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tante cose


STO ASCOLTANDO
una canzone


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
solito


ORA VORREI TANTO...
spaccare la testa a qualcuno


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cose interessanti


OGGI IL MIO UMORE E'...
nzomma


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo. ”

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ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 1 aprile 2004
ore 16:46
(categoria: "Vita Quotidiana")


No alla mattanza delle foche
In questi giorni circola nel mondo un video choc nel quale si vede una mamma "come impazzita che stringe forte al petto come solo una mamma può fare il proprio cucciolo.
Lo attacca penosamente ai capezzoli nel tentativo di allattarlo.
Disperatamente cerca di rianimarlo.
Poi, dopo più di un'ora di tentativi, quando capisce che il suo piccolo, tutto inzuppato di sangue, è ormai senza vita, lo adagia sulla neve e lì, gemendo, ha atteso.
E la morte, per lei, come prima per il suo cucciolo, è arrivata terribile, a furia di bastonate".
Non è un film. Non è finzione.
Questa una delle tante sequenze choc di un video realizzato da un'associazione di animalisti durante una strage di foche in Canada.
Un video che ha fatto il giro del mondo e che oltre a indignare per la crudeltà delle immagini gli amici degli animali ha dimostrato anche quanto sia profondo il legame affettivo che unisce un piccolo di mammifero alla propria madre e quanto sia straziante la percezione della morte nell'animale adulto.
La strage non si fermerà perchè il governo canadese ha intenzione di programmare una "storica aggressione" contro le foche: il piano sarebbe di estendere il massacro - che già porta alla morte oltre 300mila esemplari ogni anno - anche ai piccoli e creare nell'oceano delle "zone di esclusione delle foche".
Gli attivisti di tutto il mondo sono sul piede di guerra e si sono coesi in circa 300 ONG in tutto il mondo riunite nella "Campagna Internazionale a favore delle Foche".
Le autorità canadesi, dal canto loro, sostengono che lo sterminio delle foche serve a non fare esaurire le riserve ittiche già in rapido declino e fornisce lavoro a molte persone nella regione di Terranova, la zona economicamente più depressa del Paese.




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giovedì 1 aprile 2004
ore 16:35
(categoria: "Vita Quotidiana")



Cavalli muoiono carbonizzati
In fiamme furgone su cui viaggiavano

Due cavalli da corsa sono morti carbonizzati sull’autostrada del Sole. I due purosangue erano a bordo di un furgone che li stava trasportando a Milano, dove avrebbero dovuto partecipare ad una gara, ma il camion su cui viaggiavano si è incendiato durante il percorso. Nonostante il rapido intervento dei pompieri, avvertiti dall'autista del mezzo, per i due animali non c’è stato niente da fare. La tragedia ha provocato numerosi disagi al traffico.

L'incendio, secondo i primi accertamenti compiuti dalla polizia stradale, si è sviluppato probabilmente per un'avaria all'impianto frenante del furgone, completamente distrutto dal fuoco.

L'autista, un uomo di 65 anni, di Roma, quando si è accorto che dalla zona posteriore del furgone proveniva del fumo ha subito bloccato il mezzo, dando l'allarme. Sul posto sono giunti la polizia stradale e i vigili del fuoco il cui intervento non è servito a salvare la vita ai due cavalli.


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giovedì 1 aprile 2004
ore 16:34
(categoria: "Vita Quotidiana")



vandali
L'ente per la protezione animali sporge denuncia contro ignoti
Randagi seviziati e uccisi
Le «esecuzioni» in vari punti della città, sos dell'Enpa


Manfredonia (FG) - La sezione locale dell'Enpa, ente nazionale protezione animali, sporge denuncia contro ignoti per diverse e gravi sevizie nonchè per i decessi per avvelenamento, impiccagione e mutilazione inflitte ai danni di alcuni cani randagi. I gravi fatti di violenza inaudita sono avvenuti in varie zone della cittá, dalla zona ex-Enichem al porto industriale, dai vari moli portuali alla zona di Siponto, dalla nuova zona artigianale D/32 allo Scalo dei Saraceni.
L'ultimo violento episodio risalente a qualche giorno fa - riferisce la locale sezione dell'Enpa - si é verificato sul molo peschereccio di levante dove un cane randagio di razza pseudo «Dobermann» é stato impiccato previe varie sevizie. Nonostante l'apprezzabile attivitá svolta a tutt'oggi in difesa degli animali sul territorio di Manfredonia da parte degli organi competenti, i volontari Enpa si sentono scoraggiati per l'aumentare dei casi di violenza che si registrano ai danni del miglior amico dell'uomo. «E' inaudito con quanta violenza e crudeltá - dicono i responsabili dell'Enpa - vengano sferrate sevizie e torture agli animali».
Alla luce di quanto accaduto e di quanto continua ad accadere, i soci dell'Enpa si sono visti costretti a presentare regolare denuncia contro ignoti in violazione delle vigenti disposizioni legislative emanate a salvaguardia degli animali presso tutti i comandi locali delle forze dell'ordine compresa la Capitaneria di porto, la polizia municipale, gli assessorati competenti dell'amministrazione comunale nonchè l'Asl Fg/2 di Cerignola e di Manfredonia per veder incrementare la giá esistente attivitá sinergica di vigilanza e difesa degli animali da parte delle autoritá sul territorio, sperando cosí di scoraggiare i cosiddetti irriducibili ignoti. L'Enpa, inoltre, al fine di prevenire ulteriori violenze verso gli animali, invita tutti i cittadini di Manfredonia a collaborare, denunciando o quantomeno segnalando, anche in forma anonima, alla locale sezione dell'Enpa o alle autoritá competenti situazioni che pregiudichino o che possano pregiudicare il buon vivere degli animali presenti sul territorio.



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lunedì 8 marzo 2004
ore 17:39
(categoria: "Vita Quotidiana")



UNIAMOCI PER UN’ALIMENTAZIONE PACIFISTA!!
CONTRO GLI SPRECHI E LO SFRUTTAMENTO DELLE MULTINAZIONALI!!
Progetto coordinato attraverso www.veganlink.it
Di fronte ad una guerra voluta solo per scopi economici e ad una mobilitazione pacifista mai vista prima, ti
invitiamo a pensare ad un modo pratico per diminuire realmente l’ingiustizia sociale del nostro sistema
economico, partendo dai due bisogni primari dell’uomo: mangiare e bere. Scegliere un’alimentazione etica ed
eco-sostenibile è oggi una scelta obbligata per chi vuole aiutare con atti concreti il processo di pace.
Ma perché contro l’industria zootecnica?
- Perché l’industria zootecnica provoca FAME, infatti ben il 70% dei cereali prodotti negli USA viene utilizzato per
l'alimentazione animale, ma sfortunatamente i bovini non sono "convertitori efficaci di energia": un bovino produce
meno di 50 kg di proteine consumando più di 790 kg di proteine vegetali. Se questi fossero destinati direttamente
all'alimentazione umana procurerebbero una ciotola di cibo per ogni essere umano per un anno intero. Ogni giorno circa
24.000 persone muoiono a causa della fame, della denutrizione e delle malattie ad essa collegate. Di queste circa
18.000 sono bambini…e pensare che le produzioni attuali di cereali e legumi sarebbero sufficienti a sfamare tutti,
occorrerebbe solo consumare direttamente i vegetali, anziché usarli per nutrire gli animali, con un grave spreco e
ridistribuire le risorse in modo equo.
- Perché l’industria zootecnica provoca SETE, infatti il 70% dell'acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla
zootecnia e dall'agricoltura (i cui prodotti servono per la maggior parte a nutrire gli animali d'allevamento). Quasi la
metà dell'acqua consumata negli Stati Uniti è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame. Una vacca da latte
beve 200 litri di acqua al giorno, 50 litri un bovino o un cavallo, 20 litri un maiale e circa 10 una pecora. 30.000 persone
muoiono ogni giorno per la mancanza d'acqua e sono dieci volte tanto le vittime dell'attacco alle Twin Towers. Sono le
vittime della guerra sociale ed ecologica, conflitti più nascosti ma che fanno molti più morti. Il nuovo conflitto, non è solo
la guerra del petrolio, ma anche dell'acqua. L'Iraq, infatti, è il Paese mediorientale più ricco d'acqua, e chi lo controlla ha
in mano i rubinetti dell'intera area, oltre che l'accesso diretto al Golfo Persico attraverso il Tigri e l'Eufrate. Le fonti più
abbondanti sono nel Kurdistan irakeno, vera ragione per cui Saddam ha sottratto il controllo del territorio alle comunità
curde. Dopo il trattato di pace del 1975 il controllo sul bacino creato dai due fiumi è stato gestito in collaborazione da Iraq
e Iran e l'Iran da quella data ha ritirato il suo sostegno alle popolazioni curde, mentre la Turchia ha moltiplicato gli
attacchi perché ha bisogno di nuove falde per il suo sviluppo industriale.
- Perché l’industria zootecnica INQUINA LE ACQUE, essa infatti causa un grado di inquinamento organico superiore a
tutte le altre forme di attività umane messe insieme. I reflui ed i liquami provenienti dagli allevamenti, dai macelli e dagli
stabilimenti di lavorazione dei prodotti di origine animale vengono scaricati nei fiumi e nelle acque costiere. L’80% egli
erbicidi e pesticidi usati negli USA e' usato nelle coltivazioni di vegetali per gli animali d'allevamento! Le multinazionali,
per sfuggire alle legislazioni USA e Europee, stanno spostando le proprie attività nei paesi in via di sviluppo, facendo
ricadere il prezzo dell’inquinamento sui poveri del mondo.
- Perché l’industria zootecnica è una PRATICA BARBARA, infatti l'ignobile trattamento riservato agli animali "da
reddito" è del tutto paragonabile al peggiore dei lager nazisti. Gli animali non sono macchine da soldi, sono esseri
senzienti che, come noi, possono pensare, sentire, soffrire. Mangeresti il tuo cane? Pensiero orribile, vero? Eppure, in
Corea lo farebbero, come noi lo facciamo con mucche e maiali. E' solo un condizionamento culturale, un'abitudine dura a
morire, quella che ci fa considerare gli animali come oggetti. Non fare "quello che fanno gli altri": chiediti il perché,
chiediti se è giusto, e decidi in base alla TUA sensibilità.
- Perché l’industria zootecnica SPRECA ENERGIA, infatti per ogni caloria di carne bovina servono 78 calorie di
combustibile, per ogni caloria di latte ne servono 36, e per ogni caloria che proviene dalla soia sono necessarie solo 2
calorie di combustibile fossile, un rapporto di 39:1 a sfavore della carne. Ogni caloria ingerita dall'americano medio,
servono 9.8 calorie di carburante fossile, quindi in un anno un americano "mangia" 13 barili di petrolio
- Perché l’industria zootecnica DISTRUGGE IL PIANETA, infatti ogni anno scompaiono 17 milioni di ettari di foreste
tropicali. Nella foresta Amazzonica l'88% dei terreni disboscati è stato adibito a pascolo e circa il 70 % delle zone
disboscate del Costa Rica e del Panama sono state trasformate in pascoli. A partire dal 1960, in Brasile, Bolivia,
Colombia, America Centrale sono stati bruciati o rasi al suolo decine di milioni di ettari di foresta, oltre un quarto
dell'intera estensione delle foreste centroamericane, per far posto a pascoli per bovini. Per dare un'idea delle dimensioni
del problema, si pensi che ogni hamburger importato dall'America Centrale comporta l'abbattimento e la
trasformazione a pascolo di sei metri quadrati di foresta.
- Perché l’industria zootecnica SPRECA RISORSE VITALI, la coltivazione della soia rende 161 Kg di proteine per acro,
il riso 116 Kg per acro, il mais 95 Kg per acro e i legumi 87 Kg per acro. Al contrario, la produzione di latte rende solo 37
Kg per acro, la produzione di uova solo 35 Kg, la produzione di manzo solo 9. La soia necessita 2000 litri d’acqua per
Kg di cibo, il riso 1912 litri e le patate 500 litri per Kg, ma la carne di pollo richiede 3500 litri d’acqua al Kg e per il manzo
ne sono necessari 100.000 litri.
- Perché l’industria zootecnica favorisce la POVERTÀ RURALE ed il COLONIALISMO, infatti solo le multinazionali
hanno i capitali per acquistare terreno e pagare la manodopera, ma il frutto del sudore ripaga solo gli azionisti e non i
lavoratori! L'Europa è in grado di produrre abbastanza vegetali da nutrire tutti i suoi abitanti, ma non i suoi animali. Solo il
20% dei vegetali destinati agli animali d'allevamento proviene dall'interno, il resto viene importato dai paesi del sud del
mondo, impoverendoli ulteriormente, e sfruttando le loro risorse ambientali. Questi prodotti provengono sempre da
allevamenti intensivi di pochi ricchi proprietari, o da allevamenti estensivi dei grandi latifondisti, che arricchiscono poche
persone, impoveriscono l'ambiente naturale e affamano la popolazione locale.
Ti invitiamo a prendere coscienza di tutto ciò attraverso un’informazione critica ed a pensare
che anche TU puoi fare qualcosa di concreto per il benessere mondiale!
Per maggiori informazioni visita: www.saicosamangi.info, www.ebasta.org, www.veganitalia.com,
www.viverevegan.org, www.scienzavegetariana.it, www.progettogaia.it, www.promiseland.it


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lunedì 8 marzo 2004
ore 17:33
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 8 marzo 2004
ore 17:19
(categoria: "Vita Quotidiana")



IL SECOLO XIX WEB

Versano diserbante nell'impianto irriguo cane muore avvelenato
Sabotata azienda agricola a Campochiesa


Campochiesa (SV)

Albenga Veleno ai cani, diserbante nell'impianto di irrigazione. Così l'altra notte alcuni ignoti hanno colpito un'azienda agricola di Campochiesa. A farne le spese è stato un pastore tedesco di sette anni, che gli sforzi dei veterinari non sono riusciti a salvare. Per lui è stato letale quel boccone contenente forse topicida o forse lo stesso veleno utilizzato per inquinare l'acqua contenuta nella cisterna di decantazione dell'impianto irriguo. Lo spinone che divideva il recinto con lo sfortunato amico è invece ancora sotto le cure dei veterinari.
L'attacco dei vandali alle piante, invece, è completamente fallito, visto che l'impianto di irrigazione viene controllato prima di essere messo in funzione. Un comportamento figlio dell'esperienza, visto che l'azienda agricola Della Valle, diecimila metri quadrati di serre in regione Rollo, coltivati soprattutto a margherite ma anche ad altre produzioni floricole, aveva già ricevuto una visita analoga lo scorso anno. Allora i sabotatori non se la presero con i cani, ma riuscirono a distruggere col diserbante la bellezza di cinquemila vasi di ortensie.
Da allora i controlli si sono fatti più attenti, e la cosa è servita a salvare una produzione ormai sul punto di essere commercializzata, ma purtroppo non il cane.



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lunedì 16 febbraio 2004
ore 16:48
(categoria: "Vita Quotidiana")



Sopprime il pappagallo che lo insulta


HONG KONG — Ha pazientemente passato otto mesi ad insegnare al suo pappagallo a dire «buon giorno» e «arrivederci». Sperava che, come altri animali della sua stessa specie, il volatile ripetesse quei semplici termini. Ma il pennuto si è sempre rifiutato di parlare.
Quando ha perso la pazienza, e ha cominciato ad insultarlo dandogli dell'idiota, l'animale gli ha subito risposto altrettanto, continuando poi a ripetere senza sosta la parola ingiuriosa.
Così il proprietario del pappagallo, il cinese Li Yong della provincia di Henan, non ha potuto fare a meno di sopprimere la sua dispettosa bestiola, si legge sull'edizione del «China Daily» che esce a Hong Kong.


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mercoledì 11 febbraio 2004
ore 16:32
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 11 febbraio 2004
ore 16:24
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 11 febbraio 2004
ore 16:10
(categoria: "Vita Quotidiana")



PROTEZIONE ANIMALI
Montoni sgozzati senza stordimento? «Denunciate le macellazioni abusive».
È l'appello che l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha deciso di lanciare oggi,
in concomitanza della festa islamica di Aid Al Adha, meglio conosciuta come festa del sacrificio.
Ogni anno infatti, in occasione di tale ricorrenza che ricorda la sottomissione di Abramo a Dio, vengono macellati migliaia di animali secondo il rito islamico che prevede la loro uccisione tramite iugulazione senza preventivo stordimento.«Pur ritenendo che le minoranze culturali e religiose debbano essere rispettate, dando loro la possibilità di praticare ed esercitare le proprie tradizioni - afferma il coordinatore regionale dell'Enpa, Sergio Martinelli - riteniamo che la strada per una serena convivenza debba necessariamente passare per il rispetto delle reciproche valenze morali». Accanto al diritto di professare la propria religione nel modo più opportuno, i responsabili dell'ente ritengono infatti che debba trovare posto anche il sentimento di rispetto per gli animali, molto vivo nella nostra società. «Anche se in maggioranza siamo i primi a nutrirci di alimenti di origine animale - continua Martinelli - considerando gli altri esseri a disposizione degli umani, va comunque riconosciuto a tutte le creature il diritto alla non sofferenza».

Per la verità in Italia esiste un decreto legislativo (333/98) che permette l'uccisione di animali secondo le ritualità religiose senza preventivo stordimento. Resta però vietata la pratica della macellazione fuori dagli stabilimenti preposti.

«Pur restando moralmente contrari - sottolinea il coordinatore regionale - riconosciamo la legalità della pratica rituale che comporti sofferenza agli animali. Ma riteniamo non possa essere certo considerato razzista l'atteggiamento di chi come noi non riconosce il diritto ad infliggere sofferenza e pretende almeno che tale rito venga relegato ai luoghi deputati e non sia spudoratamente compiuto di fronte a quanti, per cultura e valori morali, lo ritengono inaccettabile. Ecco perché invitiamo i cittadini che dovessero trovarsi ad assistere a macellazioni abusive, praticate ciò fuori dai macelli, di rivolgersi prontamente alle forze dell'ordine, si servizi veterinari ed alle associazioni animaliste delle proprie città».

Marco Riatti



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