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OGGI IL MIO UMORE E'...
nzomma
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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| Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo.
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mercoledì 24 settembre 2003
ore 13:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")

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martedì 23 settembre 2003
ore 12:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Foto
 I macelli sembrano delle "catene di smontaggio", ma gli animali non sono macchine.
 Questi polli sono stati appena sgozzati e, ancora semi coscienti, finiranno in una vasca di acqua bollente per essere spennati.
 Un essere senziente trasformato dall'ingordigia umana in un pezzo di carne senza vita.
 Pecorelle sgozzate e lasciate agonizzanti fino alla morte.
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lunedì 22 settembre 2003
ore 18:30 (categoria:
"Riflessioni")
COMBATTIMENTI
Appena in grado, i cuccioli vengono sottoposti a un allenamento intensivo: ore e ore passate a correre su un tapis roulant, (tappeto rotante) ad azzannare e dilaniare tubi di gomma, a inseguire prede vive (gatti ad esempio) legate a pertiche rotanti. E poi la dieta: sovradosaggio di vitamine e proteine e sempre maggior abitudine a droghe eccitanti. Verso i due anni e mezzo, questa mostruosa macchina da combattimento è pronta a uccidere: in una minuscola fossa, mentre attorno la folla sfoga i propri istinti sadici con selvaggia soddisfazione, il cane drogato si avventa contro il proprio simile in una lotta all'ultimo sangue che può durare fino a due ore. Due ore di squarci profondi, di atroci mutilazioni, di rivoltante violenza. Il perdente, se non è già spirato, viene finito con un colpo di pistola: l'unico atto di pietà che gli esseri "superiori" abbiano mai avuto nei suoi confronti. Il vincitore, invece, se non verrà soppresso perché non più utilizzabile, godrà di "amorevoli cure" per poter di nuovo suscitare eccitanti brividi di emozione. Nel febbraio del 1992, la stampa italiana ci ha informato sulle lotte tra cani clandestinamente organizzate in Italia (ad esempio in provincia di Catania, Ragusa, Siracusa, Napoli. Gli italiani, si sa, brillano per la loro "inventiva": invece di sprecare denaro nell'allevare i cani, preferiscono rubarli ( oltre 200 denunce di rapimento alle guardie zoofile nella sola Catania). Poi mozzano loro orecchie e code (per fornire meno punti di presa all'avversario) e li allenano al combattimento. Hanno anche inventato una variante: l'incontro di cui si conosce già il vincitore. Di solito si tratta di un grosso cane da guardia, ben allenato, gettato contro un bastardino precedentemente "ammorbidito" a legnate. Non si tratta neppure più di fare scommesse: si paga solo per vedere lo spettacolo di uno sventurato cagnetto che viene squartato da un'altra vittima dell'uomo. A seguito di ciò un blitz dei carabinieri di Vittoria (Ragusa) e delle guardie zoofile dell'ENPA, ha finalmente condotto alla denuncia di venti persone (tra cui industriali, commercianti, veterinari e un poliziotto). A riprova dell'aberrazione mentale degli accusati, sono state sequestrate numerose videocassette con i filmati dei combattimenti, dove ai cani ormai semisbranati non era concessa nemmeno una morte rapida: riempiti di droghe stimolanti, venivano rimessi sul ring per continuare la lotta fino all'ultima goccia di sangue. Un modo atroce per "rivivere l'emozione" anche tra le mura domestiche, plagiando la mente dei figli verso nuove mostruose devianze. Ecco alcune dichiarazioni di un addestratore rilasciate nel 1993 a un giornalista dell' Europeo: " All'inizio procuravo randagi ai circhi: servivano per nutrire le tigri. Poi ho cominciato a rubare dobermann: li prendevo a Palermo e li portavo a Catania. Questi cani servono ai contadini delle masserie per ammazzare in modo rapido i maiali: un morso al collo e via. Sa, questa è un'antica tradizione delle campagne siciliane. [...] Chiudo il cane in una stanza buia. Lo lascio per tre giorni senza cibo. Poi lo alimento solo con carne cruda. Lo tengo costantemente bendato. Dopo due settimane, lo tolgo di prigionia e lo porto con me, al guinzaglio, al parco Bellini. Libero il cane davanti alle papere che popolano il laghetto: se il cane ne azzanna una e l'uccide, è pronto per il combattimento. Allora incomincio a nutrirlo di galline vive. Solo a questo punto passo alla seconda fase dell'addestramento e abituo l'animale alla lotta sul ring. Di nuovo non gli do cibo e lo lascio legato quasi completamente al buio dentro una stanza. Sulla sua testa metto una lampada fortissima, da sala da biliardo. Poi gli tiro addosso un gatto vivo, fissato per una zampa con una corda al soffitto. Una volta sul ring, il cane troverà la stessa lampada alogena, intorno il buio e davanti un cane ringhioso. E secondo il noto riflesso di Pavlov, la sua aggressività scatterà automaticamente." Oggi vi sono efferate lotte in tutt'Italia. Vi sono anche moltissimi furti di cani sia piccoli che grossi. I primi servono da pasto e da cavia d'allenamento, i secondi vengono allenati per il combattimento. In provincia di Foggia e Bari (con scommesse che raggiungono i 50 milioni di lire) a Castellammare di Stabia dove grossi cani imbottiti di droga vengono lanciati contro inermi bastardini incatenati in modo da non potersi neppure gettare a terra per "chiedere pietà".
 Pit bull con cicatrici dovute a combattimenti
 Cani che si mordono durante un combattimento
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lunedì 22 settembre 2003
ore 18:06 (categoria:
"Riflessioni")
CANI A TAIWAN
Le foto successive sono molto forti per chi è sensibile. Ma è importante rendersi conto di quali atroci torture vengono sottoposti i cani a Tawan. E' indispensabile scrivere per la salvezza degli animali a Taiwan. Il problema dei maltrattamenti non è infatti circoscritto ai cani giacchè a Taiwan nessuna legge proibisce la crudeltà verso gli animali. Ogni anno migliaia di cani randagi vengono catturati con lacci metallici e ammassati in canili dove, se non muoiono di fame, di freddo, per le pessime condizioni igieniche o per le ferite riportate in combattimenti tra loro, vengono uccisi mediante strangolamento o elettrocuzione (scariche elettriche) e talvolta addirittura sepolti vivi. Inoltre gli animali morti vengono spesso lasciati nei recinti con quelli vivi. Non solo: i cani randagi che non vengono catturati subiscono forse una sorte peggiore in quanto viene loro gettato addosso acido solforico e quindi muoiono lentamente e dolorosamente.






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lunedì 22 settembre 2003
ore 17:51 (categoria:
"Fotografia e arte..")
foto
ecco Shaft. Foto di noi due del 07/03/2003
lesi...

non si vede un cazzo però...piccolina
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lunedì 22 settembre 2003
ore 13:53 (categoria:
"Riflessioni")
ORRORE IN SPAGNA
Nell'arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle "picche" e dalle "bandierine", dalla spada e dal coltello, il toro, immobile, vive la sua lenta agonia. Accanto a lui muore il cavallo, il ventre squarciato sotto la trapunta. Il "matador", eroico e vittorioso, si inchina alla folla e applaude. E' il finale dell'ultimo atto di una corrida spagnola.  IL TORO PRIMA DI ENTRARE NELL'ARENA:
- viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze
viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia
- gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo
gli viene messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista
- gli viene infilata della stoppa nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare
- gli vengono conficcati aghi nelle carni
IL TORO QUANDO ENTRA NELL'ARENA:
gli vengono conficcate dai "picadores" le "picas" che producono dolore ed emorragie
- gli vengono infilate dai "banderilleros" le "banderillas", che sono arpioni che straziano ancora più i muscoli, costringendo l'animale ad abbassare la testa
- viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l'animale
IL TORO QUANDO ESCE DALL'ARENA:
- viene trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente
- ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un'ingiusta vittoria
Anche i cavalli, spesso vecchi e malati, feriti, con le corde vocali tagliate, gli occhi bendati, sono vittime della corrida. A volte sventrati e rapidamente ricuciti, vengono riportati nell'arena e finiscono agonizzanti senza che nessuno si curi di loro quando ormai non servono più.
Il toro non è un animale da combattimento, è un animale erbivoro, allevato in pascoli fino all'età di 4 anni, poi bruscamente trasferito nell'arena. Torturare ed uccidere il toro significa sadismo, ignoranza, violenza, barbarie. Le corride sono attivamente sostenute da circa un migliaio di persone definite dagli animalisti spagnoli MAFIA TAURINA. Questa mafia non ha scrupoli nello sfruttare la sofferenza degli animali per scopi puramente economici. Per imporre alla Spagna, all'Europa e al mondo questi orrendi spettacoli la mafia taurina, presenta la corrida come arte, folklore, tradizione popolare, ottenendo il consenso della "cultura ufficiale", del Governo spagnolo, aprendo Scuole di Tauromachia per giovanissimi, organizzando e incoraggiando spettacoli Comico-Taurini in cui nani, scimmie, scimpanzé, torturano a morte vitellini con lo scopo di "divertire" i bambini rendendoli crudeli e indifferenti al sangue ed alla sofferenza.
NON E' FINITA!!!
CI SONO LE FESTE SANGUINARIE SPAGNOLE CHE SONO PIÙ' DI 3.000 TUTTO L'ANNO
Proibite dal 1963 sono oggi incoraggiate dalle autorità sia civili che religiose e alcune, considerate di interesse turistico internazionale, vengono sovvenzionate ufficialmente. Gli animali usati sono bovini, ovini, asini, cani, gatti, conigli, asini, galline, oche e tanti altri. La maggior parte di queste sadiche feste paesane organizzate in onore di Gesù, Madonna e Santi sono terribili torture di bovini ormai inutilizzabili nelle corride e nella riproduzione.
Alcune delle 3.000 feste:
A MANGANESES (ZAMORA) - a febbraio - viene lanciata dall'alto una capretta viva.
A TORDESILLAS e in molti altri luoghi "eroici cavalieri" strappano o tagliano la testa di galli vivi appesi per le zampe.
FESTA DELL'ASINELLO Si svolge a VILLANUEVA DE LA VERA (CACERES) in Estremadura ogni anno l'ultimo giorno di Carnevale. Un asinello piccolo e vecchio, cavalcato e selvaggiamente bastonato, viene trascinato dalla folla. Quando cade viene obbligato a rialzarsi a randellate, mentre i bambini lo riempiono di botte, calci e pugni per ore finche l'animale agonizza.
FESTA DEL TORO EMBOLADO (Toro con le corna di fuoco) Sono più di 50 provincie di Valencia, Castellan e in altri paesi della Spagna. Si avvitano alle corna del toro piccoli arnesi con palle di cotone, olio e catrame a cui viene dato fuoco. Mentre l'animale impazzisce per il catrame infuocato che gli brucia il muso e gli occhi, viene inseguito, perseguitato e bastonato dalla folla.
FESTA DEL TORO DE LA VEGA (Settembre) Un popolo di adulti e bambini armati di lance lunghe fino a 3 metri, aspetta l'arrivo del toro per torturarlo e trapassarlo in tutte le direzioni. Risulta vincitore di una LANCIA D'ORO, offerta dal Municipio, colui che, per primo, taglia i genitali al toro ancora vivo.
FESTA DEL TORO DI CORIA (Giugno) - Estremadura 12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla inferocita, 2 al giorno per 6 giorni in onore di San Giovanni.
CHE "FIESTA"A CORIA
Da L'Indipendente del 20 luglio 1993, una cronaca agghiacciante di Isabel Pisano. Il toro, dopo due ore di corsa atterrita, privo di un occhio, ferito ovunque, con una zampa spezzata, giace ormai a terra esanime: "Diamogli fuoco sotto le palle, suggerisce qualcuno. Detto e fatto. Portano dei giornali, li accendono. Il toro scuote disperatamente la testa. Quelli che prima non avevano osato gli conficcano pezzi di bottiglia, gli infilano nell'ano dei bastoni. L'animale fa uno sforzo sovrumano per tentare di sfuggire a quelle belve, mentre dai suoi lombi il sangue zampilla da centinaia di fori, si alza in piedi e cade nuovamente. [...] 'I coglioni! I coglioni!' Si alza uno con un coltello e glieli recide di netto , mentre il toro, ancora vivo, lancia il suo ultimo grido, con l'unico occhio superstite che gli esce dalle orbite . Dallo spacco dove prima c'erano i genitali il sangue esce a fiotti. [...] Tutti sguazzano nel sangue. [...] Il sindaco dice: " Tutti quanti noi abbiamo l'obbligo di difendere i nostri gusti, perché questa è arte e cultura"
LA VIOLENZA SUGLI ANIMALI "ISTITUZIONALIZZATA", CIOÈ' ACCETTATA, PROMOSSA E ORGANIZZATA DALLE AMMINISTRAZIONI LOCALI, DAL GOVERNO E DALLA COMUNITÀ' EUROPEA, PUÒ' AGGRAVARE LA TENDENZA AD UN COMPORTAMENTO AGGRESSIVO NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI E ANCHE DEGLI UOMINI. LA TAUROMACHIA E' INDICE DI SOTTOSVILUPPO E DI ARRETRATEZZA. ASSISTERE AD UNA CORRIDA SI RISCHIA DI SVILUPPARE INCLINAZIONI CRUDELI E VIOLENTE FATALI ALLA SALUTE MENTALE.
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lunedì 22 settembre 2003
ore 13:46 (categoria:
"Riflessioni")
Il mercato del Karakul
Investigazione Karakul
La pelliccia dell’agnello karakul, conosciuta come breitschwanz, astrakan o persiano è una delle pelli maggiormente richieste dall’industria della pellicceria ed è il prodotto di una crudeltà unica. Questo particolare tipo di pelliccia, tanto decantato come articolo di lusso, può essere prodotto con un unico sistema: uccidendo e scorticando agnelli che hanno solo alcuni giorni o alcune ore di vita e persino agnelli non ancora nati, strappati letteralmente al grembo della madre. Le loro piccole pellicce vengono poi trasformate in "un capo di moda" o in ritagli e accessori. La Humane Society of the United States ha recentemente condotto un’accurata indagine sul commercio della pelliccia di agnello Karakul. I risulatti sono drammatici: ogni anno in Afganistan, Kazastan, Namibia, Sud Africa, Uzbekistan ed altri paesi dell'Asia centrale, vengono allevati e uccisi dai quattro ai cinque milioni di agnelli karakul per soddisfare la richiesta di pelli. Il vero tributo di morte, è ancora più alto per ogni pelle proveniente da un feto gli animali che devono morire sono due - la madre e l'agnellino non ancora nato. Gli investigatori della HSUS, hanno documentato l’uccisione di trenta agnelli per confezionare un unico soprabito. L’uccisione di feti o di agnelli di pochi giorni trova la sua unica giustificazione nella lucidità e nella arricciatura del pelo dell’animale. In Italia la LAV diffonde questa investigazione, sensibilizzando milioni di donne a non acquistare questo capo insanguinato. Con questa campagna vogliamo svelare l’ennesimo segreto dell’industria della pellicceria e mostrare alle donne italiane la vera origine della pelliccia di agnello karakul invitandole ad orientare i propri acquisti verso capi di abbigliamento che non comportino la sofferenza di milioni di animali.
Il mercato del Karakul
La struttura, il disegno ed i colori delle pelli degli agnelli Karacul sono unici fra tutti gli allevamenti di pecore, la struttura varia a seconda dell'età degli agnelli. Gli agnelli vengono al mondo con una pelliccia lucida leggermenta arricciata, ma entro pochi giorni i riccioli cominciano ad aprirsi ed a perdere qualcosa del loro valore in denaro. Ecco perchè gli agnelli vengono macellati così presto dopo la nascita. La pelliccia del feto d'agnello è leggera come una piuma e piatta. Senza i riccioli, ma con una struttura come ad onde ed uno splendore luminoso, la pelliccia viene spesso descritta come somigliante alla seta. Per questa pelliccia, ottenuta da agnelli fino a quindici giorni prima della nascita, in genere, si chiede un prezzo superiore che per quella di neonati, sebbene le tendenze nella moda dettino quale sia la più richiesta di stagione in stagione. Per conservare tutte queste particolari qualità della pelliccia, gli agnelli vengono macellati e scorticati piuttosto che semplicemente tosati (come avviene con le pecore per la lana) in modo da far restare integre le pelli. L’investigazione della HSUS ha confermato che la pelliccia d'agnello caracul costituisce una componente significativa dell'industria della pelliccia nel suo complesso, con una produzione di pelli alla pari di quella delle pelli di volpi. Stando ai rapporti dell'industria dai quattro ai cinque milioni di agnelli caracul vengono uccisi ogni anno per le loro pelli. Il numero degli animali uccisi tuttavia raddoppia perché per ogni pelle proveniente da un feto deve morire anche la madre. La pelliccia degli agnelli caracul viene usata per cappotti, giacche, gonne, pantaloni, vestiti e per guarnizioni su ogni tipo di abbigliamento. Il valore della vendita al minuto di articoli di vestiario di agnello caracul varia a seconda dell'età a cui viene ucciso l'agnello. La pelliccia di feto è la più costosa in termini di produzione - in parte perché gli animali che devono morire per fare una pelliccia sono due - il costo di un capo di abbigliamento può superare i $25.000. Un cappotto confezionato con agnelli neonati può costare da $5.000 a $12.000.
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lunedì 22 settembre 2003
ore 11:24 (categoria:
"Riflessioni")
Le trappole
Le trappole a tagliola sono il principale e più diffuso strumento di cattura di animali selvatici da utilizzare in pellicceria; ogni anno nel mondo oltre cinque milioni di animali sono vittime di questo incivile strumento. Queste trappole sono costituite da due mascelle di acciaio dotate di un meccanismo a molla attivato dagli animali attraverso una semplice pressione su una piastrina di metallo. Gli animali agonizzano nella trappola per diversi giorni prima di morire e nel tentativo di liberarsi arrivavano a mordersi e ad automutilarsi l'arto intrappolato. Per gli animali ancora in vita all'arrivo del cacciatore, la morte sarà per soffocamento tramite la pressione di un piede sulla scatola toracica dell'animale. Il folle utilizzo di questo strumento è stato causa dell'estinzione di moltissime specie di animali selvatici; i due terzi degli animali intrappolati non sono utilizzabili per confezionare pellicce sia perché gli animali nel tentativo di liberarsi possono rovinare il loro manto, sia perché molto spesso rimangono intrappolati cani, gatti, uccelli e altre specie, fino ai casi di persone e bambini feriti da queste trappole. Una strage i cui numeri sono sicuramente superiori ai cinque milioni ogni anno. Solo per dare un esempio, occorrono dai 180 ai 240 ermellini per confezionare una pelliccia, per ottenere 240 pelli vengono catturati più di 700 animali. La sofferenza degli animali è senza paragone: immaginate la vostra mano intrappolata nella portiera di un'auto e che per diversi giorni nessuno venga a liberarvi fino a quando, con la mano schiacciata, morirete di fame o di freddo o strapperete via la mano dal braccio. Gli animali catturati allo stato selvatico agonizzano per giorni, morendo lentamente di fame e di sete, paralizzati, per assideramento, dolore, consunzione e sofferenze o per dissanguamento, accelerato dalle lesioni che gli animali si procurano nel tentativo di liberarsi. Un altro metodo di cattura utilizzato per gli animali selvatici é costituito dai lacci: la morte avviene per progressivo strangolamento intorno al collo o al torace tramite un cappio mobile, maggiore è la forza dell'animale, maggiore sarà la stretta del cappio.
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domenica 21 settembre 2003
ore 23:26 (categoria:
"Riflessioni")
qualcosa di giusto
TRATTO DAL NUMERO 3 DI “HANDS AROUND YOUR THROAT”
Pensavo che ci vorrebbe un “multinazionali liberation front”, non per liberare le multinazionali, ma per liberarci da loro, si potrebbe chiamare (anche se suona male) MLF, agirebbe nello stesso modo dell’alf (animal liberation front), potrebbe liberare ovviamente bambini sfruttati o altre persone, e agire in modo forte sul danno economico. Mi è venuto in mente perché mentre giravo per un parco all’entrata c’era questa tipa che regalava degli yogurt o roba del genere (sapete quelle cazzate supervitaminiche che a quanto ti dicono se non le prendi ti ammali di certo) e a pensarci dopo, un’azione di quel tipo sarebbe stato solo rovesciarle lo scatolone dove teneva tutti questi yogurt. Non ci vuole niente a non comprare prodotti delle multinazionali (come a non comprare prodotti vegan), se qualcuno pensa che sia difficile voglio dire di no, basta solo stare attenti alle marche (per un vegan agl’ingredienti), e saper rinunciare alla nostra bevanda merdosa preferita o alle merendine “che ci piacciono sol quelle”. Ovviamente bisogna crederci (come in ogni cosa), e cercare di invogliare e far aprire gli occhi agl’altri. Poi io non è che voglia essere “il profeta del boicottaggio” eh? Ma secondo me è una buona pratica perché se il numero delle persone boicottanti salisse (e di certo sale) si potrebbe incidere molto sul budget di una multinazionale. Secondo me è una cosa molto importante da fare anche per la coscienza (che dove la mettiamo quella), io non ho più voglia di avere sulla coscienza dello sfruttamento (umano o animale che sia), anche se per certi mangiare verdure potrebbe essere uno sfruttamento ambientale. Voglio dire alle persone che mi chiedono (siccome sono vegan) “ma allora cosa mangi” di pensare di più al perché lo faccio e meno a quello che per loro “rinuncio”, ma invece non è per niente una rinuncia, anzi è un guadagno per la mia coscienza.
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domenica 21 settembre 2003
ore 23:04 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Siamo solo noi
Siamo solo noi che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa siamo solo noi che non abbiamo vita regolare che non ci sappiamo limitare siamo solo noi che non abbiamo più rispetto per niente neanche per la mente siamo solo noi... quelli che poi muoiono presto quelli che però è lo stesso siamo solo noi che non abbiamo più niente da dire dobbiamo solo vomitare siamo solo noi che non vi stiamo neanche più ad ascoltare
siamo solo noi quelli che non hanno più rispetto per niente neanche per la gente siamo solo noi quelli che ormai non credono più a niente e vi fregano sempre ...sì...
siamo solo noi che tra demonio e santità è lo stesso basta che ci sia posto siamo solo noi che facciamo colazione con un toast del resto
siamo solo noi quelli che non han voglia di far niente rubano sempre siamo solo noi generazione di sconvolti che non han più santi né eroi siamo solo noi siamo solo noi siamo solo noi
Vasco
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