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NICK: raggioverde
SESSO: m
ETA': 33
CITTA': cittadino mondiale non riconosciuto
COSA COMBINO: scombinato multinazionale
STATUS: sistemato

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STO LEGGENDO
dovrei avere più cose da leggere


HO VISTO
Buenos Aires e il Parco delle Brentelle


STO ASCOLTANDO
segnali acustici dalla distanza


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
maglioncino e maglietta sotto


ORA VORREI TANTO...
sapere quale è la decisione giusta


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cosa penso del mio fidanzamento -- tornare o non tornare, questo è il problema


OGGI IL MIO UMORE E'...
strano


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“Cosa sarebbe un raggioverde? Una parte dell’ arcobaleno, una scossa elettrica che attraversa uno spazio dove manca l’aria, un fenomeno meteorologico, forse anche un estratto da un film futuristico...

"Dicen que soy medio tocado
pero yo soy lo que soy..."

(Erick de Timbiriche, "Amame hasta con los dientes")

Certo che "lo que soy" è tutto un altro mistero! E come ogni mistero che si rispetti, va rivelato piano piano...

Io sono più o meno così:
sono l’ unico portoricano che ha lavorato per un’ emittente radio di greci pontici (=venuti dal Mar Nero)
parlo cinque lingue e mezza, ho cominciato lezioni di una settima per poi lasciarle, ma mi piacerebbe imparare anche altre (soltanto non il tedesco per favore!)
il mio nome completo consiste di 4 parole
ho scritto un romanzo che non riesco a far pubblicare, mi piacerebbe scrivere anche altre cose ma spesso le comincio e poi non le finisco
ho delle tazze di caffé provenienti da
Taiwan, Cipro, Salonicco e Alessandropoli, nonché un posamatite da Belgrado, bicchieretto da Thasos e una rana peluche che fa "Coquí... coquí"
ho mandato un organizzatore di convegni a quel paese in cinese (non lo parlo ma lo parla il mio fratellone) davanti all’ ambasciatore della Cina
su una scheda per aspiranti lavoratori ho scritto sotto la rubrica "altre attitudini" che so "aiutare i gatti a fare le fusa"
ho fatto dei viaggi intercontinentali per motivi di studio a 16 e 17 anni
ho trasformato il futuro in un melone
canto quando non ascolta nessuno
insomma, sono sicuro come un canguro, esatto come un gatto, matto come un mattone e fuori come una piazza!

Ancora non si capisce un cavolino di Bruxelles? Allora leggetelo sto blog e forse tutto diventerà un pò più chiaro... e forse no! ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 10 marzo 2005
ore 20:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Note brevi
Allora:
Sto imparando a guidare le auto senza il cambio automatico ma non ho ancora sostenuto l' esame scritto.
Sto migliorando ma non mi sento ancora comodo al volante.
A volte guidare mi fa venire il mal di schiena.
Dopodomani Eva ed io andiamo a Litóhoro, ai piedi del Monte Olimpo, per una scampagnata di due giorni e mezzo e un pò di rilassamento vicino alla natura. Spero non faccia troppo freddo.
Il mio fratello mi ha proposto di scrivere due romanzi: uno storico ambientato nell' epoca della conquista del Michoacán o qualche posto simile (insomma, in Messico ma dopo la disfatta degli aztechi) e uno dove qualcuno vivirebbe l' esperienza del massacro di Piazza Tiananmen e anche della repressione della dittatura di Milosevic. Per il primo mi ha dato quasi tutta la storia pronta, il secondo sarà più complicato.
Se vorrò continuare le lezioni di serbocroato, dovrò trovare un maestro nuovo. (non spiego ora il perchè)
Il cuore? Meglio oggi dopo un episodio gravissimo, non ho voglia di scrivere i particolari. Spero che tutto vada bene come oggi.
Evviva la pizza al tonno e ai gamberi della Pizza Roma e la Real Sangría!
Ho avuto due offerte di lavoro presso agenzie di traduzioni, ma un tizio non risponde alle mie e-mail perche gli sembra che io chieda troppi soldi, e dall' altro non potrò andare perche Eva me l'ha proibito (era idea sua che io andassi da lui, e in un momento di rabbia mi ha detto che non devo sfruttare le sue idee).
Qualcuno può suggerirmi il modo migliore di imparare a creare siti web, per poterlo fare poi professionalmente?
Soltanto un' idea.
Forse comincerò a dare lezioni private di spagnolo perche comincio a stancarmi di traduzioni ed interpretariati (e soprattutto dell' ansia del libero professionista).
Avrei un' idea per un dottorato di ricerca in letteratura greca, ma non riesco neanche a farmi riconoscere la laurea qui in Grecia -- inoltre le aspettative di lavoro non sono le migliori.
Purtroppo non riesco spesso a telefonare ai miei causa mancanza di tempo libero e differenza dell' ora.
A settembre si sposa mio cugino in Polonia, a Cracovia. Vogliamo andarci insieme, Daniele pure sarà contento perche ha alcuni amici a Varsovia.

Insomma, ripeto che esisto ancora!


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giovedì 30 dicembre 2004
ore 16:07
(categoria: "Vita Quotidiana")


Di ritorno
Sono successe troppe cose per descriverle tutte qui.
La mia zia ha lasciato questo mondo il 12 novembre.
Ho visto i miei nonni, la nonna dimentica il mio nome piu di una volta al giorno.
Sul fronte sentimentale, le cose sono tornate ad andare di male in peggio. Ormai rinuncio perche non vedo piu speranza. Bel fallimento rendere infelice ed arrabbiata una persona che volevo fare felice.
Sono a Londra, sto perdendo tempo tra 2 voli connettendomi ad Internet in un posticino nel centro citta. Non ricordavo i marciapiedi di Londra cosi pieni di gente!
Sono stanchissimo perche stavo volando durante la notte, prima non avevo sonno, ho dormito soltanto 1 ora.
VOGLIO RICOMINCIARE! (e andarmene dalla Grecia -- speriamo in Italia, ormai sarei disposto anche ad andare nel Giappone)


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domenica 7 novembre 2004
ore 14:31
(categoria: "Vita Quotidiana")


Buona domenica a tutti
Ciao gente!
Il mio umore è migliorato da quando Eva ed io siamo tornati insieme. Restano alcune preoccupazioni (e non ho ancora capito del tutto perchè sono successe certe cose) ma ci stiamo trattando molto meglio.
Per prima volta abbiamo preparato insieme il vin brulé qui a casa mia ieri sera, dopo un pasto a base di pesce ed insalata mista (con pomodori cotti dal sole). Abbiamo vissuto un' ottima esperienza di "pace domestica" con un risveglio molto, molto tenero.

Ho finalmente ricevuto alcuni documenti dalla mia ex-università, quindi tra poco potrò presentarmi come candidato agli esami della Commissione per gli interpreti free-lance. Basta ottenere 2-3 certificati ancora da clienti per cui ho lavorato in cabina (ovvero come interprete di simultanea).

Sul meno positivo, ho scoperto che la mia zia, sorella del mio nonno (scomparso il 12 marzo) potrebbe essere vicino alla morte. Ieri Filippo mi ha detto che lei sta bene (incaricato dal babbo di dirmelo perche lui stava viaggiando e non poteva chiamare all' estero) ma secondo le e-mail più recenti e più ottimiste ricevute dal mio zio, potrebbe essere questione anche di settimane (nel migliore dei casi secondo lui), però magari saprò qualcosa in più dopo alcuni giorni.

La mia zia ha 93 anni, è la sorella minore del mio nonno, si chiama davvero Caroline ma tutti la conosciamo come "Carkeys" perche da piccolo il mio babbo amava giocare con le chiavi della sua auto. Per molti anni lavorava come maestra, non si è mai sposata (anche se mi è stato detto che per alcuni anni aveva una relazione con un pompiere), secondo molti parenti perche "parlava tanto che non avrebbe dato a nessuno il tempo di farle la proposta".
A volte ho trovato antipatiche alcune opinioni sue, ma in genere abbiamo avuto buoni rapporti. Per molti anni lei partecipava all' Associazione Americana di Donne Universitaria ed era sostenitrice di alcuni musei della zona di San Francisco (nonché dell' Università di Stanford, dove si era laureata). Nella sua vecchiaia (ormai quando le diventava difficile muoversi) le sue attività preferite erano leggere libri d' arte (di qualsiasi tipo) e vedere partite di basket in tivù.

Nel frattempo non so ancora dove andrò per Natale... vorrei vedere i nonni in Puerto Rico perche la mia nonna non sta così bene, ma ci sono anche altri parenti miei (Papà, Daniele, Rachele, Adriana) che non ho visto da gennaio del 2003 e vorrei rimediare se possibile.

Una sorpresa: ho sentito ieri nel "Forum Sino-ellenico di Turismo" dove lavoravo che i turisti cinesi si aspettano di poter trovare pantofole, dentifricio e spazzolino da denti negli alberghi perche è così in Cina. Inoltre, sembra che le guide turistiche greche non arrivino all' ora e mettino troppe pause per il caffé nel programma (se vieni da un altro continente vuoi vedere il massimo di posti che sia possibile) e le agenzie non rispondono subito alle richieste di prezzi. Se si perdono i clienti, cavoli loro...
Però mi è sembrato un pò brutto che il forum trattava soltanto di turisti cinesi che arriverebbero in Grecia, e non di turisti greci che potrebbero visitare la Cina.
Quindi "Ben vengano i cinesi, ma soltanto quelli che hanno molti soldi, e si ricordino di partire". Uff.


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domenica 31 ottobre 2004
ore 15:54
(categoria: "Vita Quotidiana")


Per ricordarvi chi siete...
La Campionessa dei Messaggini: Kawasassi
Miss Hip-Hop: Vampina
La Casinista GiraItalia: Berimba
Il Granduca dello Spritzenstein: Davidoff
Herr President Humorist: Phelt
Il Gelataio Filosofo: Tia77
L’Artista di Cucina (meglio che “ricettatrice”, no?): Gebra
La Danzatrice del Ventre Piatto: Cherry-Lyn
La CiaOrganizza e CiaOspita: Cia2003
La Fata del Corvetto: Morgana
Lo Specchietto delle Mie Brame: Mirror
La Scrittrice del Muro: Giulietta
La Dietologa delle Immagini: Siviblond
Conte Apollonio: Pensiero
Il Bijoutino: Laurina
La Madre Gattara: Zietta
Il Surrealista Mancato: Alebanax
La Data Vicina alla Mia: 5maggio
L’Esperto dei Trasporti: Cori
La Mediatrice che Mi Arresterà: Blue_mad
La Regina dei Balcani: Solare
La Poetessa: Adele
Il Canzoniere: Momo
Per Incasinare Tutto Ci Vuole un: Sicapunk
Il Compagno di Squadra: RickyM
L’Unico Politico per cui ho Lavorato Gratis: Fgth
La Capitanessa: Corivorivo
La Volontaria Giramondo: Sabir
L’Avvocatessa degli Animali: Sally
La Dottoressa degli Animali: Irenek
La Prupratrice: Tita
La Donna in Corriera con la Criniera: Leoncina
La Figlia di Ferroviere Ricercatrice di Annunci: Jessicaus
Il Brasileiro Volante: Rubens
La Signora degli Archi e degli Occhi: Lucy
La Pianista: Chiaruzka
L’Elemento della Natura: Nevebianka
Il Fiore da Nutrire con Vin Brulé: Asfodelo
La Mia Sorella: Formia
Le Prime Dame di Venezia: Uvetta, Gatagorda
Mademoiselle Espoir: Pol7France
Il Colonello con le Nutrie: Barotropico
La Mia Barista Favorita: Strega
Il Maresciallo dell’ Assurdità: D17
Il Cavaliere senza Paura: Lopez75
La Biodanzatrice Superenergetica: Maurazione
L’Angioletto: E-Angel
La Stella Splendente: Shiningsta
L’Atomica Ambulante: Laura-
L’Isola Pendolare: Chiara@
La Traduttrice: Sgnaruz
La Collega delle Rime: Emily
La Spalla Comoda: Miss
La Dea ex-Quasiclandestina Sarda: Ceres


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domenica 31 ottobre 2004
ore 15:34
(categoria: "Pensieri")


Hikikimoto -- i lati negativi dell' Internet
Hikikimoto: sembra una moto con lo singhiozzo ma non lo è. Infatti è la parola giapponese per le persone che restano tutto il giorno in casa collegate a Internet, senza occuparsi di nient' altro.
In molti casi, gruppi di Hikikimoto arrivano a accordi raggiunti in rete per suicidarsi insieme in qualche posto per non morire da soli, per provare il viaggio insieme in un' altra dimensione, etc. Ci sono anche dei siti che annunciano posti considerati come più "adatti" per azioni di questo tipo (principalmente in montagna).

Tra l'altro ci sono anche dei siti per anoressici... non soltanto dove loro scrivono le proprie sofferenze psicologiche e fisiche, ma principalmente dove gli anoressici si incoraggiano tra di loro a NON curarsi, ovvero, a continuare con l'anoressia. Scrivono quanto bello è essere magri, quanto brutto è mangiare, quanto entusiasmante è arrivare a pochi passi dalla morte, quanto "naturale" è per un adolescente della nostra epoca. Insomma, una vera specie di propaganda a favore di una malattia che può causare danni per tutta la vita (esempio: perdita permanente di massa muscolare).

Proprio vero che su Internet si trova di tutto, anche l'incoraggiamento a farsi del male. Questo l'ho letto su un articolo della rivista settimanale "Netizen" (distribuita ogni sabato abbinato al giornale "Makedonia").


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domenica 31 ottobre 2004
ore 14:59
(categoria: "Amore & Eros")


SONO COGNATO DI NUOVO!
8 giorni fa il mio fratellone Filippo(conosciuto anche come "il piede lungo della giustizia") ha sposato Anne Cheng, la sua nuova moglie taiwanese.

Io purtroppo non potevo esserci (a Bear Mountain, nel nord-est dello stato di New York) perche ero già andato alla cerimonia di fidanzamento a Taipei e... non potevo pagarmi entrambi viaggi.

Comunque, LUNGA VITA AGLI SPOSI... e vediamo se in qualche momento spunta un/una nipote portoricanotaiwanese!


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sabato 30 ottobre 2004
ore 20:13
(categoria: "Lavoro")


Possibilità
Vorrei diventare un' esperto sull' immigrazione. Dopotutto l'immigrazione è un argomento molto presente nella mia vita.
Se mi ricordo bene c'è qualche istituto di competenza a Bologna.
Ho visto anche dei master del genere a Palermo, Padova e Venezia. (prima dovrò farmi il certificato di valore dei studi presso il consolato italiano a... San Francisco siccome mi sono laureato oltreoceano)
L'ideale sarebbe che un posto da interprete freelance a Bruxelles mi potesse permettere il trasferimento... avrei 1250 euro assicurati per 11 mesi. Ma prima devo superare l'esame che non so ancora quando sarà.

Sono stanco di fare le stesse cose in Grecia, portatemi da voi.
Chiunque sappia qualcosa che mi possa essere d' aiuto, mi lasci un messaggio.


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sabato 30 ottobre 2004
ore 19:40
(categoria: "Vita Quotidiana")


e adesso?
Sospetto che non potremo rilanciarci. E io sinceramente ne ho perso la voglia. All' improvviso mi ha quasi cacciato da casa sua e dopo non ha voluto più incontrarmi, al telefono (chiamavo io, mai lei) mi parlava con una voce tra l'indifferenza e l'ostilità. Senza voglia di spiegare il perchè, mentre si riserva il diritto di criticarmi per cose dette mesi fa quando ci eravamo fatti la promessa di reagire direttamente alle cose dette o fatte e non aspettare fino a più tardi.

nel frattempo mi sono isolato da varie amicizie / conoscenti etc. in parte per non creare problemi nella relazione, in parte per semplice mancanza di tempo. In parte perche non sapevo quanto senso aveva mantenere contatti in posti dove ormai mi sembrava poco probabile di arrivare.

Spero di riunire tutti i documenti per presentarmi agli esami per interpreti freelance della Commissione Europea (Buttiglione, chi non sa controllarsi la lingua e non riconosce che le parole possono offendere non merita di essere al commando dell' Europa, punto e basta) -- così almeno avrò un reddito garantito. non so se questo mi permetterebbe uno spostamento intra-europeo (o forse l'unica scelta sarebbe di andare in Belgio? mmmmmmfffffff non mi pare tanto...)

Se resto qui continuerò semplicemente a fare le stesse cose di questi anni... e ammettiamolo, invece di guadagnare sto perdendo soldi (almeno quest' anno).

Quale potrebbe essere il prossimo passo?


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sabato 30 ottobre 2004
ore 19:30
(categoria: "Pensieri")


Secondo capitolo di "Tu vuò fa' u trapanise"
Corri Tore Corri

Tore Canivetti spesso correva per dimenticare, per “ricaricarsi le batterie” come diceva di solito, per lasciare alle spalle la vita quotidiana e le sue preoccupazioni, o talvolta anche perche era troppo nervoso per addormentarsi e doveva stancare il suo corpo prima. Adesso invece ricordava, mentre avanzava verso le ultime frazioni di Trapani, sempre tenendo il mare alla sua sinistra. Poteva controllare i suoi movimenti, anche il suo modo di respirare, ma non la sua mente.
Poteva finalmente essere sé stesso, ma quello cosa significava? Per primo, riprendersi il suo nome, finalmente sentirlo pronunciato bene. Nessun americano poteva o voleva pronunciare il nome Salvatore, e per il primo anno negli Stati Uniti i compagni di scuola lo chiamavano per dispetto “salivatory” o “Salvatore the lavatory”, ovvero il gabinetto. Non poteva diventare Sal perche questa abbreviazione ricordava il nome femminile Sally, quindi quasi per mancanza di alternative era diventato Tore, che tantissima gente poi scriveva per sbaglio Torrey. Senza dimenticare le tantissime volte che doveva spiegare come scrivere il suo cognome, lettera per lettera. Suo padre era più fortunato: il suo nome, Leonardo, era anche quello di una delle famose tartarughe Ninja, quindi indimenticabile per i suoi allievi.
“Salvatore, sei un fallito, un disgraziato.” Quelle erano state le parole proprio del suo padre due settimane prima, quando Tore cercò di spiegargli perché si era dimesso dalla carriera promettente di avvocato presso la società Burroughs and Mickelson, una delle più prestigiose di Chicago. “Lo so che non ti piaceva lasciare Trapani, ma lo dovevamo fare, ora siamo qui e viviamo molto meglio, è questa la società dove dobbiamo andare avanti. Qui abbiamo delle opportunità che in Sicilia possono soltanto sognare, e vuoi buttare via tutto? Guarda che di furfanti ce ne sono dappertutto, quelli che avevamo in Sicilia erano molto peggiori.” Quelli che c’erano in alcuni quartieri di Chicago erano pure peggiori, ma questo era un argomento diverso.
Infatti Tore non era mai arrivato a conoscere il motivo della partenza della sua famiglia da Trapani. Era successo così in fretta che non riusciva a ricordare da quale momento in poi l’ avevano deciso. Se interrogava i suoi genitori, otteneva sempre la stessa risposta: “dovevamo farlo, c’erano problemi”, seguita sempre da un elogio alla loro nuova vita negli Stati Uniti. Ogni volta che l’aveva chiesto al nonno, nelle sue poche visite, prometteva di spiegargli tutto in un’ altra occasione, ma non l’aveva mai fatto. Forse qualcuno qui a Trapani potrebbe spiegarglielo?
Continuava a correre, senza accelerare o rallentare. Il vento sembrava meno forte di prima. Tore guardò il suo orologio, finora aveva corso ventiquattro minuti. C’era ancora tanta strada da fare. Si stirò le braccia un attimo senza cambiare minimamente il suo passo. I suoi occhi si riempivano di immagini della Sicilia, la sua terra natale che ora gli toccava riscoprire. Le case di pietra di Erice, le scampagnate di Pasquetta a San Vito o nella zona delle saline, la spiaggia di Castellammare. Quella torre vicino al mare dove buttavi dentro una pietra per ogni paura, ogni scanto che sentivi. Le chiese storiche di Trapani che sembravano nascoste tra gli edifici, il labirinto delle strade piccole. Naturalmente, senza dimenticare i giorni delle feste religiose, quando Trapani diventava un’ esplosione di suoni e colori. Come dimenticare la statua ballante di San Francesco di Paola accompagnata da marce allegri, con la gente che si arrampicava per toccarla con un fazzoletto? Oppure la festa che veniva chiamata jocu focu proprio per i fuochi d’ artificio che scoppiavano sopra il mare? Naturalmente senza dimenticare il Venerdì Santo, u jorno ri Misteri, con venti gruppi sculturali che transitavano la città intera sulle spalle dei trapanesi. Ogni anno i suoi genitori portavano Tore e i suoi fratelli, Alberto e Rosalia (diventati Al e Rosa a Chicago), alla zona del porto peschereccio all’ alba per farli vedere ripartire i gruppi verso la loro entrata alla Chiesa del Purgatorio. Anche suo nonno faceva parte di quella manifestazione, era il capoconsole del ceto dei falegnami e ogni anno camminava davanti alla scultura che rappresentava la ferita al costato di Gesù. Un mondo totalmente diverso, niente a che fare con Chicago, con la facoltà di leggi o l’ ufficio dove negli ultimi tre anni spesso trascorreva più di dodici ore al giorno.
Adesso che si trovava davanti a un bivio nella sua vita, era logico pensare a come sarebbe risultata se non se ne fossero mai andati da Trapani. Sarebbe diventato giornalista come era il suo padre, oppure mobiliere come il nonno? Forse sarebbe andato a Palermo o in qualche altra parte dell’ Italia per studiare leggi, forse anche lui avrebbe continuato l’ ondata di siciliani che si trasferivano altrove per trovare un lavoro dignitoso. Avendo visto Luigi, gli veniva in mente che se fosse rimasto in Sicilia, probabilmente avrebbe già formato una famiglia. Non sentiva nessun bisogno particolare di fare figli, ma se alcune cose fossero risultate di modo diverso – se lui avesse saputo gestire meglio la sua vita e il suo tempo – adesso sarebbe a punto di sposarsi con Michelle.
Michelle Kozlowski. I suoi nonni erano arrivati negli Stati Uniti dalla Polonia quasi sessant’ anni prima, temendo per la sorte della loro patria dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. A volte parlava ancora il polacco in famiglia e da ragazzina si era entusiasmata al incontrare per prima volta dei parenti che erano rimasti a Cracovia. Si erano conosciuti in una festa quando erano ancora studenti, lui di leggi e lei di infermeria. Quando erano usciti insieme per prima volta, lei indossava un maglioncino aderente di color celeste e una gonna di velluto nero e si erano scambiati il primo bacio passionale nel Museo d’ Arte di Chicago, davanti a un dipinto di Turner. Non si stancava mai di perdersi tra gli occhi castani di lei o di accarezzarle i capelli castani lisci, senza dimenticare tante altre curve morbide del suo corpo. Dopo alcuni mesi, pensavano già a un futuro insieme; infatti, lui ci aveva pensato un pò troppo, tanto che alla fine aveva trascurato il loro presente.
“Tore, non posso più così,” lei gli disse una domenica, il viso pieno di lacrime. “Non voglio stare con un uomo che non ha tempo per me. Sono passate tre settimane intere dall’ ultima volta che abbiamo pranzato insieme. Lavori fino a tardi e poi ti trovo sfinito, quasi non riesci nemmeno a parlarmi. E se adesso pensi sempre al lavoro, come sarà dopo?”
Non importavano le spiegazioni di Tore che tutto lo faceva per loro, perche così potrebbero risparmiare per il futuro, comprare una casa più presto, fare delle vacanze più interessanti, vivere una vita molto migliore di quella studentesca, senza la minima privazione. Nemmeno la convinceva il fatto che le ditte di avvocati si aspettavano la dedizione totale dai giovani associates, stimavano soltanto chi riusciva a svolgere più lavoro, inoltre spesso si lavorava in gruppo ed era l’ avvocato caposquadra a dettare i ritmi.
“Sono convinta che esistono molti avvocati che amano le loro fidanzate o mogli e trovano il tempo di stare con loro,” disse Michelle con freddezza. “Non ho bisogno di una casa o di una macchina luccicante, ho bisogno di un uomo che mi sa mostrare che sono importante nella sua vita. Quello che fai dimostra il contrario. Io ho imparato anche la tua lingua per sentirmi più vicina a te, ma tu quando c’eri per me? E se non hai tempo per me, nemmeno io l’ avrò per te.” Con movimenti bruschi, si mise a buttare dentro una valigetta ogni cosa che aveva portato all’ appartamento di Tore, alcuni abiti, alcuni dischi di musica, alcuni articoli di bellezza.
“Ti supplico, Michelle,” disse lui mentre lei si preparava a partire, “Se vuoi cercherò di cambiare, non lo potrò fare subito, ma cercherò di trovare il modo. Ti amo, non lasciarmi così!”
Lei gli rispose che era troppo tardi, che lui dovrebbe avere capito da solo che la trascurava e che questo non era giusto. Tore si sentiva immobilizzato dalle sue parole, quando Michelle aprì la porta per uscire non riusciva a fare mezzo passo in avanti, nemmeno quando la chiuse per sempre. Poi sentì il ronzio di un’ automobile che partiva in fretta. Si buttò sul proprio letto e cominciò a prenderlo a calci. Perche sapeva che lei aveva ragione.
Tore cercò di nascondere tutto dai colleghi, ma dopo pochi giorni non ci riusciva, dopotutto erano loro quelli che vedeva durante la maggior parte del giorno.
“Questo lavoro non è facile, non è da tutti,” lo consolava Frank Enna, anch’ egli di origini siciliane. Era diventato avvocato ai trentacinque anni, dopo una carriera da giocatore di baseball interrotta bruscamente da un incidente stradale. “Le cose che devi fare tu adesso, prima le facevo io, così funziona tutto qui.” Un’ anno prima gli aveva spiegato che non potrebbe mai difendere un cliente davanti al giudice e alla giuria, perche il suo accento sarebbe visto male. “Sembri troppo straniero così. Lo so che non è giusto, ma è questa la società in cui viviamo. Non tutti i ruoli sono per tutti.”
“Le donne,” disse con disprezzo Charles Eichelberg mentre accendeva un sigaro. “Chi se ne frega di quello che pensano? Si lagnano se lavori molto e non ti vedono, ma poi quello che compri coi soldi del lavoro lo prendono volentieri. Vestiti nuovi, gioielli, pellicce e diventi Dio ai loro occhi. Se non ci sta una, ci starà un’ altra, non preoccuparti. E non dimenticarti che devo avere il tuo rapporto sulla causa della Marczak Metals domani alle cinque.”
Si immerse nel lavoro per cinque mesi, tornando a casa soltanto per dormire o per correre. I colleghi applaudivano i suoi sforzi, gli incrementarono due volte lo stipendio in base alle ore fatturabili ai clienti, gli promettevano che tra due anni diventerebbe socio della ditta. Fino al giorno in cui gli affidarono un incarico insolito.
Alcuni amministratori e azionisti di una società farmaceutica erano stati accusati di falsificazione dei registri di contabilità, evasione delle tasse, vendita di informazioni commerciali confidenziali, essenzialmente di essersi arricchiti ai danni della società attraverso una serie di manovre complicate. L’ avvocato caposquadra, Steven Mickelson III in persona, affidò a Tore l’incarico di investigare il passato e la vita personale dei cinque impiegati della società che avevano scoperto e denunciato la malversazione. Se uno di loro aveva consumato qualche sostanza proibita, era stato coinvolto in un incidente stradale sospettoso, urlava bestemmie razziste di notte, scommetteva sulle partite di basket o aveva un fratello in prigione, Mickelson doveva sapere tutto. Invece, Tore aveva letto tutti i documenti del caso in un periodo di sedici ore, interrompendo la lettura soltanto per bere un caffé o mangiare un panino, e aveva capito che le prove della colpevolezza degli imputati erano schiaccianti. Il suo incarico era di cercare qualche modo di convincere gli impiegati di ritirare le proprie accuse, facendoli temere per la propria reputazione e dignità. L’indomani si presentò nell’ ufficio del suo caposquadra e gli disse “Mi tolga dal caso, per favore. Non ho nessuna intenzione di spalare fango su queste persone. È più che evidente che i nostri clienti sono un branco di ladri.”
“Forse lo sono e forse no,” replicò Mickelson con equanimità perfetta. “Sono loro che ci pagano e quindi siamo obbligati ad offrire a loro la migliore difesa che possiamo. Il nostro dovere è di trovare ogni modo di sfruttare la situazione a loro vantaggio. Tu sei bravo a fare delle ricerche, per questo ti ho dato questo lavoro. I clienti ci pagano per ottenere risultati, non importa come. Forse gli altri non sono affidabili, sono invidiosi o lanciano accuse per farsi promuovere. O forse vale lo stesso per il procuratore. Noi lo dobbiamo scoprire, fa parte della legittima difesa degli interessi del cliente. Anche il più colpevole del mondo ha questo diritto.”
“La difesa, certo. Ma che c’ entra investigare la vita privata di tante persone?”
“Bisogna sempre scoprire e sfruttare il punto debole dell’ avversario. Come nello sport, come in tutto.” E dopo una pausa. “Guarda che ho bisogno di un avvocato, non di uno sfegatato con preoccupazioni etiche.”
“Ha bisogno di una coscienza. E non si comprano da Neiman-Marcus.” Con queste parole, Tore lasciò il dossier del caso sulla scrivania, uscì dall’ ufficio e poco dopo anche dall’ edificio, togliendosi la cravatta e lasciandola davanti all’ entrata. Prese la sua automobile, una Honda dell’ anno scorso, dal parcheggio custodito e dopo pochi minuti percorreva la strada accanto al Lago Michigan. Finalmente era libero. Poteva mangiare il pranzo senza fretta, non doveva più contare il tempo in ore fatturabili al cliente. Aveva anche la sensazione di respirare un’ aria diversa. E quella di Trapani, ancora più diversa. Ma non poteva restarci per sempre, anche questa parentesi si dovrebbe chiudere. Ma per tornare a cosa? Il nonno non potrebbe più fornirgli nessun consiglio.
Una settimana prima del suo arrivo a Trapani, aveva ricevuto una telefonata da Geoffrey Burroughs, l’altro socio fondatore della ditta. Prima proponeva a Tore di prendersi un paio di settimane di riposo e poi chiedere scusa a Mickelson e tornare al lavoro, diceva che capiva come un lavoro difficile poteva innervosire un giovane avvocato. Poi, quando Tore non si dimostrava veramente convinto, cominciò con le minaccie. “Guarda, se parli con qualcuno del motivo della tua partenza, mi incaricherò personalmente di assicurare che non potrai mai più lavorare come avvocato in questo stato. Ho degli amici in posti alti nel Collegio, se taci ti lasceranno in pace, ma se parli ti faranno sospendere in definitiva.” Tore gli disse soltanto che non aveva nessun motivo per preoccuparsi. In quel momento, non era nemmeno sicuro se voleva continuare a fare l’ avvocato, inoltre sapeva che il fatto di essersi dimesso da quella ditta certamente non sarebbe visto come un merito, soprattutto a Chicago, dove gli avvocati erano degli artisti veritabili nel mantenere un equilibrio tra la segretezza, la diplomazia e lo sparlamento. La sua storia potrebbe facilmente venire raccontata in giro in tante versioni che lo dipingerebbero come colpevole, incapace di sopportare la pressione, irascibile ed inaffidabile, ancora peggio, infedele al sistema. Forse sarebbe costretto a ricominciare in un’ altra città. Ma in questi giorni, Tore preferiva non fare piani per il futuro, non voleva nemmeno mettersi a considerare le possbilità. Quello lo farebbe una volta tornato negli Stati Uniti, non era costretto a prendere una decisione in fretta.
Continuava a correre piano piano, ogni passo appena si distinguiva da quello precedente. Tra poco arriverebbe a cinquanta minuti, tempo di tornare indietro verso Trapani. Sentiva la voglia di riscoprire la città, di fare un paragone tra i suoi ricordi e quello che vedrebbe davanti a lui adesso. Non soltanto di percorrere le strade o visitare le chiese, i monumenti, i parchi: l’aveva già fatto. Anzi, di imparare di nuovo come era la vita di Trapani. Chi potrebbe aiutarlo? Anche i suoi cugini ormai erano diventati quasi sconosciuti. C’erano tante cose che voleva sapere, ma non era sicuro neanche del modo migliore di cominciare.


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domenica 22 agosto 2004
ore 18:05
(categoria: "Vita Quotidiana")


Conti in sospeso
A volte ho la sensazione di avere conti in sospeso da vari punti di vista... progetti creativi non portati a termine (ho visto in un sogno un' idea per l'inizio di un romanzo, ma non so per niente come farlo continuare) o a cui non riesco a dedicare il tempo necessario per portarli avanti, il fatto che non sono sicuro in quale posto abiterò (abiteremo?) nel futuro medio-distante, la possibilità di cambiare lavoro o modo di lavorare, i rapporti coi miei parenti (che a parte il viaggio brevissimo in Taiwan dove ho visto Filippo e la mamma, non ho visto da gennaio del 2003), i nonni che un giorno partiranno, il mio paese dove ormai sono uno straniero.

Ma almeno mi fa piacere che il Puerto Rico abbia fatto 3 vittorie contro soltanto una sconfitta nel basket! Inoltre uno dei giocatori più forti della squadra, Carlos Arroyo, è di Fajardo, dove abita una mia zia (e di dove era il protagonista di un altro romanzo mai portato a termine, Luis Mitchell Velasco, conosciuto anche come "Luis el boricua"

Oggi mi è venuta nostalgia dei miei -- è da tanto tempo che non sento nemmeno la loro voce! E chissenefrega se questo mi lievita la bolletta dell' OTE, le emozioni importano più dei soldi, inoltre a settembre probabilmente avrò molto lavoro.

Un' altro conto in sospeso: quello della salute e dello stato fisico. Quando non dormo ogni notte nello stesso posto e non so quando mi sveglierò, non riesco ogni giorno a fare gli esercizi per la schiena, per non parlare di andare in piscina o correre!
Negli ultimi giorni ho avuto alcuni problemi preoccupanti coi miei occhi: si riempono di schifezze, soprattutto di sera e al mattino, si stancano facilmente, mi fanno male. Lunedì vado dall' oftalmologo... ci sono anche vari altri lavori da sbrigare.

Comunque malgrado i problemi trascorsi in Taiwan, Eva ed io abbiamo potuto fare delle vacanze piacevoli e rilassanti. Una settimana a Skiathos, dove abbiamo potuto anche mangiare cibo indiano delizioso e coccolare un sacco di gattini (c'erano alcuni a cui 2-3 signori venivano ogni giorno per portare il loro cibo, erano giocherelloni). Più recentemente, 2 giorni e mezzo a Metsovo, patria dei vlachi, dove ho comprato un mattone di formaggio! (a parte questo davvero non mangiavo bene -- i metsovesi sembrano amare la carne pesante e grassosa)
Ora ho ripreso il lavoro ma non è ancora la stagione dei convegni.
Nella prossima settimana mi faccio dei biglietti di visita nuovi (sempre della Rabbit Translate). Prima però vedrò quale sarà la mia nuova e-mail di lavoro, perche ho vinto un abbonamento da 8 mesi gratis con la Hellas on Line.

A risentirci...


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