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ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


E finalmente le cose cambiano! Non di molto, è vero, ma adesso cerchiamo un BASSISTA! Non è urgente quindi adesso possiamo permetterci di trovare quello giusto per noi...Il discorso è sempre lo stesso, fondamentalmente non interessa che sia bravo, basta che ci sia simpatico!(Lisa...)
Quindi, se pensi di essere la persona giusta (Lisa...) puoi contattarci da qui, oppure chiamatemi al 347.09.52.875 o per i più timidi c’è l’opzione mail o msn all’indirizzo aledecol@hotmail.com grassie

mi sono riscattato dalla prostituzione! grazie per la tua scelta Nicola...




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giovedì 8 novembre 2007 - ore 19:44


architetto o imprenditore edile?
(categoria: " Vita Quotidiana ")



A volte mi chiedo se sia possibile che tutto sembrasse meglio prima...si, insomma, lo sai che prima le cose non andavano bene e che stavi male, ma dopo, quando finalmente cambi qualcosa si riesce a vedere quello che si è perso, quello a cui si ha rinunciato, e non si vede le cose migliori che ci sono...
mi sforzo, ma "l’è dùra!"...
per fortuna ogni tanto arriva una pulce nell’orecchio che mi parla, mi fa ragionare un po e mi ascolta pure...
vabbè, vabbè, dai...allora, cosa si fa noi tre, ho deciso che venerdì si sta tutti insieme e vaffanculo i concerti!!! amari o red worms farm? tutti e due mi sa che non ce la si fa...mi inchino ai voleri della piattola (cioè colui che si lamenta di più...daniele senza ombra di dubbio! mi sa che non serviva specificare...) e vengo in radio...va ben?
ah, piccola parentesi, mi spiace chi oggi dalle 3 alle 4 (giusto?) non era sintonizzato su radio sherwood, si è perso una puntata strepitosa di un programma stupendo condotto da una peperina che non è pAperina...) che sa fare il suo lavoro!
in realtà non volevo dire niente...volevo solo scrivere...all’inizio volevo farlo qui, ma poi il mio moleskine mi ha strizzato l’occhio e io alle sue avances non so proprio resistere! ecco...
allora ci si vede tutti domani?
ma intanto vi lascio con una canzoncina (ahimè TRRRRRRRRRRROPPO inflazionata) che esprime benissimo la necessità di qualcosa di semplicemente puro...




Stringimi madre, ho molto peccato.
Merito un suicidio, l’amore è un rogo.

E voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida,
senza un finale che faccia male,
con cuori sporchi e mani lavate,
a salvarmi, vieni a salvarmi, salvami,
bacia il colpevole se dice la varità

my sin

Passo le notti nero e cristallo
a scegliere le carte che giocherei.
A maledire certe domande,
che forse era meglio non farsi mai.

E voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida,
senza un finale che faccia male,
con cuori sporchi e mani lavate,
a salvarmi, vieni a salvarmi, salvami,
bacia il colpevole se dice la varità

my sin

E voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida,
senza un finale che faccia male,
con cuori sporchi e mani lavate,
a salvarmi, vieni a salvarmi, salvami,
bacia il colpevole se dice la varità

my sin


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martedì 16 ottobre 2007 - ore 10:19


I wanna have such a good time...what’s the number?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho sentito parlare di persone particolari che fanno un servizio strano...dicono che se si è giù, e vuoi passare un bel momento, basta chiamarli. fanno anche il servizio sex-machine, ma a me non interessa...dicono che sono delle vere bombe atomiche!!!
per caso li conoscete? no, perchè io ne avrei bisogno...ORA!! sapete se sono liberi, quando, dove, come si faccia...



ma per la mia situazione avrei bisogno di un po tutti...compresa la signorina con la frangetta e quella tutta vestita di nero che Dio solo sa cosa stavano preparando...e quela che riprende, che poi non riuscirà a cantare...beh, se sapete come trovarli ditemelo immediatamente!

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sabato 13 ottobre 2007 - ore 10:50


My neverending universitary journey
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sconsiglio vivamente a chiunque di leggere questa pappardella…non è per invogliare alla lettura, è un consiglio sincero e spassionato! Non c’è niente di particolare, o importante, toccante, commovente, divertente, fantasioso…è la banale storia della vita di un universitario all’interno dell’università. È qui solo perché io ne avevo bisogno che fosse qualcosa di presente, non solo nel mio pc, renderlo vero…nient’altro…fermatevi qui, vi risparmiate 4 pagine di noia!

Perché…mah, in realtà un vero e proprio perché non c’è, non per forza deve esserci…probabilmente è un’esigenza tutta mia di ripercorrere qualche tappa saliente. il motivo della pubblicazione qui? Non esiste, non credo almeno, forse perché proprio oggi mi hanno detto che sono l’anti-myspace-boy, o forse per condividere, o forse perché è da un sacco di tempo che qui non scrive più nessuno e un po mi dispiace, o forse perché sono in treno e mi annoio, o forse perché mia mamma mi ha detto che questa storia è degna di un romanzo, forse…eventuali motivi, non necessariamente veritieri, non necessariamente necessari e/o sufficienti. Fatto stà che scrivo, senza perché.




Anno Zero: si, probabilmente è l’inizio di tutto, probabilmente già dal fatto che sia l’anno zero dovrebbe non essere contemplato, invece c’è, e ha influito anche lui.
Finisco la maturità da tipico ragazzino scapestrato, indisciplinato, svogliato, ma deciso ad iscriversi ad architettura. Mi piace disegnare, ma soprattutto che il disegno sia, o possa diventare concreto, toccarlo con le mani…diventa volume. Faccio il test d’ingresso e arriva il primo (di tanti…davvero tanti) dramma, non passo, pochi posti mi separano dall’ultimo posto utile, ma non basta. E così faccio un gran casino, mi iscrivo al S.I.T. (sistemi informativi territoriali), ma non fa per me…e così inizia l’anno, a livello introspettivo, più brutto della mia vita (come direbbe Homer Simpson, fino ad ora…). Cambio, non poco, non mi riconoscono gli altri e non mi riconosco poi tanto neanch’io, anche se mi sembro, mi sento sempre lo stesso. Dico basta a molte cose, ad un sacco di situazioni paradossali che avevo costruito e lascio crollare tutto. Iniziano altri problemi secondari, ma diventa dolce affrontarli, mi sento semplicemente sbocciato, era ora. Nonostante tutto mi faccio ancora schifo per certe cose, così mi do un out-out, ci riprovo, se passo bene, altrimenti si va a fare il geometra.




Anno Uno: faccio il test, il voto della maturità quest’anno non ha più influenza nella valutazione finale. Il test non va male, mi classifico circa 60 su più o meno 1500 candidati, sono dentro!
Inizio i corsi con i soliti errori, tipici dei ragazzi a-sociali e disadattati che non parlano, ma li inizio. Sono entusiasta. Vedo progetti, conosco architetti, capisco i perché, in architettura c’è un perché a tutto, alle forme, ai volumi, agli allineamenti, conosco l’etica dell’estetica, percepisco la fusione tra architettura e filosofia, ne sono entusiasta. Vedo spazi nuovi, moderni e antichi, i materiali esistono e ne vedo le differenze di risultato, la pianta non è sufficiente ad un progetto, un progetto è lo spazio che vai a creare, non le linee sul foglio di carta. Parto davvero entusiasta, anche se con qualche difficoltà, non sono più abituato a studiare, ma alla fine dell’anno i miei esami le faccio, tra cui quello di progettazione e composizione con un certo Umberto Trame, ancora non lo so, ma sarà poi il mio relatore di tesi.
La mia vita sociale all’interno dell’università? Assolutamente nulla! Passo inosservato, sono un vero e proprio “loser”, ma la cosa mi piace, non mi pesa affatto…niente feste o pranzi al bar, niente bacaro tour o soste prolungate in laguna…vado seguo il corso e torno. In mezzo giusto qualche parola con qualcuno, proprio perché si deve.



Anno Due: inizia un po in sordina, i corsi quest’anno non sono un granchè, e devo recuperarne anche un paio dal primo anno, non sono soddisfatto, inizio barcollare un po, fondamentalmente mi annoio…aspetta, ma chi è quella lì? Non c’era l’anno scorso! Si, impossibile non averla vista…morale della favola, lei è Paola, diventerà la mia ragazza, non vi racconterò molto di lei, non è questa la sede. Dico solo che mi ha dato ulteriore linfa vitale. Con lei parlavo di architettura, ci confrontavamo e confrontavamo le nostre idee. Diventa in pochissimo tempo una delle persone più importanti di sempre. Con lei studiavo sodo e mi divertivo…lo dico adesso, l’avrei voluto dire il giorno della mia laurea, ma chissà quando sarà…se diventerò architetto gran parte del merito è suo.
E intanto inizia il secondo semestre e tutti e due veniamo a scoprire delle cose sconvolgenti!

1_cos’è l’erasmus
2_esiste autocad
3_si possono disegnare solidi virtuali col pc!!! Vedi, o hai l’illusione di vedere il tuo progetto nel monitor di un computer
4_l’illusione diventa più grande, ecco i render
E via tutto d’un fiato il secondo semestre passato tra estrusioni, momenti flettenti e tabelle da record da compilare.
Ah, dimenticavo, nel frattempo abbiamo deciso, facciamo domanda per partire in erasmus, destinazione prescelta Parigi. L’idea sembra abbastanza utopica e lontana, ma lei ci vuole provare, e io che faccio, me ne resto tra Padova e Venezia? No, ci provo, anche se non ho fatto molti esami e se la mia media non è da record come la nostra tabella.



Anno Tre: l’inizio è scoppiettante, ancora con Paola, ancora colmo di entusiasmo e con un sacco di esami da fare. Durante l’estate l’obbiettivo erasmus diventa concreto e farò di tutto per partire! Così devo recuperare un po. Dicevo, l’inizio è scoppiettante perché si parte con un laboratorio di progettazione che lascia ampi margini di discrezionalità allo studente, e così io e paola decidiamo di strafare…proviamo a fare l’impossibile con autocad e 3d studio, e bene o male ci si riesce. Credo sia stato uno degli esami più formativi della mia carriera universitaria. L’unica pecca sta nella conclusione…il voto d’esame è stato un indecoroso 29/30!!! Ma come cazzo si fa a dare 29? Con tutto quello che abbiamo fatto? E vabbè, a malincuore lo accettiamo, sempre per il solito motivo, si deve partire! O almeno provarci…il secondo semestre non mi ricordo come sia andato, ricordo solo il momento in cui ho visto le tabelle…lei alla Villette, io nella sconosciuta Val-de-Seine…ce l’abbiamo fatta! E così iniziamo a prepararci psicologicamente all’imminente partenza.
Cosa facciamo abitiamo insieme? No, meglio di no, tanto ci si puo vedere sempre, no? Ma dove andiamo quando si arriva? Come si cerca casa? Ce la farò con i soldi? Boh…lo vedremo l’anno prossimo.



Anno Quattro: Parigi! Ci siamo, fervono i preparativi…potrei dilungarmi (come sempre…) con una miriade di aneddoti riguardanti il viaggio, il soggiorno, la Ville, l’ecole, ma non lo farò, non qui. Racconterò solo di quei momenti che hanno avuto a che fare con la mia carriera universitaria.
Fatto stà che si arriva a Parigi, si va a stare da Alain e suo figlio Léo, ex galeotto, già all’età di 17 anni era finito in riformatorio, poi vista la reiterazione del reato se ne è andato in carcere, ora è libero! E ce lo cucchiamo noi…troviamo un’altra casa, una casa nostra, andiamo ad abitare insieme nel Marais, frequentiamo un corso di lingua all’alliance francaise, assolutamente inutile, e finalmente ad ottobre si comincia l’università!
Val-de-seine è un dislocamento dell’accademia di belle arti, della prestigiosa “ecole des beaux art”, e si vede…la struttura è la stessa di 100/200 anni fa, completamente diverso da come si intendiamo noi l’università. Tutto funziona in atelier, ce ne sono molti ed ognuno con un suo MAESTRO che insegna l’ARTE…così per prima cosa scelgo il mio atelier. Non ho la minima idea di quale scegliere! Così mi faccio indirizzare, anzi, prendere per mano da Claudia, una ragazza fiorentina anche lei erasmus conosciuta due secondi fa, che conosceva per sentito dire uno di questi atelier, tale “atelier Bataille”, non lo si trova…alla fine ci compare davanti, e appena vedo dov’è decido che è proprio il mio! Potevo finire solamente lì! All’inizio la nuova formula è divertente, mi sembrano tutti degli artisti bohémienne, vestiti in modi assurdi, con le mani sempre sporche e poi parlano tutti in francese! Che bello…poi però un po mi annoia, almeno dal punto di vista didattico, niente corsi, raramente si vedono dei professori, gli esami non si sa quando ci sono, nessuno che abbia voglia di insegnarti qualcosa, e io mi adagio. Praticamente non faccio niente. In un anno a Parigi credo di essermi svegliato al massimo una decina di volte prima delle 10 (esckuse quelle in cui mi alzavo per fare compagnia a paola finchè faceva colazione, lei ci andava a lezione, per poi tornare a letto). Mi impegnavo a gustarmi quelle cose che sapevo transitorie e che avevano una scadenza ben precisa…così mi godevo la convivenza con paola, che sinceramente andava un po ad alti e bassi, momenti in cui si stava davvero bene, ed altri in cui uno dei due si allontava e le cose andavano un po meno bene. Mi godevo Dimitri e i pomeriggi con lui a bere il caffè, o a fare la gara per chi aveva fatto meno. Mi godevo Parigi in tutta la sua bellezza, non c’era un angolo che non mi piacesse o che non abbia girato.
Ma facendo tutto ciò si arriva alla fine dell’erasmus senza aver fatto un esame! E bisognava farne akmeno tre per avere i soldi della borsa di studio…così da buon italiano mi sono inventato di tutto per farli! Ovviamente facendo gli occhi dolci alla signora dell’ufficio “rapporti internazionali”, raccontando di tutto, ma veramente di tutto, sono riuscito a farmi convalidare qualche esame…quattro per la precisione…quattro senza fare niente! Avrei potuto fare di più, ma poi mi sarei sentito in colpa…quindi mi sono fermato un po più in la del minimo indispensabile.
È l’inizio della fine…la voglia di fare architettura è quasi completamente svanita, e a darmi il colpo finale c’è una bella sorpresa che mi aspetta a casa.



Anno Cinque: a dire il vero la sorpresa non mi aspettava a casa, ma ce l’avevo con me, me la portavo dietro come una bomba. Anzi, a dire il vero, non me la portavo dietro, ma lei mi seguiva, come un terrorista afgano. La sorpresa era paola…due, tre mesi dopo essere tornati ci lasciamo, mi lascia…e cosa c’entra con l’università? Apparentemente niente, ma in realtà c’entra eccome…dopo la sorpresa-novità, niente più esami per quasi un anno, tanta era la tristezza.
I miei capiscono facendo molti sforzi, e mi concedono “l’anno sabbatico”. Tutto riprende verso febbraio, ricomincio a seguire dei corsi, quelli che devo recuperare dall’anno a Parigi, tra cui progettazione architettonica 4. lì conosco Paolo e Pippo, per fortuna…ci tiriamo su a vicenda e ci diamo entusiasmo, decidiamo di fare il progetto insieme, e imparo molto…non dalla professoressa, tale Latour, ma da loro due. Finalmente torno a progettare, a disegnare, pensare e darmi da fare per fare gli esami. Oltre a questo esame ne ho un’infinità da recuperare. Inizio a svegliarmi, a reagire, e decido che è arrivato il momento di finire, così in due sessioni d’esame faccio qualcosa tipo 13 esami! Un sacco, non so come ho fatto, ma ci sono riuscito. Ora mi mancano gli ultimi tre esami e la tesi…posso iniziare a prenderla in considerazione, “ormai ci siamo” ho pensato…col cazzo!




Anno…INFINITO: probabilmente il migliore, quello che mi sta dando più soddisfazioni. già dal nome si dovrebbe capire qualcosa…quest’anno è ovviamente ancora in corso e non ha ancora una conclusione, né tanto meno una prospettiva di conclusione. Comunque, chiedo a Trame di prendermi in tesi, accetta, ma a patto che abbia finito gli esami. “Certo che li ho finiti caro Umberto!”…col cazzo! Me ne mancano ancora tre, ma so che ci posso riuscire a fare tutto, mi conosco, e ho visto il mio exploit dei mesi precedenti, fare tre esami sarà una cazzata! No, affatto, ma ancora non lo sapevo…a marzo-aprile 2006 inizio ufficialmente la tesi, il cui titolo sarà: “Modena Est – una città nella città. Progetto di riqualificazione della piazza centrale nella città giardino.”. fondamentalmente si tratta di un progetto di una piazza e ovviamente degli edifici cha la definiscono, cioè un edificio residenziale, un asilo e una chiesa ortodossa…mi assorbe totalmente, ogni mio pensiero è lì, il mio relatore lo nota e si fa prendere la mano e continua a darmi cose da fare (all’inizio avrei dovuto fare solamente il progetto dell’asilo…).
E gli esami? Beh quelli restano lì…diventano le comiche…si aprono le scommesse su quale sarà l’ultimo. Sono tre, anzi sono quei tre, da subito, da quando avevo seguito i corsi sapevo che sarebbero stati gli ultimi. Sono:

1_ Storia dell’arte moderna
2_ Teorie e storia del restauro
3_Tecnologie della produzione edilizia
Fortunatamente nel frattempo conosco un po’ di persone, alcune delle quali mi spingono, ognuno a suo modo. di sicuro mi fanno bene, e con una in particolare diventa una bella abitudine andare a studiare insieme in aula studio con la felpa blu.
Intanto "qualcuno" si laurea.
Intanto arriva novembre, e si presentano le prime illusioni per laurearsi, così mi metto a preparare tutto, devo fare anche gli esami! Faccio il primo, storia dell’arte, ma dopo un paio di giorni Trame mi dice che non ce la si fa per novembre, sono ancora troppo indietro, è meglio rimandare al prossimo appello, a gennaio magari…
Vada per gennaio, peccato che abbiano soppresso la sessione di lauree di gennaio! Quindi niente da fare, amen, sarà per aprile, ormai è certo…intanto faccio un altro esame, teorie e storia del restauro (Paola ha perso, lei aveva scommesso che questo sarebbe stato l’ultimo, invece no!) e inizio a correre per finire la tesi, ma (durante quest’anno ci sono stati un sacco di ma!) venti giorni prima della presunta laurea il mio caro relatore mi dice che lui la sessione di aprile non l’ha mai fatta, perché lui ha i suoi impegni con la professione e la sessione di aprile in sostanza gli è in mezzo ai coglioni, così non si fa niente neanche questa volta…sarà per luglio…intanto mi manca l’ultimo esame, lo faccio l’ultimo giorno utile per potermi laureare nella sessione di luglio, ma lo faccio! È gran festa, gli esami sono finiti…TUTTI! Dai, cazzo, ci sono! Naaaaaaa…consegno tutto quello che c’è da consegnare per laurearmi, e aspetto la firma delle tavole da parte dell’ormai caro Umbertone Trame, ma…ma il giorno prima dell’apertura delle consegne degli elaborati di tesi in segreteria cosa succede? Mi chiamano dalla segreteria per dirmi che non ho pagato una mora di 50 euro per il ritardo del pagamento di una tassa e così non mi fanno laureare perché ormai era troppo tardi e non potevano più inserire i miei dati…e che cazzo, basta! Ma allora facevano bene a chiamarmi calimero…beh, ormai gli esami sono fatti, la tesi è quasi finita, mi laureo la prossima volta, ormai è tutto apposto…sessione di laurea ottobre 2007…arriva settembre e dopo la pausa estiva, che poi, pausa per modo di dire! O almeno per me, gli unici giorni di pausa sono state due giornate a Castellina, per il resto sempre davanti al pc a finire la tesi, che ormai è diventato il mio lassativo preferito! Informazione personale, io sono stitico, e ormai quando sono tre o quattro giorni che non vado di corpo (è un’espressione che odio…meglio dire che non cago, no?) mi siedo sul cesso e inizio a pensare alla mia tesi…dovreste (ma so che non vorreste) sentire come viene giù!!! Comunque, arriva settembre, e Trame praticamente non lo vedo mai. Faccio revisioni col suo assistente, ma lui niente…si presenta giusto un paio di volte e poi basta, mah…poco male, ormai è tutto finito. Certo, se lui mi desse la sua opinione non sarebbe male, ma Kiss-enefrega! Anche lui ormai non potrà più vederla e gli verrà la nausea a sapere che sto andando a trovarlo per l’ennesima volta…forse…credevo che la nausea che aveva fosse causata dalla mia miracolosa tesi, tra me e me pensavo “credevo di aver fatto un progetto architettonico, invece ho creato in laboratorio un nuovo falqui! È meglio della cascada sagrada! (il mio lassativo preferito n.d.r.)”, invece no, la sua nausea era causata da altro. Quindici giorni prima della laurea viene ricoverato in ospedale!
E io continuo a rimanere a guardare gli altri che vanno avanti mentre resto fermo…

To be continued…I hope…


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mercoledì 19 settembre 2007 - ore 10:58


Non sono originale...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


no, non lo sono mai...tanto meno in questo caso...
lui l’aveva già fatto tanto tempo fa.
Si cambia punto di vista, anzi, si cambia vista, la vista di se, l’immagine riflessa...




With nothing in my head I sing:
U-huhuhuhuhuuuu!!!!!


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martedì 4 settembre 2007 - ore 10:54


storie di calcio...mi sa che è un po lunga!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Tanto per cominciare, buondì…
Come qualcuno saprà, questo è periodo di cambiamenti. Lo dicevo qualche giorno fa, inizia a fare freddo (iniziavo a sentirne la necessità), cambiano le temperature e le usanze, ma non solo…cioè, non è solo il clima a cambiare, c’è anche chi prova a sistemare quelle cose di se che non gli vanno più bene. E cerca di non sprecare più tempo ad organizzarsi il futuro, a pensare che domani potrebbe essere stanco se oggi non si da una regolata e riposa un po, a pensare che questa cosa piuttosto di quell’altra sarebbe meglio non farla, altrimenti poi? Basta, niente calcoli, intanto si fa e poi vedremo…insomma, se il sabato sera torno tardi (si, si, sto parlando di me, non è impersonale e generalizzato…) e, come al solito la domenica pomeriggio c’è la calda pizzeria che aspetta me, adesso vedo di evitare di passarmi tutta la domenica fino alle 16 a riposare in previsione delle 5 ore di lavoro che mi aspettano, faccio quello che mi va, e se poi sono stanco? Poi sono stanco, punto. Poi mi riposo. Ora metto la sveglia alle 7.30 per andare a correre, il motivo per cui lo faccio mi è del tutto sconosciuto, ma è bella la sensazione finchè si corre,e quando si finisce, il prima…beh, il prima non è così bello, non uscirei mai di casa! E insieme a queste piccole cose ce ne sono altre di altrettanto piccole, ma che mi danno soddisfazione, sono la manifestazione degli sforzi estivi per sistemare un po di cose…
Magari ci sarà qualcuno che si è avventurato a leggere (Daniele, o Nicola…forse Sara) e in questo momento si starà chiedendo:”ma vuole arrivare da qualche parte, o ci scassa i maroni e basta?”. In effetti qualcosa dei motivi per cui scrivo qui ci sono…quello fondamentale è la perdita…la perdita di una dimensione…senza colpe e senza drammi si è perso…con uno è da un po che faccio solo il coglione, ma è quello di cui ha, abbiamo bisogno, e va bene così, è quello che ci serve adesso, con l’altro ci sono troppi filtri in mezzo, non che sia meno naturale, anzi, è sconvolgente a volte come tutto rimanga primitivo e vero, è solamente meno diretto per la presenza di filtri che attutiscono un po…e viste le premesse ho deciso di scrivere qui, come se stessi parlando, con tutta la logorrea che mi viene, per sfidare la vostra tenacia!
E quello che in realtà volevo raccontare o dire sarà nelle righe seguenti:



come sapete io giocavo a calcio fino a non molto tempo fa [cazzo, è vero, parto sempre dalla preistoria per raccontare una cosa! E pensare che ho appena cancellato un bel discorsetto sul mio passato calcistico e l’eredità che mi ha lasciato…ma sono sempre stato così o è l’età che mi sta rincoglionendo come l’AMMMORE sta rincoglionendo Daniele? (“fa freddino, andiamo alla macchinina..” ma dime ti… ) mi sa che sono sempre stato così..], dicono che sia una scuola di vita, ma io non sono mai stato d’accordo, è solo una finzione…il rapporto con i compagni di squadra, con l’allenatore, sono brevi, e raramente si fa fatica a sopportare, non si impara niente perché si sopporta, raramente si affronta qualcosa da superare. Forse allora insegna a sopportare, ma davvero, non è così difficile, finchè si corre dietro al pallone non si è in relazione con nessuno…comunque sia, una cosa, una, ma davvero importante l’ho imparata nei tanti anni in cui ho giocato, e devo ringraziare Gianluca Vindigni, il mio allenatore di allora (6 o 7 anni fa…). Qualcuno l’ha goà ascoltata sta storiella, mi spiace, sono ripetitivo, con l’età si deve riempire un po il tempo, no?



Riassumendo io ero un giocatore, ancora giovane e discretamente promettente, c’era stato chi mi aveva detto che se fossi nato cinquant’anni prima sarei potuto diventare u giocatore di serie A, perché cinquant’anni fa si giocava da fermi, e io sarei andato benissimo! Oh, non mi piaceva correre, che ci posso fare…comunque quell’anno lì avevo iniziato abbastanza male, nel più totale menefreghismo, andavo agli allenamenti ma facevo quel che volevo, mi divertivo per i fatti miei e basta…alla fine la domenica rimanevo seduto in panchina a guardare gli altri giocare. Lì per lì mi incazzavo perché ero convinti di essere migliore degli altri (ah, lo sport…), ma poi mi rendevo conto che effettivamente il buon Gianluca non avea torto a riservarmi ogni settimana il numero 14. comunque è andata avanti così fino a gennaio-febbraio, tutto i girone d’andata, e il mio rapporto con il mio allenatore e ra diventato speciale, eravamo due amici che si intendevano, si divertivano scherzavano giocavano e chiacchieravano di cose “serie”…parlavamo di libri, viaggi, università (la mia, lui era già avvocato), vita e case. Finchè un giorno con la naturalezza che lo contraddistingueva mi ha chiesto se sapevo perché con lui non giocavo e io da buon diplomatico gli ho detto che non mi impegnavo a sufficienza agli allenamenti e gli altri erano più preparati e più bravi di me, così lui mi ha chiesto “e lo sai perché non ti impegni” gli ho risposto di no, ma credevo fosse perché non mi andava e basta e a questo punto mi ha detto la cosa che mi ha sconvolto “hai paura di non essere bravo…è facile dire non gioco perché non mi impegno, è molto più difficile dire non gioco perché non sono bravo…non impegnandoti ti crei una scusa bella e buona!” beh, aveva ragione, facevo proprio così! E non solo nel calcio, un po dappertutto…nel disegno, all’università, con le persone, era un difetto congenito che applicavo ovunque. Da quel momento ho deciso di mettermi alla prova e capire in cosa sono capace…tanto per dare una conclusione alla storiella (non mi piacciono le storie senza finale! Lasciano troppe incertezze e bisogna lavorare con la fantasia, ma con la consapevolezza che le cose non saranno sicuramente andate così) a calcio ho iniziato a correre e da quel momento ho sempre giocato e ho concluso l’anno migliore della mia carriera calcistica e da Gianluca ho ricevuto i migliori complimenti della mia vita, ma non li scrivo, altrimenti mi sembra di essere un po troppo…e oltra a lui anche da altri rappresentanti della società e da qualche osservatore della rappresentativa Padova. Ho scoperto che a disegnare non sono bravo, manco di talento artistico, non sarò mai un chitarrista di un gruppo metal, le mie dita non riescono ad andare così veloci! E poi non c’ho i capelli non riesco ad ascoltare molta musica, mi devo fermare ad un certo punto altrimenti conosco solo i nomi dei gruppi e non i loro lavori, mi ci vuole tempo per capire cosa penso di un cd…e via così…comunque sia, ho notato che avevo ricominciato con le scuse, con le creazioni di alibi, tutto come prima. Fortunatamente me ne sono accorto in tempo. Adesso non ho più nascondigli…perché l’ho scritto? Per egocentrismo? No, non è da me…per riempire il tempo della mattinata? No, ho un sacco da fare…ho scritto perché mi sono accorto che c’è qualcuno che sta facendo il mio stesso errore, più di qualcuno, e non se ne accorge e corre dei rischi…
Detto ciò vi saluto con quella che è stata la mia canzoncina allegra dell’estate, il testo era perfetto, descriveva quello che provavo, in maniera precisa...e poi finalmente li ho visti dal vivo! magari sul tutubo trovo un video, vedem…
No niente, mi spiace, ma ne ho caricato uno, in realtà non è un video, è tutto nero, ma si sente la canzone…però, per chi volesse ce ne sono un sacco di live loro su tutubo! Daniele, vai a vedertene un paio, meritano…
À bientôt.



"Invisible"

Invisible
I wish i was invisible
And feign to be the wind
...and slam the doors
Whenever you stay home alone
And blow away
The farewell letters
Cause i can’t believe!
...i can’t believe!
But i’m triyng
Unremarkable
Just another roll of flaws
A birthday cake
Without candles
...but i’m the wind
That breaks off the cross
I’m the wind
And finally i scream!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
...but i’m triyng
And i don’t mind where and why
...i’m triyng
And i don’t care what i’m praying
I’m a liar!
...but i’m invisible
Please! Please!
Let me believe this


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giovedì 30 agosto 2007 - ore 10:56


L’estate sta finendo
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ma che strana sensazione tornare senza mai essere partiti...
fine delle vacanze, ma quando sono cominciate? In effetti via da Padova me ne sono andato per un paio di giorni di concerti, ma niente di più, fondamentalemnte sono rimasto qui a marcire...si, marcire un po, è l’espressione adatta visto che la tesi e il caldo non vanno d’accordo, o forse molto più probabilmente è la mia testa che con la tesi non va d’accordo...meh? Restando qui un mese, almeno qualche linea sono riuscito a tirarla, ma sinceramente non so come sono riuscito a far passare tutto Agosto. E adesso è qui settembre pronto a ricominciare con le "revisioni" (ma è così buffa come parola?), con il soliro "speriamo che questa sia la volta buona", con il fresco (si spera), le riaperture dei locali (ma una menzione sui locali di agosto deve essere fatta all’unico diggei che ci abbia accontentato...grazie Albertone!), un po’ di buona pioggia, con le flotte di bambini che vanno a scuola nei bus, con un paio di compleanni e poi...non so...che altro succede in settembre?
comunque, riassunto dell’estate: niente! dai, no go voia! e poi voi due (o in generale chi di solito passa di qua) già conoscete tutto! Ma una canzoncina (che devo ammetterlo mi è stata suggerita ieri sera tra un melatini, una gasolina e un asereyè! ) ve la metto, pronti qua!

Pop! Goes my heart





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venerdì 27 luglio 2007 - ore 10:47


i’m very sad!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


che tristezza...mi viene da piangere! da quant’era che li aspettavo...e adesso? uffa...mi consolerò con della sabbia sotto i piedi e del pesce fritto, ma soprattutto i fidi amichetti al gran completo al mio fianco...



Peter Pan Syndrome

Friend! I’ve kept the corks to build a raft
without a map without a flag
you told me always to be “clear”
now i’m so clean that i cry soapball tears
flat like an ol electric eel
too boring to bore,too scared to fear
the moon is just a cheeky skull
and everynight it says the same:
“you are the same! You are the same!”
You! You dig up the seeds that i’ve spread
and hide dried flowers in your hat
help me, my friend,to camouflage
my peter pan syndrome advanced state
rose-scented days glue-flavoured nights
so terrified to split one’s sides
when the wild beast will be tamed
the cheeky moon repeats the same:
“you are the same! You are the same!”
Into the bottle for a day
i’m waiting for tomorrow
i’m waiting for the final round
to perceive the ultrasound
and start the haunt
i’m waiting for the night the moon will close
for ever.


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martedì 10 luglio 2007 - ore 13:52


Vero come la finzione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si, lo so, lo so, sono ripetitivo, ma che ci posso fare? E’ una specie di ossessione, se poi ci si mettono anche i film a fomentarla, e mi si dà la possibilità di parlarne, poi è normale che vada a finire così, no???
Beh, per me lo è.
Di cosa parlo, ma delle mie solite cose banali!
Il tutto è sintetizzato nel mio film della mia ultima domenica sera, o meglio in una frase del film, nello specifico:
"Sono le cose banali che ti salvano la vita".
E se mi dicono una cosa del genere, a me, posso non lasciarmi andare nei miei soliti voli pindalici mentali? Eh no che non posso!
Quindi, è vero, sono d’accordo, ha ragione! E’ l’odiata routine, sono le cose quotidiane, le cose apparentemente banali, le cose alle quali quasi non ci si dà peso che ti salvano la vita, che ti fanno vivere, che ti fanno sentire vivo. si, certo, gli eventi straordinari sono bellissimi, gli imprevisti (belli o brutti, poco importa) sono stupendi, ma se si aspettassero solamente quegli istanti per sentirsi vivi, allora...beh, allora non so quanto si vivrebbe...per quel che mi riguarda si riesce a toccare l’acme () solamente nel momento in cui si riescono a riconoscere quei momenti quotidiani che ti piacciono, che ti riempiono, che ti soddisfano.
Quindi, tutta la premessa (ebbene si, era una premessa, non era un discorso fine a se stesso) per cosa? Ma si dai, è per rispolverare un po le vecchie abitudini che si sono perse! Non vi ricordate com’era nato ’sto coso qui?
Probabilmente avete capito dove voglio andare a parare...come Amelie adorava infilare le dita nel sacco dei ceci, raccogliere dei sassi piatti, lanciarli nel canale Saint Martin, immaginare il suo favoloso mondo e fare da mangiare delle cose con la farina, è arrivato il momento di stilare le nostre top 5 delle cose banali che ci salvano tutti i giorni ! E mi raccomando, siate il più banale che potete, senza timori...
Ecco la mia intanto:

5. le partite a pes6 con Nicola la domenica mattina;
4. () si, sono io, e non potevo non mettere: il peto del mattino appena svegliato!
3. il rumore provocato dalla moka del mattino ancora calda appoggiata su qualche goccia d’acqua nel lavandino;
2. accavvallare ripetutamente l’alluce sul dito che gli sta affianco (come si chiamerà mai? L’indice, puo’ essere?);
1. annusare il profumo dell’erba appena tagliata o dell’asfalto bagnato.

ale

P.S. e visto che si è parlato di acme, ci si vede tutti domani sera alle 22 allo sherwood!!!

5. fare cacu..§(non cè cosa più divina che fare cacu alla mattina! in ospedale poi...o da qualche cliente con un bel bagno in marmorino verde...)
4. ogni volta che salgo in macchina, scegliermi il cd da ascoltare che il viaggio sia lungo o corto non ha importanza, ma quegli attimi in camera a scrutare tra i cd da mettere su sono interminabili e ormai fanno parte della mia quotidianità..a volte sono anche stati causa di alcuni ritardi.
3. farmi la doccia al mattino prima di andare a lavorare e alla sera quando ritorno..mi risveglia e poi rigenera!
2. la frase di mio fratello quando guarda il casino sopra la mia scrivania e dice sistematicamente:" varda che casin che te ghè sora sta scrivania...te pare ordinà?! rispondi!!...ghe voe un fià de queo che se dize..!" il bello è che fra un pò mi mancheranno anche le sue rotture di palle...o forse no!
1. vedere lisa il fine settimana e poi sentirla tutti i giorni finito di lavorare,ormai non potrei vivere senza quei momenti, soprattutto la domenica quando ce ne stiamo completamente soli e ci accorgiamo che non serve fare niente di più,o di diverso, ci bastiamo a vicenda...in quei momenti di completa normalità non penso ad altro che l’amo e che vorrei viverla ogni giorno!


Daniele

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mercoledì 4 luglio 2007 - ore 18:57


cos’è che non deve prendere?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Eugenio, Eugenio,Eugenio,Eugenio...
forse è passato troppo, forse troppo poco, ma i tre giorni dello scorso week-end sono stati decisamente intensi, sia per gli sforzi fisici che per quelli psicologici ed emotivi, ma vedere il cd dentro a quella scatola è stata una bella soddisfazione...e il sorriso del motore trainante della comitiva Eugenio...
C’è stato chi mi ha detto:"se abbiamo resistito a questi tre giorni allora siamo immortali!"
probabilmente ha ragione...grazie a tutti, a nome di tutti.
volevo mettere delle foto, ma forse è meglio di no, non ancora almeno! probabilmente tra qualche giorno appariranno, così, dal nulla...
si, si mi sono proprio divertito!
ma almeno una la metto, dai...lisa, non ti arrabbierai spero...


e spero che la bella biondina abbia capito come arrivare...beh, se hai letto chiamami tesoro! e complimenti per l’esame di ieri, sai... smack!
e poi, e poi, e poi...

trema il birillo
tra le sue biglie
attento alle palle!
sarai un harecrishna
o una gran figa, e vai
attento alle palle!
attento alle palle!
attento alle palle!
attento alle palle!





p.s. c’è stato chi ne ha parlato meglio...scusa, ma l’ho letto dopo...

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mercoledì 27 giugno 2007 - ore 18:00


gli architetti sono qua?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


non mi capacito della malinconia che mi attanaglia oggi.
ultimamente ero ansioso, e non mi dispiaceva esserlo, per me era tutto nuovo, non mi agito mai! e l’esame si farà o no, e il mio relatore mi lascerà laureare o no, e potrò andare via di casa presto.
insomma non ci capivo più niente, solo domande senza risposte.
ma oggi?
oggi non va, punto. mi viene in mente solo quello che non ho e che mi manca...
c’è qualcuno che mi puo far fare l’esame di tecnologie della produzione edilizia?


ecco, questa era l’immagine per misia

I know that you’ll provide the brains,
But who’ll provide the brawn...
And if you should ever fall,
You know id kiss you better!


e se in caso non dovesse piovere, "mi uscireste" con le chitarre e andiamo in prato? o sennò uno spritz agli spritz del portello...
p.s. sto risistemando la teoria di jeff, presto sarà pronta!

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