AVVERTENZA: Prima di proseguire nella lettura dei miei post assicuratevi di non essere facilmente impressionabili...!

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Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Il cuore ha sempre ragione.
(Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia)
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giovedì 14 gennaio 2010 - ore 22:03
CitazZzione
(categoria: " Riflessioni ")
"Sperate nel presente. Ci sono momenti in cui è difficile credere nel futuro, quando non si ha abbastanza coraggio. Quando accade, concentratevi sul presente, coltivate la felicità delle piccole cose finchè non tornerà il coraggio. Aprite il cuore alla bellezza del momento successivo, dellora seguente, della promessa di un buon pasto, di un buon sonno, di un libro, di un film, della possibilità che stanotte le stelle risplendano e che domani ci sarà il sole. Affondate le radici nel presente finchè non sentirete in voi la forza di pensare al domani".
Ardis Whitman
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giovedì 14 gennaio 2010 - ore 20:16
In cerca della strada...
(categoria: " Lavoro ")
"Cosa combino": fino a pochi attimi fa, da due anni a questa parte, compariva "scienze della comunicazione e giornalista".
Ho eliminato il giornalismo. E da mesi che non scrivo articoli, è da ancor di più che ho deciso che quella non è la mia strada.
No, non voglio fare la classica giornalista, la cronista, o peggio ancora una serva della pubblicità.
Se voglio fare la giornalista, faccio la giornalista a modo mio e su quello che voglio io. Potrei fare leditorialista, la giornalista di una rivista turistica o di storia, tenere una rubrica su una rivista... La giornalista soft, leggera, che esprima me stessa. Io sono una creativa.
Scrivere per me è libertà e il giornalismo mi appare lesatto opposto. Non si conforma al mio carattere, ai miei ideali.
Scrivere è un piacere e fare la classica giornalista mi arreca forzatura.
Io, nella vita, vorrei scrivere... Ma scrivere non significa necessariamente fare la giornalista. Vedremo....
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giovedì 24 dicembre 2009 - ore 09:45
Al giorno doggi andrebbe così....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
25 dicembre 2009
"Trovato neonato in una stalla - La polizia e i servizi sociali indagano"
"Arrestati un falegname e una minorenne"
BETLEMME, GIUDEA -
Lallarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla.
Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi blindati delle forze dellordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H. di Nazareth, ha opposto resistenza, spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti
sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.
Il Ministero degli Interni e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero infatti essere degli spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo doro e di sostanze presumibilmente illecite.
Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al Quaeda.
Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due. Nel frattempo, Maria H. è stata ricoverata presso lospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche.
Sul suo capo pende laccusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio. Il primario del reparto di Igiene mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: "Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio - come in questo caso - la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il quadro. Sono comunque
certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per un paio di anni, le persone coinvolte - compresi i tre trafficanti di droga - potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo nella società." Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe.
Pare infatti che affermino di essere stati costretti a recarsi nella stalla da un uomo molto alto con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (!), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato.
Un portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: "Gli effetti delle droghe a volte sono imprevedibili, ma si tratta senzaltro della scusa più assurda che io abbia mai sentito da parte di tossicodipendenti. "
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lunedì 21 dicembre 2009 - ore 20:27
Questo blog NON è in pensione!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questo blog è sempre più pensionato, ma non lo abbandonerò, no no, non sia mai che la sottoscritta abbandoni un blog!!!

Non cè scusa che tenga!
Ok facebook che spodesta qualsiasi social network, ok impegni, esami, lavori e Amori (non cazzecca molto come accoppiata, ma faceva rima...

), Amici-cicci ecc...
Anche a costo di pubblicare cagate come sto facendo adesso, questo blog non chiuderà!

Quando avrò finito di fare la diva anni 20 forse scriverò anche qualcosa di serio e impegnato....

Anzi, togliamo pure il "forse"! Promesso che lo farò!!

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domenica 15 novembre 2009 - ore 22:49
Non ti scordar di te
(categoria: " Riflessioni ")
Stavo pensando che i ricordi sono autentica contraddizione.
Per l’uomo un ricordo può essere “tutto”, ma essendo qualcosa di inconcreto, è allo stesso tempo “niente”.
Un ricordo più è bello, più è doloroso evocarlo.
Un ricordo è reale, fa riprovare le sensazioni svanite… Eppure, vivendolo in differita, non è altro che un miraggio, un’illusione, un avanzo effimero e riscaldato a microonde della felicità.
E’ come una droga… Quando lo rivivi stai bene. Quando finisce e ti rendi conto che era solo un sogno, paghi lo scotto.
I ricordi sono sadici e dispettosi. Quando si tenta di richiamarli vividi a comando, quando vi è volontà di rimembranza, essi si nascondo, si fanno beffa, creano confusione per mimetizzarsi meglio e non farsi scoprire.
Perché sono orgogliosi e dispotici, capricciosi ed insolenti: decidono loro quando comparire, quando farsi trovare. Vengono a farci visita senza preavviso, permesso o invito e possono tormentarci fino a procurarci uno stato di ebbrezza.
Ciò che vogliamo ricordare, spesso lo dimentichiamo, e ciò che ricordiamo meglio, talvolta, è ciò che vorremmo dimenticare.
Non ho mai capito secondo che criterio la nostra mente decide cosa tenere con sé, cosa gettare nel burrone e cosa seppellire sotto tonnelate di fango e sassi. Non c’è teoria psicologica che tenga.
I ricordi possono essere freddi o caldi. Quelli che lasciano i brividi sono quelli più vuoti e profondi, quelli caldi sono coperte che avvolgono, asciugamani che tamponano, cuscini da stringere.
Il ricordo può essere profumo, fisionomia, silhouette, tocco, fotografia, angolo di mondo, sensazione, suono, eco, puro colore. La polimorfia assoluta, mutevolezza cangiante, mille facce in continuo movimento: inesauribile pluralità di maschere. Sì, perché tutto ci può ricordare e tutto può essere ricordo.
Il ricordo è passato, eppure nel momento in cui lo riviviamo si fa presente… Ed è qui la fregatura, è qui che l’uomo cade e si rende conto che è solo un altro giro di valzer, è solo un fotogramma digitale prodotto dal cervello che poi sviluppiamo in una camera oscura. La rimembranza ci rende tutti fotografi.
Con il ricordo, tutti diventiamo artisti. Perché non è altro che una nostra creazione. Una tela che noi dipingiamo e poi distruggiamo, una lettera che scriviamo e poi inceneriamo, una canzone che componiamo e poi non suoniamo: un pezzo di vita che interiorizziamo e metabolizziamo secondo il nostro punto di vista, esaltato dall’emozione , con luci sovraesposte a seconda di come abbiamo vissuto.
Ricordare è scoprire ogni giorno per la prima volta un pezzo di sé.
Ricordare è fondamentale ed importante, ma non è una novità. Ricordare è bello, ricordare ci fa rendere conto di ciò che ci manca e di ciò che abbiamo perso: una cartina tornasole delle nostre censure.
Non fa altro che schiaffarci la realtà, facendone il confronto: ci mostra quanta strada abbiamo fatto e quanta ce ne manca.
Un unico pericolo, in questo cammino: perdersi.
Meg
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venerdì 23 ottobre 2009 - ore 22:52
Tutta la vita davanti
(categoria: " Riflessioni ")
Tempo al tempo.
Ossessionata dal tempo.
Inseguita dal tempo.
…Nella mia vita ho fretta.
Ho fretta di vivere…
Sono impaziente di vivere…
Non vedo l’ora di vivere…
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domenica 11 ottobre 2009 - ore 22:29
Un anno e un giorno in più
(categoria: " Pensieri ")
Un buon NON compleanno a me.
Ah, domani è il mio compleanno? Dalla regia mi dicono di sì.
Giungo alla vigilia del mio compleanno indifferente, priva di alcun entusiasmo, senza nemmeno rendermene conto.
21 anni, un’età priva di interesse, come tutti gli anni dai numeri dispari. Per fortuna è arrivato Fabrizio Moro che ci ha fatto una canzone, almeno ci ha tolto un po’ di banalità!

Per fortuna il poker ne ha fatto pure un film, che ha dato un briciolo di significato a tal numero.
Sarà per questo, sarà che è un periodo strano, ma stavolta il mio compleanno non lo sento prorpio per niente. Non ho nemmeno voglia di festeggiarlo…
Mia mamma mi chiede che torta voglio per colazione, per me una vale l’altra, non so cosa risponderle.
Faccio mente locale e mi accorgo che domani è lunedì.
Da bambina ero fissata con il giorno in cui compiere gli anni. Odiavo compierli di domenica perché così non mi facevano la scritta alla lavagna e non vedevo i miei amici, odiavo compierli di lunedì e giovedì perché erano due giornate insulse per la mia mente infantile… Avrei voluto compierli ogni anno di mercoledì, il mio giorno della settimana preferito all’epoca. Credo di essere pure nata di mercoledì, chissà, magari c’è una correlazione…

Ora non ho preferenze, certo compierli di sabato o domenica mi metterebbe più allegria… Non ho più il complesso della lavagna! XD
Ho spesso immaginato una festa a sorpresa, oppure un rapimento romantico, o ancora un dolce risveglio e ho sempre cercato di realizzare a chi amo il compleanno che sognavo per me.
Ricordo l’emozione di certe visite a sorpresa, o messaggi, telefonate di persone perse di vista da svariato tempo, la gioia nel cuore di scoprire di non essere stata dimenticata.
Ricordo l’amarezza di auguri mai ricevuti da persone per il quale pensavo di contare qualcosa, la delusione del vuoto, dell’essere dimenticata. Crescendo ho capito che il mondo corre, il calendario cade, le giornate volano e che se qualcuno si dimentica magari non è per cattiveria, non significa che non mi voglia bene. Capita. Capita e basta. Anche a me. E ultimamente sempre più di frequente… La frenesia della vita non fa sconti a nessuno.
Io credo che gli auguri di buon compleanno abbiano un significato molto importante e che quindi se vanno fatti, bisogna che siano davvero sentiti, proposti col “cuore”.
Dire “buon compleanno” ad una persona significa dire “grazie di esistere”, sennò che senso avrebbe festeggiare il giorno della nascita di qualcuno? Significa essere contenti che quella persona sia nata, perché senza di essa non sarebbe la stessa cosa, perché è traccia di amore, una presenza importante e tangibile.
Festeggiare un compleanno è festeggiare la preziosità della vita, ricordare che il tempo passa per tutti, ringraziare il Signore per il dono di un altro anno sulla terra, della concessione di tante albe e tramonti per una serie di epoche.
Già, dopotutto mi sto contraddicendo… All’inizio disprezzo il mio compleanno e poi dico che dovrei solo ringraziare… E’ vero.
E allora Buon Compleanno a Me, festeggiamo. Festeggiamo perché sono fortunata – sono fortunata perché ho il privilegio di festeggiare. Festeggiamo perché sicuramente qualcuno mi festeggerà, festeggiamo perché riceverò valanghe di auguri, festeggiamo perché ognuno se lo merita un giorno dedicato a sé…
E perché, a prescindere, ogni giorno di più si dovrebbe festeggiare!
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martedì 29 settembre 2009 - ore 21:17
A tutta birra
(categoria: " Riflessioni ")
A volte mi sembra di pensare troppo al tempo... Al tempo che passa, al tempo che vola, al tempo che ho a disposizione, al tempo in ogni sua accezione, presente, passato, futuro...
E ogni volta mi sconvolgo di quanto esso sia carente, di quanto sfumi velocemente, di quanto poco basta per cambiare aspetti e situazioni della propria vita.
Già, penso troppo al tempo. E penso troppo al passato, e forse dovrei pensarci di meno. Togliamo pure il "forse".
Eppure mi sembra di avere iniziato laltro giorno luniversità... Ed eccomi invece allinizio dellultimo anno, eccomi già a pensare alla tesi, a macinare sulla specialistica.
Eccomi qui a rinchiudere in una scatola lettere, ricordi, diari segreti delladolescenza perchè semplicemente le cose sono cambiate.
Sono cambiata io e di conseguenza ciò di cui mi circondo, sono cambiate le mie priorità, sono cambiati i progetti, ciò che veramente conta, e sono cambiate alcune amicizie.
E giusto cambiare, serve... Soprattutto quando qualcosa non va. Ed effettivamente qualcosa non andava!

Nella mia vita ora voglio concentrarmi negli affetti, pochi ma buoni e autentici. Via il surplus, via qualsiasi eccesso ed inutilità, via ciò che mi toglie serenità. Perchè essere masochisti?
La serenità sta nellindispensabile, sta nel condividere la propria esistenza con chi lo merita, sta nello stringere la mano a chi veramente conta, sta nel prendersi cura di se stessi senza pretendere troppo, sta nel potere ancora respirare.
La vita è già dura di per sè, perchè mai complicarsela?
A tutta birra verso il futuro... Conservando del passato solo ciò che è costruttivo e ciò che è di valore... E abbracciando calorosamente il presente: solo così potrò assaporarlo.
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lunedì 14 settembre 2009 - ore 09:49
Tempus fugit
(categoria: " Pensieri ")
A volte il tempo sembra sfuggirmi. Penso ad un anno fa e mi pare sia un’altra vita, un’altra realtà, come se fossero passati almeno dieci anni. Talvolta mi sembra quasi di essere morta e rinata un’altra volta… E’ una sensazione strana, non è quel che comunemente si definisce “deja vù”.
Ed eccomi qui, nel bel mezzo di quelli che chiamano “gli anni migliori della propria vita”. Giovane, in un corpo tonico e potenzialmente appetibile, i capelli ancora del mio colore, il volto pieno e non segnato dall’età. Qualche rughetta forse, in fronte, ma sono solo i segni di un cervello in perenne attività cerebrale: il marchio di chi, come me, pensa troppo.
Mi sono guardata allo specchio… e mi sono domandata come sarò da vecchia. Mi sono domandata se avrò ancora i miei morbidi ricci, se me li tingerò o li lascerò grigi, se sarò comunque attraente, magari sono come il vino buono che invecchiando diventa migliore…
Ho spesso avuto la tentazione di scrivere un’autobiografia… Ma scrivere qualcosa del genere a vent’anni, non so se abbia molto senso. Va bene che ho sempre avuto una vita movimentata, talvolta caratterizzata da elementi richiamanti la telenovela, ma alla fine, in questo primo ventennio cosa ho concluso che sia veramente degno di nota? Potrei raccontare delle mie passioni, ma a chi potrebbero interessare? Potrei raccontare dei miei problemini di salute, del contorto rapporto che ho con il mio apparato gastro-intestinale, ma che tristezza…! Oppure potrei fare l’elenco delle mie conquiste e il necrologio delle mie storie d’amore fallite…

Di una pesantezza allucinante!
Poi penso… Da vecchia avrò qualcosa di interessante da raccontare ai miei lettori? E avrò poi dei lettori? Perché per raccontare ci vuole anche qualcuno che ti ascolti o che ti legga! E soprattutto… Farò a tempo a mettere nero su bianco la mia vita? E se morissi prima di riuscirci? Dovrebbe scriverla per me qualcun altro, ma chi lo farebbe?
Sinceramente penso che preferirei non avere nulla di particolarmente eclatante da narrare. Forse qualcuno lo troverà stupido, ma vorrei avere una vita tranquilla, senza eventi avventurosi da romanzare.
Vorrei una vita normale. Piena di amore e pienezza. Non una “vita spericolata” alla Vasco.
Quel che mi preme è avere la possibilità ed il privilegio di poter invecchiare. E di avere l’onore di farlo con qualcuno accanto… Credo che se così accadrà, sarò addirittura felice di essere anziana.
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