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Come trasformare l’Italia in un paese normale.

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MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente.
Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune".

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Per motivi burocratici le donazioni non sono ancora possibili attraverso queste coordinate. A breve provvederò a linkare le coordinate giuste comunicatemi dal Dr. Montanari.

Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498.
Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy!
P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati.

NO AL NUCLEARE!!!


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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

( solo gli utenti registrati possono votare )

giovedì 4 settembre 2008 - ore 14:57


Trattato di Lisbona
(categoria: " Vita Quotidiana ")







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giovedì 4 settembre 2008 - ore 10:52


dov’erano i venetisti di questo sito quando succedeva questo?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Messaggi dall’Ossetia del sud - 14/7/08

Lettera del Ministro per la Gioventù dell’Ossetia del sud a Giulietto Chiesa e una breve nota di risposta dell’europarlamentare:

Stimato Signor Chiesa!
Un grande ringraziamento per il suo interessamento ai nostri destini. Grazie per avere accolto con affetto e attenzione a Bruxelles i nostri Aleksei, Toma e Alena. Sono stati felici di questo e non dimenticheranno mai quel viaggio.

Abbiamo ricevuto la sua lettera e, con essa, la speranza che nel Parlamento Europeo vi siano persone che s’interessano alle sorti di un piccolo popolo che si trova sul limitare della completa distruzione.

Ogni settimana noi seppelliamo i nostri ragazzi, che difendono la nostra Patria dagli aggressori georgiani.

Ci vedo ormai poco per le lacrime versate , che si sono seccate sulle mie palpebre, eppure spero ancora di leggere notizie dall’Europa che mi dimostrino che da voi ancora si rispettano i diritti dell’individuo e soprattutto il diritto alla vita. La vita dei nostri giovani di nazionalità osseta non dovrebbe essere meno cara della vita degli europei.

La gente, in città, ha smesso di temere la morte. Si cammina nelle strade anche durante le sparatorie; nessuno si lamenta per la mancanza di acqua, ma ci si lamenta per l’assenza di giustizia nel mondo.

Racconti, la prego, al Parlamento Europeo che noi siamo persone di pace.
Chiedete ai vostri colleghi che ci aiutino. Noi siamo stanchi di essere vittime che vengono rappresentate come aggressori. Le calunnie sono peggiori della morte.

Lei ha capito la nostra sofferenza. Lei è una persona buona. Le auguro che coloro che le sono vicini non debbano mai subire tanta violenza e tante privazioni come quelle che ci tocca patire ogni giorno.

Con stima,
Eleonora Bedoeva, Ministro per la Gioventù dell’Ossetia del Sud



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giovedì 4 settembre 2008 - ore 10:36


Auguri di pronta guarigione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Scusate la lunga assenza, ma torno solo ora da Sydney e torno su una sedia a rotelle.

Niente di tragico: un banale incidente di corsa (a piedi) e un muscolo di una coscia che ha fatto crack. Non sarà breve, ma mi rimetterò in piedi e, anzi, mi rimetterò di corsa come sempre.

Purtroppo l’incidente mi ha impedito di muovermi, e per una decina di giorni non ho avuto accesso ad un computer. Ora, al ritorno in laboratorio e riaperto il mio computer, mi trovo quasi duemila mail da smaltire e spero che chi riceverà risposta in ritardo non si arrabbierà troppo.

Laggiù, in the Downunder come dicono loro che stanno a testa sotto come i pipistrelli, dell’Italia non hanno che qualche eco distante, ma la notizia degl’imbecilli del calcio è trapelata. Nell’immaginario australiano noi siamo quelli: un branco d’idioti il cui cervello permette solo azioni come quelle di cui non ci resta che vergognarci profondamente.

Se ricordo bene, in pieno impero bizantino non c’era il football ma c’erano le corse dei cavalli e si correva in squadre contraddistinte da colori. Anche allora c’erano i tifosi, quelli che gridano sudati con il collo gonfio, che lo sport non hanno la più pallida idea di dove stia di casa, e anche allora questi nullafacenti combinavano guai, tingendosi addirittura di politica. Niente di nuovo sotto il sole, dunque. Bene, l’imperatore di turno proibì le corse dei cavalli per alcuni anni e tutto rientrò nella più perfetta tranquillità.

E allora, perché non si possono chiudere gli stadi di calcio italiani? D’accordo: il business per qualcuno è colossale, ma siamo sicuri che l’Italia abbia proprio bisogno di miliardari che, tra l’altro, ricavano la figura fatta ai recenti europei e alle recenti olimpiadi (ma la loro pochezza di calciatori non c’entra con l’immoralità dei loro emolumenti)? Siamo sicuri, soprattutto, che l’Italia possa permettersi di schierare ogni domenica le proprie

forze di polizia per cercare, peraltro del tutto invano, d’impedire che parte del patrimonio che chi lavora paga con le proprie tasse venga svillaneggiato da questi ignobili decerebrati? Siamo sicuri di poterci permettere città sotto assedio ogni domenica? Siamo sicuri che immagini come quelle che le TV straniere sono felici di poter tarsmettere giovino alla nostra faccia?
A costo di dispiacere ai personaggi che sul calcio lucrano come satrapi lasciando a noi i cocci da pagare (non vi ricorda un po’ la vicenda Alitalia?), io chiedo un anno senza calcio, e lo chiedo da sportivo che lo sport lo ha fatto per tutta la vita e, a costo di fare una figura ridicola, vecchio e traballante come è diventato, continua a farlo tuttora con quel po’ che si può permettere. E chiedo che quei mascalzoni viziati paghino subito e al netto di sconti il giusto per le loro squallide azioni, senza che le stravaganze di qualche magistrato li rimetta subito in circolazione, per di più a maggior ragione convinti di avere tutti i diritti di fare ciò che fanno.

Cambiando del tutto argomento, ritornato, mi ritrovo qualcuno preoccupato del fatto che l’associazione che raccoglie i fondi per la ricerca sulle nanopatologie abbia qualcosa a che spartire con un noto comico. Oppure - ma qui siamo al ridicolo davvero – addirittura che il nome entomologico, bisogna ammettere infelicissimo, di questa associazione (I Grilli Onlus) cerchi in qualche modo agganci emotivi con il non nominato comico, peraltro al singolare e non onlus. Per l’ennesima volta ripeto che non esistono relazioni e ripeto ancora che sul Gryllus campestris (famiglia dei Grillidi, ordine degli Ensiferi e classe degl’Insetti) diventa per lo meno bizzarro pretendere esclusive. Sia come sia, chi vuole contribuire alle ricerche che, come detto, verteranno principalmente ma no solo sulle malformazioni fetali da micro e nanopolveri inorganiche, è il benvenuto. Chi non lo vuole fare, è esentato ufficialmente dal presentare scuse, eccezioni, difficoltà etiche, diritti accampati su nomi e personaggi, elucubrazioni più o meno campate per aria e quant’altro. E chi ha il borsellino stretto può pure stare tranquillo: dei risultati delle ricerche godrà anche lui come chi un sacrificio l’ha fatto.

Di una cosa sola prego questi signori: come dice una vecchia canzone bolognese la cui frase traduco per i forestieri: vada a rompere le scatole altrove (c’al vaga a ràmper al scàtel piò in là.)




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lunedì 1 settembre 2008 - ore 22:35


Io preferivo le dimissioni... ma insomma qualcosina si fa...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Variati perdona e salva Quero
L’assessore in lacrime: «Resto»


di Gian Marco Mancassola

Perdonato e confermato. Ma a una condizione: la redenzione passerà attraverso una campagna rivolta ai giovani sulla sicurezza nelle strade di cui il figliol prodigo dovrà essere testimonial. È questo l’atto di dolore che il sindaco Achille Variati chiede a Matteo Quero, l’assessore che nella notte fra giovedì e venerdì si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. Un errore, un maledetto errore che ha scatenato una bufera su uno degli uomini di punta della giunta che ha fatto della tolleranza zero e del rispetto delle regole una bandiera.
«Pagherà il prezzo pieno, come tutti», rimarca Variati, ricordando le severe conseguenze previste dalla nuova normativa per il rifiuto di sottoporsi all’etilometro: confisca dell’auto, ritiro della patente, denuncia in procura. Ma non sarà rimosso dal suo incarico: questa è la decisione che Variati ha prima comunicato ai capigruppo di maggioranza, poi ai giornalisti, convocando una conferenza stampa a metà pomeriggio di ieri, nel Forum center di piazza Biade, unico ufficio comunale aperto per le visite guidate al cantiere della Basilica.
«Faremo di un’esperienza personale negativa - argomenta il sindaco - un utile esempio pubblico, capace di far capire ai ragazzi, a partire da un caso vissuto sulla propria pelle a quali rischi si va incontro se si pensa che “tanto non capiterà a me”». Sulle spalle di Quero (41 anni, sposato, con tre figli di 14, 11 e 8 anni) ci sono deleghe di peso come la cultura, il turismo e soprattutto le politiche giovanili, referato improvvisamente finito nell’occhio del ciclone.
«Non faccio quello che molti mi hanno suggerito di fare: togliere le deleghe e cambiare assessore», prosegue Variati, che concede la seconda chance a Quero, «in linea come la mia formazione cattolica e con la filosofia della mia amministrazione: fermezza e severità contro chi commette reati, ma anche solidarietà e apertura verso chi si ravvede. Ed è in linea con la nostra cultura: una seconda possibilità, per raddrizzare i propri errori, è data a chi dimostra di volersi emendare. È anche un messaggio che diamo ai giovani: chi sbaglia non deve pensare di essere marchiato per sempre con il bollo dell’infamia, come se non ci fosse possibilità di recupero. Quero ha sbagliato e pagherà il prezzo pieno sul piano personale. Ma può trasformare un’esperienza personale negativa in un utile esempio pubblico se diventa un testimonial dei rischi e delle conseguenze di un comportamento potenzialmente pericoloso e scorretto: potrà farlo con i giovani, potrà farlo con il pubblico delle feste rock e musicali, potrà farlo magari nelle scuole. La legge vale per tutti, questo è anche il messaggio del nostro giro di vite in città: vale per il ragazzino con l’auto nuovo e per l’assessore padre di famiglia e imprenditore».
Variati ha deciso per l’assoluzione dopo un intenso faccia a faccia con il suo assessore, che gli ha ribadito di aver rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. «Punto e basta. Ha sbagliato, ma questi sono i fatti. Io credo a Quero e non ho motivo per non credergli».
Dopo 48 ore da incubo, Quero si è lasciato andare, in lacrime, accettando le condizioni imposte dal sindaco e chiedendo ancora una volta scusa: «Sono molto colpito e commosso per questa scelta del sindaco, a cui avevo rimesso le mie deleghe. È un attestato di stima, a cui rispondo come ho sempre fatto, con entusiasmo e dedizione», dichiara l’assessore con la voce rotta. «Se questa è la sfida, la battaglia che devo combattere, la accetto e vado avanti. Ne ho parlato con mia moglie e con i mie figli, che sono stati i più duri nel rimproverarmi per il mio errore. Loro mi hanno detto di andare avanti e allora io non mi tiro indietro. Ho sbagliato e chiedo scusa a questa città a cui voglio bene, e alle forze dell’ordine, con le quali sono pronto a collaborare in ogni momento».
Ogni anno Quero percorre 45 mila chilometri per lavoro e per politica. Ora dovrà fermarsi per un pezzetto. Dalla casa di Monte di Malo dovrà spostarsi in autobus per venire in assessorato: «Ora so che la strada per farmi perdonare sarà lunga».




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lunedì 1 settembre 2008 - ore 16:02


ecologia di casa nostra...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ps : giro queste considerazioni di Bolognini
E’ da preferirsi il repubblicano Mc Cain che incrementerà l’estrazione petrolifera in Alaska o il democratico Obama che punta tutto sul rilancio del nucleare, con la benedizione del premio Nobel Gore? Le scelte energetiche, e quindi ambientali degli USA (20,2 tonnellate di CO2 per abitante l’anno, il meno “virtuoso” e principale membro del G8), sono queste a prescindere dalle “retoriche” dell’ambientalismo “europeo”, e degli ambientalisti in pelle e ossa, quelli che seguono alla lettera (i più inconsapevolmente) i dettami dell’Ecocapitalismo egemone: Kyoto (con relativa Borsa della CO2 e mercificazione dell’aria), i picchi petroliferi (sempre più ravvicinati e catastrofici), l’energia “giustamente” pagata a caro prezzo (agli speculatori finanziari), il principio “chi inquina paga” (ed intanto può inquinare) ecc. La strategia energetica ed ambientale europea ( il cui Paese più importante, la Germania, produce 10,3 tonnellate di CO2 per abitante l’anno, un po’ più della metà degli USA) prevede che il 20% della energia sia prodotta dalle fonti cosiddette rinnovabili entro il 2020. Tra le fonti “rinnovabili” le normative europee prevedono anche la combustione delle cosiddette “biomasse” compresa la “termovalorizzazione “ della parte biodegradabile dei rifiuti urbani ed industriali. In Italia, secondo Paese più “virtuoso” del G8: solo 7,9 tonnellate di CO2 per abitante l’anno (meglio fa solo la “nuclearizzata” Francia con 6,2 tonnellate di CO2 per abitante l’anno, mentre il Giappone è a 9,5, il Regno Unito è a 9, il Canada è a 17,3 e la Russia è a 10,6 tonnellate di CO2 per abitante l’anno), si sta’ puntando, e si punterà, soprattutto, sulle centrali per le “biomasse” e i “termovalorizzatori” dei rifiuti (dai 2/3 ai 3/4 del totale). Queste fonti energetiche “rinnovabili” sono state, del resto, nel nostro Paese, anche nel passato, di gran lunga le più privilegiate nell’assistenza “pubblica” (pagata con i soldi dei consumatori) ai grandi gruppi industriali notoriamente incapaci di stare nel mercato “vero”: dalla “cosca” Romiti, alla”casta” Marcegaglia, i “clan” Ligresti e Benetton e via dicendo. I meccanismi sono noti: CIP6 prima, Certificati verdi adesso e per il futuro: sponsor tutte le maggiori forze politiche e buona parte degli ambientalisti, a cominciare dalla maggiore associazione nostrana Legambiente, da sempre impegnata a favorire in tutti i modi la “termovalorizzazione” inserita in un fantasioso e sempre citato “ciclo integrato dei rifiuti”. Se l’Italia è particolarmente “virtuosa” sul versante della CO2 è probabilmente più merito delle alte tariffe elettriche, che delle centrali a biomasse e i “termovalorizzatori”, che di CO2 ne producono in abbondanza ( oltre, purtroppo, agli inquinanti veri e propri, quelli nocivi per gli esseri umani e le altre specie viventi). Dal punto di vista del cancro nei bambini, invece, la “virtuosa” Italia ha il poco invidiabile record europeo: la crescita di nuovi casi di tumori è del 2% l’anno, negli ultimi 15 anni, quasi il doppio del dato europeo. I tumori infantili, a differenza della CO2 (che non è un inquinante dannoso per la salute), sono un buon indicatore dell’inquinamento ambientale; inoltre per i bambini non si può certo invocare la predominanza dei “cattivi stili di vita”, quale causa principale del cancro, tanto cara ai mistificatori sanita e scelte in campi ambientali vecchi e nuovi. Sul versante dei tumori infantili, comunque, anche l’Europa non è poi messa tanto bene, negli ultimi 15 anni il trend è in discreta crescita: 1,1% l’anno, a fronte di un poco significativo 0.4% negli USA (dove si è e scelte in campo avuta la delocalizzazione all’estero di molti settori industriali inquinanti ed è assai scarso il ricorso alla “termovalorizzazione”). Peggio dell’Europa è la Cina (3.6 tonnellate di CO2 per abitante l’anno, ma due anni fa erano 2.6 tonnellate) dove la situazione sanitaria è disastrosa e, non a caso nemmeno coperta dai dati statistici (cosi come del resto avviene in vaste aree italiane ed europee). Il luogo comune degli USA viziosi ed Europa virtuosa, sul versante ambientale, sarebbe, quindi, da ridimensionare, infatti nonostante (o forse a causa?) degli ambientalisti europei, specie quelli del nord Europa ( tutti ipersensibili alla CO2 e completamente ignoranti su diossina, metalli pesanti o nanoparticolato), la normativa ambientale europea è sempre più permissiva a favore degli inquinatori, e peggiore di quella USA. Evidentemente le forze politiche europee: popolar-cristiane, cattoliche, socialdemocratiche, democratiche, ed anche “sinistre”, “destre” e Verdi-ecologiste, riescono ad essere addirittura peggiori dell’amministrazione Bush. Il parodosso dovrebbe imporre un’analisi adeguata e l’uscire da un conformismo ambientale oramai solo controproducente. Iniziamo magari con la modifica degli indicatori ufficiali europei, in campo ambientale: pretendiamo come parametro guida l’incidenza (i nuovi casi) dei tumori infantili al posto della produzione della CO2.
salute,ce n’è bisogno
michelangiolo bolognini

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lunedì 1 settembre 2008 - ore 16:02


Termovalorizziamo!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’ istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste ha ideato e finanziato un monitoraggio ambientale con l’obiettivo di studiare la qualità ambientale della parte settentrionale dell’ alto adriatico, da Trieste a Venezia. L’ OGS analizza l’ H20 e l’aria con strumentazioni precise e a bassissimo costo . Tali strumenti vengono installati su piccoli aerei per raccogliere misure complete di CO2 e particolato da 150 a 2200 metri di altitudine. Altri velivoli esplorano il mare con strumenti di tele rilevamento. Lo studio sarà completato a novembre con i dati ottenuti dall’ analisi dell’ intera linea di costa . I PRIMI PARAMETRI RILEVATI HANNO EVIDENZIATO COME TRA I 700 E I 1500 METRI LA FASCIA DI ARIA E’ OCCUPATA DA " POLVERE SOTTILE " , IN PARTICOLARE PM10 FINO A PM 0,3. UNO STRATO CHE RIFLETTE IL CALORE CHE PROVIENE DAL BASSO LASCIANDO PASSARE QUELLO CHE PROVIENE DAL SOLE , CON UN EFFETTO SERRA CHE AGISCE SUL MICROCLIMA. A QUESTE POLVERI SI SOMMA LA CO2 CHE CONSOLIDA QUESTA "COPERTA ".
A Trieste , nel cuore della città , si trova una ferriera e un inceneritore , nel golfo tra Monfalcone e Trieste abbiamo : una centrale a carbone e a olio combustibile , due cartiere , due zone industriali ( industria pesante ) il più grande cantiere navale dell’alto adriatico e una fabbrica chimica ( ho sicuramente dimenticato qualcosa ) Liviana



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domenica 31 agosto 2008 - ore 23:14


Assemblea
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1/9/2008
Ore 19.30
Mestre, via Venezia (laterale del viale della stazione)
Ecoistituto del Veneto "Alex Langer"
Assemblea regionale PBC

Se volete c’è posto per tutti!

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giovedì 28 agosto 2008 - ore 15:33


Toh, un punto di vista diverso...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


QUELLA BANDIERA EUROPEA DIETRO LE SPALLE DEL BANDITO - 08/08/08

di Giulietto Chiesa

Piero Gobetti scrisse che “quando la verità sta tutta da una parte ogni atteggiamento salomonico è altamente tendenzioso”. Osservando la tragedia dell’Ossetia del Sud trovo che questo aforisma vi si adatti alla perfezione. Si cercherà, domani, di trovare spiegazioni “salomoniche” per giustificare il massacro della popolazione civile di una piccola comunità schiacciata dal peso della storia, come un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro.






Vi sarà sicuramente qualche sepolcro imbiancato che cercherà di distribuire uniformemente le colpe tra chi ha aggredito ( da ricordare che il primo attacco è stato della Georgia contro l’Ossetia del Sud, nota di E.A.) e chi è stato aggredito, tra chi ha usato gli aerei e gli elicotteri contro una città di 70 mila abitanti , e chi aveva, gli osseti, solo fucili e mitragliatrici per difendersi.

Ci sarà domani chi spiegherà che gli osseti del sud hanno provocato e sono stati respinti. E poi, sull’onda della contr’offensiva, quasi per forza di cose, i georgiani sono andati a occupare ciò che, in fondo, era loro di diritto, avendo osato gli ossetini dichiarare e applicare l’idea del rifiuto di tornare sotto ilcontrollo di chi li massacrò la prima volta nel 1992.

Ci sarà, posso prevedere con assoluta certezza ogni parola di questi mascalzoni bugiardi, chi affermerà che tutta la colpa è di Mosca, che – non contenta dell’amicizia tra Tbilisi e Washington- voleva punire il povero presidente Saakashvili impedendogli di entrare in possesso dei territori di Abkhazia (il prossimo obiettivo) e di Ossetia del Sud. E così via, mescolando le carte e contando sul fatto che il grande pubblico sa a malapena, sempre che lo sappia, dove stia la Georgia, e, meno che mai l’Ossetia del Sud.

Ma le cose non stanno affatto così, anche se il pericolo che questo conflitto si allarghi è grande, tremendo, e chi scherza col fuoco sa che sta facendo rischiare ai suoi cittadini molto di più di quanto essi stessi pensino.

Giocatori d’azzardo, irresponsabili, che puntano tutte le carte sul disastro e il sangue. Chiunque dovrebbe essere in grado di capire che una piccola comunità, con meno di 100 mila persone, disperse in duecento villaggi e una capitale, Tzkhinvali, che è più piccola di Pavia, non possono avere alcun interesse ad attaccare un nemico – questa è l’unica parola possibile alla luce di quanto sta accadendo – che è 50 volte superiore in uomini e armi, che ha l’aviazione (e l’ha usata ieri e oggi, mentre scrivo, con assoluta ferocia, bombardando anche l’unica strada che collega l’Ossetia del Sud con l’Ossetia del Nord, in territorio russo, per impedire che i civili possano rifugiarsi dall’altra parte della frontiera), che non ha ostacoli di fronte a sé. Chiunque potrebbe capire che l’Ossetia del Sud non ha rivendicazioni territoriali e non ha quindi in mente alcuna espansione al di fuori del suo microscopico territorio.

Chiunque potrebbe capire – qui ci vuole un minimo di sforzo intellettuale, quanto basta per liberarsi di qualche schema mentale inveterato – che nemmeno la Russia può avere alcun interesse a inasprire la situazione. Certo Mosca è interessata allo status quo, con l’Ossetia del Sud indipendente di fatto, ma senza essere costretta a riconoscerne lo status, per evitare difficoltà internazionali. Ma chi ha la testa sul collo dovrebbe riconoscere che è meglio una tregua difficile che una guerra aperta; che è meglio negoziare, anche per anni, che uccidere a sangue freddo civili, bambini, donne.

Io sono stato a Tzkhinvali, la primavera scorsa, e adesso mi piange il cuore a pensare a quelle vie dall’asfalto sgangherato, buie la sera, a quelle case senza intonaco, dal riscaldamento saltuario, a quelle scuole ancora diroccate,ma piene di gente normale, di giovani orgogliosi che non vogliono diventare georgiani perché sono cresciuti in guerra con la Georgia e della Georgia hanno conosciuto solo la violenza dei tiri sporadici sui tetti delle loro case. Mi chiedo: e poi? Che ne sarà di quei giovani? Come si può pensare di tenerli a forza in un paese che non ameranno mai, di cui non potranno mai sentirsi cittadini? Se ne andranno, ovviamente, dopo avere contato i loro morti, a migliaia, in Ossetia del Nord, in Russia, di cui quasi tutti sono cittadini a tutti gli effetti, con il passaporto in tasca.

E’ questo il modo di sciogliere il nodo georgiano? Lo chiederei, se potessi, al signor Solana, che dovrebbe svolgere il ruolo di rappresentanza dell’Europa inquesta vicenda. Che l’Europa, invece di aiutare a risolvere, non ha fatto altro che incancrenire, ripetendo a Tbilisi la giaculatoria che la Georgia ha diritto alla propria integrità territoriale, e dunque ha diritto a riprendersi Ossetia del Sud e Abkhazia. Certo – gli si è detto con untuosa ipocrisia – che non doveva farlo con la forza. Ma, sotto sotto, gli si è fatto capire che, se l’avesse fatto, alla fin dei conti, si sarebbe chiuso un occhio. E’ accaduto. Saakashvili non ha nemmeno cercato di nascondere la mano armata con cui colpiva. Non ha nemmeno fatto finta. Ha detto alla televisione che voleva “ristabilire l’ordine” nella repubblica ribelle. Un “ordine” che non esistevadal 1992, cioè da 16 anni. Perché adesso? Qual era l’urgenza? Forse che Tbilisi era minacciata di invasione da parte degli ossetini?

La risposta è una sola. Saakashvili ha agito perché si è sentito coperto da Washington, in prima istanza, essendo quella capitale la capitale coloniale della attuale Georgia “indipendente”. E, in seconda istanza si è sentito coperto da Bruxelles. Queste cose non si improvvisano, come dovrebbe capire il prossimo commentatore di uno dei qualunque telegiornali e giornali italiani. Saakashvili si è messo al servizio della strategia che tende a tenere la Russia sotto pressione: in Georgia, in Ucraina, in Bielorussia, in Moldova, in Armenia, in Azerbajgian, nei paesi baltici. Insomma lungo tutti i suoi confini europei. Saakashvili ha un suo tornaconto: alzare la tensione per costringere l’Europa a venire in suo sostegno, contro la Russia; ottenere il lasciapassare per un ingresso immediato nella Nato e, subito dopo, secondo lo schema dell’allargamento europeo e dell’estensione dell’influenza americana sull’Europa, l’ingresso in Europa.

Secondo piccione: chi muove Saakashvili conta anche sul fatto che questo atteggiamento dell’Europa finirà per metterla in rotta di collisione con la Russia. Perfetto! Con l’ingresso della Georgia nella Nato e in Europa gli StatiUniti avranno un altro voto a loro favore in tutti i successivi sviluppi economici, energetici e militari che potrebbero vedere gli interessi europei collidere con quelli americani.

Javier Solana ha la capacità di sviluppare questo elementare ragionamento? Ovviamente ce l’ha. Solo che non vuole e non può perchè ha dietro di sé, alle sue spalle, governi che non osano mettere in discussione la strategia statunitense, o che la condividono.

Cosa farà ora la Russia è difficile dirlo. Certo è che, con la presa di Tzkhinvali, le forze russe d’interposizione, che sono su quei confini interni alla Georgia,dovranno ritirarsi. Il colpo all’Ossetia del Sud diventa così un colpo diretto allaRussia. Che, questo è certo, non è più quella del 2000, al calare di Boris Eltsin e delle sue braghe.

L’emblema di questa tragedia, che è una nuova vergogna per l’Europa, è stato il fatto che Saakashvili ha annunciato l’attacco, dalla sua televisione, avendo dietro le spalle, ben visibile, la bandiera goergiana e quella blu a stelle gialle europea. Peggiore sfregio non poteva concepire, perchè la Georgia non è l’Europa, non ancora. E meno che mai dovrebbe esserlo dopo questo attacco che offende - o dovrebbe offendere - tutti coloro che credono nel diritto all’autodeterminazione dei popoli. Che è sacrosanto per chi se lo guadagna, molto meno con chi usa quella bandiera per vendere subito dopo l’indipendenza a chi l’ha sostenuta dietro le quinte.

Qual è la differenza con il Kosovo? Una sola: la Serbia era un prossimo suddito riottoso e doveva essere punita. La Georgia è invece un vassallo fedele e doveva essere premiata.

L’Ossetia del Sud questo diritto se lo è guadagnato. E non c’è spazio per alcun atteggiamento salomonico, perchè la ragione sta tutta da una sola parte, e io sto da quella stessa parte.



All’indomani dell’aggressione georgiana, nella sua responsabilità di europarlamentare, Giulietto Chiesa ha diramato il comunicato che segue:

ATTACCO ALL’OSSETIA DEL SUD
Dichiarazione di Giulietto Chiesa

8 agosto 2008. L’attacco della Georgia contro l’Ossetia del Sud è un atto di assoluta gravità, in spregio alle norme del diritto internazionale e dell’umanità stessa. Sangue innocente di civili viene sparso in nome del diritto del più forte. Il presidente georgiano Saakashvili non ha fatto mistero delle sue intenzioni. "Ristabilire l’ordine costituzionale". Perchè ora? La scelta della guerra, contro quella del negoziato, non ammette scusanti e non ha giustificazioni. Grave il rischio di coinvolgere la Russia nel conflitto. Come parlamentare europeo considero intollerabile che il presidente georgiano si rivolga alla propria nazione inalberando alle sue spalle il vessillo dell’Europa. Non ha alcun diritto di farlo. La Georgia non è Europa. Tanto meno lo è una guerra come questa, che infanga chi la fa.
Giulietto Chiesa
Parlamentare Europeo





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mercoledì 27 agosto 2008 - ore 22:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


On 25 Ago, 12:28, "moniaben@/libero.it." <monia...@libero.it> wrote:



Per la serie: I nuovi Erode!
In Valle di Susa non c’è solo il problema del TAV Torino-Lione, ma c’è anche un’acciaieria (la Beltrame di San Didero) che è stata riconosciuta responsabile di emissioni di DIOSSINA e PCB (policlorobifenili). Allevamenti chiusi, latte alla diossina e riscontri di gravi malformazioni dei vegetali. Giungono anche segnalazioni di malformazioni nei bambini e di malattie della tiroide.
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Guarda la fortuna, eh!!! Il problema dell’acciaieria è un problema praticamente di sempre;l’incidenza di problematiche tumorali di forma benigna e maligna,cardiovascolari e tiroidee è sempre stata più alta rispetto ai valorimedi italiani; in questi ultimi anni si percepisce una recrudescenza,e ci si chiede come mai sui tiletti si leggano età troppo basse, oltreai molti aborti spontanei (ma di questo non riesco a trovare notizieufficiali, solo racconti personali, di parenti e di amiche).Inquinamento... Forse perchè da questa acciaieria sembra escanomateriali a basso prezzo, forse perchè per aumentare le temperature difusione utilizzano anche oli esausti... Lo so, non si può, ma come sispiega il fatto di aver trovato nel carico di uno dei tir(rovesciatosi nell’attraversamento del sinuoso cavalcaferrovia)materiali ferrosi "sporchi", oltre a diversi fusti di oli esausti?Finchè i controlli sui carichi vengono delegati alla ditta stessa...Lo scorso anno sono stati fatti dei lavori intorno al camino, ci hannodetto che è un sistema di filtraggio a carboni attivi, e le analisidell’ARPA hanno confermato la riduzione delle emissioni da talecamino... ma come mai, quando ci passo davanti, quel camino mi sembrasempre spento, mentre fumano i 3-4 laterali, che di filtri a "carboneattivo", manco l’ombra?Probabilmente sono male informata, e anche un po’ ignorante, non so. In ogni caso, se mai dovessero iniziare i lavori del TAV, si andrebbea smuovere un bello strato di diossina frutto di tanti anni di lavorodella fiorente azienda; oltretutto in questa zona la valle si allargaun pochino e sarebbe proprio posto adatto per una stazione dismistamento, cantieri e quanto altro. In fondo, qualche tempo fa lagovernatrice della Regione, tale Mercedes Bresso, dichiarò che quellaormai era zona degradata... Non avevamo dubbi. Qualche sindaco speranelle compensazioni. E ora aggiungiamo l’inceneritore del Gerbido, che sembra debba vederel’inizio lavori a giorni. La val di Susa è ubicata a ovest di Torino, si svolge nella sua partebassa e media in senso orizzontale verso la Francia. La zona Gerbidosi trova praticamente tra la città e l’imbocco valle. I venti spiranogeneralmente in senso ovest-est, ma sappiamo bene che nel pomeriggiotendono dalla parte opposta, così come quando è in arrivo il bruttotempo. Avremo dunque un ottimo rimescolamento delle polveriprovenienti dai due impianti sopra descritti. Accetto inviti, anche temporanei (come per i bimbi di Chernobyl),anticipatamente ringrazio.

Beatrice

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mercoledì 27 agosto 2008 - ore 17:23


News da Cassino (FR)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un saluto a tutti. E’ con entusiasmo ed orgoglio che vi dico, ufficialmente, che è nato PBC cassino. Ne parlai con Monia tempo fa, ora siamo riusciti araccogliere un gruppo di 5 ragazzi circa che operano PER IL BENE COMUNE nella città di Cassino, una città di 50.000 abitanti con almeno10 problemi procapite. Ramificare PBC è fondamentale per raccogliere voti e rappresentare le persone. E’ la scelta che tutti dovremmo fare. Noi di PBC Cassino ci siamo riuniti ieri ed abbiamo deciso di darci da fare, abbiamo creato un blog (aspettando che Gianluca aggiorni il template) link ed abbiamo creato un gruppo google. C’è anche l’indirizzo e-mail: cassino.pbc@gmail.com Spero che siate felici per noi. Sarebbe bello poterci incontrare tutti qui a Cassino.

Gianluca Pistore

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