ONU - XX Assemblea Generale (1965): "La XX Assemblea Generale dell’ONU (1965) dichiara la legittimità della lotta da parte dei popoli sotto oppressione coloniale, per esercitare il loro diritto all’ autodeterminazione e all’indipendenza. Inoltre, l’Assemblea invita tutti gli Stati a fornire assistenza morale e materiale ai movimenti di liberazione nazionale nei territori coloniali".
ONU - Risoluzione 1514 "L’Assemblea Generale dichiara che: la soggezione dei popoli a dominio straniero, conquista e asservimento costituisce una negazione dei diritti umani fondamentali, è contraria alla Carta delle Nazioni Unite ed è un impedimento alla promozione della pace e della cooperazione mondiali. Tutti i popoli hanno diritto all’ autodeterminazione; in virtù di tale diritto essi devono liberamente determinare il loro status politico e liberamente perseguire il loro sviluppo economico, sociale e culturale".
Convenzione di Ginevra, Protocollo Addizionale I (1977): "La lotta armata può essere usata, come ultima risorsa, come mezzo per esercitare il diritto all’autodeterminazione".
Tribunale penale internazionale "In base allo Statuto del Tribunale penale internazionale, sono definiti “crimini di guerra”: (1) attacchi lanciati intenzionalmente contro popolazione civili in quanto tali o contro civili che non prendano direttamente parte alle ostilità; [...] (4) attacchi lanciati intenzionalmente nella consapevolezza che gli stessi avranno come conseguenza la perdita di vite umane tra la popolazione civile, e lesioni a civili o danni a proprietà civili ovvero danni diffusi duraturi e gravi all’ambiente naturale che siano manifestamente eccessivi rispetto all’insieme dei concreti e diretti i vantaggi militari previsti".
HO VISTO
Occhi innocenti che chiedono PERCHÉ
STO ASCOLTANDO
TANTE BANDS SUI MIEI DISCHI DI VINILE
- A.O.D. - ACCUSED - ADOLESCENTS - ADVERTS - AGGNEW, RIKK - AGNOSTIC FRONT - ALL - ALLEY CATS - ANGELIC UPSTARTS - ANGRY SAMOANS - ANTI-NOWHERE LEAGUE - ANVIL BITCH - APES OF WRATH - ARTICLES OF FAITH - AVENGERS - BAD BRAINS - BAD RELIGION - BARRACUDAS - BASTA - The BIPS - BLACK FLAG - BLACK SABBATH - BLAGGERS I.T.A. - BLITZ - BOHSE ONKELZ - BROKEN BONES - The BUSINESS - CARA DE NADA - CARCASS - CARNIVORE - CCCP - CERVELLI STANKI - CHAOS UK - CHELSEA - CHEMICAL PEOPLE - CHEMICAL POSSE - CHESTERFIELD KINGS - CHRISTIAN DEATH - CIRCLE JERKS - CLAPTRAP - CLASH - COCKNEY REJECTS - COMPLESSO DI COLPA - CONFLICT - CRAMPS - CRASS - The CREEPS - CRIMSON GLORY - CRYPTIC SLAUGHTER - D.I. - D.O.A. - D.R.I. - DAG NASTY - DAILY TERROR - DAMNED - DEAD BOYS - DEAD KENNEDYS - DEATH SS - DEEP PURPLE - DESCENDENTS - DETENTE - DEVASTATION - DIE KREUZEN - DIOXINA - DIRGE - DISCHARGE - DISPER-AZIONE - DISRUPT - DOGS IN SPACE - DOWN BY LAW - EDDIE AND THE HOT RODS - EVERSOR - The EX - EXODUS - The EXPLOITED - FALL OUT - FLOTSAM & JETSAM - FOUR SKINS - FUZZTONES - GAI - GANG GREEN - GENITAL DEFORMITIES - GERMS - HARD-ONS - HARTER ATTACK - HELLOWEEN - IFIX TCEN TCEN - IGGY POP - IGGY AND THE STOOGES - IMPALER - INDIGESTI - INFECTION - INTI-ILLIMANI - IRON MAIDEN - JESUS AND MARY CHAIN - JET - JOHNNY & THE SELF ABUSER - JOY DIVISION - JUDGE - KILLING JOKE - KINA - KLASSE KRIMINALE - The KNACK - L’ATTENTAT - LAUREL AITKEN - LETHAL AGGRESSION - LIFE SENTENCE - LUDICHRIST - LURKERS - LYRES - MADNESS - MALMSTEEN, YNGWIE - MANNAIA - MANOWAR - M.D.C. - MEAT FOR DOGS - MEATMEN - MEGADETH - METALLICA - The METEORS - The MIGHTY MIGHTY BOSSTONES - MINISTRY - MINUTEMEN - MIRACLE WORKERS - MISFITS - MOLOTOW SODA - MORE BAD NEWS - MOTORHEAD - MURPHY’S LAW - NABAT - NAPALM - NAPALM DEATH - NEGAZIONE - NEW WIND - The NIPS - NIRVANA - NO FUN - NOFX - NO MEANS NO - NUCLEAR ASSAULT - The OPPRESSED - OPERATION IVY - OPPOSITION PARTY - The PARTISANS - PIL - PIXIES - POGUES - PORNORIVISTE - POTATO 5 - PULMANX - RAMONES - RAPPRESAGLIA - RATTUS - RAW POWER - REST IN PIECES - RORSCHACK - SATKINUKKE - S.O.D. - SACRIFICE - SATAN - SCATTERBRAIN - SCHIZO - SCHLONG - SCRAPS - SCREAM - SECTION 5 - SENTINEL BEAST - 7 SECONDS - SEX PISTOLS - SHAM 69 - SHIT DOGS - SICK ROSE - SHOVLHEAD - SICK OF IT ALL - SKIANTOS - SLAUGHTER & THE DOGS - SOCIAL OUTCAST - SORE THROAT - The STAB - STARK RAVING MAD - STIFF LITTLE FINGERS - STIGE - STIGMATHE - STRAHLER 80 - STRAY CATS - STUPIDS - SUBHUMANS - SUICIDAL TENDENCIES - The SWANKYS - GEORGE THOROGOOD & THE DESTROYERS - TOXIC REASONS - TSOL - TYRANT - UK SUBS - UNTOLD FABLES - VAN HALEN - VENOM - VERBAL ABUSE - VIKING - WARHEAD - WIRE - The WYLDE MAMMOTHS - X-WOOLHEAD - YARD TRAUMA - YOUTH OF TODAY - ZERO BOYS
E QUALCHE COMPILATION, SEMPRE SU VINILE
- 0721 MANICOMIO - ATTITUDINE MENTALE POSITIVA - DON’T FORGET THE PUNKS OF BANGKOK - FREE FOR ALL - GABBA GABBA HEY - GOTHIC ROCK - OI! – THE RESURRECTION - PAST MASTER SERIES VOL. 5 - PUNK – A WORLD HISTORY VOL. 1 - PUNK ON THE ROAD - PUNKS SKINS & HERBERTS - QUELLI CHE URLANO ANCORA - SHABAB - SKANKIN’ ROUND THE WORLD VOL. I - SKANKIN’ ROUND THE WORLD VOL. II - SKANKIN’ ROUND THE WORLD VOL. III - THE OI! OF SEX - VIRUS 100
(Ho voluto "recuperare" il vecchio nome di un gruppo studentesco nato e scioltosi ai tempi del liceo, modificando il significato delle iniziali, in omaggio ai vecchi tempi. L’idea del nome venne a un mio vecchio compagno di scuola)
Lesley Stahl on U.S. sanctions against Iraq: We have heard that a half million children have died. I mean, that’s more children than died in Hiroshima. And, you know, is the price worth it?
Secretary of State Madeleine Albright: I think this is a very hard choice, but the price--we think the price is worth it.
Lesley Stahl, riguardo alle sanzioni economiche contro l’Iraq: Ho sentito dire che mezzo milione di bambini sono morti. Un numero maggiore dei bambini che morirono in Hiroshima. Secondo lei, è un prezzo necessario?
Segretario di Stato Madeleine Albright: Credo che sia stata una scelta molto difficile, ma il prezzo – noi pensiamo che sia un prezzo necessario da pagare.
(L’embargo economico in Iraq, durato 10 anni, provocò la morte del 12% dei bambini, che morirono a causa di stenti, denutrizione, malattie, mancanza di cibo e medicinali. L’embargo, voluto dagli Stati Uniti, ha vietato per anni l’importazione di viveri di prima necessità, di medicinali, di attrezzi agricoli per il ripristino della rete elettrica, di cloro per disinfettare l’acqua, mentre sanzioni economiche accessorie imponevano che buona parte del ricavato derivante dalla vendita del petrolio fosse trattenuto per riparazioni di guerra ed il sostentamento delle Nazioni Unite).
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RABBIA LA VISIONE E LA LETTURA DI QUESTO POST SONO CONSIGLIATI AD UN PUBBLICO ADULTO E NON IMPRESSIONABILE
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mercoledì 28 febbraio 2007 - ore 18:28
ULTIMI ACQUISTI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
CONTR - AZIONE 1983/85 Storia e memoria
Appena consigliato al fratello rude boy torinese, che da qualche giorno può fregiarsi dellambito titolo di dottore (congratulazioni frà); Appena messo in sottofondo uno dei loro brani, per la precisione quello che mi piace di più, e cioè Condannato, mi appresto a dire due parole su questa bella operazione, interamente autoprodotta, che abbina il CD che raccoglie tutta la produzione su vinile di una delle prime punk band italiane con un libretto che ne racconta la storia, inserita nel contesto in cui il gruppo è nato e vissuto. Riporto quanto scritto sul retro del libretto
"Quello che avete in mano non è unoperazione editoriale, non è la solita operazione nostalgica che a distanza di 20 anni porta a ristampare su cd musica punk, grezza e mal registrata, per gratificare e autocelebrare un gruppo di amici... Quello che avete in mano è un contributo che i Contr-Azione oggi nel 2006 vogliono lasciare a chi quegli anni (1983-85) non li ha vissuti, una sorta di rivendicazione su quello che era la "scena punk torinese". Uno stimolo per chi quegli anni li ha vissuti, per raccontare la propria storia ... prima che a pensarci sia qualcun altro...prima che la solita ondata di revisionismo culturale si abbatta sulle radici di quel "movimento" che ha portato Torino ad essere, da una città grigia e senza spazi di autogestione a una città con 5 spazi occupati di area libertaria, con una radio autogestita, con una massiccia produzione di dischi, cd, libri, video, ecc. sempre rigidamente autoprodotti, fuori dal mercato e dalle sue leggi... La rivendicazione di un metodo, di come autogestione & autoproduzione non siano rimaste solo parole e di quanto siano valide oggi come allora."
Nati a Torino nel marzo 1983, i Contr-Azione si autodefiniscono "un collettivo musicale e politico". Quasi tutti i componenti provengono da altri gruppi appartenenti alla prima fase del punk italiano, tra cui 5° Braccio e Fiori Del Male. È in quegli anni, tra il 1981 e il 1983, che le realtà punk italiane iniziano a confrontarsi tra loro, dopo aver recepito le esperienze musicali europee e statunitensi. Il punk italiano, come fenomeno unitario su scala nazionale, nasce proprio in quegli anni. Li ho mancati di poco. Ricordo di aver ascoltato i primi brani di Sex Pistols, Clash, Ramones, Damned e altri gruppi storici intorno al 1987, una cassetta preparata da un mio amico. Questanno son 20 anni che ascolto punk (e non solo).
Mettendo da parte i ricordi, per quei quattro gatti che fossero interessati, le copie si possono richiedere a:
Nautilus - nautilus@ecn.org El Paso - elpasodistro@ecn.org
Album devastante di una band italiana (catanesi per la precisione) assolutamente incompresa e poco conosciuta fino a qualche anno fa, e successivamente, grazie anche alla ristampa dell’album su CD, molto apprezzata e ricercata dagli amanti del thrash metal. Indiscutibilmente un capolavoro, anzi, per citare la recensione di Ondarock , “Uno dei capolavori assoluti del metal italiano. Uscito originariamente nel 1988, ma penalizzato da una distribuzione a dir poco pessima, quest’opera eccellente, compatta e devastante, torna ora in tutto il suo splendore con 11 perle di furia assassina, contese tra Venom, Kreator, Hellhammer e Discharge.”
La voce è di Ingo dei Necrodeath, considerata la prima band thrash/black metal italiana, formatasi nel 1984 Genova
L’edizione in vinile che ho trovato è una copia promozionale, non so se ho fatto un affare perché più rara oppure ho preso una sòla perché non vale un cazzo. Comunque sia, il vinile è piuttosto quotato sul mercato, nonché pressoché introvabile, o quasi. Consiglio il CD, abbastanza reperibile su ebay
JOBS & CAREERS II - ADDIO SOGNI DI GLORIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sono giunte voci, da amici che vivono a Roma da più tempo di me, che lidea del bagarinaggio del numeretto (vedere post precedente) non è una novità. Benché non sia stata mai brevettata, la geniale trovata pare sia stata messa in atto diversi anni fa da alcuni "imprenditori" dotati di talento e iniziativa, che scelsero come luogo di lavoro le ASL in cui erano già presenti le code col numeretto. Ebbene, pare che questa innocente e fantasiosa idea di impresa, non si sa come mai, non sia poi così regolare. Forse il genio di pochi dava fastidio alla mediocrità di tanti. Così, non si sa che fine abbiano fatto gli onesti imprenditori che avevano trovato un modo simpatico (nonché utile, per chi fosse disposto a pagare) per sbarcare il lunario. Non so se queste voci siano vere, ma temo che il progetto vada accantonato in attesa di tempi migliori in cui la libera iniziativa individuale sia premiata.
Beh, quanto a opportunità di lavoro la capitale e la burocrazia che vi regna sovrana offrono tante occasioni per chi ha un po’ di immaginazione. Stamane ero all’ufficio permessi del comune, per conto dell’azienda, a rinnovare il permesso ZTL per alcuni automezzi. Entrato alle 9.50, prendo il numeretto: "100". Mi guardo intorno per vedere se ho vinto qualcosa, ma mi rendo presto conto, leggendo sul bigliettino "75 persone in attesa", che ho vinto mezza giornata di fancazzismo totale in sala d’attesa a spese dell’azienda.
Orbene, erano pressapoco le 11.30, quando la numerazione era circa a 80, e sento un ragazzo vicino a me che è appena arrivato e ha preso il numero che dice: - ammazza ao’! 220! ndo’ stanno l’artri 140 prima de me?
Al che, per ingannare il tempo, comincio a prestare attenzione alle parole degli astanti, e noto con sommo stupore che il tema, per gli ultimi arrivati, è sempre lo stesso: tocca star qui tutto il giorno.
Le rotelline del mio cervello stanco si sono attivate, e la lampadina si è improvvisamente accesa, mancava poco che non urlassi EUREKA! come Archimede Pitagorico. Mumble mumble... se io arrivo alle 9-9.30, prendo una decina di numeretti e poi vado a farmi un giro; torno verso le 11-11.30 quando manca poco alla chiamata dei suddetti numeri e inizio a vendere i numeretti a 5 euri l’uno a chi è arrivato per ultimo e ha 150 persone davanti ... son 50 euri al giorno. Per 20 giorni al mese fanno mille euri! e tutti esentasse. E per giunta, a mezzogiorno avrei finito di lavorare.
Dovrò brevettare l’idea
IL BAGARINO DEL NUMERETTO®
APDEIT: Mi suggeriscono che il prezzo di 5 euri è proprio da pezzenti. Pertanto mi vedo costretto a ritoccare la tariffa portandola a 10 euri, o equivalente in franchi svizzeri
DALLA PARTE DI ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo scorso 8 maggio 2006 il presidente dell’Iran Ahmadinejad ha inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti d’America George Bush. La riporto integralmente, tradotta dal sito della radio in lingua italiana della voce della Repubblica islamica dell’Iran (italian.irib.ir). Il motivo per cui lo faccio non è perché voglio difendere a tutti i costi un personaggio che non è esattamente uno stinco di santo, perciò vi chiederei di evitare commenti del tipo “che fine hanno fatto gli studenti dissidenti?” e simili.
Lo scorso 27 gennaio, giorno della memoria, i mezzi di informazione hanno diffuso la notizia secondo cui Ahmadinejad avrebbe di nuovo negato la Shoah, e dico “di nuovo” perché questa notizia fu divulgata anche l’anno scorso. In quell’occasione pubblicai un post, dal titolo LOST IN TRANSLATION, al quale ho messo un link in testata, dove ho citato fonti di informazione diverse che parlavano di una traduzione “ufficiale” errata, e di traduzioni corrette in cui non compare questa affermazione. Uno dei motivi ricorrenti dei miei post, e anche dei blog di controinformazione che seguo, è l’informazione filtrata dei media ufficiali, convinzione in base alla quale ad argomenti di un certo tipo viene dato molto risalto mentre altri passano inosservati. Leggendo questa lettera, di cui non mai avuto notizia nonostante sia stata inviata qualche mese fa, mi trovo personalmente d’accordo su diversi punti, e scopro comunque numerosi inviti al dialogo che mi danno di questo personaggio un’immagine diversa da quella che appare ai miei occhi nei telegiornali (e cioè l’immagine di un pazzo). Risparmiatevi per favore anche commenti del tipo “è un’immagine di facciata ma nella realtà è un criminale”. Non è questo il punto. Il fatto è che, comunque, scripta manent, cioè si tratta pur sempre di parole messe nero su bianco del rappresentante di uno stato, rivolte al rappresentante di un altro stato, e non è che uno può rimangiarsele così, dall’oggi al domani.
E poi, ancora una volta, gli inviti al dialogo ufficiali passano inosservati, e oggi più che mai nessuno mi toglie dalla testa che è in atto un attacco ad un’intera cultura, ad un’intera civiltà, che attraverso l’informazione filtrata viene così criminalizzata. È più importante il caso dell’imam che dice che si può picchiare una donna (e bisognerebbe vedere come lo ha detto), piuttosto che le migliaia e migliaia di voci inascoltate dell’islam che dicono “noi non vogliamo la guerra, noi non vogliamo colonizzarvi, noi vogliamo vivere in pace”. Perciò, di fronte a tanta sovrabbondanza di informazione ufficiale, mi sembra giusto controbilanciare con un po’ di controinformazione, non per difendere un personaggio politico, ma per dare voce a chi non vuole un conflitto che sta diventando imminente, in cui il ruolo dei media in questa fase è preparare il terreno, e generare, laddove non vi sia approvazione, quanto meno rassegnazione, cioè la convinzione che ciò sia inevitabile, perché i governanti in medioriente sono tutti dei pazzi fanatici.
È una lettera molto lunga, mi scuso in anticipo, ma vi chiedo di leggerla tutta. Io vi ho trovato parecchi spunti interessanti e che condivido.
Lettera del Presidente dell’Iran al Presidente degli Stati Uniti
Signor George Bush, Presidente degli Stati Uniti d’America,
È da tempo che mi chiedo, come si possono giustificare le innegabili contraddizioni che esistono sulla scena internazionale – le quali sono costantemente dibattute, specialmente nei forum politici e tra gli studenti universitari. Molte domande rimangono senza risposta. Queste mi hanno spinto a discutere alcune di queste contraddizioni e domande, nella speranza che ci possa essere la possibilità di rimediare. Si può essere seguaci di Gesù Cristo (la pace su di lui), il grande messaggero di Dio, sentirsi obbligati a rispettare i diritti umani, presentare il liberalismo come un modello di civiltà, annunciare la propria opposizione alla proliferazione delle armi nucleari e delle armi di distruzione di massa, fare della “Guerra contro il Terrore” il proprio slogan, e infine, lavorare nella direzione di costruire una comunità internazionale unita – una comunità in cui Cristo e i virtuosi della Terra possano un giorno governare, ma allo stesso tempo, i paesi vengono aggrediti, la vita, l’intimità e l’esistenza degli individui perde ogni valore e per esempio, solamente per la presenza di qualche criminale in un villaggio, una città o in mezzo ad un gruppo, tutto quel villaggio, quella città e quel gruppo viene bruciato." O a causa della possibile esistenza di armi di distruzione di massa in un certo Stato, questo viene occupato, circa 100.000 persone uccise, le sue risorse idriche, la sua agricoltura e la sua industria distrutte, 180.000 soldati stranieri spiegati a terra, la sacralità delle case private dei cittadini profanata e il Paese catapultato indietro di 50 anni. A che prezzo? Centinaia di miliardi di dollari spesi dalle casse di un paese e di alcuni altri paesi e decine di migliaia di giovani uomini e donne – le truppe di occupazione – messi in pericolo, strappati dalle loro famiglie e dai loro cari, le loro mani sporche del sangue altrui, soggetti a così tante pressioni psicologiche che ogni giorno qualcuno si suicida e quelli che tornano a casa soffrono di depressione, si ammalano e devono far fronte a ogni tipo di malattia, mentre altri sono uccisi e i loro corpi vengono recapitati alle famiglie. Con la scusa dell’esistenza delle armi di distruzione di massa, questa grande tragedia ha travolto i popoli sia dei paesi occupati che degli occupanti. Poi fu rivelato che non c’erano le armi di distruzione di massa per cui tutto era iniziato. Naturalmente Saddam era un dittatore assassino. Ma la guerra non venne mossa per rovesciare lui, l’obiettivo annunciato della guerra era trovare e distruggere le armi di distruzione di massa. Lui è caduto incidentalmente, ciò nondimeno la gente della regione è contenta di questo. Puntualizzo che durante gli anni della guerra all’Iran, Saddam fu appoggiato dall’Occidente.
Sig. Presidente, Voi saprete che io sono un insegnante. I miei studenti mi chiedono come queste azioni possano conciliarsi con i valori delineati all’inizio di questa lettera e con il rispetto della tradizione di Gesù Cristo (la pace su di lui), il Messaggero di pace e di perdono. Ci sono prigionieri a Guantanamo che non hanno avuto un processo, che non hanno assistenza legale, le loro famiglie non li possono vedere e sono tenuti in una terra straniera lontana dalla loro patria. Non c’è controllo internazionale sulle loro condizioni e sul loro destino. Nessuno sa se si tratta di prigionieri, prigionieri di guerra, imputati o criminali. Investigatori europei hanno confermato l’esistenza di prigioni segrete anche in Europa. Io non conosco alcun sistema giuridico che permetta il sequestro di persona o la prigionia in carceri segrete. E non capisco nemmeno come queste azioni possano corrispondere ai valori delineati all’inizio di questa lettera, per esempio gli insegnamenti di Gesù Cristo (la pace su di lui), i diritti umani e i valori liberali. I giovani, gli studenti universitari, le persone comuni hanno alcune domande circa il fenomeno Israele. Sono sicuro che voi ne siate a conoscenza di qualcuna. Storicamente molti paesi sono stati occupati, ma penso che lo stabilirsi di un nuovo paese con un nuovo popolo, sia un fenomeno esclusivo dei nostri tempi. I miei studenti dicono che 60 anni fa questo stato non esisteva. Fanno vedere vecchi documenti e mappamondi e per quanto ci si sforzi, noi non siamo stati in grado di trovare un paese chiamato Israele. Ho detto loro di studiare la storia della seconda guerra mondiale. Uno dei miei studenti ha detto che durante la seconda guerra mondiale, in cui morirono decine di milioni di persone, le notizie riguardanti la guerra, erano rapidamente diffuse dalle parti in guerra. Ognuno si vantava delle proprie vittorie e delle più recenti sconfitte della parte avversa. Dopo la guerra, sostennero che 6 milioni di ebrei erano stati uccisi. 6 milioni di persone che sicuramente appartenevano almeno a 2 milioni di famiglie. Supponiamo che questi eventi siano veri. Questo deve logicamente tradursi nella fondazione dello stato di Israele nel Medio Oriente o nel sostegno a questo stato? Come può questo fenomeno essere razionalizzato o spiegato?
Sig. Presidente, Sono sicuro voi conosciate come – e con quali costi – Israele è stato fondato. - diverse migliaia di persone sono state uccise nel processo di fondazione. - milioni di abitanti originari sono diventati rifugiati. - Centinaia di migliaia di ettari di fattorie, di oliveti, di paesi e villaggi sono stati distrutti. Questa tragedia non è esclusiva del tempo della fondazione, purtroppo sta andando avanti da 60 anni. È stato fondato un regime che non prova pietà nemmeno per i bambini, distrugge case con dentro gli inquilini, annuncia in anticipo la lista e i piani per assassinare personaggi palestinesi e tiene migliaia di palestinesi in prigione. Questo fenomeno è unico – o quantomeno estremamente raro – nella recente memoria. Un’altra grande domanda che viene dalla gente è perché questo regime viene sostenuto? Il supporto a questo regime è in linea con gli insegnamenti di Gesù Cristo (la pace su di lui) o Mosè (la pace su di lui) o dei valori liberali? O siamo noi che dobbiamo capire che consentire agli abitanti originari di queste terre - dentro e fuori la Palestina – che siano cristiani, musulmani o ebrei, di determinare il proprio destino, sarebbe contrario ai principi della democrazia, dei diritti umani e degli insegnamenti dei Profeti? E se non è così, perché c’è così tanta opposizione all’idea di un referendum? Il governo palestinese recentemente eletto ha ricevuto da poco l’incarico. Tutti gli osservatori indipendenti hanno confermato che questo governo rappresenta gli elettori. Incredibilmente, hanno messo sotto pressione il governo eletto e gli hanno imposto di riconoscere Israele, abbandonare la lotta e seguire i programmi del precedente governo. Se l’attuale governo palestinese avesse presentato questo programma, il popolo palestinese l’avrebbe votato? Ancora, si può conciliare tale posizione presa in opposizione al governo palestinese con i valori precedentemente abbozzati? La gente si chiede anche “perché su tutte le risoluzioni di condanna di Israele del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato posto il veto”?
Signor Presidente, Come Lei sa bene, io vivo tra la gente e sono in costante contatto con essa, inoltre molte persone da tutto il Medio Oriente riescono a contattarmi. Nemmeno loro hanno fiducia in queste equivoche politiche. È chiaro che i popoli della regione si stanno irritando sempre più per queste politiche. Non è mia intenzione porre troppe domande, ma ho bisogno di riferirmi anche ad altre questioni. Perché ogni progresso tecnologico o scientifico raggiunto in Medio Oriente è tradotto e dipinto come una minaccia allo stato sionista? La ricerca e lo sviluppo scientifico non è uno dei basilari diritti delle nazioni? Lei conosce bene la storia. Medioevo a parte, in quale altro momento storico il progresso tecnico-scientifico è stato considerato un crimine? Può la possibilità che i progressi scientifici vengano utilizzati per scopi militari essere una ragione sufficiente per opporsi completamente alla scienza e alla tecnologia? Se questo fosse vero, allora tutte le discipline scientifiche, comprese fisica, chimica, matematica, medicina, ingegneria ecc. dovrebbero essere vietate. Sono state dette delle menzogne a proposito dell’Iraq. Qual è stato il risultato? Non ho alcun dubbio che mentire sia biasimevole in ogni cultura, e nemmeno a voi piace essere ingannato.
Signor Presidente, Non hanno i latinoamericani il diritto di chiedere perché i governi da loro eletti sono contrastati mentre vengono sostenuti leader golpisti? Non hanno il diritto di chiedere perché mai debbano essere minacciati e vivere nella paura? I popoli dell’Africa sono laboriosi, creativi e di talento. Possono giocare un importante e prezioso ruolo nel provvedere ai bisogni dell’umanità e contribuire al suo progresso materiale e spirituale. La povertà e gli stenti in gran parte dell’Africa stanno impedendo che questo accada. Non hanno gli africani il diritto di chiedere perché le loro enormi ricchezze – inclusi i minerali – sono saccheggiate, nonostante il fatto che loro ne necessitino più di altri? Ancora, queste azioni corrispondono agli insegnamenti di Cristo e alla dottrina dei diritti umani? Anche il coraggioso e leale popolo dell’Iran ha molte domande e motivi di lagnanza, inclusi il colpo di stato del 1953 e la successiva caduta del legittimo governo di quel periodo, l’opposizione alla Rivoluzione islamica, la trasformazione di un’ambasciata in un quartier generale di supporto alle attività degli oppositori della Repubblica islamica (esistono diverse migliaia di pagine di documenti a conferma di ciò), il sostegno a Saddam nella guerra mossa contro l’Iran, l’abbattimento di un aereo civile iraniano, il congelamento dei beni della nazione iraniana, l’escalation di minacce, stizza e malcontento di fronte ai progressi scientifici e nucleari della nazione iraniana (proprio mentre tutti gli iraniani esultano e collaborano al progresso del loro paese), e molte altre ingiustizie che non riporterò in questa lettera.
Signor Presidente, L’11 settembre è stato un avvenimento spaventoso. L’uccisione di innocenti è deplorabile e terribile in ogni parte del mondo. Il nostro governo ha immediatamente reso noto la sua avversione per gli autori di tale gesto, ha offerto le sue condoglianze ai famigliari dei defunti e ha espresso la sua partecipazione al loro dolore. Tutti i governi hanno il dovere di proteggere le vite, i beni e il benessere dei propri cittadini. È noto che il vostro governo impiega vasti sistemi di sicurezza, protezione e intelligence – addirittura rapisce i suoi oppositori all’estero. L’11 settembre non è stata un’operazione semplice. Possibile che sia stata preparata ed eseguita senza alcun coordinamento con l’intelligence ed i servizi segreti – o le loro ampie infiltrazioni? Naturalmente, questa è solo un’ipotesi ragionata. Perché i vari aspetti degli attacchi sono stati tenuti segreti? Perché non ci è stato detto chi è venuto meno alle proprie responsabilità? E perché questi responsabili ed i gruppi colpevoli non sono stati identificati e processati? Tutti i governi hanno il dovere di provvedere alla sicurezza e alla pace dello spirito dei loro cittadini. Da qualche anno ormai, la gente del vostro paese e i popoli vicini ai “punti caldi” del mondo non conoscono la pace dello spirito. Dopo l’11 settembre, invece che guarire ed avere cura delle ferite emotive dei sopravvissuti e del popolo americano – immensamente traumatizzato dagli attacchi – alcuni media occidentali hanno solo intensificato il clima di paura e insicurezza – alcuni hanno parlato costantemente della possibilità di nuovi attacchi terroristici e tenuto la gente nel terrore. Questo è forse un servizio al popolo americano? È possibile calcolare i danni causati dalla paura e dal panico? I cittadini americani hanno vissuto nel costante timore di nuovi attacchi che sarebbero potuti avvenire in ogni momento e in ogni luogo. Si sono sentiti insicuri nelle strade, nei posti di lavoro e a casa. Chi sarebbe felice di questa situazione? Perché i media, invece di trasmettere una sensazione di sicurezza e di procurare la pace dello spirito, hanno dato spazio ad una sensazione di insicurezza? Alcuni credono che l’esagerazione mediatica abbia aperto la strada – e fornito la giustificazione – per l’attacco all’Afghanistan. Ho di nuovo bisogno di riferirmi al ruolo dei media. Nel codice deontologico dei media, la corretta divulgazione delle informazioni e l’onesta presentazione di una evento sono i presupposti costitutivi. Esprimo il mio profondo rammarico per il disprezzo mostrato da certi media occidentali per questi principi. Il principale pretesto per l’attacco all’Iraq è stato quello dell’esistenza di armi di distruzioni di massa. Questo è stato incessantemente ripetuto – perché il pubblico, alla fine, ci credesse – ed ha preparato il terreno per l’attacco all’Iraq. La verità non verrà persa, in questo clima di invenzioni e menzognero? Ancora, se ci si permette di perdere la verità, come ci si può riconciliare con i valori precedentemente menzionati? Anche la verità conosciuta all’Onnipotente è perduta?
Signor Presidente, Nei paesi di tutto il mondo, i cittadini pagano le spese dei propri governi, in modo che i governi possano a loro volta servirli. La domanda, allora, è, “che cosa hanno prodotto per i cittadini le centinaia di miliardi di dollari spese ogni anno per pagare la campagna irachena?” Come sa Vostra Eccellenza, in alcuni stati del vostro paese, la gente vive in povertà. Molte migliaia sono senza casa, e la disoccupazione è un immenso problema. Chiaramente simili problemi esistono, in maggiore o minore misura, anche in altri paesi. Tenendo presente queste condizioni, si può giustificare la gigantesca spesa per la campagna, pagata dal tesoro pubblico, e in maniera coerente con i principi citati sopra? Abbiamo esposto qui alcune delle cose di cui si lamentano le persone in tutto il mondo, nella nostra regione e nel vostro paese. Ma quello che mi preme dire soprattutto è un’altra cosa, e spero che sarete almeno in parte d’accordo con me: Chi si trova al potere ha un mandato con una scadenza, e non governa per sempre. Però i loro nomi saranno registrati nella storia, e verranno giudicati costantemente, nel futuro prossimo e lontano. La gente sottoporrà le nostre presidenze al proprio giudizio. Siamo riusciti a portare la pace, la sicurezza e la prosperità per il popolo, oppure insicurezza e disoccupazione? Abbiamo avuto come scopo quello di stabilire la giustizia, oppure abbiamo semplicemente sostenuto gruppi particolari d’interesse, e mentre costringevamo molti a vivere nella povertà e nella miseria, abbiamo arricchito e rese potenti poche persone, rinunciando all’approvazione del popolo e dell’Altissimo per ottenere la loro? Abbiamo difeso i diritti di chi non ha privilegi, oppure li abbiamo trascurati? Abbiamo difeso i diritti di tutti i popoli del mondo, oppure abbiamo imposto loro guerre, abbiamo interferito illegalmente nei loro affari, abbiamo costruito carceri infernali in cui abbiamo rinchiuso le persone? Abbiamo portato la pace e la sicurezza al mondo, oppure abbiamo sollevato lo spettro dell’intimidazione e delle minacce? Abbiamo detto la verità alla nostra nazione e ad altre in tutto il mondo, o ne abbiamo presentato una versione rovesciata? Siamo stati dalla parte del popolo o da quella degli occupanti e degli oppressori? La nostra amministrazione ha cercato di promuovere un comportamento razionale, logico, etico, la pace, ha mantenuto gli impegni, ha promosso la giustizia, il servizio al popolo, la prosperità, il progresso e il rispetto per la dignità umana, oppure la forza delle armi? L’intimidazione, l’insicurezza, il disprezzo per il popolo, il rinvio alle calende greche del progresso e dell’eccellenza delle altre nazioni, la violazione dei diritti delle persone? Infine, ci giudicheranno in base alla domanda, siamo stati fedeli o no al nostro giuramento di ufficio – di servire il popolo, che è il nostro compito principale, e le tradizioni dei profeti?
Signor Presidente, Per quanto tempo il mondo potrà ancora tollerare questa situazione? Questa deriva dove porterà il mondo? Per quanto tempo ancora i popoli del mondo dovranno pagare le errate decisioni di alcuni governanti? Per quanto tempo ancora lo spettro dell’insicurezza – che si alza dalle pile di armi di distruzione di massa – visiterà ancora i popoli del mondo? Per quanto tempo ancora il sangue di uomini, donne e bambini innocenti sarà versato sulle strade, e le case delle persone saranno distrutte sulle loro teste? Siete soddisfatto dell’attuale condizione del mondo? Credete che sia possibile continuare con le attuali politiche? Se i miliardi di dollari spesi per la sicurezza e le campagne militari e per muovere i soldati venissero invece spesi per investimenti e assistenza ai paesi poveri, la promozione della salute, la lotta contro diverse malattie, l’istruzione e il miglioramento della salute mentale e fisica, il soccorso alle vittime di disastri naturali, la creazione di opportunità di lavoro e di produzione, lo sviluppo di progetti e la riduzione della povertà, l’instaurazione della pace, la mediazione nelle dispute tra stati, e per spegnere le fiamme dei conflitti razziali, etnici e altro, dove si troverebbe il mondo oggi? Il vostro governo e il vostro popolo non sarebbero giustamente orgogliosi? La posizione politica ed economica della vostra amministrazione non sarebbe più forte? E, mi dispiace molto dirlo, ci sarebbe questo crescente odio globale verso i governi americani?
Signor Presidente, non è mia intenzione mettere in imbarazzo nessuno. Se i profeti Abramo, Isacco, Giacobbe, Ismaele, Giuseppe o Gesù Cristo (la pace su di lui) fossero con noi oggi, come avrebbero giudicato un simile comportamento? Ci verrà dato un ruolo nel mondo che ci è stato promesso, quando la giustizia diventerà universale e Gesù Cristo (la pace su di lui) sarà presente? Ci accoglieranno? La mia domanda fondamentale è questa. Non esiste forse un modo migliore per interagire con il resto del mondo? Oggi ci sono centinaia di milioni di cristiani, centinaia di milioni di musulmani e milioni di altre persone che seguono gli insegnamenti di Mosè (la pace su di lui). Tutte le religioni divine condividono e rispettano una parola, che è “monoteismo” o fede in un unico Dio e in nessun altro al mondo. Il Santo Corano mette in rilievo questa parola comune e fa appello ai seguaci delle religioni divine, dicendo: [3.64] Di’: "O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè ] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all’infuori di Allah". Se poi volgono le spalle allora dite: "Testimoniate che noi siamo musulmani" (la Famiglia di Imran).
Signor Presidente, Secondo i divini versetti, siamo stati chiamati ad adorare un unico Dio e a seguire gli insegnamenti dei divini profeti. “Per adorare un Dio che è al di sopra di tutti i poteri del mondo e che può fare tutto ciò che vuole”. “Il Signore che conosce ciò che è nascosto e ciò che è visibile, il passato e il futuro, e sa ciò che avviene nei cuori dei Suoi servitori e registra le loro azioni”. “Il Signore dei cieli e della terra, di cui tutto l’universo è il cortile” “i piani dell’universo vengono stesi dalle sue mani, e Lui dà ai propri servitori la lieta novella della misericordia e del perdono dei peccati”. “Lui è il compagno degli oppressi e nemico degli oppressori”. “Lui è il Compassionevole, il Misericordioso”. “Lui è il ricorso dei fedeli, e li guida dalle tenebre verso la luce”. “Lui è il testimone delle azioni dei Suoi servitori”, “Lui chiama i servitori affinché siano fedeli e compiano buone azioni, e chiede loro di restare sul sentiero della rettitudine e di restare fermi”. “Chiama i propri servitori a prestare ascolto ai Suoi profeti, e Lui è testimone dei loro atti.” “Una fine dolorosa attende solo coloro che hanno scelto la vita di questo basso mondo e Gli disobbediscono e opprimono i Suoi servitori”. E “un paradiso buono ed eterno spetta a quei servitori che temono la Sua maestà e non seguono il proprio sé avido di desideri.” Noi crediamo che un ritorno agli insegnamenti dei profeti divini sia l’unica via che conduca alla salvezza. Mi è stato detto che Sua Eccellenza segue gli insegnamenti di Gesù (la pace su di Lui) e crede alla promessa divina del regno dei giusti in Terra. Anche noi crediamo che Gesù (la pace su di lui) sia stato uno dei massimi profeti dell’Onnipotente. È stato lodato più volte nel Corano. Gesù (la pace su di lui) è stato menzionato anche nel Corano [19,36]. “E certamente Allah è il mio Signore e il vostro Signore, perciò lo servirai sul giusto sentiero, Maryam”. Il servizio e l’obbedienza all’Altissimo è il credo di tutti i messaggeri divini. Il Dio di tutti i popoli d’Europa, dell’Asia, dell’Africa, dell’America, del Pacifico e del resto del mondo è uno solo. È lui il Supremo che vuole guidare e dare dignità a tutti coloro che Lo servono. Lui ha dato alla grandezza agli esseri umani. Ancora, leggiamo nel Libro Sacro: “Dio l’Altissimo ha inviato i Suoi profeti con miracoli e chiari segni per guidare la gente e indicare loro i segni divini e la purificazione dai peccati e dall’impurità. E ha inviato il Libro e la Bilancia, affinché la gente mostri giustizia e rifugga dai ribelli.” Tutti i versetti di cui sopra si possono ritrovare, in un modo o nell’altro, anche nel Vangelo. I profeti divini hanno promesso: Il giorno verrà in cui tutti gli esseri umani si raduneranno davanti al tribunale dell’Altissimo, perché vengano esaminate le loro opere. I buoni saranno indirizzati verso il paradiso e i malvagi incontreranno la retribuzione divina. Io sono sicuro che entrambi crediamo in un tale giorno, ma non sarà facile calcolare le azioni dei governanti, perché noi dobbiamo essere responsabili verso le nostre nazioni e verso tutti gli altri le cui vite hanno subito, direttamente o indirettamente, gli effetti delle nostre azioni. Tutti i profeti parlano della pace e della tranquillità per l’uomo – basata sul monoteismo, la giustizia e il rispetto per la dignità umana. Non pensate forse che se tutti riuscissimo a credere e a seguire questi principi – il monoteismo, l’adorazione di Dio, la giustizia, il rispetto per la dignità dell’uomo, la fede nell’Ultimo Giorno – potremmo risolvere i problemi attuali del mondo, che sono l’esito della disobbedienza all’Altissimo e agli insegnamenti dei profeti, e a migliorare ciò che facciamo? Non pensate che la fede in questi principi promuova e garantisca la pace, l’amicizia e la giustizia? Non pensate che questi principi, scritti o non, vadano rispettati universalmente? Non accetterete questo invito? Cioè un ritorno autentico agli insegnamenti dei profeti, al monoteismo e alla giustizia, per preservare la dignità umana e l’obbedienza all’Altissimo e ai Suoi profeti?
Signor Presidente, La storia ci insegna che i regimi oppressivi e crudeli non sopravvivono. Dio ha affidato loro le sorti dell’uomo. L’Altissimo non ha lasciato a sé l’universo e l’umanità. Molte cose avvengono contrariamente alle intenzioni e ai piani dei governi. Questo ci dice che c’è una potenza più alta all’opera, e che tutti gli eventi sono determinati da Lui. È possibile negare i segni di cambiamento nel mondo oggi? La situazione del mondo oggi è forse comparabile a quella di dieci anni fa? I cambiamenti avvengono velocemente, e in rapida successione. I popoli del mondo non sono contenti dello stato delle cose, e prestano poca attenzione alle promesse e ai commenti fatti da molti influenti dirigenti mondiali. Molte persone nel mondo si sentono insicure, e si oppongono alla diffusione dell’insicurezza e della guerra, e non approvano e non accettano politiche discutibili. I popoli protestano contro il crescente divario tra coloro che hanno e coloro che non hanno, tra i paesi ricchi e poveri. I popoli sono disgustati dalla crescente corruzione. I popoli di molti paesi sono adirati per gli attacchi alle proprie fondamenta culturali e per la disintegrazione delle famiglie. Sono anche preoccupati per la scomparsa della cura per il prossimo e della compassione. I popoli del mondo non hanno alcuna fede nelle organizzazioni internazionali, perché i loro diritti non vengono sostenuti da tali organizzazioni. Il liberalismo e la democrazia di tipo occidentale non sono stati in grado di realizzare gli ideali dell’umanità. Oggi, questi due concetti sono falliti. Coloro che possiedono intuito possono già sentire i rumori del crollo e della caduta dell’ideologia e dei pensieri dei sistemi liberaldemocratici. Sempre di più, vediamo che i popoli di tutto il mondo si stanno rivolgendo verso un punto focale – Dio l’Altissimo. Sicuramente attraverso la fede in Dio negli insegnamenti dei profeti, i popoli supereranno i loro problemi. La domanda che io vi rivolgo è questa: “Non volete unirvi a loro?” Signor Presidente, Che lo vogliamo o no, il mondo si sta rivolgendo verso la fede nell’Altissimo e la giustizia e la volontà di Dio prevarranno su ogni cosa.
Vasalam Ala Man Ataba’al hoda
Mahmud Ahmadi-Najad Presidente della Repubblica Islamic dell’Iran
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Riporto il testo integrale di questa lettera scritta da Mauro Manno, militante antimperialista e profondo studioso e conoscitore del sionismo, a proposito delle dichiarazioni pronunciate ieri dal presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano.
Signor Presidente, Da quanto leggo su televideo lei avrebbe dichiarato: “No all’antisemitismo anche quando esso si travesta da antisionismo”. “Antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele”. Se questo è realmente il suo pensiero, e naturalmente mi auguro che non lo sia, mi lasci dire che queste sono affermazioni errate e gravi e mi auguro che suscitino, da parte di numerosi italiani, una reazione calma e ragionata ma ferma.
Signor Presidente, mi consenta di dissentire dalla prima frase da lei pronunciata. Lei sostiene che l’opposizione al sionismo è antisemitismo mascherato. Né si può pensare che Lei abbia voluto dire che solo alcuni antisemiti nascondono il loro antisemitismo reale dietro un preteso o falso antisionismo. Lei ha formulato il suo pensiero in modo inequivocabile: per Lei chi è antisionista è antisemita sic et simpliciter. Io sono d’accordo con lei che l’antisionismo è la “negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico e delle ragioni della sua nascita” ma sostengo con decisione che la negazione delle ragioni della nascita dello Stato ebraico e la sua sostituzione con uno Stato democratico unico di ebrei e palestinesi su tutta la Palestina non potrà che arrecare bene agli ebrei, ai palestinesi, ai popoli mediorientali e del mondo intero. Ritengo, e non sono l’unico visto che molti ebrei antisionisti sono dello stesso avviso, che lo Stato sionista per soli ebrei è uno Stato razzista, coloniale e espansionista, non diversamente da quello che era lo Stato razzista per soli bianchi del Sud Africa. La natura sionista di Israele è una minaccia per la pace mondiale e per gli stessi ebrei.
Signor Presidente, non sono un negazionista dell’Olocausto e non nutro sentimenti anti-ebraici. Desidero solo che gli ebrei in Palestina non neghino ai palestinesi un diritto che rivendicano per sé. I palestinesi, profughi e residenti in Israele o nei territori occupati, hanno diritto a vivere in Palestina in pace e in armonia, godendo delle libertà democratiche che tutti i popoli del mondo meritano. Questo principio che noi non neghiamo agli ebrei di Palestina, Israele lo nega ai palestinesi. Lei forse è favorevole agli stati etnici? Mi sembrava di aver capito che Lei e il partito da cui proviene eravate favorevoli agli Stati democratici in cui tutti i cittadini sono uguali indipendentemente dalla religione, dall’etnia, dalla cultura o altro, a cui appartengono. Forse mi sono sbagliato. Non capisco perché l’Italia e l’UE si sono impegnati per l’uguaglianza dei diritti tra bianchi e neri in Sud Africa, o si impegnano oggi per l’uguaglianza e la convivenza tra serbi e cossovari in Kossovo, tra macedoni e albanesi in Macedonia, tra musulmani, ortodossi e cristiani in Bosnia, tra sciiti, sunniti e cristiani in Libano e poi sostengano il carattere esclusivamente ebraico di Israele? Forse Olmert ha chiesto anche a Lei, come ha fatto con il Signor Prodi, di difendere Israele in quanto Stato esclusivamente ebraico e sionista? Se questo è il suo pensiero, voglio chiederLe: - se Israele decidesse di deportare i cittadini israeliani non ebrei, come chiede da tempo il ministro razzista Avigdor Lieberman, Lei appoggerebbe questa politica in nome della difesa del carattere ebraico dello Stato israeliano? - ignora Lei forse che i cittadini non ebrei d’Israele non hanno gli stessi diritti degli ebrei? Non sa forse che è proibito per legge ad un cittadino israeliano non ebreo di acquistare proprietà terriere da un ebreo? Ignora forse che esistono strade che collegano Israele alle colonie nei territori occupati su cui non possono circolare (non i palestinesi dei territori occupati, questo tutti lo sanno) ma i cittadini arabi di Israele? Le ricordo, inter alia, anche che è negato il ricongiungimento al coniuge ad un cittadino arabo d’Israele se questo coniuge proviene dai territori occupati. Spero che Lei sia informato sulla proposta di legge nella Knesset che prevede di togliere la nazionalità israeliana ad un cittadino arabo d’Israele se costui non dichiara fedeltà al sionismo. Si renderà conto che questo corrisponde a volere l’accettazione dell’ingiustizia storica che il sionismo ha fatto ai palestinesi da parte delle stesse vittime dell’ingiustizia. - Non ritiene che portare quegli ebrei (per fortuna non sono tutti gli ebrei) che sostengono Israele a liberarsi di una forma statale che discrimina i cittadini non ebrei, che impianta colonie su territori fuori dai suoi confini, che conduce una guerra contro una popolazione occupata e indifesa, che possiede armi nucleari e non aderisce al trattato di non proliferazione nucleare e all’AIEA, che è stata condannata mille volte nell’ambito dell’ONU, non equivalga ad un bene per loro e per i palestinesi? - e infine l’ultima domanda: se l’Italia (che lo ha già fatto nel passato) dovesse attuare una politica discriminatoria verso i suoi cittadini ebrei come Israele discrimina i suoi cittadini non ebrei e dovesse riprendere, malauguratamente, una politica coloniale, Lei non riprenderebbe la lotta contro il regime o il governo che così si comportasse? Allora perché non si può combattere un regime, quello sionista, che è discriminatorio, razzista e colonialista? Nessuno sta proponendo un nuovo olocausto ebraico, gli antisionisti vogliono solo uno Stato non confessionale, non etnico, non razzista in Palestina, per gli ebrei e per i palestinesi. Non diversamente da quello che sono tutti gli stati autenticamente democratici nel mondo.
Signor Presidente, si dà il caso che sono uno studioso del sionismo. É quindi sulla base dei miei studi di questa ideologia politica che Le scrivo. Le ricordo alcuni fatti: Primo tra tutti la collaborazione dei sionisti (di destra e di sinistra) con gli antisemiti, con il fascismo e il nazismo. Si è trattato di una collaborazione lunga ed estremamente dannosa per gli ebrei non sionisti (che allora erano la stragrande maggioranza). Per quanto ciò possa apparire incredibile, la collaborazione dei sionisti con i fascisti, i nazisti e gli antisemiti, storicamente documentata, si fondava su una logica di scambio criminale a danno degli ebrei. I sionisti hanno appoggiato i regimi fascisti e antisemiti prima e durante la seconda guerra mondiale, chiedendo in cambio di permettere loro di portare gli ebrei in Palestina per realizzare il loro progetto coloniale. Gli ebrei che non accettavano di emigrare in Palestina sono stati abbandonati al loro destino. Gli antisemiti erano ben contenti di liberarsi degli ebrei in questo modo. Non è vero che gli antisemiti sono antisionisti come lei sostiene ma è vero proprio il contrario. Non metterà in dubbio, spero, le parole dello scrittore israeliano Yehoshua che qualche anno fa ha dichiarato:
“I gentili hanno sempre incoraggiato il sionismo, sperando che li avrebbe aiutati a liberarsi degli ebrei che vivevano tra di loro. Anche oggi, in una maniera perversa, un vero antisemita deve essere un sionista”. [1] Lo scrittore israeliano dimentica però di dire che anche i sionisti, in maniera perversa, hanno incoraggiato gli antisemiti affinché allontanassero gli ebrei dai loro paesi e li consegnassero agli attivisti sionisti pronti a portarli nelle colonie in Palestina. Un vero sionista è un amico degli antisemiti.
Questo aspetto vergognoso della storia del sionismo inizia con il suo stesso fondatore, Theodor Herzl. Nell’agosto del 1903, Herzl si recò nella Russia zarista per una serie di incontri con il Conte von Plehve, ministro antisemita dello Zar Nicola II e Witte, ministro delle finanze. Gli incontri avvennero meno di 4 mesi dopo l’orrendo pogrom di Kishinev, di cui era direttamente responsabile von Plehve. Herzl propose un’alleanza, basata sul comune desiderio di far uscire la maggior parte degli ebrei russi dalla Russia e, a più breve termine, allontanare gli ebrei russi dal movimento socialista e comunista. All’inizio del primo incontro (8 agosto) von Plehve dichiarò che egli si considerava “un ardente sostenitore del sionismo”. Quando Herzl cominciò a descrivere lo scopo del sionismo, il Conte lo interruppe affermando: “Predicate a un convertito”.
In un successivo incontro con Witte, il fondatore del sionismo si sentì dichiarare apertamente: “Avevo l’abitudine di dire al povero imperatore Alessandro III: se fosse possibile annegare nel mar Nero sei o sette milioni di ebrei, io ne sarei perfettamente soddisfatto; ma non è possibile; allora dobbiamo lasciarli vivere”. E quando Herzl disse di sperare in qualche incoraggiamento dal governo russo, Witte rispose: “Ma noi diamo agli ebrei degli incoraggiamenti ad emigrare, per esempio dei calci nel sedere”.[2]
Il risultato degli incontri fu la promessa di von Plehve e del governo russo di
“un appoggio morale e materiale al sionismo nel giorno in cui alcune delle sue azioni pratiche sarebbero servite a diminuire la popolazione ebraica in Russia”. [3]
“Se noi [sionisti] – diceva Jacob Klatzkin - non ammettiamo che gli altri abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi il diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera vivere la propria vita nazionale, è naturale che si senta un corpo alieno costretto a stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che insiste ad avere una propria distinta identità e che perciò è costretto a ridurre la sfera della propria esistenza. É giusto, quindi, che essi [gli anti-semiti] lottino contro di noi per la loro integrità nazionale. Invece di costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i quali vogliono ridurre i nostri diritti, noi dobbiamo costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dai nostri amici che desiderano difendere i nostri diritti”.[4] Queste parole, e l’atteggiamento conseguente dei sionisti, hanno certo dato argomenti preziosi ai nazisti che sostenevano appunto che gli ebrei erano una nazione estranea nella loro nazione.
“Per i sionisti, affermava senza vergogna Harry Sacher, un sionista inglese - il nemico è il liberalismo; esso è anche il nemico per il nazismo; ergo, il sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di cui lanti-semitismo è probabilmente un aspetto passeggero”.[5]
Non è solo cecità politica, è collaborazione criminale col nemico degli ebrei. E Lei, Presidente, vuole chiudere gli occhi su questo aspetto della storia del sionismo? Le ricordo poi che i nazisti rispondevano molto positivamente alle offerte dei sionisti come dimostra questo brano di una loro circolare: “I membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attività dirette verso lemigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti)”.[6]
E Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS dichiarava:
“Il momento non può più essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagnino”.[7]
La colonizzazione della Palestina era ben vista dai nazisti. Tra colonialisti ci si intende. Questo per ricordarLe che i nazisti, con l’aiuto consapevole dei sionisti, hanno colpito solo quegli ebrei che intendevano vivere nei paesi in cui erano nati e non volevano rendersi responsabili dell’occupazione della Palestina e della conseguente e inevitabile cacciata dei palestinesi. Queste vittime ebraiche non erano sioniste, erano semmai assimilazionisti o antisionisti. Dopo l’Olocausto, l’Occidente non ha fatto altro che premiare i sionisti consegnando loro la terra dei palestinesi e facendo pagare a chi non aveva nessuna colpa, il caro prezzo dello sterminio degli ebrei avvenuto per diretta responsabilità di alcuni paesi europei e per l’ignavia di altri nonché per il folle piano sionista. La collaborazione tra sionisti e nazisti é stata possibile anche, al di là dell’aspetto pratico della comune volontà di portare gli ebrei in Palestina, perché l’ideologia sionista e quella nazista avevano un punto in comune, come riconosce l’ebreo sionista Prinz:
“Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza (cioè la Germania nazista) può solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono se stessi allo stesso modo”.[8]
Lo stesso personaggio si rendeva conto della situazione paradossale che si veniva a creare, e ammetteva:
“Per i sionisti era molto disagevole operare. Era moralmente imbarazzante sembrare essere considerati i figli prediletti del governo nazista, in particolare proprio nel momento in cui esso scioglieva i gruppi giovanili (ebraici) antisionisti, e sembrava preferire per altre vie i sionisti. I nazisti chiedevano un «comportamento più coerentemente sionista»”.[9]
E tuttavia la collaborazione andò avanti. Fu una collaborazione multiforme che ricostruisco nel mio saggio “La natura del sionismo”10] . Le voglio ricordare, per finire, l’invito di Dov Joseph, caporione dell’Agenzia Ebraica, che sul finire del 1944, quando gli ebrei morivano a centinaia di migliaia nei lager, parlando a giornalisti sionisti in Palestina preoccupati delle notizie dei massacri, li mise in guardia contro:
“la pubblicazione di dati che esagerano il numero delle vittime ebraiche, perché se noi annunciamo che milioni di ebrei sono stati massacrati dai nazisti, poi ci chiederanno, a ragione, dove sono i milioni di ebrei per i quali noi rivendichiamo una patria quando la guerra sarà finita”. [11]
Questo può bastare, ma ho l’ardire signor Presidente di consigliarLe di approfondire l’argomento.
La storia del sionismo è una storia criminale, non è sorprendente quindi che i sionisti e lo Stato sionista continuino a trattare così barbaramente i palestinesi. Ma la mia preoccupazione va al di là della tristissima situazione del popolo palestinese che tutti sembrano dimenticare.
Sinceramente, signor Presidente, vogliamo fare la fine degli Stati Uniti in Iraq? Oggi personaggi importanti negli USA, come l’ex presidente Jimmy Carter, o gli studiosi universitari Mersheimer e Walt si sforzano di aprire gli occhi ai loro compatrioti sulle conseguenze della cieca politica estera elaborata a Tel Aviv e nei circoli dei neoconservatori sionisti di Washington che gli Stati Uniti stanno conducendo in Medio Oriente. Crede che la guerra in Iraq sia stata fatta per le armi di distruzione di massa di Saddam? Per la minaccia che l’Iraq rappresentava per l’Occidente? Per l’esportazione della democrazia? Per gli interessi petroliferi americani? Molti sostengono quest’ultima ipotesi (le altre sono miseramente crollate). Ma il petrolio non si compra sul mercato? E poi quanto verrebbe a costare se dobbiamo fare una guerra ad ogni paese produttore? Signor Presidente, la guerra è stata fatta per eliminare un possibile rivale di Israele e per consolidare il dominio sionista in Medio Oriente. Adesso Tel Aviv invita l’Occidente a distruggere l’Iran, e ricatta tutti facendo capire che se non lo facciamo noi, sarà proprio Israele a farlo. Come? Invadendo l’Iran? No Presidente, sappiamo tutti che Israele ricorrerebbe alle sue armi nucleari.
Gli americani si stanno accorgendo, a proprie spese, di cosa voglia dire essersi fatti invischiare in una guerra assurda in Iraq per gli interessi di Israele. E noi non ce ne vogliamo rendere conto. Vogliamo veramente farci coinvolgere nella guerra nucleare contro l’Iran? Nella guerra mondiale contro l’Islam?
Prenda esempio dall’ex-presidente Carter e denunci l’Apartheid di Israele. Se non lo vuole fare Lei, lasci che qualcun altro, per il bene dell’umanità, degli ebrei e dei palestinesi, continui a denunciare il sionismo e si batta per uno Stato unico, democratico, pacifico in Palestina per tutti i suoi abitanti, nessuno escluso.
Signor Presidente, Lei non si ricorderà di me, eppure noi ci siamo conosciuti e ci siamo parlati. Fu in una triste occasione. Qualche anno fa, all’aeroporto di Fiumicino, Lei in rappresentanza del suo partito venne a portare solidarietà a mia sorella, Marisa, che, dopo aver partecipato ad una manifestazione pacifista a Gerusalemme, solo perché guardava da dietro la vetrata dell’albergo i poliziotti israeliani che massacravano un ragazzino palestinese per strada, perse un occhio quando da un idrante con la stella di Davide spararono uno spruzzo talmente violento da infrangere il vetro e conficcarle una scheggia nell’occhio. Allora veniva a porgere un saluto a mia sorella che aveva pagato per difendere i diritti e la dignità dei palestinesi. Oggi con la sua dichiarazione inaccettabile accusa gli antisionisti, e molti sono ebrei, che si battono per uno Stato democratico in Palestina mettendoli nello stesso immondezzaio degli antisemiti.
Credo, signor Presidente, che i sionisti sono riusciti a fare con Lei, ancora peggio che con mia sorella.
A lei sono riusciti ad accecare non uno, ma tutti e due gli occhi!
Distinti saluti Manno Mauro 26.01.07
NOTE:
[1] Jewish Chronicle, 22 gennaio 1982. [2] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problème juif? Parigi, Petite collection Maspero, 1981, pp. 174-75. [3] Maxime Rodinson, Peuple juif ou problème juif? cit. p. 174. [4] Jacob Klatzkin, (1925), citato in Jacob Agus, The Meaning of Jewish History, in Encyclopedia Judaica, vol II, p. 425. [5] Harry Sacher, Jewish Review, settembre 1932, p. 104, Londra. [6] Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia bavarese, 23 gennaio, 1935, pubblicata in Kurt Grossman, Zionists and Non-Zionists under Nazi Rule in the 1930s, Herzl Yearbook, vol VI, p. 340. [7] Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS, The Visible Enemy, articolo pubblicato in Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle SS, maggio 1935. [8] Joachim Prinz, (1936), citato in Benyamin Matuvo, The Zionist Wish and the Nazi Deed, Issues, (1966/67), p. 12. [9] Joachim Prinz, Zionism under the Nazi Government, in Young Zionist, Londra, novembre 1937, p. 18. [10] La natura del sionismo, supplemento al numero 56, novembre 2006, di Aginform. [11] Yoav Gelber, Zionist Policy and the Fate of European Jewry, p. 195.
Sul sito di Repubblica la notizia che l’occhio di Google, grazie al quale l’intero pianeta terra è stato mappato ed inserito in un potente software di ricerca consultabile sul web, ci guarda ancora più da vicino.
"Arriva dall’Australia la notizia che a partire dal prossimo venerdì verranno avviati degli esperimenti per consentire la visualizzazione delle mappe fornite dal servizio ad una qualità talmente alta da permettere di individuare chiaramente le persone.
Nelle immagini che già esistono del territorio australiano un pixel corrisponde a circa 15 cm di superficie terrestre, le nuove dovrebbero garantire un rapporto di 1 pixel a 5 cm. In occasione dell’Australian Day, festa nazionale australiana che si terrà il prossimo 26 gennaio, Google ha deciso di far volare sull’area del porto di Sidney un piccolo aereo triposto che, ad una quota di soli 600 metri d’altezza, potrà scattare foto ravvicinate dei festeggiamenti
Prima d’ora Google aveva mantenuto segreti date e luoghi dei voli, questa volta invece la compagnia fornisce tutte le informazioni ed incoraggia i cittadini di Sidney a farsi notare. Per permettere a tutti di sapere dove e quando farsi trovare dall’obiettivo di Google, è stata aperta una pagina web che consente di seguire gli spostamenti del piccolo aereo. Insomma è come se il fotografo intervenuto a un matrimonio chiedesse agli invitati di stringersi tutti per rimanere immortalati in uno scatto che passerà alla storia. Così Google vuole festeggiare l’Australian Day riuscendo a mettere più persone possibili all’interno delle loro mappe. "Mascheratevi, create delle formazioni divertenti con i componenti della vostra famiglia o scrivete messaggi sulla sabbia - questo l’invito dei dirigenti - Indossate o fate qualcosa di strano, per essere sicuri di riconoscervi nelle immagini. Non potete perdere l’occasione di diventare parte del territorio di Sidney su Google Maps". Per consentire a chi vorrà partecipare di sapere quando le immagini andranno on line c’è la possibilità di lasciare nome ed email, il servizio si occuperà di avvisare i partecipanti."
Che ne dite? organizziamo un bel meeting quando passeranno e ci faremo inquadrare col dito medio bene in vista?
Comunque sia, voi giovani pulzelle abituate a prendere il sole nude, siete avvisate: occhio a non fare la fine di questa donna, "catturata" dal satellite e finita tra le prime dieci foto più strane di questo grande fratello, perché con la nuova risoluzione sarà possibile anche contare i peli.
Il 12 gennaio 2007 Google ha smesso di indicizzare Uruknet.info come fonte informativa Lultimo articolo di Uruknet incluso nellindice di Google News è Iraqi Children "Play" Civil War, 18 febbraio 2005)
Dopo aver scritto a Google News, la loro risposta è stata:
"Ci scusiamo per la confusione, abbiamo rivisto il tuo sito di nuovo ed ora non siamo in grado di includerlo su Google News. Apprezziamo la tua volontà di volerci fornire i vostri articoli, e archivieremo il vostro sito per futura considerazione.
Grazie per il tuo interesse in Google News."
Non sono in grado? E per quale ragione? Ovviamente non cè alcuna ragione tecnica, dato che Google.news ha indicizzato Uruknet fino a cinque giorni prima e, sebbene le vecchie pagine siano ancora disponibili, da allora non cè stato alcun aggiornamento. Lunica "ragione tecnica" possibile è la censura.
Dopo ulteriori richieste di chiarimenti a Google News, la loro risposta è stata ancora più criptica:
"Grazie per la tua nota. Nonostante non siamo in grado di fornire informazioni specifiche in questo momento, apprezziamo sinceramente il tuo interesse in Google News e la tua volontà di fornirci i vostri contenuti. Sii certo che manterremo il tuo sito in lista in modo che dovremmo essere in grado di farne una scansione nel futuro.
Grazie per aver preso il tempo di contattarci."
Ovviamente, è una bugia: gli articoli non appaiono su Google.news
A questo punto diventa ragionevole pensare che lesclusione dei media alternativi mediante i motori di ricerca risulti in una tattica aziendale/governativa per minare il libero flusso di informazioni su internet. Essere bannati da Google.news è ovviamente una seria minaccia allesistenza di un sito web informativo.
La censura di Google avviene per caso in un periodo particolarmente critico per il sito in questione. Uruknet è stato sotto attacco informatico a partire dal settembre 2005. Questi attacchi avvengono ogniqualvolta ci siano importanti eventi dallIraq. Fin dalla scorsa estate, quando un gran numero di attacchi fu perpetrato contro Uruknet , che ha spostato i suoi server e speso molto tempo, denaro ed energie per prevenire questi attacchi e per riparare i danni. Sin dallomicidio del Presidente Iracheno Saddam Hussein, questi attacchi sono aumentati di nuovo e la scorsa settimana sono riusciti a distruggere il server principale ed altri server che usano per siti mirror.
Uruknet non ha mai condotto campagne di finanziamento, né per altre forme di aiuto. Anche se è stato in grado di provvedere, nonostante il sacrificio, per il mantenimento e la salvaguardia di Uruknet e dei siti mirror, e anche se ce l’ha fatta finora, nonostante una gran quantità di problemi, ad affrontare tutti i danni causati dagli attacchi informatici, ora la censura di Google rischia di essere un colpo troppo duro da sostenere.
Il sito ha avviato una campagna di sostegno presso i suoi lettori, chiedendo che ciascuno inoltrasse una mail di protesta all’indirizzo di Google News
source-suggestions@google.com"
Ora google.news afferma che lindirizzo "source-suggestions@google.com" non è più attivo. Quando uno dei lettori del sito ha inviato a google.news una lettera di protesta per aver smesso di indicizzare Uruknet, ha ricevuto la seguente risposta automatica da Google:
----- Original Message ----- From: news-feedback@google.com To: paopisi@tin.it Sent: Saturday, January 20, 2007 8:00 PM Subject: Re: [#102548054] Complain for removing www.uruknet.info from google.news Grazie per la tua nota su Google News. Questa è una risposta automatica per farti sapere che apprezziamo il tuo interesse. Nota che questo indirizzo email non è più attivo.
Per assistere ulteriormente i nostri utenti, abbiamo creato un Google News Help Center, dove potrai ricercare e navigare tutte le informazioni di supporto disponibili. Il nostro Help Center si trova presso http://www.google.com/support/news/
Ma quattro giorni prima google.news aveva replicato dallo stesso indirizzo email: così il 16 gennaio 2006 lindirizzo "source-suggestions@google.com" era sicuramente attivo.
Messaggio Originale -------- Oggetto: Re: [#81255140] Re-inserting uruknet.info into google-news Data: Tue, 16 Jan 2007 11:24:43 -0800 Da: Google Help source-suggestions@google.com A: enzo@uruknet.eu
Grazie per il tuo messaggio. Ci scusiamo per la confusione, abbiamo rivisto il tuo sito di nuovo ed ora non siamo in grado di includerlo su Google News. Apprezziamo la tua volontà di volerci fornire i vostri articoli, e archivieremo il vostro sito per futura considerazione.
Grazie per il tuo interesse in Google News
Saluti, Il Team Google
Dunque, il forte sospetto è che "source-suggestions@google.com" di google.news abbia messo un filtro sulla parola "uruknet".
BLOG ANTI AMERICANI
Il governo Statunitense vuole obbligare i blogger e gli attivisti di base che operano on line a registrarsi e a documentare regolarmente le proprie attività al Congresso USA
Richard A. Viguerie, Presidente di GrassrootsFreedom.com, un sito web il cui scopo è quello di combattere qualunque tentativo di ridurre al silenzio i movimenti di base, afferma:
"La Sezione 220 di S. 1, il progetto di legge per la riforma delle attività dei gruppi di pressione che è al momento in discussione al Senato, richiede a quegli attivisti di base, blogger compresi, che comunicano con 500 o più membri del pubblico su questioni di politica, di registrare e di documentare ogni quattro mesi le proprie attività al Congresso nella stessa maniera in cui già fanno i grandi gruppi di pressione di K Street. Se venisse introdotta, la Sezione 220 emenderebbe la legge esistente di documentazione sui gruppi di pressione, dando così vita alla più estesa intrusione nei diritti che sono riconosciuti dal Primo Emendamento che sia mai stata introdotta. Per la prima volta nella storia, i critici del Congresso avranno bisogno di registrarsi e di documentare le proprie attività al Congresso stesso".
In altre parole, Nancy Pelosi e i Democratici potrebbero ridefinire il significato atttribuito alle attività dei gruppi di pressione per far sì che le comunicazioni politiche ai / fra i cittadini siano ricomprese nellambito della medesima legislazione.
Secondo la legge attuale qualunque "lobbista" che "intenzionalmente e a propria discrezione viene meno allobbligo di fare archiviare o di documentare" le proprie attività al governo ogni quattro mesi può essere incriminato nellambito del codice penale, compresa la possibilità di essere condannato ad una pena detentiva della durata massima di un anno.
Al momento lemendamento è in stallo al Senato.
Questo ultimo attacco contro i blogger se ne fuoriesce bollente dalla proposta del Senatore Repubblicano John McCain di introdurre una nuova legge che consentirebbe di multare i blog fino ad un massimo di 300.000 dollari per dichiarazioni offensive, foto o video che sono stati pubblicati dai visitatori nelle finestre di un sito destinate ai commenti.
La proposta di McCain è stata presentata sotto linsegna di voler salvare i bambini dai predatori sessuali e di voler incoraggiare gli informatori a vendere i gestori di siti web al National Center for Missing and Exploited Children – Centro Nazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati, che poi passerebbero linformazione alle competenti autorità di polizia.
Nei mesi scorsi, un coro di propaganda inteso a demonizzare Internet e a drenarlo verso un percorso di stretto controllo è stato vomitato fuori da numerosi organi dellestablishment:
- Durante unapparizione con la moglie Barbara su Fox News durante lo scorso mese di Novembre, George Bush senior ha attaccato i blogger di Internet accusandoli di creare un "clima ostile e disgustoso".
- La strategia de-classificata della stessa Casa Bianca per "vincere la guerra al terrore" evidenzia come obiettivo le teorie cospirative di Internet definendole un terreno fertile per il reclutamento di terroristi e minaccia di volerne "diminuire" la relativa influenza.
- Il Pentagono recentemente ha annunciato il suo tentativo di infiltrare Internet e di propagandare la guerra al terrore.
- In un discorso del mese scorso, il direttore della Sicurezza Naziale Michael Chertoff ha identificato il web come un "campo di addestramento del terrorismo", attraverso cui "le persone disaffezionate che vivono negli Stati Uniti" stanno sviluppando "ideologie radicali e in forma potenziale anche capacità di tipo violento". Chertoff ha promesso di disseminare agenti della Sicurezza Nazionale nei dipartimenti della polizia locale allo scopo di fornire aiuto nella cattura di terroristi domestici che fanno uso di Internet come fosse uno strumento politico.
- Un caso legale di estrema importanza in favore della Recording Industry Association of America e di altre organizzazioni che sono attive nel commercio globale cerca di criminalizzare qualunque attività di "file sharing" su Internet defindola una violazione del copyright, contribuendo in questa maniera alla chiusura del world wide web – e la loro argomentazione è sostenuta dal governo degli Stati Uniti.
- Un altro fondamentale caso legale a Sidney va ancora più in là, stabilendo la trappola che consentirebbe di distruggere Internet per come lo conosciamo e di porre fine ai siti web di informazione alternativa e ai blog, e questo con la creazione di un precedente secondo cui la semplice presenza su di un sito di link ad altri siti web significa infrangere la legge sul copyright e rappresenta un atto di pirateria.
- LUnione Europea, guidata dallex Stalinista e potenziale futuro Primo Ministro Inglese John Reid, ha anchessa promesso di voler fermare i "terroristi" che fanno uso di Internet per diffondere propaganda.
- Recentemente la UE ha anchessa proposto una legislazione che impedirebbe agli utenti di poter caricare una qualunque forma di materiale video senza possedere una licenza.
- In precedenza abbiamo anche svelato come siano in atto numerosi tentativi di limitare la neutralità di Internet nonchè di designare una nuova forma altamente ristretta dello stesso conosciuta con il nome di Internet 2.
Non fate errori, Internet, che è uno dei più grandi avamposti della libertà di espressione mai esistito, è sotto il costante attacco da parte di personaggi potenti che non possono operare allinterno di una società dove linformazione scorre liberamente e senza filtri. Tutti questi tentativi sono una replica delle storie che sentiamo ogni settimana e che provengono dalla Cina Comunista Controllata dallo Stato, dove Internet è strettamente regolato ed esiste virtualmente come unentità a se stante, tenuta ben lontana dal resto del web.
Le frasi "governo Cinese" e "Mao Zedong" sono state addirittura censurate nei siti ufficiali Cinesi perchè sono considerate "frasi sensibili". Lasceremo che i nostri ipotetici governi Democratici implementino lo stesso tipo di politiche restrittive anche qui da noi?
Secondo la sezione 220 della proposta di legge per la riforma dei gruppi di pressione, Infowars.net potrebbe essere obbligato a cercare di ottenere una licenza solo per potervi offrire questo tipo di informazione. Se ci venisse garantita una licenza, verremmo poi obbligati a documentare le nostre attività al governo quattro volte allanno solo per potervi offrire questo tipo di informazione. Tutto questo vi pare essere libertà di espressione o piuttosto totalitarismo?
The New World Order - Parte X - IL NEMICO: 2a) Il Gruppo Bilderberg
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il Gruppo Bilderberg (o conferenza Bilderberg) è una conferenza annuale, non ufficiale, ad invito di circa 130 esponenti, spesso con ruoli di rilievo nel mondo economico, finanziario o politico. Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate allesterno, questi incontri sono sia oggetto di forte critica sia la fonte di molte teorie del complotto. In particolare, la teoria del Nuovo Ordine Mondiale, che devo dire sta riscuotendo un discreto successo. Il fatto che esistano verità occultate da gruppi di potere; il fatto che determinati eventi abbiano spiegazioni ufficiali, divulgate dai media, che distolgono l’attenzione da come siano andate davvero le cose; il fatto che l’informazione sia manipolata ad arte nel diffondere determinate notizie scandendone altre; tutte queste idee stanno riscuotendo sempre più successo, grazie ad una maggiore divulgazione di idee alternative tramite internet. Nella rete proliferano i siti cosiddetti di disinformazione. A volte accade che alcuni di questi vengano chiusi o oscurati. Altre volte semplicemente non appaiono tra le prime pagine nei motori di ricerca, che è la forma di oscuramento più diffusa, non tanto in Italia, per fortuna, ma pare che accada con maggiore frequenza sui motori di ricerca americani.
Al Nuovo Ordine Mondiale è dedicata la serie di post che da tempo pubblico, a volte semplicemente copiando e incollando articoli, altre volte (quando il tempo me lo permette) facendo un collage tra varie pubblicazioni e inserendo considerazioni personali.
Personalmente, credo fermamente che vi siano gruppi di affari e lobbies economiche importanti che influenzano le politiche dei governi e che abbiano i mezzi per manipolare l’informazione. Che alcuni eventi importanti, contrari a questo orientamento strategico globale, vengano taciuti o posti in secondo piano è un dato di fatto, innegabile. Così come credo nella teoria del complotto sull’attentato alle torri gemelle (e pare che pian piano sempre più persone si stiano convincendo del fatto che ci sono parecchie cose che non quadrano); così come credo, infine, che l’attuale orientamento delle lobbies economiche e quindi dei governi occidentali, sia quello di arrivare a nuovi equilibri internazionali, con particolare riguardo al medio oriente, per ovvi motivi di approvvigionamento delle fonti energetiche, esasperando, sotto il profilo dell’informazione, tutti quegli accadimenti che favoriscono le incomprensioni e lo scontro tra diverse culture, e mettendo invece a tacere i ben più numerosi sforzi che vengono compiuti verso il dialogo e l’integrazione.
I post sul nuovo ordine mondiale, che hanno un link in testata, sono una raccolta di post in parte miei e in parte di Sebackiz, che è da un po’ che non si fa vedere. Il primo post riguardante uno dei gruppi di potere più accreditati è quello sul circolo Pinay, ma ritengo che il gruppo Bilderberg sia senza dubbio il più importante tra questi.
Per par condicio, segnalo anche il sito: www.bilderberg.org, che è l’immagine “di facciata”, in cui troverete una bella raccolta di articoli di stampo anti islamico, filo occidentale e di matrice religiosa conservatrice.
Il gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954, quando il 29 maggio una quantità di politici e uomini daffari si riunì a Oosterbeek, in Olanda allHotel Bilderberg: da cui il nome questa organizzazione, della quale è segreto lelenco dei membri. Da allora le riunioni sono state ripetute 1 o 2 volte allanno. Molti partecipanti al gruppo Bilderberg sono capi di stato, ministri del tesoro e altri politici della Unione Europea (anche il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi avrebbe partecipato a qualche meeting), ma prevalentemente i membri sono esponenti di spicco dellalta finanza europea e anglo-americana. Oggigiorno si distinguono i partecipanti in diverse categorie, ma principalmente in due: coloro che sono membri permanenti dellorganizzazione e coloro che possono essere invitati in via eccezionale come spettatori o relatori. Tra i relatori ricorrenti ci sono alcuni giornalisti dellEconomist. Alcuni meeting hanno avuto anche una parziale apertura alla stampa. Lultimo meeting è avvenuto dall8 all11 giugno 2006 a Kanata in Ontario (nei pressi di Ottawa) presso il Brookstreet Hotel, chiuso al pubblico per loccasione. Un comunicato stampa ufficiale ha spiegato che i temi dellincontro erano “le relazioni euro-americane, lenergia, la Russia, lIran, il Medio Oriente, lAsia, il terrorismo e limmigrazione”. Tra i partecipanti David Rockefeller, Henry Kissinger, la regina Beatrice dOlanda, Richard Perle, i dirigenti della Federal Reserve Bank, di Credit Suisse e della Rothschild Europe (il vicepresidente Franco Bernabè), delle compagnie petrolifere Shell, BP e Eni (Paolo Scaroni), della Coca Cola, della Philips, della Unilever, di Time Warner, di AoL, della Tyssen-Krupp, di Fiat (il vicepresidente John Elkann) i direttori e corrispondenti del Times di Londra, del Wall Street Journal, del Financial Times, dellInternational Herald Tribune, di Le Figarò, del Globe and Mail, del Die Zeit, rappresentanti della Nato, dellOnu, della Banca Mondiale e della Ue, economisti e molti ministri dei governi occidentali. Come al solito le misure di "sicurezza" sono state imponenti e tutta la zona era presidiata contro giornalisti. Alex Jones, impegnato a girare un documentario sul Gruppo Bilderberg, è stato identificato e arrestato dalla polizia appena sbarcato allaeroporto di Ottawa, rilasciato solo dopo interrogatorio. Un certo James Tucker sostiene che al meeting ci sia stata una forte frattura fra la compagine americana favorevole alla guerra in Iran e la fazione europea che invece era contraria alla soluzione militare. Tra le altre cose si sarebbe stabilito il prezzo del greggio sui 70 dollari al barile. Alle riunioni del gruppo hanno partecipato, tra gli altri, gli italiani Bernabé, Scaroni, Monti, Padoa Schioppa, addirittura Tremonti e una new-entry, il giovane Elkann.