avremo altri nomi e altri modi per perderli di nuovo.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
domenica 1 febbraio 2009 - ore 15:18
Ninna nanna al corpo che ha ragioni superiori o serve solo a fare la pipì
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perdere la voce in un apri gli occhi che fa quasi male.
Tu dietro che mi stringi, io che potrei ricordare perfettamente ogni volta che quella canzone è stata accuratamente selezionata per dirmi qualcosa mentre le pareti di casa mia restavano in silenzio e il telefono era afono.
Torno ad avere quei sette otto anni in meno di colpo, sotto leffetto straniante di canzoni che hanno fatto la storia (o sarà stato leffetto del bacio di Toffolo ?!?).
Torno ad essere quella di ieri, con le stesse paure, lo stesso batticuore mentre intonano la Canzone della Cameriera, mentre Come mi vuoi magari non la cantano, ma penso a tutte quelle volte che ho gridato farò lavvocato, non il disperato, ma in unaltra vita e poi adesso...trovarmi alla mia età così... tra un esame di diritto civile e la causalità inadeguata delle mie scelte...
E poi girare in mezzo ad un locale dal nome indefinito (Zion?Zaion?) a cercarti, scambiandoti per allegre ragazze morte con i capelli castano chiaro e faccia pulita. Quando lunica cosa da fare, era guardare in alto e sentire chi cantava più forte.
Non avevo promesso di scriverlo, ma, ho conosciuto incazzosa. Dopo aver dato dellincazzosa a vanvera e sotto lo stato di beatitudine della birra. Ed è stato gratificante.
Ed è stato importante, una maschera in faccia, capire che sarà sempre così.
Mai come voi.
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sabato 31 gennaio 2009 - ore 17:13
Era bello il cielo d’inverno come i tuoi denti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è un tempo per ogni cosa.
I capelli blu, il piercing al naso, il chiodo trovato all’usato, il crocifisso, i bindi da periodo indiano.
E la fissa per le essenze, i fiori appassiti, la zampa di elefante e gli anfibi, Baudelaire prima di dormire, il periodo Andrea De Carlo, guardare Kitchen fino a tardi.
C’è stato il tempo per amare qualcuno di proibito, qualcuno che non avresti mai creduto, qualcuno che non lo meritava, e quello per piangere su una kefiah rossa, per scontrarmi con la relatività, per farmi disegnare un fiore gigantesco in faccia.
Ci sono stati i pomeriggi di versioni di greco e mele da sbucciare, Alex ed il suo archivio magnetico che in vespa si aggiravano sul Montello, una casa con i cavalli e due bambini selvaggi col moccio al naso e scalzi, tu che tornavi da Londra con stelle fluorescenti e gonne a pois.
C’è stato il tempo per ogni se. Soprattutto se farsi del male.
Ma loro c’erano sempre.
Anche quando la sorella di mio fratello aveva un debole per me.
Anche quando la festa era a Buoenos Aires, e il sangue arrivava solo dopo un po’ a coprire quel poco che puoi vedere del tuo interno.
Anche quando gli occhi erano bassi, e quella volta che i capelli hanno preso il nero e ti ho detto ’vieni ad aprire che ho fatto un piccolo intervento a vivo’ solo per assomigliarti di più.
Loro c’erano sempre, e tanto lo so che dico che stasera è l’ultima volta.
Fino a quando non avrò abbastanza nostalgia di un portapigiamino e una salamandra.
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venerdì 30 gennaio 2009 - ore 19:39
Secondo Emiliano
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chiamo lo stipulante da una cabina del telefono.
Gli dico di legare e mettere a congelare il terzo beneficiario nel freezer, vivo.
Che il debitore ceduto non è contento, e ha intrallazzi con la signora Tina Anselmi. Sai mai...
E una vita piena, non cè che dire.
E semino bustine di camomilla in ogni borsa e angolo. La camomilla che è come uno shampoo e lo shampoo che è come una mamma che ti coccola la testa.
Forse tornerà il giorno in cui riuscirò di nuovo a distinguere le persone senza chiedermi sempre se siano legittimati, soggetti attivi o passivi.
E a denunciare che si tratta solo di simulazione.
Quando dico che vorrei essere come la Scavolini.
La più amata dagli italiani.
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martedì 27 gennaio 2009 - ore 19:38
Rimini in "Lo strano percorso di <ogniuno> di noi"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Con la testa incastrata dentro una boccia.
Il pesce rosso circumnaviga la mia coscienza.
E mia cugina ascolta Max Pezzali. Ora capisco perchè il suo ragazzo la tradisce.
Che ogni cosa è illuminata. E io mi sento una di quelle lampadine a basso consumo.
Ma non cè conflitto nella mia vita, la cui risoluzione non possa essere deferita a Forum.
Ah, e io continuo ad amare i the bastard sons of Dioniso.
E anche te.
(Eravamo in diretta? Lo si poteva dire in tivù?)
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sabato 24 gennaio 2009 - ore 00:25
Niente baci alle alpenliebe
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per la seconda volta nello stesso giorno mi sento dire che non sembravo così bella, un tempo.
Paolo che era troppo impegnato a scrivere canzoni e a tormentarci con i suoi Lara la-ra-dio.
Marco che sapeva che non piangevo, quel giorno, per il prezzo dei pomodori al Migros.
Stanotte vorrei fosse diversa.
Vorrei stare nella pancia di una città che non mi parla, con un gatto addormentato su una poltrona finto retrò dellIkea ad ascoltare i rumori da lontano delle fontane, la baldoria degli altri tra un infuso di tiglio e la certezza di aver scelto quel momento.
In un posto che mi faccia rinascere.
Forse è questo quello che intendo quando ti dico che mi sento ancora a metà. Che ho bisogno di altra febbre per crescere, e di sbattere la testa, e di una stanza con i confini, e di fare la spesa e fare i conti solo con me.
Forse è per questo che stanotte incrocio le dita. E sogno una pancia.
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martedì 20 gennaio 2009 - ore 17:59
Sforzi ripagati con uno...Studiaaa!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Hai l’onere di avvisare Robertina e gli altri felini...
Gentes ci aspetta.
Per ovvie ragioni tecniche (ma quanto ssì lento, e per il tuo voler puntualizzare sempre la mia impulsività maleducata...) hanno il tuo numero di cellulare...

Noi ci saremo!
...ah, e anche le Bollicine hanno il ciclo, ipse dixit.
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domenica 18 gennaio 2009 - ore 02:04
E non è il polo sud, qui non è il polo sud
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fare i conti con il vino dolce a questora, e il retrogusto nauseabondo del balsamo per i ricci di una ragazza delusa che mi si siede vicino.
Fare i conti con quel freddo tremendo, livido che ti senti addosso.
Come ieri pomeriggio, vestita e truccata, a camminare in giro per casa con gli orari in testa dei treni, aspettando solo che ti accorgessi che mancava qualcosa. Solo un tuo cenno.
Succede di lasciare aperta lacqua del rubinetto della vasca. Basta accorgersene in tempo.
Prima che si allaghi la casa intera.
Prima di questo freddo sporco e bagnato.
Di un pigiama, una pizza fredda, smalto nero, un cellulare scarico, Alberto che sempre prova a calmarmi con le solite frasi.
Prima di Mi manda Raitre, lultimo treno per arrivare giusto in tempo, di una mattina di sveglie che non suonano e un bambino che mi regala disegni brutti.
E tu mi chiedi che cosho.
Freddo. Tanto freddo.
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sabato 17 gennaio 2009 - ore 15:04
Quella ragazza non è normale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Erano in tre, a volto coperto.
E non si sono presi nulla di valore.
A parte il mio malditesta.
La festa era a Buenos Aires, perchè il corpo è fragile, ma la vita violenta.
Mi ripeto.
Mentre spedisco il mio nome in busta chiusa a te che hai impegni per la prossima settimana che cè il Festival del cinema a Goteborg.
Ma io non ho fretta.
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venerdì 16 gennaio 2009 - ore 21:11
Your face is a mess
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse i sentimenti non esistono.
E siamo tutti pesci da mangiare, dice lui, in mezzo ad una sala piena di tappeti ed orchidee e gente seduta a gambe incrociate per terra.
Da qui si vede il letto sfatto, una Olivetti impolverata, foto sparse a caso.
Forse io e Alberto stiamo bene così, stasera.
Io e lui, in silenzio, il cartone di una pizza mezza avanzata, e il profumo dei suoi capelli da sciampoloreal.
Io che quando scrivo forse cerco solo un modo per corroborare piani e tesi, mentre il soffitto mi cade addosso.
E mi chiedo se pensi ancora ai cerchi delle mie collane da sfilare.
Mentre laria misteriosa occupa in modo pacifico questa stanza.
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venerdì 16 gennaio 2009 - ore 12:08
Corri che ti passa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’acetone si mangia le mie unghie, mentre le pareti si restrigono e vorrei essere tutta argentata come il domopack.
Succede che un pomeriggio, con una boccetta di smalto nero in mano ti senti la comparsa di un racconto della Vinci.
E non capisci in quale senso.
Come l’amore.
Non lo capisci, no.
Alla fine tutti e due muoiono, dice ad intervalli alterni, Mike.
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