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shaula, 32 anni
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HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



********************


Stà bèa stèa fin doman finchè no rìva el sol
Sciàra sto scuro e el me cuor orbo e pien de doeor
Stà bèa stèa fin doman finchè no riva el sol
Stea dell’universo
Dime che no a ga perso a strada
Dime che in scarsea ga sempre
Un toco del me cuor
Un toco del me amor




***********************

C’è un attimo da fermare:
chi lo riconosce è felice.

***********************




"ARRANCARE: il lento, faticoso, deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di semplicemente continuare la lotta".



Per chi è arrivato tardi (ovvero dopo il 2007) su questo blog spieghiamo cosa sono gli Shaulismi. Parte tutto da Shaula, che è una stella della costellazione dello Scorpione. E io – chi mi conosce lo sa – sono una pesci ascendente scorpione. E poi il nome era bellissimo, suona come pieno di cristalli e profuma di autunno. Questo è il preambolo
Gli ismi sono le mie filosofie e i miei stili, e ogni post è un ismo. Ci sono ismi per ogni cosa. In particolare però, quando si tratta di me, di pensieri parole opere e omissioni, allora si chiamano Shaulismi.
Non è difficile, ma chi non sa non può sapere. E adesso sa.




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venerdì 13 marzo 2009 - ore 19:43


Canzonismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi canto una canzone.
È il ritornello a farmi impazzire. È l’esplosione che mi fa impazzire, letteralmente. Tanto da fare l’aereo in bicicletta, togliendo le mani dal manubrio. Così. ecco, l’ho fatto, anche se non mi avete vista.
È una cosa pazzesca, dovreste provarci anche voi. A me questa sensazione fa sentire proprio la vita addosso. Come se mi arrivasse in faccia e su tutto il corpo un’aria energica, una sferzata di entusiasmo. Io, poi, che ultimamente di entusiasmo sono abbastanza sprovvista… Eppure, com’è come non è, mi carica. Che poi, è una canzone che sta tutta intorno all’ottimismo, e io l’ottimismo non l’ho neanche mai visto, e non ho la facoltà di pronunciare quella parola in pubblico. E allora grido che è tutto meraviglioso.
E come al solito mi piace che la gente mi guardi che canto in bicicletta. Mi piace un sacco. Perché da parte mia credo sia meraviglioso vedere la gente che canta, e spero di portare un sorriso a chi vede me.
Credo che sia Meraviglioso.
Credo che tu sia Meraviglioso.
Credo che un sacco di cose siano Meravigliose.
Non ce le ho, ma sono Meravigliose.


Meraviglioso - Negramaro

Credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D’un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così...

Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita...
l’amore...
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso


La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso…
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
meraviglioso
La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso



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mercoledì 11 marzo 2009 - ore 14:47


Ingenuismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Capitolo Primo: Ingenutà
Nelle definizioni trovate in rete non si accenna mai al farsi inculare per la propria ingenuità. Dovrebbero inserircela, questa cosa.
Vatti a fidare.



Ho un forte senso di nausea. Come se quello che ho duramente cercato di costruire stesse per cadere per colpa della mia ingenuità. Quando mi rimproveravano di essere troppo genuina e di fidarmi troppo delle persone spesso sorridevo. Ma è vero, è un terribile segno di stupidità. Ora ho imparato, e speriamo non mi costi troppo.


Capitolo Secondo: Denti
L’unica cosa che riesco a mangiare oltre a casatella, passati di verdura e yogurt, sono i punti che ho in bocca. Li sto ingoiando uno per uno. Sento piccoli pezzi di spago nero che mi scendono lungo la gola. Mi fa anche un po’ schifo, ad essere onesta. Tutto questo a parte il dolore e il fastidio, intendo.
E la fame, ovviamente.


Capitolo Terzo: Internet e dintorni
Da ieri è on line il Corriere del Veneto. Dopo sette anni dalla nascita dell’edizione cartacea, potete leggere le notizie anche in rete, aggiornate in tempo reale, su www.corrieredelveneto.it: ci saranno sezioni dedicate alla vostra città, blog, forum e tante curiosità.



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lunedì 9 marzo 2009 - ore 15:32


Parolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dove si comprano le bacchette magiche? E quei macchinari che fermano il tempo? E le sfere di cristallo per vedere nel futuro? Possibile che non si trovino da nessuna parte?

A volte ci si appiglia a delle parole. A volte ci costringono a pavide scuse e ritirate, a volte ci spingono a difese strenue e massicce. A volte ci portano a difenderci dagli altri, a volte a difendere gli altri da noi stessi.
Ci sono poi fortunati casi in cui basta una parola, sfoggiata per una serie di sfortunate coincidenze, a rivoluzionare un’intera giornata, e anche i giorni a venire.
Ecco, mi ripeto una parola nella testa e mi auguro che domani sia un giorno migliore di oggi.

Potrebbe non esserlo ma, visto le premesse che mi dipingono come una pessima ottimista, mi illudo che non ce ne siano le condizioni.



L’amoxicillina è un antibiotico appartenente alla classe dei beta lattamici al gruppo delle penicilline semisintetiche, viene usata da sola ed in associazione con l’acido clavulanico come antibiotico in molte infezioni sostenute da germi sensibili, che colpiscono l’orecchio, la gola, le vie respiratorie inferiori, la cute e l’apparato urinario. Recentemente viene spesso usata insieme ad altri antibiotici (claritromicina, ecc) ed inibitori di pompa protonica (omeprazolo, esomeprazolo, ecc) per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori germe molto resistente al pH acido che causa un’infezione cronica dello stomaco, la gastrite, a sua volta concausa di svariate complicazioni spesso anche fatali (Ulcera gastrica e cancro dello stomaco).
Controindicazioni: Alcune delle più comuni insorgenze dovute all’assunzione di amoxicillina sono ipersensibilità ai componenti, infezioni sostenute da microrganismi produttori di penicillinasi, ipersensibilità e allergia a penicilline e cefalosporine. Sono note reazioni cutanee in caso di mononucleosi infettiva. Non ci sono interferenze sulla capacità di guidare o di compiere attività che richiedono concentrazione.






Arisa - Pensa così

La farfalla andò dal bruco e disse:
“Un giorno avrai anche tu,
delle ali verdi,rosse,gialle e blu”
E il bruco le rispose:
“Mi accontento delle mie zampe rugose”
Il pavone ostentava le sue piume di cristallo e disse al corvo:
“Guarda quanto sono Bello”
E il corvo a bassa voce:
“Sarai bello ma io sono più veloce”.

Ognuno ha qualcosa dentro di sè
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dove è.
Ognuno ha qualcosa dentro di sè
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dove è.

Il leone ostacolava il passaggio all’elefante e disse:
“Beh, non ti inchini? Sono il re…”
Il gigante disse al re:
“Io mi inchino però vivo più di te”.
La formica alla cicala:
“Canti sempre e poi che fai? Son sicura, questo inverno morirai”.
La cicala a replicare:
“Io a un concerto oggi ti vorrei invitare”

Ognuno ha qualcosa dentro di sè
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dove è.
Ognuno ha qualcosa dentro di sè
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dove è.

Ognuno ha un talento,
ce l’hai anche tu,
anche se per ora le tue insicurezze,
sfamano e crescono le tristezze
di questa vita che non ti vuole
tanto domani c’è sempre il sole
pensa così.
Fai solamente quello che credi
non ascoltare se non ti fidi
nemmeno a me
che non sono di certo niente di diverso
rispetto anche a te.





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sabato 7 marzo 2009 - ore 15:40


Dentismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se per caso qualcuno di voi fosse preoccupato per la mia salute, avviso tutti gli ascoltatori e lettori che sto molto meglio di ieri.
Ieri dal dolore a un certo punto ho perfino pianto. Nel giro di mezzo minuto è sparito del tutto l’effetto dell’anestesia, così dallo stordimento sono passata al formicolio alle labbra fino ad arrivare a uno dei dolori più lancinanti che io abbia mai provato.



Oggi va decisamente meglio: ancora non parlo correttamente ma sono tornata al lavoro a pieno regime; purtroppo non posso masticare e continuo a nutrirmi di yogurt e gelato (divino, oserei dire, data la mia intolleranza ai latticini), ma a pranzo sono riuscita a prepararmi qualcosa di salato, un ottimo passato di verdure e della casatella (dovrò cancellare per sempre i latticini dalla mia alimentazione, dopo questa lunga degenza). Però sto meglio, va molto meglio di ieri. Oggi non ho mai pianto e non ho mai imprecato, né associato nomi di santi a nomi di animali.

E ci mancherebbe altro. Ho ingurgitato una quantità così elevata di farmaci che se mi dovesse tornare il minimo dolore sarei costretta a far causa alle farmacie internazionali.
Antibiotico una volta al giorno, pillole cortisoniche due, più uno strano antiinfiammatorio blu di mia madre (stranissima medicina, ma mi sta simpaticissima), aulin come acqua di rubinetto, senza contare il gel cicatrizzante e lo spry disinfettante.

Tralascio di sbobinarvi il conto del farmacista.
Se la prossima settimana lo vedo abbronzato mi incazzo perché vuol dire che non mi ha neanche mandato una cartolina, e le sue ferie le ho pagate io.





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giovedì 5 marzo 2009 - ore 20:32


Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E così domani se ne va anche lui. Se ne va in silenzio, come se ne era arrivato tanti anni fa. Non lo aspettavo, l’ho trovato lì. Non lo volevo, ma l’ho amato come fosse stato lì da sempre. E domani se ne va in silenzio e nel dolore, perché so già quale sarà la sofferenza della sua assenza. Non tanto per il vuoto che lascerà, quanto per il dolore dell’addio, della separazione, dell’abbandono.
Niente e nessuno prenderà il suo posto.

Sentirò la sua mancanza, e sentirò soprattutto il male del distacco che non volevo, che ci è stato imposto.
Lo sentirò, mentre mi lascia, chiuderò gli occhi per non vedere e lì capirò che il dolore è solo iniziato… Che porterò il segno della sua mancanza per giorni, finché quella cicatrice non si sarà chiusa del tutto. O, almeno, finché non riuscirò a ricominciare a mangiare, a ridere, a parlare come prima.

Mi abbandona. Tutti gli altri se n’erano andati che saranno 7 anni a giugno. Lui è rimasto con me. Lo dicevo a tutti, che gli altri mi avevano lasciata ma lui era rimasto. Invece adesso no, invece me lo portano via. Me lo tolgono, me lo strappano, me lo rubano. Da domani dovrò vivere senza di lui.
Sono spaventatissima: ho una soglia del dolore molto bassa in certi punti del mio corpo.

E poi (anzi, soprattutto) ho una paura folle delle punture.

Figurati l’anestesia.

Dentista, porca miseria, proprio appena prima del week end??

Se da domani sarò terribilmente pessimista, noiosa, nervosa e acida, saprete perché...


Ecco, questa è l’immagine che mi faceva meno paura. Non digitate mai "dente giudizio", MAI. Vi si presenta una realtà devastante, l’ignoranza è un tripudio in casi come questo....


THE DAY AFTER
ovvero - Il post del post intervento


Adesso voglio capire perché i dentisti ti dicono non parli non parli e poi ti fanno un sacco di domande mentre hanno le mani impegnate all’interno della tua bocca. Che hai anche difficoltà ad esprimere non solo un concetto, ma anche una semplice serie di sillabe.
Certo, la brutta figura l’ho fatta inizialmente io, presentandomi in studio con gli occhi gonfi di pianto, tutti rossi e umidi, che neanche una bambina di cinque anni. Ma che ci volete fare, ho paura, e neanche la telefonata di Marco è riuscita a farmi stare meglio. L’ho avvisato che mi avevano anticipato l’estrazione, da mezzogiorno alle 10. ”Via il dente via il dolore” ha osato dirmi. Ma si può? Si può scherzare su una cosa del genere? Io non ci ho dormito la notte.
E anche loro, e che diamine, i dentisti. Prima mi dici che non devo parlare, non devo muovermi, devo respirare col naso e basta. e poi continui a chiedermi come va. Io ti rispondo con un suono cavernicolo e primitivo, residuo dei miei antenati, e mi dici di non parlare. Allora la volta successiva comunichiamo a leggeri scuotimenti di testa, e mi dici di non muovermi.
E io che cavolo devo fare? Se non ti dico niente ti lamenti che hai bisogno di sapere se va tutto bene, ti rispondi e mi rimproveri. Già c’ho le lacrime pronte all’uscita, mi tratti pure male?
Che roba, quando sono entrata il dottore era preoccupato. Sei tutta bianca, mi ha detto, e hai il viso sudato. Forse è meglio che aspettiamo un po’, rilassati. Roba che credevo che mi avrebbero portato in quattro e quattr’otto un maestro di yoga per fare esercizi di respirazione. Sembrava di essere in uno di quei film americani dove vedi gli esercizi preparto.
Ah, giusto per sputtanarmi un po’. Dopo che hanno finito di cucirmi la gengiva, mi accorgo che ho un braccio informicolato, tutto brulicante, tutto in fibrillazione. Che succede? L’hai tenuto stretto per tutto l’intervento, è normale se fai così, mi dicono, scherzandomi. Ma rimanendo allo stesso tempo crudelmente seri.
Ah, non me n’ero accorta, dico io, dall’alto della mia stupidità. E sorrido. Loro no.
Non ci ho fatto una gran figura, lo ammetto. Ma mi fa un sacco ridere.
Ecco, ho di nuovo trasformato un evento insignificante e noioso in qualcosa da raccontare, e che compiace solo me. Dovrei smetterla di credere che quello che mi succede sia tutto degno di nota.

Ah, e per la serie sono una persona matura.
Mi hanno dato il dente per darlo alla fatina dei denti.
Ho 28 anni.



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martedì 3 marzo 2009 - ore 16:13


Dottorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando uno sa sempre cosa dire è una bella cosa. Stimo chi ha sempre la parola giusta, il modo di dire giusto, la misura di ciò che racconta, spiega o illustra. Ammiro le persone che dicono le cose come e quando devono essere dette.
Forse perché io questa dote non ce l’ho.

Belli gli scarponi che indossi, mi dicono.
Grazie, sai, ultimamente posso mettere solo questi.
E come mai?
Sono acrocianotica
, dico io, dall’alto della mia sciocca e ingenua sincerità, tirandomela anche un pochino.
E cosa vuol dire?, mi si chiede.

A - Risposta esatta: ho dei problemi di circolazione a causa dei quali il sangue non arriva correttamente alle terminazioni del mio corpo, ma non è nulla di grave, è una lieve patologia probabilmente temporanea. La visita con l’angiologo chiarirà ogni dubbio.

B - Risposta sbagliata che ovviamente e inevitabilmente do e darò, perché mi piace essere precisa: ho le dita dei piedi gonfie, tutte rosse, talmente rosse che sembrano blu. Per questo si dice cianotico. Non mi arriva bene il sangue, e allora col freddo mi fanno male e mi prudono. Sono proprio brutti da vedere, speriamo che questa cosa passi in fretta perché non mi entrano più le scarpette col tacco da tanto sono gonfi.

Ecco. Io varco la sottile linea fra ingenuità e stupidità. La sincerità l’ho passata da un pezzo.

Per tirare le somme, oggi ho fatto la visita dall’angiologo. Siccome doveva guardarmi solo le dita dei piedi mi sono limitata alle scarpe da ginnastica e un paio di jeans, tralasciando particolari superflui. Tanto al massimo mi tolgo i calzini.
Vado a pensare che mi dice tolga anche i pantaloni. Cioè, dai, che ne sapevo io che la visita angiologica era completa. Avevo le mutande a rombi arcobaleno e una depilazione agli arti inferiori molto approssimativa. A saperlo mettevo qualcosa di più sobrio, per dire. Io pensavo mi guardasse solo le dita dei piedi e delle mani. Eh. Ok i calzettoni a righe lilla viola verde e arancione, perfettamente in tinta con la maglia che indossavo. Ma per quanto anche gli slip fossero ottimamente abbinati al resto dei miei accessori, spilla sul maglione e cintura comprese, non credo che un professionista dell’angiologia potesse apprezzare il mio lato kitsch.

Arisa - Sincerità

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica

Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All’inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l’amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
Paura ed a volte pentirsi
Ed io coi miei sbalzi d’umore
E tu con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane
Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica

Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l’amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino

Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all’eternità
Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch’io
E mano ella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da se, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica

Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità…




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lunedì 2 marzo 2009 - ore 18:58


Delfinismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


- A parte che io sto sempre dalla parte di Vittorio Sgarbi perché mi fa morire dal ridere, e poi l’Accademia della Crusca non indica nessun risultato per “perdenza” (senza contare che il mio t9 e il microsoft word non la conoscono). Dai, uno che mentre sparla si sposta il ciuffo e insulta chiunque gli passi sotto mano con cotanta perizia lessicale non può non stare simpatico.

- A parte che se leggo un altro articolo sulle spalle nude di Michelle Obama spacco tutto, perché una società civile non può buttare carta e carta e pagine e pagine su una bellissima donna che non fa altro che indossare un vestito di rara eleganza e sobrietà. Ha anche le perle. Il tubino nero è l’abito per ogni occasione, chiedete a qualsiasi stilista o visagista, o una qualsiasi persona che capisce qualcosa di moda, bifolchi.

- A parte che oggi ho i capelli sporchi e non mi sento a posto con me stessa. Mi sento proprio a disagio con il mondo quando sono in . E credo che me li laverò prima di andare a letto, per profumare le mie lenzuola di perla e fiori di ciliegio.




Ma voglio il delfino rosa. Lo voglio, dev’essere mio.
Lo metto nella vasca da bagno, e me lo guardo di tanto in tanto, gli faccio due carezze e gli faccio no col ditino se mi spruzza dalla testa.
Oppure, ancora meglio, allago la rampa giù, della taverna, così nuota un po’ più largo che magari gli manca l’oceano.
Vuoi che i miei si arrabbino per così poco? No, dai.


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sabato 28 febbraio 2009 - ore 15:48


Stilismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi, per la prima volta, ho ricevuto complimenti per il mio stile.

Era ora che qualcuno se ne accorgesse.



Non ho niente da invidiare a nessuno.

Chiamatemi Posh Silvia.



Aggiornamento: stile o non stile, andate a vedervi questo link. Solo a me le modelle sembrano ben più carine prima?!?


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venerdì 27 febbraio 2009 - ore 14:15


Ciuffismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio ciuffo diventa per tutti i parrucchieri che mi mettono le mani in testa una questione personale. Davvero, non scherzo. Su un’ora di trattamento, per dire, mezz’ora la passano col mio ciuffetto.
È uno spauracchio ™.

Per cambiare – e per cercare di spendere meno, inutilmente – sono andata a tagliare i capelli in uno di quei negozi che fungono anche da scuola per giovani estetiste e parrucchiere. La giovane A mi ha seguita fin dal mio arrivo: lei mi ha indicato l’appendiabiti e mi ha fatto lo shampoo; del taglio si è occupato il titolare; poi è tornata la mia dolce e modernissima A per sistemare definitivamente la mia testolona. Siccome sono braccine corte e non volevo spendere i soldi della piega le ho detto di asciugarmeli pure alla buona, tanto dovevo andare solo in Comune, ma avevo il mio berrettone di lan che va bene per tutte le occasioni, e che potevo tranquillamente non togliermi.
“No, no, ci metto poco” mi ha detto sorridendo maliziosa, e addebitandomi 14 euro di messa in piega. E va beh.
Ma questo è l’antefatto. Intanto vi mostro il ciuffetto, cosicché possiate capire di cosa stiamo parlando.


Io e il ciuffetto nell’unica (non a caso) immagine che ci ritrae insieme

Insomma, la giovane A parte a spazzolarmi e tirarmi ciocca per ciocca. Mi brucia sette volte il cuoio capelluto (da piccola non so perché dicevo il tuoio capelluto, ma non divaghiamo), mi strappa un neo dalla fronte e qualche centinaio di capelli dalla radice. Cose su cui preferisco sorvolare per non infierire ulteriormente. Le chiedo se crede al quel detto insulso secondo cui se ti strappi un capello bianco te ne crescono sette. “Dubito che il mio cervello distingua i miei capelli bianchi da quelli scuri per procurarmene altri sette, tu che dici?”. La sua risposta è stata “sì”.
Loquace: mi piacciono le persone che interagiscono con diletto.

Ma perché mi perdo in ciance: è solo ora che arriva il bello. Mi asciuga rapidamente la parte grossa dei capelli sparandomi aria tropicale fin sulle caviglie. I capelli tornano di un colore più castano, caldo, morbido. Ovviamente quelli più corti e sottili si asciugano in un batter d’occhio. Fra questi c’è il ciuffetto. La giovane A mi fa la riga e ZAAAAC si alza il ciuffetto. Lo rimette giù con un colpo di fon. Passa ai capelli della nuca, e risale verso la china. Io nel frattempo mi godo la scena.
Finisce con i capelli più lunghi, quelli dei lati, quelli dietro, quelli sopra. Tocca a quelli davanti. Si accorge del ciuffetto. Lo prende nella spazzola tonda arrotolata, lo tira. Molla. Mette giù la spazzola, mi guarda. È ancora lì. Riprende la spazzola, lo rimette in mezzo ad altri, lo ritira, lo rimolla. È ancora lì: indefesso, indomito, instancabile, irritante. Stoico, diresti, se non fosse orrendo.
“È una battaglia persa” le dico ridendo come un’imbecille a un certo punto. Ma lei no, deve fare bella figura col titolare, non può farmi uscire con il ciuffetto. Si sporca un paio di dita della mano destra di gel, aggredisce violentemente il mio ciuffetto, lo costringe alla resa. Soddisfatta ripassa i capelli della nuca, e quando mi rimette gli occhi addosso ZAAAAAAAC il ciuffetto è ancora lì. Riprende il fon, me lo spara in faccia, ripassa il ciuffetto. Sta. Sta. Mi sorride, trionfante. Le rispondo con un sorriso forzato: illusa, non sai cos’hai fatto. L’hai fatto arrabbiare, mi tormenterà per ore. Uscendo mi sono messa il berrettone. Spero se la sia presa perché sicuramente mi sarebbe risalito il ciuffetto. E infatti. Ma non è colpa del berrettone. È colpa del ciuffetto. C’ho la scimmia in mezzo alla fronte. Ma domani, coi capelli di un giorno, torna giù.

Il divertimento sarà quando tornerò a fare la stiratura. La foto qui su mi è testimone. Essendo l’unica in cui sono con il ciuffetto, ci sono addirittura affezionata.

Cavolo, ho scritto 3600 battute su un ciuffetto. Sono da ricovero.



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mercoledì 25 febbraio 2009 - ore 08:48


Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


(solo perchè Bleahismi non mi suonava niente bene...)

Bleah mi pare che renda l’idea. Suona proprio come dicessi “oggi”. E forse anche un po’ come “domani”. Uno di quei giorni dell’anno proprio bleah. Fatto di argh, fatto di bang, fatto di snort. C’è ben altro al mondo da fare che stare fra un crash e un grunt, e deprimersi di sob e sigh. Manca il gulp, manca il wow!, manca soprattutto il mio barbarico yawp.
Il glossario onomatopeico dei fumetti mi aiuta a rendere concretamente e sinteticamente il mio stato d’animo attuale che, non essendo chiaro a me, in questo modo forse può esserlo a voi. E magari mi date una mano. E sbirciando fra le varie onomatopee, fra questi suoni strani e bizzarri, arriva il gasp. Ma quella, ragazzi miei, è un’altra storia.
Allora aspetto con angoscia di concludere presto questa giornata con uno yawn. E prego il cielo di dormire, almeno stanotte, e di non svegliarmi fra urla e grida.
Ed è subito ssssst.

E giusto per farvi vedere che non sono l’inguaribile pessimista che pensate voi, vi rassicuro che domenica non era per niente bleah.

L’11 agosto è yawp. L’11 giugno è gasp.



E per la rubrica "Momenti di straordinaria quotidianità"
dopo la giornata di uno scrutatore, a voi la Giornata di una giurata.

La vostra beniamina, eh sì, proprio lei, è stata selezionata fra i fortunati (e che fortunati!) giurati della sfilata dei carri mascherati della sua città.
Selezionata è una parola grossa: diciamo che in quanto ultima arrivata in redazione non ha avuto nessuna possibilità di rifiutarsi, né di delegare alcun suo sottoposto o sottomesso – essendo appunto l’ultima ruota del carro, non mascherato, per intenderci, ma metaforico.
Ah, giusto per essere precisi: io odio la sfilata dei carri mascherati, e sopporto appena il carnevale. Sì, sono fortemente intollerante.
Siccome so che non ve ne frega niente di sapere cosa è successo, rispondo alla domanda che tutti vi siete fatti. No, quelli che piacevano a me non hanno vinto. No, neanche uno.
Ma ieri ero una giurata con tanto di paletta. La truffa della sfilata dei carri vuole che i voti vadano dal 6 al 10. Un solo vincente, nessun vero perdente.
È la sfilata dei carri mascherati, dopotutto. Mica la vita.



Finché non trovo le foto di ieri vi beccate quelle di un altro carnevale.


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