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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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martedì 19 gennaio 2010 - ore 09:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Perdonami per questa voce
disfatta dal fumo
e dalla fatica
e per questa attitudine
decadente.

Perdonami
per questo aspetto,
dimesso ed
in triste abbandono.
Il passare del tempo
concederà saggezza e buon senso.

[...]

Perdonami se non traggo beneficio
dal dubbio e
dai vili silenzi
Il passare del tempo
restituirà
onore al vero


La mia rivoluzione
pioggia sul bagnato,
un castello di sabbia
e non lascerà
nè infamia, nè lode

La mia rivoluzione
sembra già lotta
contro mulini a vento,
e non porterà
medaglie al valore


[Carmen Consoli]

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martedì 19 gennaio 2010 - ore 08:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")




La giornata è iniziata male... Ho come l’impressione che continuerà anche peggio...


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lunedì 18 gennaio 2010 - ore 17:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dovrei dedicarmi alla stesura di un post serio, personale e profondo. Ma non mi riesce.
Sono giorni che rimando di fare un bel discorsetto a me stessa. Sarebbe più saggio se la smettessi di procrastinare di affrontare un argomento che sta diventando via via sempre più pesante sulle mie spalle.
Mi sento distante dal mondo; sono stata a letto tutto il week-end perchè mi si è bloccata la schiena; non dormo la notte.
Tutto ciò non mi fa spostare di un millimetro dalla mia assurda presa di posizione. So benissimo che prima o poi dovrò guardare in faccia questa cosa con cui convivo da anni. Eppure è più forte di me: non riesco a non scansarla, a non inventare scuse false, a non arrampicarmi sugli specchi.
Per altro ieri dopo un pomeriggio al buio mi è sbucato fuori dall’anima che non sono soddisfatta, che quello che ho non è abbastanza.
D’altronde so benissimo di essere sotto esami e quindi stressata e preoccupata. E poi gennaio-febbraio-marzo sono i mesi dell’anno in cui divento più irritabile, malinconica e vado alla ricerca di qualcosa che non trovo mai.
Oltretutto si aggiunge il fatto che quest’anno non voglio che arrivi Aprile, un anniversario che non voglio vivere.
Sì, decisamente non sto bene. E continuerà ad essere così fin che non mi deciderò a sciogliere qualche nodo...
La domanda è: quanto potrò continuare a stare così in bilico?



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sabato 16 gennaio 2010 - ore 13:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")




e giocare ai quei giochi che tu mi avevi proibito


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venerdì 15 gennaio 2010 - ore 11:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")




buon onomastico Mau


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venerdì 15 gennaio 2010 - ore 11:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


quanti anni hai stasera
quanti me ne dai bambina

quanti non ne vuoi piu’ dire
forse non li vuoi capire
ti ho pensato sai stasera
[...]
non sei la prima
e di certo no

non sei la piu’ serena
quello che ti do stasera
e’ questa canzone onesta e sincera




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giovedì 14 gennaio 2010 - ore 17:56


14/01/10
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ da stamattina che tutti mi chiedono cos’ho... Caro Walter, lo sai cos’ho?
Manchi te, manchi da nove mesi ormai e ancora non so darmi pace.
Il 14 di ogni mese è... Non lo so cos’è. E’ un tornare più di ogni altro giorno a pensare a te e a quello che ti stai perdendo.
Sono 9 mesi, la durata di una gestazione, del nascere della vita, mentre la tua, di vita, ormai non c’è più.
Ti rendi conto di quanto non abbia senso tutto questo? Sì, cacchio, continua a non sembrarmi possibile che tu te ne sia andato per sempre.
Ho ripercorso tutto di quei giorni: l’ospedale, Pasqua, Pasquetta, il 14 aprile, la cesta di fiori, il funerale, la preghiera dei fedeli, la sepoltura, i tuoi, lei, lui... Etc. Tutte cose che tu non hai visto. Bè, per la verità meglio così.
Peccato però per le cose belle che ti sei perso... Ci pensavo prima: lo sai quante canzoni sono uscite in questi nove mesi? quanti nuovi film? Quanti nuovi locali? No, bè, a dire il vero i locali in cui andiamo sono sempre i soliti
Ogni 14 è una specie di impegno che non so con chi ho preso che mi costringe, mi obbliga a riflettere. Su te. Sulla Morte. Sulla Vita.
Che ne so io di queste tre cose? Ho solo 20 anni. Per altro i 20 anni che tu non hai mai compiuto.
E’ strano pensare a te, lo sai? Ho paura di dimenticarmi dai momenti passati assieme; a volte vado oltre la mia stessa sopportazione del dolore per risentire la tua voce dentro me, per rivedere i tuoi sorrisi, per riscoprire la nostra amicizia.
E’ pure strano pensare alla Morte. Anche di questa ho pochissima esperienza.
Ha il fascino dell’orrendo. Hai presente quando vedi una persona col volto mostruosamente sfigurato e tu, pur non volendolo, cedi alla perversa curiosità di fissarlo? Ecco, questo è il mio rapporto con la Morte. Vorrei non pensarci, ma spesso permea i miei pensieri, anche i più insospettabili.
Sta morendo mia nonna. Nessuno ha capito quanto questa cosa mi stia dilaniando. Certo, mia nonna è anziana, sono abbastanza preparata a quest’eventualità... Ma in fondo si è mai preparati davvero alla morte? Non ho il potere di intervenire, di mettere questa cosa sotto al controllo. di impedirle di portarmi via qualcun altro che ho amato.
E per quel che riguarda la Vita. Credi forse che abbia imparato qualcosa? Niente di più lontano dalla realtà. Non ho imparato nulla.
Non ho imparato a non fidarmi delle persone sbagliate.
Non ho imparato a smettere di uscire con chi mi fa star male.
Non ho imparato a smettere di legare la mia autostima a quello che qualcun’altro pensa di me.
Non ho imparato ad avere cura di me. Ecco, forse è questa la cosa di cui dovrei vergognarmi di più.
Avrei tante cose da dirti, accidenti, io non sono fatta per parlare con le lapidi. Ci ho provato. Un’infinità di volte e non ci sono mai riuscita.
Anzi è pure un pò che non passo a trovarti. Perchè in fondo sono una vigliacca. O forse sono, non meno negativamente, solamente una debole. Resisto molto poco di fronte a quella foto che ti ha rubato quel lampo di felicità dagli occhi.
In questi nove mesi siamo cambiati tutti, chi in meglio, chi in peggio. Non sapre dirti io in che parte mi trovo.
Tu invece non sei cambiato, tu non c’eri.
E questo è forse il dolore più grande, quello da cui non ne vengo fuori, nemmeno dopo mesi. Non mi va giù che ti sia fermato in quel periodo della vita in cui si guarda solo e insospettabilmente avanti.

mi manchi



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mercoledì 13 gennaio 2010 - ore 09:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")





il senso della vita
è un fiume (no!)
è un lago (no!)
è un treno
se non lo aspetti arriverà
ma come arriva se ne andrà (deficiente!)



[Povia]

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mercoledì 13 gennaio 2010 - ore 08:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Baciami baciami baciami
Mangiami mangiami mangiami
Lasciami lasciami lasciami
Prendimi prendimi prendimi
Scusami scusami scusami
Usami usami usami
Credimi
Salvami
Sentimi

E c’è una parte della vita mia
Che assomiglia a te
Quella che supera la logica
Quella che aspetta un’onda anomala


[Jovanotti]

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lunedì 11 gennaio 2010 - ore 14:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qualche volta non sbaglio e vedo semplicemente quello che è.
E una solitudine che non ho mai provato mi stritola il cuore. Perchè non c’è nulla di peggio che sentirsi soli assieme a qualcun altro.
E i miei libri di sociologia che urlano quella che mi sembrava un’ovvietà "che perchè ci sia comunicazione i segni e i codici devono essere il più possibili simili" mi esplodono dentro di colpo.
Siamo sicuri di usare lo stesso alfabeto? Siamo sicuri di parlare la stessa lingua?
Sono un’esagerata, sono una che giudica facilmente, sono un’immatura, non ho l’età per parlare, invento cose che non ci sono... qualcos’altro?
Già, sono quella che va a perdere tempo all’università, sono la mantenuta di turno, sono una con cui non vale la pena di parlare perchè tanto sono una ragazzina...
Sono anche quella che si lega le cose al dito e che fa di tutto una tragedia.
Sono quella che non distingue lo scherzo dalla serietà.



Hai provato a far capire con tutta la tua voce anche solo un pezzo di quello che sei



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