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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
lunedì 15 novembre 2010 - ore 22:17 dei cani. canini. Corro in tribunale. Sul put rivedo Siracusa e la stelle. L’altro giorno, dal giudice di pace, c’erano i tuoi occhi dappertutto, dimenticati chissà da quanto. Ho sperato tornassi a riprenderli, nel tempo di una pratica. Poi con una delle mie mosse fantozziane il cellulare cade su un marciapiede e diventa autistico. Riesumo il nokia vecchio. Il tempo passa sopra a tutto ma non cancella la memoria dei telefoni, lo scopro oggi per caso. Tormentando con i denti le pellicine delle dita fino a farle sanguinare tutte. Trovo tutte le parole. Trovo tutte le notti che non mi lasciavi dormire o non ci riuscivo, temendo ti saresti svegliato in cerca di me. Trovo pomeriggi a mangiare gelati e a baciarsi in mezzo alle viti. Incerotto le dita. Snocciole pillole dai blister. Mi manca un dente. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 14 novembre 2010 - ore 15:32 Era un mondo adulto. Si sbagliava da professionisti. La tavola imbandita della domenica si riempie di piatti ricolmi di cibo dimenticati e posti lasciati vuoti. Tra qualche giorno mi chiederete ogni mattina di mettere sullo spazio delle sbarre un dito, per sapere se sono grassa abbastanza per mettermi in pentola, come la strega di Hansel e Gretel. La vita è un labirinto di cellule, adipe e ciglia. Non ci sono scarichi da lavandino. Non ci sono buchi, come sulle pance delle bambole. Non capisci come sono, cosa mi stia succedendo. Io lo so, ma non te lo dico. Non mi importa sapere se e quanto sono malata. Chi non ha niente, non lascia testamento. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 13 novembre 2010 - ore 13:10 Vado al parco a guardare i figli degli altri. Immagino il mio. Non riesco ad immaginarlo. Non ci vado alla visita. Poi bevo quando posso, quel tanto che basta per ricordarti con il dovuto distacco. Nemmeno tu. E allora nemmeno io. Prove tecniche di sparizione. Ti ho detto che farò di tutto. Lo farò. E non per te. C’è un odio più forte, viscerale contro la propria carne. Non c’erano le cicogne eppure te ne sei andato. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 11 novembre 2010 - ore 23:48 almeno leggimi. almeno continua ad entrare qui. almeno. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 10 novembre 2010 - ore 21:48 dura lex,sed lex Sai che cos’è l’usucapione, bambino ciccione? è un modo di acquisto della proprietà, a titolo originario, si dice. E’ il modo che il diritto ha di dare dignità ad un desiderio. E’ la possibilità che nostra signora legge accorda a quelli del partito mio, quelli senza il pane e con i denti, noi che siamo tutte fatine pronte a lasciarvi un soldino sotto al cuscino. Così se il tuo desiderio non lo lasci a marcire sterile in un angolo, se ci provi ad esercitare un potere in modo pacifico,non violento e ininterrotto, un giorno forse quel potere ti sarà riconosciuto di diritto. Sai bambino ciccione, ho sempre pensato che ad usucapire si facesse peccato. D’altronde la vergogna, mi dici sempre,è un sentimento da cattocomunisti. Però stasera, mentre ti ho lasciato cantare in macchina fuori dal lavoro, ho pensato che anche chi usucapisce è figlio di Maria. Che a volte ai desideri non puoi sottrarti. Anch’io usucapisco. Ogni giorno che passa, e nemmeno la tua proprietà. Per farlo dovrei esercitare un potere quale dominus su di te,sui nostri pomeriggi passati a bere,a farci bene, a sentirti parlare di tuo padre o di un amore con le braccia tatuate che di notte ti dicevo non avevi ancora dimenticato. E poi ti ho visto prenderci un bus insieme come in una canzone dei Lula. La tua fatina dei denti, quella che ha solo i denti dei bambini e muore anoressica del pane che non ha, ti pensa ogni giorno. Ti scrive ogni giorno. E anche se qualcuno terrà la tua testa sul suo grembo, come ho fatto io per qualche mese, non si interromperà il computo del tempo per usucapire. perchè il diritto che tento di acquisire, è solo quello di restare innamorata, dell’unico Armstrong che con i suoi baci ha riempito di crateri le mie lune. Io,nemmeno nei miei incubi ho spazio per dimenticarti. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 7 novembre 2010 - ore 23:42 e i tuoi rosari. Alla fine ti sei stufato. Anche tu, Ale. Ti avevo avvertito. Ho circoscritto la mia vita ad otto ore in ufficio, e lavori saltuari e del pianismo mediocre. Una sera d’aria, possibilmente il sabato. La domenica è stata eletta il giorno dei jeans e del poncho, come non posso più, e dei capelli sporchi e dell’alito cattivo e dei piatti da lavare. Giro in macchina con la musica troppo alta. Di solito è Paolo,spesso è Mario, spesso è lui. E quando attacca la prima canzone, mi sembra sempre che sia aprile, i tergicristalli, la pioggia in macchina di mio padre. Ho messo un triangolo, dietro di me. Per segnalare il disastro che sono e la vita che non voglio più. Per poco non te ne sei andata di casa quando ti ho detto che non avrei mai fatto quella visita, che non la voglio fare quella visita.Che la vita non sa più di niente e non voglio sapere, non voglio curare, non voglio più. Ti ha fermato in garage con le valigie in mano, la tua Antigone maledetta. La carne tua, che dice di no. Che si domanda perchè si può vivere da Creonte, o fare la fine del topo come Eteocle e Polinice. La tua Antigone che rimane murata viva dentro un corpo, dentro un amore, madonna pagana di destini già scritti. Chissà se avresti voluto venire mai nella bocca di un uomo, al posto di partorire un Figlio da assumere in Cielo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 7 novembre 2010 - ore 15:08 immacolata concezione. E’ salito in macchina all’improvviso, il pensiero di te. Credevo fosse Davide, invece era lui. Mi ha preso all’improvviso. Ho sentito premere forte le labbra. La lingua ad accarezzare la mia. Ho temuto mi mangiasse, per quanto mordeva. Gli ho tenuto la mano fino a casa, mentre guidavo in mezzo alla nebbia e alle parole della stessa canzone. Ci sono tanti capitelli. Solo adesso capisco quanto siamo uguali, madre mia. Solo adesso sono la regina pagana di un cielo di maledetti, alcolisti e bestemmiatori. Aspettando un figlio, un angelo, sacrificando una vita intera per la violenza che mi usa il pensiero di te. Immacolato, sporco e inconcepibile, l’amore che dico di provare. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 2 novembre 2010 - ore 00:51 La zigulì è finita. Il delirio, oggi. E un bel giorno dire basta e andare via. Invece poi compro un’aranciata. Mi dici che sono impegnativa. Impegnativa come un vestito da cerimonia? Che senza vestiti sarei una cerimonia. Magari prendo la macchina e vengo da te. Milano mi sembra un paesotto insignificante, in questo giorno insignificante di pugni su un tavolo e occhi pesti. Tutti dicono che si sopravvive. Sono un’america abortita, Ale. Sono una luna promessa. E non mantenuta. Per quanto strizzi l’occhio a Gagarin, poi aspetto Armstrong, le sue bandiere, e le sue gomme da masticare. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 31 ottobre 2010 - ore 21:50 mixando corde al collo. La mancanza è come uno dei disegni sui sussidiari. Prima c’è l’essere unicellulare. Poi le cellule diventano due. Poi interviene la gemmazione o tutte quelle balle che non avevo mai voglia di studiare. La mia mancanza per te ha uno scheletro ben formato. E’ una schiena di animale, quello che mi resta attaccato tutte le notti e mi dice. Scrivigli. Pensalo. scrivevo mesi fa. oggi c’era anche fabio.ho pensato. ognuno parli per sè di quello che rimane dell’amore. già. ma tu intanto te la fai con una che potrebbe essere tua sorella. io sono da sola. io rinuncio. so dove sei anche stasera, ma ficco la copia che paolo mi regala, in borsa,dico che sono stanca e me ne torno a casa.ad accarezzare la schiena del mio animale strano. piuttosto che scadere a vederti. piuttosto che scadere ad essere il tuo colpevole. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 31 ottobre 2010 - ore 01:03 tra i miei amici l’amore è come un premio da meritare e malamente speso. La vita nuova inizia con una confezione di cipria, e sei uomini uno in fila all’altro. Con uno scenografo che propone di farti posare nuda dentro ad una gabbia. Poi ti guarda con l’unico occhio dritto e millanta che sarai la prima a recitare nel suo prossimo film. Inizia con un pranzo in campagna, pasta e fagioli, vino da capottarsi, cani e gatti, collirio e cartine. Inizia con il freddo che ti paralizza le dita. Con un pennello da trucco che non basta a coprire la pelata di uno dei tuoi cantanti preferiti. Inizia con chi ti vuole portare al mare, con chi ti guarda da dietro un vetro e ti desidera come un vestito. Inizia con una canzone che finirai a risentire tutto il giorno. Sapevo dov’eri stasera. Sarebbe bastato schioccare le dita e calcare la mano con lui. Ma ho preso il treno e ho ascoltato per tutto il tempo L’inconsolabile. Le mie ragioni mi toglieranno d’impiccio. Nessuno in questo secolo sa amare qualcuno. Nemmeno io che ti ho tolto l’aria. E che adesso prendo treni al volo, e cerco soltanto di non fare la cosa sbagliata, intollerante ai latticini, allergica alla consolazione. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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