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Come trasformare l’Italia in un paese normale.

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Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente.
Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune".

sito "per il bene comune"
meetup "per il bene comune"
blog di Stefano Montanari
meetup di schio 1
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Per motivi burocratici le donazioni non sono ancora possibili attraverso queste coordinate. A breve provvederò a linkare le coordinate giuste comunicatemi dal Dr. Montanari.

Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498.
Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy!
P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati.

NO AL NUCLEARE!!!


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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

( solo gli utenti registrati possono votare )

giovedì 25 settembre 2008 - ore 01:31


Il governo controllerà il prezzo dei farmaci
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Rimosso Nello Martini, capo dell’AIFA, l’agenzia autonoma che ha il compito di approvare i farmaci. Martini era troppo indipendente, troppo competente e, fatto imperdonabile, troppo onesto. I farmaci sono un prodotto e le case farmaceutiche vogliono mani libere sul mercato della salute. L’AIFA determina il prezzo dei farmaci in base alla loro efficacia. Ma in futuro non sarà più così. I prezzi potranno essere decisi dai ministeri della Sanità e del Welfare in modo indipendente dai benefici. Dopo la stagione di “Mani Pulite” abbiamo la stagione di “Mani Libere”.
Enrica Giorgetti, moglie del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche. Nessun conflitto di interesse?

Scritto da bluenoise: link


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Gianluca Bracca
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giovedì 25 settembre 2008 - ore 01:25


La guerra infinita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera "La guerra infinita" di Riccardo Iacona è stato sconvolgente!
Non perdetevi la prossima (ed ultima) puntata. Monia

“AFGHANISTAN”
venerdì 26 settembre 2008,
Raitre alle 21,05
Nella seconda puntata de “La guerra infinita” dal titolo “AFGHANISTAN”, in onda il 26 settembre, sempre in prima serata, Riccardo Iacona riprenderà il viaggio proprio dalle strade della droga e delle armi, le stesse utilizzate dai gruppi armati kosovaro albanesi che stanno cercando di destabilizzare la Macedonia con azioni militari di grande respiro. Intervisterà in esclusiva i nuovi terroristi dell’UCK ancora in armi sul territorio macedone e racconterà la capillare infiltrazione nei Balcani dei movimenti islamici più radicali, con il sostegno attivo delle organizzazioni caritatevoli dei paesi del Golfo Arabico. E poi, risalendo le strade della droga che dal Kosovo passano per la Turchia e per l’Iran, Iacona ci porterà in Afghanistan. La guerra, i bombardamenti, sette anni di presenza militare della Nato non sono riusciti a impedire che l’Afghanistan diventasse il più grande produttore mondiale di oppio ed eroina, consegnando così ai movimenti armati talebani la loro principale fonte di finanziamento: 100 milioni di dollari solo l’anno scorso. Con questi soldi i talebani stanno vincendo la guerra. Iacona racconterà la drammatica escalation militare messa in atto dai ribelli afgani, ormai capaci anche di colpire nel cuore di Kabul, con kamikaze, autobombe e veri e propri assalti armati. Poi ci porterà nei luoghi dove abbiamo perso i nostri ultimi soldati: il distretto di PAGMAN dove è morto il maresciallo Daniele PALADINI e quello di SOROBI, dove è stato ucciso il primo maresciallo Giovanni PEZZULLO. Sia i poliziotti di Pagman che quelli di Sorobi raccontano alla troupe della GUERRA INFINITA tutta un’altra storia rispetto a quella che arriva a noi, dalle fonti ufficiali dell’esercito, che hanno sempre parlato di attentati terroristici isolati. Quelle zone sono infestate dai talebani ed in particolare la valle di Uzbeen è completamente fuori controllo. Dopo la morte di Pezzullo in quella valle non entra piu’ nessuno, nè la polizia e l’esercito afgano e neanche i soldati italiani della NATO. E infatti due mesi dopo, quando i francesi prendono il controllo di SOROBI al posto degli italiani, la prima volta che si avventurano nella valle di Uzbeen vengono massacrati da 500 talebani armati: 10 para’ vengono uccisi, 4 di loro, sembra siano stati decapitati mentre erano ancora in vita. Che ci facevano 500 talebani armati nella zona che doveva essere sotto il controllo dei soldati italiani? E come fanno 500 soldati a vivere in queste zone senza avere l’appoggio dei villaggi che li ospitano? Iacona farà vedere che i talebani che attaccano la coalizione non sono solo i fanatici studenti delle madrasse pakistane o gli arabi di al qaida, ma anche cittadini afgani. I talebani ormai stanno costruendo un’area di consenso nei villaggi e nella capitale grazie alla quale possono continuare ad attaccare la NATO nel cuore delle aree che dovrebbero controllare. La guerra è ormai alle porte di Kabul e gia’ adesso i talebani sono in grado di far arrivare nella capitale centinaia e centinaia di soldati armati. Iacona ci farà vedere poi come nelle valli che i soldati italiani dovrebbero controllare si produce oppio. Con i soldi di questo traffico i talebani comprano le armi con cui poi uccidono i nostri soldati, e i campi continuano a essere coltivati ad oppio, a soli 30 chilometri da Kabul. E tutto questo proprio mentre il contingente italiano si sta preparando ad una svolta importante e drammatica: ad ottobre i nostri soldati si dispiegheranno quasi tutti nell’ovest del Paese, ad HERAT, dove già siamo presenti e soprattutto a FARAH, nel sudovest del Paese, dove si combatte tutti i giorni.

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giovedì 25 settembre 2008 - ore 01:18


Negata la scorta a Pino Masciari!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da Current: link


Il sottosegretario Mantovano ha l’abitudine della menzogna. Ancora una volta promuove atti e decisioni devastanti, come quella (verbale 70714 del 18.09.2008) notificata oggi dal Servizio Centrale Protezione con cui si toglie la scorta per gli spostamenti (anche in Calabria) ad un testimone di giustizia simbolo, Pino Masciari e poi nega ( sito di Pino Masciari) .

Mantovano sa, anche considerando la sua provenienza professionale e territoriale, che la lotta alla mafia è fatta di segnali ed il segnale di isolare e abbandonare chi, come Pino Masciari, ha avuto non solo il coraggio di denunciare la manovalanza mafiosa ma anche gli intrecci e le collusioni politica-mafia-massoneria, è; un pessimo segnale, che le mafie sanno interpretare benissimo!

Leggi tutto casa delle legalità



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giovedì 25 settembre 2008 - ore 01:12


Appello degli studenti di lettere e fil. dell’Università Federico II di Napoli
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chi ha paura degli studenti?



La situazione che ci prepariamo ad affrontare nel corso del prossimo anno accademico è tragica: militari tra le strade, aumento delle spese deputate alla Difesa, costruzione di nuove discariche, prestito ponte ad Alitalia... tutte queste cose hanno avuto un costo: l’Istruzione Pubblica.

Da quando esiste, l’istruzione di massa ha sempre generato dibattiti e discussioni riguardo i costi e gli sprechi del sistema: le soluzioni trovate dai vari governi negli ultimi venti anni sono state indirizzate alla professionalizzazione dell’istruzione universitaria, allo svuotamento dai saperi, alla trasformazione degli atenei in istituti "creditizi". Il colpo di grazia arriva ora dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti che tira le naturali conclusioni di quelle politiche, tagliando un miliardo e mezzo di euro ad Università e Ricerca nel corso dei prossimi tre anni ed introducendo la possibilità, tramite voto del Senato Accademico, di trasformare gli atenei pubblici in fondazioni private. Oltre il danno, la beffa: il provvedimento non è legge del MIUR, ma viene approvata una riforma strutturale mascherata da taglio alla spesa, attraverso la legge finanziaria.

Ma non finisce qui: è sotto attacco anche il sistema d’istruzione primario e secondario. Un intero comparto, quello culturale, appare così in smantellamento, nonostante negli ultimi 15 anni si sia visto tagliare più del 50% le risorse deputate (da governi sia di centrodestra che di centrosinistra). Viene da chiedersi su cosa questi governi abbiano intenzione di investire per il futuro, se minano il sistema di istruzione: vittime infatti non sono solo le facoltà umanistiche e le professioni ad esse legate, ma risulteranno (e risultano già) impoverite da decenni di destrutturazione del sistema(riforme Zecchino, Berlinguer, Moratti...) anche le facoltà tecnico-scientifiche.

Quello che è sotto attacco è il nostro futuro, in quanto da questo settore dipende l’avvenire dell’intero Paese: noi che qui abbiamo scelto di maturare conoscenze e competenze (in quanto studenti di Lettere e Filosofia) non possiamo accettare un tale orientamento politico.

Nostro dovere è organizzarci e manifestare il dissenso, esercitare il nostro legittimo diritto a resistere di fronte a questo seppuku culturale. Se non sapremo opporci o se non avremo la forza (ma soprattutto la voglia) di farlo, abbiamo già perso.

Per questo motivo, il 22 settembre alle 15.11, nel’Aula 3("catacombe") della Facoltà di Lettere e Filosofia in Via Porta di Massa, è stata indetta un’assemblea studentesca. Per fare il punto della situazione, ma soprattutto per capire quali sono le prospettive e le possibilità concrete di un’azione che vada contro lo stato di cose presenti e progettate sulle nostre teste.
Invitiamo tutti gli studenti interessati a partecipare a quello che speriamo sia l’innesco di una stagione di confronto e di riappropriazione dei nostri spazi, desideri e destini.



Per info e contatti

WWW.SOSUNIVERSITA.TK – micropolis@fastwebnet.it – 349 79 10 991 – 349 42 12 299


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giovedì 25 settembre 2008 - ore 01:06


oggi mi sfogo... altro post! questa olta sui Della Valle
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cari Comitati e cari Amici,avete raccolto l’informazione circa il "progetto Della Valle"per larealizzazione della cosiddetta "Città dello Sport"?Si tratta di un mega progetto visionario di quell’esimio (?) edillustrissimo(!) mio Collega (maiuscolo!) a nome Massimiliano Fuksas,che i fratellini della scarpa e dei calci, Della Valle ( a Firenzemancavano solo loro) hanno illustrato ai ns cari ed altrettantoillustri amministratori. Manco a dirlo gli amministratori, e davanti atutti il sindaco, hanno esultato e si sono lanciati in altissimiosanna per la sorpresa (?????) e la bellezza (!!!????????) delprogetto.Tema della discussione è stato, udite udite, DOVE REALIZZARLO?????E’ stupefacente che ancor oggi, come ai tempi delle esercitazioniaccademiche di duecento anni fa, ci sia un architetto (!?) che siesponga senza vergogna a progettare opere estese 30-40 ettari (micabruscolini) senza preventivamente conoscerne la localizzazione,e quindi valutarne la fattibilità, la congruità, l’impatto conl’ambiente circostante. ( Chissà se si sarà domandato : "ci sta bene oci sta male" tipo signora che sceglie un cappello"????).Comunque si sa che per soldi si fa questo ed altro.Almeno, caro ed illustrissimo Collega, almeno ti fossi informato dovesono le strade, anzi SE CI SONO le strade, come ci si arriva ecome se ne esce.E invece Tu, Illustrissimo, ti sei divertito ( come to solito, delresto) a disegnare, a sognare , un labirinto di laghi e laghetti,campetti, CENTRI COMMERCIALI (.....quelli le scarpe devono purvenderle..... scarpe e quant’altro....) ed una mega torta di megastadio.Ma il piano DellaValle-Domenici&C. è quello di localizzare il tutto aCastello, e dove sennò??? E ci vengono a raccontare queste storiellecomese non fossero già d’accordo su tutto. Che schifo.Purtroppo in questa città i dementi non mancano, in primis quelli chevanno a delirare a Campo di Marte, quindi questo progetto buttatosulla bilancia elettorale avrà un grandissimo peso.La Presidente del Quartiere, intervistata, ha detto che lalocalizzazione a Castello le sembra ottima:..."vicinoall’Autostrada....Vicino all’Aeroporto..."Vicino alla Tramvia, si potrebbe aggiungere, perchè potrebbe essereprolungata APPOSITAMENTE, fino alla nuova Città dello Sport, ed aisuoiincubi. A spese di chi???? A spese loro???Ma no, a spese nostre!!!.Divulgate, diffondete, fate girare, inoltrate etc, ma non solo aicomitati e comitatini: ai vostri amici, parenti e conoscenti.Coraggio, non ci mancava che questa. Ora mi piglia proprio losconforto e dopo la rabbia ho solo voglia di fare le valigie esalutare l’inclita compagnia.Giovanna

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giovedì 25 settembre 2008 - ore 01:03


Evasione fiscale il Italia... depenalizziamola e non pensiamoci più!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ricevo da Adele.
Secondo l´indagine fatta da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, Associazione contribuenti italiani, elaborando dati ministeriali e dell´Istat ogni anno circa 300 miliardi di euro vengono sottratti all´erario (praticamente 3 finanziarie).
- evasione di imposte dirette è 115 miliardi di euro,
1) - economia sommersa 105 miliardi,
- la criminalità organizzata 40 miliardi
- 25 miliardi chi ha il secondo o terzo lavoro
Le aree di evasione fiscale sono:
- economia sommersa,
- economia criminale (giro d´affari di120 miliardi di euro all´anno con un´evasione di 40 miliardi),
- evasione delle società di capitali (su un totale di circa 800 mila società di capitali il 78% non versa quanto dovuto),
- evasione delle big company (il 92% delle big company abusano del «transfer pricing» per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo la tassazione nei Paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 27 miliardi di euro)
- evasione dei lavoratori autonomi e piccole imprese (mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali per un´evasione di 8 miliardi di euro l´anno).
Intanto i tagli vengono operati sui dipendenti scuola e sui precari, sulla sanità e sulle politiche sociali

Adele Dentice

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giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:59


La prostituta Tuscia ed il ritorno del nucleare a montalto di castro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La prostituta Tuscia ed il ritorno del nucleare a montalto di castro

"A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca.." diceva zio Giulio, mio conterraneo, quando sentiva puzza di bruciato nei movimenti di Palazzo. E stavolta mi riconosco pienamente in quello spirito ciociaro. Anche se non mi aggrada assumere la parte di Cassandra ma son già alcuni anni che continuo a denunciare la possibilità del ritorno al nucleare a Montalto di Castro e stavolta la frittata è stata bell’e servita…

Così la notizia riportata in prima pagina dal Nuovo Corriere Viterbese del 21 settembre 2008, un quotidiano locale ben informato: "A Montalto ritorna il nucleare! Annuncio dell’Enel: lavori entro il 2012. Centrale operativa nel 2017. -e segue- Entro la prossima primavera il governo presenterà il piano energetico nazionale che prevede anche l’avvio del nucleare. Lo ha annunciato il premier Berlusconi e lo conferma Giancarlo Aquilani, responsabile dell’area tecnica per il lavori dell’Enel. Nel piano è inserita la centrale di Montalto di Castro, dove i lavori per la riconversione inizieranno entro il 2012…."

Va beh non voglio riportare l’intero articolo, il senso è chiaro: Berlusconi ha intenzioni "serie", meglio dire "drammatiche", non bastava il carbone "pulito" a Civitavecchia ora si passa al nucleare "salubre" di Montalto, un modo simpatico di regalare alla Tuscia il "premio di sudditanza".

Gli abitanti della Tuscia devono accettare i regali del premier, accettare in silenzio e gratitudine che il loro territorio venga utilizzato per i servizi sporchi. Non bastava il progetto del mega aeroporto low cost da istallarsi a Viterbo città (per accontentare gli abitanti di Ciampino e soprattutto Alemanno che n on può più giustificare quel casino sopra i cieli di Roma), non bastavano le discariche di rifiuti tossici nell’Agro Falisco, né il pompaggio costante e continuo delle acque minerali (con conseguente abbassamento e inquinamento delle falde acquifere), né il rapace allargamento della banlieu metropolitana con sempre nuovi casermoni a Nepi, Monterosi, Magliano Romano, Oriolo, Bracciano, Trevignano, etc. etc., Tutto ciò ed altro ancora non bastava per sancire che la Tuscia è la "sciaccuina" del Lazio, anzi d’Italia, e magari anche un po’ prostituta, visto che i suoi amministratori spesso accettano le prebende "risarcitorie" che il governo, la Regione, e l’Enel di tanto offrono per tacitare lo scontento.

Peccato che gli abitanti della Tuscia (forse troppo impegnati in sagre, concorsi di bellezza e scaldaletti erotici) siano così disattenti da non accorgersi che sono stati messi in ve ndita, loro, le loro terre ed il loro futuro.

A Montalto ora torna anche il nucleare, un referendum è passato impunemente!
E le date? Avete notato le date? "Entro il 2012… ripartono i lavori per il nucleare" cioè la stessa data in cui si annuncia la "fine del mondo" nel calendario Maya. Ed il 2017? Magari porta pure sfiga ma forse per quel periodo il governo Berlusconi sarà già caduto od almeno lo spero!

Paolo D’Arpini
Referente per la Tuscia della Rete Bioregionale Italiana




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giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:55


«Scajola demolisce l’Authority energia»
(categoria: " Vita Quotidiana ")


corriere on line

I commenti all’intervista del ministro per lo Sviluppo al Corriere della Sera

Pianetta (Pdl): «Il ministro e il mio partito ci ripensino». Cgil: toglie un elemento di garanzia. Pd: ritorno al passato

ROMA - «Spero che l’Authority per l’energia rimanga in piedi e non venga limitata a semplice agenzia». Lo ha affermato Enrico Pianetta replicando all’intervista sul Corriere della Sera del ministro per lo Sviluppo e collega di partito nel Pdl Claudio Scajola. «Non credo che sia una buona cosa, in un settore dove le famiglie italiane sono costrette giorno dopo giorno a stringere la cinghia. In questi anni il ruolo dell’Authority è stato quello di preservare il minimo indispensabile della spesa familiare». Scajola vorrebbe declassare l’Authority a semplice agenzia l’Autorità per l’energia e il gas. «Mi appello a Scajola e ai miei colleghi del Pdl per far sì che si rafforzi piuttosto il sistema dell’autorità» ;.

CONTROLLI - Secondo il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, «Scajola straparla di nucleare ma zitto zitto demolisce l’Authority, che rappresenta l’elemento di garanzia massima nel processo di liberalizzazione avviato. La realtà è che questo governo non sopporta controlli e controllori competenti e indipendenti».

RITORNO AL PASSATO - Il pacchetto di norme sulle Authority che Scajola sta preparando è un grave ritorno al passato, in controtendenza con le direttive europee sulla concorrenza e sul mercato», è l’opinione del senatore del Pd, Riccardo Villari.





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giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:50


Quel petrolio che non porta ricchezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


corriere on line

In Val D’Agri si estrae l’80% della produzione italiana. Nei 47 pozzi 500 milioni di barili

La Basilicata e l’«oro nero»: aumenta l’inquinamento, ma non i benefici. Pochi i lucani assunti nel comparto

DAL NOSTRO INVIATO
VAL D’AGRI (Potenza) — Texas o Lucania Saudita, ormai i luoghi comuni si sprecano, per la Basilicata che galleggia sul più grande giacimento di petrolio dell’Europa continentale e sul gas. Qui, nel parco nazionale della Val d’Agri, dove non c’è la sabbia del deserto ma il verde degli orti e dei boschi, tutto è di primissima qualità: olio, vino, carne, fagioli, miele, nocciole. E anche il petrolio, che si estrae da quindici anni, è di ottima qualità. I 47 pozzi del giacimento della Val d’Agri custodiscono, dicono le stime ufficiali, circa 465 milioni di barili (finora ne sono stati estratti quasi 11 milioni), che al valore corrente di 90-100 dollari al barile formano un tesoro da quasi 50 miliardi di dollari.

Ma la Basilicata, che produce l’ottanta per cento del petrolio estratto in Italia, non si fermerà a quello della Val d’Agri, estratto dall’Eni. Dal 2011 comincerà a sfruttare — con Total, Esso e Shell — i giacimenti di Tempa Rossa, poco più a nord: altri 480 milioni di barili, altri 50 miliardi di dollari. Ed è pronta a far trivellare anche Monte Grosso, proprio a due passi da Potenza, dove c’è altro petrolio per 100 milioni di barili. E poi farà scavare nel Mare Jonio, nelle acque di Metaponto e di Scanzano, dove dai templi greci si vedranno spuntare piattaforme petrolifere come nel Mare del Nord.
Nessuno, ancora fino a qualche anno fa, e nonostante i giacimenti della Val d’Agri, avrebbe scommesso che nel sottosuolo lucano e nei fondali jonici fosse nascosta tutta questa ricchezza. Dopo l’intuizione di Enrico Mattei, che tra gli anni 50 e 60 venne qui a cercare petrolio e trovò «solta nto» gas, l’idea che la Basilicata potesse davvero essere un enorme serbatoio di petrolio era per lo più giudicata un volo della fantasia.

Invece i sondaggi e le trivelle si sono spinti fino nelle viscere della terra, a tre-quattromila
metri di profondità, e hanno trovato il mare nero che cercavano. Come non essere contenti? Sembrava l’annuncio dell’inizio di una nuova era, per la Basilicata e per il Mezzogiorno d’Italia, per la questione meridionale e per il federalismo fiscale, per il lavoro ai giovani e per la fine dell’emigrazione.
E infatti, all’inizio, tutti erano contenti.

Dicevano: «Pagheremo meno la benzina, come in Valle d’Aosta, dove costa la metà senza che si produca una goccia di petrolio. E pagheremo meno anche le bollette della luce e del gas». Dicevano: «Con le royalties del petrolio avremo strade e ferrovie, che qui sono ancora quelle di un secolo fa». Dicevano: «Finalmente non saremo più costretti a emigrare, avremo il lavoro a casa nostra». Dicevano: «Si metterà in moto un meccanismo virtuoso, da cui tutti trarremo vantaggi. Il petrolio è la nostra grande occasione». Dicevano tutte queste cose, i lucani. Che oggi non dicono più. La delusione ha frantumato i sogni, lo scetticismo ha svuotato la speranza. E il petrolio, da grande risorsa per la grande occasione, sta diventando sempre di più una maledizione.

E infatti. Il lavoro manca come prima. Le opere infrastrutturali nessuno le ha ancora viste. Mancano i fondi per i prestiti agevolati agli imprenditori, anche stranieri, che volessero investire in Basilicata. Il costo della benzina non ha subìto sconti. Il risparmio sulla bolletta del gas è solo apparente. La gente, soprattutto i più giovani, continua a emigrare: negli ultimi quindici anni a Grumento Nova, 2.500 abitanti, la popolazione è diminuita di un quarto, mentre da tutta la regione — che ha poco più di 570 mila abitanti — si continua a emigrare al ritmo di quattromila persone all’anno. E l’aria, l’acqua e persino il rinomato miele della Val d’Agri sono sempre più a rischio perché sempre più «ricchi» di idrocarburi.

Il petrolio puzza, e in tutta l’area del Centro olii di Viggiano l’odore è forte e si sente: è normale, sono gli idrocarburi policiclici aromatici e l’idrogeno solforato dovuti alla produzione e al trasporto del petrolio (che però adesso avviene attraverso un oleodotto di oltre cento chilometri che porta il greggio alle raffinerie di Taranto). Ciò che non è normale è che in Italia i limiti di emissione di idrogeno solforato siano diecimila volte superiori a quelli degli Stati Uniti e che il monitoraggio di queste sostanze in Val d’Agri avvenga solo due o tre volte l’anno. Ciò che non è normale è il valore altissimo delle «fragranze pericolose per l’uomo» (benzeni e alcoli) trovate nel miele prodotto dalle api della Val d’Agri, come sostiene una ricerca dell’università della Basilicata pubblicata dall’International
Journal of Food Science and Technology. Ciò che n on è normale è che all’Arpab, l’Agenzia regionale di protezione ambientale, non crede più nessuno, tanto che c’è chi ha deciso di fare da solo. Come il Comune di Corleto Perticara, che l’anno scorso ha ceduto a Total per 99 anni, e per 1,4 milioni di euro, il diritto di superficie su un’area di 555 mila metri quadrati in cui realizzare il Centro olii, ma che si è dotato (finora unico comune fra i 30 interessati all’estrazione di petrolio) di un proprio sistema di monitoraggio ambientale.

L’accordo tra Eni e Basilicata prevede ben 11 progetti «compensativi», del valore di 180 milioni di euro, per la sostenibilità ambientale, la formazione e lo sviluppo culturale. E il vicedirettore generale dell’Eni, Claudio De Scalzi, vanta i seguenti risultati: «Royalties per 500 milioni di euro già versati, con un potenziale di 2 miliardi per i prossimi anni se si riuscirà ad arrivare a uno sviluppo completo dei campi della Vald’Agri. Centotrenta tecnici lucani assunti e altre 30 assunzioni in corso. Trecento ditte lucane dell’indotto in rapporto con l’Eni, di queste 60 lavorano in modo continuativo con la società».
Ma a guardare bene i numeri si fa presto a capire che si tratta di «piccoli numeri». A cominciare dalle royalties, il 7% (il 4% se il petrolio è estratto in mare), tra le più basse del mondo. Quando già nel 1958 Enrico Mattei consi derava «un insulto» il 15% che le Sette Sorelle versavano ai Paesi produttori e parlava di «reminiscenze imperialistiche e colonialistiche della politica energetica». Tanto è vero che oggi — in Venezuela, Bolivia, Ecuador — i contratti vengono rinegoziati per portare le royalties oltre il 50%.
Più «vantaggioso», almeno in apparenza, l’accordo stipulato nel 2006 dalla Regione Basilicata con Total, Esso e Shell per i giacimenti di Tempa Rossa, che, tra le altre cose, dovrebbe consentire alla Regione di dotarsi di un sistema di monitoraggio ambientale da 33 milioni di euro (a riprova che finora su questo fronte non s’è fatto nulla) e di fornire gratuitamente tutto il gas naturale estratto (con un minimo garantito di 750 milioni di metri cubi) alla Società energetica lucana, interamente a capitale regionale. L’effetto immediato sarà una bolletta del gas meno cara, almeno di un buon 10%. Ma no n per tutti lucani. Ne beneficeranno solo i pochi allacciati alla rete del metano. Già, perché il gas c’è, ma dove va se non ci sono le condotte?

Carlo Vulpio


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giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:45


Piccole soddisfazioni...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I carabinieri del Noe hanno sequestrato, nella zona industriale tra Bari e Modugno, l’area del cantiere del termovalorizzatore, e denunciato quattro persone, il responsabile della societa’ esecutrice dei lavori, due progettisti ed un funzionario regionale. Il decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dal sostituto procuratore di Bari, Francesco Bretone e dal procuratore aggiunto, Marco Di Napoli, riguarda l’area in via dei Fiordalisi. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che i lavori, realizzati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, sono stati effettuati in assenza dell’ autorizzazione edilizia e della valutazione di impatto ambientale (Via), poiche’ sono risultate illegittime quelle rilasciate dal Comune di Modugno e dalla Regione Puglia. Inoltre mancherebbero il parere obbligatorio e vincolante dell’autorita’ di bacino, poiche’ si tratta di un’ area sottoposta a vincolo idrogeologico, il nulla osta paesaggistico ed di nulla osta dell’Enac, poiche’ le opere supererebbero in altezza il limite consentito, nel raggio di 3 km dall’aeroporto di Bari-Palese. Le indagini hanno accertato anche vizi formali e sostanziali rilasciati dal settore Ecologia della Regione Puglia, ed, in particolare, e’ stato accertato che l’impianto in corso di realizzazione non utilizza le migliori tecnologie possibili.

(http://www.ultime-notizie.eu/)

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