Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 10 agosto 2012 - ore 20:11
Zulamente parlando.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sia chiaro: ne sono perfettamente consapevole.
D’altronde come potrei non esserlo vista l’evidenza?
Ho il sedere grosso. Punto.
Valutiamone pro e contro.
Di pro c’è che non è mai stato così grosso da impedirmi di piacere agli uomini (e talvolta anche alle donne perchè, sapete, io ho quel genere di corpo che piace a entrambi i sessi [W. Allen]).
Di contro ci stanno tutte le volte che sono state preferite squinzie magre e più gnocche al mio importante deretano. E’ successo così col mio primissimo amore N., una cosa che mi ha fatto piangere un pomeriggio intero. Sì, ok va bene, agli atti pratici fu un quarto d’ora di un lontano pomeriggio di prima superiore. Però piansi, piansi davvero. Poi non ci pensai più. Successe altre tre o quattro volte, probabilmente anche cinque. C’è da dire che probabilmente non era sempre e solo colpa del mio posteriore, ma io l’ho sempre pensato.
Continuando con i pro c’è da prendere in considerazione che il mio corpo, non corrispondendo perfettamente ai dettami delle mode attuali, è uno strumento efficace nello scremare uomini superficiali e fissati col look. Loro non si interessano a me, io non mi interesso a loro. Non è da escludere un rapporto di causalità nella cosa però.
Di contro c’è che ogni tanto non mi dispiacerebbe qualche attenzione maschile in più. Sarò poco profonda, ma suvvia a quale donna non fa piacere sentirsi dire che è bellissima e ha un corpo fantastico? Piacerebbe anche a me, davvero.
Da non dimenticare fra i pro c’è anche che un deretano così difficile da nascondere ti pone di fronte a due possibilità: non accettare la cosa e passare la vita a struggersi sopra, o farsene una ragione e metterci un po’ di autoironia in più.
Ultimo contro: può capitare che, nonostante tutta la buona volontà, le parole di una ragazzina continuino a bruciare anche a una settimana di distanza.
Ultimo pro, per concludere con una nota di positività: a che serve avere un gran c**o se si hanno due tette come le mie?

Scherzi a parte, zulo o non zulo, io una botta me la darei nonostante tutto. E la conquista, tutto sommato pure recente, di piacere prima di tutto a me stessa, vince su tutto.
Anche sulla ragazzina senza cellulite.
Anche su tutte quelle che mi son state preferite.
Anche su tutto il senso di goffaggine che a volte mi porta pure ad avere tenerezza di me stessa.
[In allegato una foto di Stellarosa a passeggio con un’amica]
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giovedì 9 agosto 2012 - ore 21:15
You dont know how lovely you are [Coldplay]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siamo sempre ciò che mangiamo.
Siamo sempre ciò che facciamo.
Siamo sempre qualcosa che non vogliamo.
Starei bene dentro il libro di Marquez "Memoria delle mie puttane tristi".
E questa parola, nemmeno nuova, si riabbatte sulla mia testa.
Stavolta però la voce è la mia e non so nemmeno perchè stasera sia così forte la voglia di farmi male, di ricordare, di rinvangare vecchie serate.
Ho sempre avuto qualcosa da cui scappare.
Ho sempre trovato rifugio nei posti sbagliati.
Ho sempre chiesto asilo nella maniera inopportuna.
La voce mi esce stridula e infantile.
Cercavo solo protezione.
Cercavo solo di tenere qualcosa per me.
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giovedì 9 agosto 2012 - ore 14:57
E lì più che baciarsi fu quasi un volersi mangiare [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mangiami e fatti mangiare.
Banda giù i bocconi amari del mio essere.
E goditi per un po il retrogusto dolciognolo che ti lascio sulla bocca.
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giovedì 9 agosto 2012 - ore 12:44
Amare è un verbo transitivo, deve transitare [N.Fabi]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia linclinazione, inizia correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, unocchiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose.
[Da "Chiedimi se sono felice"]
E tutta unattesa.
Della telefonata di un ufficio.
Della telefonata di una persona che ami.
Di sapere se partire.
Di sapere se arrivare.
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mercoledì 8 agosto 2012 - ore 21:30
ad un’amica vicina, all’amica più lontana.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
O forse il lieto fine è questo sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante tutte le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi... non hai mai e poi mai perso la speranza.[Da "La verità è che non gli piaci abbastanza]
E forse il lieto fine è salvare e incorniciare tutto: luci ed ombre, croci e delizie. Senza distinzione, perchè ogni medaglia cha il suo rovescio.
Il lieto fine sta nel resistere alla tentazione di sminuire qualcosa solo perchè non la puoi avere. Stile volpe e uva per intenderci.
Il lieto fine sta nell’avercela comunque messa tutta, anche quando il vento era contrario, anche quando la forza pareva non essere sufficiente a muovere i remi.
Il lieto fine sta nel continuare a credere nella straordinareità di una persona, nonostante questa non ti voglia accanto a sè.
Il lieto fine sta nell’inaspettata ingenuità che ti ha fatto sembrare "credulona", anche quando l’aggettivo più corretto sarebbestato semplicemente "innamorata".
Il lieto fine sta nella passione sincera con cui hai infilato in tutti quegli sms canzoni e poesie cercate per pomeriggi interi. Anche se poi sono stati definiti gesti puerili e ossessivi, conta limpegno e lintenzione. Che erano buone. Che erano senza dubbio damore.
Il lieto fine sta nel coraggio di aver resistito tenendo per sè solo briciole e rari sorsi d’acqua, senza lamentarsi con nessuno, portando il fardello completamente sulle tue spalle.
Il lieto fine sta nell’assiduità e nelle promesse che comunque hai mantenuto.
Il lieto fine sta nei tuoi abbracci solitari, nei tuoi silenzi, nelle tue dolorose frustrazioni senza voce.
Il lieto fine sta nelle lacrime che non smettono di scendere, ma che hai imparato -finalmente- ad asciugare sola.
E forse il lieto fine sei tu. Che hai conservato, col rischio di perdere tutto, l’integrità e la fedeltà per te stessa.
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mercoledì 8 agosto 2012 - ore 16:14
non servono parole, so che lo sai, le mie parole non servon più [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Qué bien que al fin dejamos de ser dos buenos amigos
el amor nos volvió completos desconocidos
y descubrimos que éramos totalmente distintos
empezar de nuevo a pesar del tiempo vivido.
Me cansé de ser,
tu hermano mayor,
tu mejor amigo,
tu socio, tu confesor.
Me cansé de ser
experto en el amor
que sentías por otros
otros que no eran yo.
Empezar a querer como nunca había querido
descubrir una parte de ti que no había conocido
y encontrar otro mundo ahí detrás que
... me habías escondido
y jugar a esos juegos que tu me tenías prohibidos.
Me cansé de ser...
Me cansé de hacer
de sabio profesor
de contarte historias
que no me creía ni yo.
Me cansé de poner
cara de comprender
de darte consejos
y de no decirte que yo...
Me cansé de hablar de amor y de no hacerlo contigo
me cansé de recoger lo que sobraba de tus líos
de no ser el que cada noche te quitaba el vestido
me cansé ser menos que un amor,
... y más que un amigo
[Jarabe De Palo]TRADUZIONEFortuna che alla fine smettemmo di essere due buoni amici
l’amore ci rese due perfetti sconosciuti
e scoprimmo che eravamo completamente diversi
ricominciare daccapo nonostante il tempo vissuto
Mi sono stancato di farti da fratello maggiore
da migliore amico, da socio, da confessore
Mi sono stancato d’essere esperto nell’ amore
che provavi per altri che non eran me
Cominciare ad amare come mai avevo amato
scoprire una parte di te che non avevo conosciuto
e trovare un altro mondo lì dietro que mi avevi nascosto
e giocare a quei giochi che mi avevi proibito
Mi sono stancato di agire da saggio professore
di raccontarti storie cui non credevo neanch’io
Mi sono stancato di far finta di capire
di darti consigli e non dirti che io...
Mi sono stancato di parlare d’amore e non farlo con te
mi sono stancato di raccogliere ciò che avanzava dai tuoi capricci
di non essere colui che ogni notte ti toglieva i vestiti
mi sono stancato d’essere meno di un amore,... e più di un amico.
"Per ogni schiaffo avuto e da avere che non ti restano più guance da offrire" canta Ligabue.
E allora dillo pure che parlo con parole non mie, dillo pure che sragiono, che dò di matto.
Aspetto l’inevitabile epilogo completamente nuda e all’angolo. Con le ginocchia e i gomiti a ripararmi dalla pioggia di colpi che non cessano mai.
Tutto questo ha un nome che non tiravo fuori da un po’: coazione a ripetere.
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martedì 7 agosto 2012 - ore 20:36
Quando farsi una ragione vorrà dire vivere [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Padova senza i miei pazzi amici è solo una larga alcova di brutte facce, di donne visibilmente ubriache che inveiscono contro il mondo in autobus, di prostitute sfatte che si trascinano ciondolando su tacchi volgari. Anche Padova, come Trento, è una città che amo più che per sè stessa, per le persone che raccoglie in sè.
Padova è pure la mia via di fuga principale durante l’anno, la città-valvola di sfogo.
Padova è dove ho scoperto l’università e l’amicizia a distanza.
Padova è anche il posto dove ho detto addio ad un caro amico.
E, mentre varcavo la soglia trafelata e col fiatone, non sono riuscita a non gettare un’occhiata allo sportello di informazioni che più di tre anni fa ci portò in una triste sala d’attesa.
E me lo sono chiesta se ti avrebbe offeso la mia intenzione di svolgere il tirocinio proprio lì, dove tu sei stato per l’ultima volta.
E non me ne frega nulla pensare che tu saresti contento per me che tanto str***a, mi sento str***a lo stesso.
E mi sembra un po’ di sbagliare, nonostante la gioia di essere riuscita ad entrare.
[Forse è così che si iniziano a tradire gli amici.
Sorvolando sui sensi di colpa.
Sorvolando sul fatto che lì, dove andrai a lavorare, è morto il tuo amico.]
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martedì 7 agosto 2012 - ore 10:27
I wanna be somebody else [Pink]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E che ogni verità
può fare bene e fare male...
[Ligabue] 
Illudersi che delle conchiglie raccolte sulla sabbia avrebbero sistemato tutto...
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lunedì 6 agosto 2012 - ore 20:23
Shopping is cheaper than a therapist!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si prevede una serata con film strappalacrime, gelato e valanghe di sensi di colpa per la cellulite che ne conseguirà.
Al campo una 18enne secca e gnocca ha fatta una battuta sul mio peso. Nemmeno l’iraconda vendetta che ne è conseguita mi ha fatto stare meglio.
Diciamo che non sono grassa, ma facile da vedere!
Mi sono sempre consolata dicendo che almeno ho un bel carattere, sorridente e generoso. A quanto emerge dalle recenti discussioni, nemmeno più quello. Sono una m...a che cammina praticamente!
E’ il classico momento di ciclo, lacrimuccia facile, voglia di coccole e disperato bisogno di sentirmi bella e speciale. Far da sè in serate come queste non è sufficiente.
[In allegato una foto di Stellarosa che fa all’amore]
Dammi una lametta che mi taglio le vene.
[Donatella Rettore]
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lunedì 6 agosto 2012 - ore 12:37
Forse ti trovo, per non cercarmi mai più [Ligabue]
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le parole mie e quelle non mie.
Tutto ciò che ci sta dietro e non riesci a vedere. Forse non ti sai spostare abbastanza.
Tutto quello che non vedo io perchè non voglio vederlo.
La nausea sorda, violenta e compatta a sottolineare quando appare vomitevole qualcosa quando è evidentemente andato a male.
Il fatto che mi basti poco per essere felice non significa che mi accontenti delle briciole.
Altrimenti sarei un criceto.
[Italo Calvino]
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