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stellarosa, 22 anni
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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

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tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

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l’assordante rumore del silenzio

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abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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domenica 7 agosto 2011 - ore 21:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io ti trovo attraente.
Il tuo atteggiamento seduttivo significa che tu provi la stessa cosa, seppure il rituale richiede che noi continuiamo con un certo numero di attività platoniche prima di fare sesso.
Io sto procedendo con queste attività, ma quanto al fatto concreto, tutto ciò che voglio è avere un rapporto sessuale con te il prima possibile.

[Dal film A beautiful mind]


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domenica 7 agosto 2011 - ore 12:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli studi sul modello del condizionamento operante, hanno, in estrema sintesi, portato a postulare una serie di condizioni che rendono più efficace l’apprendimento:
* L’apprendimento è più veloce se il rinforzo segue immediatamente la prestazione motoria.
* Il rinforzo ad intervalli costruisce un apprendimento meno veloce, ma tende ad essere più stabile nel tempo.
* Il rinforzo positivo, a parità di tempo, è più valido ed attivo del rinforzo negativo.
* La forza del condizionamento è maggiore se si alternano le sedute di addestramento ad altre attività.
* Rinforzi incoerenti a comportamenti diversi è il punto di partenza per stati di impotenza appresi e nevrosi
[Wikipedia]

Ciao Skinner. Ciao condizionamento operante.
E fu così che Stellarosa scoprì una legge fighissima: diventando a tratti appena appena più st***i ci si rende automaticamente persone più interessanti, ci si circonda di un’aura di mistero. Ci si circonda di complimenti.
E così gli occhi diventano "profondi", "penetranti", "ingenui eppure di sfida". E così il profumo diventa "spettacolare", diventa "aspetta, aspetta, fammelo sentire di nuovo". E così "il feeling tra noi è stato subito speciale". E così i ciao diventano "ciao bella". E così il telefono ritorna a ricevere sms, chiamate, facebook si riempie di notifiche, di "mi piace", di messaggi privati.
Ma Stellarosa è st***a solo perchè stanca, solo perchè stufa.
Di sentire complimenti che costano poco e che a volte non valgono di più.
Di venire cercata solo quando non è davvero quella che è.
Di stare ad ascoltare storie a cui non è interessata.
Di recitare parti che non le sono proprie. Di compiere i soliti passi e gesti previsti dal copione.
Di prestare attenzione e comprensione quando non ne ha voglia.
Stellarosa ha solo bisogno del suo tempo per riprendersi e capire la direzione.
Fino a quel momento Stellarosa se ne starà buona buona ad ascoltare solo se stessa e i propri bisogni.

...ma tu hai tessuto
sogni di cristallo
TROPPO CORAGGIOSI E FRAGILI
per morire adesso
solo per un rimpianto...

[Elisa]


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sabato 6 agosto 2011 - ore 21:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La Stellarosa che è partita una settimana fa non è la stessa che è tornata.

Un inizio piuttosto banale, lo ammetto. Eppure onesto.

8 giorni e 7 notti al mare con dei ragazzi disabili.
Alcuni l’hanno definita una scelta di vacanza piuttosto strana. E in effetti non è stata una vacanza. Ne per i volontari, ne per i tosi.
E’ stata una settimana intensa, e densa. Impegnativa e allo stesso tempo riposante. E soprattutto divertente. Divertitente da morire. Lo confermano le foto: non si vedevano sorrisi così da mesi sulla faccia di Stellarosa.
Le emozioni non sono facili da descrivere, nemmeno per i poeti. Figuriamoci per me.
Quando ho preso parte a questo gruppo, mi avevano avvisato che questo tipo di volontariato crea una sorta di "dipendenza": staccarsi dai tosi diventa difficile, ci si affeziona, si impara a conoscerli, a voler loro bene, si impara ad averci a che fare, a saperli gestire, a saperli far divertire. E si impara a convivere con la mancanza, con la nostalgia di loro e dei loro gesti buffi, le loro espressioni, le loro voci, le loro intonazioni, le loro piccole manie.
Ecco, io all’inizio del mio cammino lì dentro, non ci credevo: ritenevo questo genere di affermazioni esagerate e inutilmente ottimiste. Fors’anche buoniste.
Ho dovuto ricredermi. E ricredermi fino in fondo.
E così al ritorno, al momento dei saluti sul piazzale, quando i tosi iniziavano asalire nelle auto dei genitori, ho dovuto nascondere un paio di lacrime birichine che non ho saputo trattenere. Mi mancano. Mi mancano già.
Ammetto che non mi piace la definizione di "diversamente abili". La trovo antipaticamente lunga e forzata. Però concedo che fa riflettere sul fatto che le abilità, le capacità di una persona possono anche essere differenti pur raggiungendo lo stesso identico risultato.
Questo mi fa pensare ad S., un ragazzo che non parla, e che comunica solo attraverso muguli e contatto fisico. Lui per dire "Ti voglio bene" prende la mano di una persona e se la batte sul petto. Il voler bene rimane uguale, no? E’ solo il modo di esprimerlo che è diverso.
E’ stata una settimana di sfida ai limiti. A quei limiti -miei e dei tosi- che non sono nemmeno così scontati da individuare. Che a volte si possono superare, e altre volte -nella maggiorparte dei casi- bisogna semplicemente accettare ed abbracciare.
E’ una delle primissime occasioni in cui il dover "accettare" un dato di fatto, non mi lascia in bocca il sapore della sconfitta, dell’abbandono.
Qui si tratta semplicemente di realismo e di empatia. Per cui se M. per essere felice deve ripetere all’infinito le stesse identiche frasi -anche mettendo a dura prova la pazienza dei volontari a volte- la si lascia fare, la si ascolta, le si dà l’attenzione di cui ha bisogno. Che in fin dei conti forse è proprio questo che significa amare ed essere amati: essere e tenere al centro della propria attenzione qualcuno.
Che grandi cose che sanno fare questi ragazzi così limitati nel linguaggio, nei movimenti, nell’autonomia, eppure così straordinariamente speciali nella loro spontaneità, nel loro mostrarsi puri e senza difese al mondo.
Che basta solo un gesto a sgretolare il loro universo.
Che basta solo un sorriso a renderli gioiosi della gioia più vicina all’essenza stessa della gioia.
E non è così per tutti. Forse è per questo che tanti insistono con il "diversamente abili". Perchè non è detto che per forza debbano essere meno abili dei cosiddetti "normodotati". In alcune cose possono anche essere migliori, possono anche essere più bravi.



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venerdì 29 luglio 2011 - ore 17:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Impossibile non pensare a 4 anni fa.
Impossibile per me almeno. Che con le date e i numeri sono sempre molto brava a giocare.
Quando hai solo 18 anni
quante cose che non sai.
Quando hai solo 18 anni
forse invece sai già tutto:
non dovresti crescer mai.

[Luciano Ligabue]

Mi hanno fregato il lieto fine. Mi hanno fregato il vissero per sempre felici e contenti.
Ma è un compleanno su cui passare
e brinda al suo pendolo ed al suo din don.

[Luciano Ligabue]

Ma io non sono una ballerina di carillon. E non mi alzo, non giro, non ballo.
La legge del contrapasso è la beffa peggiore che si possa incontrare sul proprio cammino.
Cambiare aria non può fare che bene a una Stellarosa che ancora non si è convinta a scendere dalla stella della perfetta perfezione.

[In allegato una foto della valigia di Stellarosa. Da notare che dentro ci sono anche un tagliere e una padella.]

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giovedì 28 luglio 2011 - ore 20:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tra due giorni parto per il camposcuola al mare.
Non sono dimagrita abbastanza.
Ho la cellulite.
Mi vien male alla sola idea di mostrarmi in costume in pubblico.
Ecco, credo di parlare a nome di tutto il mondo femminile.


[In allegato una foto versione cartone di Stellarosa]

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giovedì 28 luglio 2011 - ore 14:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho passato la mattinata a frugare fra le cose vecchie. Cercavo un certificato perso chissà dove.
E’ saltato fuori di tutto.
Comprese tutte le radiografie fatte nella mia vita. Tra cui spiccano:
- i miei polsi del 1997. Avevo le manine piccine piccine e ciompette ciompette da tipica 8enne caduta in un tentativo di scalata della credenza;
-il mio cranio del 2002. Avevo ancora l’apparecchio ai denti;
-la mia schiena, la mia tibia, le mie coste del 2010. Grande caduta, nessun segno di evidente frattura.
Poi son saltate fuori delle foto. Quelle che era meglio non vedessi.
Le ho messe lì apposta in bella vista.
Per ricordarmi che sorridi e sorriderai ancora. Anche senza avermi fra le braccia.

dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo

[Tiromancino]

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giovedì 28 luglio 2011 - ore 13:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli uomini fanno sempre così.
Le donne si rapportano a loro con i NOI. Mentre per loro il NOI è "io e il mio uccello".

[Da Sex and the city]

Credo non occorra aggiungere altro.

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martedì 26 luglio 2011 - ore 21:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Non ho niente da dire. E credo che questo mi venga benissimo.
E non mi sembra poi così assurdo immaginarmi tra fogli di vecchi giornali, pennelli alla mano, pittura sul viso.
Come quando ero giovane.
Come quando le domeniche non erano vuote e inutili.
Come quando non conoscevo tante cose, eppure sapevo tutto quello che mi serviva.
Forse è da lì che devo ripartire.


[Le considerazioni migliori mi vengono sempre quando inciampo sulle scale arrecandomi danno.
Dolore e illuminazioni.
Direi che è un riassunto perfetto.]


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