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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
sabato 26 febbraio 2011 - ore 10:22 non mi dimenticare e per favore niente fiori di bach ma opere di bene slot machine nel retro di un bar spendi inutilmente anche l’ultimo gettone per l’oggetto piccolo (a) che non uscirà mangia niente e vomita anche l’ombra di se stessa l’anoressica piccola (a) ma non basterà succhia fino al filtro ficca il fumo nei polmoni aspira piccolo oggetto piccolo oggetto piccolo (a) dov’è che cosa fa chissà come sta quali nuovi abiti abitudini e in quali occhi sorriderà piccolo oggetto piccolo oggetto piccolo (a) guardalo nello specchio fatti guardare chiudilo a chiave o lascialo libero di andarsene e tornare come e quando vuole mettilo in ginocchio legalo al letto taglialo via di netto chiudilo fra parentesi come in un abbraccio troppo stretto. [ci morirò stasera. cambio quattro treni per sentirmi dire in faccia quello che sono. per andare a tenere in braccio un bambino, domani. sangue del mio sangue. figlio di te che mi somigli come nessun altro. ci morirò stasera. non so nemmeno dove finirò a dormire. dove finirò a vegliare i miei incubi. quella notte ad asolo, il primo luglio. questa canzone sulla curva prima di arrivare in cima. finestrini abbassati e il dolce in bocca di un mojito. ti ricordi quanta sete? ti ricordi che due giorni dopo mi hai scritto che non sarebbe mai stato ancora così perfetto? oggi cambio degli armadi. rispunta una maglietta. canzoni d’amore e d’odio, dice. non tornerai mai a prenderla. a prendermi. ma è qui. ti aspetta, esattamente come me.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 25 febbraio 2011 - ore 10:50 Il cane e l’osso. Uno dentro l’altro. Scivolo nei letti degli altri. Poi non ci riesco a dormirti vicino. Ti lascio un biglietto dentro la scatola del fumo. Un cane che si chiama Carlo mi guarda e guaisce. Bologna è tutta indaco dalla tua finestra. Bologna dorme sul divano con me, la mattina presto è arruffata e calda. La mischio nel caffè senza zucchero. Le gocciole e la nostra stupida paura per l’esame di abilitazione. Via Zamboni e la totale consapevolezza di non sentire più niente. Vita anestetica. La saluto da un treno preso per un soffio, con un attestato in tasca e un po’ del tuo dopobarba addosso.Di te che hai trentadue anni e un ricorso al Tar pronto. A Treviso mi aspetta il put. L’autostrada e Belluno. Sentire Fabio per la prima volta. Sentire l’oriundo, nonostante quel messaggio maledetto di te che hai imparato a suonare tutto, a trovare il tuo posto dappertutto, di te che mi hai portato al mare e il caffè a letto. Vedere Paolo che si asciuga gli occhi. Sentire il dolore fisico al solo pronunciarsi di quelle parole. Dell’estate intera che mi servite su un piatto d’argento, sul palco di un teatro. [E non posso fare a meno di pensare che con quelle canzoni io sono diventata tua. Che mangiando un gelato mi hai detto che ne avevi cinque. Che la prima volta che mi hai portato a casa c’era tra il tuo carattere e il mio. La sera che siamo impazziti giravano gli amori di gioventù. La notte delle stelle verdi, la stagione buona, ed io ho cominciato a sorridere nella parte in cui dice che tutti gli altri muoiono. E gli anni dell’università che sono finiti con l’ultimo esame tra le tue braccia e dormire ogni notte al massimo due ore.] Tengo dentro le lacrime. Cucite. Mario in seconda fila. Nemmeno da lui riesco a farmi volere bene. Quelle parole, un’esplosione. Me ovunque. Me divelta. Vita anestetica e un corpo con una grave forma di autismo. La mia vita, come l’amore, la so solo scrivere. Si fa solo scrivere. E soffrire. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 22 febbraio 2011 - ore 23:41 hai preso il Lobivon? LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 20 febbraio 2011 - ore 23:56 non ce la faccio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 19 febbraio 2011 - ore 23:49 E noi l’una dell’altro i colli reclini attorcigliamo come due cigni solitari. Per tutti gli anni della scuola materna ed elementare ho avuto il contrassegno del cigno. Fuori produzione: l’etichetta stava solo sull’armadietto e non si trovavano altri cigni da appendermi sull’asciugamano e il tovagliolo. Diversa. Come al solito. Grembiule bianco e le altre rosa. Prematura. Piccola. Non mangia. Mangia ma non cresce. Non le piace l’acqua. Nuota sì. Ma non mette la testa sotto. Non tiene aperti gli occhi. Le mie incubatrici, come le chiami tu. La mia diversità, come dice lei che fino a settimane fa non c’era nulla che sfuggisse l’una alla vita dell’altra. Resto incollata alla mia poltrona rossa al cinema. Certe cose vanno fatte da sole. Come fare pipì con le mestruazioni. Sono poetica stasera. Vedo un film che mi fa male. Gli ingredienti ci sono tutti. A parte il fatto che gli unici due anni di danza che ho fatto... persino mia madre ai saggi si dava malata. Bene. E adesso? La distruzione di sè la contempla anche Aronofsky. Mi consola soltanto che eri con me, e che soltanto con te, ho scoperto il mio cigno nero, abusivo da una vita. Lo sai cosa vuol dire il mio nome. Lo sai perchè non volevo che la sorella di Bibi si chiamasse come me. Giacobbe e Esaù dentro alla mia pancia. Fra qualche mese è un anno. Ma la cervice non si dilata. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 19 febbraio 2011 - ore 01:43 Bevi, stai su scopri i segni delle unghie e dell’attesa. mi tieni dentro alle tue braccia solo quando le lacrime non riescono a fermarsi dentro gli occhi. non ho paura. del sangue. dei bambini che hanno fame. dei morti. ho paura soltanto di una cosa. continua a sentirlo. disturbato, magari, per le gambe di lei tra le stelle verdi. L’amore. Il mio. Continua a sentire il mare dentro alle conchiglie. Continua a chiamarmi la tua ragazzina. Continua. Tanto io muoio lo stesso. Lascia almeno che ti lasci qualcosa di cui raccontare ai figli della signorina innamorami. ho paura soltanto che ti dimentichi di un foglio di carta scritto fitto fitto. non sono le mie ultime lettere. è il mio corpo. sono ubriaca sì. ma disperata lo sono di più. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 18 febbraio 2011 - ore 10:52 e domandarsi perchè, alla mia età, io che so crescere un bambino e scrivere diffide di pagamento e seconde memorie ex art 183 sesto comma, venga colpita a morte dalle compagne di divanetto. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 17 febbraio 2011 - ore 14:17 (All the things you knew I’d written about you...) [La pioggia invade le nostri cornici. Arriva fino alle ossa. Scolla le emozioni dai sentimenti. Lo sai che mi piaci anche così, la mattina presto. Senza ombrelli, i capelli che si appiccicano, via Zamboni, i punkabbestia a dormire sotto i portici. Le stanze dei dormitori hanno soffitti alti. Sono umide. Sanno di rancido. E poi Marco si accorge del mio braccio. Ieri notte stavi seduto in fianco al mio letto. Sei rimasto a guardare mentre mi violentava, senza dire niente. Aspettavi, a braccia conserte, che uscisse da me. Quante volte è successo? Ginevra.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 14 febbraio 2011 - ore 23:53 Ti giri nel sonno, in un sogno, a poca luce. [ogni sera prima di addormentarmi ti penso fra le sue gambe. mi convinco tu sia al sicuro. tu che sei tornato dove volevi stare. c’è un maniaco che continua a chiamarmi di notte. all’una e trentacinque. forse ascolta troppo vinicio capossela. mi svegliano, lui o le apnee. il dottore dice che non respiro bene. quando mi ausculta i polmoni, ho sempre paura che il cuore tracimi. non voglio finire a dirti che ti amo, anche questa notte. treni all’alba. domani.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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