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NICK:
Xipe Totec
SESSO:
m
ETA': 21
CITTA': Novi Ligure
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
STATUS: single
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STO LEGGENDO
Alcuni libri sulla storia aztecha.
HO VISTO
Gentlemen, welcome to Fight Club!
STO ASCOLTANDO
Oggi avevo voglia di sentire Meravigliosa di Francesco Renga e l' ho beccata in radio in tre stazioni diverse.... troppo un figo quell'uomo! Ma anche Robbie Williams non scherza  Canzone preferita: Dream On degli Aerosmith, ma anche Just Open Your Eyes dei Waterproof Blonde
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Oggi camicia rosa e viola e pantaloni bianchi.

ORA VORREI TANTO...
Uccidere qualcuno di morbidoso...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Già.... che sto studiando?
OGGI IL MIO UMORE E'...
Oggi sono volatili per diabetici...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
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"Tieni, prendi una sigaretta!" "No grazie, ormai ho smesso da un po'..." "Ma va, cosa vuoi che sia, tanto prima o poi si muore" "No, prima o poi si vive..."
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 23:59 (categoria:
"Vita Quotidiana")
I Paladini del teleschermo
LA MELEVISIONE

Questo è uno dei programmi più stupendi da vedere quando si è sotto effetto di alcolici o droghe leggere.
C'è solo un programma capace di eguagliarlo, ma non svelo di che si tratta perchè se no mi brucio uno dei prossimi numeri dei fulgidi paladini del teleschermo.

Dunque, a partire dalla coreografia, ai personaggi, dai nomi, ai cartoni, è tutto semplicemente eccezionale, trasuda classe da ogni inquadratura!
Ad esempio che dire della mela che Tonio Cartonio (a proposito, il vecchio Tonio che fine ha fatto), sbatte dentro lo sportellino laterale della tv per lanciare uno dei cartoni trash quotidiani??
E poi che dire di Lampo che, per simulare la velocità di movimento, fa tre passi di scatto e poi si paralizza? Onestamente non ho mai capito come cazzo si possa esprimere velocità in questo modo, ma Lampo è figo perchè ha i capelli come i miei quando uso la lacca, quindi va bene, è massiccio abbastanza.
Poi c'è la Fata Lina, punto focale delle prime attenzioni sessuali dei bimbi di tutta Italia (e non a caso Fata + Lina = Fatalina, una piccola maestrina che a letto fa fuoco e fiamme...)

E il principe vestito con la versione cartonata dei giubbotti dei soldati di Darth Fener?? Non è massello al punto giusto?
Per poi finire questa brevissima carrellata con Lupo Lucio, che altri non è che Elio delle Storie Tese con due orecchie finte (in quanto a dimensioni, non a pelo).

C'è tutta una ricca oggettistica nata da questa perla di programma. Ad esempio, grazie all'indicazione di quel drago di fighezza della mia Natalia, ho comprato a Bergamo il calendario ufficiale 2005 della Melevisione, dove i mesi canonici vengono sostituiti dai ben più validi mesi del Fantabosco. Ce ne sono tanti: nevaio, castagnaio, sudone, fungaio, nuovile.
Ora ad esempio siamo a Pignoledì 2 Ultimo 2004 (Eh sì, cambiano pure i nomi dei giorni).

Insomma, penso che dopo un oretta di sesso (per le persone normali, per me 3 minuti) e una sigaretta, niente di meglio della Melevisione.
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 13:14 (categoria:
"Riflessioni")
The "D" Way
---------------------------------------- Giovedì 2 dicembre 2004 ore 00.48 (categoria: "Vita Quotidiana")
ANTICRISTO Xipe Totec è il numero 3666, è l'anticristo! ----------------------------------------
Riprendo questo messaggio dal blog dell' impagabile Lercio (a proposito, ve lo consiglio alla grande)...
Che dire, in 4 giorni che sono su 'sto sito già ho questa illustre popolarità.
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 12:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Charachter #5
JBL, JOHN "BRADSHAW" LAYFIELD
Scheda tecnica Nome: John Layfield Nato a: Sweetwater (Texas) Il: 29 novembre 1966 Altezza: 1,98 Peso: 132 kg Finisher: Clothesline from Hell
Il personaggio di oggi è l'attuale campione WWE di Smackdown! John Layfield, prima famoso come Bradshaw, e ora come JBL.
Egli è un potente riccone di Wall Street, ma prima di essere tale era un povero sfigato midcarder che disputava incontri di coppia assieme all'ormai licenziato Farooq.
Insieme formavano il team degli APA che, se non vado errato, è l'associazione degli alcolisti anonimi americana.
 (Bradshaw, in vecchio stile vaccaro, insieme all'amico Farooq).
Da questa condizione di squallore umano, il bovaro originario del Texas diventa miliardario, da un giorno all'altro, scrivendo un best seller dove dona preziosi consigli su come gestire e far fruttare un pascolo di mucche.
Essendo diventato spropositatamente ricco grazie alle sue doti scrittorie, doti che le sue foto non tradirebbero assolutamente, egli ora si concede ingressi nel ring da vero signore, con tanto di limousine con corna di bufalo sul cofano e un paggio che, in nome del sano multiculturalismo, è un negro che risponde al nome di Orlando Jordan.
Egli si considera un grande patriota, e si è appunto distinto in grandi azioni per il suo Paese, come la volta in cui si è spinto nel sud del Texas, al confine col Messico, per scacciare a suon di mosse di wrestling i poveri profughi messicani (ivi compresi donne, vecchi e bambini) che cercavano di varcare clandestinamente il confine.
Indimenticabile il suo cappello bianco da bovaro che purtroppo non riesco a mostrarvi in foto.
Tuttavia, qualora vogliate vederlo in azione, con tanto di cappello, posso darvi un link che vi cambierà la vita!
LINK
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 00:32 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Music Box - Match 1
E' nato, è nato!!
E' nato il primo match della serie Music Box!!
In cosa consiste sta fanfaronata?
Semplice, due testi di canzoni che io, da dj super partes, adoro infinitamente.
Vedete un po' voi quale preferite, anche se la scelta è assai ardua...!
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The first contender: FRANCESCO RENGA - MERAVIGLIOSA (LA LUNA)

Le tre, cuore che batte e tu... tu non ci sei più C'è qualcosa che non mi torna, e spengo la tv Tu-tu.. non mi rispondi, chissà cosa fai Ho tirato troppo la corda, e non perdonerai
Perdermi negli occhi tuoi é un pensiero che tu non sai Quanto male mi fa Guardo in faccio la realtà Salgo in auto e adesso vengo là Vengo a prenderti
meravigliosa, la luna tra le nuvole meravigliosa, stanotte per fortuna ho te ma guarda che.. fortuna! Che luna!
Buon dì, dove sei stata.. e cosa centra lui? Sono ore che sto qua sotto, e non ci crederai
Leggo in fondo agli occhi tuoi Qualche cosa che tu non sai Quanto male mi fa Guardo in faccia la realtà Sai di un altro e adesso che si fa? Ora che si fa?
Meravigliosa, adesso voglio solo te Meravigliosa.. Amore per fortuna ho te Ho solo te.. fortuna! Ho capito adesso che La luna non si lascia prendere
Guardo in faccia la realtà sai di un altro e adesso che si fa? Ora che si fa?
Meravigliosa, la luna tra le nuvole Meravigliosa stanotte per fortuna ho te Fai l'offesa, amore lascia perdere Torno a casa e adesso voglio solo te Ma guarda che sfortuna La luna!
The challenger: ROBBIE WILLIAMS - COME UNDONE

So unimpressed but so in awe Such a saint but such a whore So self aware so full of shit So indecisive so adamant
I'm contemplating thinking about thinking It's overrated just get another drink and Watch me come undone
(come undone) They're selling razor blades and mirrors in the street (come undone) I pray that when I'm coming down you'll be asleep (come undone) If I ever hurt you your revenge will be so sweet Because I'm scum, and I'm your son, I come undone I come undone
So rock and roll, so corporate suit So damn ugly, so damn cute So well-trained, so animal So need your love, so fuck you all
I'm not scared of dying I just don't want to If I´d stop lying I'd just disappoint you I come undone
(come undone) They're selling razor blades and mirrors in the street (come undone) I pray that when I'm coming down you'll be asleep (come undone) If I ever hurt you your revenge will be so sweet Because I'm scum, and I'm your son, I come undone
So write another ballad Mix it on a Wednesday Sell it on a Thursday Buy a yacht by Sunday It's a love song A love song
Do another interview Sing a bunch of lies Tell about celebrities that I despise And sing love songs We sing love songs So sincere
So sincere
(come undone) They're selling razor blades and mirrors in the street (come undone) I pray that when I'm coming down you'll be asleep (come undone) A young pretender and my crowds above can see I come undone I am scum Love your son You gotta love your son You gotta love your son You gotta love your son Love your son I am scum I am scum I am scum.
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 00:09 (categoria:
"Riflessioni")
The "D" Way
Piccolo pensiero dalle grandi potenzialità:
Ma le telecamere di Lucignolo rincoglioniscono solo me?
Woooooooosh....
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giovedì 2 dicembre 2004
ore 00:06 (categoria:
"Vita Quotidiana")
My Magic Diary - Party col morto
A volte mi sorprendo di come argomenti spesso banali mi suscitino viaggi mentali non indifferenti. Davvero non mi ci vuole granchè; non che i miei siano grandi sofismi, solo che mi piace rimuginarci su, farmi dei casini in testa, così, tanto per tenermi sveglio. Di recente ho dovuto assistere a una delle pratiche che più mi annoiano: un funerale. E’ una situazione molto deprimente, non tanto per il lutto, quanto per il finto dispiacere che deve rimanerti incollato in faccia per tutte quelle ore. E’ venuto a mancare un lontano parente, un vecchietto che non aveva nulla a che fare con me; classica situazione dove nell’ aver incrociato lo sguardo del defunto secoli e secoli addietro ti ritrovi costretto a partecipare al dolore della scomparsa. Inutile sottolineare che a me invece del povero morto non m’ importava nulla, e credo che non mi si possa biasimare, in questo caso. Ero costretto ad una recita: vestito scuro, finta disperazione, sguardo fisso sulle mattonelle e occhio vitreo. Mi infastidiva, ma non avevo voglia di mostrarmi controcorrente, così mi sono adeguato alla mia particina. Era la sera del rosario: nell’ incamminarmi verso la casa del defunto ripassavo mentalmente tutte le espressione accorate che mi balenavano in testa, compreso il mezzo sorrisetto mesto, quello che ti dona un tocco di disperazione quasi maniacale. Nell’ avvicinarmi alla dimora vedo i primi amici del poveretto disposti sulla strada in ordine sparso, tutti intenti a parlottare fra di loro; volevo che loro capissero la mia disperazione, così ho iniziato a camminare in modo strano, con lo sguardo perso nel vuoto… volevo mi notassero, come fosse una passerella funebre. Purtroppo quando cerco una postura o un passo più bello di quello naturale, diciamo un passo più “fresh”, mi capita sempre di inciampare. Oppure succede, nell’ entusiasmo del momento, di fare il primo passo in modo molto scoordinato e, di conseguenza, continuare con questa camminata, per non fare la figura del cretino che ad ogni piè sospinto cambia postura. E’ una cosa molto ricorrente anche con le ragazze; quando a scuola vado verso il bagno c’è un corridoio lungo, pieno di gente, praticamente è come fare una vasca. Ci sono le volte che non me ne frega nulla e tiro dritto. Altre invece voglio farmi notare dalle femminucce e cammino con le spalle più alte e il mento inarcato… Sembro davvero un armadio con la faccia di Mussolini. Mi sono chiesto spesso se queste cose si notassero. Giunto in casa del parente mi sono seduto su una squallida sedia di legno e ho iniziato a fissare intensamente le fragole stampate sulla tovaglia. Era come una sorta di ipnosi: guardavo le fragole e pensavo al Grande Fratello: pure stasera avrebbero nominato Roberta? Poco prima della luttuosa notizia ero in casa a guardare Passaparola: quel programma è come una droga, ve lo giuro. Tanto per iniziare adoro Gerry Scotti. Poi mi piace tantissimo il gioco della ruota, quello con le iniziali dell’ alfabeto e le definizioni; molte volte chiudo gli occhi, per non avere la grafica televisiva davanti, e rispondo alle domande del quiz. E se non le so dico pure “passaparola”, in grande fretta, per non perdere secondi preziosi. Quando poi non lo posso vedere perché magari mi sto facendo il bagno o sto uscendo a prendere le sigarette lascio accesa la tv sul cinque, anche se la casa è vuota. Se non lo facessi mi sentirei un traditore. Davvero avrei la coscienza sporca, come se Gerry in persona mi telefonasse: “Certo Diego che sei proprio un bastardo, lasciarmi in questo momento…” Beh, mentalmente mi stavo già godendo la serata: i miei non c’erano e io avevo una gran voglia di uscire con Erik a farmi una birra al pub. Avevo davvero un bisogno di alcool che al confronto Bukowsky era astemio, ma purtroppo nel mio frigo c’era soltanto acqua. E’ sempre stato così il mio frigorifero, vuoto, tranne che per alcuni articoli che rimangono li da più di dieci anni, e non sto esagerando. Ad esempio ci sono i capperi sott’aceto, la maionese così vecchia che, credo per reazione chimica, adesso ha delle scaglie verdi e sembra salsa bernese. Poi l’ immancabile mezzo limone, azzurrato dalla muffa. Quello c’è in tutte le case che si rispettino, è uno status symbol. Il fatto è che mia madre molto spesso compra anche cose che sa benissimo non mangerà nessuno, ma hanno una confezione così colorata che fanno bene alla vista… così il pane, il prosciutto, l’ insalata, i quattro salti in padella spariscono subito, mentre il tofu e i crostini di girasole rimangono lì. Una volta le carote hanno fatto le radici in frigorifero, ve lo giuro su di me… Spesso nel vedere le cose lasciate lì a marcire mi chiedo in quale diavolo di museo i miei facciano la spesa. Vi ricordate quei bellissimi quaderni con in copertina la fragola gialla, il carciofo grigio o la mela fuxia? Se solo mi fosse venuto in mente di fare due fotografie al frigo a quest’ ora sarei miliardario… Beh, stavo per telefonare al mio amico quando mio nonno irrompe in casa: “Vestiti. Andiamo al rosario del povero Tonino”. Subito mi è venuto istintivo domandarmi chi fosse Tonino, ma già sapevo che, qualunque fosse stata la risposta, non me ne sarebbe comunque importato nulla. Ho soffocato la mia curiosità e, dopo mezz’ora di viaggio, mi sono ritrovato li a fissare fragole di stoffa in un tinello saturo di quell’ odore acre della minestrina dei nonni, quell’ odore di antico che predice sepoltura imminente. Ma proprio stasera doveva schiodare? C’era il Grande Fratello in tv e io avevo voglia di birra… E’ sorprendente come, in questo quadretto, io abbia maturato la convinzione di essere il più addolorato fra i convenuti. Davvero. Sarà che mi sono aspettato un tetro silenzio, una inconsolabile tristezza scolpita nei volti… Macchè! Era un trionfo di carampane che parlavano degli argomenti più disparati, nel loro penoso dialetto. Ad esempio, dopo avermi squadrato una cinquantina di volte come un comunista al congresso di Alleanza Nazionale (ma forse era solo perché ero l’ unico a non aver ancora sorpassato il secolo, lì dentro), si avvicinavano timidamente: “Ma ti t’è u nevu du Titti?”. (Tradotto: “Ma tu sei il nipote del Titti?” . Io mi domando: ti è morto un amico, che diavolo te ne importa di chi sono nipote io? Niente. Anzi: si marciava rapidamente con altre originalissime uscite: “Sei cresciuto! Quando avevi cinque anni eri più piccolo!”. Nemmeno il frate indovino avrebbe azzardato cotanta previsione. Ecco infine la sentenza filosofico esistenziale: “Eh, il tempo passa per tutti!”. Mi piace perché nel dire queste boiate si inorgogliscono, come se avessero scoperto un gran segreto, e generosamente lo rivelassero a noi miseri. C’era chi parlava della laurea dei nipoti, chi dei cani da caccia, chi del rincaro del latte. E il morto? Quale morto? Sembrava il veglione di capodanno del gerontocomio. Mancavano solo le stelle filanti. La situazione, forse per un minimo di riguardo verso il povero Tonino, mi ha molto infastidito, ma ho capito cosa dovevo fare l’ indomani: vivere l’ evento funebre in modo più informale, più free. Il giorno seguente, infatti, ero di nuovo in ballo per il funerale vero e proprio, ma stavolta niente vestiti scuri, niente tristezza esasperata. Mi sono vestito con jeans, camicia hawaiana, occhiali da sole e capelli sconvolti. Avevo pure la barba di tre giorni… Così conciato mi avrebbero giudicato frivolo persino a Miami Beach. Onestamente però ho esagerato: tutto il corteo delle carampane mi guardava con un disprezzo palese; se avessi potuto sentire i commenti che andavano bisbigliandosi sicuramente ci sarebbe stato un bel: “Ma chi è quel maleducato? Secondo me fuma sigarette di droga.” oppure “Guarda quel brigante lì!”. I vecchi al funerale sono omologati: lui col gessato così in disuso che ormai si è trasformato in un termitaio. Lei invece gonna grigia, collant, mocassini felpati e l’ immancabile maglione di carta vetro dai colori improponibili, come se avessero abbondantemente vomitato su un tessuto bianco. Secondo me chi produce questi orridi vestiari non lo fa per guadagno; lo fa per scherzare. Una burla. E’ successa però una cosa che mi ha davvero aperto il cuore: in mezzo a quel bazar di artrosi e tendiniti spunta lei, un angelo, splendida, una luce… Una gnocca da cinema, per intenderci. So che può essere immorale, ma mentre la parola di Dio riverberava nella chiesetta io le stavo sfilando il reggiseno con gli occhi. Nuovo film: l’ avrei conosciuta e, fra l’ inconsolabile dolore per la scomparsa di un perfetto sconosciuto, sarebbe schioccato il colpo di fulmine. I miei viaggi mentali sono sempre così veritieri che al confronto Fantaghirò sembra Real TV. Sembrerà strano ma proprio non mi ha filato. Accidenti… la seconda occasione sfumata nel giro di un giorno. Nel viaggio d’ andata avevo visto una bellissima fatina aspettare il pullman tutta sola. Mi è piaciuta da impazzire, un flash. Purtroppo ero in macchina con i miei nonni, che non avevano altri mezzi di trasporto; mai come in quel momento avrei desiderato buttare giù i vecchi da una scarpata, disdire il party col morto e fermarmi da quell’ incanto. In effetti, appena scarrozzati i due, con la scusa delle sigarette sono tornato indietro ma lei era già sparita, puff. Una fata a tutti gli effetti. Comunque la ragazza del funerale era davvero splendida… aveva quell’ aria un po’ afflitta che la rendeva deliziosa. Sì, ma come provarci in un momento simile? Più che altro, mi giudicherebbe un pochino sfacciato? Non sapete quanto speravo in una resurrezione di Tonino, ma non per molto, mi bastavano cinque minuti: champagne, allegria, abbracci, scambio di numero di cellulare e poi, se proprio ci tieni, crepa di nuovo e pace fatta. So essere comprensivo io. Invece la gente è egoista e ci lascia la ghirba sempre nei momenti meno opportuni. Sì, è vero che se non fosse andato al regno dei più io non avrei mai visto quella ragazza… però… come dire… poteva morire dilazionato, a puntate: con la prima attiri la manza, prendo il numero e poi muori definitivamente. No? Comunque la dinamica dell’ evento mi ha lasciato molto perplesso: quest’uomo ha vissuto per novantadue anni: ha respirato, riso, pianto, giocato, lavorato, sofferto, gioito, amato… Novantadue anni di storia. E ora? Ora è una cassa di legno. Tutto qua… Tutto qua? Cavolo, ma ci pensate? Nasciamo e l’ unica cosa sicura in questo casino di vita è che moriremo. Insomma, col carattere che mi ritrovo, mi piacerebbe rispondere alla morte come ha fatto Lotto con Eminem in 8 Mile: “Fuck you and have a nice day”. Ma se la incontrassi veramente mi accontenterei di farmela addosso. Io ho sempre avuto una gran paura della morte e di tutte le situazioni che la possono generare; ad esempio 11 settembre, Afghanistan, Iraq… perché tutti questi problemi? E soprattutto, perché ora? Cavolo io sono giovane, voglio vivere e non chiedo niente a nessuno in fondo, perché dovete avvelenarmi la vita con tutte ste bombe e attentati? Lasciatemi morire in pace di vecchiaia e poi fate un po’ quello che vi pare. Vi prego, un attimo solo di pazienza! Un’altra mia fobia è la procedura del mio funerale. Voglio dire, non mi va che sia un brulicare di gente che viene solo per fare la comparsa. Non ho assolutamente bisogno che persone che nemmeno mi conoscono partecipino alla funzione: “Eravamo inseparabili... Come si chiamava?” Per questo ho deciso di allestire il funerale a Milano, dove sono nato. E’ circa a cento chilometri da me, ma almeno sono sicuro che chi non è davvero interessato a darmi l’ ultimo saluto se ne starà comodamente a casa sua. Spero proprio di non celebrare la messa funebre il giovedì, mi darebbe fastidio rovinare la serata di Champions League a qualcuno: “Ma guarda te, stasera c’è Barcellona - Manchester e io sono qui da sto vecchio rompicoglioni”. Ho maturato questa idea: se proprio qualcuno deve partecipare farò in modo che almeno si diverta. Niente cavolate tradizionali, nessun santo che accoglie la mia anima nel regno dei cieli, niente preti che ripetono le loro litanie all’ infinito. Voglio azzerare gli sbadigli fra i banchi della chiesa, fare qualcosa di esplosivo, insomma. Da un sacco di tempo ho la scena in mente. Innanzitutto voglio che vengano invitati gli Alcazar, e voglio che suonino Sexual Guarantee con l’ organo da chiesa. Poi sulla mia bara ci dev’ essere assolutamente una cubista brasiliana, ve lo giuro, lo scriverò sul testamento. Ovunque ci devono essere rose rosse e violette, l’ accoppiata dei miei colori preferiti. Prima della cerimonia mi piacerebbe che il carro funebre sfilasse con gli altoparlanti a manetta per tutte le vie di Milano: “Signore e signori, è morto Diego, siete invitati alla festa che si terrà nella chiesa stasera: cubiste, disco anni 70 e vips! Accorrete numerosi!”. Un po’ come la vettura dell’ arrotino che passa la domenica pomeriggio d’estate. Rinfresco, gente che balla, musica, belle ragazze: alla fine i presenti si devono augurare che io schiodi una seconda volta per ripetere la festa. Questi pensieri sono un modo per esorcizzare il pensiero della morte. So benissimo che poi verrò sepolto come tutti, fra sbadigli e finti dispiaceri, ma al solo immaginare che non sia così sorrido. Non riesco a rassegnarmi a questa idea del nascere e morire, come unici termini sicuri di un tremendo sconvolgimento terreno. E’ un po’ come se partissi per una vacanza e pensassi solo alla data del ritorno… Ma se fosse proprio qui la soluzione? In fondo uno non va in vacanza pensando al ritorno; al contrario si diverte, va in discoteca, al mare, in spiaggia, in montagna, si rilassa, scarica i nervi, fa fotografie, insomma: è sereno. Solo ho una gran paura di conoscere le persone più interessanti il giorno prima della partenza, come in ogni vacanza che si rispetti.
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mercoledì 1 dicembre 2004
ore 23:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
I Paladini del teleschermo
CAMPIONI: IL SOGNO

Che dire? Il reality show più monnezzaro e "italiano" che ci potesse essere. La dimostrazione che davvero siamo un popolo di bambacioni capaci di essere felici quando una ventina di sfigati danno due calci ad una palla.
Premetto che ho visto molto raramente lo show, anche perchè mi attira quanto una vecchia languida e provocante sul letto.
Ma da quel poco che ho visto ho potuto scorgere un po' di cosine gustose.
Innanzitutto i calciatori che ci provano sempre con le P.R., e la trasmissione che mette in risalto le love stories, tanto che non si capisce se sia un campus calcistico o il Moulin Rouge.
Sorprendente anche come nessuno dei giocatori sia capace di infilare due consecutivi corretti nell'ambito non della stessa frase, bensi di un intero discorso.
Inoltre mi piace l'aura di serietà che coinvolge tutto l' ambaradan. Ovvero, cazzo, stiamo parlando di una squadra che gioca in categoria Z, e in tutto il web possiamo incontrare tifosi sfegatati del Cervia, manco si parlasse di Milan, Juve o Real Madrid. E' bello vedere come il Cervia, pur essendo l' unica squadra con un budget di svariati miliardi in una categoria di amatori, riesca pure a perdere delle partite. Tutto questo è commovente.
Poi belli gli spot pubblicitari, dove si enfatizza la partita del Cervia come se fosse la finale dei mondiali... Insomma, tutta una monnezza che, a mio modesto avviso, rispecchia splendidamente lo stato intellettuale dell'italiano medio.
Tornando sugli spot di Campioni, vi ricordate il primo spot, quello che lanciò la trasmissione?
"Alcuni sognano con la testa, altri col cuore, altri con i piedi".
Mai frase potrebbe essere stata più azzeccata.
Vi suggerisco questa bellissima chat, che io frequento spesso, se volete discutere sui campioni, sulle prestazioni e su quanto siano fighi Giuffrida e Scandroglio.
LINK (Link del sito ufficiale "Campioni: il sogno".)
Personalmente, il mio sogno è che i campioni vadano a giocare la prossima partita su un campo minato...
Stay beautiful.
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mercoledì 1 dicembre 2004
ore 17:48 (categoria:
"Riflessioni")
The "D" Way
LA VERA STORIA DI DIABOLIK

Essendo un assiduo lettore del mensile Diabolik, ho sentito la forte necessità di esprimere tutti i dubbi circa la veridicità del fumetto in questione. So bene che ognuno può trovare diverse inconguenze in qualsiasi tipo di fumetto a pubblicazione seriale, e so anche che molti dei dubbi che mi appresto a mettere in luce siano di una banalità sconvolgente. Ma non è certo per questi motivi che assolvo Diabolik. Tradotto in termini più fruibili, se fa delle puttanate non posso mica dire “Eh vabbè, tanto non esiste”… visto che poi esistono personaggi veri che compiono azioni più efferate di lui e nessuno dice niente… percui io mi metto sulla linea di Petronio e Fedro, che accusano personaggi immaginari lanciare invettive a persone vere e potenti. Bush, trema!!!
Inizierei col trattare i rifugi di Diabolik. Innanzitutto i rifugi vanno costruiti con cura, arricchiti da tranelli mortali e marchingegni vari, con uscite da tutte le parti, montagne, vallate e golfi compresi. Va da se quindi che Diabolik non può comprare una villetta e modificarla, ragion per cui è senz’altro lui stesso che costruisce l’ immobile dalle fondamenta agli appliques. Quindi Diabolik dev’essere un ottimo ingegnere, architetto, muratore, manovale, elettricista, tappezziere etc. etc. Poi oltretutto il re del crimine è anche un abusivo, perché non va di certo al catasto a dichiarare la costruzione della nuova casa. Mi chiedo inoltre perché Ginko, che si vanta di avere tutta Clerville sotto controllo, non veda mai Diabolik con la cazzuola e il secchio di calcestruzzo che tira su una casa… mica ci mette un giorno solo a tirare su un rifugio… e poi ci sono mille problemi pratici: uno su tutti l’ entrata segreta in tinta con la montagna (che poi mi chiedo come faccia a modificare un pendio montuoso in modo che si apra col telecomando del cancello… manco fosse un Saab).
Poi un’altra cosa: Diabolik è super ricercato, tutti hanno l’ ordine di sparare a vista al suo passaggio, e ciò comporta da parte del re del crimine l’ uso delle maschere e mille altri accorgimenti per non essere riconosciuto. Ora, visto che Diabolik se la tira sempre da grande pianificatore d’imprevisti, qualcuno mi spiega perché sia l’ unico a Clerville a girare con la Jaguar E nera? C’è solo lui con quella vettura. E Ginko manco se ne accorge…. Poi si sorprende che faccia la figura dello zimbello in ogni numero… è un pirla!
Qualcuno pensa che Diabolik, visti tutti i suoi furti, sia ricchissimo… non diciamo cazzate. Ogni puntata (fra inedito, ristampa e swissss sono tre numeri al mese) ha ALMENO un rifugio e una Jaguar E modificata nuovi. Considerando che un colpo medio di Diabolik frutta 5 miliardi… vedi che i soldi non bastano. Il re del terrore è insomma un barbone.
Una considerazione sulla città di Clerville: a parte il fatto che è abitata solamente da bande di delinquenti che alla fine di ogni numero moriranno per mano del re del terrore, da nobili che verranno derubati dal re del terrore e da poliziotti che verranno irrisi dal re del terrore, provate a mettere insieme tutte le locazioni della città che numero dopo numero abbiamo il piacere di conoscere. Ne risulterà che Clerville deve avere una superficie pari almeno al triplo della Cina attuale. Poi mi fa morire dal ridere che Diabolik usa maschere e quant’altro per non farsi riconoscere, e poi compra almeno 5 Jaguar E nuove ogni mese (scusate se insisto ma è un punto importante), allora io mi chiedo: che cazzo non sarebbe sufficiente fare un posto di blocco al concessionario Jaguar? E poi il concessionario non se la da che l’ unico deficiente che va li a comprare 5 Jaguar al mese è Diabolik? Che poi si nasconda sotto falsi nomi e maschere…. Ma solo lui compra sempre 5 jaguar al mese. Io me lo immagino Diabolik che va alla concessionaria, con fare schivo: “Ehm…. Salve… sono il dottor Gerardo Stainer… vorrei cinque Jaguar….” Magari fischiettando e guardando il soffitto per far finta di nulla. Ma ora vi porto alla luce un magheggio: c'è mai stata una puntata dove Diabolik ha derubato un ricco concessionario di automobili? No. E difatti l' unico concessionario ricco di tutta Clerville è il concessionario Jaguar, e Diabolik non ha nessun interesse nel mandarlo in rovina. Oltretutto il concessionario stesso, pur sapendo che il misterioso cliente è Diabolik, fa finta di niente, ne va della sua florida impresa e della Jaguar stessa in quanto punta di diamante della costruzione di autoveicoli.
Riguardo ai nomi…. Nome italiano e cognome inglese…. Riccardo Meyer, Simone Clark, Diego Wilford… poi mi piacciono i nomi dei nobili, piu ricercati… Sebastiano Seinfenburg, Giorgio Clarinettis, Cristiano Jangfrudter… si commentano da soli.
Sempre in tema di Jaguar…. Io vorrei davvero vedere chi è quel carrozziere cretino che installa dei lanciafiamme laterali ad una Jaguar E nera e non si accorge che gli sono stati commissionati da Diabolik…. O meglio, dal dottor Russel. Cioè, scusate, io capisco che magari sti ricchi abbiano gusti particolari, ma chi è che richiede un serbatoio doppiofondo per i chiodi a quattro punte? O le seghe circolari dentro i cerchioni dell’auto?
Vi lascio con una perla: Diabolik che per seminare le auto della polizia fa cadere dal cofano un marchingegno che spara due dardi sui guardrail laterali per poi tirarli a se, chiudendo ad U l’autostrada…
Ma come cazzo fanno le sorelle Giussani ad essersi arricchite con una puttanata cosi? E poi diciamo che Zelig fa ridere...
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mercoledì 1 dicembre 2004
ore 15:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Charachter #4
"NATURE BOY" RIC FLAIR
Scheda tecnica Nome: Richard Morgan Flehr Nato a: Charlotte (North Carolina) Altezza: 1,85 Peso: 111 kg Finisher: Figure Four Leglock
E' ora di presentare un nuovo pregiatissimo pezzo della collezione Charachters. Trattasi dell'indiscusso eroe morale del mondo WWE, il wrestler 57enne Ric Flair.
LINK (Nel link una foto di Flair durante l'esecuzione della sua mossa finale, la Figure 4 leg lock)
Oltre ad essere il lottatore più vecchio e canuto di sempre (tanto che persino vent'anni fa aveva gli stessi identici capelli lunghi e bianchi), è famoso per i suoi grandi accappatoi arabescati che indossa ad ogni ingresso ring. Ne ho visti di differenti colorazioni, ma i più fashion sono senz'altro quello rosso, quello fuxia e quello blu.
Nature Boy ha anche una grande caratura morale, essendo praticamente incapace nello scontro corpo a corpo (nonostante abbia vinto il titolo mondiale circa 18 volte), si affida spesso a degli scagnozzi per atterrare gli avversari e quindi gonfiarli di botte una volta resi inoffensivi. Una tattica limpida che esprime tutta la sua moralità.
Forte appunto di questa moralità si candidò qualche anno fa come governatore del suo stato natìo, la North Carolina, ma venne battuto da uno sconosciuto che si era candidato per pagare una sconfitta a poker con gli amici.

Il trademark di Ric Flair è la sua camminata da gran figo, che usa fare ad ogni match, ed è solitamente preludio di una serie di mazzate che lo vedono, suo malgrado, protagonista passivo.
Altro marchio di fabbrica è il suo urlo di battaglia, un acutissimo "WOOOOOOOOOOOOOOOOO" che risuona nelle arene ogni volta metta a segno un colpo (evento rarissimo).
Nonostante chiunque sia portato a definirlo un patetico vecchio fenomeno da baraccone, posso garantirvi che il Nature Boy è la quintessenza della classe e del carisma, come le diverse foto testimoniano ampiamente.
Attualmente milita in un team di lottatori chiamato "Evolution", attivo nel roster di RAW, formato da lui stesso, l' attuale campione dei pesi massimi Triple H e lo scagnozzo Dave Batista.
 WOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
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mercoledì 1 dicembre 2004
ore 00:15 (categoria:
"Informatica")
L'angolo dell'emarginato che gioca a playstation.
DANCING STAGE MEGAMIX

Tempo di dirvi qualcosa su un gioco che mi ha preso al punto da vincere i complessi d' imbarazzo che inevitabilmente ingenera, specie se si gioca in sala giochi o al bowling.
Parlo di Dancing Stage Megamix, ovvero la versione arcade del famoso Baila, simulatore di ballo protagonista dell'omonimo programma di ENOOOORME successo condotto da Enrico Papi (io non l' ho mai visto, ma il fatto che dopo tre puntate l'abbiano preso a calci nel culo mi fa capire che non andasse poi così bene... sotto col Gioco dei 9).
Il gioco, al contrario della trasmissione, è bellissimo, colorato e coinvolgente, a patto che mettiate da parte la paura di fare figure di merda, visto che il rischio è prossimo al 1000%.
Il meccanismo è molto semplice: si seleziona una delle numerose traccie ballabili e si seguono, dimenandosi sulla pedana, le freccie che scorrono sullo schermo.
Esistono freccie di diverso tipo: quelle basilari, che vanno a tempo con le battute, quelle fuori tempo, lampeggianti in blu e particolarmente ostiche per i novizi, e le criofreccie verdi, che indicano una pressione continuata sulla pedana per la durata intera del passo.
Fra le traccie disponibili ve ne sono alcune famose, come "Love at First Sight" di Kylie Minogue, "Little Less Conversation" di Elvis VS JXL e "When you look at me" di Christina Milian. Le altre sono ad opera dei DJ della casa produttrice Konami.
Presenti quattro livelli di difficoltà per canzone, si scala dal principiante all'esperto, spesso impossibile per gli umani.
E' presente anche un editor per creare il proprio ballo personale su una delle canzoni presenti.
C'è da dire che il gioco, pur supportando il joypad, è comunque pensato e sviluppato per il dance mat, anche perchè giocare a DS Megamix col joypad è un po' come mangiare i tortelli con le bacchette giapponesi.
LINK (Nel link il Dance Mat per Playstation)
Un interessante modalità permette di contare le calorie bruciate durante il ballo, cosa che può tornare utile alle ragazze gnè gnè care a Omen e a me, che, modestamente, in sei mesi di gioco ho perso 20 kg e ora scopo come un drago 

Il gioco permette anche divertenti sfide a 2, se muniti di 2 dance mat ovviamente.
Ah vi consiglio di comprare anche un tappeto anti scivolo da piazzare sotto la periferica, se volete evitare voli degni dei surfisti durante gli tsunami.
Insomma, DS Megamix è il gioco ideale per una festa, per farsi quattro risate, per fare i fighi in sala giochi, specie se non avete il terrore della gente che inevitabilmente si accalcherà dietro di voi a commentare la vostra esibizione e quanto sembriate scemi a saltare come grilli sopra un tappeto 1 metro x 1 metro.
Semplicemente fantastico.
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