BLOG MENU:


violante, 28 anni
spritzina di Waterloo
CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO





























HO VISTO



STO ASCOLTANDO

eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




(questo BLOG è stato visitato 18054 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





venerdì 31 ottobre 2008 - ore 21:55


ORA CAPISCO PERCHè LA DESTRA HA TANTO A CUORE IL TEMA SICUREZZA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bisogna accettare che ci siano più angeli in cielo, stanotte.
Che i malaticci subiscono le aggressioni dei primi freddi e una aspirina veloce veloce...neanche a parlarne.
Che trenta bambini ti invadano casa.
Bambini che sbucano chissà da dove, come funghi, e madri con le parrucche che fanno da palo fuori dal portone.
Bambini con le dentiere, che ti chiedi come facciano a mangiarle tutte quelle caramelle.
Che ai miei tempi non si usava così.
E forse un po’ sono vecchia anch’io, che invidio le ali da pipistrello al mio pargolo preferito ,mentre minaccia un bacio a piovra, sondando che di dolcetti non ne ho più.

Si sono spazzolati tutte le caramelle.
Non so se costituirmi come parte lesa.



LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



giovedì 30 ottobre 2008 - ore 10:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi mancano le parole.
Quel foglio resta bianco.
Resto a letto, questa mattina, che non ho la forza di alzarmi.
Che fuori c’è il sole.
Che mi viene in mente quel trailer.
Io vi invidio la vita.
E frego la connessione al vicino.
Mentre provo a ricordarmi di te.

Che vorrei potessi riavere le tue gambe e le tue mani, in cielo.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



mercoledì 29 ottobre 2008 - ore 15:32


HAI FOTTUTO GOLIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vogliono che dica qualcosa di te, venerdì.
E io mi ricordo solo di una canzone della Pausini.
Delle tue unghie curate, delle tue caviglie deformate, l’ultima volta che mi hai invitato a bere il tè, e a vedere Shrek.
Non riesco a staccarmi di dosso il pensiero del tuo corpo che giace da solo, da qualche parte in quell’obitorio, senza di te.
Non riesco a metterlo da parte quel pensiero, mentre entro piano nella memoria, per cercarti.
Quando correvamo insieme all’asilo.
Quando hai cominciato a parlare male.
Quando gli altri schizzavano fuori dalla classe a fine lezione e tu camminavi incerta e io stavo ad aspettarti.
Quando alzavi la mano e chiedevi qualcosa, e la maestra mi guardava interrogativa perchè le ripetessi quello che avevi detto.
Quando hai cominciato ad usare la sedia a rotelle e i tuoi ti portavano in vacanza oltreoceano a vedere i delfin,i e a farti visitare dai luminari delle malattie rare.
Quando ti arrabbiavi se non ti accontentavo, perchè eri volitiva, capricciosa.
E allora io pensavo, domani le passerà. E passava.
Poi hai finito a restarci incastrata in quel corpo, come se la tua vita trascorresse tra le lamiere di un incidente.
E non ti lasciava crescere, non ti lasciava muoverti con scioltezza, non ti faceva dare un bacio al ragazzo che ti piaceva, ti inchiodava ad un divano, alla tivù, a quell’arroganza di quando mi fissavi e mi facevi pesare quante cose avessi in più di me.
Io che avevo tutto il resto, e che ti lasciavo fare e fingevo di invidiarti per darti un po’ di ristoro, per farti sentire fortunata, perchè niente era abbastanza per renderti felice, niente riusciva a darti pace.
Come darti torto.
I dottori che dicevano che dovevi essere già morta, le parole e i gesti intrappolati dalla malattia, gli altri, e anch’io, che andavano e venivano senza troppa costanza.
Che la vita corre, e tu ti facevi spingere.
I tuoi stamattina hanno lasciato che ti portassero in ospedale.
Continuo a pensare al tuo corpo. Continuo a pensare che sei da sola in un posto tutto bianco e che sa di disinfettante. Continuo ad avere freddo da quando mi hanno chiamato all’università per dirmi che te ne eri andata dal tuo nemico.
Ed io non c’ero a tenerti la mano, mentre lo vincevi per la prima volta.



LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



martedì 28 ottobre 2008 - ore 22:55


DàGHE, TI DICEVO.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sere strane.
Tu che continui a cercarmi, deliri, poi offendi, poi sparisci.
Solo perchè ti scrivo che non sai dove sono.
Che ogni scelta comporta delle conseguenze.
Che quelle conseguenze le sto a pagare io.
Sere di dolcezza.
Con te che mi parli di parole che ti sono rimaste incise sulla pelle, delle penne che stanno sempre sopra il tavolo e mi racconti di Padova, delle lezioni fuori dalle aule, della pioggia e di foto da scegliere in bianco e nero.
Sere di infusi di mela.
Un padre preoccupato, le parole che ti escono dalla bocca un po’ per forza, un po’ per stanchezza se la pupa non lascia dormire la notte e mangia come un animale.
E io penso in cuor mio a quanto ti somigli.
Stasera l’economia mi tiene calma.
Ho in testa una canzone dei Wir Sind Helden.
Ho frugato alla ricerca del braccialetto che mi hai regalato, quello fatto con le corde del basso quel giorno che fuori c’era il sole e la fiera a Padova, e stavamo a gambe incrociate fuori dal padiglione a mangiare banane corrette all’anima nera.

Non è il tempo che è passato.
Siamo noi che non ci siamo più.



LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



martedì 28 ottobre 2008 - ore 18:40


CHE SONO UNA STUPIDA FRASE DA DIRE DAVANTI AD UN CAFFè
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Appunti impossibili da decifrare.
E i dubbi sui contratti preliminari impropri che prendono il treno.
Oggi fa freddo e i pensieri si fossilizzano sulle dita delle mani.
Lascio impronte sulle finestre.
Ascolto musica al buio, mentre imbocco la riviera senza fiato.
Non riesco a metabolizzare tutto.
E so che sono caustica questi giorni.
Che mordo, oltre a mangiare le persone come faccio di solito.
Che dormo troppo e la mattina dimentico sempre la pappa reale, e poi dico di no e mi ritrovo ad ordinare brioche al cioccolato.
Che i casi di civile non riesco a risolverli.
E forse non lo sposerei mai un esecutore testamentario.
E forse nemmeno un legatario sottoposto ad onere.
No, credo di no.
Mentre mi mordo un dito per non finire ad ascoltare Battisti.



LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



lunedì 27 ottobre 2008 - ore 23:38


HAPPY BIRTHDAY, SYLVIA.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Passo tutto il giorno a dirmi che non devo pensarci.
La notte è più difficile.
La notte non ci sei tu, a farmi foto assurde che sembro una bestia di Satana.
La notte mi dilata lo stomaco, mi riempie il viso di ombre, e i pensieri non riesco a scacciarli nemmeno a colpi di latte detergente e tonico rinfrescante.
Dovrei essere a Kreutzberg, adesso.
A ridere.
A stare bene, come non lo siamo più stati, con te.
A dormire in un buco, su un pavimento.
(Che avrei portato il mio sacco a pelo viola e verde. E i cereali e i biscotti per la colazione).
A cibarmi di Trabant e di guerra fredda.
A guardare un sogno con i miei occhi celesti senza mediazioni.
Seba dice che possiamo arrivarci in dieci ore.
Che i quartieri sono grandi.
Che la borsa crolla e tutti comprano nella zona est.
Seba che non lo dice, ma ha capito quanto mi hai fatto male.
Io non ne sarei mai stata capace.
Non così.

Ma adesso sì.



LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



lunedì 27 ottobre 2008 - ore 10:23


TU CHIAMAMI SOLTANTO MISS RETTORE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Restiamo con i piedi che penzolano nel vuoto.
E le parole sotto-pelle.
E la gente che passa, le case longobarde, la Coldiretti che suona per noi.
Che nemmeno le foto riescono più.
Sarà colpa della birra al kiwi o del vino degli agriturismi o della mia famiglia allargata che ovunque va, fa casino e gli altri tavoli a guardarci biechi.
Cancello a fatica una foto che non è mia.
E’ un giorno di sole. Porti una maglia grigia e stringi lei a te.
Ho creduto di sapere che odore avessi dal modo in cui la abbracciavi, dal modo in cui la stavi guardando.
E ho rubato quella foto per avere qualcosa che mi parlasse di te.
Vostro onore, era stato di necessità.
Invoco cause scriminanti e tutele cautelari.
Invoco i brividi che mettono i pensieri che macinano.
E quelli provocati dalla Rettore pseudolive, o a scriverti con una matita nera sul braccio, o a sentire gli Animals, anche se solo una strofa.
Che non lo so quanto tempo ci resta o abbiamo.

Ma io sono sempre per la fretta, salvo l’apostrofare "Cielo, mio marito"!



LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



sabato 25 ottobre 2008 - ore 15:57


WOODY...AIA!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I bambini che per una caramella di zucchero non ti parlano per un’ora intera.
I film di Woody e tutti quei messaggi subliminali.
Oviedo, la chimica, l’acqua e l’olio.
Sentirsi come case sfitte.
Case con le chiavi consegnate al portiere e grandi finestre aperte sulla Senna.
E io ti entro dentro e misuro i metri con grandi passi sul parquet per capire se il mio armadio possa starci dentro.
Tu che stai col naso all’insù per capire quanto cielo possa entrare da un abbaino.
E quale cielo.
E cos’altro.
Se stelle, se le perle di una collana, se un cappello più dandy che soft chic.
Se il tuo modo di farmi scoprire le fossette vicino alla bocca.
Il segno rosso di un morso, il trailer di un film che copia Il Testamento di Tito di De Andrè, mentre le tue mani scavano nel bianco delle mie.



LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK



venerdì 24 ottobre 2008 - ore 12:57


AUF-WIDERSEN
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nella mia vita parallela starei a preparare le valigie.
A suddividere le spese, i posti, gli itinerari, lo spirito per ogni giorno di permanenza.
Starei ad appaiare calzini, abbinare sciarpe (che me ne porto sempre troppe in giro), a fare lavatrici e a scegliere la musica giusta.
Quella che poi farà germinare un ricordo, che ti collegherà a un luogo, un profumo, una scarpa slacciata, e tutte le stronzate che si associano alle madeleine di Proust.
Tu stai tra le due dimensioni.
Quella reale, di una destinazione e di un aereo che se ne partirà senza di me.
Quella onirica, ma dolorosa, a tal punto che non riesco ancora a restituire quella guida alla biblioteca.
La sfoglio la sera, prima di addormentarmi.
Prima di finire a dire che è tutto finito.
E rileggo il tuo messaggio di ieri. Il modo freddo di dare ordini, di organizzarmi una realtà che sta ancora nella mia testa solo per gioco, per disperazione, per romantica tristezza.
E nella tua.
Nella testa di chi non sa più niente di me.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 23 ottobre 2008 - ore 11:14


SLIM FAST
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Combatto da settimane col sovrappeso.
Con l’ansia che ho ingurgitato tra un arpeggio e l’altro, e che va sempre a collocarsi dove non dovrebbe.
Stamattina salgo sulla bilancia e quasi mi commuovo.
Tre chili in meno, e l’armadio è salvo.
Salvo come i negozi di abbigliamento che non dovrò andare a invadere, con i miei modi barbari.
Sono l’Attila delle commesse, dei centri commerciali e dei negozietti in centro.

Poi mi scrivi tu.
Lei, tre chili li ha persi tutti in una notte.

Ma c’è più soddisfazione a diventare mamma, piuttosto che ad essere soltanto dimagrita.
E ti dico che la felicità comincia adesso.
Papà.



LEGGI I COMMENTI (18) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:


companera incazzosa siriasun feu follet daisychain paroxysm misia Rodo Norin apina Mirò Vitto sanguez biankaneve

BOOKMARKS





UTENTI ONLINE: