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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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martedì 14 ottobre 2008 - ore 18:13


L’AURA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le lauree mi mettono tristezza.
Mi addormento in treno.
Il mio corpo parla da solo.
Tu gli fai una domanda e la testa si muove.
Signorina perchè fa no con la testa?
Rinvio. Non mi veniva la parola.
E allora perdo tempo ad argomentare di analogia mentre il lampadato mi dice di andarmi a ristudiare i broccardi. Poi mi sgamerà a sparlare con Olsi, di lui.
Pazienza.
Che le cose perfette non ci portano fortuna.
Che bisogna esprimere un desiderio per volta.
E se il vostro si è avverato, vi penso tutte, orgogliose, bellissime e forti.
E mi basta.



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martedì 14 ottobre 2008 - ore 00:36


LOVE IS A NUMBER
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Serate alla Natalia Ginzburg.
Le babe in cucina.
Io in bilico tra un capitolo di processuale e una voce al telefono.
Il cantante dei Soerba è mio di diritto, ti dicevo.
Mentre tengo le dita incrociate per chi domani aspetterà l’effetto domino, per chi domani diventerà dottore, per chi domani spererà di guarire.
Il futuro, il verbo di Amedeo Minghi.
Io stanotte non voglio niente.
Io stanotte lo dico piano.
Io che parlo sempre troppo.

Sarà così, perchè sei bella o per qualche tua nascosta capacità.



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lunedì 13 ottobre 2008 - ore 12:05


TEMPOR*LE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Così non succedeva da tanto.
Non trovo la musica giusta.
Non trovo citazioni appropriate.
Ciglia nere, sguardi attenti.
E stanotte ti dicevo che non mi importa.
Contaminata come sono.
Quasi arresa.
Posso anche restare a testa in giù.
Posso anche cadere.
Rilego il raziocinio, e in una vasca di acqua profumata di motel, aspetto il temporale.

E lei non lo sa, che dopo la tempesta niente sarà uguale.



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lunedì 13 ottobre 2008 - ore 00:03


TI SEI PERSA IL BRIVIDO DI SEI TARANTOLE SULLA SCHIENA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il suo annaffiatoio verde di plastica
Per le sue finte piante cinesi di gomma
Nella terra di plastica finta
Che ha comprato da un uomo di gomma
In una città tutta di gomma
cerca di liberarsi
La consuma

Vive con un uomo distrutto
Un uomo di polistirene incrinato che si sgretola e brucia

Faceva chirurgia per ragazze negli anni ’80
Ma la gravità vince sempre
E lo consuma

Lei sembra la cosa vera
Ha il sapore della cosa vera
Il mio amore di plastica finta

Ma non posso evitare il mio sentimento
Potrei esplodere attraverso il soffitto
Se solo mi voltassi e corressi
E mi consuma

Se potessi essere chi vuoi tu
Se potessi sempre essere chi vuoi tu
Per tutto il tempo



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domenica 12 ottobre 2008 - ore 20:58


LE TUE TANTO ATTESE MESTRUAZIONI E LE RIVOLUZIONI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Donne belle, donne con la cravatta.
Oggi Cesare piangeva al parco.
Mi ha vista e si è fiondato a darmi un bacio.
Cosa ci faccio io agli uomini?
E continuo a rileggere quel libro.
Lei dice che non capisce quelle donne che si innamorano di quelli che le fanno ridere.
Ridere è secondario a quella oscurità che ti fascinerà e legherà per sempre all’altro.
Che te lo dicevo in macchina senza pensare.
Che ci penso adesso e mi chiedo dove avessi lasciato il cervello.
Che provo a giustificarmi con gli effetti collaterali della tassoni o dello scoiattolo di Cattelan.
Che poi lo so che ci credo e mi rimetto a sottolinearlo quel libro.
E che scadrò a fare amicizia anche con la donna bella e con la cravatta.
Provando a ricordare di un sorriso al buio, stasera.



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domenica 12 ottobre 2008 - ore 14:23


OMINIDE, è LA MIA ATTITUDINE (CHISSENEFREGA)...CIOKICIOKI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho le vene più blu, notavo stanotte togliendomi il trucco.
E forse è colpa di come mi sono contaminata.
Forse è colpa di pelucchi mentali lasciati da una vedova blu di peluche.
Ieri c’era tanto sole.
Ma anche queste sono cose che formano.
Oggi ce n’è ancora di più e ascolto I Verdena perchè piacciono all’aspirapolvere.
Io e il mio raziocinio italico.
Mani curate, dita forti, unghie corte.
Ho sbagliato qualcosa.
Lo so da cinque minuti.
Lombroso ne era sempre stato consapevole.
Eppure ieri sentivo gli odori, anche mentre su quel muro della stazione c’era scritto “mi ami davvero non come gli spot che dicono solo bugie”.
E il tuo.



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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 10:17


CHILDREN’S CORNER
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mattine di sonno appiccicato agli occhi.
Una bambina stanotte si è addormentata con i due coccodrilli ed un orangotango stringendomi un dito.
Si è risvegliata due ore dopo per una zanzara.

Stamattina tu non capisci niente.
Come al solito, e manco perchè non parliamo la stessa lingua.
Perchè dici che non sono felice e la felicità è un investimento.
Parli peggio di un promoter finanziario che mi vende derivati come caramelle.
Zapatero a sus zapatas, diceva una spilletta nella Ramblas quel giorno.
Io come al solito ci sentivo poco.

I due leocorni hanno rapinato una banca e sono scappati in Messico.
Ecco perchè non si vedono più, Giulia.



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giovedì 9 ottobre 2008 - ore 16:15


B(U)ON(A) US(CITA)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Anche se ci sarà
del lavoro da fare
da domani vedrai
non mi saprò contentare



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mercoledì 8 ottobre 2008 - ore 23:30


OVOMALTINE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è più Marcovaldo in me che nel magazzino di una libreria.
Non so da quanto la aspettavo.
Modifico la sintassi, ma non trovo nulla che sia per me.
A parte i colori.
A parte le tue parole scritte con quella calligrafia complicata.
A parte saperti felice.
Che finisco a fare la vecchia zia, quella che ti pizzica le guance e ti bacia sulla fronte, e mi commuovo, in mezzo agli adesivi, alle bustine di zucchero, a quella Berlino che frantumi in una busta gialla e mi spedisci per posta.
Non sono giorni facili. Ma tu non lo sai.
Io la chiamo stanchezza.
Quel qualcosa di torbido che ho dentro ,fa no con la testa.
Quel qualcosa di torbido ascolta Cristina Donà mentre sono a lezione di diritto civile e svuota il frigo la domenica pomeriggio, e mi infila il pigiama quando gli altri si perdono a stare lontani da me o dove io non posso raggiungerli.
Quel qualcosa di torbido, carica le emozioni con il timer.
E quando suonano alla porta non so se è Domitilla con i bambini, il postino, la mia coscienza o le lasagne che bruciano in forno.



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lunedì 6 ottobre 2008 - ore 20:16


GLI AMORI DIFFICILI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Il letto era come l’aveva lasciato Elide alzandosi, ma dalla parte sua, quella di Arturo, era quasi intatto, come se fosse stato rifatto allora. Lui si coricava dalla propria parte, per bene, ma dopo allungava una gamba in là, dov’era rimasto il calore di sua moglie, poi ci allungava anche l’altra gamba, e così a poco a poco si spostava tutto dalla parte di Elide, in quella nicchia di tepore che conservava ancora la forma del corpo di lei, e affondava il viso nel suo guanciale, nel suo profumo, e s’addormentava.[...]
Elide lavava I piatti, riguardava la casa da cima a fondo, le cose che aveva fatto il marito, scuotendo il capo. Ora lui correva le strade buie, tra I radi fanali, forse era già dopo il gasometro. Elide andava a letto, spegneva la luce. Dalla propria parte, coricata, strisciava un piede verso il posto di suo marito, per cercare il calore di lui, ma ogni volta si accorgeva che dove dormiva lei era più caldo, segno che anche Arturo aveva dormito lì, e ne provava una gran tenerezza."

Chi cerca trova.
Pomeriggi passati a spulciare in biblioteca tutte le raccolte di Calvino e a nascondersi dal solito ragazzo.
Quello delle elezioni di due anni fa. Quello che ti ha fermato per avere il tuo numero di telefono mentre tu cercavi di capire come scrivere Lilli Gruber sulla scheda elettorale. Quello che esordisce sempre con la solita frase pseudo romantica che il tuo nome sta nel titolo di un libro.
Mi sono nascosta in ludoteca, che in mezzo ai pesci rossi mi avrebbe di certo trovata, a giocare con la mia bibliotecaria preferita al coccodrillo dentista.
Ho perso, mi ha mozzato due dita.
Mi sono salvata. La schiuma dei giorni davanti alla faccia per cammuffarmi mentre uscivo furtiva.

Vinicio stasera chiede che cos’è l’amor. Io bacio Italo. Faccio prima.



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