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![]() agricolo, 0 anni spritzino di Italia CHE FACCIO? lavorare per migliorare Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO M. Pallante: Decrescita felice S. Latouche: La scommessa della decrescita M. Travaglio: Mani sporche S. Montanari: Il girone delle polveri sottili HO VISTO "Troppo schifo per poter dimenticare!" STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Abitare in un paese normale. STO STUDIANDO... Come trasformare l’Italia in un paese normale. OGGI IL MIO UMORE E'... Tranquillo, ma preoccupato per il futuro. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente. Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune". meetup "per il bene comune" blog di Stefano Montanari meetup di schio 1 meetup di schio 2 ![]() Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498. Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy! P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati. ![]() (Clicca l’immagine per firmare! )
giovedì 5 giugno 2008 - ore 09:48 idee e spunti Proposta di Mario Testi: Ciao, credo che il nostro movimento Per il Bene Comune debba essere anche propositivo. A tal proposito, come verbalmente fatto in occasione dellincontro del 1° giugno a Ferrara, propongo uniniziativa per Napoli. Gli aderenti a Per il Bene Comune della zona, al fine di dare anche un esempio ed uno schiaffo morale alle Istituzioni locali, dovrebbero scendere in strada con mascherine, guanti, magliette con il logo del movimento o vessilli o drappi identificativi, per recarsi dovè ammassata limmondizia ed iniziare sul posto una differenziazione dei rifiuti. Separando carta, cartone, lattine vetro ecc, si potranno realizzare dei cumuli uniformi di materiale da far avviare a smaltimento in centri di riciclo e riutilizzo dei materiali così differenziati. Liniziativa potrebbe essere realizzata in un giorno concordato, che potremo battezzare "Separiamoci dallindifferenza", ed in quel giorno potrebbero convergere su Napoli delegazioni di simpatizzanti di PBC da tutte le altre regioni dItalia. E fondamentale che liniziativa parta e sia coordinata dagli amici ed aderenti di Napoli e della Campania in genere, per dare un chiaro segnale che è il territorio, con laiuto della lista PBC, che si attiva spontaneamente e fattivamente, non piangendosi più addosso ma rimboccandosi le maniche per dare un esempio pratico per la soluzione del problema rifiuti...in alternativa allincenerimento: Ridurre-Differenziare-Riciclare-Riutilizzare! Con opportuni comunicati stampa questa iniziativa a cura della lista PBC potrebbe dare al movimento molta visibilità a costi bassissimi (pensate alleclatanza ed alla risonanza del gesto se ripreso dai media Televisivi sia locali sia nazionali). Attendo riscontri ed ipotesi di data, soprattutto dagli amici di Napoli e campani in genere, ma anche dagli altri aderenti e simpatizzanti di PBC. A presto, Mario Ma non è che se puliamo le strade Berlusconi ci mette in galera? [Stefano Montanari http://comitatoambientegualdocattaneo.blogspot.com/ Per mettere poi un sito che io reputo di cultura, e che male non fa, pur non centrando nulla con il movimento: Http://www.tizianoterzani.com Aggiungo anche http://www.buonsenso.info COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 5 giugno 2008 - ore 08:48 1939... differenziare è meglio che bruciare COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 4 giugno 2008 - ore 10:52 Amo questa gente!! Di questo primo filmato invito a sottolineare la scritta che appare al minuto 3.00 qui sottolineo il minuto 2.14! invito tutti a visitare il suo sito sito di Franco Barbato e a mandargli una mail, perchè continui così e non si faccia mettere a cuccia dai suoi superiori. Sarebbe bello poi domandargli che ne pensa degli inceneritori, dato che IDV non ha espresso una posizione netta al riguardo. E voi che pensate di questuomo? secondo me è un grande! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 4 giugno 2008 - ore 10:31 Prima Assemblea regionale Veneto PBC LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 3 giugno 2008 - ore 15:38 Palestina come modello dei popoli liberi Arrivano di notte, comè loro abitudine, e assaltano villaggi e città, case, persone - vecchi, giovani, bambini, non è importante. Sparano allimpazzata contro le abitazioni, lanciano bombe al suono. E devastano la vita dei cittadini palestinesi, dovunque essi si trovino. La storia delle invasioni barbariche dellEuropa ci ha abituati a leggere di simili atrocità. Il potere della propaganda e i suoi critici. Qui, tuttavia, ci troviamo di fronte a uno degli eserciti più potenti del pianeta. Con una propaganda editoriale, mediatica, cinematografica (Hollywood) senza pari, che ha fatto credere al mondo intero che Israele sia la vittima e non il carnefice, linvaso e non linvasore. Da progetto e poi potenza coloniale e occupante, lo Stato ebraico - dunque confessionale, dunque basato su una visione di razza e religione esclusive ed esclusiviste, discriminatrici - sta facendo intendere a tutti di essere "in pericolo", di essere, appunto, una vittima. Di fronte a tale propaganda, ingegnosa e ormai centenaria, ma sempre potenziata e rinnovata, non si può che rimanere ammirati. Per fortuna, ci sono storici, scrittori, giornalisti israeliani che ci aiutano a smontarla e a denunciarla. Quindi, non tutto è perduto. Sia allinterno delle comunità ebraiche mondiali sia nello stesso Israele cè una coscienza critica, una consapevolezza dellimmoralità che alberga nei governi israeliani, nelle pratiche dellesercito, nelle prigioni, nelle politiche attuate, potremmo dire, da più di sessantanni a questa parte. Terrorismo e "rogue state". Israele è nato con il terrore, con atti di terrorismo veri e propri perpetrati, già a fine degli anni 30, dallIrgun Zvai Leumi, corpo paramilitare della destra sionista, fondato dal filo-fascista Jabotinskij. Nel 1944, il gruppo terroristico ebraico "Stern", nato da una scissione dellIrgun, uccide Lord Moyne, ministro britannico per il Medio Oriente. Nel 1946, lIrgun fa saltare con la dinamite la segreteria generale dellAlto commissariato britannico a Gerusalemme (Hotel King David), causando oltre 90 vittime. Nellaprile del 1948, a Deir Yassin, sulla strada per Gerusalemme, un commando dellIrgun, diretto da Begin, uccide 254 persone, in buona parte bambini e vecchi.Le operazioni di terrorismo, in Palestina e allestero - attraverso gli uomini del Mossad, i servizi segreti esterni israeliani - e le stragi sono proseguite sino ad oggi. Il vescovo Desmond Tutu, eroe della lotta contro lApartheid sudafricano - in questi giorni in visita nella Striscia di Gaza come inviato del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per indagare sullefferata strage del novembre 2006, contro Beit Hanoun, dove morirono 19 persone per uno "sbaglio tecnico" dellesercito israeliano -, ha definito "macellai" i militari israeliani. Israele può essere chiamato, usando la terminologia in voga negli Usa e utilizzata anche dai nostri media, "rogue state", stato canaglia, in quanto non rispetta né la legalità internazionale, né le risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu, né ha mai siglato il Trattato di Non proliferazione Nucleare pur possedendo numerose testate nucleari, utilizza armi non convenzionali, ha in atto una "pulizia etnica" che dura da sessantanni, fa strage di civili, assedia una popolazione - quella della Striscia di Gaza - tenendola chiusa come in un campo di concentramento. E altro ancora. I "perché" di Israele. E uno stato nato come roccaforte coloniale in unarea vasta (il Medioriente in senso lato) che racchiudeva, e ancora racchiude, enormi risorse energetiche - motore dello sviluppo occidentale del XX secolo. A darne altra giustificazione si aggiungono, poi, i millenarismi religiosi di certo protestantesimo cristiano che vede nel "ritorno degli ebrei a Sion, una preparazione per lapparizione gloriosa del Messia", e le feroci persecuzioni nazi-fasciste, in Europa, a cavallo tra gli anni 30 e 40. Perché sostenere i Palestinesi. Israele è, e rimane, uno stato-potenza coloniale. Non bisogna dimenticarlo. Forse uno degli ultimi paesi coloniali. Per questo, anche, la causa palestinese va sostenuta, in quanto vittima contemporanea di una politica di colonialismo occidentale mai terminata. Un altro motivo è senzaltro più egoistico e ci riguarda da vicino: la libertà di espressione e di coscienza, i diritti civili. La Palestina rappresenta la lotta dei popoli per le libertà fondamentali. Quindi, anche le nostre. Siamo, infatti, dominati dal Pensiero Unico, sia a livello politico sia a livello di informazione. Tutto ciò che esula e non saccorda pienamente con questa "nuova linea di pensiero", frutto del New World Order, Nuovo Ordine Mondiale, architettato negli Usa già a metà degli anni 90, rischia di finire etichettato, e perseguitato, come "minaccia". Negli Stati Uniti, dopo l11 settembre 2001, è stato promulgato il Patriot Act (http://it.wikipedia.org/wiki/USA_PATRIOT_Act), una legge federale liberticida e violatrice di diritti umani. In Europa, in Italia, sono stati emanati decreti discutibili ed espulsi cittadini di origine araba consegnandoli a Stati dove viene praticata la tortura "dufficio"; sono state accettate supinamente le "extraordinary renditions", una vera mostruosità del XXI secolo. Si è permesso a media con tiratura nazionale e a giornalisti embedded (intruppati) con Usa e Israele, con "servizi" di tutti i tipi e genere, di indirizzare, spesso, scelte politiche e giudiziarie. Certe indagini, e decreti, partono infatti da "inchieste" giornalistiche (certo, la tradizione del buon giornalismo investigativo americano e britannico ci insegna che scandali e corruzioni possono essere portati alla luce, resi pubblici e puniti, ma qui parliamo di ben altro!), e non vice-versa. Insomma, siamo di fronte alla Waterloo delle libertà italiane, oltreché mondiali. Su tutto ciò, incombe lo spauracchio dell"anti-semitismo" per coloro che si occupano di Palestina e che, come suggerisce loro una coscienza ancora non intorpidita e una lucidità intellettuale ormai anacronistica, criticano e condannano le scelte e loperato dei governi israeliani. Ecco allora, che la Palestina è e deve essere la causa di "tutti i liberi" del mondo, di tutte le coscienze ancora vive e vivaci: in Palestina si sta consumando un genocidio lento, seppur inesorabile, da oltre sessantanni, una pulizia etnica che, per durata, può essere paragonata solo a quella contro i Pellerossa (se non vogliamo parlare, invece, di quelle centenarie contro le popolazione autoctone dellAmerica Latina ad opera dei conquistadores europei, o contro le "streghe" in Europa). Lo scontro di civiltà tra Oriente e Occidente, tra islam e cristianesimo e tra islam ed ebraismo non centrano nulla. Sono dinamiche create a tavolino, per lo meno, nella forma contemporanea. I popoli non sono mai stati in "scontro", lo sono stati i governi, gli imperi. E necessario ricordarlo per avere una visione chiara di cause ed effetti. Islam, cristianesimo ed ebraismo, cioè le religioni, nulla hanno a che fare con la cosiddetta "Questione israelo-palestinese". Mentre così ci vogliono far credere i diffusori dellideologia sionista - con adepti fondamentalisti anche in certo protestantesimo evangelico statunitense e ateismo devoto italiano -, i "think tank" made in Usa, le multinazionali delle armi, ecc., e i loro "devoti" sparsi un po ovunque, soprattutto in certo giornalismo italico e tra molti nostri politici. Si tratta di una menzogna colossale. Le cause del conflitto attuale vanno inquadrate storicamente e in un contesto geo-politico che risale almeno a inizio Novecento (su questo ritorneremo con un lavoro storico collettivo nei prossimi mesi). Dunque, la Palestina deve essere la nostra lotta per la sopravvivenza in quanto individui liberi e pensanti, non omologati al comodo e carrieristico (in molti casi), ma devastante per il pianeta intero, Pensiero Unico. Lideologia neo-coloniale e predatrice - distruttrice di popoli, risorse, ambiente, diritti, eco-sistema, pensiero - è una minaccia per tutti. E la vera minaccia. Per questo siamo tutti moralmente e civilmente chiamati ad aprire gli occhi. I Palestinesi ce lo stanno dicendo, anzi, urlando, da decenni. Quando ci sveglieremo dal torpore in cui lera descritta dal geniale e intuitivo Orwell ci ha fatto sprofondare? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 3 giugno 2008 - ore 12:56 domenica 1 giugno 2008 Che fine ha fatto la Repubblica? Marco Cedolin Renato Mannheimer in un articolo del 1 giugno sul Corriere della Sera, rende noti i risultati di un sondaggio da lui compiuto in occasione della festa della Repubblica del 2 giugno. A stupire oltremodo Mannheimer è il fatto che un italiano su tre (il 29% degli intervistati) abbia dichiarato di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno e ignori perfino a quale anno preciso ci si riferisca. In parole povere un terzo degli italiani ignorano l’esistenza del referendum del 1946 che decretò la nascita della Repubblica Italiana, nonostante la ricorrenza venga celebrata ogni anno con tanto di parata militare e diretta TV.Per quanto sia lecito lo stupore di Mannheimer riguardo “all’ignoranza” del 29% degli italiani, non si può evitare di stupirsi molto più profondamente per il fatto che la totalità degli stessi, lui compreso, ignorino completamente che fine abbia fatto la Repubblica Italiana, fondata nel 1946 e regolata dalla Costituzione. Viveva nell’Articolo 4 : La Repubblica riconosce a tutti cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. E nell’ Articolo 36 : il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.L’hanno assassinata gli economisti, i sindacalisti e i politici di ogni risma e colore, dando vita alla riforma Biagi, perseguendo la precarizzazione del sistema lavoro attraverso una flessibilità esasperata, creando disoccupazione, riducendo il valore di acquisto dei salari, ben al di sotto del limite di sostentamento delle famiglie e privando il lavoratore di ogni punto fermo che gli consenta quell’esistenza “libera e dignitosa” che ormai alligna solo nelle parole del legislatore. Viveva nell’ Articolo 11 : L’Italia ripudia la guerra, come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.L’hanno ammazzata una sequela di governi guerrafondai che hanno mandato i nostri soldati ad occupare degli stati sovrani, nascondendoli sotto le mentite spoglie di fantomatici aiuti umanitari. I nostri soldati occupano, combattono, sparano, uccidono, annichiliscono! Non sono, né sono mai stati una forza di pace, poiché non vi è pace dove esistono l’occupazione e la prevaricazione, esistono solo la guerra e l’offesa all’altrui libertà. Viveva nell’ Articolo 13 : è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà.L’hanno strangolata le forze dell’ordine che si sono coperte di vergogna, a Napoli, come a Genova, come in Valle di Susa, come a Serre, come a Chiaiano. Poliziotti e carabinieri, trasformatisi in bastonatori di donne e anziani, veri e propri torturatori senza scrupoli e senza dignità. Fuorilegge che si nascondono dietro ad una divisa, forti della certezza di rimanere impuniti grazie alla protezione del mondo politico e giudiziario. Viveva nell’ Articolo 9 : La Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione.L’hanno massacrata le “Grandi Opere” attraverso le quali la mafia delle infrastrutture ha inteso perpetuare il bengodi legato alla cementificazione indiscriminata del territorio. Il TAV, il Mose, il progetto Quadrilatero, sono solo gli esempi più eclatanti di come anche dal punto di vista ambientale continui a non esistere alcun tipo di rispetto. Le hanno tolto la vita le cartolarizzazioni selvagge, il programma di dismissioni d’immobili di proprietà pubblica, la svendita del territorio demaniale. Viveva nell’ Articolo 32 : la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e assicura cure gratuite agli indigenti.Come è stato tutelato il “fondamentale diritto alla salute” dei lavoratori di porto Marghera o di Fincantieri o di Casale Monferrato, morti a centinaia di mesotelioma? Di miglia di cittadini che tutti i giorni sono costretti a vivere a sterro contatto con l’amianto, dei napoletani che vivono nel triangolo della morte, di tutti coloro che vengono avvelenati attraverso i fumi degli inceneritori, delle acciaierie, delle fabbriche chimiche e dei cementifici?Quale diritto viene tutelato tagliando i fondi e quindi l’ossigeno alla sanità pubblica, reintroducendo i ticket, facendo si che il malato, se indigente possa solo ambire ad essere curato poco e male? Viveva nell’ Articolo 41 : l’attività privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.L’ha decapitata una classe politica che negli ultimi 15 anni si è arrogata il diritto di privatizzare la maggior parte dei servizi pubblici, oggi al servizio dei privati che li gestiscono secondo l’unica logica che conoscono, quella del massimo profitto. Una classe politica che ha trovato nel conflitto d’interesse l’humus necessario alla sua sopravvivenza, generando una classe imprenditoriale inetta e priva di qualità che continua a sopravvivere solamente perché sovvenzionata attraverso il denaro pubblico. Viveva nell’ Articolo 47 : la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina, controlla e coordina l’esercizio del credito.L’hanno stritolata uomini di stato, autorità e speculatori di ogni razza, asserviti ad un sistema bancario marcio e corrotto, ormai privo di ogni dignità. Una palude legislativa che è stata in grado di partorire voragini quali Cirio, Parmalat e mille altre ancora. Se certamente non è edificante il fatto che un terzo degli italiani ignorino cosa è accaduto il 2 giugno 1946, il vero dramma è altresì costituito dal fatto che tutti gli italiani ignorino quello che è accaduto dopo, quando la Repubblica è stata svuotata di tutti i suoi valori e la costituzione ridotta a carta straccia, anche se per il momento i sondaggi di Mannheimer non si sono interessati dell’accadimento. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 3 giugno 2008 - ore 12:48 Prima Assemblea nazionale "Per il Bene Comune" Domenica, 1 giugno, si è svolta a Ferrara, presso lHotel De la Ville, la prima assemblea nazionale della lista civica nazionale "Per il Bene Comune". Personalmente sono rimasto positivamente colpito dallentusiasmo dei partecipanti, stufi tutti in egual misura di questa italia (volutamente minuscola, io che mentre scrivo non ci presto mai molto caso, è meglio che lo specifichi), che dopo appena sessantanni di costituzione democratica (rimando al link blog di Stefano Montanari) è ridotta a questo sfascio. Nel regime dinformazione che ci permea, non vengono dati i dettagli sulle leggi liberticide che il governo, eletto democraticamente dal popolo sovrano, sta varando a tutto spiano (per "governo" sintende anche il biennio precedente e forse anche il quinquennio precedente ancora). Leggi che prevedono la galera per "chi si oppone alla costruzione delle discariche". "Opporsi (de Mauro - Paravia): 1) porsi contro, assumere una posizione antistante (il pollice si oppone alle altre dita della mano); 2) agire in modo da contrastare una persona o uniniziativa, o unazione altrui; 3) essere contrario, disapprovare (o. ad una decisione); 4) reagire, ribellarsi (o. ad un sopruso); 5) essere dimpedimento, contrastare." Dunque, se io dico anche "non mi piace che mi sorga una discarica sotto casa, e adduco vie legali per evitare la cosa..." rischio il carcere, in quanto mi sono opposto. Da qui ad applicare questo geniale regolamento alla nuova base Dal Molin di Vicenza e alla TAV della Val di Susa il passo è breve, brevissimo. Meditino bene coloro che in nome della legalità hanno votato chi è amico di Velprousconi da una vita. Chi in nome della propria sicurezza e del proprio razzismo da 4 soldi si è giocato (speriamo temporaneamente) quella libertà di espressione, garantita dallart. 21 della costituzione (riforme costituzionali in vista? chissà che non eliminino questi inutili e dannosi articoli). Chi vuole che gli immigrati rispettino la legge, ma è pronto a votare gente condannata e sotto inchiesta. Questo tema è stato al centro del mio intervento, nel quale penso di aver fatto una figuraccia esemplare, almeno come esposizione. Ma che, da chi ha capito, mi è valsa qualche complimento. La legge deve essere uguale per tutti, cittadini italiani, stranieri, operai e politici. E stato curioso scoprire come la camorra, nel disastro campano, abbia avuto solo un ruolo marginale, mentre a farla da padrone sono state grosse multinazionali e banche. E stato curioso come una giornalista della Val di Susa (Angela Lanowww.angelalano.com, e www.infopal.it) ci abbia spiegato come le notizie dalla striscia di Gaza siano volutamente distorte dai media per volere di determinate correnti politiche e per i grossi affari internazionali. Va detto che in Val di Susa, dove PBC è arrivato in certi comuni al 9%, alle penultime elezioni politiche è stato un susseguirsi di politici in sfilata elettorale. Di Pietro ministro delle infrastrutture e Pecoraro Scanio ministro dellambiente, dicevano "si" a prodi che annunciava i suoi "si" alla TAV e alla base di Vicenza (più, probabilmente, altre nefandezze che i media hanno taciuto). E stato interessantissimo lintervento che ha fatto un signore di Gioia Tauro riguardo la situazione grottesca della Calabria, nella quale regione lo stato sembra non esistere; mentre la gente assiste impotente al commissariamento dei comuni per infiltrazioni mafiose, ad intimidazioni, a favoritismi ecc, i consiglieri regionali, paragonati dal signore ad "un covo", sono trenta, e si aumentano lo stipendio. Bene, le sfide mi piacciono. Ne ho vinta unaltra, difficile, proprio domenica sera, e voglio combattere questa. Io amo il mio paese, nonostante la sua conduzione spinga a vergognarsene. Voglio dare una mano a far diventare litalia un paese normale, e magari, perchè no? da considerare, in un futuro, virtuoso. Disponibile per chiarimenti e altro, a chiunque volesse dare una mano per dar vita al Movimento nellAlto Vicentino, e nel resto della provincia. Vi ricordo che sul sito Http://movement.meetup.com/60 è presente il modulo per le adesioni, assieme al CAB su cui effettuare il versamento minimo di 10.00 euro. La quota è bassa, ma ricordiamo che questa lista non è un partito sponsorizzato, e che vuole fare, non intascare. Le quote servono per lavorare e coprire le spese, finora coperte dai contributi volontari dei fondatori e sostenitori. Il mio numero di telefono è 3932349498 Quindi diamoci da fare. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 29 maggio 2008 - ore 23:19 Trattengo a stento i bestemmioni... Dal blog di stefano montanari E se ci vendessimo un rene? C’è chi, ad altre latitudini, vende un rene per fare quattro soldi e sfamare la famiglia o, magari, per comprarsi il cellulare, e c’è chi, forte di una posizione di qualche potere, baratta la salute, pensando in cuor suo che sia sempre quella altrui, per qualcosa di un po’ più consistente. È così che dal comune ligure di Alassio c’è l’offerta per ospitare l’inceneritore che gli schizzinosissimi abitanti del Principato di Monaco non vogliono più, che parecchi sindaci italioti fanno a botte perché un inceneritore, uno dei tanti in programma, sempre spacciato nell’incarto da televendita del “termovalorizzatore” con il marchio zero dello scienziato Veronesi, sia costruito nel comune di cui rappresentano la massima autorità sanitaria, quando non si sacrificano eroicamente perché una discarica, sempre contenente materiale putrescibile così come non si deve fare, sia allestita nel loro territorio. Che importa se altrove, dove la corruzione non incide così pesantemente, gl’inceneritori, comunque li vogliamo chiamare, non si fanno più e dai rifiuti si ricavano denaro e posti di lavoro? Il denaro che arriva andrebbe a vantaggio della comunità ed evidentemente dare lavoro non interessa nessuno che conti, sindacati compresi, molto più attenti a tenere la tensione al di sopra della soglia e a mobilitare con grande strepito milioni di persone per qualche decina di Euro. E che dire di quella meraviglia che sono le centrali a biomassa che saranno sì state condannate senza appello per i disastri che implicano anche da Ban-Ki Moon, il segretario generale dell’ONU, ma che tanto solleticano la bulimia di qualcuno che ha le mani in pasta? Tanto per restare intorno a casa mia, il comune di Correggio (Reggio Emilia) sta varando il progetto EVA (Energia, Valore, Ambiente, e guai a chi contesta perché si va berlusconescamente in galera e già ridere desta sospetti) nel cui ambito si prevede la costruzione di una serie d’impianti per bruciare olio di colza, olio di palma esotico e, va da sé, inevitabilmente rifiuti trasformati per volere della legge in sostanze che puliranno l’aria, come ci assicurano i nostri accademici a gettone. Dopotutto il paesello emiliano si era già detto disponibile nel 2004 ad ospitare un inceneritore da 170.000 tonnellate/anno e nel 2007 aveva assicurato il proprio entusiasmo a bruciare amianto, proprio quell’amianto che era ufficialmente innocuo fino a che non è stato più possibile nascondere il disastro sanitario, un disastro di cui pagheremo per generazioni le conseguenze. Esattamente come succederà con gl’inceneritori. “Non ci sono prove sufficienti che i veleni che escono da quei camini o le ceneri che finiscono dappertutto facciano male - ribattono quelli che la sanno lunga - e fino a che non avremo almeno triplicato i cancri, non potremo condannare”. “In dubio pro reo” dicono i saggi. E il reo è un camino, anzi, una fungaia di camini, che, ad ora, ha dimostrato di accoppare ancora poco. Troppo poco per condannare. Naturalmente nessuno controlla le malattie cardiovascolarianche se queste sono conseguenza più comune del cancro per ciò che riguarda l’inquinamento da particelle. Né fa caso alle malformazioni fetali, alle malattie neurologiche o a quelle di natura endocrina.Rifacciamoci al principio di precauzione, allora, se non altro visto che la Comunità Europea lo ha recepito. Ma, purtroppo, quel principio non rende quattrini. Adesso, poi, che, per mantenere la politica più lussuosa del mondo e dare di che sbarcare il lunario anche alla Mafia e alla Camorra dei subappalti, i nostri timonieri eletti con un plebiscito hanno estratto dal cilindro magico un’ovvia idiozia rimasticata come il nucleare, c’è chi si offre fuori dei confini per ospitare la cornucopia che uscirà da questi ecomostri, monumento orazianamente più perenne del bronzo alla voracità dei politicanti e alla credula ingenuità degli elettori che, ad ogni occasione, ricomprano sempre lo stesso pacco. È di oggi che i nostri dirimpettai albanesi si dicono entusiasti di lasciare che le nostre centrali nucleari siano costruite a casa loro e, magari, anche a mangiarsene le scorie che nessuna tecnologia è capace di rendere meno pericolose come ben stanno sperimentando sulla pelle loro gli americani che di questo tipo di produzione d’energia furono a suo tempo i maggiori sostenitori. Molto probabilmente gli amici albanesi non hanno letto ciò che dice quell’antipatico del Nobel Carlo Rubbia al proposito (http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html) e, se l’hanno fatto, poco glie ne cale. Esattamente come ai nostri statisti, dall’Omino di Plastica a Gasparri a Matteoli, o ai loro soci dell’altra sponda politica Veltroni, Bersani, Di Pietro. Dove si manducca, Dio mi conducca, si diceva una volta a Bologna, e non credo occorra traduzione. Stefano Montanari. Ma questo è normale per chi legge giornalmente il blog dello scienziato pazzo modenese. Quello che mi ha sconvolto è celato tra i commenti. commento numero uno: link a www.buonsenso.info Ancora a chiedere come affrontare il disastro Campano? |
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