Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 18 maggio 2011 - ore 10:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po’ mi riconosci o in fondo un altro c’è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po’
mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie
potessi trattenere il fiato prima di parlare
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te
potessi trattenere il fiato prima di pensare
avessi le parole quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è
bocca dentro bocca e non chiederti perchè
tutto poi ritorna
in quel posto che non c’è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia
potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c’è
ha ingoiato tutti tranne me
dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c’è
hai mandato solo me
solo me solo me solo me solo me
[Negramaro]
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PERMALINK
martedì 17 maggio 2011 - ore 16:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
-Ehi, non ti ho già vista da qualche parte?
-Sì, è per quello che non ci vado più.
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PERMALINK
lunedì 16 maggio 2011 - ore 14:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A me non interessa sapere quel che fai per vivere. Io voglio sapere per che cosa soffri, e se osi sognare di incontrare la passione del tuo cuore.
A me non interessa sapere quanti anni hai. Io voglio sapere se rischieresti di sembrare un pazzo per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.
A me non interessa sapere quali pianeti sono in quadratura con la tua luna. Io voglio sapere se hai toccato il centro del tuo proprio dolore, se sei stato aperto ai tradimenti della vita o se ti sei ritirato e chiuso per paura di ulteriore dolore!
Voglio sapere se puoi star seduto con il dolore, il mio o il tuo, senza far niente per nasconderlo, o mascherarlo o immobilizzarlo.
Voglio sapere se puoi stare con la gioia, la mia o la tua; se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l’estasi ti riempia fino alla punta delle dita e delle dita dei piedi senza ammonirci di stare attenti, di essere realisti, o di ricordare le limitazioni dell’umano.
A me non interessa se la storia che stai raccontando è vera. Voglio sapere se puoi deludere l’altro per essere vero con te stesso.
[...]
A me non interessa sapere chi sei e perchè sei qui. Voglio sapere se starai al centro del fuoco insieme a me e non ti ritirerai.
Non mi interessa sapere dove o cosa o con chi hai studiato. Voglio sapere che cosa ti sostiene dall’interno quando tutto il resto cade giù. [Oriah Mountain Dreamer]
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PERMALINK
domenica 15 maggio 2011 - ore 12:33
(categoria: " Vita Quotidiana ")
F. è di sicuro la persona con la sindrome di Down più vecchia che abbia mai conosciuto: avrà circa 60 anni.
E’ il personaggio più particolare del gruppo. Si esprime con vocalizzi tutti suoi, eppure sa sempre come farsi capire. Ama disegnare, fare le carezze, ballare qualunque musica. Quando sente uno stereo ci si piazza davanti ed è impossibile schiodarlo. Lui la musica la devi sentire rimbombare in testa se no non è contento.
E’ più testardo di un mulo e tentare di fargli cambiare idea quando è impuntanto su qualcosa è impresa ardua ed estenuante. Eppure è anche quello che più facilmente si fa adorare. Con i suoi sorrisi, con le sue carezze che ti corrono sul viso giusto quando stai per arrabbiarti con lui.
A. ha superato i 40. Sarebbe una bella donna se il volto non dichiarasse in maniera inequivocabile il suo ritardo mentale.
Ha un’adorazione per me da quando le ho appioppato un soprannome. E lei si diverte sempre a invertire i ruoli: chiama me con il suo appellattivo e ride come una matta per gli equivoci che provoca al resto del gruppo che non capisce mai chi sia la "padella" fra le due.
E’ tra le più autonome, ma questo nel gruppo può essere uno svantaggio perchè può significare ricevere meno attenzioni. Così mi si piazza sempre davanti col viso dolce per chiedermi se le sistemo il foulard che "lei non ci riesce". E lo sappiamo entrambe che lo sa fare benissimo, ma continuiamo comunque a portare avanti questo piccolo rituale.
Adora sfottermi. Dice che "no go tutte e fassine al cuerto", mi dà della matta e finge di dover essere lei a doversi prendere cura di me.
Mi chiede sempre come sto, se le sono mancata, se le voglio bene. E io penso ogni volta che sì, mi è mancata, che sì le voglio bene, che sì è importante anche per me vederla ogni sabato e che quando non c’è ne sento la nostalgia.
L. ha un ritardo mentale moderato accompagnato da una forma piuttosto pesante di depressione.
Piange ad ogni attività perchè vuole tornare a casa. Piange quando torna a casa perchè rivuole andare ad attività.
Da vedere è particolarmente buffa e goffa. Parla sempre e non bada al livello di attenzione del suo interlocutore. Ripete sempre le stesse cose e ogni sabato mi promette di farmi un quadro che poi non mi porta mai.
Quando entra nella fase triste è difficile farle cambiare umore. A volte però basta poco, magari un abbraccio, una coccola, concederle di dare un calcio a un volontario dispettoso, e allora le torna un sorriso birichino e simpaticissimo.
M. è alta e robusta.
Adora i volontari belli. Soprattutto se sanno suonare la chitarra.
E’ bravissima a memorizzare i discorsi: parlare con lei è una cosa stranissima perchè fa grosse macedonie di pezzi di conversazioni che ha sentito fare da altre persone. Difficile trovarci un filo logico, ma non per questo fastidioso, anzi.
E’ una sportiva, pratica a livello agonisto (in categoria disabili ovviamente) il lancio del peso. Mi fa sganasciare ogni volta il fatto che lei lo chiami il "lancio della pallina".
E’ simpatica, sorridente, insistente e vanitosa: lei va "dall’etetista" a farsi fare la "ceetta".
Adora dare una mano a pulire la sede quando finiamo: si arma di scopa e pattumiera e ancor prima di finire va in giro a chiedere "ma soi brava?", "ma me ghetto visto che brava che so?".
Non può non strappare un sorriso di tenerezza.
S. soffre di autismo unito al sindrome di down.
Non parla, ha problemi di deambulazione, e all’apparenza sembra non possa far nulla.
In realtà prendendoti la mano, stringendola in un modo o in un altro, sa farti capire se è triste, felice, arrabbiato, annoiato.
Sa anche fare i dispetti, in questo è un vero campione: ruba il cibo degli altri, ti prende in giro, ti fa cadere le cose.
La sua straordinarietà però sta nel suo attirare gli altri. Contrariamente a ciò che si può credere, tutti gli altri ragazzi, chi più e chi meno, lo prendono in considerazione. C’è chi lo saluta con i baci, chi gli tiene la mano, chi gli ruba il naso, chi gli fa il solletico. Quest’attenzione nei suoi confronti, non è affatto scontata, eppure è così spontanea e serena negli altri ragazzi che non smette mai di stupirmi. Non so descriverla bene, le parole non bastano. Ma in certi momenti c’è qualcosa in questi loro gesti gentili e pieni di bontà che ti fanno sentire che davvero l’amore può essere immenso, che davvero l’amore può non conoscere confini, che davvero l’amore può arrivare dappertutto.
Questo post non è per i miei ragazzi.
Questo post è per me, per ricordarmi la necessità di ridimensionarmi, di non smettere mai di mettermi in discussione. Per ricordarmi che sono niente rispetto all’amore infinito che nonostante tutto c’è nell’universo.
Questo post è per me. Per ricordarmi di un servizio che mi "riempie". Per ricordarmi di non mettermi su un piedistallo. Perchè lì, perchè nel gruppo, sono io che ricevo. Molto più di quanto posso dare.
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PERMALINK
sabato 14 maggio 2011 - ore 09:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Serata donne.
Solite chiacchiere, soliti pettegolezzi, solite domande, solite curiosità.
Stessi riti di benvenuto. "Che bene che ti stanno i capelli tagliati così". Stesse bugie velate da sarcasmo.
Stesso locale. Stesse ordinazioni.
Come volevasi dimostrare sono sempre io quella strana. E non è colpa mia, penso, se loro prendono una coppa gelato gigantesca che mi fa ingrassare solo guardandola. E loro "ma sei sicura che non la vuoi prendere anche tu?", "ma sei sicura che non ne vuoi un pò?" . E io "no no grazie, tranquille". E stramaledico la loro taglia 38 che permette loro di ingozzarsi di qualsivoglia cibo senza ingrassare di un solo grammo. E anche se ingrassano... Tanto a loro va sempre nei punti giusti.
La solita competizione femminile ha fatto usare a tutte e tre più trucco di quanto non fosse realmente necessario. Ognuna aveva come obiettivo lo star sopra alle altre come l’olio. Difficile dire chi ci sia riuscita meglio comunque.
Mi sono stupita degli argomenti della serata. Avete presente le pubblicità del Vagisil, del Tantum Rosa, etc dove le donne si incontrano e parlano dei loro disturbi intimi? Con mio incredibile stupore un’intera ora della serata è stata spesa a raccontare i sintomi tipici delle più frequenti malattie e sindromi intime. Con tanto di particolari sulle cure e sui farmaci migliori. Un’altra volta ho fatto la figura di quella strana. Più che altro ho fatto la figura dell’uomo con la mia faccia che variava dallo schifo più assoluto allo stupore più sconvolto con i miei pochi e limitati apporti alla conversazione.
Poi si è passate alla fase in cui si parla delle conoscenza comuni. "Hai rivisto quella?" "Quant’è dimagrita/ingrassata?" "Si comporta proprio da zoccola!". Il tutto fingendo di non essere assolutamente pettegole, ma solo interessate a sapere come sta la determinata persona in questione.
La conclusione della serata ci ha portato a parlare di storie personale. "Mi ha lasciata perchè", "L’ho lasciato perchè", "Stiamo ancora insieme". Vabbè, loro avevano la faccia un pò annoiata quando è stato il mio turno. Non sei interessante se non hai da raccontare esperienze brutali o sensazionali riguardo alla tua vita sentimentale.
Infine i saluti. "Ciao ciao, a presto", "Dovremo rifarlo più spesso", "Senza dubbio. Ci dobbiamo proprio riorganizzare, se no vengo a sapere dopo mesi che hai cambiato un’altra volta moroso". Sviolinata finale. Immancabile. Piccola perla di mancanza di tatto. No, non è sfuggita a me e no, non era riferita a me. Io ho solo riso sotto i baffi.
Ma sì, serata da rifare. Non nell’immediato futuro, ma da rifare. Perchè nonostante tutto le serate donne hanno il pregio di farti parlare, parlare, parlare e di sentire parlare, parlare, parlare, come non capita mai. E nonostante tutto, sanno farti sentire che l’universo femminile è uno e uno solo. E che le storie di una, sono alla fine anche le storie dell’altra. Come se avessimo tutte lo stesso cuore o gli stessi sentimenti.
O forse, e più probabilmente, come se potessimo capirci senza bisogno di troppe metafore.
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PERMALINK
giovedì 12 maggio 2011 - ore 20:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi domando se è giusto, se son pazzo
se è sbagliato quel che sto facendo
mi rispondo che posso mentire con tutti ma non a me stesso
che non voglio rinunciare a qualcosa che sento
e che voglio di brutto
e che cerco nel vento
giuro le mie parole non son solo parole
Io sento le tue mani lo stesso, anche se non ti ho accanto
vorrei averti vicino per farti sentire che bello è l’inverno
dove un semplice abbraccio può sembrare diverso
perchè oltre al contatto trasmette qualcosa di molto più caldo. Meschina ora basta voglio farla finita per tutte una volta
ma prima inginocchiati saziati e concediti ancora per l’ultima volta
Accontentami, guardami, piangi prega e chiedi scusa
Devi dirmi voglio solo te, voglio solo te Devi dirmi hai ragione te, hai ragione te
Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti
Dimmi se lui e’ meglio di me lui e’ meglio di me
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me... di tradire lui con me... di tradire lui con me...
[Modà]
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PERMALINK
giovedì 12 maggio 2011 - ore 09:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un animo gentile e comprensivo un giorno incontrò Stellarosa. Con molta pazienza e tante risate questanimo riuscì a fare breccia in quella testolina "de coccio".
Nonostante lo spirito brillante, le chiacchiere allegre e mai superficiali, fu comunque un lavoro estenuante. Ma lanimo era buono, buono dal dentro più profondo, e alla fine riuscì a produrre un piccolo cambiamento.
Stellarosa, infatti, una sera si guardò allo specchio e non vide più unimmagine da odiare. Si guardò e, per la prima volta dopo anni, vide -e
sentì- che quello era il
suo corpo, la
sua immagine. Ebbe un moto di compassione verso sè stessa. Si riguardò allo specchio e si vide intera, non più divisa tra limmagine che era e quella che avrebbe voluto/dovuto essere. E siccome lanimo garbato laveva spinta a riflettere sul fatto che lei era unica, unica e irripetibile, provò pure un pò di affetto per il suo riflesso, riuscendo pure a concedere un sorriso a tutti i difetti che lavevano sempre fatta dannare.
Quella sera Stellarosa fu felice. E le nacque il desiderio di ringraziare quellanimo tanto garbato e cortese. Non sapendo come fare, si chiese se dedicargli un post sul blog sarebbe bastato. Probabilmente no, eppure -e questo Stellarosa lo sapeva bene- raramente dedicava post alle persone che conosceva con chiari riferimenti che facessero ben capire a chi fossero riferiti.
Per cui, caro animo, grazie di avermi detto e convinta che valgo più di quanto penso.
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PERMALINK
mercoledì 11 maggio 2011 - ore 15:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
-Sono ubriaco.
-Di amore o di alcool?
-Di entrambi. Ed è un connubio micidiale. Che non mi dà tregua. Dialogo fra Stellarosa e un ragazzo innamorato col cuore infranto.
Chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane.
Dio benedici gli innamorati che non vengono ricambiati con lo stesso sentimento. Essi sanno provare amori così grandi, delusioni così grandi, rimorsi e passioni che il resto del mondo può solo immaginare.
Amen.
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PERMALINK
mercoledì 11 maggio 2011 - ore 10:20
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Sei più matura degli anni che hai."
Ultimamente più che un complimento questa frase mi sembra una condanna. E mi verrebbe da rispondere che non è vero che sono matura, sono solo brava a dissimulare. Che non è vero che so tante cose, sono solo brava a girare e rigirare quelle che so. Che non è vero che i miei ragionamenti sono tipici di persone con più anni di me, sono solo brava a rispondere agli altri ciò che si aspettano di sentire.
Di fatto rimango sempre una brutta copia di una donna adulta. Una copia in carta carbone, praticamente un falso. E nemmeno fatto bene.
Dov’è finita la stellina che brillava di luce propria? Adesso non brillo più, non sono più capace nemmeno di scaldare i cuori.
Barcelona, hace un calor que me deja fría por dentro,
con este vicio de vivir mintiendo.
Qué bonito sería tu mar, si supiera yo nadar
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PERMALINK
martedì 10 maggio 2011 - ore 16:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perchè ti ho sentito entrare
ma volevo sparire
e invece ti ho visto mirare
invece ti ho visto sparare
a quell’anima
che hai detto
che non ho [Elisa feat. Giuliano Sangiorgi]
Hai mai desiderato annularti nel momento esatto in cui avresti dovuto esserci, esserci come non eri mai stata?
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PERMALINK
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