
TUTTA UNA VITA COSI’
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domenica 16 aprile 2006 - ore 14:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ok, dato che con le buone la gente non smette di rompere le balle allora mi tocca passare alle maniere dure...
Ho sempre accettato qualsiasi commento nel mio blog, che esso sia offensivo o no. Ora cambio strategia, vediamo chi si stanca per primo!
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venerdì 14 aprile 2006 - ore 20:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ULTIMI 10 VISITATORI:BERSE, ospite, Spyke, ospite, Mister XXL, ospite, bifry, AleS, ospite, ospite
Con sommo piacere vedo che il mona di Berse ha fatto la sua comparsa nel mio blog, come al solito offendendo e sparando cazzate, quindi mi sono preso la libertà di offenderlo di conseguenza, bene ora manca quel coglione di PD-MERDA e posso dire che i più idioti del sito hanno visitato il mio blog!
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venerdì 14 aprile 2006 - ore 10:56
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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VERGOGNA!!!
Ennesima delusione...
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mercoledì 12 aprile 2006 - ore 18:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho trovato in internet questa cosa....
"Avanti miei Prodi. Rifondazione Comunista porta in parlamento l’icona gay Vladimir Luxuria, il leader dei no global Francesco Caruso,il palestinese Ali Rashid e Heidi Giuliani: un trans, un disobbediente, un terrorista e la madre di un criminale fatto santo,
«componenti essenziali nel processo di costruzione di una sinistra alternativa»" le parole di Bertinotti....
Siamo proprio alla frutta... ok, dei primi 2 esseri (non voglio definirli persone) sapevo la candidatura, ma degli altri no... ho alcune perplessità in riguardo al palestinese.... "segretario della delegazione palestinese in Italia" boh... ho molti dubbi al riguardo, ma la Giuliani... madre del "pompiere improvvisato" che schifo! Cosa vorrebbe fare? Ok, avremmo un no-global, la madre di un no-global (merda) e un pseudo terrorista al governo... la prima cosa che faranno sarà sciogliere tutte le forze dell’ordine??? Voglio proprio vedere cosa diranno ora che sono al governo riguardo aigli scontri che ci saranno in questi teorici 5 anni!
Ah.. che scemo, ora non protestano più!!! Ora il loro unico grido sarà W la TAV...
Ahahahahahahaha riderò molto
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mercoledì 12 aprile 2006 - ore 01:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Domani mi tocca disertare l’università e andare a Bergamo per lavoro... che dò cojoni, sveglia alle ore 6 e devo ancora prendere sonno, per fortuna non guido quindi posso recuperare un pò di sonno!
Intanto mi imparo un pò di dialetto che in quei posti serva sempre

Il dialetto bergamasco appartiene al ceppo dei gallo-italici ed è affine ai molti dialetti parlati in Lombardia ed in Canton Ticino, in particolare agli altri dialetti lombardi orientali. È una lingua neolatina formatasi nel periodo delle dominazioni longobarde di cui alcuni termini compaiono in documenti scritti anteriori all’anno mille.
un dialetto piuttosto aspro e secco, soprattutto nelle varianti parlate nelle zone montane, e ciò è principalmente dovuto alla sua origine, dato che fino al "boom economico" degli anni 60, le principali attività in terra bergamasca erano legate alla pastorizia ed all’agricoltura.
Nèt come u spècc -------> Pulito come uno specchio
Frèsch come una rosa -------> Fresco come una rosa
Bianc come ol lac --------> Bianco come il latte
I bale di cà e i solc di poarec è i prim che svet ------>
Le balle dei cani e i soldi dei poveri sono i primi che si notano
Sincer come l’acqua dei fasoi --------> Sincero come l’acqua dei fagioli
Cativ come ol bao ----------> Cattivo come il diavolo
Bù come ol pà -----------> Buono come il pane
Anche se credo che queste frasi non mi serviranno!
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domenica 9 aprile 2006 - ore 14:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nella cabina elettorale Dio ti vede, Stalin NO
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sabato 8 aprile 2006 - ore 20:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bene, ieri cena all’agriturismo Rebosola a Civè di Correzzola... mamma mia che cena!!! e che bevute.....
il tutto per salutare un operaio andato in pensione e stasera tocca il bis all’agriturismo La Scacchiera a San Gregorio per il compleanno di un mio amico... un’altra cena super e vino a raffica!
Ieri sera sono tornato a casa con la cintura slacciata da quanto ho mangiato, oggi la cintura neanche me la metto!

Cmq non si può andare avanti così...
Ci si sente domani per i commenti post votazione perchè non sò a che ora tornerò, e di certo non sarò in condizione per scrivere!
quindi....... CIAO!
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sabato 8 aprile 2006 - ore 14:27
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco... ho preso spunto dal blog di Theboss per vedere come sono messo io rispetto ai vari partiti... ecco cosa ne è venuto fuori....
Dove sono?
Pensavo di essere più vicino al centro-destra, ma per mia fortuna sono moooooooolto distante dal centrosinistra......
Tra l’altro voterò proprio il partito che mi è più vicino...
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giovedì 6 aprile 2006 - ore 20:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Falsità prodiane...
Alla ricerca e all’insegnamento universitario, intenso e gratificante, ho accompagnato una costante passione per la politica come via per rendere l’Italia un Paese moderno e all’altezza delle sue potenzialità. Dal novembre 1978 al marzo 1979 sono stato Ministro dell’Industria. Dal novembre 1982 all’ottobre 1989 ho presieduto l’Istituto per la Ricostruzione Industriale. Sotto la mia presidenza, l’IRI ha attraversato una fase di profondo risanamento, impostando anche il processo di trasformazione e preparando le imprese alla privatizzazione.
Richiamato alla sua guida nel maggio 1993, ho condotto in porto la privatizzazione di importanti aziende, quali il Credito Italiano e la Banca Commerciale Italiana.
sotto potete notare cosa ha combinato....
(e per fortuna che è stato professore di economia e politica industriale!!! non voglio immaginare cosa sarebbe successo se avessero messo al posto suo uno che di economia non ne capiva nulla...)
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martedì 4 aprile 2006 - ore 00:45
L’Iri del Professore, diario di un disastro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(Lo sò, è lungo da leggere, ma rendetevi conto di che uomo che sta andando al governo, queste non sono chiacchiere, sono cose reali! Vabbè, sono 2 porci, ma questo è peggiore di quello che cè ora!)
Prodi è chiamato a risanare l’Istituto nel 1982 ma in 7 anni brucia 41mila miliardi di lire
Romano diventa presidente dell’Iri il 24 settembre ’82 e resta in carica fino al 2 novembre 1989. La stampa accoglie con favore la sua nomina, e lo seguirà con simpatia per tutto il settennato. Nessuno gli fa le pulci e a fine mandato Prodi proclama di avere restaurato l’Iri. Ne ha venduti pezzi per fare cassa e i bilanci sono accettabili. Quello che lì per lì nessuno dice, ma sarà stradetto dopo, è che a fargli fare buona figura è stato Pantalone. Lo Stato, cioè voi e io, ha versato nei forzieri dell’Iri prodiana tanti di quei soldi da rendere impossibile un giudizio sulla sua conduzione. Romano poteva anche amministrare come una capra, tanto pagava il governo. Sono anni in cui l’Italia sballa i conti e contrae il più stratosferico debito pubblico del pianeta. Il contributo di Prodi al disastro è da Oscar. In sette anni, l’Iri ottiene fondi per 41mila miliardi di lire. Una volta e mezzo di ciò che aveva incamerato dalla fondazione, 1933.
Diverse le iniziative di Prodi che, dispiace dirlo, sono state autentiche cappellate.
La prima, 1985, è lo sciagurato tentativo di semiregalare all’amico De Benedetti la Sme, ovvero i Panettoni di Stato. La società raggruppa aziende private fallite e prese in carico dall’Iri, come Motta, Alemagna, Star, Cirio. Prodi, di testa sua, concorda con la Buitoni di De Benedetti un prezzo di acquisto di 497,5 miliardi pagabili in vari anni. La somma è irrisoria: 930 lire per azione, contro le 1.290 della quotazione in borsa. In più, nelle casse della Sme ci sono 80 miliardi liquidi che finirebbero quatti quatti nelle tasche dell’Ingegnere compratore. Si imbufalisce Bettino Craxi, presidente del Consiglio, e richiama all’ordine Clelio Darida, ministro delle PpSs. Darida annulla il patto Prodi-De Benedetti e indice una gara al miglior offerente. Un gruppo di imprenditori, Berlusconi, Barilla e altri, è disposto a pagare di più. L’Ingegnere prende cappello e ricorre al Tribunale, che gli dà torto. Seguono appelli, cause e controcause, fino ai nostri giorni, con la sorpresina finale del Cavaliere, accusato di corruzione di giudici e tutto il bla bla. La lizza sfuma e nessuno compra. Anni dopo, tra il ’93 e il ’96, la holding è venduta a spizzichi, pelati qua, panettoni là, e il ricavo è sublime: 2.200 miliardi. Quasi cinque volte il prezzo fissato da Prodi: prova provata che lui coi numeri è in guerra.
[....]
L’anno dopo, 1986, ne combina un’altra. Inalberando per le auto lo stesso nazionalismo cipigliosamente rimproverato a Antonio Fazio per le banche, vende l’Alfa Romeo alla Fiat. A discapito della Ford che offriva di più, in soldi e certezze. Agli Agnelli, coi quali ha un antico rapporto di cui parleremo, fa sconti mostruosi e rateazioni da capogiro. «Hanno avuto l’Alfa per un boccone di pane», è il giudizio unanime dell’epoca. In cambio, promettevano rilancio e occupazione. Si sa come andata. Le Alfa in circolazione sono meno delle Torpedo. Ora capite perché Cesare Romiti, che orchestrò l’affare, sia oggi tra i fan di Romano. Vale pure per l’Agnelli adottivo, Luca Cordero di Montezemolo.
L’operazione è stata anche una sconfitta dell’economista Prodi.
Incamerando l’Alfa, Fiat ha avuto il monopolio dell’auto italiana e si è impigrita. A furia di Panda, si è semplificata la vita, si sono ringalluzziti i giapponesi e Mirafiori è finito nella Caienna. E il Professore, che ha aiutato Fiat a farsi male, ha tradito Adam Smith e il libero mercato che predica un giorno sì e l’altro pure.
Quando Prodi arriva all’Iri, la siderurgia è in grave crisi. Il problema è di tutto l’Occidente che produce troppo rispetto al bisogno e troppo caro rispetto agli arrembanti asiatici. L’Iri ha la palla al piede della Finsider che deve ridurre personale e produzione. Questione delicata che Romano vuole seguire di persona. Ha un’idea da duca rinascimentale. Nomina alla Finsider un presidente, Lorenzo Roasio, e un amministratore delegato, Sergio Magliola, dando a entrambi identici poteri. Costringe i due a litigare per le competenze e a ricorrere a lui per l’arbitraggio. Così, il Machiavelli di Scandiano ottiene l’auspicata ultima parola e avvia la Finsider, demotivata e depressa, all’ultima dimora.
Nell’89, disarcionato il protettore De Mita da Palazzo Chigi, Prodi è costretto a lasciare l’Iri
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Il 15 maggio, inizia la presidenza bis. La caratterizza con le privatizzazioni, la nuova moda. Vende le due banche Iri, Comit e Credit, ai piccoli risparmiatori per creare, moda nella moda, un democratico «azionariato diffuso». Il vecchio Cuccia di Mediobanca, che voleva invece il «nocciolo duro» di un gruppo scelto di azionisti, gli toglie il saluto. La vittoria di Prodi è breve. Cuccia prende presto il controllo delle due banche senza neanche versare le enormi somme che aveva promesso all’Iri per ottenere il «nocciolo». Ennesima botta per l’Istituto.
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