STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 7 gennaio 2011 - ore 12:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La mia ragazza si crede un fuscello una piuma
Ma fa paura quant’è dura e forte
Ha una cintura nera con le borchie
E non mi chiede la fede un castello o la luna
Lei balla tutta notte poi la mattina morde
Si mette i miei boxer e offre
Cene precotte bibite bollenti bottiglie a cui toglie
Tappi con i denti non m’inganna mai
Non va a nanna mai mangia panna spray
La mia ragazza è strana
Non dice che mi ama
Ma beve birra e fuma
Ha un tatoo sulla schiena
La mia ragazza mena
[Articolo 31]
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venerdì 7 gennaio 2011 - ore 11:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un conto è avere sogni.
Un altro è avere degli obiettivi e impegnarsi per realizzarli. [S.R.]
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mercoledì 5 gennaio 2011 - ore 13:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho appena scoperto quanto costa un corso di psicoterapia.
Ahi ahi non sapevo che i sogni avessero un prezzo. Un prezzo economico intendo.
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martedì 4 gennaio 2011 - ore 18:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte ci vuole un attimo per dimenticare una vita ma a volte ci vuole una vita per dimenticare un attimo. [Jim Morrison]
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martedì 4 gennaio 2011 - ore 18:33
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I complimenti costano poco e certe volte non valgono di più Lorenzo Cherubini Ho sentito il suo sguardo risalirmi le gambe e fermarsi sugli occhi. Mi ha fissata dritta negli occhi. Ho sostenuto lo sguardo maledicendomi di avere messo quella gonna, maledicendomi di non aver chiuso quel bottone della camicetta.
Il fatto era che non volevo quel complimento. Arrivava nella sera sbagliata. In una di quelle sere in cui ti senti brutta a priori. Sì, brutta è la parola più adatta. Non volevo starmene dentro quei vestiti: avrei preferito di gran lunga infagottarmi in qualcosa di più comodo, di meno femminile.
E invece fregandosene dei miei ragionamenti il complimento è arrivato. Nudo e crudo. Due parole che sembravano gli fossero sfuggite dalla lingua senza che fosse in suo potere fare qualcosa per trattenerle.
Mi si sono infuocate le guance -detesto arrossire- ed ho ceduto: ho deviato lo sguardo. Ho finto di interessarmi ad una macchia sul muro.
Inevitabilmente mi sono dovuta chiedere se stesse usando ironia. Se si fosse accorto anche lui di quanto quella sera fossi brutta, di quanto i capelli volessero stare per conto loro, per quando quegli indumenti mi stessero male.
Mi domando se prima di dire quelle due parole abbia speso almeno un istante a chiedersi quali avrebbero potuto essere le conseguenze. Se si sia chiesto se quelle due parole avrebbero potuto dari fastidio, invece che piacere. Se quelle due parole avrebbero potuto farmi vacillare, farmi venire il dubbio che mi stesse giocando una sorta di meschino tiromancino alle spalle.
Il fatto è che a volte certe cose non le puoi fermare. Nè che si tratti una frase pseudo-gentile, nè che si tratti di un ragionamento pseudo-paranoico.
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lunedì 3 gennaio 2011 - ore 21:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Never win first place, I don’t support the team
I can’t take direction, and my socks are never
clean
Teachers dated me, my parents hated me
I was always in a fight cuz I can’t do nothin’
right
Everyday I fight a war against the mirror
I can’t take the person starin’ back at me
I’m a hazard to myself
Don’t let me get me
I’m my own worst enemy
Its bad when you annoy yourself
So irritating
Don’t wanna be my friend no more
I wanna be somebody else [Pink]
Non sono mai arrivata prima, non supporto la squadra
Non posso prendere la direzione e le mie calze non sono mai pulite
Gli insegnanti uscivano con me, i miei genitori mi odiavano
Ero sempre in lotta perché non so fare niente di giusto
Ogni giorno facevo una guerra contro lo specchio
Non sopporto la persona che riflette
Sono un pericolo per me stessa
Non lasciare che venga presa da me stessa
Sono il mio peggior nemico
È brutto quando infastidisci te stesso
Così irritante
Non voglio più essere mia amica
Voglio essere qualcun altro
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lunedì 3 gennaio 2011 - ore 15:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e lassenza di te
è un vuoto dentro me
perchè di noi
è rimasta lanima
ogni piega, ogni pagina
se chiudo gli occhi sei qui
che mi abbracci di nuovo così
e vedo noi stretti dentro noi
legati per non slegarsi mai
in ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai [Laura Pausini]
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mercoledì 29 dicembre 2010 - ore 14:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
È meglio essere belli che essere buoni, ma è meglio essere buoni che essere brutti. [Oscar Wilde]
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mercoledì 22 dicembre 2010 - ore 14:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tre fratelli di Barletta una volta, camminando per la campagna, trovarono una strada liscia liscia e tutta marrone.
-Che sarà ? -disse il primo.
- Legno non è, -disse il secondo.
-Non è carbone, -disse il terzo.
Per saperne di più si inginocchiarono tutti e tre e diedero una leccatina.
Era cioccolato, era una strada di cioccolato. Cominciarono a mangiarne un pezzetto, poi un altro pezzetto, venne sera e i tre fratellini erano ancora lì che mangiavano la strada di cioccolato, fin che non ce ne fu più neanche un quadratino. Non cera più ne cioccolato ne strada.
-Dove siamo ? - domandò il primo.
- Non siamo a Bari, -disse il secondo.
-Non siamo a Molfetta, - disse il terzo.
Non sapevano proprio come fare. Per fortuna ecco arrivare dai campi un contadino con il suo carretto.
- Vi porto a casa io, - disse il contadino.
Li portò fino a Barletta, fin sulla porta di casa. Nello smontare dal carretto si accorsero che era tutto di biscotto. Senza dire né uno né due cominciarono a mangiarselo, e non lasciarono né le ruote né le stanghe. Tre fratellini così fortunati, a Barletta, non cerano mai stati prima e chissà quando ci saranno unaltra volta. [Gianni Rodari] La morale di questa storia è: mangia sempre più cioccolata che puoi perchè non si sa mai se ne avrai di nuovo
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lunedì 20 dicembre 2010 - ore 20:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nel campo delle lucciole
ci siam già detti tutto tacendo
Nel campo delle lucciole
tutte le luci che vanno e che vengono
Nel campo delle lucciole
sotto la vigna a fare la pace con Dio
[Luciano Ligabue]
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