Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 6 luglio 2009 - ore 11:38
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...nessun rimpianto nessun rimorso
soltanto certe volte capita che appena
prima di dormire mi sembra di sentire
il tuo ricordo che mi bussa
e mi fa male un po....
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sabato 4 luglio 2009 - ore 14:14
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un complimento è qualcosa che ti viene detto in faccia, ma che nessuno direbbe mai alle tue spalle.
Mark Twain
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PERMALINK
venerdì 3 luglio 2009 - ore 12:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi perdo negli spazi bianchi delle parole non scritte e nel rumore delle frasi non pronunciate.
Ci sono così tante cose che vorrei mettere su carta...
Ci sono così tante cose che vorre uscissero dalla mia bocca...
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PERMALINK
giovedì 2 luglio 2009 - ore 14:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
forse non riusciro
a darti il meglio
piu volte hai trovato i miei sforzi inutili forse non riusciro
a darti il meglio
piu volte hai trovato i miei gesti ridicoli come se non bastasse
laver rinunciato a me stessa
come se non bastasse tutta la forza
del mio amore
e non ho fatto altro
che sentirmi
sbagliata ho cambiato tutto di me
perche
non ero abbastanza ed ho capito soltanto adesso
che avevi paura...
forse non riusciro
a darti il meglio
ma ho fatto i miei conti e ho scoperto
che
non possiedo di piu come se non bastasse
laver rinunciato a me stessa
come se non bastasse tutta la forza
del mio amore
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ho cambiato tutto di me
perche non ero abbastanza
ed ho capito soltanto adesso
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ho cambiato tutto di me
perche non ero abbastanza
ed ho capito soltanto adesso
che avevi paura...
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PERMALINK
giovedì 2 luglio 2009 - ore 10:38
...Narcisismo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tutti i narcisisti hanno un profondo bisogno di essere compresi, di qualcuno che li capisca. Da bambini non sonon stati capiti dai genitori, non sono stati considerati individui dotati di sentimenti veri e gli è mancato il rispetto dovuto agli esseri umani. Il narcisista è in continua lotta per difendere il proprio equilibrio, in una situazione familiare che potrebbe condurre alla pazzia.
Se non hanno potuto amare i genitori perchè rappresentavano una scelta oggettuale destinata a fallire, chi altro potevano amare se non sè stessi?
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martedì 30 giugno 2009 - ore 14:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se uno vuole fallire e ci riesce... Ha fallito?
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martedì 30 giugno 2009 - ore 14:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LEGGI I COMMENTI (1)
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martedì 30 giugno 2009 - ore 09:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mancano tre mesi precisi al mio 20esimo compleanno.
La cosa di per sè è alquanto irrilevante, ma non so perchè mi mette di buono umore
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lunedì 29 giugno 2009 - ore 19:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... per ogni schiaffo avuto e da avere che non ti restano più guance da offrire ...
... e quella mano sempre troppo uguale che non sai evitare ...
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domenica 28 giugno 2009 - ore 19:02
da 11 minuti [P. Coelho]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta, si fermò a osservare il volo con il cuore che batteva all’impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell’uccellino.
Ma poi pensò: ’E se volesse conoscere le montagne lontane?’ Ebbe paura.
Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.
Si sentiva sola.
E allora disse: ’Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via!’
L’uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu
imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l’oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano: ’’Ma tu hai davvero tutto." Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l’uccellino, e
non aveva più bisogno di conquistarlo , lentamente
perse interesse per lui. E l’uccellino, non potendo volare ed
esprimere il senso della propia vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.
Un giorno, l’uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia,
rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice fra le nuvole. Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l’aveva colpita in quell’uccelino era la
libertà, l’energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico .
Senza l’uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussare alla porta. "Perchè sei venuta?" le domandò lei.
"Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo." rispose la Morte. "
Se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."
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