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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
giovedì 8 aprile 2010 - ore 23:24 You’re standing on my neck Tanto, il tempo e le cose non dette e le cose tralasciate e i sentimenti digeriti e le diete di sguardi ed odori e le malattie croniche, magari di poco, ma non sono per sempre. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 8 aprile 2010 - ore 15:44 BILANCIA-MENTI. ASCENDENTE VAFFANCULO. Ma se io avessi previsto tutto questo. Col cazzo persino che ti avrei aperto la porta quella sera. E al posto dei Doors avrei riempito la stanza di Amedeo Minghi e i suoi futuri anteriori. Cerco delle colpe, alle mie gelosie. E dei bravi genitori alle mie paranoie. Mi piacerebbe spiegare la mappatura delle vostre vite e dimostrare che io sono riuscita a lambirle tutte. Ma ora non c’è traccia di me in nessuna. Ma se io avessi previsto tutto questo, col cazzo che vi avrei fatti entrare tutti nella mia vita. Solo Luca Zaia. Solo io, te e Luca 3msc. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 8 aprile 2010 - ore 10:03 Ho trovato quella vecchia cicatrice procuratami con una spilla. Notti sconvolte. L’odore del tabacco nella pipa, avanzi di querce, la colla indurita dietro sentimenti staccati a forza dalle tue pareti. Berlino rinunciata. Venezia dietro una copisteria. Cyberpunk e Camille De Toledo. Sangue sulle pagine di un libro che non ti ho più restituito. Passare la notte con il pensiero delle chiavi perse in una piscina e lollipop all’anguria. E il bacio che ci siamo dati perchè gli addii sono solo un’occasione per limonare duro. Direbbe uno dei tuoi filosofi di genere. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 7 aprile 2010 - ore 19:15 EFEBICO Dici che sorrido nelle foto, e mi sono fatta più magra. E’ piovuto troppo in questi giorni. Restavamo pomeriggi interi a respirare l’odore dell’erba bagnata, di quella che le tedesche fumavano in bagno, di quella che i frikkettoni a piedi scalzi seminavano dappertutto. Fango, madeleine e acqua al cloro. Il vino a settanta centesimi. Rebeca che spunta in camera per salutarti e non si sa bene che faccia fa mentre mi scopre a dormirti a fianco. Ma non è nemmeno questo il punto. A volte il dolore ti porta via tutto. Un taglio netto e ti trovi senza minne, senza sesso, ti dimentichi persino le ciabatte per fare la doccia. Non stavo così da tanto. Odori, sporco impossibile, freddo. Lines seta ultra altrui nella doccia, capelli umidi, ventenni che allattano. Senza sentire il rumore dello schianto. Affondando la faccia nei free hugs di sconosciuti, sale che non cresce negli occhi, rutto libero, squadrismo e goliardia mentre vi ostinate a chiamarmi la vostra ragazza dell’Est. E Federico Fiumani che mi canta addosso Diamante Grezzo da Lione fino al casello di Desenzano. Vieni a letto con me. Ti presento il mio orsachiotto di peluche. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 6 aprile 2010 - ore 21:26 la vita e’ un’altra cosa che qui non puo’ accadere Si siede in braccio mio e comincia quel gioco fatto di domande e perchè infiniti. Quando una cosa diventa un ricordo? mi chiede. Lo guardo stupita. Se avesse ancora i denti davanti e non ce ne fosse uno che traballa per cui è in trattativa con la formichina, faticherei a dargli sei anni. Lui vuole una risposta elementare. Semplice. Sennò poi si stancherà. Sennò poi continuerà a tormentarmi di perchè . Quando non fa più mi male. Mi viene solo da dirgli. Quando anche se non ci soffi sopra, non fa più male. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 31 marzo 2010 - ore 11:16 SCARTI Trovate un uomo che abbia saputo amarvi. Fatto? Con le forbici dalle punte arrotondate dividete il suo corpo in modo simmetrico in ogni foto che avete di lui. Fatto? Chiedete a vostra suocera, o alla vostra ex cognata di tenervi la testa mentre vomitate. Chiedete alla vostra migliore amica di scegliere gli organi, sul plastico in miniatura di esplorando il corpo umano, da cui trarre reddito dopo la loro relativa vendita o trapianto. Fatto? Ora trovate un buco dove nascondere quanto siete meschine. Trovate un buco sulle vene del braccio per iniettare l’azzurro pennarello che una volta usavate per scrivere un po’ di voi sulle braccia degli altri. Ecco. Ora andatevene via. Che non servite più niente. Esiste un modo per spegnere tutto. Cazzo, se esiste- Pubblicità- LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 11 marzo 2010 - ore 02:38 M’IKEA Gli appartamenti vuoti, disabitati, di notte. Un piano di legno, due cavalletti, un codice di procedura penale, due penne, un quaderno e un libro, nella stanza con l’intonaco che si sbriciola Silenzio umido, Il riscaldamento rumoroso e la neve che scende in gola senza fiatare. Al telefono mi dici che sono momenti. Che c’è un destino dietro, quando ti capita di vincere l’appalto per forare gli Appennini con uno stecco del Cremino. Io penso istintivamente che si chiama sfiga e mi ha battuto sul tempo. E allora mentre mi aggiro di notte in queste stanze in cui mi hanno confinato per capire se le malattie passano anche senza cure, io non riesco a togliermi dalla mente il giorno che mi hai detto che c’era posto per me, nel tuoi pensieri sfitti. E contando e ricontando con passi grandi i metri quadri, ho imparato ad amarti a tal punto che... sono mobilio su misura adesso, e non vado più bene per nulla. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 4 marzo 2010 - ore 15:38 T’AMO. PIO. BOVE. Nascondo le forchette tra i capelli di Daniele. Ogni tanto mi fa posto in quel divano Bove, e restiamo a vedere la neve scendere più veloce delle diapositive nel proiettore. Che cos’è l’equilibrio? Un crampo alla vita. L’unica buona notizia è che domani notte non dormirò da sola. Hakan aggrottava le sopracciglia ogni volta che me lo sentiva dire. Penso all’undici dicembre. Scrivevi di forchette e io avevo fame di te. Ma la sete è peggio, credimi. La sete è tutta un’altra cosa. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 28 febbraio 2010 - ore 01:12 PHILIP WINTER NON FA PIù RUMORE Viaggiamo di notte. Custodisco il sonno di sconosciuti che respirano forte, il bus attraversa il buio dell’autostrada a forza di sorpassi azzardati e quiz alla tivù, ogni tanto appoggio la testa al finestrino ma resto vigile. Tu mi tocchi una spalla, dici cinque-minuti-e-siamo-arrivati. Lei dorme. Io vorrei tornare indietro. A Sete Rios mi manca il fiato. Tengo la gola con una mano e mi appoggio alle azulejos sporche della metro. Tu mi guardi e non capisci. A lei fanno male i piedi e Riccardo ci accoglie appena fuori da Rato in un appartamento all’ultimo piano con la faccia sbattuta di chi non riesce a chiudere una valigia perchè la città in cui hai vissuto per sei mesi non riesce ad entrarci. Disfiamo i bagagli. Dormo vestita, tanto ho freddo. Il giorno dopo non ci sarà strada in cui io riesca a perdermi o indicazione che non riesca a ricordare. Mangiamo all’osteria di Feira De Ladras. La cuoca sorride, mi riconosce. E a Santo Amaro il cuore diventa una sveglia. C’erano troppi ponti per scegliere quello da cui buttarsi. E la notte che mi è sembrato di sentire il tuo respiro tra il collo e la clavicola, ho ricacciato indietro le lacrime in una stanza che sapeva di Licia persona e non dell’odore che hai lasciato sulla mia sciarpa l’ultima volta che mi hai abbracciato. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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