STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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venerdì 14 gennaio 2011 - ore 12:29
La giraffa vanitosa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra. Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: - Guardatemi, io sono la più bella. -
Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta. Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa: - Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere... - E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.
Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto. Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato. Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa: - Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.
La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli. [Fiaba africana]
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giovedì 13 gennaio 2011 - ore 19:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I
Cammino per la strada.
Cè una profonda buca nel marciapiede.
Ci cado.
Sono persa... Sono impotente.
Non è colpa mia.
Ci vorrà uneternità per trovare come uscirne.
II
Cammino per la stessa strada.
Cè una profonda buca nel marciapiede.
Fingo di non vederla.
Ci ricado.
Non riesco a credere di essere in quello stesso posto.
Ma non è colpa mia.
Ci vuole ancora molto tempo per uscirne.
III
Cammino per la strada.
Cè una profonda buca nel marciapiede.
Vedo che cè.
Ci cado ancora... è unabitudine.
I miei occhi sono aperti.
So dove sono.
E colpa mia.
Ne esco immediatamente.
IV
Cammino per la strada.
Cè una profonda buca nel marciapiede.
La aggiro.
V
Cammino per unaltra strada.
[Portia nelson]
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giovedì 13 gennaio 2011 - ore 13:42
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ive been thinking about you, my love
And all the crazy things that you put me through
Now Im coming around, throwing it back to you
Were you think of me, when you kissed him
Could you taste me when you licked his skin
And all that while I showered you with trust and promises
What Im needing now is some sweet revenge
To get back all that I lost then
I gave you all I had to give, but I could never reach you
Adrienne, I thought I knew you
Once again, you used me, used me
Adrienne, I should have left you
Long before you used me, used me up Stavi pensando a me mentre lo baciavi?
Sentivi il mio sapore quando leccavi la sua pelle?
[...]
quello di cui ho bisogno ora é una dolce rivincita
per riavere indietro tutto quello che ho perso, allora
ti ho dato tutto cio che avevo da dare,
ma non ti ho mai potuta raggiungere [The calling]
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mercoledì 12 gennaio 2011 - ore 17:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anche oggi che ti vorrei
semplicemente [Zero Assoluto]
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PERMALINK
mercoledì 12 gennaio 2011 - ore 17:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ninna nanna mamma tienimi con te
nel tuo letto grande solo per un po
una ninna nanna io ti canterò
e se ti addormenti, mi addormenterò
Ninna nanna mamma
insalata non ce nè;
sette le scodelle sulla tavola del re.
Ninna nanna mamma
ce nè una anche per te
dentro cosa cè
solo un chicco di caffè
Dormono le case
dorme la città
solo un orologio suona e fa tic tac;
anche la formica si riposa ormai,
ma tu sei la mamma e non dormi mai
Ninna nanna mamma
insalata non ce nè;
sette le scodelle sulla tavola del re.
Ninna nanna mamma
ce nè una anche per te
dentro cosa cè
solo un chicco di caffè
Quando sarò grande comprerò per te
tante cose belle come fai per me,
chiudi gli occhi e sogna quello che non hai
i tuoi sogni poi mi racconterai.
Ninna nanna mamma
insalata non ce nè
sette i piatti doro sulla tavola del re.
Ninna nanna mamma
ce nè uno anche per te:
ci mettiamo su tutto quello che vuoi tu,
ci mettiamo su tutto quello che vuoi tu.
Scusate, è che stamattina la sveglia è suonata alle sei e mezza e il mio primo pensiero è stato "non vedo lora arrivi sera così torno a dormire"...
Quando si dice iniziare la mattina da leoni
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martedì 11 gennaio 2011 - ore 18:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te un pochino almeno servisse.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso! [Max Gazzè]
Ho fatto una marachella e non l’ho detta a nessuno e nessuno l’ha scoperta.
E adesso me ne sto qui col mio segreto tra le mani a ridere di nascosto e sotto i baffi.
Sono tornata bambina con una scarica di adrenalina impressionante... Dovrei lasciarmi andare a gesti illogici molto più spesso
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martedì 11 gennaio 2011 - ore 12:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nel linguaggio dei fiori la gerbera assume diversi significati a seconda del colore dei fiori: la gerbera rosa ad esempio è simbolo di amore e giovinezza, la gerbera rossa dellamore passionale e della vittoria, la gerbera gialla è simbolo di gloria, la gerbera arancione è simbolo di allegria e soddisfazione
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PERMALINK
lunedì 10 gennaio 2011 - ore 19:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia. [Giorgio Gaber]
Io non mi sento italiana.
Ma per fortuna
o
purtroppo
lo sono. REFERENDUM FIAT, ovvero il riccato mascherato dall’uso di uno strumento di democrazia.
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sabato 8 gennaio 2011 - ore 12:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Noi donne siamo bravissime ad aspettare QuellaTelefonata.
ChiameràChiameràDevoSoloAverePazienzaMaAllaFineChiamerà.
Poi il fatto che non chiami è in realtà piuttosto indifferente. L’importante è fissare la cornetta con speranza e malincuore, sforzarsi di collegarsi telepaticamente con Lui, pensarlo, pensarlo intensamente, pensarlo forte, forte, non solo con la testa, ma con tutto il corpo, alllontanarsi il meno possibile dal telefono CheNonSiSaMaiCheChiamiProprioMentreSonoInBagno, controllare compulsivamente se c’è campo, se la batteria è carica, controllare il cuore, il respiro, rispondere Pronto? per finta per verificare la voce, modificare il tono, renderlo dolce, renderlo bello, renderlo perfetto.
Poi la telefonata arriva. Cavolo se arriva. E il cervello va in corto. Non si risponde più come ci si era prefissati. si sbaglia l’intonazione, il ritmo, la cadenza. Ore e ore di preparativi e aspettative andate a farsi friggere.
Ma l’emozione, l’emozione ti esplode dentro improvvisa. Ti riempe. Completamente. E vorresti che quella telefonata non finisse mai. E ti aggrappi a quella cornetta come fosse una corda di salvataggio. La stringi più del dovuto, se fosse una gola l’avresti stritolata da un pezzo. E tutto perchè la Sua voce è pura melodia. Perchè la Sua voce ti riporta a giorni che non passano, nonostante tutto non passano mai.
E allora quei venti minuti buoni, quei venti minuti abbondanti in cui spazio e tempo si anullano diventano un’isoletta a cui approdare. Un’isoletta che conserva intatta e intocccabile tutta la sua magia.
Probabilmente perchè si tratta di un’altra magnifica e surreale IsolaCheNonC’è.
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sabato 8 gennaio 2011 - ore 11:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera un barista mi ha dato 25 anni. 4 più di quelli che ho. Lui, mio coetaneo, si è giustificato affermando che la sua errata valuutazione era dovuta soprattutta al mio modo di vestire. Insomma mi ha detto che mi vesto da vecchia.
Ora, ieri sera mi ero pure impegnata per vestirmi "giovine". Avevo improvvisato uno stile etnico su un maglione largo di lano con tanti accessori grandi e di legno colorato... No, niente da fare, qualsiasi mio tentativo si scontra sempre col fatto che praticamente nessuno azzecchi i miei anni esatti.
Ho tagliato i capelli apposta. E sono in procinto di tagliarli ancora. Adesso chi non mi conosce sbaglia ancora di più. Ma almeno è una cosa che ho voluto io.
Dicono che sembro una psicologa, che sembro seria, in ordine, elegante, con i capelli sempre perfetti e senza mai un capello fuori posto. Non mi ritrovo assolutamente in questa descrizione. Ma va benissimo che sembri più giovane a chi è più adulto di me e più vecchia a chi ha la mia età.
D’altronde sono anni che mi sento così: fuori posto e fuori età in qualsiasi contesto.
Ho sempre voluto circondarmi di un’aurea di diversità, la banalità mi sembrava il male peggiore in assoluto, qualcosa da evitare in tutti i costi. E così ho sempre fatto di testa mia, scegliendo ciò che veraemtne volevo, infischiandomene se erano scelte in salita, scelte al di fuori del comune. Però ogni tanto un pò di approvazione esterna, un pò di sostegno, di comprensione l’avrei voluta anche io. Ci si sfianca ad avere tutti contro ad un certo punto. Ci si sfianca a dover sempre difendere con le unghie e con i denti la propria identità, le proprie diversità.
Sì, decisamente a volte vorrei che mi venisse detto che vado bene così, che anche se sempre più matura o immatura a seconda della compagnia, vado bene così. Che vado bene ANCHE così.
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