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![]() Sparks, 24 anni spritzino di Sant'Andrea di Barbarana (TV) CHE FACCIO? Scienze della Comunicazione Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Oltre alle parole, ti toglie il cibo di bocca: ![]() il mio blog-gemello IenaFerox! Zio Vania- A.Cechov Herzog-S. Bellow La regina Vittoria-L.Strachey L’ultimo tabù, storie vere di amori segreti nella Chiesa-M.Corbi/G.Galeazzi Diario di una scrittrice-V.Woolf Adorata Creatura-Vita Sackville West HO VISTO The L Word Un documentario sulla macrofilia Guendalina del GF7 bersi la pipì di Raniero, strillando "MA IO LA VOLEVO ADDOSSO, NON IN BOCCA!" Weeds Dirt STO ASCOLTANDO HitList 24/03: 1. Sunday morning-K-os 2. Say it right-Nelly Furtado 3. The sweet escape-Gwen Stefani/Akon 4. It’s all true-Tracey Thorn 5. Acceptable in the 80’s-Calvin Harris 6. Thinking about you-Norah Jones 7. Once upon a time-Air 8. Girlfriend- Avril Lavigne 9. Que hiciste-Jennifer Lopez 10. Lil’star-Kelis/Cee-lo 11. Passione-Neffa 12. Starz in their eyes-Just Jack 13. What goes around comes around-Justin Timberlake 14. Tutto da rifare-Velvet 15. Rehab-Amy Winehouse 16. Golden skans-The Klaxons 17. Finally made me happy-Macy Gray 18. Beautiful liar-Beyoncè/Shakira 19. P.D.A.-John Legend 20. Tell me ’bout it-Joss Stone ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Una barca di soldi; Una palestra in casa con personal trainer; Le repliche di Beverly Hills, 90210 (ACCONTENTATO!); Le patatine del Burgher King; La cablatura di questa sezione staccata di Burkina Faso che è il mio paesello(ACCONTENTATO!); Amfetamine; Amici di Maria De Filippi tutto l’anno; Allinearmi finalmente all’ordinarietà: svegliarmi la mattina, essere cattolico, andare a trans, farmi di cocaina, essere più abbronzato di un negro anche a Dicembre, farmi spinzettare da un’estetista col Parkinson; Il cardigan di Missoni della Iena; L’inverno, di nuovo; Nuove edizioni di Volere o Volare e Operazione Trionfo; and many more... STO STUDIANDO... Il pettegolezzo OGGI IL MIO UMORE E'... Oh my gosh! ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Ogni scintilla un commento, diviso per categorie, con tanto di voto finale. Sparks vuole un’Italia conservatrice, arcigna e arteriosclerotica Help the aged, one time they were just like you... Help the aged ’cos one day you’ll be older too [Pulp] CLICCA QUI PER LEGGERE IL MANIFESTO
mercoledì 12 aprile 2006 - ore 16:04 Spark#28: Come eravamo Mariah Carey: Happy Ending ![]() Vi ricordate il video di 5 anni fa che vi ho fatto vedere il mese scorso? Eccola qua, ora, dopo milioni di copie vendute e un tot di Grammy vinti, felice e garrula: Mariah Carey gioca con l’acqua mentre si trova ad Antigua, la meta che ha scelto per portare in vacanze le sue tette. Uova di Pasqua a parte, sembra proprio una bambina. Tra poco uscirà il nuovo singolo "Say Somethin’" in collaborazione con SNOOP DOGG (il cinquantreesimo estratto da "The Emancipation of Mimi") e il suo profumo, realizzato in collaborazione con Elizabeth Arden (a base di estratto di Big Babol e rigurgito di balena). Voto: 4 scintille caraibiche su 5 Auguri scintillanti a: Andy Garcia, che nella mia testa è Nicholas Cage e viceversa, che ne fa 50 Nicholas Brendon, lo Xander di Buffy (PERCHE’ E’ FINITO, PERCHE’??!!), che ne fa 35 Shannen Doherty, superdiva, icona di stile e lifestyle, già Brenda di "Beverly Hills 90210", già Heather in "Schegge di Follia", musa ispiratrice, che ne fa 35 anche lei Claire Danes, bellissima e androgina, che ne fa 27 LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK martedì 11 aprile 2006 - ore 19:56 IL MANIFESTO DI PIANO, ITALIA. 1. Può far parte di Piano, Italia, il Partito degli Anziani, chiunque sia anziano (over 65) o senta di esserlo , senza limiti di età o acciacchi. 2. L’anziano è una forma mentis prima ancora di una condizione dettata dall’età anagrafica. 3. L’anziano pretende rispetto, ma può non darlo. 4. Piano, Italia nasce per rispondere all’esigenza di fotografare e riflettere politicamente la realtà italiana: una società vecchia in cui non nascono figli, avulsa dal progresso e dall’innovazione, chiusa ermeticamente alle nuove idee e che rifiuta sistematicamente ogni tipo di cambiamento dagli anni ’50; un mondo del lavoro caratterizzato dal nepotismo e dalle strozzature degli ordini professionali, aperto solo ed esclusivamente a chi ha più di 60 anni e secoli di esperienza alle spalle. 5. Piano, Italia vuole essere il catalizzatore di un terzo polo di partiti che si riconosceranno sotto il simbolo "Ospizio delle Senilità". Per entrare nella coalizione, i partiti devono avere una dirigenza formata da anziani e proporre un programma retrogrado e conservatore, ma soprattutto FUORI DAL TEMPO. 6. Piano, Italia rifiuta aprioristicamente ogni forma di manifestazione politica attiva. E’ consentito brandire il proprio bastone con tono malevolo ma passivo e attuare sit-in sui sedili dei mezzi pubblici occupati da giovani. In casi eccezionali Piano, Italia può partecipare a cortei ma si arroga il diritto di sfilare a bordo di sedie a rotelle spinte da badanti. 7. Piano, Italia si pone come fine la distruzione delle istanze progressiste, l’estinzione del giovanilismo sostituito dalla diffusione del senilismo, inteso come insieme di valori anziani. 8. L’inno ufficiale di Piano, Italia, il Partito degli Anziani, è "Help the aged" dei Pulp: Help the aged, one time they were just like you, drinking, smoking cigs and sniffing glue. Help the aged, don’t just put them in a home, can’t have much fun in there all on their own. Give a hand, if you can, try and help them to unwind. Give them hope & give them comfort ’cos they’re running out of time. In the meantime we try. Try to forget that nothing lasts forever. No big deal so give us all a feel. Funny how it all falls away. When did you first realise? It’s time you took an older lover baby. Teach you stuff although he’s looking rough. Funny how it all falls away. Help the aged ’cos one day you’ll be older too you might need someone who can pull you through & if you look very hard behind the lines upon their face you may see where you are headed and it’s such a lonely place. You can dye your hair but it’s the one thing you can’t change. Can’t run away from yourself, yourself... Funny how it all falls away. So help the aged. 9. Il motto di Piano, Italia è "Gerontocrazia E’ Gerontofilia" Piano, Italia è un work in progress, e io stesso, Sparks, il fondatore di questo mirabile progetto, lo svilupperò nel tempo su questo blog. Ma è un work in progress aperto a tutti, secondo quanto steso nel manifesto. Chi è interessato, chi vuole collaborare, sviluppando opinioni e idee sulla base del manifesto, chi mi vuole insultare, chi vuole dichiarare la sua appartenenza al Partito degli Anziani, chi vuole raccontarmi aneddoti di vita quotidiana anziana o riportarmi notizie sugli anziani, chi sa usare queste diavolerie informatiche, può cliccare qui e scrivermi LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK lunedì 10 aprile 2006 - ore 05:43 Spark# 27: Libri Cronaca di un disamore di Ivan Cotroneo ![]() Alla fine, ho letto un libro di Cotroneo, traduttore del mio amato Michael Cunnigham (anche se "Giorni Memorabili" è ancora lì, che mi fissa risentito ed implorante perchè vuole essere letto). Ho letto "Cronaca di un disamore" e al momento dell’acquisto ho pensato "che titolo di merda"; a posteriori posso dire che è semplicemente scorretto, perchè non c’è cronaca, si tratta piuttosto di un groviglio di ricordi, di sensazioni, di immagini e citazioni trasportate dal flusso di un amore finito e bloccato da una grata estetizzante che, fuor di metafora, è questo romanzo breve. E per breve intendo che io l’ho letto in due ore (e sono un lettore lento). Due uomini si incontrano, stanno insieme per qualche mese e poi uno lascia l’altro, gettandolo nella disperazione: "Cronaca di un disamore" parte da qui, ma non ha nessuna linearità temporale. Come ho già detto si tratta di un groviglio, una massa informe di momenti: il senso del viscerale è molto forte, l’impianto è volutamente non razionale, è profondo, scuro, vischioso, con continui flashback e ritorni al presente. Sembra perfetto, coraggioso: raccontare quel dolore, così profondo, crudele, insostenibile, intimo. Ma perfetto non è. Questo romanzo è un’occasione sprecata perchè ha un grosso, grossissimo difetto: vuole essere lirico. I momenti migliori del libro sono quelli più semplici, più veraci, come la descrizione di un risveglio: " Stringe la macchinetta del caffè e la fitta finalmente arriva, benvenuta. Piano, senza fretta, Luca si muove verso il bagno sentendo il sapore acido già tra i denti. Si mette in ginocchio e vomita" ; questo è il dolore, non si tratta solo di una sensazione, è fisico, umorale, carnale. Purtroppo al caro Ivan questo non basta e si lancia in citazioni prese dalla letteratura, dalla filosofia, dalla medicina, dalla musica pop e in riflessioni personali, insomma il groviglio si appesantisce di intellettualità, come se ci fosse stato il bisogno di dare una giustificazione estetica per rendere il romanzo più "bello". Bisogna ammettere che è molto onesto anche il fatto che si cerchi nelle parole degli altri (della letteratura, della filosofia etc.) la forma che manca all’immaterialità dei sentimenti propri, ma in questo libro sembra un gioco sfuggito di mano, sconfina nel ridondante. Peccato, perchè mai come in questo romanzo avrei voluto una cosa cruda, minimale, rispettosa, e il lirismo sarebbe venuto da solo. Con questa liricità calata dall’alto invece, ripresa in un ossessivo copia-incolla, si perde l’odore del sangue, del buio emotivo del protagonista e si sente solamente l’odore immanente della carta (finalmente sono riuscito ad usare la parola "immanente", è dalle superiori che lo volevo fare). Peccato davvero, perchè ci sono momenti davvero brillanti ed equilibrati, perfetti come questo: " Non risponde alle sue lettere, non perchè sia arrabbiato con lui. non perchè lo odi per averlo lasciato. Non perchè soffra troppo. Non gli scrive perchè non ha niente da dire veramente a lui,a quello che Maurizio è nella realtà. Ha mille cose da dire, e notti e giorni da parlare, a tutto quello che Maurizio è nella sua testa, allo spazio che occupa dentro di lui. Al Maurizio che vive nella sua pancia. Nei polsi. Nelle gambe e nelle caviglie che al mattino quando si sveglia non sente mai, e ha paura non lo reggano quando si mette in piedi. A Maurizio, al Maurizio che continua a respirare, a vivere senza di lui, non sa parlare" . Voto: 2 scintille su 5 Auguri sotto forma di scintille a: Max von Sydow, che ne fa la bellezza di 77 Omar Sharif, che ne fa 74 Steven Seagal che ne fa 55 Babyface, che fa disperare Mariah Carey in "We belong together", che ne fa 48 Mandy Moore, una delle mie muse ispiratrici, che ne fa 22 Haley Joel Osment, il bambino che vedeva le persone morte, che ne fa 18 LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 6 aprile 2006 - ore 00:22 Spark #26: Pareri Medici Caccia alle volpi ![]() Mi scrive Sua Santità Papa Benedetto XVI: Herr Doctor, rrecentemente abbiamo iztitvuito una commizione di experrti per deffinire l’omosexvalità e una zquadra di X-men per cattvurarre li omosexvuali e bruciarli criztianemente sul rrogo (ma ze anno meno di titchiotto ani alorra fatchiamo sotomitzare da preti americani). Pvutropo, est più difizile individuare omosexvuali di qvanto si pensafa. Lei che est vuomo di mondo pvò iutarre noi a capirre? Josephine Ma certo Sua Santità, non si preoccupi. Molto spesso è difficile, per chi non è abituato ad avere a che fare con quelle persone, individuarle in contesti di vita quotidiana, che non sia un concistoro o un gay pride per intenderci. Generalmente io per spiegare ai miei pazienti cos’è un omosessuale e cos’è l’omosessualità faccio vedere questo filmato . Ma alcuni dei miei colleghi più brillanti, il dottor Kingkongnancy e il dottor Shaka, che lavorano presso l’ospedale psichiatrico di Gay.it, hanno compiuto diverse ricerche empiriche ed etnografiche sui modi di comportamento degli omosessuali. Allego un estratto dei loro studi. Caratteristiche formali dell’omosessuale: - la testa a ventilatore (quando vede passare un eventuale oggetto sessuale NdS); - il polso cardanico; - la testa coi movimenti a scatto tipo gallina; - la visione periferica; - l’uso della parola “PERSONA” quando riferita all’ipotetico/a partner; - l’uscire con la cugina; - l’occhialoni; - la solitudine eroica; - la bocca “ a culo di gallina” (vedi foto); ![]() - il camminare lesto lesto a passi corti; - il chiudere gli occhi per secondi eterni mentre ti dice sorridentissimo il ciao sommesso; - lo sbuffo stizzito in coda alla cassa (talvolta anche un piede battuto); - il cellulare che “ciao tesoro stavo per chiamarti io”; - la fremente e malcelata voglia di intervenire anche con sconosciuti che stiano parlando di reality; - il camminare accelerando uniformemente come su una corda immaginaria sospesa tra due grattacieli fissando un punto di fuga imprecisato; - gli sbadigli subdoli in contesti eterissimi, con la mano “a tensostruttura QUEER-DOME”, o “ala di pipistrello” hand structure; - in piedi: l’altra mano sul fianco in disattenti colloqui, lo scrollo indietro di virtuali capelli ramati, la ricerca di un improbabile baricentro nella messa a posa di testa-spalle-fianchi, quasi a suggerire una subliminale “S”; - seduti: la gamba tesa tesa, con la punta che appena sfiora il pavimento, il tallone sollevato, nell’immaginifica presenza di una Jimmy Choo. Spero di esserle stato d’aiuto. Regards Dr. Sparks Voto allo spirito d’osservazione: 4 scintille su 5 LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 5 aprile 2006 - ore 05:45 Spark#25: Santità Timothy Leary, protettore dei fattoni, last junkie on earth & first junkie in the sky ![]() "Vorrei evitare di essere messo in una frase su una pietra. Per epitaffio, preferirei avere una schermata di computer di epitaffi, che mostri l’epitaffio della settimana, che potrebbe essere uno dei seguenti: ex professore ad Harvard, ex carcerato, ex viaggiatore acido, ex disc jokey, ex consulente per i giochi di computer." Timothy Leary scoprì nel 1995 di avere un cancro alla prostata. Dopo una vita passata a promuovere la beat generation, a diffondere la cultura psichedelica col suo amico Aldous Huxley, a provocare la società americana e sfidare il governo statuinitense, era arrivato il momento che lui molto spesso diceva di aver sperimentato attraverso l’uso dell’LSD: la morte. Il lento e inesorabile cammino di Leary verso la fine è stato sopra le righe come tutta la sua vita. "Big Daddy", come lo chiamano i fattoni di mezzo mondo (sua la paternità della scoperta e diffusione degli acidi e dei viaggi psichedelici), aveva promulgato l’uso della droga, compiuto numerosi studi psicologici e sbandierato le sue idee radicali attirandosi così le antipatie del governo USA: Richard Nixon lo definì "l’uomo più pericoloso degli Stati Uniti". Partecipò ai bed-in di John Lennon e Yoko Ono e ispirò con una sua frase la canzone "Come together". Quando è stato beccato con della marijuana (che poi era della figlia, la quale è morta all’inizio degli anni ’90 suicida in una prigione, dopo che aveva ammazzato il marito con un colpo di pistola) la corte lo condannò a 30 anni di prigione e più di 600.000 dollari di multa: era la condanna più severa nella storia degli USA in quest’ambito. Una volta evase da un carcere aggrappandosi ad un filo del telefono, e di palo in palo, uscì dalla prigione e riparò in Algeria, sotto la protezione del governo in esilio delle Pantere Nere. Ma il sodalizio durò poco, e fu costretto a fuggire in Afghanistan, dove fu arrestato: la condanna a 75 anni di carcere gli fu revocata grazie alla sua collaborazione con l’FBI. Intanto la moglie si dava alla macchia, cambiava nome, e ridendo si rifece viva nel 1995: Timothy Leary stava morendo. "Quando ho scoperto di essere un malato terminale, ero emozionato, perché pensavo: ’ora comincia il vero gioco della vita. Oh, ragazzo! E’ il Super Bowl!’. Sono entrato nella sfida reale di come vivere una vita di potere, una vita di dignità. Come muori è la cosa più importante che possa mai fare. E’ l’uscita, la scena finale." Lavorò come un matto, partecipando a convegni e trasmissioni, finchè il fisico lo permise. A quel punto, si ritirò in casa in compagnia di "Mademoiselle Cancer", come lui chiamava la sua malattia, di palloncini pieni di gas esilarante, marijuana e persone che festeggiavano e lo tenevano allegro. Nel frattempo si era accordato per essere conservato criogeneticamente, ma quando decise che voleva morire in diretta su internet (è stato anche uno dei pionieri dell’utilizzo della rete per la diffusione dell’informazione) la società di criogenia ruppe il contratto indignata. Quando il cancro lo aveva ormai conquistato, decise che non avrebbe passato le sue ultime ore a letto: si fece scarrozzare, a bordo di una decapottabile rossa fiammante, in giro per le strade di Los Angeles, con la musica a palla e due ragazzotte californiane che si dimenavano in bikini; era la sua ultima provocazione: la polizia lo fermò e l’amico che guidava l’auto disse "Sta morendo, cerchi di capire", il poliziotto capì e disse "Le ragazze però devono sedersi ai loro posti". Era il 1996. Il corpo di Timothy sarà cremato, e i suoi resti saranno sistemati su una navetta razzo (insieme a quelli di Gene Roddenberry, creatore della serie Star Trek): ora gravitano intorno alla Terra. Chissà se da lassù riesce a leggere le tabelle della nuova legge sulla droga: 500 milligrammi di cannabis; 750 milligrammi di cocaina; 250 milligrammi di eroina; 750 milligrammi di MDMA (ecstasy); 500 milligrammi amfetamina e 150 microgrammi di Lsd ( HANNO DIMENTICATO I FILI DELLE BANANE ESSICCATI!). Comunque, se si super il limite, cazzi amari. Se si è sotto cazzi, meno amari ma sempre cazzi:per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno significherà sospensione della patente di guida, sospensione della licenza di porto d’armi, sospensione del passaporto, sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario. E nei casi più gravi: obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della Polizia di Stato o presso il comando dell’Arma dei carabinieri territorialmente competente; obbligo di rientrare nella propria abitazione, o in altro luogo di privata dimora, entro una determinata ora e di non uscirne prima di altra ora prefissata; divieto di frequentare determinati locali pubblici; divieto di allontanarsi dal comune di residenza; obbligo di comparire in un ufficio o comando di polizia specificamente indicato, negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici; divieto di condurre qualsiasi veicolo a motore. Evidentemente ciò che resta di Timothy Leary è uscito dal campo gravitazionale terrestre: mai come ora la droga è out. Cos’è chic? Il vodkatonic. ![]() Voto 4 scintille su 5 Auguri sotto forma di scintille a: la semidivinità Agnetha Falstkog degli Abba che ne fa 56 il bellissimo Pharrell Williams che ne fa 32 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 3 aprile 2006 - ore 06:02 Spark#24: Televisione TeleVaticano. Un weekend di santi subito: Papa Giovanni Paolo II e i corpicini del piccolo Tommaso. ![]() Nelle 48 ore che hanno composto questo finesettimana alla tele si è visto: - pseudovolti pseudocontriti di personaggi tv in preda ad una psicosi altalenante tra "the show must go on" e "è davvero difficile non pensare al piccolo Tommy mentre copro di insulti Man-Lò"; - orde di vampiri armate di microfoni e telecamere per "testimoniare" il trinomio "rabbia, dolore e sconcerto" di chiunque, ma soprattutto della famiglia Onofri, che sarà "chiusa nel proprio dolore" ma magari una dichiarazione rigata di lacrime ce scappa e facciamo il botto d’ascolti; - discorsi retorici e parrocchiali, ovunque, e da ogni bocca, conditi da un numero di frasi fatte pari solo al numero di preti pedofili indagati negli Stati Uniti; - 7-8 film tv su Karol Wojtyla; - Papa Nazi applaudito da una folla commossa di pellegrini ai quali si riproponeva la colazione a basa di abbacchio e amatriciana; - Viola Valentino che annuncia il lancio di un nuovo singolo, dal titolo "Barbiturici nel thè"; - Cicciobello Rutelli che riesce a dire una cosa come "Non si deve strumentalizzare per fini politici la tragedia avvenuta a Parma, quanto è successo è colpa di Berlusconi e del suo governo"; - Antonello Venditti, vestito come se vivesse di pensione minima e con i capelli tinti col nero di seppia, che canta "che fantastica storia è la vita" subito dopo l’edizione straordinaria del TG1 che annunciava il ritrovamento del corpicino del piccolo Tommaso; - altri 4-5 film tv su Karol Wojtyla; - immagini slow-motion con musichette lacrimevoli per suscitare emoscion; - il Treviso che pareggia con la Juve; - specialoni odoranti incenso su Karol Wojtyla; - sciacallaggi vari e volgarità eventuali; - Karol Wojtyla. Avete visto tutto questo e i vostri occhi hanno iniziato a lacrimare sangue come una Madonnina di gesso? Il dottor Sparks ha il rimedio giusto: questo estratto da "La via lattea" di Bunuel: Il drappello di operai armati è giunto in un ampio cortile, di fronte a un muro contro il quale è addossato un papa, le mani incrociate sul petto, pronto per venire fucilato. La ragazza dà gli ordini a quello che si dimostra essere un plotone di esecuzione. la ragazza: Pronti! Gli operai prendono la mira col loro fucile, la ragazza punta la pistola la ragazza: Fuoco! Il papa crolla a terra colpito dalla scarica. Il rumore fa trasalire il padre di famiglia presso cui, sempre assorto nella sua fantasia, è seduto Jean. il padre: Che cos’è stato? C’è un poligono di tiro da queste parti? Jean: No, ero io. Mi stavo immaginando che fucilassero il papa... il padre: Come?... Ah, state tranquillo! Di cose se ne possono vedere tante, ma il papa fucilato, quello non lo vedremo mai!(ma sognarlo è lecito NdS) ![]() Voto: 4 cilecche su 5 NOVITA’: da oggi Sparks fa gli auguri scintillanti di compleanno (ovviamente si tratta di un pretesto per poter dire "che vecchio" alle star di Hollywood). Quindi manciate di scintille ben auguranti a: Doris Day, che ne compie 82 (e io che pensavo fosse morta) Uno dei fratelli Baldwin, Alec, che ne fa 42 Eddie Murphy, che ne fa 45 Jennie Garth, la Kelly di Beverly Hills 90210, che ne fa 34 LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 30 marzo 2006 - ore 17:48 Spark #23: Attività all’aria aperta Il gioco dell’estate 2006: il tiro al finocchio ![]() Partecipanti: minimo due persone Cosa serve: una cassetta di finocchi per ogni partecipante; un frocio/una lesbica/un travestito/una trans (a scelta); uno striscione con una scritta omofoba e goliardesca. Come si gioca: i partecipanti si dividono in due squadre e devono centrare il bersaglio, costituito dal frocio di turno, utilizzando i finocchi. Il gioco ha inizio quando si srotola lo striscione. Chi vince: vince chi centra maggiormente il bersaglio. NdS: la prima partita di questo gioco è avvenuta ieri, ecco la cronaca di come si è svolta. Da Corriere.it: "ROMA - Vladimir Luxuria, candidata del Prc alle politiche, ospite a «Era la Rai 21.15» ha denunciato un’aggressione: «Era già successo ad Ardea, ma a Guidonia si è trattato di una cosa più grave. Sono arrivata dove dovevo tenere il comizio e c’erano una quindicina di uomini, tra cui Cipriani e Lombardo, ex consiglieri di Alleanza Nazionale - ha detto Luxuria -. Hanno srotolato uno striscione con la scritta «Ieri falce e martello, oggi falce e pisello e poi avevano dei finocchi che hanno lanciato come se fossero dei sassi. Io ho schivato per un pelo uno di questi finocchi volanti e non c’era la polizia. Le forze dell’ ordine sono intervenute dopo 45 minuti»." Voto: 5 cilecche su 5 LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 30 marzo 2006 - ore 14:30 Spark#22: Rassegna Stampa Per il ciclo "Come eravamo (ridotte)": Whitney Houston ![]() copio e incollo da Repubblica.it: "LONDRA - Whitney Houston rischia l’overdose da cocaina. A rivelarlo è la cognata della cantante, Tina Brown, sorella del marito rapper Bobby, in un’intervista al quotidiano britannico The Sun. Le foto pubblicate sono sconvolgenti: svelano una donna sfiorita, consumata dalla droga, che vive in condizioni di degrado lontano dalla sua casa di Atlanta. "Ogni giorno si chiude in camera o in bagno e si imbottisce di cocaina e crack. E’ diventata completamente dipendente dalla droga e paranoica. Anche la sua bellezza ne è uscita devastata. Siamo molto preoccupati", ammette la cognata, "temiamo un’overdose da un giorno all’altro. Forse questa intervista può aiutarla a salvarle la vita". La figlia maggiore di Whitney e Bobby Brown, Kristina, 13 anni, ha paura di sua madre, tanto da non voler stare con lei. E in effetti la cantante non riesce a controllare i suoi comportamenti, ha spesso allucinazioni. "Vede in continuazione i demoni e vuole combatterli, così inizia a rompere tutto: specchi, piatti, mobili, telefoni. Ha fatto anche un buco nella parete del bagno per controllare chi è in casa". Il ritratto della star di The bodyguard lascia davvero senza parole. "Si chiude in camera con crack e giocattoli sessuali, tra pile di immondizia. Trascura l’igiene: spesso si fa la pipì addosso e si mette un pannolino per bambini. La cosa peggiore è che rifiuta l’aiuto anche delle persone che le sono più vicine", dice Tina Brown. "Di solito mescola il tabacco del sigaro con la marijuana e un’intera dose da 30 grammi di crack". Il mito di una delle icone della musica degli anni Ottanta e Novanta crolla sotto il peso delle parole della cognata: non c’è traccia della bella Whitney, oggi 42enne, che cantava "I wanna dance with somebody" e che ha venduto milioni di dischi con la sua voce incantevole. Ma non è la prima volta che la Houston resta intrappolata dalla droga. Già lo scorso anno un’ordinanza del tribunale aveva ’obbligato’ la cantante e attrice a un periodo di disintossicazione in una clinica ad Antigua, evidentemente senza successo. "La verità deve uscire fuori", conclude Tina Brown. "Whitney non può stare lontana dalla droga. E’ terribile. Abbiamo paura che muoia prima ancora che possa iniziare a combattere la dipendenza" Sul National Enquirer, le dichiarazioni di Tina Brown continuano con spassosissimi aneddoti sui denti di Whitney: "The singer’s habit has also cost her teeth, according to Tina, who says Houston wears dentures. "She loses them in the house and when she’s out on drug binges," Tina claims. "They cost $6,000 and the dentist has to keep FedEx’ing her a new set." On one occasion, Tina alleges, Houston drove to her niece’s school without her teeth. "She forgot her teeth and scared the kids. My kid cried about it." Altra foto recente: ![]() E se volete le foto del bagno di Whitney cliccate qui Voto:2 cilecche decadence su 5 LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 29 marzo 2006 - ore 00:11 Spark#21: Santità Diana Est, la dea postmoderna ![]() All’inizio degli anni ’80 scese dall’Olimpo una divinità, e, microfono in mano, ella cantò. Si presentò sotto forma di una ragazza androgina, vestita con un corto peplo modello Andromaca. Pubblicò tre, solo tre, 45 giri (sì, i 45 giri): “Tenax/Notte senza pietà”, “Le Louvre/Marmo di città” e “Diamanti/Pekino”. Poi, così com’era apparsa, tornò là tra gli immortali. E noi mortali? Ai mortali altro non resta che ammirare e venerare ciò che ha lasciato con somma benevolenza nelle sue fulgide apparizioni: Tenax e Le Louvre- Live al Festivalbar . Sto parlando di Diana Est. Questo è il testo di “Tenax”, una preghiera sul potere estetizzante della notte: Una notte estetica un inconscio fragile la finzione scenica psicanalizzatemi una nuova immagine per un sogno complice non è più credibile la normalità forse è già mattino e non lo so un mondo latino inventerò Tenax, Tena-Tenax Sed modo senectus morbus est carmen vitae immoderatae hic est tenax, tena-tenax I capelli immobili con disegni statici ed un trucco energico da guardare subito val la pena vivere solo dalle 11 posso solo ridere nell’oscurità forse è già mattino e non lo so un mondo latino inventerò Tenax, Tena-Tenax Sed modo senectus morbus est carmen vitae immoderatae hic est tenax, tena-tenax E quello di “Le Louvre”, una preghiera sulla necessità dell’arte di sconfiggere l’ordinarietà del mondo: Fuori dai musei nuovi amici miei si distruggerà la civiltà delle banalità. Su seguitemi esibitevi alta moda va vincerà chi si distinguerà. Per molti secoli quei nobili sono rimasti esposti sempre immobili con una voglia intensa di entrare nei bistrot. Nuove letture con tecnologia ce li rivelano dorata prigionia Tempi di convenzioni di provincialità. Fuori dai musei nuovi amici miei si distruggerà la civiltà delle banalità. Su seguitemi esibitevi alta moda va vincerà chi si distinguerà. Computer dimmi se di nuovo liberi con la Gioconda corrono nei vicoli Tempi di mutamenti nuove modernità Fuori dai musei nove amici miei si distruggerà la civiltà delle banalità. Su seguitemi esibitevi alta moda va vincerà chi si distinguerà. Chi può essere considerata un’ancella odierna di Diana Est? Lei: da notare lo stesso taglio di capelli: ![]() Voto: 5 scintille su 5 LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 25 marzo 2006 - ore 18:54 Spark#20:Ristoranti I "ristoranti" "etnici": il nuovo cannibalismo. ![]() C’è stato un tempo, chiamato dagli storici “colonialismo”, in cui gli uomini hanno scoperto non solo nuove terre, ma anche una malattia come lo scorbuto e l’esistenza di altri uomini, definiti con molta umanità “selvaggi”. Da un estremo i selvaggi ispiravano la pietas di persone romantiche che si sprecarono nella costruzione del mito del buon selvaggio: puro, infantile, non intaccato dalla malvagità che serpeggia nella decadente civiltà occidentale. Dall’estremo opposto, ben più consistente in termini numerici, il selvaggio rappresentava il male, l’uomo privato della ragione, che non conosce limiti ma solo l’istinto ferino, una belva pronta con la bava alla bocca ad attaccare e sbranare qualsiasi cosa capitasse a tiro, occidentali compresi. Un animale avido, e nacque il mito del cannibale, che poi in certi casi un mito non era ma vabbe’, non sono qui per fare etnografia. Da quel tempo, molte cose sono cambiate. O forse no. Il nuovo cannibale vive tra noi ma non tende più rudimentali trappole all’occidentale sprovveduto, oggi il nuovo cannibale apre un ristorante e con estrema furbizia, lo chiama “etnico”. Ci vuole davvero una pioggia di virgolette per poter chiamare ristoranti questi sedicenti “ristoranti etnici”; anzi, “ristoranti” “etnici”: e le virgolette non bastano mai. Dove una volta c’era una rete di fili di canapa intrecciati, o una buca nel terreno nascosta da foglie di banano, ora c’è il ristorante, arredato con stili improbabili in un’accozzaglia di generi ed etnie che manco nell’East End londinese: architetture rubate a Gardaland, mobili Ikea con suppellettili da mercato delle pulci, drappi a caso, luci soffuse, candele e lumini da santuario della Madonna, musiche che se ti va bene vengono dall’ennesima stanchissima compilation Buddha Bar. Ed eccolo lì, il piccione di turno, col suo cappello da esploratore, che entra nel ristorante pensando di entrare in un piccolo universo esotico e invece è solo una buca scavata nella terra. Qui il cannibale entra nella scena, sfila l’osso di dinosauro dai capelli e lo piazza violentemente sulla testa dello sventurato con lo scopo di stordirlo. Oggi il nuovo cannibale, stordisce il malcapitato con salamelecchi, cortesie e manfrine in modo affettato, e in genere è vestito verosimilmente anche con un costume tipico, come se a Napoli i pizzaioli fossero vestiti da Pulcinella. A questo punto l’esploratore si risveglia in un calderone bollente, attorno a lui i selvaggi ballano con un gonnellino di banane mentre i tamburi suonano minacciosi. Il nuovo cannibale non fa suonare tamburi, ma ti propone con la stessa cupidigia dei suoi rudimentali avi il menù: una sequela di piatti dai nomi assurdi, pomposi, altisonanti, e più sono impronunciabili, più saranno buoni, pensa lo sventurato. In realtà sono solo delle cazzate, in genere mal sbrinate, troppo condite e ridicolmente presentate. E allora vai di tamburi: il nuovo cannibale si presente con fare da cicisbeo e ti racconta provenienze fantastiche degli ingredienti e preparazioni mirabolanti delle portate. C’è da immaginarsi che il cuoco sia il Barone di Munchausen. E rimbambito da tante chiacchere quando arriva il momento del dessert, all’occidentale già sembra di udire una voce stentorea che presenta il“Cervello di scimmia in semifreddo”. Il cannibale aggiunge le ultime spezie, e la tribù ha già il bavaglio. E’ il momento del conto: salato, salatissimo, spropositato, un salasso, anzi, un omicidio. E il cannibale, lui, quello nuovo come quello vecchio, mangia. E ride, ah, se ride mentre usa come piatto il cappello dell’esploratore. NdS: questa spark è nata dall’iter di Sparks nel (in)dorato mondo dei ristoranti etnici proposti da 2night.it. Sono esclusi i messicani e i cinesi, verso i quali nutro stima. Sparks non è un gastronomo, ma nemmeno uno che si fa fregare da ninnoli e vetri colorati (non quando si tratta di mangiare almeno). Voto: 2 cilecche su 5 LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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