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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
![]() BENVENUTI NEL BLOG DI DON VITTO LE IMMAGINI DELLA PRIMA CELEBRAZIONE. QUESTO BLOG SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL, MA NON SUPPORTA LA NAZIONALE FRANCESE DI RUGBY. ALLO STESSO MODO, QUESTO BLOG SUPPORTA ROSY BINDI, MA NON IL PARTITO DEMOCRATICO. TORELLI ARROGANTI lunedì 13 febbraio 2006 - ore 14:44 E tutta colpa della pera. Allora...un weekend in montagna con RAC THELMA BAMBI84 e www.fabiopoli.com mi ha fatto capire tante cose: 1) Acciù, macari i prurici channa tussi! 2)Le salite salgono di più, per alcuni. 3) nel rum e pera, quantunque i più credano il contrario, è la pera che fermenta... 4)Le tradizioni popolari del carnevale son belle fin che si vuole, ma i clown scassano il cazzo comunque. 5)Beppe Grillo ha ragione, ma non sempre. 6)Thelma è la mamma di tutti noi, un po come la grande madre ebraica di woodyalleniana memoria LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK venerdì 10 febbraio 2006 - ore 13:53 Olimpiadi secondo The Guardian There is a chill in the air of Sestriere, the purpose-built Italian alpine resort due to host the Olympic downhill and slalom. Thousands of police and soldiers will soon patrol the streets, while Nato has sent two early-warning surveillance aircraft above Turin, ostensibly to protect the winter games from terrorist attack. But as the Olympic flame arrives today, security will target enemies closer to home. Never before has the flame, a supposed symbol of peace, been afforded such a hostile reception. On its two-month, 7,000-mile journey around Italy, it has been booed and jeered. Attempts have even been made to block its path, wrestle it from torchbearers and extinguish it. Since it arrived from Athens on December 8, it has become the focus of protest by anti-globalisation groups, those angry at a planned high-speed train link, and people bitter about the games commercialisation. What should have been a symbol of celebration has become a sign of controversy. Even by Italian standards, with a strong anarchic tradition, the furore has been unusual. Mario Pescante, the minister charged with supervising the games, claimed that attacks on the flame were the work of professional anarchists. But that is only partly true. What is certain is that the flame has kindled a bewildering array of popular protests. Unspoiled Patrizia Vercellino, 42, is no activist. A supply teacher from Bardonecchia, a small town near the French border, she is against plans for a high-speed rail link between Turin and Lyon through the Susa Valley. Residents fear an environmental disaster in one of the most beautiful and unspoiled parts of Italy. Although building work has halted residents say it will resume when the games finish and the media moves on. "I am a pacifist," said Ms Vercellino, "but I felt the need to take a stand ... All this euphoria about the Olympics does not correspond with how I and many other people feel. We are very worried about our valley." She said protesters merely tried to advertise their plight as the Olympic torch passed last Sunday. Two protesters tried to smother the flame with a banner. Police advised officials to shorten the route and take the flame to the next stop. "We have nothing against the Olympics, we are happy they are happening here," said Ms Vercellino. "But we fear the police and soldiers who have come to protect the Olympics will stay on after the games are over and enforce this terrible project on our community." Commercialism Father-of-two Silvio Tonda, from Susa, said the Olympics had spurred many to join the protesta populare. He is incensed about the commercialism. "I am a lover of sport but this is just business. Im not interested in an event where it costs €800 [£550] to get into a stadium. These arent games for ordinary people, these are for the rich." He added: "People dont want to stop the flame, they want to stop what is behind the flame - the commercialisation of what used to be a venerable event." The Communist Refoundation party has focused on the main sponsor, Coca-Cola. One radical mayor, Beppe Joannas of Bussoleno, refused to allow the company to advertise in his domain. There have also been dozens of protests jeering the sponsors procession. Others are protesting against the environmental damage caused by the games. The environmental group Legambiente cites the hundreds of trees cut down for the bobsled track in Cesana and says mountainsides have been "buried in cement" to provide accommodation for athletes. The huge amount of artificial snow manufactured is another sore point. "Billions of euros have been spent for just a few days of sport," said Luigi Casel, a public service worker from Bussoleno. "How many of these facilities will be used after the games?" An Olympic organising committee spokeswoman, Giselle Davis, admitted "a little disappointment" about the flames rough ride around Italy. She said the committees estimate was that more than 4 million Italians had applauded and cheered the flame as it passed their towns and that protests were "an infinitesimal part" of its epic journey. The mayor of Turin, Sergio Chiamparino, said protesters were harming their causes and pointed to the advantages of the games, including huge investment in Turins infrastructure. The president, Carlo Azeglio Ciampi, said: "This is a chance to confirm our capabilities, to boost development. We must not miss this opportunity." Few seem to have heeded the message. Activists promise more "initiatives" and police warn of an impending visit by hardcore anarchists from Spain and Greece. It remains to be seen how the winter games will be remembered LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 10 febbraio 2006 - ore 13:47 Il Grillo Lui sarebbe stato là, in mezzo agli altri sette. Avrebbe tenuto la fiaccola assieme ad altri tre molto più alti di lui, forse issandosi sulle loro spalle. Sarebbe stato bello, con la sua barba ispida e incapace di nascondere la sua quasi perenne ubriachezza non molesta. Affondato magari in una giaccavento troppo grande per lui perchè della sua taglia non ne fanno proprio...non ne hanno mai fatte. A ben vedere, pure le tutine da fondo gli stavano larghe, per quanto avrebbero dovuto essere aderenti. Invece stasera lui e i suoi tre compagni, che davanti al re di Norvegia, nel 1994, a Lillehammer, la misero nel culo agli spilungoni norvegesi, zittendo uno stadio di 120000 persone urlanti, non ci saranno, a portar lultima fiaccola, ad accendere il fuoco olimpico. Ci sarà probabilmente un carabiniere di Bologna, che superava le auto in coda mettendo fuori una paletta dellarma altrimenti mai usata, e che proclamava con solennità "Viva la gnocca" al mondo dopo aver vinto due medaglie olimpiche. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 8 febbraio 2006 - ore 14:43 De Jong Nuovi economisti È chiaro che leconomia della prossima generazione dovrà essere molto diversa da quella di oggi Internazionale 593, 1 giugno 2005 La maggior parte degli studi di economia si basa su una serie di concetti introdotti allinizio del ventesimo secolo dalleconomista inglese Alfred Marshall. Marshall partiva dal presupposto che "la natura non fa salti". Tuttavia, noi economisti siamo sempre più infastiditi dalla inadeguatezza degli strumenti neomarshalliani che ci siamo costruiti per spiegare il mondo. Lidea è che dovremmo lasciare che il mercato risolva i problemi che abbiamo creato e senza aspettarci che piccoli (o anche grandi) cambiamenti producano effetti enormi. Un balzo tecnologico in avanti capace di far aumentare i salari delle persone più qualificate e colte, per esempio, ne spingerà altre a ricevere unistruzione, ristabilendo lequilibrio così da non far crescere troppo le diseguaglianze. In base allo stesso principio, un paese con un basso costo del lavoro attirerà gli investimenti stranieri, e laumento del rapporto tra capitale e lavoro che ne deriverà farà crescere la produttività. Dovunque si guardi, attraverso gli strumenti di Marshall vediamo che lequilibrio economico riporta tutto alla normalità. Le teorie di Marshall hanno sempre funzionato bene e hanno aiutato gli economisti a capire il mondo. Ma oggi, con il progresso e le nuove conoscenze che abbiamo, cè bisogno di qualcosa di diverso: di uneconomia dei circoli virtuosi, delle soglie e degli effetti farfalla, in cui piccoli cambiamenti producono conseguenze gigantesche. Forse è sempre stato così. In base ai parametri di un secolo fa, viviamo in un mondo incredibilmente ricco. Entro un paio di generazioni non ci saranno quasi più analfabeti in tutto il pianeta. Eppure, anche tre secoli fa la tecnologia fece un balzo in avanti che avrebbe portato dagli orologi meccanici ai mulini ad acqua, dai cannoni alle caravelle, fino alle varietà di riso di Guangzhou che possono essere raccolte tre volte allanno e allallevamento delle pecore merino sulle colline spagnole. Ma tutte queste innovazioni sono servite solo a far crescere la popolazione umana, non lo standard di vita del pianeta. Se oggi dividessimo equamente tutto quello che si produce nel mondo, potremmo avere un tenore di vita dieci volte superiore a quello dei nostri antenati dellera preindustriale? Venti volte? Cento volte? Ha senso fare questa domanda? David Landes cita sempre lesempio di Nathan Meyer Rothschild, che nella prima metà dellottocento era luomo più ricco del mondo e morì per un ascesso. Se avesse potuto scegliere tra la vita che aveva condotto come principe della finanza e unesistenza più modesta come quella di oggi, ma con trentanni in più per veder crescere i suoi nipoti, cosa avrebbe preferito? Senza dubbio, oggi viviamo in un mondo incredibilmente pieno di diseguaglianze. Nella provincia di Xian, in quello che era il cuore dellimpero della dinastia Tang, ci sono ancora famiglie che hanno un ettaro di terreno coltivato a grano e una capra. E in tutto il mondo, ci sono persone che potrebbero comprare quel terreno e quella capra con un giorno di stipendio. Leconomia di Marshall – quella dellequilibrio, degli spostamenti dellofferta e delle reazioni compensative – non ci aiuta a spiegare tutto questo. Perché, in tutto il mondo, gli standard di vita sono rimasti fermi così a lungo? Perché il tasso di crescita ha subìto unaccelerazione così rapida in così poco tempo? Dovè leconomia dellinvenzione, dellinnovazione, delladattamento e della diffusione? Non negli scritti di Marshall. E perché il mondo di oggi è così diseguale che è stato difficile trovare un sistema di redistribuzione che non abbia prodotto di nuovo una divergenza, almeno fino agli anni ottanta? Storici delleconomia come Ken Pomeranz osservano giustamente che prima della rivoluzione industriale, le differenze tra gli standard di vita delle grandi civiltà dellEurasia erano piccole. Alla fine del diciassettesimo secolo, un contadino della valle dello Yangtze aveva uno stile di vita diverso da quello del suo omologo della valle del Tamigi, ma non nettamente migliore o peggiore. Due secoli dopo, non era più così: per la prima volta nella storia, alla fine del diciannovesimo secolo in Gran Bretagna e negli altri paesi in cui si era diffusa la rivoluzione industriale il tenore di vita medio era enormemente superiore a qualsiasi limite di sopravvivenza neomaltusiano. I successi della prima fase dellera industriale furono conseguiti nonostante venisse sprecata una considerevole percentuale di reddito nazionale per mantenere unaristocrazia corrotta, decadente e scialacquatrice; furono conseguiti nonostante la popolazione fosse triplicata, e fosse stata impiegata una percentuale senza precedenti di reddito nazionale nella guerra contro la Francia. Come fu possibile ottenere questi risultati? Quali erano le piccole differenze che alla fine si dimostrarono così fondamentali? Gli economisti ormai si stanno rendendo conto che i problemi più pressanti sono fuori dalla portata degli strumenti forniti da Marshall. È chiaro che, se vuole avere successo e progredire, leconomia della prossima generazione dovrà essere molto diversa da quella di oggi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 8 febbraio 2006 - ore 14:35 Seksopolis Milana Runjic è una brava giornalista croata, che scrive per Globus in Croazia e The Believer negli Usa. Solitamente parla di sesso, definendosi una laica, o una credente non praticante. Nel senso che lei sesso lo fa, ma non si lascia troppo trasportare dai presunti significati mistici di cui a volte questo gesto è caricato. Mi ritrovo nella sua visione della sfera sessuale, e vi propino questo articoletto muy divertentoso. Buona lettura Anno nuovo, vita nuova Non dirò mai più: "È ora di andare a fare shopping in Italia". Nessuno potrà più chiamarmi piccola sprecona Internazionale 622, 22 dicembre 2005 Nel 2006 non mangerò più cioccolato a chili, ma a pezzettini. E solo quello nero, che ha meno calorie. Non mi farò le uova al tegamino dopo cena e quando mi offriranno dei pasticcini non ne mangerò cinque di seguito. Farò uno sport, al limite giocherò a scacchi. E come la lingua si rigenera parlando per ore con unamica, così rimetterò in sesto gli altri muscoli con lo yoga, il taebo, il no, lo zen, il kendo, il ken e la barbie. Al posto della Coca-Cola berrò il tè verde. Oppure berrò Coca-Cola da una borraccia senza etichetta. Per la prima volta nella mia vita conquisterò la vetta della collina che sovrasta la città. Appena farà più caldo andrò a pattinare intorno al lago Jarun. Sostituirò lo zucchero con quelle insipide pasticche dolcificanti. Eliminerò il pane per mezzora. Eviterò di camminare sul ghiaccio con i tacchi a spillo. Non spenderò più soldi in creme a base di citro-composti che idratano la pelle per ventiquattrore (ma anche più a lungo, se paghi di più). Quando andrò in centro a comprare una borsa, eviterò di tornare a casa con la borsa, delle scarpe e un indispensabile maglione. E non desidererò un nuovo tipo di mascara solo perché se lè comprato unamica. Non annuserò nuovi profumi finché non avrò finito quelli che ho già. Quando mi arriva lestratto conto della carta di credito, non bestemmierò come la figlia di uno stalliere. E comunque, se mi comprerò qualcosa, non dovrà saperlo nessuno: scendendo dalla macchina, infilerò tutti gli acquisti in buste più piccole e, se mio marito è in casa, li metterò in frigo. Posso sempre dire di aver comprato uno yogurt gigante. Non cambierò lo shampoo come una ninfomane cambia gli uomini. Mai, nemmeno spinta dalla suocera, dirò: "È proprio ora di andare a fare shopping in Italia". Nessuno, neanche chi mi vuole bene, potrà più chiamarmi "piccola sprecona". Nel mio matrimonio dirò basta ai tira e molla: non pregherò più mio marito per ogni bacetto e non ci saranno più parole dolci e delicatezze su ordinazione, ma solo quando ne ho voglia io. Va bene, non leggerò più la sua posta, in particolare i bollettini di Macworld, che tanto sono tutti uguali. Lui non leggerà più la mia posta e non ascolterà le mie conversazioni al telefono mentre finge di essere immerso nel lavoro. Sarò più brava a tenere il muso: invece di mezzora, lo terrò per almeno due giorni. Cè una relazione tra la durata del muso e una personalità forte. Non sbatterò più le porte e piangerò solo quando mio marito mi può sentire. E almeno una volta voglio farlo ingelosire. Così gli toglierò dalla testa quella frase, che lui ripete così volentieri, sul fatto che gli uomini scappano da me. Nel tempo libero terrò le distanze dalla quotidianità. Mi distanzierò prima dalle piccole cose, dai piccoli uomini e dai piccoli eventi. E poi anche dalle cose più grandi: i pettegolezzi, il bucato, il mal di gola quando bisogna uscire. Imparerò a parlare a voce bassa, la voce più pericolosa. Se ci siamo messi daccordo che io cucino e lui lava i piatti, allora io cucino e lui lava i piatti. Ok? Quando gli dico che è carino, mi aspetto che mi dica "anche tu sei carina". Non voglio il silenzio, soprattutto quando gli dico che lo amo. Nei giorni della spm (sindrome premestruale), tutto sarà subordinato al mio umore. Se serve, sfoglieremo vecchi album di foto. Lui mi farà le coccole e farà le flessioni ogni giorno, non importa se non ha tempo. Non parlerò più di sesso con tono disilluso. Non ci impegneremo solo per i valori spirituali della nostra relazione. Una buona conversazione è solo una buona conversazione, nonostante quello che ne pensiamo noi. Su questo è daccordo anche la mia migliore amica, che ha sempre preferito le relazioni con poche parole e più fatti. Tra laltro, bisogna che ci siano delle differenze tra il marito e la migliore amica. Quando mi spoglio, lui mi deve guardare. Accetterò il fatto che per lui il cotone non è sexy, visto che continua a ripetermelo. Gli porterò un bicchiere dacqua quando me lo chiederà durante la notte, ma non due volte di seguito. Quando gli rubo la coperta, avrà il diritto di svegliarmi. Ma in bagno non deve mai mettersi davanti allo specchio mentre mi trucco, così eviterò di disegnarmi le labbra sulla palpebra. La dottrina del "fare tutto insieme" qui trova un ostacolo molto serio. Non mi piace neanche "insieme nella vasca", perché lui occupa più spazio di me. Non deve stressarmi perché siamo sempre in ritardo. Litigheremo non più di una volta a settimana. Introdurremo lerotismo nella nostra vita quotidiana (be, questo è un progetto per i prossimi cinque anni, forse più complicato dellingresso della Croazia nellUnione europea). Il suo appartarsi e suonare la chitarra non sarà la cura universale contro lo stress. Anche il sesso avrà un effetto rilassante. Non lo escluderemo a priori solo perché è così faticoso. Tra laltro, potrà essere unottima compensazione in assenza di altre attività fisiche. A dire il vero, meglio non considerarlo uno sport. Cè poco da fare: noi non siamo dei tipi sportivi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 8 febbraio 2006 - ore 14:15 piselli verdi e fiaccole comuniste Houston, abbiamo un problema. Di comprensione, se non altro. Nel senso che son sempre meno le cose che riesco a capire about whats happening all around me. La torcia olimpica viene stoppata a più riprese da no-tav, no-global (si era smesso di chiamarli così, ma sul tg4 continuano e ci sarà il suo bel perchè...) e no-coca cola. Bertinotti dice che le proteste delle masse operaie hanno poco a che fare con la linea del suo partito, che pure "non vi si oppone". Quindi ora son le masse che guidano le elites? Strano, Marx diceva il contrario. Ma questi son problemi minori. Il problema più grande è costituito dalle mie nuove scarpe verde pisello. Non stanno bene con nulla di quello che ho. Quindi, se qualcuno di voi ha suggerimenti da dare in materia di accostamenti cromatici con scarpe verdi pisello è ben accetto. E guardate che son davvero verdi....mi dan fastidio solo a guardarmele addosso, ma in sè e per sè sono un oggetto davvero bello, che per 24 euri meritava lacquisto. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK lunedì 6 febbraio 2006 - ore 11:06 papiri irlandesi Dieci amici/conoscenti che si laureano nel giro di un mese e mezzo...regalo e papiro per tutti...e una tesi da portare avanti. I prossimi 45 giorni saranno duri... E larbitro ci ha rubato la partita in Irlanda! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 2 febbraio 2006 - ore 21:26 Canzone per lestate Un saggio diceva (e delle pazze nella mia macchina questestate ripetevano): "IL POTERE PUO DIRE E FARE CIO CHE VUOLE!" LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK giovedì 2 febbraio 2006 - ore 21:05 BROKEBACK CLUB Ieri sera un summit delle nazioni unite (io e lesimio Spuatch amiamo definirci così nellintimo) ha deliberato per la creazione immediata e perentoria del "BROKEBACK CLUB". Che, al contrario di quanto potrebbero pensare i maligni, non è un circolo per amanti della penetrazione anale tramite bastone (mi sento di garantire anche per Spuatch...), ma solo un ente a fini di lucro. Più che un ente, una fondazione. Ci facciamo dare soldi dal governo fingendo di avere finalità sociali, poi ci spendiamo tutto in ambigui locali di periferia, orinando sui muri del centro, e svaligiando le villette a Rustega. Tutto alla faccia del contribuente medio. Sono aperte le iscrizioni per la prossima tonnara con bambini vivi ancora belli nel canale scaricatore. Pace a voi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 14:36 music farts Oggi pensavo. Fatto strano, lo so. Pensavo alla musica che ascolto. Non son molto in linea coi gusti del mio tempo. Non so a dire il vero nemmeno se esistano, i "gusti del mio tempo". Molti dei gruppi che ascolto non esistono più, per morte naturale o meno di alcuni componenti, per scioglimenti in attesa di improbabili reunion, e compagnia bella. Son pochi i gruppi ancora in attività che, come si suol dire, mi pigliano. Non son peggiori o migliori degli altri, son solo meno. Ho perso la capacità di entusiasmarmi per un nuovo disco in uscita, dato che son davvero pochi i dischi in uscita che mi interessano. Ho però guadagnato la possibilità di restare stupito davanti ad una nuova scoperta, un lavoro ben fatto da parte di artisti che nemmeno conoscevo. Ecco, quando compro o copio lopera di un artista che già conosco, vado più o meno sul sicuro, più o meno so cosa aspettarmi. Una volta mi ci dedicavo con più dedizione a questa attività. Ora sempre meno volte prendo la briga di informarmi su nuovi o vecchi gruppi, ma grazie a questo posso sperimentare lo stupore molte più volte. Vedi coi Bloc Party, o con Le tigre, o con gli Artic Monkeys...o i Goldfrapp... Non ha senso quel che sto scrivendo, lo so, ma lo scrivo lo stesso. Questo è il mio stracazzo di blog e ci faccio quel che voglio, cazzoni. Qualcuno di voi escrementi di ratto sa dirmi cosè quella nuova tv musicale che da qualche mese è comparsa sugli schermi del regno? 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