"Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu/ Ma se io salgo su questa scaletta, e davanti a me / Ma se io salgo su questa scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi / Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita / Se quella tastiera è infinita, allora / Su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. ti sei seduto su un seggiolino sbagliato:quello è il pianoforte su cui suona Dio /" (tratto da Novecento, Alessandro Baricco)
Un’isola dove appoggiare i miei pensieri, dove possiamo condividere insieme un pezzo di strada.. perchè l’importante non è la mèta, ma stare in viaggio, non fermarsi mai. La Musica sarà sempre presente qui, nel mio blog, come nella vita.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 7 giugno 2007 - ore 15:32
Sparirò - Luca Dirisio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A chi crede nellamore, in ogni sua forma.
Perchè lamore non finisce mai... cambia, evolve, si trasforma. Proprio come noi stessi.
Un amore vero, sincero, profondo, non finirà mai... anche se uno sparisce.
Dedicato a chi teme di perdersi, a chi preferisce farsi da parte per la serenità dellaltro, dellamato, dellamico.
È difficile tenerti ancora qui
Sei un fardello troppo grande da portare
E io giuro che non posso farne a meno
Il mio cuore ora no, non ce la fa
E non dico che hai sbagliato in qualche cosa
Perché tu mi hai dato tutto quel che hai
E già so che piangerai, che piangerò
Ma che poi ti cercherò ovunque andrai
E non stringermi così
Chiudi gli occhi e pensaci
Io non voglio farlo per poi perderti.
Sparirò, contaci
Non saprai più dove sono
E capirai che con me
Non potevi andar lontano
E saprai dar di più
Trova un uomo che sia buono
E che ti ami più di me
Anche se io credo sia impossibile.
È difficile tenerti ancora qui
Sei un tesoro che non posso governare
E sai di donna, sai d’amore, sai di mare
Tutto quello a cui non posso rinunciare
Ora devi andare via
Dì che è tutta colpa mia
Ma dì al mondo che ti ho amata alla follia.
Sparirò, contaci
Non saprai più dove sono
E capirai che con me
Non potevi andar lontano
E saprai dar di più,
Trova un uomo che sia buono
E che ti ami più di me
Anche se io credo sia impossibile.
Perché è impossibile.
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giovedì 7 giugno 2007 - ore 10:17
Multitasking
(categoria: " Riflessioni ")
Leggo e incollo da Wikipedia:
In informatica, un sistema operativo multitasking permette di eseguire più programmi contemporaneamente: se ad esempio viene chiesto al sistema di eseguire contemporaneamente due processi A e B, la CPU eseguirà per qualche istante il processo A, poi per qualche istante il processo B, poi tornerà ad eseguire il processo A e così via. Tutto ciò, riportato sul piano delle relazioni sociali, è per me
inquietante !! Esistono persone che praticano il multitasking senza neanche accorgersene.
Leggi la mail della persona A e contemporaneamente apri il sms che ti invia la persona B. Mentre continui a scrivere alla persona A, pensi a cosa risponderai alla persona B. Bello? Vi piace?
A me NO!
Lasciamo il multitasking confintato nellinformatica! Cazzo se ho TE davanti agli occhi, devo ascoltare te! Se leggo una TUA mail, tutta la mia attenzione è su di te!
DEVE essere così.
Tutti almeno una volta siamo caduti nella rete illusoria del multitasking, tutti abbiamo almeno una volta parlato al telefono mentre le mani digitavano tuttaltro sulla tastiera del pc, e magari abbiamo gestito una telefonata e una chat con 2 persone diverse e contemporaneamente. Anche io lho fatto, se è questo che volete sapere. E mi sono sentita "ganza"... ma poi, chiudendo il telefono, mi accorgevo di non ricordare più cosa mi aveva detto laltra persona. Il tutto, per cosa? Per vedere che ero capace a fare più cose contemporaneamente?! non lo so.
Una cosa so: nella mia vita non ci sono processi A e processi B, ma
persone che non si meritano questo. E siccome sono molto esigente,
pretendo che non sia fatto lo stesso con me, per favore.
Il multitasking è spersonalizzante.
In questo modo la tecnologia diventa unarma che ci si ritorce contro. La tecnologia è per luomo, e non luomo per la tecnologia. Anche perchè questa fottuta ma utilissima (ahimè devo riconoscerlo!) tecnologia non potrà
MAI sostituire uno sguardo: la cosa più bella che cè.
E allora, in questi momenti, amo follemente il silenzio, amo ascoltare il silenzio. Mi chiedo:
la tecnologia accorcia i km, la voce si fa vicina (come fossimo entrambi seduti nel salotto di casa)... ma gli sguardi?! Cosa ne so se mentre parli con me, sono davvero io il centro dei tuoi pensieri?
Meditiamo gente... mediterò anche io
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domenica 3 giugno 2007 - ore 13:17
Grazie
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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Non ci credo ancora
Ma è stato TUTTO vero
Grazie a chi c’era, a chi ha reso possibile per me la serata di ieri: Clelia, Maddalena, Alessandro. Mi avete fatto un regalo ENORME!
Marina sei un’Amica, lo eri prima di ieri e lo sei adesso: il tuo ruolo non cambia il nostro rapporto nè lo condizionerà; chi ti vuol bene davvero desidera il
tuo bene, vederti felice; i tuoi occhi neri emozionati ieri sera parlavano (anche mentre riprendevi), luccicavano, ed è stato il più bel regalo che tu potessi farmi.
Grazie per la tua fiducia che non mi hai MAI fatto mancare e per la tua presenza.
(ora mi emoziono io

)
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mercoledì 23 maggio 2007 - ore 12:07
Per la Tonina
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Cara Tonina,
ti do del tu. Siamo due perfette sconosciute, e probabilmente non ci incontreremo mai. Ho letto questo tuo libro, e ho deciso di scriverti questa lettera ’aperta’, pubblica. In fondo, questo è il mio blog, è un po’ come la mia casa

Probabilmente non leggerai mai qui, ma scriverò come se avessi la certezza di un tuo passaggio.
Leggere il tuo libro mi ha fatto riscoprire con immenso piacere la bellezza del non riuscire a staccarsi dalle pagine di un libro. Queste righe non hanno certo la pretesa di essere una recensione, non ne sarei capace neppure se lo volessi.
Il senso invece sta in una sola parola:
Grazie! Mi hai dato tanto con questo libro, e non vedo l’ora di averne tra le mani uno tutto mio per poterlo sfogliare e rileggere, perchè i libri hanno SEMPRE qualcosa da dire e parlano in modo ogni volta diverso. Non basta leggerli una volta secondo me.
Grazie per il messaggio che mi hai dato in un momento in cui cercavo un segno di speranza, un modo di sperare oltre lo ’sperabile’. Nella vita tutto cambia, si trasforma e ci trasforma, imponendoci anche dei cambiamenti forti e duri da affrontare. La ’tua’ paziente che dal suo letto di ospedale riesce a guardare dentro gli altri, evitando di ripiegarsi su se stessa e di guardare solo al suo dolore, è un esempio di forza e fragilità insieme. Il dolore non deve chiuderci, ma aprirci agli altri e alla riflessione più profonda su noi stessi: solo così la sofferenza porta frutto. E ci fa crescere.
Cara Tonina, questo libro mi ha dato tanto, non so che cosa ancora, ma sento che è importante. Il dolore vissuto e raccontato unito alle riflessioni sulla vita... la speranza che non muore mai, la descrizione della vita di ospedale, così terribilmente uguale alla realtà. un libro che è arrivato al momento giusto per insegnarmi forse che non c’è dolore che possa soffocare l’anima fino al punto da impedirle di respirare. L’ho letto in 2 settimane, e dopo tanto tempo (e qui mi ripeto

) per la prima volta un libro è riuscito a tenermi incollata con gli occhi alle pagine, nelle quali spaziava l’immaginazione e la voglia sempre più forte di capire, quasi di voler sperimentare un dolore simile per capire che la speranza esiste ed è dentro ognuno di noi: basta cercarla nell’anima, nel punto più profondo di noi stessi, quell’angolo nascosto in cui spesso non ci caliamo mai. Su quelle pagine ho faticato, ho sorriso, mi sono emozionata... ho pianto. Ho provato a viverlo mentre lo leggevo. Non so se io l’ho vissuto, ma sono certa che lui già vive in me e ci vivrà sempre... perchè l’anima è un tale prodigio che si lascia formare da tutto ciò che incontra.
Nulla si dimentica, niente va perduto.
E questo libro fa già parte di me.
Grazie e buon cammino.
elisa
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martedì 22 maggio 2007 - ore 15:36
A tutti i miei amici VERI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mi pare un programma interessante che dite?
vi piace?
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martedì 1 maggio 2007 - ore 10:38
grazie
(categoria: " Pensieri ")
Beato chi scopre nei miei occhi
il bisogno di una carezza.
Beato chi capisce
il perchè delle mie lacrime.
Beato chi non si stanca
di ascoltare i miei lamenti.
Beato chi mi sostiene
con la sua amicizia.
Beato chi mi aiuta a gustare
la gioia della cose semplici.
Beato chi mi ritiene degno
di custodire e suoi segreti.
Beato chi non mi dice "addio",
ma fa una promessa: "arrivederci" Di solito non modifico mai i post... ma ci sono cose che in certi momenti vengono fuori, desiderano essere espresse, e allora si può tornare indietro sempre... o quasi
Torno su questa immagine: le due mani.
Un’immagine che mi fa sentire la tenerezza di un abbraccio amico, la voglia e la paura di cercarlo, sempre per questa paura di pesare sugli altri, di rompere, di stressare, di appesantire.
Stamani una rondine si è posata sul filo sotto la mia finestra, come fa ogni mattina. Ho alzato silenziosamente la zanzariera per guardarla meglio. Era sola, di solito viene con un’altra rondine... sarà il suo compagno, o forse un’amica.. o un’amico. Chissà. Sono già vari giorni che viene da sola, sempre! Stamani la fissavo, in silenzio per non spaventarla; c’è stato un momento in cui lei ha girato la sua testina verso di me e puntava gli occhietti nella mia direzione. Mi guardava? non lo so. Mi sono chiesta cosa potesse pensare una rondine alla vista di un essere umano. Ho iniziato a fare ipotesi... penserà che voglio ucciderla, avrà paura di me. Lei intanto continuava a fissare dalla mia parte, immobile e fiera come una statua. Aveva dei colori bellissimi! Le rondini non sono nere, anzi direi che viste da così vicino il nero diventa un colore secondario! Saremo state lì a fissarci almeno dieci minuti... un’eternità. Avrei voluto chiederle dove era finito il suo compagno mattutino, perchè improvvisamente era rimasta sola. E chissà, magari lei sola stava bene... un po’ come me. Mi sono sentita simile a lei. Ricordo i giorni passati a dover scegliere tra gli incontri con le amiche perchè erano troppe, e ci sarebbero voluti giorni interi per stare un poco con ognuna di loro. Poi piano piano, gli incontri si sono diradati fino a non sentirne più la necessità. E’ giusto così, non chiedo niente di più di ciò che è successo. La verità innanzi tutto, e meglio sola e con una verità in tasca che in mezzo alla gente senza sapere di chi fidarmi. Alla fine la rondine è volata via, e altre due rondini le hanno scortata nel cielo, alzandosi tutte insieme sopra le ruote giganti di fieno raccolte stanotte dal trattore (solito trattore notturno che mi tiene compagnia e mi manca se una notte decide di dormire invece che lavorare). Lei non era sola evidentemente... ma sul filo torna sempre sola. E prima non era mai sola su quel filo, giuro! Neanche io sono sola, tranne quando torno sul mio ’filo’. E lì, come la rondine, chi mi guarda mi vede sola.
Sola in mezzo a tanti, sola ma con la dignità e la fierezza di una statua. Ma non intendo rinunciare a quel filo, ponte verso il Cielo, verso Dio, casa che per me è tanto... tutto!
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domenica 22 aprile 2007 - ore 20:49
Ordine delle priorità: numero 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E dopo Claudio

toccherà a te

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sabato 14 aprile 2007 - ore 20:51
acqua dalla luna
(categoria: " Musica e Canzoni ")
se sapessi un di
innamorarmi di quelli che
non ama nessuno
se potessi portarli li
dove il vento dorme
se crescesse acqua dalla luna
(grazie g. per la foto 
)
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giovedì 5 aprile 2007 - ore 09:53
la Musica
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chi non la ama, non può capire.
Chi non la vive sulla sua pelle, non può comprendere il suo linguaggio.
Chi non si lascia trapassare l’anima dalle note e dalle armonie, non potrà mai comprendere la sua bellezza e potenza.
Bellezza della musica.
Potenza delle note.
E quando la musica è condivisa, allora spiega davvero le sue ali e unisce le persone con un laccio invisibile.
Due amici che suonano insieme: cosa c’è di più bello, di più "puro", di più forte... ?
Il legame di amicizia vive di musica e si lascia portare da lei per mano, cresce in lei e con lei... la complicità si rafforza (per necessità, perchè per suonare insieme devi essere affiatato e comprenderti con uno sguardo), la musica dell’altro ti arriva dentro e tu "rispondi" con la tua. E dopo i primi giri di accordi, via con l’improvvisazione.. e qui tocca a te! Vola con le tue mani, vola su quelle corde dell’anima, falle vibrare. Se uno fa il solista, l’altro deve accompagnarlo. E viceversa. I ruoli si invertono, semplicemente e con naturalezza... chi guarda non può comprendere questi sguardi.
Chi guarda, fraintende. E fa male!
Ma andiamo avanti, non fermiamo l’armonia!
L’abbiamo costruita con le nostre mani, adesso non può finire così, in modo brusco, con un semplice "stop".
Tutti potranno dire ciò che pensano, sempre.
Ma la musica che abbiamo dentro, resterà in noi per sempre e sarà solo nostra. Solo noi sapremo ricordare le emozioni provate e le parole dette in musica, che non eravamo capaci a dirci a voce.
Parliamo lo stesso linguaggio.. un linguaggio che non tutti possono comprendere.
A chi non può comprendere io dico:
guardate questa foto
immaginate una nota suonata
lasciatela entrare dentro di voi
assaporatela
seguitela..
... e la sua purezza vi farà comprendere cose che adesso vi sembrano... "male"
e che invece sono...
purezza
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sabato 31 marzo 2007 - ore 19:46
voglia di neve
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Voglia di neve.
Neve che cade silenziosa sulle nostre vite.
Neve che piega i corpi stanchi degli alberi.
Neve che copre col suo manto bianco la terra.
In una tempesta di neve, gli alpinisti (se non hanno altro rifugio), si rifugiano scavando una buca nella neve... e lì aspettano che la tempesta passi. Perchè sotto il vento gelido non arriva; si è circondati dalla neve, sotto, sopra, ai lati.. ma fa meno freddo che fuori.
E forse a volte non cè da far altro che... scavarsi una buca e aspettare che la tempesta e il vento lascino il campo, convinti di averci sconfitti. Fingersi morti, come facevano i soldati in guerra; il nemico allora se ne andava... e, calmate le acque, i superstiti (finti-morti) si alzavano e si mettevano in marcia.
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E in mezzo a tutto questo tappeto bianco, spunta un abbraccio.
Un mònito per tutti i viaggiatori.. un abbraccio che non finirà mai.
E il gelo della neve contrasta stupendamente con il calore di quellabbraccio dalle vesti di pietra. E tuttintorno gli alberi sembrano spettatori attenti di quellabbraccio.
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