una bellissima scatola di cartone con apertura verticale. Dulcis in fundo, ha dotato booklet, adesivi, confezione stessa di un particolare rivestimento accogligrasso.
Una delle cose più odiose è comprare un cd e scoprire che per non segnarne irrimediabilmente le parti con le proprie impronte è necessaria una doccia anticontaminazione nucleare.
La mia domanda è semplice.
Dove cazzo li metto i cd in limited?
Nelle torri non ci stanno. Ma lì tengo le discografie, quindi come cazzo faccio ad inserire il nuovo di Ben o, che so, 2+2=5 dei Radiohead in mezzo ai loro fratelli? Può l’uomo separare ciò che Dio ha unito?
Ho già pensato a varie soluzioni.
1 Recarmi in Korea e comprare un liberto od uno schiavo "marangone", che prepari per me nuovi porta-cd a seconda di come soffia il vento. Mi costerebbe un po’, avrei manifestazioni di protesta sotto casa ma..
2 Imbottirmi di Napalm e farmi esplodere in una ditta di packaging per dischi in segno di protesta. Ma, forse, non potrei mai sapere se la mia rivolta ha dato frutti
3 Imbavagliare amici, parenti, illustri sconosciuti che ti dicono "ma mettere i dischi in ordine no?". Rischio, ma il gioco vale la candela
4 Fondare un partito, diventare presidente del consiglio, iniziare a togliere libertà di stampa. Solo per i libretti dei cd. A questo punto nessuno avrebbe più motivo per fare scatole di strane forme
5 Fottermene
Ho optato, per il momento, per la quinta scelta. Sia ben inteso: la particella pronominale inglobata nel verbo non implica che abbia rapporti sessuali con le scatole dei cd. Anche se innalzerei di molto la mia media stagionale, preferisco ancora le donne.
Qualche stronzo ha deciso che nemmeno i DVD, tecnologia giovane, ha diritto ad una sola scatola. E ha dato loro pure altri nomi di fantasia. Vattene affanculo, te ed i tuoi digipak o come li vuoi chiamare. Ai miei tempi c’erano le bustine di carta per i 45 giri, e i treni partivano in orario.
Ai miei tempi succedeva pure che a scuola ci dicevano che nei centri sociali si incontrassero alcuni stereotipi (che non sono come Radio Rahim di "Fa’ la cosa giusta"). Quindi: droga libera, gente poco raccomandabile, promiscuità e strani odori, come la canzone della Pausini.
Minchia. Domenica al Rivolta chi chiedeva una tromba veniva schifato. Ad una persona addirittura qualcuno ha regalato in tutta risposta l’euroconvertitore di Berlusconi. Non ho visto furti. Non ho visto no global giocare a "bandiera" (nonostante fossimo in viale fratelli Bandiera) usando sampietrini e san bitter rotti in due come aiuto per vincere. Non ho visto Vladimir Luxuria farsi operare dal barbiere musulmano sulla pubblica piazza, né impiccagioni di skinheads.
Per quanto riguarda gli odori, ho qualcosa da ridire sull’igiene personale di un mio improvviso spasimante, al quale però ho fatto capire che adoro ancora quella categoria di persone le cui uniche convessità ludiche sono all’altezza del petto.. ma per il resto l’odore era di aria. E neppure di aria comunista.
Tutto questo per dire che sto per lavare per terra in cucina. Poi una rapida corsa da un cliente, la spesa al supermercato.. e stasera l’allegra brigata è attesa da me per parlare di Benicassim.
E per salutarci, per qualche giorno. Se non ho capito male, domani parto per Nizza.
Arrivederci, è stato bello. Ma io rivoglio le mezze stagioni.
SPAZI ILLIMITI - BLUVERTIGO
Sei mai stato un figlio tu?
con due ali piccole
io sì
ma non capivo che
qualcuno mi teneva forte a sè
lavoravano per me
respiravano per me
per me
per poi proteggermi
l’orgoglio che
nascose la realtà
dicevo
no, io fuggirò
io scapperò
me ne andrò
forte il mio legame a voi
nacque dalla perdita
di me
tra spazi illimiti
due ali piccole si schiusero
so che sopravviverò
passerà l’indifferenza
e ancora piangerò
per quello che
non tornerà mai più
io fuggirò
io scapperò
me ne andrò
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lunedì 17 aprile 2006 - ore 23:57
I thought I was someone else, someone good
(categoria: " Pensieri ")
Venerdì: Greenwich + DNA + Fresh n’Fruit@love
a David per avere la più buona schiacciata al mondo
alla birra perché è bello sentirla scendere
a Pornopilots, Venerea, Jena per tre concerti davvero goduti
a Chiara per la compagnia nei viaggi per locali e non
a quanti mi hanno sopportato in una mia serata strana, me per primo
al pensiero "come sei messo?" che mi ha accompagnato per ore
a Francesca / Letizia / Portini perché è bello capire alle sei passate del mattino che le persone con cui passi il tuo tempo sono persino migliori di quanto già tu sappia
Sabato: piazze, Ennio, Banale, DNA
a Leila(da) perché mi riesce ad ascoltare
a Ennio, perché ogni volta che entro nella sua pizzeria sorpasso la coda con lo stesso stratagemma da anni, e lui ancora ci casca
al fratellino Alberto / SoundPark, anche se mi dedica "love generation" e mi viene da rimettere, "male di miele" ci stava più che tutta
ad Andrea, che mette dischi tutta la sera e mi lascia in "ferie"
Domenica: Fuji Sushi, Venetian Industries
ad Albe per un pranzo di famiglia allargata, Pasqua coi fradei (hasta el sashimi siempre)
alla Barracuda crew per l’avventura surreale a Marghera
a Davide Toffolo per il suo gruppo e per mezza chiacchera sui bei tempi della provincia bolognese
al vino Barbarano esaurito a tempo di record e finito ovunque (guest stars: Guera und Ozzy)
a Bregovic che ci fa saltare in piazzetta sulle note di Kalashnikov
a Checco, Nicola, Alessia, Gigi, Patent&Libretto team, Mattéo, gruppi e djs tutti per il delirio
ad Andrea, Francesca, Anna per 900 grammi di pastasciutta alle cinque del mattino, credendo siano 280
Lunedì: Momostock
(più o meno in ordine di apparizione)
a Riccardo per aver cucinato, per il vino, il recupero gelato e l’aver capito il nostro gnaomismo a fine serata
ad Anna - Torta perché, essendo vegetariana, ci ha lasciato costicine in abbondanza e perché non si è decapitata con i fili della biancheria in giardino
a MattéoPongo per film, arte cul-in-aria, e perché "è troppo"
a Leila(da) per aver sentito la sua nuova canzone e per le foto che presto metterà
ad Alessia per il Barbarano, le uova, le olive, l’aiuto, perché la odio e perché conosce i Beatsteaks
a bukKais per la legna, la collaborazione e la logistica per Benicassim
a Francesca per la verdura, il vino, perché è una Gherardi e per le foto che anche lei metterà online prestissimo
ad Alberto perché gli Arctic Monkeys hanno copiato SpinTheBlackCircle e per avermi dato una mano
a meffra, Vittorio, Glenda per essere stati con noi dopo pranzo
ad Half Baked perché resta un film colossale
al Ras del quartiere perché esiste
ai miei vicini, perché non hanno rotto i coglioni
alla musica, perché è il rifugio più accogliente adesso come adesso, assieme all’uscire a mezza serata in strada, guardare il cielo, poi abbassare appena la testa, chiudere gli occhi e respirare quest’aria meravigliosa, quella stessa aria che si fa aspettare un anno, arriva e se ne va appena inizi ad apprezzarla.
YOU HAVE KILLED ME - MORRISSEY
Pasolini is me
’Accattone’ you’ll be
I entered nothing and nothing entered me
’Til you came with the key
And you did your best but
As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes I walk around somehow
But you have killed me
You have killed me
Piazza Cavour, what’s my life for?
Visconti is me
Magnani you’ll never be
I entered nothing and nothing entered me
’Til you came with the key
And you did your best but
As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes, I walk around somehow
But you have killed me
You have killed me
Who am I that I come to be here...?
As I live and breathe
You have killed me
You have killed me
Yes I walk around somehow
But you have killed me
You have killed me
And there is no point saying this again
There is no point saying this again
But I forgive you, I forgive you
Always I do forgive you.
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domenica 16 aprile 2006 - ore 15:33
Easter what you want
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ore 13:45
Tre ragazze rumene mangiano tortellini pronti di "quattro salti in padella "in un ristorante giapponese a Padova.
Buona Pasqua.. e ora VENETIAN INDUSTRIES FESTIVAL a Marghera c/o Rivolta.
BETTER WAY - BEN HARPER
I’m a living sunset
Lightning in my bones
Push me to the edge
But my will is stone
Fools will be fools
And wise will be wise
But i will look this world
Straight in the eyes
What good is a man
Who won’t take a stand
What good is a cynic
With no better plan
Reality is sharp
It cuts at me like a knife
Everyone i know
Is in the fight of their life
Take your face out of your hands
And clear your eyes
You have a right to your dreams
And don’t be denied
I believe in a better way
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sabato 15 aprile 2006 - ore 06:56
Please could you stop the noise, I’m trying to get some rest #2
(categoria: " Accadde Domani ")
Capire quale sia il confine. Tra sobrietà e sbronza, perché ubriachezza non connota adeguatamente, tra parole e sproloqui, tra passato e novità, tra mandare a cagare ed umiliarsi, tra birra e chupito, tra occhi bassi ed occhi rossi, in una serata con le lancette che vanno a due velocità.
DO YOU REMEMBER THE FIRST TIME? - PULP
You say you’ve got to go home
’cos he’s sitting on his own again this evening.
I know you’re gonna let him bore your pants off again.
Oh God, it’s half past eight you’ll be late.
You say you’ve never been sure
tho’ it makes good sense for you to be together.
Still you bought a toy that can reach
the places he never goes & now it’s getting late.
He’s so straight. Do you remember the first time?
I can’t remember a worse time
but you know that we’ve changed so much since then
Oh yeah, we’ve grown.
Now I don’t care what you’re doing
No I don’t care if you screw him
just as long as you save a piece for me
Oh yeah now, you say you’ve got to go home.
Well at least there’s someone there that you can talk to
And you never have to face up to the nite on your own.
Jesus, it must be great to be straight.
Do you remember the first time?
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venerdì 14 aprile 2006 - ore 13:35
Buoni motivi per dire ai tuoi che fumi
(categoria: " Riflessioni ")
01 non dovrai mai più sciacquarti due dita su dieci con idropulitrice o strofinarti a mo di amplesso su un albero di limoni
02 risparmierai una notevole cifra in caramelle e chewing-gum
03 potrai, in un momento di noia, dire papà, papà, giochiamo a RE BOIA? senza essere preso per un blasfemo ubriaco
04 i tappeti smetteranno di coprire ceneri che attribuisci ad un mercoledì di pasqua passato in chiesa anche sotto Natale
05 è poco credibile che ogni sera ti manchi giusto, che so, un euro e quaranta quando stai per uscire
06 potrai sempre giustificare cartine e filtri perché mi piace farle da me le sigarette
07 non dovrai rischiare ogni giorno l’ustione nascondendo la cicca accesa in tasca quando passano i tuoi / amici / parenti / vicini di casa
08 smetterai di sentirti un carbonaio comprando le sigarette in una tabaccheria lontano da casa, quando tuo padre ha smesso di fumare da trent’anni e non puoi più usare la scusa sono per i miei
09 i tuoi polmoni si sentiranno emancipati e smetteranno di scendere in piazza con il catarro
10 non avrai rogne con la tua assicurazione sulla vita, calcolata sullo stile di vita di un papaboy
Ai poster(s) l’arduo proseguo nei commenti, se volete. E al DNA ci vediamo stanotte, dopo la finale del Green Contest al Greenwich.
DISSIDENT - PEARL JAM
She nursed him there, ooh, over a night
I wasn’t so sure she wanted him to stay
What to say...what to say
But soon she was down, soon he was low
At a quarter past...a holy no...
She had to turn around
When she couldn’t hold, oh...she folded...
A dissident is here
Escape is never, the safest path
Oh, a dissident, a dissident is here
And to this day, she’s glided on
Always home but so far away
Like a word misplaced
Nothing said, what a waste
When she had contact...with the conflict...
There was meaning, but she sold him to the state
She had to turn around
When she couldn’t hold...she folded...
A dissident is here
Escape is never, the safest path
Oh, a dissident, a dissident is here, oh...oh...oh...
She gave him away when she couldn’t hold...no...she folded...
A dissident is here
Escape is never, the safest path
Oh, a dissident, a dissident is here, oh...
Couldn’t hold on...she couldn’t hold...no...she folded...
A dissident is here
Escape is never the safest place, oh...
A dissident is here
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giovedì 13 aprile 2006 - ore 19:58
Chi c’è c’è, chi non c’è non ci sarà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stanco, finito, provato. E contento di sapere bene chi tagliare fuori e chi lasciare dentro. Sorrido, ed è il momento dell’artigianato. Cellulosa, farcitura, divano.
A TRATTI - CSI
A tratti percepisco tra indistinto brusio
Particolari in chiaro,
Di chiara luce splendidi,
Dettagli minimali in primo piano,
Più forti del dovuto e adesso so
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Ma non va, non va, non va, non va...
Nell’occhio inconsapevole di un cucciolo animale,
Archivio vivente della Terra,
Un battito di ciglia sonnolente racchiude un’esistenza
Spazio determinato, costretto dilatabile
Spazio determinato, costretto dilatabile mi incanta...
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
In toghe svolazzanti e lunghe tonache,
divise d’ordinanza tute folgoranti,
in fogge sempre nuove innumerevoli colori,
in abiti eleganti con la camicia bianca, la cravatta blu
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Consumati gli anni miei,
vistosi movimenti sulla Terra,
grandiosi necessari, futili patetici
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Come fare non fare, quando dove perché
E ricordando che tutto va come va
Ma non va, non va, non va...
Non fare di me un idolo mi brucerò,
se divento un megafono m’incepperò,
cosa fare non fare non lo so,
quando dove perché riguarda solo me,
io so solo che tutto va ma non va,
non va, non va, non va, non va...
Sono un povero stupido so solo che
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Chi è stato è stato e chi è stato non è
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