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MERAVIGLIE


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Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente.
Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune".

sito "per il bene comune"
meetup "per il bene comune"
blog di Stefano Montanari
meetup di schio 1
meetup di schio 2

Per motivi burocratici le donazioni non sono ancora possibili attraverso queste coordinate. A breve provvederò a linkare le coordinate giuste comunicatemi dal Dr. Montanari.

Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498.
Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy!
P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati.

NO AL NUCLEARE!!!


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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:55


libertà di stampa in Cina
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il governo cinese continua a bloccare il lavoro dei giornalisti stranieri e ad intimidire le loro fonti a dispetto delle promesse fatte sul rispetto della liberta’ di stampa in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino
(8-24 agosto). Lo afferma in un documento diffuso oggi l’organizzazione umanitaria internazionale Human Rights Watch (Hrw).

Per compilare il documento sono stati intervistati oltre 60 corrispondenti stranieri in Cina, nel periodo che va dal dicembre 2007 al giugno del 2008. Hrw cita i casi di alcuni giornalisti che sono stati minacciati di non avere il visto rinnovato; inoltre ricorda che il ministero degli esteri di Pechino si e’ rifiutato di indagare sulle minacce di morte ricevute da dieci giornalisti invitati dal governo cinese in Tibet dopo le violente manifestazioni anti cinesi dello scorso marzo.

Per quanto riguarda il Tibet, Hrw sottolinea che, nonostante la riapertura della regione annunciata alla fine di giugno, una serie di vecchie procedure che sono rimaste in vigore rendono ’’virtualmente impossibile’’ ai giornalisti lavorare senza limitazioni nel territorio. Sophie Richardson, direttrice per l’Asia di Hrw, sottolinea in una dichiarazione che il governo cinese ’’ha fatto del suo meglio per impedire ogni progresso’’ sul piano della liberta’ di stampa, ’’con l’ aiuto del Comitato Olimpico Internazionale’’.

RaiNews 24



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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:54


TIBET/ MONASTERI VUOTI A LHASA IN VISTA DEI GIOCHI OLIMPICI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Monaci incarcerati e trasferiti per prevenire proteste
Roma, 7 lug. (Apcom) - I monasteri tibetani sono a metà vuoti a Lhasa. Ancora oggi, a quasi quattro mesi dalla violenta repressione delle proteste anti-cinesi, molti monaci mancano all’appello, scrive il Times. Molti di loro, diverse centinaia, sono stati arrestati per il loro presunto coinvolgimento nelle proteste contro Pechino scoppiate a Lhasa il 14 marzo. Ma ciò non basta a spiegare, continua il Times, il vuoto che si è creato nei tre più grandi monasteri della città, Drepung, Sera e Ganden.

Il perché, riferiscono fonti tibetane, va ricercato nel fatto che molti monaci sono giovani di etnia tibetana ma nati in regioni limitrofe alla regione autonoma tibetana, e Pechino avrebbe sfruttato la loro non-residenza amministrativa nel Tibet per allontanarli dalla regione ’ribelle’ in vista delle Olimpiadi. Sarebbero quindi stati trasferiti in un centro di detenzione in Golmund, nella provincia cinese di Qinghai.

Le famiglie dei monaci incarcerati riferiscono che ai loro cari è stato detto dalle autorità cinesi che rimarranno incarcerati a Golmud fino alla fine dei Giochi Olimpici, che si terranno a Pechino dall’8 al 24 agosto. Tutto ciò fa parte di una politica volta ad assicurare che non ci siano proteste proprio durante l’importante manifestazione sportiva che richiamerà sulla Cina gli occhi di tutto il mondo.

Ieri il governo tibetano in esilio, di base a Dharmsala, nel nord dell’India, ha deciso di cancellare tutte le celebrazioni previste per il compleanno del Dalai Lama, che ieri ha compiuto 73 anni, come segno di rispetto di fronte alle sofferenze di cui è vittima il popolo del Tibet.

Notizie.alice.it



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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:44


Napoli
(categoria: " Vita Quotidiana ")


RICEVO E INOLTRO. Ieri sera, 21 luglio 2008, è partita la settimana della raccolta differenziata "porta a porta" autogestita, promossa dal Comitato Centro Storico Diritti salute e Ambiente, dai corsisti I.SO.La di Banchi Nuovi, dalla Rete Campana Salute e Ambiente e Laboratorio Ska. L’azione dimostrativa, come già annunciato vuole ribadire il no dei comitati al piano rifiuti elaborato dal sottosegretario Bertolaso, incentrato sulla politica delle discariche e degli inceneritori e riaffermare che le responsabilità della cosiddetta emergenza rifiuti della Campania non sono dei cittadini napoletani e campani ma delle istituzioni e di imprese come la FIBE che per ben 15 anni hanno sabotato l’unica soluzione al problema rifiuti: la raccolta differenziata. Dopo l’inchiesta informativa per verificare la disponibilità degli abitanti del quartiere a partecipare alla raccolta porta a porta e dopo la distribuzione di materiale informativo, si è dato avvio alla raccolta vera e propria con il primo ritiro che ha riguardato l’indifferenziato secco, la plastica e l´alluminio. Considerando lo scarso tempo per la preparazione e nonostante il boicottaggio di ASIA, del Comune di Napoli e del Commissariato Straordinario, che si sono rifiutati di mettere a disposizione sia dei piccoli mezzi di trasporto, che le buste di plastica necessarie per differenziare la raccolta, il primo test è abbondantemente riuscito ed ha visto confermata la partecipazione delle famiglie che hanno aderito all’iniziativa: le isole ecologiche, messe su dai comitati, erano piene di buste con in evidenza gli adesivi distribuiti, per permettere la separazione della differenziata. E’ la riprova che i napoletani non hanno bisogno delle operazioni di "civilizzazione" imposte da questo governo con l’invio di volontari, alpini e psicologi del Nord. L’incredulità di molti nel vedere la serietà della nostra raccolta è la cartina di tornasole di un clima di sfiducia verso istituzioni che difendono gli interessi delle lobby inceneritoriste e non la salute dei cittadini. L’isola ecologica per la raccolta dei rifiuti è stata realizzata in Largo Banchi Nuovi, poiché anche in questo caso, gli amministratori si sono rifiutati di concedere Piazza del Gesù che avrebbe dato sicuramente maggiore risalto all’iniziativa e fatto emergere con maggiore evidenza le responsabilità dei poteri locali e nazionali rispetto alla scelta di non attuare la raccolta differenziata. Avevamo chiesto, e ci era stato dato conferma, che, almeno, l’Asia si sarebbe impegnata a prelevare la nostra raccolta la sera stessa, come è giusto che sia, ed in modo corretto, cioè rispettando la differenziata. Tanto per non smentirsi l´ASIA ha effettuato la raccolta solo la mattina successiva e, con l´usuale disprezzo della volontà dei cittadini, ha ritirato la nostra differenziata in modo indifferenziato
Ma un primo incredibile risultato è stato ottenuto: per la prima volta in Largo Banchi Nuovi sono comparsi contenitori per la raccolta dell´indifferenziato, della carta, della plastica e dell´alluminio E´ evidente che questo per i cittadini non è sufficiente. Noi rivendichiamo la raccolta differenziata porta a porta ed il corretto invio dei materiali, compreso l´umido, al riciclo, al recupero ed al riuso. Sempre nella giornata di ieri anche il comitato di Napoli Est ha dato vita alla prima giornata di raccolta differenziata concentrandosi per il momento su carta e cartone.
22 Luglio 2008

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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:36


corea
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il ponte dell’orrore Le scarse e frammentarie notizie che giungono dalla Corea del Nord fanno ormai pensare che in quel paese si stia consumando una tragedia di immani proporzioni. Milioni di persone sono ormai prive di qualsiasi mezzo di sostentamento. I raccolti, già scarsi, vengono in buona parte confiscati dai commissari politici che riforniscono uno dei più grandi eserciti dell’Asia. La popolazione, allo stremo, non può più contare nemmeno sugli aiuti umanitari che vengono sistematicamente dirottati verso i granai dell’esercito e le dispense dei funzionari di partito. Parlare di catastrofe umanitaria è riduttivo. Il paese è letteralmente imploso. In alcuni villaggi si sono già verificati i primi casi di cannibalismo. Controllo poliziesco e delazione di massa,intimidazioni e arresti , tortura a lavori forzati hanno ridotto al silenzio una già flebile opposizione. Senza più speranze i coreani fuggono l’apocalisse. Ma i confini sono stati sigillati, e non c’è più nessuna possibilità di trovare rifugio nei paesi confinanti. Nei giorni scorsi mi è giunta notizia dell’esecuzione pubblica di 13 donne e 2 uomini ,fucilati sul ponte della città di Juwongu ,per aver tentato di attraversare il confine in cerca di cibo. Le autorità locali,preoccupate dal costante aumento dei tentativi di fuga, hanno costretto tutta la popolazione ad assistere al macabro spettacolo perché servisse da monito a quanti volessero mai emulare i fuggiaschi. E a chi, nonostante i controlli, riesce a fuggire da questa tetra prigione a cielo aperto, non tocca miglior sorte. Nel mese di Marzo la polizia cinese ha setacciato la città di Shenyang alla ricerca di profughi coreani arrestandone 40. Altri sono stati fermati mentre attraversavano a nuoto il fiume Tumen che demarca la frontiera tra la Corea del Nord e la provincia cinese di Jilin. Chi ha trovato rifugio (sic!) in Cina viene quindi arrestato e ricondotto in Corea, dove ad attenderlo ci sono o la fucilazione o il campo di lavoro a vita. Un’intera generazione rischia così di morire di fame e di stenti. Le poche, squallide scuole vengono disertate perché i genitori costringono i figli ad andare alla disperata ricerca di qualche erba da cuocere, di radici da cucinare. Nemmeno nei grandi centri urbani l’infanzia è al riparo da vessazioni e rinunce. Nella capitale per un pugno di riso migliaia di bambini , ogni giorno , sono costretti ad estenuanti esercitazioni per prepararsi a celebrare gli anniversari del despota , per festeggiare una qualche “conquista” delle sue feroci “avanguardie del proletariato”. E la lista degli orrori potrebbe continuare:lavoratori ridotti in schiavitù , religiosi umiliati e offesi. Nessuno però osa denunciare quanto accade a milioni di uomini e donne che hanno la sola colpa di essere nati in un “paradiso comunista”, nessun uomo politico italiano ha mai avuto il coraggio di stigmatizzare lo sterminio di un intero popolo. L’O.N.U, l’Unione Europea, gli Stati Uniti ed i suoi alleati, strenui difensori del diritto internazionale, fautori dell’ingerenza umanitaria, paladini dei diritti umani, tacciono. I cattocomunisti del variopinto mondo no-global fingono di non sapere cosa accade in questo girone infernale. E questo perché la Corea del Nord era e rimane un protettorato cinese e, nell’attesa che i dirigenti di Pechino decidano con calma le sorti del paese e della sua classe dirigente, un intero popolo muore di fame! Semplice e tragico. Claudio Tecchio

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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:34


tibet
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Kathmandu, 14:18
TIBET: ALTRI 100 MANIFESTANTI ARRESTATI IN NEPAL
Ennesima retata di dimostranti di etnia tibetana in Nepal: almeno un centinaio di persone sono state arrestate oggi a Kathmandu dalla forze di sicurezza, che le hanno poi costrette a salire sui furgoni cellulari e le hanno condotte a forza in un centro di detenzione fuori citta’. I manifestanti stavano inscenando una protesta contro la brutale repressione cinese nella loro madrepatria, intonando slogan come "Tibet libero!" o "Vogliamo giustizia!". Nel rendere noti gli arresti, un portavoce della polizia nepalese ha assicurato comunque che tutti i tibetani saranno rilasciati entro la serata. Nella capitale del Paese himalayano le contestazioni contro la Cina sono ormai un appuntamento quotidiano fisso, ma le autorita’ sono implacabili nello stroncarle. Ieri l’organizzazione umanitaria ’Human Rights Watch’ aveva ribadito le accuse a loro carico di eccessiva passivita’ nei confronti delle pretese del regime di Pechino. Con la vittoria elettorale degli ex guerriglieri maoisti e la recente proclamazione della Repubblica, la situazione dei circa ventimila esiliati tibetani in Nepal non e’ cambiata, anzi, va peggiorando mano a mano che si avvicina la data d’inizio dei Giochi Olimpici.
LaRepubblica.it


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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:32


Contrada libero
(categoria: " Vita Quotidiana ")


di Salvatore Borsellino

Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più.
Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada "solo a fare il nome di quell’uomo si può morire".
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l’esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D’Amelio.
Contrada era un simbolo, il simbolo di una Giustizia che qualche volta, solo qualche volta, riesce ad inchiodare i colpevoli.
Adesso quelli che lui ha servito e che sono rimasti fuori dalla galera, che non sono mai stati finora indagati perhè i pochi giudici che hanno tentato di farlo sono stati subito ridotti al silenzio, come ha detto l’altro giorno il giudice Scarpinato al Palazzo Steri di Palermo, sono riusciti a tirarlo fuori come gli avevano promesso per evitare che potesse parlare e trascinare in galera anche loro.
Avrei potuto accettare che finisse i suoi miseri giorni a casa sua, se anche gli altri avessero pagato, se fossero partite quelle indagini che non andranno mai avanti sui mandanti occulti della strage, su quelli che non si possono chiamare "mandanti esterni" perchè sono "interni" allo Stato ed alla stessa magistratura.
Ma, come disse Sciascia, "lo stato non può processare se stesso" e quello che c’era scritto sull’Agenda Rossa di Paolo consente di tenere in piedi una rete di ricatti che consente di mettere tutte le pedine al posto giusto, di manovrare i pezzi necessari, ed arrivare alla fine della partita.
Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada ed tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l’immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.
Ho eliminato dal mio vocabolario due parole, la speranza ma anche la disillusione, lo scoraggiamento.
Ce ne sono rimaste solo due la parola rabbia e la parola lotta e a gridare la mia rabbia e a lottare continuerò finche avrò voce, finché avrò vita.





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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:26


Dal blog di Beppe Grillo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho la mia ragazza in cura in un CSM. Ed ecco a cosa può portare trascurare queste sofferenze in una persona. Chi mi dice che se fosse stato completamente lucido non sarebbe successo nulla. e questo la televisione tace. meglio parlare del Vortex e dei mondiali di grigliata, del traffico per le strade (130 milioi di veicoli, che l’equatore è lungo 40 milioni di metri), dei temporali estivi a milano (in estate i temporali sono famosi per la loro breve violenza, ma ci vuole il tg1 a dirlo), e berluconi che dice "parlo da solo perchè sono il più aperto al dialogo in parlamento". Nel frattempo questa gente resta a spaccare le teste per strada, mentre per strada marciano i militari, che secondo emilio fede sono "simpatici". Che siano persone simpatiche nessuno lo nega, ma se a qualcuno il loro lavoro ispira simpatia si faccia vedere da uno bravo.
Irlanda aspettami che arrivo.

"Gli agenti di Polizia sono venuti qua alle due e mezzo del mattino, ci hanno detto che Ricky era morto, che lo avevano portato all’obitorio di via Costalunga. Abbiamo chiesto cosa fosse successo, loro ci avevano risposto che aveva lanciato petardi ferendo il timpano di una ragazza che aveva perso sangue, avevano chiamato i Vigili del Fuoco, gli hanno sfondato la porta del monolocale e Ricky ha avuto un collasso, così ci hanno detto, abbiamo chiesto perché non ci hanno chiamato ma non abbiamo avuto nessuna risposta. Ce l’hanno fatto vedere soltanto cinque giorni dopo, il primo novembre, abbiamo capito dopo il perché... dalle fotografie si vedeva che era martoriato di botte sul viso, gli avevano rotto lo zigomo, poi c’era il segno di imbavagliamento, sangue dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, si vede proprio molto bene.. noi siamo entrati in quell’appartamento soltanto in marzo, era un disastro, c’era sangue dappertutto, una chiazza di sangue verso la cucina. Poi dalle fotografie mi sono resa conto che l’hanno spostato con la testa verso l’entrata così da nascondere la chiazza di sangue che c’era lì, c’era una frattura, i capelli erano tutti pieni di sangue, c’era una frattura anche dietro il collo, c’era sangue sul tavolo, sui muri, sulle lenzuola, dietro il letto per terra, c’erano chiazze di sangue sul tappeto sotto il quale abbiamo trovato persino dei pezzi di carne, nascosti. Sotto il letto abbiamo trovato del fil di ferro girato a otto, quattro volte, poi l’autopsia ha accertato che gli era stato stretto del fil di ferro anche alle caviglie, ai polsi, i segni rimasti sul corpo sono tipici del fil di ferro e non delle manette, e poi non contando le botte sulla schiena: qua c’erano i segni di quattro centimetri di larghezza lasciati dall’impatto con una sedia, sicuramente per picchiarlo hanno usato anche una sedia, quindi Ricky ne ha prese talmente tante che bisognerebbe chiedere ai poliziotti come mai si sono sfogati in questa maniera. Per due petardi? Ammesso che li abbia lanciati proprio Ricky i petardi! Perché a noi non risulta siano depositati agli atti, noi abbiamo depositato la vicenda del fil di ferro ma loro no.. neanche la ragazza è stata ferita al timpano come avevano detto all’inizio, Ricky non c’era mai in quel monolocale, se ci andava era accompagnato dal padre o da me, da solo non ci andava mai perché non abitava là, lui stava con noi, sempre, tra la paura che aveva già da tempo, tanto da non voler mai andare da nessuna parte, i medici gli avevano tolto le medicine, i medici quando dovevano vedere Ricky venivano qua a casa dei genitori… Dopo cha la signora Pollanz chiamò il 113, i poliziotti chiesero informazioni su questo Rasman, il poliziotto Miraz, prima di recarsi al monolocale disse "questo Rasman io lo conosco" poi sulle foto si vedono i colletti della camicia sporchi di sangue. Certo è che già nel ’99 vennero qua a bastonare Ricky in casa nostra, verso settembre, un vicino di casa infastidito chiamò la Polizia perché Ricky ascoltava la radio in macchina, venne lui stesso armato di bastone con la moglie e il cane a minacciarlo, poco dopo arrivò la Polizia qui in casa a bastonarlo, quindi lo conoscevano, forse non erano contenti che Ricky, processato per quella vicenda fu assolto. Il centro di salute mentale dimostrò che Ricky era una persona che soffriva, malato invalido all’80 per cento per via del servizio militare, durante il quale alcuni commilitoni gli avevano distrutto la sua psiche facendogli dispetti di ogni sorta gli avevano distrutto la sua personalità e Riccardo agli atti aveva scritto che non aveva reagito quando gli facevano del male per rispetto verso le madri di quelli che gli facevano del male, per non farle soffrire. Aveva un indole... lui piuttosto le ha prese che darle. Era in cura però non era una cura.. io e mio padre ci recavamo sempre al centro di salute mentale ma per questo motivo davamo fastidio ai dottori perché volevamo che Ricky migliorasse, l’avevamo portato a Preganziol a Pisa, poi per fortuna Ricky sembrava stesse un po’ meglio, tanto che aveva anche iniziato a fare qualche lavoretto però qua me l’avevano ricattato, gli avevano detto che se si fosse curato fuori Trieste loro non gli avrebbero più somministrato la cura, così lui aveva sempre alti e bassi, non aveva una vita normale, per la somministrazione della cura i medici non venivano a casa, era Ricky che doveva recarsi al centro di salute mentale, ma con quella malattia non poteva essere regolare... Lui ha tanto dormito nella sua vita mi chiedo che disturbo possa aver dato, tanto ha dormito povero… tutti lo conoscevano come persona rispettosa, gentile, anche se era malato, aveva educazione verso tutti… I poliziotti sono stati prosciolti senza vedere quello che avevamo scritto noi agli atti… In quella settimana sul quotidiano "Il Piccolo" uscì un articolo in cui c’era scritto che loro avevano fatto il loro dovere per cui usciranno da questa situazione a testa alta perché non è solo il fatto di fare il processo, ora bisogna fare anche altre indagini, perché le cose non sono ancora chiare, grazie al nostro avvocato Giovanni Di Lullo che il 28 febbraio scorso ha presentato una documentazione non indifferente e così i giudici non hanno potuto archiviare il caso, loro devono spiegare perché hanno sfondato la porta di casa, quanta confusione possa aver fatto con una radiolina così non si sa, ci sono troppe cose che non quadrano, per noi è solo una montatura, fango, solo bugie, bugie e bugie. Hanno tolto i quadri dai muri prima di sfondare la porta in quell’atrio perché hanno tolto i quadri? Perché sapevano che volevano agire con le brutte, per non rovinare niente, perché era meglio spostare una bottiglia che i quadri dal muro, la bottiglia è più pericolosa poi abbiamo scoperto che la bottiglia l’avevano messa loro, poiché Ricky di bottiglie di vetro in casa non ne aveva, quella sera l’unica bottiglia che trovammo era quella di Coca Cola, l’unica che Ricky poteva aver bevuto. Quindi solo bugie, bugie e bugie! Calunnie. Chi ha detto bugie e calunnie deve rispondere alla Legge perché non si può calunniare un morto." Giuliana Rasman



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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:16


La soluzione? Sciroppo balsamico nell’inceneritore
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In Italia 822 nuove diagnosi di cancro al giorno, in aumento
Roma, 22 lug. (Adnkronos Salute) - Ben 822 nuove diagnosi di cancro ogni giorno, per un totale di 300 mila l’anno. I tumori in Italia "sono in aumento", ma la buona notizia "è che anche la sopravvivenza a questa malattia lo è. Crescono, in altre parole, i tassi di guarigione", grazie "alle nuove terapie e trattamenti, ma anche a politiche sanitarie migliori". Di tutti gli italiani colpiti da una diagnosi di cancro, "il 50% ormai sopravvive". Tanto che sono "ormai 1 milione 600 mila gli italiani che hanno avuto a che fare con la malattia o ci stanno facendo i conti". Un numero destinato a raggiungere il tetto di due milioni "nell’arco di appena qualche anno". A scattare la fotografia dei tumori nel nostro Paese è un ’addetto ai lavori’, ovvero Francesco Cognetti, a capo del reparto di oncologia medica all’Ifo Regina Elena di Roma, oggi nel corso di una conferenza stampa a Roma dove è stato presentato il libro ’Cancro, non mi fai paura’ di Fabio Salvatore, un ’sopravvissuto’ alla malattia. "Il sistema di prevenzione - riconosce Cognetti - va migliorato, così come vanno superate le differenze territoriali nella cura della malattia. E va affrontato - aggiunge - il problema dell’inserimento sociale, soprattutto dal punto di vista lavorativo, perché queste persone spesso vengono discriminate". "Nel 2008 - gli fa eco Elisabetta Iannelli, segretario della Federazione italiana delle associazioni di volontariato oncologico (Favo) - non ha alcun senso che chi si ammala al Sud abbia minori chance di guarigione". Non è un caso, dunque, che la Giornata nazionale del malato oncologico, fissata ogni anno per la prima domenica di giugno, il prossimo anno venga celebrata proprio nel Meridione, a Taranto. Nella cittadina pugliese approderanno i risultati della campagna ’Con i miei occhi’, presentata stamani nel corso della conferenza stampa presso il dicastero delle Pari opportunità. Si tratta di un tavolo di volontari, composto da persone che vivono con questa malattia, che formulerà un questionario con lo scopo di scoprire e individuare, attraverso le risposte, quelle che sono le richieste del malato, per invertire il punto di vista del dolore e comprendere al meglio le difficoltà della malattia. "E’ fondamentale - sottolinea Salvatore, autore del libro presentato questa mattina - modificare l’atteggiamento nei confronti di questa malattia, umanizzarla spazzando via l’omertà che ci induce a non pronunciare la parola cancro". Nel libro di Salvatore, il tumore diventa uno scarafaggio con cui l’autore impara a convivere, ma soprattutto a combattere per tornare alla vita. "Occorre mettere da parte - sottolinea il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna - l’indifferenza, l’omertà e il silenzio che spesso accompagnano questa malattia. Lo Stato deve dimostrare che con il cancro si può convivere, pertanto deve aiutare le persone colpite da diagnosi a reinserirsi nella società. Come tutte le guerre - aggiunge - quella contro il cancro va combattuta restando uniti. Lo Stato e le istituzioni, pertanto, devono restare accanto ai malati".



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venerdì 1 agosto 2008 - ore 09:12


quella cosa sporca che continuiamo a chiamare democrazia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bce: Berlino, non siamo a favore di pubblicazione minute riunioni21/07 - 14:15 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Berlino, 21 lug - Il Ministero delle Finanze tedesco non e’ a favore della diffusione delle minute delle riunioni del Consiglio direttivo della Bce, una proposta che il premier francese, Nicholas Sarkozy, si appresterebbe, secondo indiscrezioni, a presentare. "No", e’ stata la concisa risposta di un portavoce del Ministero alle domande dei giornalisti sulla possibilita’ di rendere pubblici i resoconti delle riunioni. Red-mir-

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giovedì 31 luglio 2008 - ore 19:28


In Italia meridionale l’energia elettrica fotovoltaica a basso costo
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Un grande impianto fotovoltaico nell’Italia meridionale potrebbe produrre elettricità ad un prezzo minore rispetto a quello attualmente pagato dai consumatori.

E’ il dato forse più interessante, e sicuramente il più immediato, che emerge dal progetto per alimentare tutta l’Europa con energia elettrica pulita prodotta da pannelli solari nel Sahara.

Hanno già fatto i conti: per l’impianto nel Sahara bisognerebbe spendere 450 miliardi di euro entro il 2050.

L’idea piace molto a Gordon Brown e a Sarkozy, riferisce il Guardian. Arnulf Jaeger-Walden, dell’Institute for Energy della Commissione Europea, l’ha illustrata durante l’Euroscience Open Forum di Barcellona.

Ha detto che catturare appena lo 0,3% della luce che cade sul Sahara e sui deserti del Vicino Oriente sarebbe sufficiente per far fronte a tutte le necessità energetiche dell’Europa intera.

Del resto, non è una novità: il solare può bastare.

Jaeger-Walden ha illustrato uno schema secondo il quale l’energia solare prodotta da impianti africani, ciascuno dei quali in grado di fornire 50-200 MW, verrebbe convogliata in Europa attraverso le linee ad alto voltaggio.

Proprio lo sviluppo delle linee elettriche nell’Europa del Sud costituirebbe la maggior spesa, ha detto Jaeger-Walden: un miliardo di euro all’anno fino al 2050.

Sempre secondo i calcoli di Jaeger-Walden, con 450 miliardi di euro potrebbero arrivare dall’Africa 100 GW di energia, cioè una quantità superiore a tutta quella che viene attualmente prodotta in Gran Bretagna.

Ha sottolineato che, a causa della migliore esposizione, un pannello solare in Nordafrica può generare tre volte più elettricità rispetto ad un analogo pannello nell’Europa del Nord.

E a questo proposito, Jaeger-Walden ha detto che costruendo nell’Italia meridionale un impianto fotovoltaico pari a quello di Leipzig in Germania, il più grande attualmente esistente, sarebbe possibile avere energia elettrica a qualcosa in meno del prezzo medio attualmente pagato dai consumatori.

Bisognerebbe ricordarlo a chi vuol inserire quattrini nel pozzo senza fondo delle centrali nucleari.



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