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![]() RAC, 32 anni spritzina di una volta CHE FACCIO? Je suis Colette Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO ![]() MA NON E’ DESTINATO A VOI. ![]() ![]() HO VISTO si.. tutti nudi! ---------------- STO ASCOLTANDO oh tico tico! ABBIGLIAMENTO del GIORNO verde bosco con la frangia marina ORA VORREI TANTO... baciiiii da lupi STO STUDIANDO... il modo per non sbadigliare alla prima ora OGGI IL MIO UMORE E'... variabile dal registro come lei ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
-------------------------- ![]() -------------------------- Viandante, son le tue orme la via, e nulla più; viandante, non c’è via, la via si fa con l’andare. Con l’andare si fa la via, e nel voltare indietro la vista si vede il sentiero che mai si tornerà a calcare. Viandante, non c’è via, ma scie sul mare. (Antonio Machado) ----------------------------
mercoledì 3 gennaio 2007 - ore 00:28 LISTA: DA BUTTARE vecchiezza inconsulta-insicurezza morale-nervosismo gelido-preoccupazione dautore-pesantezza dellanima-sfiducia della carne-rabbia di corsa-paura senza fiato-inconsistenza a colori-avere ed essere scomodi-maestrinità pericolante-cocci di birra nel cuore-pretese su di me e sugli altri-sguardi gialli e severi-cattiva tristezza delle palpebre-fegato spappolato. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 2 gennaio 2007 - ore 19:03 creatività e mode del capodanno 2006 calzini dita all colors! giochini da sballo ![]() winnie the pooh pigiami fashion cravatte da "dueeventi" ![]() barba alla che nostalgic anche se dormivo siete stati tutti bellissimi ! grazie. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 1 gennaio 2007 - ore 16:35 Ogni volta buongiorno! Nuovi anni e tanti assurdi spostamenti. Ben-nati, Mal-nati, Mal-tolti, Malcapitati, Ben-avviati, Bentornati, Benvenuti, Bevuti, Perduti, Avuti, Ceduti, Temuti, Creduti ed Astuti. Fortuna che prima o poi ci si rivede sempre qui. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 29 dicembre 2006 - ore 14:37 GENTE CHE SE NE INTENDE.. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 28 dicembre 2006 - ore 23:04 da Bethleim - il mondo incantato - Barbablù è il più mostruoso e bestiale di tutti i mariti delle fiabe. In realtà non è una fiaba perchè ad eccezione della chiave non ha nulla di magico e di soprannaturale. Cosa più importante, i personaggi non attraversano nessuna fase di sviluppo; benché il male venga alla fine punito, questo non procura né salvezza né consolazione. Barbablù è una storia inventata da Perrault ..che ha precedenti in altre fiabe.. : nella forma più estrema il tema che, per dare una prova di fiducia, la donna non deve mettere il naso nei segreti dell’uomo.. appare chiaro che quando l’uomo consegna alla donna la chiave di una stanza e nello stesso tempo le raccomanda di non entrare, intende mettere alla prova la fedeltà ai suoi ordini, ovvero, in senso più ampio, a lui. Così a un livello che è facilmente oscurato dai macabri particolari della storia, Barbablù è una storia che parla della tentazione sessuale. A un altro livello che è molto evidente, B. è una storia sugli aspetti distruttivi del sesso. …dà corpo a due emozioni non necessariamente collegate fra loro che sono tutt’altro che estranee al bambino: 1) primo, l’amore geloso, quando qualcuno desidera a tal punto di tenere per sempre le persone amate da essere addirittura disposto a distruggerle pur di non essere privato del loro amore, 2) in secondo luogo, i sentimenti sessuali possono essere tremendamente affascinanti e tentatori, ma anche molto pericolosi. ..parte dell’attrattiva della storia consiste nel fatto che essa conferma l’idea del bambino che gli adulti abbiamo terribili segreti sessuali. ..a livelli preconsci il bambino deduce da sangue indelebile sulla chiave e da altri particolari che la moglie di B. ha commesso un’indiscrezione sessuale. La storia dice che benché un marito geloso possa credere che una moglie meriti di essere severamente punita- perfino uccisa- per questo, è assolutamente sbagliato concepire pensieri del genere. Cadere in tentazione, avverte chiaramente.. è quanto mai umano. E la persona gelosa che crede di poter farsi giustizi con le proprie mani e agisce in base a questa convinzione merita di essere uccisa. L’infedeltà matrimoniale.. è una cosa che deve essere perdonata. Se il partner non se ne rende conto, sarà lui a doverne patire le conseguenze. Comunque la si interpreti è una storia con una morale che avverte: donne: non cedete alla vostra curiosità sessuale uomini: non lasciatevi trascinare dalla collera se siete stati traditi sessualmente. in breve : B. è una storia sulle pericolose tendenze del sesso, sui suoi segreti e sul suo stretto rapporto con le emozioni violente e distruttive,… in breve sugli oscuri aspetti del sesso che possono benissimo essere tenuti nascosti dietro una porta permanentemente chiusa, perfettamente controllati. B. deciso a fare come vuole e a possedere la sua compagna, non può amare nessuno ma neppure essere amato da qualcuno. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 27 dicembre 2006 - ore 15:58 beata gioventù LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 26 dicembre 2006 - ore 16:29 BUON NATALE in the sahara! My sisters and I Have this wish before we die And it may sound strange As if our minds are deranged Please don’t ask us why Beneath the sheltering sky We have this strange obsession You have the means in your possession We want our tea in the Sahara with you We want our tea in the Sahara with you The young man agreed He would satisfy their need So they danced for his pleasure With a joy you could not measure They would wait for him here The same place every year Beneath the sheltering sky Across the desert he would fly Tea in the Sahara with you Tea in the Sahara with you The sky turned to black Would he ever come back? They would climb a high dune They would pray to the moon But he’d never return So the sisters would burn As their eyes searched the land With their cups full of sand Tea in the Sahara ecc ... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 24 dicembre 2006 - ore 09:15 RISULTATI DEL SONDAGGIO: " SEGNATE LA RICERCA DI ESSENZIALITA’’ CHE PREFERITE: " TOTALE VOTI: 9 1 voti (11,11% Bagno idromassaggio, olii "essenziali" e un libro di Pessoa. 4 voti (44,44% Ubriacarsi d’’assenzio in due. 0 voti (0% Drogarsi in tre con le essenze della lavanda. 1 voti (11,11% Straparlare e fare discorsi non consssequenziali tutta la notte con quattro amici al bar. 1 voti (11,11% Togliersi le scarpe e ..ssenza calzini correre come dei pazzi sulla neve. Per cinque minuti. 2 voti (22,22% Camminare e guardare ogni cosa con intimissima intenzionalità per cercare la risposta di ciò che sei. Dichiaro concluso il sondaggio e vincitrice la doppia coppia che si è dichiarata sostenitrice dellassenzio! Invece il numero tre, pur essendo il numero perfetto, non ha avuto molto successo. Come mai? Baci alla lavanda per tutti. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 22 dicembre 2006 - ore 20:01 Niente accadde due volte. Poche volte imparò e troppe insegnò. "In queste vacanze di Natale spero di stare a casa per giocare con il mio cane che ha 2 mesi e si chiama whisky e che dormiva in letto con me prima di farsi la pipì addosso. In origine c’è stata jessy, poi è venuto lillo che scavava le buche in giardino e bess che che assomigliava a jessy ma è durata per poco, kiro era suo figlio e stava dalla nonna, jean e kora dormivano in letto di mia zia, ora abbiamo anche buck che ha 8 mesi e sta in cucina. Lui è come lillo..uguale.. solo che non è peloso." LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 21 dicembre 2006 - ore 00:29 finale Arrivata all’uscio della stanzina, si fermò un momento, ripensando alla proibizione del marito, e per la paura dei guai, ai quali poteva andare incontro per la sua disubbidienza: ma la tentazione fu così potente, che non ci fu modo di vincerla. Prese dunque la chiave, e tremando come una foglia aprì l’uscio della stanzina. Dapprincipio non poté distinguere nulla perché le finestre erano chiuse: ma a poco a poco cominciò a vedere che il pavimento era tutto coperto di sangue accagliato, dove si riflettevano i corpi di parecchie donne morte e attaccate in giro alle pareti. Erano tutte le donne che Barba-blu aveva sposate, eppoi sgozzate, una dietro l’altra. Se non morì dalla paura, fu un miracolo: e la chiave della stanzina, che essa aveva ritirato fuori dal buco della porta, le cascò di mano. Quando si fu riavuta un poco, raccattò la chiave, richiuse la porticina e salì nella sua camera, per rimettersi dallo spavento: ma era tanto commossa e agitata, che non trovava la via a pigliar fiato e a rifare un po’ di colore. Essendosi avvista che la chiave della stanzina si era macchiata di sangue, la ripulì due o tre volte: ma il sangue non voleva andar via. Ebbe un bel lavarla e un bello strofinarla colla rena e col gesso: il sangue era sempre lì: perché la chiave era fatata e non c’era verso di pulirla perbene: quando il sangue spariva da una parte, rifioriva subito da quell’altra. Barba-blu tornò dal suo viaggio quella sera stessa, raccontando che per la strada aveva ricevuto lettere, dove gli dicevano che l’affare, per il quale si era dovuto muovere da casa, era stato bell’e accomodato e in modo vantaggioso per lui. La moglie fece tutto quello che poté per dargli ad intendere che era oltremodo contenta del suo sollecito ritorno. Il giorno dipoi il marito le richiese le chiavi: ed ella gliele consegnò: ma la sua mano tremava tanto, che esso poté indovinare senza fatica tutto l’accaduto. "Come va", diss’egli, "che fra tutte queste chiavi non ci trovo quella della stanzina?" "Si vede", ella rispose, "che l’avrò lasciata disopra, sul mio tavolino." "Badate bene", disse Barba-blu, "che la voglio subito." Riuscito inutile ogni pretesto per traccheggiare, convenne portar la chiave. Barba-blu, dopo averci messo sopra gli occhi, domandò alla moglie: "Come mai su questa chiave c’è del sangue?". "Non lo so davvero", rispose la povera donna, più bianca della morte. "Ah! non lo sapete, eh!", replicò Barba-blu, "ma lo so ben io! Voi siete voluta entrare nella stanzina. Ebbene, o signora: voi ci entrerete per sempre e andrete a pigliar posto accanto a quelle altre donne, che avete veduto là dentro." Ella si gettò ai piedi di suo marito piangendo e chiedendo perdono, con tutti i segni di un vero pentimento, dell’aver disubbidito. Bella e addolorata com’era, avrebbe intenerito un macigno: ma Barba-blu aveva il cuore più duro del macigno. "Bisogna morire, signora", diss’egli, "e subito." "Poiché mi tocca a morire", ella rispose guardandolo con due occhi tutti pieni di pianto, "datemi almeno il tempo di raccomandarmi a Dio." "Vi accordo un mezzo quarto d’ora: non un minuto di più", replicò il marito. Appena rimasta sola, chiamò la sua sorella e le disse: "Anna", era questo il suo nome, "Anna, sorella mia, ti prego, sali su in cima alla torre per vedere se per caso arrivassero i miei fratelli; mi hanno promesso che oggi sarebbero venuti a trovarmi; se li vedi, fa’ loro segno, perché si affrettino a più non posso". La sorella Anna salì in cima alla torre e la povera sconsolata le gridava di tanto in tanto: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Non vedo altro che il sole che fiammeggia e l’erba che verdeggia." Intanto Barba-blu, con un gran coltellaccio in mano, gridava con quanta ne aveva ne’ polmoni: "Scendi subito! o se no, salgo io". "Un altro minuto, per carità" rispondeva la moglie. E di nuovo si metteva a gridare con voce soffocata: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Non vedo altro che il sole che fiammeggia e l’erba che verdeggia." "Spicciati a scendere", urlava Barba-blu, "o se no salgo io." "Eccomi" rispondeva sua moglie; e daccapo a gridare: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Vedo" rispose la sorella Anna "vedo un gran polverone che viene verso questa parte..." "Sono forse i miei fratelli? " "Ohimè no, sorella mia: è un branco di montoni." "Insomma vuoi scendere, sì o no?", urlava Barba-blu. "Un’altro momentino" rispondeva la moglie: e tornava a gridare: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Vedo" ella rispose "due cavalieri che vengono in qua: ma sono ancora molto lontani." "Sia ringraziato Iddio", aggiunse un minuto dopo, "sono proprio i nostri fratelli: io faccio loro tutti i segni che posso, perché si spiccino e arrivino presto." Intanto Barba-blu si messe a gridare così forte, che fece tremare tutta la casa. La povera donna ebbe a scendere, e tutta scapigliata e piangente andò a gettarsi ai suoi piedi: "Sono inutili i piagnistei", disse Barba-blu, "bisogna morire". Quindi pigliandola con una mano per i capelli, e coll’altra alzando il coltellaccio per aria, era lì lì per tagliarle la testa. La povera donna, voltandosi verso di lui e guardandolo cogli occhi morenti, gli chiese un ultimo istante per potersi raccogliere. "No, no!", gridò l’altro, "raccomandati subito a Dio!", e alzando il braccio... In quel punto fu bussato così forte alla porta di casa, che Barba-blu si arrestò tutt’a un tratto; e appena aperto, si videro entrare due cavalieri i quali, sfoderata la spada, si gettarono su Barba-blu. Esso li riconobbe subito per i fratelli di sua moglie, uno dragone e l’altro moschettiere, e per mettersi in salvo, si dette a fuggire. Ma i due fratelli lo inseguirono tanto a ridosso, che lo raggiunsero prima che potesse arrivare sul portico di casa. E costì colla spada lo passarono da parte a parte e lo lasciarono morto. La povera donna era quasi più morta di suo marito, e non aveva fiato di rizzarsi per andare ad abbracciare i suoi fratelli. E perché Barba-blu non aveva eredi, la moglie sua rimase padrona di tutti i suoi beni: dei quali, ne dette una parte in dote alla sua sorella Anna, per maritarla con un gentiluomo, col quale da tanto tempo faceva all’amore: di un’altra se ne servì per comprare il grado di capitano ai suoi fratelli: e il resto lo tenne per sé, per maritarsi con un fior di galantuomo, che le fece dimenticare tutti i crepacuori che aveva sofferto con Barba-blu. Charles Perrault COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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