Il mio blog parla...parla....
IL MIO BLOG PARLA DELLA NEVE non della fredda, gelida neve e nemmeno della coca o di biancaneve.
...beh, cerco di farvi capire: avete presente quelle sfere con dentro i brillantini che vengono agitate per produrre la parvenza della neve che cade? Ecco la mia testa lavora allo stesso modo, la sfera e’ la testa e i brillantini sono i miei pensieri, non esiste un ordine, o se esiste non si sa quale sia la legge che governa il loro moto.
Percio’ il mio blog parla della neve
"perche’ solespento? E’ triste come nick"
A chi mi ripete questo devo spiegare che oltre ad essere il titolo di una canzone, questo nick serve a ricordarmi che ci accorgiamo dell’importanza delle cose solo quando queste vengono a mancare, pensa se domani si spegnesse il sole!!
(questo BLOG è stato visitato 12443 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 13 novembre 2006 - ore 09:18
Peperoni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per una volta che ricordo un sogno... beh, non poteva che essere dark

Steso su un tavolo composto da assi si legno non piallate cosi che le venature in rilievo mi davano un gran fastidio alla schiena, fastidio nemmeno lontanamente paragonabile a quello che mi causavano quei braccialetti di ferro battuto che serravano i miei polsi tenendomi saldamente ancorato in unimmobilita innaturale e forzata.
Le pareti trasudanti umidita ricoperte da uno strato di di un grigio cupo e un acre odore di muffa.
Il torso nudo e una sorta di grande catino metallico capovolto sopra la mia pancia. Allinterno di questa sorta di campana un animaletto con il muso affusolato e la coda nodosa, un animale che non vedevo ma sapevo essere un ratto.
Nella penombra una torcia si avvicina al catino scaldandolo, il calore trasmesso dal metallo mi ustiona la carne dove il contenitore poggia contro di me.
Il ratto sentendo il calore e vedendosi in trappola scava nellunica direzione da cui puo uscire...
...
e come dico sempre in questi casi "non devo mangiare i peperoni di sera"

LEGGI I COMMENTI (4)
-
PERMALINK
martedì 7 novembre 2006 - ore 08:18
Pompeo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dopo ventanni di convivenza ieri un amico mi ha abbandonato per sempre. Un amico che non chiedeva niente perche aveva gia tutto cio di cui necessitava, un amico che mi ascoltava perche non capiva le idiozie che dicevo, un amico a cui ho insegnato molte cose e che mi ha insegnato molte cose.
Vorrei urlare a squarciagola e piangere ma mi si ferma il fiato come se mi avessere piantato uno stiletto nella trachea e le mie lacrime diventano cristalli di ghiaccio prima di cadere.
Mi piacerebbe avere la consolazione di poterti dire arrivederci ma so bene che e un addio.
LEGGI I COMMENTI (9)
-
PERMALINK
giovedì 26 ottobre 2006 - ore 11:29
ding dong
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ding dong
-si? (non puoi suonarmi il campanello di sera appena torno dal lavoro perche mi irrita come un porcospino appoggiato sulle chiappe)
-salve, vorremmo lasciarle alcuni opuscoli che parlano di dio
(sguardo cupo) -dio non abita piu qui, buona serata.
LEGGI I COMMENTI (4)
-
PERMALINK
mercoledì 25 ottobre 2006 - ore 08:17
cercasi tempo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
porto uno dei miei quadri a fare incorniciare e il negoziante mi chiede: "li fai tu?"
io: "si"
"ti interesserebbe venderne qualcuno?"
"questi li ho fatti per me, non ho molto tempo per dipingere"
"te li pago 500 euro luno"
"il tempo lo trovo"

...cercasi tempo
LEGGI I COMMENTI (7)
-
PERMALINK
martedì 24 ottobre 2006 - ore 16:00
Freddo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...
una sensazione di freddo penetrante lo accolse.
Apri’ gli occhi all’improvviso. Dapprima non riusciva a distinguere alcunche’ poi, gradualmente, inizio’ a intravedere cio’ che gli era intorno: nulla.
Sentiva ancora rimbombare nelle orecchie lo scroscio dell’acqua nella quale era penetrato e che si era richiusa attorno a lui stringendolo in una morsa di gelo e solitudine.
Piccole bolle uscivano dal naso e salivano rapide in superficie, le seguiva mentre gli percorrevano parte degli zigomi fino a distaccarsi da lui come frammenti di vita che abbandonavano il suo corpo.
Continuava la sua lenta discesa verso il fondo e la corda che lo trainava stava penetrando nella carne generandogli una smorfia di dolore che non poteva controllare.
Era strano sentire il suono grave dei palpiti del suo cuore risuonare nei timpani.
Quando arrivo’ al fondo alzando una nube di fango si senti’ solo come non mai. Grido’ e l’ultima aria nei suoi polmoni se ne ando’ in una grande bolla dalla strana forma che ricordava quella del liquido denso all’interno delle lampade al magma.
Freddo e solo.
Solo freddo.
LEGGI I COMMENTI (5)
-
PERMALINK
martedì 24 ottobre 2006 - ore 10:39
High Hopes
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(ndr erano anni che questa canzone non mi perseguitava)
Grandi Speranze
Oltre l’orizzonte del luogo in cui abbiamo vissuto da giovani,
in un mondo di magneti e miracoli,
i nostri pensieri vagavano costantemente e senza confini,
il suono della campana della discordia era iniziato
Per la Lunga Strada e giù dal Ponte
sincontreranno ancora vicino al Taglio?
C’era una banda logora che seguiva i nostri passi
correndo prima che il tempo portasse via i nostri sogni
lasciando la miriade di piccole creature a cercare di incatenarci a terra
ad una vita consumata da lento decadimento.
Lerba era più verde,
la luce era più brillante,
circondati di amici
le notti di meraviglie.
Cercando oltre le braci di ponti lucenti dietro di noi
sino a uno sguardo di come fosse verde sull’altra sponda,
passi fatti in avanti ma camminando nel sonno di nuovo indietro,
trascinati dalla forza duna marea interiore.
A più grande altezza con bandiere spiegate
abbiamo raggiunto le gelide cime di quel mondo sognato.
Per sempre oppressi da desiderio e ambizione
ce una fame non ancora soddisfatta,
i nostri occhi stanchi ancora vagano allorizzonte
sebbene abbiamo percorso questa strada così tante volte
Lerba era più verde
la luce era più brillante
il sapore più dolce
le notti di meraviglie
circondati di amici
la bruma cresceva all’alba
l’acqua correva
il fiume senza fine
per sempre e sempre
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
martedì 24 ottobre 2006 - ore 08:44
3
(categoria: " Vita Quotidiana ")
http://stores.ebay.com/Raybin-Management_All-SAW-3-Items_W0QQfsubZ5055686
8100$ ma io mi accontenterei anche di una copia se si trovasse...cazzo!!
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
mercoledì 18 ottobre 2006 - ore 09:43
Anno domini 2001
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...steso sul letto aspettava impaziente. La luce fioca filtrava da una persiana non completamente abbassata. Considerando la stagione, dall’intensita’ della luce, doveva essere un’orario compreso tra le sette e le otto, aveva sempre perso il senso del tempo in certe circostanze come se concentrando le sue attenzioni altrove il suo orologio interno non riuscisse piu’ a rimanere al passo.
Aveva ormai percorso con lo sguardo piu’ e piu’ volte tutto cio’ che lo circondava e si era soffermato sui decori degli stucchi applicati sul perimetro del soffitto, aveva una morbosa attenzione per i particolari e aveva la presunzione che non gli potessero sfuggire ma purtoppo per lui il proseguo della vicenda lo smenti’.
Senti’ la porta aprirsi e lei entro’ decisa, aveva un’atteggiamento sicuro che lo metteva in un leggero imbarazzo o meglio era l’imbarazzo di provare imbarazzo, di non essere preparato a cio’ che stava accadendo e che si era immaginaro diverso. Lei senza dire una parola si avvicino, si mise a cavalcioni su di lui ammanettandolo alla testiera del letto, avrebbe voluto emettere un qualsiasi suono ma il fatto che lei continuasse a guardarlo fisso con i suoi occhi intriganti aveva annientato ogni slancio in questo senso.
Lei allungo’ la mano e dal cassetto estrasse un fazzoletto di seta rossa, penso’ che volesse bendarlo e invece lo strinse attorno alla sua bocca, inutile stratagemma visto che comunque la casa era deserta. Quel rituale gli piaceva e i battiti del suo cuore iniziarono ad aumentare esponenzialmente.
A questo punto si alzo’, usci’ dalla camera, il sole doveva essere completamente tramontato perche’ ormai non riusciva piu’ a vedere il decoro sul soffitto e tendendo il collo in avanti poteva a malapena distinguere i contorni del suo piede. Passarono pochi istanti e senti’ nuovamente i suoi passi che si avvicinavano, chiuse gli occhi aspettandosi di intraprendere la strada che l’avrebbe portato ad un agognato piacere.
Accese un paio di candele, percorse con il dito il suo braccio ammanettato e si soffermo sulla vena che in quella posizione doveva spiccare. Quando senti’ una forte puntura apri’ gli occhi per capire cosa era successo, per sincerarsi che non fosse nulla di particolarmente sgradito e invece basito si accorse che aveva un lungo ago piantato sull’avambraccio e il sangue iniziava a scorrere nella cannula ad esso collegata. In un’altra occasione avrebbe seguito il flusso di quel liquido viscoso mantenendo un estremo controllo ma quella situazione gli stava sfuggendo di mano, gli era gia’ sfuggita di mano, penso’ che gli era sfuggita di mano da quando avevano deciso di uscire insieme e non era stato in grado di controllare la catena di eventi che si erano conseguentemente scatenati, non aveva mai avuto il controllo e non era abituato a questo. Mai come allora avrebbe voluto dire "basta" e allontanarsi da quel luogo che iniziava ad angosciarlo come un ascensore angoscia un claustrofobico, ma la seta rossa tra le sue labbra non glielo avrebbe permesso. Era ancora convinto che un "basta" sarebbe stato sufficiente il che vuol dire che non aveva la benche’ minima idea che quello era solo l’inizio.
...
Era passato qualche minuto, aveva smesso di dimenarsi da quando un senso di rassegnazione lo aveva abbracciato e stretto forte senza contare che iniziava a perdere le forze, non era una sensazione brutta, a parte un leggero torpore era una sensazione di pace che ben presto lascio’ il passo al freddo che salendo dai piedi invase tutto il suo corpo.
Vide nel buio lo scintillio di una lama, la fiamma della candela contorcendosi si specchiava su quei trenta centimetri d’acciao, era un coltello che si avvicinava alla sua gola. Gli vennero in mente tutte le volte che nell’ultimo mese gli aveva ripetuto "mi piace la tua testa", lui aveva pensato a ben altro, credeva fosse un riferimento alle sue capacita’ intellettive ed invece non era quello che lei le stava dicendo, voleva solo un’altro trofeo.
La guardo’ negli occhi consapevole della sorte che gli sarebbe toccata, nonostante la situazione penso’ che quello era lo sguardo piu’ bello che avesse mai incrociato. Aveva sempre saputo che ogni cosa ha un prezzo ed ora stava solo pagando il prezzo per quel mese di immenso appagamento, di maestosa felicita’, di indicibile piacere. Chiuse gli occhi attendendo di sentire un grande dolore e invece senti’ solo il retro del suo collo e la nuca appoggiata al cuscino che si bagnarono poi si addormento’.
LEGGI I COMMENTI (3)
-
PERMALINK
martedì 17 ottobre 2006 - ore 08:46
Tra le poche cose che mi fanno rabbrividire
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per me gli eroi sono ben altri. Chi cerca di aprire la testa di un uomo con un estintore non merita comprensione e nemmeno pieta e la fine che ha fatto costui e prelomeno una forma di siustizia. Sara che lascio la giustizia divina a coloro che hanno il bisogno di crederci ma io preferisco la giustizia terrena. Da ieri a questo "eroe" della modernita e stata dedicata una sala del Senato della Repubblica. Bello dire che le colpe sono della societa, ma per quanta rabbia possa avere dentro non son mai andato ad infrangere vetrine, dare fuoco a cassonetti o tirare sassi contro la gente nascondendomi dietro ad ideali e bandiere o semplicemente imputando la colpa alla societa che non ha piu valori. Che cazzo vuol dire che "la societa non a piu valori"? Non vuol dire nulla! Vuol dire che non si hanno parole per giustificare il proprio operato e si usa come scudo una frase che non ha senso. Sono luomo con meno valori del mondo ma non per questo gli estintori nel corridoio gocciolano sangue.
Il diventare salma non rende una persona migliore di cio che era in vita e, anche se avesse errato una sola volta, bisogna ricordare che questo "errore" poteva costare la vita di unaltra persona percio Giuliani vaffanculo, sei solo un coglione in meno che non merita il mio rispetto.
Bello avere una sala del Senato con il tuo nome perche almeno non sei stato inutile ma resterai per sempre un cattivo esempio.
LEGGI I COMMENTI (3)
-
PERMALINK
venerdì 13 ottobre 2006 - ore 08:42
La storia di un vaso
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’era una volta un vaso su di un alto piedistallo, la luce lo accarezzava lasciando intravedere bellissimi riflessi iridescenti. Era stato posizionato con cura in modo da farlo risaltare e al suo interno una rosa trovava conforto e nutrimento.
Il tempo era fermo, l’aria immobile ma presto il silenzio si sarebbe rotto.
Un giorno qualcuno allungo’ la mano verso quel vaso e lo urto’ facendolo cadere. Il vaso ando’ in tanti pezzi che andarono spargendosi ovunque, alcuni vicini al piedistallo, altri molto molto lontani.
Era sempre lo stesso vaso ma nessuno l’avrebbe piu’ riconosciuto, non serviva piu’ a contenere la rosa che giacendo a terra senz’acqua in breve appassi’ lasciando solo il ricordo del suo gran splendore.
I cocci vennero raccolti e con pazienza il vaso venne aggiustato ma ci vollero’ giorni, che lasciarono posto ai mesi, che lasciarono posto agli anni. Ormai dava solo l’idea di quello che era stato, mancavano alcuni frammenti e si vedevano le fenditure tra i cocci.
Oggi quel vaso e’ ancora li’ sul suo piedistallo non piu’ liscio come un tempo, non piu’ con i suoi riflessi iridescenti ma e’ ancora li’.
Adesso intorno a se’ ha una transenna che tiene a distanza le persone che potrebbero infrangerlo nuovamente ma cosi facendo nessuno puo’ infilare una rosa che trovi in lui conforto e nutrimento.
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI