Il mio blog parla...parla....
IL MIO BLOG PARLA DELLA NEVE non della fredda, gelida neve e nemmeno della coca o di biancaneve.
...beh, cerco di farvi capire: avete presente quelle sfere con dentro i brillantini che vengono agitate per produrre la parvenza della neve che cade? Ecco la mia testa lavora allo stesso modo, la sfera e’ la testa e i brillantini sono i miei pensieri, non esiste un ordine, o se esiste non si sa quale sia la legge che governa il loro moto.
Percio’ il mio blog parla della neve
"perche’ solespento? E’ triste come nick"
A chi mi ripete questo devo spiegare che oltre ad essere il titolo di una canzone, questo nick serve a ricordarmi che ci accorgiamo dell’importanza delle cose solo quando queste vengono a mancare, pensa se domani si spegnesse il sole!!
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venerdì 1 settembre 2006 - ore 16:19
La mia giornata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sempre della serie e’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare, questa mattina gitarella a Venezia
.jpg)

e questo sono io
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venerdì 1 settembre 2006 - ore 07:52
L’orgasmo perfetto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se esistono l’onda perfetta, la tempesta perfetta, la donna perfetta,… perche’ non dovrebbe esistere l’orgasmo perfetto?
Attanagliato da questo pensiero inizio a disquisire con me stesso sulle caratteristiche che quest’ipotetico orgasmo dovrebbe avere. Gia’ caratterizzarne uno “normale”, uno non degno di essere elevato al rango di perfetto, non e’ cosa facile.
Meglio se inizio a pensare esclusivamente a quello maschile che conosco un po’ meglio…vediamo…e’ una sensazione di piacere, non serve essere un genio per dare questa definizione e nemmeno per spiegare cio’ che in pratica avviene: vasocostrizione, erezione, stimolazione, contrazione delle vescicole seminali,… se mi dimentico qualcosa sono un uomo con la reputazione finita…ah gia’ si contrae anche la prostata, la stessa prostata che non ricordi mai di avere e dopo un po’ di anni ti viene a bussare alla porta per ricordarti in maniera dolorosa che esiste anche lei. Da oggi, al mio risveglio, salutero’ la mia amica prostata sperando in un futuro di beatitudine e clemenza.
Serve un genio per capire come si puo’ misurare un orgasmo.
Ne misuriamo l’intensita’? E come?
La condizione di trasporto mentale? E come?
Il ricordo che ci lascia? E come?
Inizia a palesarsi una leggera difficolta’ a trovare le unita’ di misura per questi parametri e anche se le trovassi avrei l’onere di scoprire il giusto mix per creare l’orgasmo perfetto.
Potrei solo calcolarne la durata ma mi sembra un po’ limitativa come cosa.
Inizio a credere che se esistesse l’orgasmo perfetto non sarei in grado di misurarlo e, in conseguenza a cio’, non sarei in grado di riconoscerlo e distinguerlo dagli altri.
Questa tesi meriterebbe un’approfondita analisi sperimentale percio’ da oggi mi impegnero’ anima e (soprattutto) corpo per il bene della scienza per dimostrare che l’orgasmo perfetto non esiste ma potrebbero esserci una moltitudine di orgasmi quasi perfetti e tutti diversi tra loro.
Sara solamente una sterile ricerca...e lo spero bene che sia sterile altrimenti... "so cazzi"

(e in questo post e’ una parola che calza a pennello)
Cosa non si fa per il bene della scienza!!
Se ci pensavo prima avrei gia’ 15 anni di dati da commentare…
Un saluto a tutti/E soprattutto a te mia dolce ghiandola prostatica
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PERMALINK
giovedì 31 agosto 2006 - ore 23:15
Ad un amico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
se fosse di una speranza che tu avessi bisogno
non poteri dartela perche’ sono solo un uomo e le speranze le ho abbandonate da tempo oramai
se fosse di un consiglio che avessi bisogno
non potrei dispensartelo perche’ sono solo un uomo e di consigli non ne dispenso da tempo oramai
se fosse della speranza che tu avessi bisogno
non potrei che ricordarti che la vita e’ ingiusta perche’ sono solo un uomo
la vita ti lascia correre
ti sorride quando le passi davanti
e appena le volti le spalle
zak
ti pianta un ferro rovente su una gamba giusto per il gusto di vedere se zoppicando, madido di sudore, arrivi alla fine del sentiero
ti garantisco che alla fine del sentiero ci arriverai
eccome se ci arriverai e non saro’ certo io a portarti in braccio
io ti tendero’ la mano guardandoti negli occhi
e ti rimettero’ in piedi su di una gamba sana ed una rotta
lo faro’ ogni volta che cadrai
e ti sussurrero’ "riinizia a camminare verso la fine del sentiero perche’ adesso anche tu hai capito, anche tu sei solo un uomo"
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giovedì 31 agosto 2006 - ore 09:01
E’ impossible pensare che...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...la nostra vita sia un insieme di eventi preordinati... disse la marionetta.
Si sveglio’ e inizio’ la sua giornata di lamenti soffocati dati dalla consapevolezza di cio’ che lo attendeva.
Lui amava definirla "la sua inutile vita fatta di inutili momenti tutti inutilmente uguali".
Solo un altro giorno in cui alzarsi, prepararsi in fretta e furia, arrivare al lavoro, salutare stancamente il portinaio che rispondera’ in maniera stanca, prendere l’ascensore che ogni giorno ripete quell’urtante bip che segnala la sua presenza al piano e finalmente l’agognato caffe’ tappa obbligatoria che per un attimo lo allontana dalle fatiche del mondo. Non e’ solo un caffe’, e’ il primo minuto in cui puo’ pensare da quando si e’ alzato dal letto col timore di non farcela ad arrivare in orario mentre, come sempre accade, e’ in anticipo di quasi una mezz’ora. E’ un orribile caffe’ solubile servito in un bicchiere di plastica ma e’ una porta verso un mondo parellelo che resta aperta qualche secondo. Cazzo! E’ finito. Aveva tentato di centellinarlo per prolungare quel piacere difficile da descrivere e in quei momenti iniziava a capire chi aveva l’insano vizio del fumo. Lui pero’ , una volta gettato il bicchiere, non avrebbe lasciato traccia del suo operato mentre i fumatori che in passato aveva tanto odiato, avrebbero lasciato una puzzolente scia.
Ora doveva tornare ai suoi impegni che poi non erano suoi lo diventavano di rimbalzo solo perche’ in questo modo avrebbe potuto continuare ad avere "il suo tenore di vita" ma gli rimaneva talmente poco vita che poco importava quale fosse il suo tenore.
Di li’ a poco l’ufficio iniziava a popolarsi e con l’arrivo della gente il livello della sua bile saliva a dismisura.
Non facevano nulla che in un altro tempo e luogo avrebbe dato fastidio ma erano li’ e gia’ questo per i suoi nervi era troppo.
Il frusciare delle carte, il tossire (maledetto fumatore di cui giusto pochi minuti prima giustificava il vizio), il parlare al telefono a voce alta, il rumore della stampante, gli davano l’impressione di essere in una giungla tecnologica dove i suoni della natura erano stati sostituiti da suoni artificiali.
Tutto lo irritava, e ogni cosa che accadeva veniva accumulata e mai smaltita come se gli venisse piantato di volta in vonta uno spillone nel costato.
La sera al ritorno a casa doveva fare le solite cose, avrebbe solo potuto cambiarne l’ordine ma ci aveva rinunciato con una sorda rassegnazione ancora molti mesi fa.
Mangiare, pulire e riordinare, lavarsi, trovare una ragione per cui era valsa la pena vivere quel singolo misero giorno.
Spesso i primi punti di questa lista venivano evasi e depennati senza farsi molte domande ma arrivati all’ultimo punto doveva fermarsi e pensare e pensava talmente tanto a lungo che alla fine preso dalla disperazione rinunciava. All’inizio bastava poco a dare un senso al suo misero giorno: un sorriso, una carezza, una speranza, un sogno, un tramonto; adesso no! Aveva esaurito tutte le scuse che aveva potuto snocciolare per dare un senso alla sua giornata, ci aveva messo anni ma le aveva esaurite.
Una telefonata veloce ad un’ amica e rigorosamente nel suo stile: quattro parole che di per se’ non avrebbero voluto dire nulla, ma quella era solo l’apparenza che doveva mascherare cio’ che non riusciva a dire che tante volte gli era rimasto bloccato in gola, per poi subito riagganciare senza lasciare possibilita’ di replica se non un rimuginare.
"Hey ciao, sii felice"...click
Si era infilato un paio di jeans, aveva preso la sua camicia preferita quella camicia che aveva stirato con cura cura giusto il giorno prima e con la stessa cura aveva riposto nell’armadio.
Uno sguardo al monogrmma ricamato, quanto gli piacevano questi tocchi di sano egocentrismo.
Aveva aperto il comodino dove da molto teneva un ricordo di tempi che non definiva ne’ migliori ne’ peggiori ma solo diversi. Voleva una giornata diversa e quell’anello si intonava perfettamente con questo suo sentire. L’aveva posizionato all’anulare sinistro.
Uscito aveva chiuso la porta con due mandate come d’abitudine.
Aveva preso le scale e dopo molti piani persorsi stancamente era arrivato sul tetto del palazzo.
Guardava oltre il parapetto, belle le luci della citta’ di sera, belli i palazzi a vetri pieni di gente che si ignora.
Una mano passata tra i capelli e poi aveva aperto i bottoni dei polsini, un profondo respiro anzi il respiro piu’ profondo che si fosse mai ricordato e un salto.
Bella quell’aria fresca che accarezza la faccia.
Ecco, quella fu una giornata diversa.
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mercoledì 30 agosto 2006 - ore 08:09
Hai solo cambiato vestito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E ti presenti ancora qui?
Ti conosco cosi bene che immagino ogni tuo gesto ancora prima che tu lo faccia
E ti presenti ancora qui?
Hai solo cambiato vestito!
E speri bramando che io resti immobile, come paralizzato, e mi lasci avvelenare nuovamente dalla tua pelle?
Hai solo cambiato vestito!
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martedì 29 agosto 2006 - ore 14:43
Ho visto la luce...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi ho visto la luce in fondo al tunnel, peccato che fosse un treno che mi veniva incontro.
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martedì 29 agosto 2006 - ore 08:31
World hold on
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’era una volta un ragazzo che come me amava i B...
ops non e’ questa la storia...ah si’, dunque...
c’era una volta un ragazzo che viveva in un mondo perfetto anzi...c’era una volta un ragazzo che viveva in un mondo che gli appariva perfetto.
Quei mondi in cui le donne si alzano dal letto tutte pettinate, quei mondi in cui il tavolo di cristallo non ha un alone, quei mondi in cui il pavimento e’ pulito senza olio di gomito, ecco quei mondi li’.
Sembrava che tutto filasse liscio, qualcuno avrebbe detto troppo liscio, ma lui credeva nel mondo perfetto, se Giotto aveva tracciato il cerchio perfetto perche’ lui non avrebbe potuto avere un mondo perfetto?
Un bel giorno qualcuno che gli era vicino, cosi’ vicino che poteva sentirne i palpiti del cuore, gli aveva detto quache parola con tono costernato, ci aveva messo qualche secondo a rielaborare la frase, a filtrarla, a scomporla, ma quella frase non apparteneva al mondo perfetto, avrebbe voluto fare uscire le parole dalle sue orecchie ma ormai queste si erano gia’ ancorate alla sua mente e in pochi istanti quelle parole gli avevano fatto varcare il labile confine che separava il suo piccolo mondo perfetto dall’umiliazione, dal tradimento, dalla solitudine, dal dolore.
Gli sembrava che qualcuno gli avesse trapanato i denti senza anestesia e un misto di panico e intontimento lo avvolgeva.
Quel giorno per lui era spuntato il sole, quel sole che doveva rimanere spento e solo allora aveva capito che il suo piccolo mondo perfetto era di ghiaccio, che non esiste un luogo o un tempo in cui le donne si alzano dal letto tutte pettinate, in cui il tavolo di cristallo non ha un alone e in cui il pavimento e’ pulito senza olio di gomito. Lo aveva capito facendo il peggiore dei perscorsi, lo aveva capito, eh se l’aveva capito e avrebbe preferito un ceffone in pieno volto che gli avesse girato la faccia piuttosto che sentire quelle poche misere parole.
Da li’ a poco tutti hanno iniziato a dare consigli e gli dicevano di reagire cosi’ lui ha reagito o meglio il suo corpo e la sua testa hanno ragito lui non c’era piu’ e al suo posto c’era un altro lui.
Ha reagito talmente bene che ha bruciato le foto, cancellato le lettere e ha iniziato a dimenticare. Lui che leggendo un libro di analisi matematica si ricordava miriadi di formule, che ricordava e descriveva perfino le figure e le didascalie aveva visto che dimenticare non era cosi’ male, aveva scoperto la bellezza del non ricordo, la praticita’ di spedire le sue giornate nell’oblio.
Da allora vive i giorni, li accartoccia e li butta nel cestino.
Da allora dorme ma non ricorda i sogni.
Non dico che riesca a cancellarli completamente come in origine avrebbe voluto ma mette davanti ai suoi ricordi tanti strati di carta translucida e quel che vede e’ quella minima parte di macchie colorate a cui si fatica a dare un senso.
Da allora ha visto passare 156 lune piene, adesso e’ un uomo e inizia a capire che il suo passato e’ una bozza alla quale mancano un sacco di particolari di sfumature, di luoghi, di persone, di odori e sapori. Qualche volta pensa che forse le cose potrebbero cambiare ma ha tanta paura di svegliarsi con una donna che si alza dal letto gia’ tutta pettinata, ha tanta paura di scoprire che nella superficie del tavolo di cristallo non c’e’ un alone o di pulire il pavimento senza olio di gomito.
Vorrei raccontarvi la fine della storia ma non so se c’e’ gia’ una fine o forse semplicemente... non la ricordo.
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lunedì 28 agosto 2006 - ore 08:18
Ho perso la fede. Buon samaritano adesso sono cazzi!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho appreso con un certo rammarico che un individuo entra nel mio blog, guarda la lista degli ultimi visitatori e si permette di dispensare consigli a questi mettendoli in guardia sulle mie abitudini sessuali e sulla mia presunta pericolosita’.
Di solito queste cose dovrebbero scivolare come pioggia sulle spalle ma l’altra sera mi sono trovato a pensare a queste cose e non riuscendo a trovare una motivazione a questo tipo di comportamento ho pensato di scrivere due righe.
Sono su spritz da 7 anni da quando eravamo un gruppetto di una decina di persone e con il webmaster ci si trovava ogni sabato davanti alla Rolex per bere uno spritz che spesso diventavano due, tre,… da allora, e a differenza di molti, ho scelto di essere me stesso anche qui, il mio profilone rispecchia cio’ che sono e il mio blog cio’ che penso, ho messo la foto e qualcuno ha il mio numero di telefono e il mio indirizzo. Insomma conoscermi qui o conoscermi dal vero e’ solo un modo diverso di conoscermi ma io sono sempre io.
Le mie abitudine sessuali sono fondamentalmente di interesse prettamente mio e di chi ne fa parte ciononostante non sono ne’ bisessuale ne’ omosessuale e lo specifico, non perche’ essere bisessuale o omosessuale sia un’offesa, ma solamente perche’ e’ come se mi avessero dato del comunista o del fascista quando di politica so a malapena chi e’ il presidente della repubblica.
Le illazioni mi alterano al di la’ dell’argomento su cui sono incentrate proprio per la loro natura torbida.
Sul fatto che sono pericoloso o da evitare, posso solo dire che se fosse vero perlomeno sul profilone avrei messo la foto di paperino e non la mia. In sette anni ne ho conosciute di persone che credo di essermi sempre comportato in maniera corretta, sfido chiunque a dimostrare il contrario.
Dopo questo chiarimento che spero fosse superfluo oltre che non dovuto, passiamo al buon samaritano che per spirito di solidarieta’ si prende la briga di portare la sua opera pia.
Vedi mister x, di coglioni ne ho conosciuti molti e non credo che tu possa venire eletto a colui il quale ha in taccato la mia vita percio’ se questo avrebbe potuto darti un’immotivata gioia questa e’ gia’ una ragione per perdere il ghigno.
Solitamente le persone che si comportano come te si spengono da sole come meteore dopo una breve vampa.
Qualche anno fa avrei sicuramente lasciato cadere la cosa confidando in una giustizia divina, ora purtroppo per te ho perso la fede e quinidi preferisco la giustizia degli uomini a quella divina, mi resta solo da decidere se una persona subdola quale ti considero meriti la mia compassione o il mio disprezzo.
Nel primo caso la storia si chiude qui, nel secondo caso te ne accorgerai da solo perche’ sono tutt’altro che buonista nonche’ estremamente vendicativo, se a questo ci aggiungi una grande dose di pazienza si ottiene un intruglio caustico.
Una felice giornata a tutti tranne a uno

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PERMALINK
lunedì 21 agosto 2006 - ore 17:03
Aih
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cazzo!! Mi sono conficcato uno spuntone di vetro sulla punta dellanulare destro, nemmeno un patto con satana avrebbe comportato cosi tanto dispendio di sangue.
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lunedì 21 agosto 2006 - ore 16:52
Ultimo delirio e poi vado a casa (di cura)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho ammazzato una zanzara tigre, devo solo decidere se usare la sua pelle come tappeto o fare un trofeo da appendere al caminetto
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