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Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor

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C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.
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"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".

Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.
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mercoledì 18 ottobre 2006 - ore 11:14
Palestrismi #3
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Classe, saluta Silvia
Ciao Silvia!
Silvia, saluta la classe
Ciao classe!
Bene Silvia, raccontaci il tuo problema
Io odio sudareVedete, il fatto è che vorrei eliminare le tossine senza sprecare liquidi corporei. Accetto il dover faticare per dimagrire e potermi di nuovo specchiare senza frignare, ma detesto sudare, detesto quelle goccioline che scendono sulla fronte, le odio. Ma parliamo d’altro, poi risulto sempre la solita rompiscatole mai contenta di niente.
Anche oggi palestra. Ed è venuto il momento per la nostra istruttrice del mercoledì e venerdì di essere battezzata, e credo che la chiameremo Siù-Giù, da leggersi con le dieresi sulle U - dicesi anche
umlaut. Purtroppo ha questo problema congenito (suppongo, e spero per lei non sia volontario) di parlare con tutte le vocali chiuse. E gridare con tutte le vocali chiuse. Enfatizzandole per di più, cosa che mi fa andare in bestia. Anche se stamattina aveva una felpa della Dutch bella da impazzire.
Mercoledì uguale step, non se ne scappa. Non è servito proferire verbo, quando mi sono fermata tastandomi la rotula con l’aria terrorizzata si sono rese tutte conto subito (perspicaci ragazze di mezza età) che probabilmente ho qualche problema alle ginocchia. Domani avrò due grossi meloni, e non dove vorrebbe Maury. Ma sento già di aver preso confidenza con i miei muscoli e con i miei arti superiori e inferiori. Iniziano a rispondere ai miei comandi.
Come mai sono l’unica compiaciuta quando riesce negli esercizi?
Perché quelle donne che indossano il doppio dei miei anni e pantajazz decisamente più attillati dei miei non hanno bisogno di compiacersi. Non si sono mai autocommiserate, sono sode e toniche. Sono io che esulto a ogni passo riuscito, a ogni serie completa, sono io l’unica che non si ferma con Siù-Giù per ricevere consigli su come rassodare le cosce mentre passo l’aspirapolvere, sono io che a fine lezione fuggo tapina per non farmi vedere e non finire nel giro di pettegolezzi della palestra. Ho ancora una vita privata. I cazzi degli altri me li faccio con molta più discrezione.
Non dovrei rendere note le mie peripezie atletiche, ma ho bisogno di un promemoria, di una falsa coscienza. Di rileggere questi estratti di vita fra qualche mese e voltarmi indietro salutando il mio culo da Elena Santarelli. Hey, piccolo, ti ricordi com’eri prima? Che gran chiacchierate ci faremo, un giorno, ricordando i vecchi tempi…
Palestrismi #3.bisHo scoperto che Santa Maria Novella è divorziata.
Ecco da dove caga fuori i soldi.
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martedì 17 ottobre 2006 - ore 09:53
Palestrismi #2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vorrei spezzare una lancia sulla schiena del mio istruttore di palestra del lunedì, che chiameremo per non farci sgamare Ercolino Sempre In Piedi. Per carità, è uno che del suo mestiere ne sa a quintalate, lo ammetto. È tutto nervo, tutto muscolo, ha il culo della Santarelli pur non essendo né me né la Santarelli. Ma da ieri lo terrò sott’occhio, perché mi sa di marcio.
La prima volta che l’ho visto, Ercolino mi ha ispirato una semi fiduciosa simpatia, nonostante non abbia riso a nessuna delle mie battute autoironiche. Ti pago, quindi ridi, cazzo. Ieri invece ho capito cosa vuole, qual è il suo unico scopo: fare il figo con le signore. Non volevo lasciarmi influenzare dai pregiudizi, ma lui è lo stereotipo dell’istruttore di palestra, solo con qualche anno in più.
A inizio lezione era lì, circondato di mamme forse nonne che gli chiedevano di sua moglie e suo figlio, e scherzava con frasi ambigue e doppi sensi tipo
“no, non intendevo che mi eccitate in quel senso, io intendevo nel senso che mi eccita allenare un gruppo così forte e impegnato, mi gratifica, ah ah cos’avevate pensato donne mie!”, e le signore gli appoggiavano la mano sulla spalla ridendo a crepapelle con quel giocherellone, mentre con l’altra si scostavano i fluenti capelli dal viso. Stava impettito come un soldato di guardia, con le mani sui fianchi, le gambe atleticamente divaricate e nervose e il sorriso panoramico. Il momento dello streccing di rilassamento è stato una mitragliata di messaggi subliminali, questa volta sotto forma di canzoni di Biagio Antonacci. La canzone parlava di ingenuità, accarezzare dolcemente, non ti vergognare e cose del genere. A fine lezione si è circondato delle solite imbarazzanti madri di famiglia che lo ringraziavano perché
“mio marito ha detto che i tuoi esercizi per i glutei hanno fatto davvero un ottimo lavoro, Ercolino Sempre In Piedi”. Io me ne stavo lì in disparte, a guardare Madre di Famiglia che fa Palestra con i Pantaloni Bianchi n. 1 mentre attendeva il suo turno di flirtare con Ercolino, e intanto allungava la schiena toccandosi i piedi con la punta delle dita, ma dando la schiena a Ercolino e facendo miracolosamente uscire un perizoma in pizzo color panna. Ha dovuto attendere che Madre di Famiglia che fa Palestra con i Pantaloni Bianchi n. 2 finisse di mostrare quello che restava dei suoi addominali, facendo risalire la canotta attillata come una persiana fino al bordo in pizzo di un reggiseno color glicine.
Io sono uscita riflettendo su quanto un giorno mi sarebbero utili questi complimenti gratuiti per risollevare il morale, ma mai farò la coda per elemosinare una battuta a sfondo sessuale di Ercolino, mai. La mia dignità vale di più. Anche senza culo della Santarelli o addominali di Geri Haliwell, ma dopo le Spice, eh.
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lunedì 16 ottobre 2006 - ore 11:13
Ombralonghismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Soprassediamo sull’autista del bus numero 4 che, portandoci a Treviso, ha sbagliato strada e ha fatto inversione in Strada Ovest. Soprassediamo.
Parliamo invece di Treviso che si riempie e si svuota, perchè i residenti non sono esattamente euforici per l’ingresso di 15mila (stime odierne) etilisti in città. Ma l’Ombralonga è un momento di gioia, condivisione, comunione, amicizia. L’Ombralonga è il vanto della popolazione sana della nostra Marca Gioiosa.
Ma andiamo per ordine. Quest’anno, esperienza insegna, mi ero munita di tutto il necessario per affrontare correttamente un’Ombralonga come si deve. Bottiglietta d’acqua per sciacquare la bocca prima di cambiare vino, utile anche per pulirsi le labbra quando il sapore del rosso diventa opprimente; salviettine umidificate profumate per pulirsi le mani, perchè non è che ci son i bagni con l’erogatore di sapone; scarpe da ginnastica (come ogni anno, e non serve esperienza) e abbigliamento strassa che se mi macchiano bestemmio più piano; macchina fotografica preventivamente custodiata; cellulare caricato di fresco perchè ci si perde in un batter docchio.
Bella giornata. E vorrei ricordare che
"Jesus Loves Ombralonga", perchè avevano previsto brutto, come ogni anno - e cè stato un sole stupendo, come ogni anno.
Grazie a chi cera.
FOTO OMBRALONGHEViste generali, sulla pescheria, sul duomo e sui Buranelli




Si comincia male, grazie al sempre presente Michele e al nostro Luca ci piazzano in mano uno scherzoso Montenegro. Col sole e trentagradicentigradi.

Organizzazione Meri e il Tupperware di salame

I migliori

Ma anche


Felici incontri


Brutti incontri

Varie



Il pensatore

E per la serie "Dany come ti vesti oggi? Che non andiamo via come gemelline..."

Per l’appunto...

Ah, vorrei avvisare chiunque vedesse foto mie e della Dany su siti internet sconosciuti che quell’ubriaco senza denti ha insistito fino al fastidio per fare una foto con noi.
E i ragazzini che ci hanno fotografate perchè li abbiamo indirizzati verso lo stadio per recuperare la macchina sembravano innocui, per questo ci siamo fidate.
Prometto che l’anno prossimo non mi faccio fotografare da nessun ubriaco ignoto che incontrerò per le affollate ed odorose vie di Treviso.
Ma per quest’anno siamo noi le più cliccate del web.
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venerdì 13 ottobre 2006 - ore 11:43
Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono una vera atleta, ginnica e scattante.
Un solo giorno di palestra e ho già perso un chilo.

Mezzo chilo è l’aria che mi manca dai polmoni.
L’altro è sudore evaporato nella prima mezz’ora di aerobica.
Domani sarò un catorcio. Acido lattico fin sulla punta del mignolo.
Ovviamente il culo è ancora da sistemare, ma prevediamo grandi miglioramenti entro Natale. Voglio festeggiare l’anno nuovo con un culo splendido. E’ sempre stato il mio sogno. E’ fondamentale avere un culo divino, si passa sopra a tutti gli altri difetti. Avere un culo perfetto ti fa sentire più in pace con il mondo.

La signora tutta truccata impestata che fa aerobica con me ha al collo una croce che neanche a Santa Maria Novella. Le braccia zeppe di bracciali d’oro, e orologio d’oro, e un anello per dito. E come borsa da ginnastica ha un valigione di Vuitton.
Mi chiedo da dove caga fuori i soldi.
Ho anche fatto pulizie a casa. Facevo ridere. Pantaloni corti, maglia strassa, calzettoni di spugna e le ballerine nere con la fibbia. Ridicola, ma necessario. Mi sono ancora un po’ strette, devo allargarle bene se no quando le metto mi si inumidiscono gli occhi dal dolore.
Ora che mi sono sputtanata, credo che posso andare a fare la spesa.
Tutto è bene quel che finisce bene.
E vorrei ricordare agli ospiti lettori che io sono onniscente e onnipresente. Io vedo e so tutto. Io sono il diavolo e l’acquasantiera.
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mercoledì 11 ottobre 2006 - ore 19:28
Capellismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ATTO I, scena 1Si apre il sipario. Entra Silvia sfavillante, radiosa. Incredibile, non è una parrucca. Ha davvero dei capelli splendidi, lucidi, morbidi e dritti. Si fotografa con l’aria soddisfatta. Saltella, è raggiante. Si accarezza i capelli, giura loro eterno amore. Silvia - Oggi finalmente sembro una che si pettina quando esce di casa.
Silvia ammutolisce. Sente un fastidioso fruscio.
Entra il coro.Coro - Noooo!!! Dove sono finiti i tuoi boccoloni?
Silvia - Chi osa interrompere la mia danza aggraziatissima!!??
Coro - Nooo!! Dove sono finiti quei ricci spelacchiati a cui eravamo tanto affezionati!!
Silvia - Bruciati a suon di fon. Li sentivo gridare. E godevo.
Coro - Noi ti preferivamo riccia!!
Silvia - Impossibile, i miei ricci sono inguardabili.
Coro - Non è vero! Sei tu che non li sai trattare!!
Silvia - ’scolta, ci ho provato in tutti i modi, non stanno.
Coro - Prova a curarli di più, meritano tempo ed attenzione!
Silvia - Taci e fottiti, coro.
[parte in sottofondo Pretty Woman]

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mercoledì 11 ottobre 2006 - ore 09:23
Autolesionismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vorrei divagare, ma la mente torna a ieri sera. Guardo l’ora sullo schermo del computer, merda sono le 9. Ieri al TG dicevano che una persona per fare un sonno fatto bene dovrebbe dormire 9 ore. Non so da quanto tempo non dormo 9 ore. Neanche nel weekend, perché se vado a letto tardi poi comunque per una qualsiasi ragione mi sveglio prima di quello che dovrei. E quello che dovrei sono 10 ore,
I suppose. Di sicuro mi conosco meglio io di quel gruppo di studiosi che generalmente si esercita su topi e maiali per stabilire quante ore debba dormire un essere umano. 9 ore, puah, sono secoli che ne dormo in media 6, e dovrei dormirne 10. Io sono superiore alla media in ogni mia caratteristica. Si, anche quelle negative ma divagherei troppo, e non ero partita a parlare di ciò.
Dicevo, ieri sera, maledizione. Possibile che io sia autolesionista, perché non sono ancora le 9 e sono già al computer. Ed è anche possibile che io sia autolesionista perchè cristoddio non si torna a casa ubriachi alle 2 di martedì sera, dai. E’ mercoledì oggi, giorno lavorativo. Ebbene, devo svegliarmi, devo attivare il criceto che baldanzoso corre sulla ruota del mio cervello. Credo sia ancora ubriaco però, perché più scrivo più mi rendo conto che vedo rosso. Ragazzo, datti una mossa o ti devo licenziare! Dai, cazzo, devo svegliarmi, dai, devo scaricare ora che emule è il nuovo scopo della mia vita. Devo andare a sistemarmi sti capelli spazzi e iniziare la mia figaggine. Devo scrivere per non dimenticarmi cos’è successo ieri sera. Dico io, dopo 5 caraffe di rosso in 5 (e poi 6) non è che uno può essere pienamente in possesso delle sue facoltà mentali, e qualcosa rischia di sfuggirmi. Anche perché lo sappiamo noi, che rosso era quello, dai. Stende anche Alcògan. Devo chiedere alla Dany, lei segna tutto. Dovrei iniziare anch’io.
Era tanto che:
Non facevo balla di rosso
Non tornavo a casa così spolpa
Non guidavo la macchina di una più spolpa di me
Non facevo MNG
Dobbiamo smetterla di uscire di martedì. Ci troviamo di venerdì la prossima volta, ok? Che ne dite? Scommetto che qualcuno è in ritardo, scommetto che qualcuno non sta studiando, scommetto che qualcuno non ha ancora cominciato con la tesi, scommetto che qualche vespa non ha ancora parcheggiato in centro, scommetto che slimer sta già importunando qualcun’altra, scommetto che quello che lavora a casa è il più contento di tutti.
Dai, pagate. Tanto lo so che ho vinto.

Ah... c’era uno, ieri sera, che mi chiamava Luttazzi. Che per quanto simpatico intelligente eccetera quello che vuoi, è tutto fuori che bello. Il tizio diceva che glielo ricordavo come atteggiamento, ma non è propriamente una cosa carina da dire a una ragazza. Soprattutto a una ragazza complessata come me.
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lunedì 9 ottobre 2006 - ore 11:09
Palestrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Da oggi posso dire che vado in palestra. Non ho ancora iniziato, ma l’ho deciso con severa fermezza, ed è già un passo in avanti – quindi dico a tutti che vado in palestra e non voglio sentire commenti ironici. Ho parlato con un istruttore dal sorriso plastificato e i glutei marmorei, che mi ha subito inserita nel suo corso di aerobica e tonificazione, e che sicuramente un giorno mi dirà quanto gli piacciono le ragazze con un po’ di pancetta e con il culone. Io riderò di lui dicendo che mai e poi mai potrei credere a una troiata simile e infrangerò il mio pugno molliccio sull’acciaio del suo petto, slogandomi il polso e fratturandomi le nocche.
Il mio ingresso non è stato trionfale come mi aspettavo. Nessun tappeto rosso, nessuna banda ad accogliermi, solo questo bronzo di Riace (bronzo è anche il colore della sua lampadatissima pelle) con il tipico fascino dell’istruttore. E non c’erano nemmeno rappresentanti di altre palestre che ho abbandonato fuggendo come una ladra e scomparendo dalla circolazione. La fauna femminile di questo sudoso e freddo ambiente entra ammiccando, e lui strizza l’occhiolino. Sembra un copione Poi finalmente si accorge di me. Si avvicina. cammina sulle punte, i muscoli tesi fino allo strappo.
- ciao, dimmi tutto.
- io volevo iscrivermi in palestra.
- benissimo, sei molto decisa. Prima di proporti qualcosa ti chiedo: quali sono i tuoi obiettivi?
- il primo sarebbe di rientrare in un paio di jeans che fino a due mesi fa mi entravano e ora fungono da lacci emostatici sui miei fianchi
- capisco, hai già qualche idea?
- mi piacerebbe fare fit boxe o un corso di aerobica
- vuoi dimagrire e tonificare?
- si, mi piacerebbe fare le scale senza arrivare in cima col fiatone, e non salire sudata dopo aver rincorso il bus.
- va bene! Vuoi partecipare subito a qualche lezione?
- no, oggi non mi sento pronta, ho bisogno di tempo. L’impatto psicologico sarebbe troppo forte.
- […]
- […]
- capisco. Allora vieni con me, puoi assistere…
- benissimo, stare ferma è la cosa che mi riesce meglio.
- […]
- […]
Cercavo solo di essere simpatica e sdrammatizzare.
Non credo che diventerò mai la sua preferita.
Ho conosciuto (o meglio, ho dato un occhio a) le mie compagne di corso. La ragazza con l’età più prossima alla mia è sui 28 anni. L’altra ragazza con l’età più prossima alla mia è sui 40. Le altre potrebbero essere tutte nonne mie. Tronfia e boriosa, mi sentirò terribilmente figa, e questo sarà di enorme aiuto alla mia autostima tanto provata dalle recenti delusioni. E per concludere alla grande, oggi andrò a comprarmi un paio di pantaloni per fare ginnastica. Per non sentirmi strassa almeno in mezzo a 50enni.
Ragazzi, nel giro di pochi mesi rientrerò nei miei jeans preferiti, avrò un culo da urlo, non mi vergognerò più di indossare gonne e maglie della mia taglia, e avrò gli addominali di Costantino.
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sabato 7 ottobre 2006 - ore 13:54
Shoppingismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non dovrei prendere bei voti agli esami, il delirio di onnipotenza successivo a un 30 mi sconvolge totalmente. Finisco con l’inebetirmi fino all’osso, e ciò significa che l’euforia si scaglia violentemente contro il mio portafogli e il mio contante. Il mercato rimane la via d’uscita migliore per entrambi (me e il contante).
Oggi ho comprato nell’ordine 3 paia di coloratissimi calzettoni al ginocchio, una gonna che mi sta un incanto e una maglia. Ma con qualche ora in più sarei stata in grado di svaligiare intere bancarelle. Perchè spendere il doppio quando puoi spendere metà? A volte scrivo delle ovvietà senza motivarle o giustificarle, ed è per questo che diventano dogmi e che mi sono paragonata a Gesù nel tempio.
Adoro andare al mercato. Poi mi lavo le mani con l’acido muriatico, ma adoro andare al mercato e con pochi spiccioli riempire la mia anima tormentata di gioia e femminilità.
Non posso però rinnegare Bologna, e quindi un acquisto dell’altro giorno nella mia splendida Bologna.
"SSSS" Che tradotto è "Soddisfazione Shopping Senza Spennarsi"
Piccola parentesi che non chiamo cinematografica per rispetto alla professione. Quando esce il film di "I love shopping"?

Non ho intenzione di comprare i libri, per questo voglio il film. E voglio vedere anche "Il diavolo veste Prada". Non so perchè, ma mi affascina morbosamente.
Ovviamente non sono ancora sazia di shopping. Ho visto una giacca meravigliosa, un perfetto connubio tra bon ton girl, fashion girl e
sono sempre splendidamente me stessa.
Sono molto fiera di me perchè la mia femminilità sembrava morta nel sogno di stanotte. Indossavo la mia bellissima gonna a fiori viola, bordeaux e marroni, con una sensuale maglia nera e i miei ultimamente inseparabili stivaloni neri taccodue. Studiare di bonifiche e disboscamenti per l’esame di storia aveva provocato in me il desiderio di compiere un’opera di pulizia delle mie gambe, ma nella prospettiva di mettere una gonna al ginocchio e stivali al ginocchio, e resami conto del poco tempo a disposizione, mi ero depilata solamente il sucitato ginocchio. Gli amici mi salutano, si complimentano per l’esame, uno rendendosi conto della gonna, che equivale a deforestazione manifesta, mi avvicina con: guarda che belle gambe femminili e lisce hai oggi! E io, stordita dall’esaltazione post esame – che mi durerà fino a luglio – rispondo: si, ma non hai idea di cosa ci sia sotto. Io intendevo sotto gli stivali. Maury sente solo la mia frase conclusiva, e vede solo il mio amico che mi tocca il ginocchio sollevandomi soavemente la gonna leggera. Mi guarda perplesso.
I miei sogni sono sempre più strani.
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giovedì 5 ottobre 2006 - ore 17:45
Esamismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La giornata è cominciata presto.
Equesta volta presto significa davvero presto:
treno alle 06.08 --> sveglia alle 05.10 --> occhi color sangueViaggiavo sulle media di due sbadigli al minuto.
Prendo posto sul costosissimo Eurostar che mi avrebbe portata a Bologna (le imprecazioni sulla mancanza di treni con costi umanamente accettabili verranno scritte su un foglio di carta, bruciate, e soffiate alla volta della direzione FS). E davanti a me chi si siede? Una vecchia, dolce, piccola suora rugosa. Sembrava fatta di cartapesta. Inizia a chiedermi se studio, cosa, poi si lancia in ricordi e mi fa notare che i suoi nipoti sono laureati, con ottimi voti, e hanno un ottimo lavoro nonché un’ottima posizione sociale. Ottimo, grazie sorella, mi sento meglio. Se non fossero le 6 di mattina potrei abbracciarla saltando il tavolino estraibile che ci separa. Scende anche lei a Bologna, mi chiede gentilmente se posso accompagnarla all’uscita dove “mi aspetta una suora”. Non si può dire in altro modo? Mi aspetta una conoscente, una parente, un’amica. E’ come se un senegalese mi chiedesse come arrivare alle due torri perché lo aspetta un negro. Cioè. Va beh.
Quando la saluto adducendo al poco tempo che mi rimane per andare in facoltà, la suora mi sorride dicendo:
oggi farò un rosario per i tuoi studi.
Inizialmente la ringrazio contraccambiando il cortese sorriso, in fondo è una vecchina simpatica, poco importa se mi ha fatto pesare la mia età e i decenni che mi separano dalla tesi. Poi però ho razionalizzato l’evento e la frase di commiato. Stupor. Cristoddio. Signora, sorella o come la devo chiamare, se la prof mi incula, prima divento ariana e poi vengo a cercarla e le faccio mangiare il rosario. Tento di trattenere i miei istinti. La suora è premurosamente scomparsa.
Insomma, arrivo a Storia. In segreteria sono più confusi di me, ma ne esco vittoriosa e trovo l’aula dell’esame. Dopo aver valutato la consistenza numerica dei presenti, senza fare l’appello la prof si allontana per una mezz’ora, poi appella. Da 11ma passo sesta. Cazzo. Sotto uno, sotto un altro: tutti che - perdonatemi l’eufemismo ma sono fine e ci tengo -
si cagano in mano. Guardandomi decidono, tutti insieme, che io ne so a pacchi. Mi attorniano come Gesù nel tempio. Do ripetizioni a una specie di modella con le ballerine rosse, la quale ignorava chi fosse Federico II; io grazie a Dio ho ancora il pieno potere sui miei neuroni. Insisto nel dire che Guglielmo il Conquistatore era anche detto il Bastardo, ma nessuno mi crede e mi augurano che mi venga chiesto all’orale.
Beh, tocca a me. Mi chiede subito i titoli dei libri che ho scelto. Tralascio particolari. Viene fuori che il programma su internet è quello di quest’anno, è vero, ma la prof ha appena iniziato il corso! “Certo che siete proprio dei testoni voi studenti” mi dice l’egregia docente “io dovevo specificarlo ma voi siete dei testoni”. Io con la mia testa non posso fare altro che annuire implorando un silenzioso perdono. “Beh, vediamo come se la cava allora, signorina”.
Avete presente quel movimento pelvico alla
YMCA? Quello con i gomiti a 90, e avanti e indietro, avanti e indietro, a simulare la più agghiacciante ed aberrante delle esibizioni. Sessualmente bromuro. Ecco quel movimento da oggi significa che io, sì proprio io, sono la regina del medioevo.
Anzi no. Io
SONO il medioevo!

Meno male che H&M non c’è a Treviso: oggi il mio bancomat è stato sacrificato al vile dio denaro, ho ecceduto ubriaca d’adrenalina e di scarso contante (cosa che mi permette di non avere la più pallida idea di ciò che spendo), e ho shoppingato sfrenatamente. Mi amo.

E amo anche quella docile vecchia suora. Non ho creduto, e mi pento.
Grazie del rosario.
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martedì 3 ottobre 2006 - ore 19:23
Festismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sabato sera si è tenuta la Festa dei 100: partita come un successo assicurato e assicuratasi come un tipico successo delle feste in casa Papparotto.
Intanto gli ambienti, curati nei minimi dettagli dai padroni di casa. Ma io avrei aggiunto il cartello
"non stiamo facendo una seduta spiritica e non è una veglia funebre". Giusto per la precisione. So che qualcuno avrà male interpretato. Le macchine passavano strombazzando.


Ed ecco il padrone di casa, in posa plastica

La zona bar - col telo rosso che macchia

Alcune (solo alcune, eh) delle delizie culinarie che sono riuscita a fotografare prima che una mandria di buoi a digiuno dall’84 non facesse irruzione nella stanza. Il rotolino in primo piano era il mio personale contributo.
El xè ndà via brusà.



All’arrembaggio!!!


With friends

With boy friend

Maury vs Fabrizia (100 vs 54)

Maury vs Chiara (100 vs 42)
Cazzo io pesavo 42 alle medie

Giochi di potere, di forza e demenza presenile.

I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuoooorr...

La festa si evolve rapidamente in una ludoteca.

No, Gabri, non così...

Ecco, così va meglio!

Sotto a chi tocca


Non sempre le cose sono semplici come sembrano. Il lavoro dei mimi diventa sempre più faticoso.



Questa mi fa morire, perchè è splendidamente significativa.

La Fu Bilancia Papparotto - distrutta dalla smania di vittoria di alcuni partecipanti che ci saltellavano sopra a piè pari nell’intento di salire di peso. Senza la quale non c’è stato un vero vincitore, solo tanti vincitori morali. E chili assunti prepotentemente.

Chi controlla i controllori? Chi fotografa i fotografi?

Lovely bier - un fustino, al posto del solito fustone

Il mio fustone autoironico... ingrossato da un cuscino sotto la maglia, con un omosessualissimo fiore rosso in testa, con i jeans bucati. Ma sempre amorevolmente alcolicamente Maury.
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